Settembre 2nd, 2011 Riccardo Fucile
IL TESTO DELLA INTERCETTAZIONE
Parlando con il direttore ed editore dell’Avanti! Valter Lavitola, il 17 luglio scorso Gianpaolo Tarantini dice di aver saputo dal suo avvocato Giorgio Perroni che Berlusconi ha dato a Lavitola stesso mezzo milione di euro.
L’imprenditore che procurava escort al presidente del consiglio è fuori dalla grazia di Dio perchè di quei soldi ha visto solo una piccola parte.
E dice chiaramente di aspettarsi un sacco di altri soldi.
I due, raggiunti oggi da un ordine di custodia cautelare per estorsione emesso dalla Procura di Napoli, parlano anche di altre persone beneficiate presumibilmente dal presidente del Consiglio: Lele Mora, Emilio Fede e una certa Sabina (probabilmente Sabina Began detta l’Ape regina), che ora vive in una villa “stile Onassis”.
GT = Gianpaolo Tarantini
VL = Valter Lavitola
GT: Và (nel senso di Valter) ma non diciamo cazzate dai! Lo sai com’è quello, che tu oggi gli chiedi 500, vai tra due mesi e gli dici: “guarda che sono serviti per una cazzata, lì devi mettere altri 500″ (incomprensibile) e te le mette.
VL: si, si. E quello piglia e me le mette (in tono ironico). E questa è un’idea tua, hai capito? Questa è l’idea tua.
GT: e Valter, noi in un ann…in un anno e mezzo come abbiamo fatto fino ad ora? Abbiamo trovato quattro, cinque cazzate da dirgli e ci ha sempre dato tutti i soldi che volevamo.
VL: eh? E allora vuoi sapere in un anno e mezzo com’è andata la cosa fino a mò? Io sto fuori di 160 e passa mila euro, a parte gli arretrati da marzo a mò, che tu ci creda o non ci creda, io ti faccio vedere le copie dei rimborsi uno a uno. Se io gli andavo a parlà di tutti quanti…l’unica cosa che mi ha meravigliato è stata la cosa dell’affitto, eh. Perchè, Gianpà …
GT: scusa Và (Valter), tu l’ultima volta che gli hai portato il bollettino, quello dopo un mese, due mesi, te li ha dati; poi non è che ha battuto ciglio. (…)
VL: Gianpaolo, Gianpaolo, l’altra…lui…io gli ho detto che a te ti do 8.000 euro al mese, mentre invece io te ne do 14, più tutti gli extra.
GT: eh.
VL: fitto già pagato (incomprensibile) più l’avvocato, più quello, più le emergenze che tieni? “Tu sei impazzito”, mi ha detto lui. (…)
GT: ti sto dicendo, cioè se io faccio una vita esagerata no, per come la…la…la descrivi tu, la vita esagerata, io devo consentire a mia moglie di andarsi a vendere le borse? O di andare senza macchina?
VL: Gianpà ma fammi capire una cosa, io non…non lo so se tu (incomprensibile), perchè secondo te 14.000 euro al mese più gli extra, più l’affitto pagato, sono pochi soldi al mese?
GT: no! E mica sto dicendo che sono po…io non ho mai detto che sono pochi. Chi ha mai detto che sono pochi.
VL: e allora…e non lo so, se tu mi dici così, che…secondo me è una pazzia sia il fatto delle borse, sia il fatto della macchina, sia il fatto dei 14.000 euro più l’affitto, hai capito? Perchè io voglio vedere l’anno che viene, se non abbiamo risolto, come cazzo si fa! Eh! (…)
GT: appunto, perchè tu l’hai visto come sono coglione io! Forse l’unico, l’unico, l’unico di tutta questa storia, di tutti quelli attorno a lui che hanno avuto problemi, l’unico coglione che non ha mai chiesto A fuori le riga…
VL: e va bè, Gianpà , però non esagerare. Pure questo non è vero, hai capito che ti voglio dire? Secondo me…
GT: e ma tu dimmi una cosa…una puttanata…
VL: …tu ti fai riempire il cervello da questi qua di milioni e miliardi e stramilioni che non (incomprensibile)
GT: ah perchè…perchè Lele Mora che ha avuto 4 milioni di euro e Emilio Fede se n’è intascati 800, chi è più balordo dei due.
VL: si, Gianpà , 4 milioni di euro li aveva avuto Lele Mora che, sostanzialmente, lo…lo…mò lasciamo stare dai (incomprensibile).
GT: no, no Và (Valter), vedi che Perroni è lo stesso avvocato di Lele Mora; Perroni è lo stesso avvocato di Lele Mora e il mio.
VL: e allora?
GT: gli ha dato 4 milioni di euro, 4 milioni di euro, con tre bonifici, sui 4 milioni se n’è intascati 800 Emilio Fede.
VL: 800?
GT: Emilio Fede, a tromba, lo ha truffato.
VL: eh.
GT: Sabina è sistemata tutta la vita. Se tu vai a vedere la casa di Sabina, tu dici: “non è possibile”, sembra la casa di Onassis.
VL: nientedimeno!
GT: eh! Ed io non ho mai chiesto un cazzo! Io sono sempre andato, attraverso te, con…con le…con i piedi di piombo, proprio perchè sapevo, per come sono io, che io…per me è un’umiliazione…già sta telefonata per me è un’umiliazione, per come sono io, andavo a chiedere…
GT: ma guarda che tu a me la notizia che mi hai dato oggi, per me vale oro, è come se mi avessero detto: “sei assolto”. Perchè lui aveva dato una parola e l’ha mantenuta.
VL: eh, ma è logico Gianpà che l’ha mantenuta!
GT: ma se l’avessi saputo però! Eh, ma perchè cazzo non mi hai avvisato! Io sarei stato ipercontento, ti avrei detto: “Valter, ti bacio in bocca, perchè il merito dei 500 sò i tuoi, non sò i miei, perchè chi mi ha portato là : tu.”
VL: ma che c’entra chi ti ha portato là ! Ma secondo te quello te li ha dati perchè siamo andati là ? Te li ha dati perchè io gli ho fatto due palle come una mongolfiera, Gianpà .
GT: appunto! e io che sto dicendo?
VL: fatti i conti che io ancora ne devo avere 230, tra parentesi eh.
GT: va bè. Mò ndò stanno sti cazzo di soldi.
VL: stanno su…aspetta un secondo, fammi vedè chi è (squilla un altro telefono). Tutti i soldi stanno su un conto chiuso in Uruguay.
GT: va buò.
VL: comunque, Gianpà , il risultato è…mò voglio vedè allora quanto sei uomo, allora, visto che è così. Non dire un cazzo a tua moglie, scordati questi soldi; il momento che tu te ne devi andare fuori, te li piglio e te li metto su un conto, anzi, non te li piglio, non te li metto su un conto niente; tu sti soldi vanno per un’attività , individuiamo un’attività , fosse pure a Roma, io lì, mi litigo con lui e te li metto, però su un’attività Gianpà , perchè se te li do in mano a te questi soldi sai quanto durano? Due mesi.
GT: Và (Valter) ma ti posso dì…ti posso chiedere un favore?
VL: eh.
GT: ma me lo fai?
VL: si.
GT: mi fai andà a parlà con lui, perchè io so sicuro che io e lui, davanti, da soli, ame lui non mi da 500, perchè lui mi conosce, sa che Gianpaolo Tarantini prende i soldi dall’ENI, prende i soldi da Finmeccanica, da dove cazzo li prende, lui lo sa che io li prendo, a me me ne servono 5 domani? Lui lo sa che io ne prendo 20, perchè lui lo sa come so capace io a prenderli i soldi, io li ridò tutti e 5.
VL: Gianpà scusa, ma noi ci siamo andati e quello là ti ha fatto così.
GT: e tu mi hai fatt…tu gli hai detto 500, perchè se parlavo io gli chiedevo 3 milioni e quello diceva: “si”, ti assicuro.
VL: Gianpà se tu gli chiedi 3 milioni, quello ci cacciava fuori a tutti e tre.
GT: Và (Valter) ma che cosa dì(ci)? Ma tu non…con chi stai parlan…ma tu lo conosci a quello?
VL: no, io non lo conosco, per fortuna che lo conosci tu.
GT: e allò…agli altri si e a me no? Io sò il coglione de tutta la storia?
VL: ma no, Gianpà io non ci credo agli altri, di tutte queste…
GT: come non ci credo, Và , stanno…stanno…sta negli atti i bonifici a Lele Mora, sta negli atti.
VL: ma lascia perdere, ma tu lo sai qual’è il rapporto di Lele Mora con lui o non lo sai?
GT: quale, che gli faceva schifo, te lo dico io che vivevo là dentro, io dormivo a casa sua…
VL: ma che c’entra.
GT: …gli faceva schifo, gli faceva vomitare
VL: va bè Gianpà , va bè va bè, lascia stà , allora c’hai ragione tu.
GT: allora la casa di Sabina è una…è finta. Cioè, la casa di Sabina, dove vive ora, è finta.
VL: ma non lo so, la casa di Sabina…io la casa di Sabina non lo so, comunque io ti dico che per quella che è la mia esperienza, tu vai là e gli vai a chiedere tre milioni, quello ti caccia fuori a pedate.
GT: ma io non glieli chiedo. Io a lui gli voglio dire una cosa, mi voglio mettere di fronte e gli voglio dire: “Presidè io non c’ho una lira, sono disperato, sto facendo sta cazzo di operazione, non ci sta, nel frattempo, per favore, mi vuoi mantenere come Cristo comanda, senza avere rotture di coglioni di nessun genere?” Mi deve dire: “no”? Io non ci credo.
VL: Gianpà , quello che cosa ti deve dire, ti deve dire: “lo sto facendo”, com’è vero che lo sta facendo.
GT: oh! Ma io non voglio avere, però, rotture di coglioni, Valter!
VL: ma come non vuoi avere rotture di coglioni! Quale rotture di coglioni c’hai Gianpà , fammelo capì pure a me che rotture di coglioni c’hai. Ma perchè tu devi fare una roba fatta male, io non lo riesco a capire, io non lo riesco a capire; tu sei come un kamikaze, cioè a te ti piace prendere i coglioni, metterli sul tavolo e martelli, martelli, martelli, oppure, può darsi che mi sbaglio eh, può darsi che tu dici così: che tu vai là e quello ti da 10 milioni e tu ti metti a posto per tutta la vita, io sò felice e contento come una Pasqua, più, ti garantisco, parola d’onore, dopo di te il più contento sò io, perchè mi sò levato una rogna che manco da ridere, come a sempre eh, ti parlo in modo estremamente schiatt…schietto. Però a me mi sembra che è una roba pazzesca e non (incomprensibile) che quello lì, siccome sò sicuro che quelle due cose che ci stanno da fare, un mese dopo, un mese prima, tre mesi dopo, tre mesi prima, si fanno tutte e due, allora io dico: perchè non lo teniamo sulla corda del fatto che, comunque sia, quello…io gli continuo a pressare su quelle cose là e si fanno e tu quello che ti devi prendere te lo prendi lo stesso e non si corre il rischio che, invece, non prendi proprio un cazzo? Se invece tu gli vai sotto e gli vai a dire: “e tre e cinque e otto e quarantotto e io la vita così, mi mantiene…” quello inizia a pensare: “questo è completamente pazzo, rispetto a sta cosa qua, perchè a questo punto delle due l’una: o io non te li do, una media di oltre ventimila euro al mese, calcolando le variabili, oppure tu sei pazzo”, dice lui. Ventimila senza calcolare l’affitto eh!
GT: va bè.
VL: oppure sei pazzo. Eh…Gianpà , è così eh. Allora, dopodichè, tu che cosa devi fare, devi passare per uno completamente squilibrato…
GT: i cinquecento mò…
VL: …che in parte sei!
GT: …quindi, i cinquecento stanno…
VL: tu, secondo me, squilibrato sei al 50%.
GT: va bè. I cinquecento stanno?
VL: si, cinquecento stanno sopra un conto, siccome lui a me ancora non me li ha dati tutti quanti, ma non fa niente, io ho detto che stanno e stanno e lui me li deve dare e a me lui me li da e non ci sta problemi e questi soldi stanno da una settimana dopo che siamo andati a casa sua.
GT: va buò. E metti che ti succede un cazzo a te domani mattina, io questi cinquecento come li prendo.
VL: ma Gianpà , Madonna Santa, ma non dire stronzate sempre! Ma secondo te allora, fammi capire una cosa, se a me domani mattina mi succede una cosa, mia moglie che cosa fa non campa più?
GT: eh ho capito, tua moglie mica mi conosce a me, non mi saluta a distanza di cinque metri.
VL: ma che c’entra tua moglie, mia moglie manco sa i cazzi miei, mia moglie! Io sono organizzato in un modo tale che siccome, facciamo corna, stanno le cose, ci sta chi sa e come devono fare i fatti. Dopodichè che cosa fai Gianpà , io mò ti do, allora io a te, il nome, il numero di conto e…dopodichè ti acchiappano con una cosa del genere e a me mi fai andare a finire all’ergastolo Gianpà . Ma per favore, usiamo il cervello, per l’amore di Dio! Ma tu ti immagini, vengono a fare una perquisizione, una cosa, ti trovano un fogliettino di carta con sopra scritto un codice, un nome o un numero, tu domani mattina… oppure (incomprensibile) già sta telefonata che stiamo facendo è pazzesca. Immaginati se ti stanno facendo le intercettazioni a distanza che guaio mi fai passare a me, per parlare di cose inesistenti; che cosa faccio, mi fotto i cinquecento mila euro tuoi Gianpà ? (…)
VL: va bè Gianpà , lascia…mò senti, allora senti, io sto a ventimila chilometri, non so quanti chilometri distante, tu stai là , già abbiamo fatto una telefonata folle che io mi auguro Dio che ci assiste che non…non l’hanno presa da nessuna parte (…)
GT: Và (Valter) non me ne andrò mai con cinquecentomila euro, non mi conosci tu. Piuttosto sto qua e lotto, piuttosto sto qua e lotto, mando affanculo tutti e lotto, ma io non sto con cinquecentomila euro che a me vuol dire star bene un anno, perchè ne devo lasciare trecento a mia madre, duecento a mia madre? (…)
GT: si, però tu ricordati una cosa, che io a vent’anni stavo in barca con D’Alema e gli altri a novant’anni ancora dovevano fare quello che io avevo fatto in due anni, da diciotto a vent’anni. A vent’anni. A trenta stavo a dormire a casa di Berlusconi io, a trenta.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 2nd, 2011 Riccardo Fucile
IL TESTO DELLA INTERCETTAZIONE
Si parlano l’uno su un cellulare panamense, l’altro con una scheda wind intestata a tale Ceron
Caceres, cittadino peruviano.
L’uno e l’altro sono Valter Lavitola e Silvio Berlusconi.
Entrambe le schede sono un’idea del direttore dell’Avanti, che poche settimane prima ha consegnato a Palazzo Grazioli le sim card e i telefoni che poi il premier userà con lui. “Tra qualche mese me ne vado …vado via da questo paese di merda…di cui…sono nauseato…punto e basta…”.
Comincia così lo sfogo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conversazione intercettata la sera del 13 luglio scorso.
Secondo il gip di Napoli — che ha disposto l’arresto dello stesso Lavitola, di Giampaolo Tarantini e della moglie per estorsione a Berlusconi — la conversazione in questione è “rilevante” in quanto attesta la “speciale vicinanza” tra il premier e Lavitola e la “natura dei rapporti” tra i due, “rivelandosi Lavitola impegnato sostanzialmente quale attivo e riservato ‘informatore’ su vicende giudiziarie che, benchè riguardanti terzi, appaiono di specifico e rilevante interesse dello stesso Berlusconi”.
Viene quindi riportato il contenuto della conversazione nella quale, scrive il gip, “al di là del merito delle considerazioni che provengono dal Lavitola, è soprattutto di procedimenti giudiziari che egli discorre, riferendosi in particolare a quello condotto qui a Napoli sulla cosiddetta ‘P4′ nonchè ad altri potenziali procedimenti riguardanti fatti accaduti a Bari e di cui il Lavitola sembra avere notizie”.
E’ Berlusconi a contattare Lavitola sull’utenza panamense di quest’ultimo alle ore 23 e 14 del 13 luglio facendosi introdurre da un tale Alfredo.
La telefonata dura più di 13 minuti, durante i quali si parla di vari argomenti, in particolare di vicende giudiziarie..
“Anche di questo — sostiene un Berlusconi che sembra essere molto consapevole che la telefonata sia intercettata — non me ne può importare di meno… perchè io …sono così trasparente..così pulito nelle mie cose..che non c’è nulla che mi possa dare fastidio..capito?..io sono uno..che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato…quindi..io sono assolutamente tranquillo…a me possono dire che scopo..è l’unica cosa che possono dire di me…è chiaro?..quindi io..mi mettono le spie dove vogliono..mi controllano le telefonate..non me ne fotte niente…io..tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei…da un’altra parte e quindi…vado via da questo paese di merda…di cui…sono nauseato…punto e basta…”.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 2nd, 2011 Riccardo Fucile
LO DENUNCIA UN’INCHIESTA DEL QUOTIDIANO LOCALE “CRONACHE DI NAPOLI”… ORA IL COMUNE HA INIZIATO LE VERIFICHE: SONO GIA’ 31 GLI IMMOBILI FINITI NEL MIRINO
Il cronista scopre l’inghippo e denuncia lo spreco.
L’assessore si abbevera alla fonte dei suoi articoli e agisce.
Ed è stato così che, leggendo i puntuali reportage del giornalista di Cronache di Napoli, Ciro Crescentini, l’assessore al Patrimonio, Bernardino Tuccillo (Idv) si è accorto che almeno 31 immobili di proprietà del Comune sono stati assegnati a partiti politici che non sborsano i canoni di locazione.
“Il danno ammonta a circa un milione di euro”, precisa l’esponente della giunta del sindaco Luigi de Magistris.
Ma i meriti della scoperta sono tutti di Crescentini e della sua campagna stampa di fine agosto sull’utilizzo infruttuoso del patrimonio comunale.
Lo testimonia lo scambio di messaggi sulle bacheche delle rispettive pagine Facebook.
Si legge Crescentini che linka i suoi articoli, e Tuccillo che gli chiede ragguagli e la cortesia di spedirgli la documentazione attinente alle notizie pubblicate affinchè gli uffici facciano uno screening.
Detto, fatto.
Peraltro, era tutto in rete, sul sito internet dell’amministrazione comunale.
Crescentini ha incrociato i dati. “Lo scenario che emerge dai nostri controlli è estremamente grave — dichiara oggi Tuccillo, a tre giorni dalla pubblicazione del primo pezzo — ed il Comune si mobiliterà immediatamente per la riscossione dei crediti vantati. In una congiuntura di seria sofferenza finanziaria tale situazione non è più tollerabile. I partiti politici rappresentano uno strumento essenziale nella vita democratica del Paese e dovrebbero contribuire alla credibilità e al prestigio delle istituzioni, rappresentando esempi evidenti di rigore e di trasparenza”.
“Per mettere finalmente a reddito il nostro patrimonio immobiliare — conclude l’assessore — completeremo la ricognizione dei fitti attivi e di tutti i crediti vantati dal Comune. Il nostro patrimonio immobiliare appartiene al Comune ed ai suoi cittadini e non può essere depauperato e svilito così come è avvenuto nel corso di questi anni”.
E non sono soltanto i partiti ad aver approfittato gratis di beni pubblici.
Secondo le inchieste di Crescentini, l’amministrazione comunale di Napoli perde ogni anno 11 milioni di euro per il mancato incasso di canoni di locazione di case, negozi, scantinati e terranei concessi gratis o per importi irrisori.
Gli evasori vanno cercati anche tra aziende, associazioni culturali, sindacati, enti sportivi e ricreativi.
Diversi dei quali diretti da ex consiglieri comunali.
La politica che approfitta del proprio potere per evadere ai propri doveri, e strappare ingiusti privilegi.
Il sistema, scrive il giornalista di Cronache di Napoli, è quello del comodato d’uso. Per favorire gli amici degli amici.
Un sistema proliferato a lungo grazie all’assenza di un’anagrafe degli immobili.
Che però è stata infine disposta e preparata dalla Romeo Gestioni, e consegnata da tempo ai dirigenti. I dati ora sono pubblici.
La giunta de Magistris sa da dove cominciare per iniziare a ripianare i conti.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Settembre 2nd, 2011 Riccardo Fucile
QUANTO HA PESATO L’EURO NELLE NOSTRE TASCHE, LA RICERCA DI ALTROCONSUMO: L’INFLAZIONE E’ CRESCIUTA PIU’ DELLE RETRIBUZIONI… MALE NEI SETTORI DOVE E’ STATO DATO SPAZIO ALLA SPECULAZIONE, MEGLIO DOVE CI SONO STATE LE LIBERALIZZAZIONI
La sorpresa maggiore è forse nella conclusione, perchè contrasta con una credenza molto
diffusa tra gli italiani: non è vero che l’euro ha rappresentato un salasso per gli italiani.
Per arrivare a questa affermazione finale, in occasione del decimo “compleanno” della moneta unica, l’associazione Altroconsumo ha preso in esame la spesa che ogni cittadino deve affrontare oggi per usufruire di una serie di beni e servizi fondamentali – dall’energia alle telecomunicazioni, dai trasporti pubblici ai ristoranti – e l’ha confrontata con un’altra, identica ricerca che aveva svolto nel 2001.
Ecco di seguito cosa è venuto fuori.
Italiani più poveri
Partendo dai dati macroeconomici, l’indagine “Dieci anni in Eurolandia” quantifica subito in una percentuale del 7% il calo del potere d’acquisto degli italiani.
Il risultato è frutto del rapporto fra l’inflazione, cresciuta in dieci anni del 21%, e il reddito pro capite, il cui incremento è stato invece del 14%.
La riduzione della capacità di spesa ha ovviamente modificato i comportamenti: negli alimentari, ad esempio, mentre i prezzi sono saliti in dieci anni del 25%, la spesa relativa è cresciuta solo del 13%, diventando quindi più selettiva.
Al contrario, essendo cresciute le ore passate al cellulare e su internet, la spesa relativa è cresciuta del 30% mentre i prezzi per le tlc sono calati del 28%.
L’inflazione e la speculazione
Partendo dai dati dell’Istat, Altroconsumo rileva che la crescita dell’inflazione (ossia l’indicatore che calcola il costo della vita in base all’aumento dei prezzi al consumo) è stata in media del 2,3% annuo: i prezzi, dunque, in dieci anni sono cresciuti di quasi un quarto.
Il percorso è stato abbastanza lineare con l’eccezione del biennio che ha preceduto la crisi globale quando, nel 2007-2008, sui generi alimentari e sull’energia si scaricarono i rincari improvvisi sui prezzi dei cereali e del petrolio.
Effetti che la speculazione ha fatto diventare permanenti anche a crisi del grano conclusa.
La prova è nel prezzo della farina, del pane e degli altri derivati dei cereali: cresciuto in linea con l’inflazione fino al 2007, ha poi fatto un balzo in avanti e non più risceso, chiudendo il decennio dell’euro con una crescita (+47%, + 33% per il solo pane) nettamente superiore rispetto all’inflazione.
Alimentari e beni primari
La speculazione su pane si nota anche di più guardando ai prezzi degli altri generi alimentari, il cui aumento è stato invece quasi in linea (+25,3%) con l’inflazione (+23%).
A parte i beni come tabacchi e gli alcolici (+53%), dove la spesa è diventata più salata per tutti gli italiani è il settore dei beni “primari” come l’acqua (+53%) e il gas (+34%), dei carburanti (+35%) e dei servizi locali, a cominciare dai trasporti pubblici (+35%) e dalle tariffe per i rifiuti solidi urbani (+33%).
Trasporti e Rcauto
Sui trasporti in generale, l’indagine di Altroconsumo evidenzia come il settore, malgrado “pulluli di offerte low cost”, sia uno di quelli dove i rincari sono stati più anormali: +147% per le navi, +61% per gli aerei, +46% sui treni e +34% per i taxi.
Se si guarda al trasporto pubblico urbano, invece, l’entrata in vigore dei biglietti a 1,50 euro fa di Milano e Genova le città dei maggiori aumenti (+94%), considerato che nel 2001 la corsa costava 1.500 lire.
In tutto ciò hanno inciso le vicende del petrolio, ma indubbiamente anche le speculazioni via via attuate all’ombra del barile
Quanto ai premi Rcauto, i costi sono cresciuti a dismisura in città come Napoli (+122%) e Palermo (+77%), mentre a Roma è balzata del 136% in dieci anni la spesa per assicurare moto e motorini.
Il pregio delle liberalizzazioni
In alcuni settori “chiusi”, come quello dei trasporti, la presenza di monopoli, oligopoli e “cartelli” più volte denunciati anche dalle autorità di controllo hanno pesato sui rincari e sui consumatori.
Al contrario, dove il mercato è stato aperto con liberalizzazioni o ampliamento della rete distributiva, i prezzi sono andati giù: il caso più evidente riguarda i farmaci, scesi del 28% in 10 anni.
Bollette salate
I dati appena riportati mostrano come sia il comparto energetico ad aver subito di più i contraccolpi legati al petrolio ed al prezzo del barile.
In mezzo ci sono situazioni geopolitiche complesse ed eventi straordinari, ma a pesare, sottolinea Altrconsumo, sono state anche le “inefficienze industriali legate alla raffinazione ed alla distribuzione.
Dove l’andamento dei prezzi è stato in linea con l’inflazione, come nei settori della telecomunicazioni e dell’elettricità , il merito è stato in gran parte della maggiore concorrenza sul mercato dei gestori anche in seguito alle liberalizzazioni varate nel 2007.
I beni dai rincari minori
Dove la spesa è cresciuta meno rispetto a 10 anni fa, tlc a parte, è tutto il settore dell’abbigliamento e calzature (+17,9%), dell’arredamento (+20,5%), le spese per il tempo libero e la cultura (+10,9%) e soprattutto nel settore sanitario (+2,8%).
Sopra la media dell’inflazione è stato, secondo Altrconsumo, l’aumento dei prezzi per l’istruzione (+26,5%) e per i servizi ricettivi e di ristorazione (+28,9%).
In un focus particolare su alberghi, bar e ristoranti, l’indagine rileva che mentre il costo di una notte in hotel è salito dal 2001 solo del 17%, le consumazioni in bar e ristoranti nelle grandi città sono salite mediamente di 33 punti.
Caffè e pizza
I dati vanno anche contestualizzati. E’ vero che il caffè, ad esempio, è aumentato del 35% a Roma e del 18,5% a Milano, ma è anche vero che Milano è passata così da 0,84 centesimi a un euro, mentre Roma da 0,63 a 0,85 centesimi di euro.
Il maggiore incremento sulla pizza, invece, si è registrato a Bari (+45,2%), mentre il minore a Roma (+20,2%); oggi, però, secondo le rilevazioni di Altroconsumo, a Bari la pizza continua a costare la metà rispetto a Roma: 3 euro contro 6 euro.
Le conclusioni
“Non possiamo dire che il passaggio all’euro, dopo dieci anni di moneta unica, abbia rappresentato un salasso per i consumatori – è la conclusione di Altroconsumo – . Fatta eccezione per il biennio 2007-2008, l’inflazione, in fondo, è cresciuta in modo fisiologico”.
Tuttavia, sottolinea l’associazione, i “picchi nascosti” dietro l’andamento medio dei prezzi hanno “fortemente penalizzato i consumatori”, a cominciare proprio da quei beni di prima necessità quali l’acqua, il gas, il canone Rai o i trasporti, “che hanno registrato aumenti generalizzati – e molto spesso non giustificati – per le tasche dei cittadini”.
(da “La Repubblica“)
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Settembre 2nd, 2011 Riccardo Fucile
ASPRA ANALISI DEL PRESTIGIOSO GIORNALE ECONOMICO STATUNITENSE
Il Wall street Journal mostra preoccupazione per le parole insensate del Premier italiano, nel passato le sue “pagliacciate”, hanno messo in ridicolo l’Italia, ora quello che più preoccupa i leader europei è che possa danneggiare l’intera zona Euro.
Il noto giornale americano evidenzia come il teatrino inconcludente della politica italiana possa ripercuotersi nella zona Euro.
“Le ripetute modifiche del primo ministro italiano alla manovra da 45,5 miliardi di euro – si legge – sono state necessarie per tamponare il rischio di un buco di bilancio, oltre a mettere in luce le perenni debolezze dell’Italia: la politica e la crescita”.
Il WSJ consiglia: “Roma dovrebbe prendersi una vacanza dalla politica”.
“L’Italia – si spiega – è sfuggita alla tempesta sui debiti sovrani del 2010 perchè a differenza di Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna non ha speso troppo durante la crisi, e perchè il suo sistema bancario è solido e il debito delle famiglie è basso”.
L’Italia si trova davanti scelte difficili, il piano di austerity è necessario per raggiungere gli obiettivi di bilancio fissati per dare fiducia ai mercati. Se però dovessero esserci ulteriori ricadute le società di rating potrebbero uteriormente abbassare a distanza di poco tempo il coefficente, mettendo a rischio la fiducia nei mercati.
Questo avrebbe una ricaduta sui titoli pubblici italiani che vedrebbero compromesso l’acquisto degli stessi da parte della Bce.
L’acquisto dei Bond da parte della BCE hanno dato respiro ai mercati, ma cosa accradebbe se dovesse ventilarsi una nuova crisi?
L’Italia rischierebbe il default e l’Europa verrebbe risucchiata a causa del teatrino della politica italiana”.
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Settembre 1st, 2011 Riccardo Fucile
LISTINO RIVOLUZIONATO DOPO LE POLEMICHE: ORA I PASTI SARANNO A PREZZI DI MERCATO…NIENTE PIU’ FILETTO DI ORATA A 5,23 EURO, PREVISTI RITOCCHI ANCHE ALLA BUVETTE… CI SARA’ IL FUGGI FUGGI NEI BAR LIMITROFI?
L’ondata di polemiche per i prezzi irrisori dei ristoranti del Parlamento ha sortito i primi
effetti.
Gli spaghetti all’astice non avranno più il prezzo «politico» di 5 euro circa e il filetto di Orata non costerà più 5,23 euro.
Ieri infatti il collegio dei Querstori del Senato ha allineato i prezzi del ristorante di palazzo Madama a quelli di mercato, o quasi.
Ironia della sorte la formalizzazione del rincaro è arrivata proprio all’ora di pranzo e a darla è stato Angelo Maria Cicolani (Pdl) al termine della riunione mattutina del collegio.
Dando seguito all’ordine del giorno votato a inizio estate, all’attenzione alla materia mostrata dal presidente del Senato, Renato Schifani, e soprattutto al malcontento dell’opinione pubblica, che ha identificato nei prezzi «popolari» del ristorante di palazzo Madama uno dei più deprecabili privilegi della Casta, i questori, ha raccontato Cicolani, hanno «portato i prezzi del ristorante a un livello tale da coprire circa l’80% dei costi» (era ora n.d.r.)
Ecco allora il nuovo listino.
Per un antipasto, che fino a oggi costava da 1,5 a 3 euro, chi siederà ai tavoli del ristorante dovrà sborsare dai 5 ai 10 euro.
Stesso discorso anche per i primi: si andrà dai 6 euro circa per un piatto base fino a 21 euro per una pasta asciutta di fascia alta.
Ritocchi anche per i secondi piatti: il listino salirà , a fronte di un costo massimo attuale di 5,50 euro circa a portata, a una forchetta compresa tra 10 e 24 euro per piatto.
Rialzo «record» perfino per i contorni, che passeranno dai 1,3 euro attuali, saliranno fino a 5 e 6 euro.
Insomma, rincari anche oltre il 100 per cento in vista dalla prossima settimana per i frequentatori di un ristorante che, sempre secondo i dati forniti da Cicolani, ha servito lo scorso anno circa 20.000 pasti in tutto.
Una decisione dei questori quasi obbligata e presa «insieme» che, ha riconosciouto ancora Cicolani, potrebbe avere «leggere ripercussioni sull’afflusso al ristorante».
Ma chi pensa di potersi rifugiare alla buvette, anch’essa una sorta di tavola calda caratterizzata da prezzi più che scontati, avrà una amara sorpresa: la scure si abbatterà anche su quella, che vedrà a breve il proprio listino ritoccato al rialzo.
Quel che è peggio, però, è che verranno rivisti, e sempre al rialzo, anche i prezzi della mensa riservata al personale di palazzo Madama, che si vedrà portare il ticket pasto, sempre a detta di Cicolani, attorno ai 5 euro.
Il tutto, ha spiegato il questore, «per non creare sperequazioni».
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Settembre 1st, 2011 Riccardo Fucile
IL CAPO DI GABINETTO DI CALDEROLI ORA NEGA: “MAI DETTO CHE SI APRIVA IL 1 SETTEMBRE”
Non sono ancora operative le sedi dei quattro ministeri del nord la cui apertura era attesa per il 1° settembre.
Anche se sulla data, pare, c’è stato qualche malinteso.
Il capo di gabinetto del ministro Calderoli, Maurizio Bosatra, poco prima delle 10.30 è arrivato per aprire la porta a vetri degli uffici: «Non abbiamo mai detto che gli uffici sarebbero stati aperti il 1° settembre, ma i primi di settembre».
Davanti alla sede dei quattro ministeri (Economia, Semplificazione, Riforme e Turismo) dalle 9 sono arrivati gruppi di giornalisti, televisioni, fotografi e qualche curioso.
Nell’ex reggia è stata annunciata l’apertura di quattro sedi ministeriali decentrate: Economia di Giulio Tremonti, Turismo di Michela Vittoria Brambilla, Riforme per il federalismo di Umberto Bossi e Semplificazione normativa.
Obiettivo: dare avvio al decentramento per favorire il rilancio del tessuto socio economico del Nord.
Gli uffici, inaugurati a luglio alla presenza del leader della Lega Nord Umberto Bossi, si trovano nell’ala della Villa Reale definita «la Cavallerizza».
Una delegazione di commercianti padovani dell’Ascom, in previsione dell’apertura dei ministeri (che non c’è stata), ha programmato per oggi una manifestazione di protesta contro la manovra finanziaria del governo.
Chissà se sarà presente quanche esponente della “Lega di lotta”: certamente non si farannno vedere quelli della “Lega di governo”.
La farsa padagna continua, fino a esurimento di coloro che amano farsi prendere per il culo.
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Settembre 1st, 2011 Riccardo Fucile
GRANATA DICHIARA CHE FUTURO E LIBERTA’ SOSTERRA’ I QUESITI REFERENDARI…POCO DOPO BOCCHINO LO SMENTISCE E SI ALLINEA A CASINI PARLANDO DI “VIA PARLAMENTARE” PER LE MODIFICHE… ANCHE NEL PD FRATTURA TRA BERSANI E FRANCESCHINI…DIO CI SALVI DAGLI ETERNI PRUDENTI (E INCONCLUDENTI)
Si allarga il fronte del referendum abrogativo della legge elettorale. 
E arriva a spaccare, dopo il Pd, anche Fli.
Mentre Pierferdinando Casini imbocca decisamente con la sua Udc la via parlamentare, invitando Pier Luigi Bersani a discutere lì della cancellazione del Porcellum, a partire dalla proposta di legge Pd.
Ma tra i democratici si allargano di ora in ora le fila di chi vorrebbe un sostegno esplicito del partito ai quesiti.
E Dario Franceschini, nella riunione del coordinamento, chiederà al segretario di cambiare rotta: «Lanciamo tutto il Pd nella battaglia referendaria».
Le divisioni tra i finiani sul fronte elettorale emergono in serata.
Al termine di una riunione dell’ufficio politico, Fabio Granata dichiara infatti che Fli «sosterrà » i quesiti.
Ma il deputato viene a stretto giro corretto dal vicepresidente Italo Bocchino, che spiega che tra i dirigenti sono emerse «posizioni diversificate».
E aggiunge che «c’è il convincimento» che il Porcellum vada cambiato, ma «non è il referendum lo strumento più adatto in una materia dove partiti e Parlamento dovrebbero prendersi le proprie responsabilità ».
Su quest’ultimo punto non ha dubbi l’Udc, che non ci pensa proprio ad avallare l’abolizione referendaria del Porcellum e tornare così al Mattarellum.
«Stiamo parlando del nulla – taglia corto Pier Ferdinando Casini – la Consulta non potrà mai accettare un referendum con questa impostazione».
Il leader Udc abbraccia dunque la via di una riforma parlamentare della legge elettorale.
E offre una sponda a Bersani, dichiarando la disponibilità del suo partito a discutere nelle commissioni di Camera e Senato la proposta presentata dal Pd
Perplesso sul referendum anche Massimo D’Alema, che definisce la proposta parlamentare del Pd «un buon punto di partenza».
La posizione del Pd sarà comunque discussa e definita domani, in una riunione del coordinamento del partito.
Bersani ancora ieri si è detto convinto che sul referendum bisogna «lasciare lavorare la società civile».
Ma Dario Franceschini ribatte che «nessuno capirebbe una prudenza del Pd ad appoggiare un’iniziativa che vuol restituire ai cittadini il diritto di scegliersi chi deve rappresentarli».
Dunque il capogruppo alla Camera, deciso a firmare i quesiti, chiederà al segretario di lanciare da subito l’intero partito nella campagna referendaria.
Ma sul punto i democratici sono divisi, perchè se Piero Fassino oggi fa seguire la sua firma a quelle di Romano Prodi e Walter Veltroni, c’è chi, come i fioroniani, chiede invece di seguire la via parlamentare.
Intanto Antonio Di Pietro, che i banchetti referendari li ha inaugurati da settimane, usa l’arma dell’ironia: «Ringraziamo le grandi personalità che finalmente hanno apposto le loro firme del giorno dopo, però vengano a raccogliere con noi le altre 499.999 sottoscrizioni necessarie».
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Settembre 1st, 2011 Riccardo Fucile
SECONDO GLI INQUIRENTI AVREBBE RICEVUTO 500.000 EURO PER MENTIRE SULLA CONSAPEVOLEZZA DEL PREMIER CHE L’IMPRENDITORE AVESSE PORTATO ESCORT A PALAZZO GRAZIOLI… MANDATO DI ARRESTO ANCHE PER L’EDITORE DELL’AVANTI, PROCACCIATORE DI PATACCHE CONTRO FINI
La Digos della questura di Napoli e quella di Roma hanno arrestato l’imprenditore pugliese Giampaolo Tarantini, 36 anni, e la moglie Angela Vevenuto 34 anni, nell’ambito dell’indagine sull’estorsione da 500 mila euro al premier Silvio Berlusconi. La coppia è stata arrestata a Roma ed è in viaggio verso Napoli per essere rinchiusa nelle carceri di Poggioreale e Pozzuoli.
Il gip Amelia Primavera ha accolto quindi la richiesta di custodia cautelare avanzata dai pm Henry John Woodcock 1, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli nell’ambito dell’inchiesta sul giro di escort svelato da Patrizia D’Addario alla Procura di Bari che vede indagato anche l’editore e direttore de L’Avanti!, Valter Lavitola.
Un mandato di arresto è stato emesso anche nei suoi confronti, ma l’editore si è reso irreperibile.
Gli indagati sono in tutto cinque. Le indagini “sono tuttora in pieno svolgimento, anche con perquisizioni domiciliari”, rende noto la procura di Napoli.
Tutto ciò, si legge in una nota a firma del procuratore aggiunto Francesco Greco, malgrado le indagini stesse siano state “fortemente compromesse dalla criminosa sottrazione di numerosi e rilevanti contenuti della richiesta cautelare ad opera di ignoti, cui ha fatto seguito nei giorni scorsi la pubblicazione degli stessi su alcuni giornali nazionali”.
Il riferimento è alle anticipazioni uscite la settimana scorsa su Panorama, e poi riprese dagli altri media.
Secondo le tesi degli inquirenti infatti, così come anticipato il 25 agosto dal settimanale di proprietà del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Tarantini avrebbe ricevuto un compenso per mentire circa la consapevolezza del premier che l’imprenditore avesse portato a Palazzo Grazioli escort.
Tarantini, a sua volta, sarebbe vittima di un raggiro di Lavitola, che dei 500 mila euro avrebbe trattenuto 400 mila euro per impiegarli in operazioni finanziarie in tutta Italia. Nella versione di Panorama, l’indagine dei pm Curcio, Woodcock sarebbe stata imperniata su intercettazioni telefoniche molto recenti che riguarderebbero conversazioni di Lavitola con Tarantini o con la moglie dell’imprenditore.
Nella ricostruzione di Panorama, Tarantini avrebbe ricevuto il denaro per dichiarare al processo istruito a Bari che il premier non sapeva di ospitare escort retribuite dall’imprenditore.
“Pagato per mentire? No, perchè al telefono Tarantini ribadisce più volte che quella è la verità “, sosteneva il settimanale.
I 500 mila euro, si leggeva ancora nel resoconto, dovevano servire “soprattutto” a convincere l’imprenditore pugliese a scegliere il patteggiamento per evitare un processo pubblico e la conseguente pubblicazione di “intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti” che avrebbe danneggiato il premier.
Nel settimanale di Berlusconi c’era anche una dichiarazione del premier: “Ho aiutato una persona (Tarantini ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio. Sono fatto così e nulla muterà il mio modo di essere”.
L’avvocato Nicola Quaranta, legale di Tarantini con l’avvocato Giorgio Perroni, contattato da Repubblica spiegò allora che l’imprenditore non aveva presentato alcuna richiesta di patteggiamento nel filone escort: “È nostro interesse leggere e conoscere tutti gli atti. Attendiamo l’avviso di conclusione delle indagini per guardare le carte e fare le nostre valutazioni”.
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