Dicembre 13th, 2009 Riccardo Fucile
INDAGINE DI LEGAMBIENTE: A MILANO IN RITARDO IL 57% DEI TRENI LOCALI, A ROMA IL 54%, A PALERMO IL 41% …..SITUAZIONE TRAGICA ANCHE A SALERNO, TORINO E MESSINA …RITARDI MEDI DI 11 MINUTI PER TRATTE ANCHE BREVI….CARROZZE SPORCHE E INCURIA: LA RABBIA DEI LAVORATORI
Sono arrivati puntuali i dati di Pendolaria 2009, l’indagine annuale di Legambiente che
monitorizza lo stato di salute del trasporto regionale italiano. Una indagine effettuata in 13 stazioni di 11 città italiane capoluogo di provincia, a fine novembre, nella fascia oraria tra le 7 e le 9 del mattino, per tre giorni di seguito.
Ne emerge un quadro disastroso: un treno su tre è in perenne ritardo, percentuale che aumenta al 57% a Milano e al 54% a Roma e che vede nelle prime posizioni anche Salerno, Torino e Messina.
Dietro gli aridi numeri si nasconde però il disagio e la rabbia di tanti lavoratori che ogni giorno sono costretti a servirsi delle ferrovie per raggiungere il posto di lavoro.
Sono stati monitorati 1.216 treni: ben 430 hanno registrato un ritardo superiore ai 5 minuti, 410 convogli sono arrivati con un ritardo tra 1 e 4 minuti, solo 374 sono giunti in orario.
Il ritardo medio registrato è di 11 minuti, con punte del 16% a Messina e del 15% a Salerno e Genova.
A Roma , Palermo, Bari e Torino il ritardo medio è di 9 minuti.
Dopo MIlano e Roma, c’è Palermo: solo il 16% dei treni viaggia in orario, il 41% in ritardo di pochi minuti, il 43% in ritardo oltre i 5 minuti.
A Genova viaggia in ritardo il 44% dei treni locali.
I pendolari denunciano l’incuria dei vagoni e l’odore nauseabondo delle carrozze, la mancata pulizia e i bagni fuori uso. Continua »
argomento: denuncia, emergenza, ferrovie, governo, Lavoro, Politica, povertà | Commenta »
Dicembre 13th, 2009 Riccardo Fucile
UN SONDAGGIO IPR RIVELA CHE IL 53% DEGLI ITALIANI NON APPROVA GLI ATTACCHI DEL PREMIER AI MAGISTRATI, SOLO IL 41% E’ D’ACCORDO….NELLO STESSO PDL IL 21% NON CONDIVIDE LE POSIZIONI DI BERLUSCONI: E’ LA DIMOSTRAZIONE CHE FINI PARTE DA UN MINIMO DELL’ 8%… SENZA DI LUI FORZA ITALIA NON SARA’ PIU’ IL PRIMO PARTITO
In attesa della giornata di oggi, caratterizzata dallo struscio in Piazza del Duomo con la cerimonia della autoconsegna della tessera annonaria n°1 e, a seguire, di qualche altra social card ai fedeli precettati, il presidente del Consiglio ha dichiarato a una riunione di europarlamentari del Pdl (lui che non alimenta mai polemiche interne…) che “Fini da solo vale elettoralmente appena il 2,8%, al massimo se rifacesse An il 4,5%”.
Questo sulla base dei suoi sondaggi “infallibili”, forse come quelli che aveva commissionato per le Europee che attribuivano al Pdl tra il 40-45% di consensi e alla fine dalle urne uscì un misero 35.2%.
Forse il premier non si rende conto che gli italiani, a questo punto, gli porrebbero una semplice domanda, di cui ci facciamo interpreti: “Caro Silvio, ma se Fini non conta nulla, perchè ti preoccupi e ti agiti così tanto?”.
Possibile che un premier debba temere la scissione di un misero 2,8%, quando il Pdl viene dato intorno al 37%?
Cerchiamo allora di smascherare un bluff che sta andando avanti da tempo.
E partiamo da un sondaggio di ieri della Ipr che ha monitorato l’opinione degli italiani sulle accuse a magistrati e Corte di Cassazione, pronunciate dal premier a Bonn.
I risultati dicono che il 53% degli italiani non condivide la posizione di Berlusconi, il 41% è invece d’accordo, il 6% non ha opinione.
Esaminiamo i dati per fascia d’età : contrari al premier l’80% dei giovani tra i 18 e i 34 anni (favorevole il 6%, senza opinione il 14%) e il 55% di coloro che sono tra 35 e i 54 anni (37% i favorevoli, l’8% non si esprime).
Favorevoli alle dichiarazioni di Berlusconi invece il 64% di chi ha più di 54 anni (contrari il 36%). Continua »
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