TRA I DUE LITIGANTI, SCHLEIN E CONTE, IL TERZO…E’ MEGLIO! – ROSY BINDI LANCIA L’IDEA DI UN PAPA STRANIERO PER IL CAMPO LARGO: “IO VORREI QUALCUNO CHE METTA INSIEME ELLY E IL LEADER M5S PERCHÉ, CON QUESTE PREMESSE, QUESTI NON SI METTONO NEMMENO A UN TAVOLO”
I DUBBI SULLE PRIMARIE DI PRODI, VELTRONI, BONACCINI E DEL VERDE BONELLI – PER I DEM VICINI A SCHLEIN “LA VECCHIA GUARDIA SI AGITA, MA NOI NON ABBIAMO COSTRUITO TUTTO QUESTO PER LASCIARLO A MISTER X” – STESSI UMORI NEL M5S: “CHI PENSA CHE CONTE E SCHLEIN SI FACCIANO DA PARTE, SBAGLIA”
Primarie sì, ma con calma. Nel centrosinistra ora prevalgono gli inviti alla prudenza, dopo
lo sprint di Giuseppe Conte, il refrain è «prima il programma» ma più di qualcuno, in realtà, nelle conversazioni riservate dice ciò che in pubblico per ora è tabù: meglio evitare una conta potenzialmente lacerante e fare tutto alla vecchia maniera, con un accordo al tavolo della coalizione, magari su un “terzo nome” che metta pace tra i “due litiganti” Elly Schlein e il leader M5s, come Rosy Bindi ha detto esplicitamente a La Stampa .
Ma quello della scelta «nelle stanze chiuse» è proprio lo scenario che Schlein vuole evitare. La leader Pd lo ha detto chiaramente in conferenza stampa qualche giorno fa, le opzioni sono due: «Si può fare come fa la destra: scegliere che guida chi prende un voto in più alle elezioni. Oppure ci sono altre modalità, come le primarie a cui sono disponibile». Quello che appunto non si può fare è affidare la decisione a un “caminetto”
Ieri è stato Angelo Bonelli a dare voce ai dubbi Avs: «Noi vogliamo costruire l’alternativa. Propongo a Schlein, Conte e ai leader dell’opposizione di mettere da parte le primarie sul leader e lavorare alla consultazione popolare sul programma». La scelta del candidato premier si potrà fare dopo, è il ragionamento. Ma in realtà non piace troppo l’idea di un confronto Conte-Schlein che rischierebbe di schiacciare Avs, polarizzando sui due leader più in vista.
Dubbi sono venuti anche da Romano Prodi («Le primarie sono utili alla fine di un percorso, non all’inizio») e Walter Veltroni e pure Stefano Bonaccini la pensa allo stesso modo. Alessandro Alfieri, vicino al presidente Pd, spiega: «Prima dei modi di scelta della premiership serve un’agenda economica e sociale condivisa».
D’altro canto, i sondaggi parlano anche di un risultato incerto, con una possibile vittoria di Conte a sorpresa. Schlein è convinta di farcela ma molti dei suoi temono che alla fine non sia solo Bindi a sostenere che è meglio un accordo politico sul terzo nome. I potenziali “papi stranieri” non mancano, da Silvia Salis a Franco Gabrielli e Gaetano Manfredi
(da agenzie)
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