Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
“VOLEVANO OBBLIGARMI A DIRE QUELLO CHE VOLEVANO LORO”
Angela Bruno, la venditrice della Green Power di Mirano al centro delle polemiche per le frasi a
doppio senso («quante volte viene?») rivoltele da Silvio Berlusconi, ha deciso di postare attraverso Facebook tutti gli sms scambiati con il suo superiore dopo l’accaduto.
Un modo per smentire le insinuazioni sulla sua «partecipazione divertita» al siparietto con il Cav e reagire alle accuse e minacce piovutele in questi giorni.
«Ne tirano fuori una dietro l’altra, è uno skerzo», si legge negli sms scambiati con il suo direttore commerciale a cui è allegato un messaggio offensivo per essersi prestata al gioco di Berlusconi in occasione della tappa alla Green Power.
«Mi offendono pure». «Non sto bene. Mi stanno massacrando. Nn me l’aspettavo. No comment», continuano gli sms della Bruno.
«Il no comment non va bene – rispondono dall’azienda – Hai voluto salire sul palco ora devi assumerti con noi la responsabilità . Angela, se la capisci e la gestisci questa è una grande opportunità per tutti».
Ma Angela Bruno non ci sta più. Dopo aver visto apparire su alcuni siti uno scambio di messaggi (con tanto di foto, nome e data) a caldo con i colleghi della Green Power («Mi scrivono su whazz up, mi chiedono l’amicizia su Fb, Rugggg, so’ vip!») e dopo essere stata massacrata da commenti poco eleganti sul suo profilo, la Bruno ha deciso di chiudersi in casa e prendersi due settimane di ferie.
A quel punto però i tentativi di qualcuno della Green Power di tranquillizzarla («Abbiamo cercato di proteggerti, e capisco il tuo turbamento, ma non comprendo la tua reazione») non hanno funzionato e Angela Bruno ha regito male smentendo la prima ricostruzione pubblica che la vedeva onorata di essere stata protagonista della battuta di Berlusconi: «Ma se c’era tua figlia li (al posto mio) era onorata? Pesatele le parole cazzo!».
La Bruno dunque pretende le scuse.
Ma la risposta dell’azienda diventa dura: «Non ti sei fidata di noi. È stata una delusione».
Gli sms sono accompagnati su Facebook da messaggi in cui la Bruno dichiara «di non avere paura» per le conseguenze del suo gesto.
In riferimento al comunicato diffuso dall’azienda e attribuito a lei in cui minimizzava quanto successo si sfoga ulteriormente: «Infami! Volevano obbligarmi a dire quello che volevano loro! Vergogna!».
Nel divulgare il contenuto di tutti i messaggi, la donna non manca di commentare con rabbia: «Nelle mani degli sciacalli! Vergogna!».
(da “la Repubblica“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
STOP AI CACCIA CHE L’ITALIA VUOLE COMPRARE
Sembra proprio nato sotto una cattiva stella il supercaccia F-35.
I tecnici si sono accorti addirittura che, a causa di un punto debole in una delle pale della turbina del reattore, un pezzo metallico potrebbe all’improvviso staccarsi e mandare in frantumi il motore.
Un caso di emergenza assoluta, tanto che i generali del Pentagono, per evitare disastrose conseguenze hanno dato ordine di interrompere i voli di collaudo dei jet finora costruiti.
Tutti i velivoli resteranno a terra fino a quando non sarà risolto il grave problema.
Quello che è l’aereo più tecnologico e costoso della storia continua quindi a essere afflitto da difetti che ne minano la sicurezza.
Un mese fa si era appreso che il supercaccia F-35 è vulnerabile alle scariche elettriche.
Il rischio di solcare sistemi nuvolosi è emerso quando un caccia F-35 si preparava a levarsi in volo dalla base di Eglin, in Florida, dove era in corso un violento temporale.
Di colpo i reattori si sono spenti.
La ricerca delle cause ha portato a una scoperta allarmante: le scariche elettriche, i fulmini possono influenzare la strumentazione di quello che è considerato un gioiello tecnologico progettato in tre versioni, A per decollo e atterraggio convenzionali, B per decollo corto e atterraggio verticale, C per operare sulle portaerei con catapulta.
Molto preoccupati, al Pentagono i responsabili dell’«Operational test and evaluation office» hanno preparato un dossier in cui vengono messi in evidenza i guai che affliggono il superjet.
Per evitare incidenti sono state imposte delle restrizioni ai voli di prova, gli F-35 devono tenersi alla larga dai cumuli nuvolosi e sfrecciare ad almeno 45 chilometri dalle aree in cui sono in corso temporali.
Ora salta fuori un altro aspetto preoccupante, la debolezza insita in una pala della turbina del reattore.
Ogni volta che si scopre un difetto, i tecnici cercano di rassicurare, dicendo che i prototipi del velivolo sono fatti apposta per scoprire eventuali difetti tecnici in modo da poterli poi correggere.
Anche in questo caso arrivano dai capi militari parole tese a tranquillizzare, dicono che si sta verificando cosa è successo e in ogni caso verrà messo rimedio prima che i supercaccia possano di nuovo levarsi in volo.
Ma queste notizie sui guai del velivolo che continuano ad arrivare dagli Stati Uniti non fanno altro che alimentare le polemiche di chi vorrebbe cancellare l’accordo firmato dall’Italia che prevede l’acquisto di 90 velivoli a un prezzo ritenuto eccessivo.
Contro gli avversari dell’F-35 ha reagito il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, il quale ha ricordato che il governo ha già proceduto a una riduzione del numero dei caccia dagli iniziali 131 previsti ai 90 attuali.
«Una riduzione molto importante delle spese – ha scandito il ministro –. E dobbiamo ricordare che siamo uno dei grandi Paesi dell’Alleanza in Europa».
In altre parole, il nostro impegno non può essere inferiore, perchè «non possiamo parlare, confrontandoci, con tutto il rispetto, con il Costa Rica».
La settimana scorsa è venuto in Italia Stephen O’Bryan, vicepresidente del programma che sviluppa l’F-35 per conto della Lockheed.
Di fronte alle proteste di chi non vuole il supercaccia, ha detto che l’Italia farebbe un cattivo affare a ridurre ulteriormente il numero dei jet acquisiti, perchè si ridurrebbe anche «il beneficio che deriva dal ritorno industriale».
Marco Nese
(da “il Corriere della Sera“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
IL CONCORSO L’HANNO PAGATO I MILLE CITTADINI: BASTA CHIAMARLA “PROMOZIONE TURISTICA”… E 24.000 EURO SONO FINITI ALLA SOCIETA’ DI UN CONSIGLIERE COMUNALE LEGHISTA
Soldi pubblici per finanziare un evento che per la Lega è propaganda. 
La semifinale di Miss Padania 2012 l’hanno pagata con oltre 37mila euro i cittadini di Sestriere, la località sciistica dove si è svolta la manifestazione.
E 24mila sono finiti alla società di un consigliere comunale leghista di Milano.
Così ha deciso l’anno scorso la giunta guidata da Valter Marin, che oggi è candidato alla Camera nella lista del Carroccio per la Circoscrizione Piemonte 1.
In una posizione di tutto riguardo: il suo quarto posto è di fatto un terzo, visto che il capolista Roberto Cota difficilmente rinuncerà a fare il governatore per trasferirsi a Roma.
Marin non vuole sentire parlare di propaganda di partito: per lui Miss Padania è stata solo un’occasione di promozione turistica.
“L’amministrazione comunale ritiene opportuno contribuire a tale evento a fronte del ritorno di immagine e pubblicitario in quanto le riprese, con conduttore Marco Columbro, sono state trasmesse nelle trasmissioni di Canale 5, Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque”, si legge nella delibera della giunta del 13 giugno 2012.
Per questo l’amministrazione decide che 37,7mila euro siano destinati alla Pro Loco per finanziare il concorso di bellezza in salsa padana.
Una somma consistente per un comune di nemmeno mille anime.
La delibera arriva dopo la semifinale, che si è svolta in una tre giorni a cavallo di marzo e aprile. Ma l’esborso è già stato deciso da un po’, visto che a settembre 2011 Marin scrive alla società Media Padania una lettera per annunciare che “è nostra intenzione formalizzare l’accordo nel più breve tempo possibile previo incontro per definire tempi, modalità , costi” della semifinale.
La Media Padania condivide la sede con la Lega, in via Bellerio: il suo amministratore unico è il deputato Davide Caparini, mentre la proprietà è in mano alla Fin Group spa, una società al 99% della Lega e all’1% di Umberto Bossi.
Il denaro stanziato dal comune, però, non va nè alla Media Padania, nè alla Fin Group. Tredicimila euro vengono infatti spesi direttamente dalla Pro Loco per la preparazione di quasi 800 pasti, i volantini e le locandine, le installazioni dell’elettricista e la pulizia del palazzetto messo a disposizione per la manifestazione.
Mentre i restanti 24,2mila euro (20mila al netto dell’Iva) vengono versati alla Due Elle Produzioni srl, di cui è socio al 70% Luca Lepore, vice presidente in quota Lega del consiglio comunale di Milano.
Insomma, il comune di Sestriere spende denaro pubblico per organizzare uno dei principali eventi con cui il Carroccio si fa propaganda.
E parte dei soldi finiscono alla società di un esponente milanese del partito. “Io produco eventi televisivi — ribatte Lepore -. Quei soldi sono per lo speciale sul concorso a Sestriere che ho prodotto e che è andato in onda sulle reti Mediaset. Miss Padania è legato al movimento politico, ma è anche un evento di spettacolo, per il quale io ho fatto un preventivo, che poteva anche non essere accettato”. Nessuna questione di opportunità ? “Non è che uno della Lega non possa lavorare”.
Non ci vede nulla di male nemmeno Marin: “Lepore? Nemmeno lo conosco, non l’ho mai visto in faccia e non mi sono occupato io di scegliere a chi affidare i lavori”.
E se a qualche concittadino ora venisse il dubbio che la candidatura alla Camera sia un premio per aver finanziato Miss Padania? “Basse idee. Sono sindaco da quattro anni, i miei cittadini mi conoscono benissimo. E io ho ricevuto la telefonata per la candidatura appena due giorni prima della scadenza dei termini”, risponde il sindaco. Con una speranza: comprare a giorni un biglietto per Roma.
Luigi Franco
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
IN ITALIA I MINORI IN POVERTA’ ASSOLUTA SONO 653.000, IN QUELLA RELATIVA 1.876.000, LA MAGGIOR PARTE NEL MERIDIONE
La Commissione europea ha diramato una raccomandazione ufficiale dal titolo “Investire nei bambini: rompere il circolo vizioso di svantaggio” con la quale gli stati membri vengono sollecitati ad affrontare il tema dell’infanzia e degli investimenti necessari per combattere la povertà dei bambini. Eurochild (Rete europea impegnata a promuovere i diritti e il benessere dei bambini ) e L’albero della vita (Fondazione che tutela i diritti dei bambini, adolescenti e mamme in situazioni di disagio sociale) accolgono la raccomandazione e ricordano che è urgente adottare misure contro la povertà e le disuguaglianze.
Come emerge dal dossier de L’albero della vita “Sguardi oltre”, i minori in stato di povertà assoluta sono 653 mila e la povertà relativa raggiunge quota 1 milione e 876 mila, circa 120 mila in più rispetto al 2009.
La maggior parte di questi minori si concentra nel sud Italia (423 mila in Sicilia ).
Il problema della povertà infantile è legato a quello della dispersione scolastica che a livello nazionale è pari al 12,3% e si verifica particolarmente nelle zone periferiche delle città di Bari, Napoli, Palermo e Calabria.
Non presentano variazioni le condotte delinquenziali, spesso legate a situazioni di disagio: dal 2007 al 2011 il numero di minorenni presenti all’interno di istituti penali ammonta a 505 giovani, per il 95% di sesso maschile, di origine italiana 65%.
Cresce la percentuale rispetto al 2009 di bullismo all’interno delle scuole.
In Europa oltre 25 milioni di bambini vivono in condizioni di povertà (1 su 4), senza alcun mezzo di sostentamento o in famiglie dove entrambi i genitori sono disoccupati.
Come afferma la commissione, gli investimenti sul sociale sono necessari per riuscire ad uscire dalla crisi.
Nelle raccomandazioni diramate da Là szlò Andor (commissario per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione) sono elencati alcuni pilastri fondamentali intorno ai quali bisogna combattere la povertà infantile: sostenere politiche per i genitori che facilitino il loro accesso al lavoro; accesso garantito a servizi di qualità e a prezzi accessibili; investire in istruzione ed educazione per dare a tutti uguali opportunità , politiche edilizie e urbanistiche a dimensione di bambino; maggiore partecipazione dei bambini e dei giovani anche utilizzando i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.
A Milano dal 13 al 15 novembre si svolgerà una conferenza della rete europea Eurochil, dal titolo “Building an inclusive Europe — the contribution of children’s participation”, che sarà organizzata dalla fondazione L’albero della vita in collaborazione con l’autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza, il comune di Milano e alcune organizzazioni del terzo settore italiano membri delle reti Eurochild e Pidida.
(da “Redattore Sociale“)
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