Destra di Popolo.net

GIOVANI TURCHI, NO AD AMATO: UN PIANO PER RENZI PREMIER

Aprile 23rd, 2013 Riccardo Fucile

LA STRATEGIA DI ORFINI, CONTRARIA LA VECCHIA GUARDIA

Seduto su un divanetto nel Transatlantico di Montecitorio, verso le otto di sera, uno dei leader dei Giovani turchi, Andrea Orlando, spiega: «Noi lo diciamo ufficialmente: se governo politico deve essere, allora chi meglio di Matteo Renzi a guidarlo? In questo modo il nostro partito tiene e sfidiamo apertamente Grillo e Berlusconi. Se diranno di no, problemi loro».
Il «governatore» della Liguria Claudio Burlando che siede accanto a Orlando annuisce con la testa e osserva: «A Berlusconi sarà  difficile dire di no».
Qualche ora prima Matteo Orfini e Renzi hanno un abboccamento.
E in serata il primo farà  un’uscita pubblica a favore del sindaco, a Piazza Pulita, su La7. Chiarisce Orfini: «In un momento come questo il Partito democratico deve assumersi la responsabilità  politica e prendere un’iniziativa per sbloccare la situazione: per questo candidiamo Renzi alla presidenza del Consiglio».
Il sindaco di Firenze sa che sta giocando la partita della vita, che potrebbe bruciarsi.
Ma come dice il renziano Michele Anzaldi, «mai come in questo momento lui è popolare. Popolarissimo».
Sfrutterà  questo fattore, il primo cittadino del capoluogo toscano, il quale è convinto che in questo modo si «possa contendere l’elettorato al centrodestra».
Ma Giorgio Napolitano potrebbe mai intraprendere questa strada?
Sarebbe per lui una garanzia che il Partito democratico fa sul serio, che non ha più voglia di dividersi e di riversare le proprie dinamiche congressuali sulle vicende politiche italiane, come è accaduto per le votazioni del presidente della Repubblica.
E, del resto, il nome del sindaco di Firenze era già  uscito nelle precedenti consultazioni, quelle che si sono concluse con la decisione di Giorgio Napolitano di affidare la pratica ai «saggi». Certo, qualcuno se ne dovrà  fare una ragione.
Rosy Bindi, per esempio, che ancora l’altro ieri tentava di bloccare la strada di Enrico Letta e che con il sindaco di Firenze, notoriamente, ha più di un problema.
E poi il Pd, come spiega Stefano Fassina, «non può reggere Giuliano Amato, nè il vicesegretario Letta».
Un ragionamento analogo a quello che fa Orfini prima ancora di aver parlato con Renzi e definito con il sindaco rottamatore la linea da seguire per sancire una volta per tutte il ricambio generazionale nel Partito democratico: «Amato non esiste, non è che noi votiamo un premier e un governo qualsiasi. Il nostro sarà  un sì a determinate condizioni. E comunque sappiate che noi abbiamo in serbo il piano B».
Il piano B è quello che in realtà  il sindaco di Firenze accarezza da qualche tempo.
Le trattative tra Renzi e i Giovani turchi vanno avanti non da ora. Ma è difficile che la candidatura del primo cittadino del capoluogo toscano passi in modo del tutto indolore.
«Anche se io ritengo – sottolinea Burlando – che la maggior parte dei nostri dirigenti dovrebbero offrirgli il loro appoggio. In questo modo il partito può riprendere il cammino».
Già , i mal di pancia di Bindi, Franco Marini e Beppe Fioroni, tanto per fare tre nomi di esponenti del Pd che hanno con Renzi un difficile rapporto, sono dati per scontati.
Però come farà  Enrico Letta a dire di no all’uomo più popolare del Pd?
E Dario Franceschini già  da giorni va candidando il sindaco.
L’operazione è appena avviata, per questo Renzi ufficialmente nega che questa «sia un’ipotesi in campo».
Ma i Giovani turchi gli tirano la volata. E aspettano di vedere quello che succederà  oggi in Direzione e come risponderà  l’uomo del Colle.

Maria Teresa Meli
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Partito Democratico, PD | Commenta »

VIA ALLE CONSULTAZIONI, IN POLE GIULIANO AMATO, DIETRO C’E’ MATTEO RENZI

Aprile 23rd, 2013 Riccardo Fucile

TRA I PAPABILI MINISTRI SACCOMANNI, CANCELLIERI, BOCCIA, FASSINA, GELMINI E QUAGLIARIELLO

Il governo Napolitano-Berlusconi con la faccia dell’ex craxiano Giuliano Amato nasce da una “lezione di politica e matematica figlia della grande storia amendoliana”. A Fabrizio Cicchitto brillano gli occhi nel cortile di Montecitorio.
A lui, come a tantissimi altri parlamentari del Pdl. “Giorgio uno di noi”, il refrain del Pdl.
L’ex socialista Cicchitto, falco del Pdl, non a caso cita Giorgio Amendola, leader della destra del Pci, maestro di “Re Giorgio” e padre putativo dei miglioristi, sempre sconfitti nel vecchio Partito: “Napolitano si è levato sassolini dalla scarpa a partire dal ’63-’64, ha fatto a pezzi tutti, da Ingrao a Berlinguer”.
Origina da lì, dall’eterno pragmatismo togliattiano, l’imposizione urbi et orbi delle larghe intese alias inciucio.
Napolitano, per dirla con alcuni senatori del Pd, entusiasti, ha fatto un triplo discorso della Corona: “Da presidente della Repubblica, da presidente del Consiglio, da segretario del Partito”.
Prendere o lasciare.
Aggiunge un altro democrat: “A un certo punto ho pensato che indicasse pure la lista dei ministri per poi farci votare la fiducia”.
La casella più in alto della lista, quella riservata al premier, ha solo un volto nella testa e nel cuore del quasi ottantottenne capo dello Stato: Giuliano Amato, emblema della Casta con la nota superpensione da 31mila euro al mese, unico vero ostacolo per farlo digerire al Pd devastato.
I due, “Giorgio” e “Giuliano”, si sono anche sentiti per telefono ieri.
Scambio di opinioni e anche altro, forse.
Conferma un probabile ministro del Pd, a microfoni spenti: “Amato ha il 70 per cento di probabilità  di fare il premier”.
Ma nelle ultime ore sagono le quotazioni di Matteo Renzi.
La verità , come dice sempre Cicchitto è che “le danze si aprono solo adesso”.
In ogni caso, per Napolitano, l’eventuale incarico ad Amato entro giovedì ha anche una chiave sul lungo periodo: il premier del nuovo inciucio potrebbe essere il successore del capo dello Stato tra due anni, quando “Re Giorgio” compiuti 90 anni si dimetterà  in virtù di quello che qualcuno chiama il “lodo Ratzinger”.
Dietro Amato, che ieri si è scagliato contro la Rete, “50mila persone che la usano non sono il popolo”, spuntano altri nomi per la poltrona di premier.
Politici e tecnici.
Per i primi: Matteo Renzi, se non altro per sparigliare il gioco imposto da Napolitano, in quanto “commissario del Partito”; il vice di Bersani Enrico Letta, futuro reggente del Pd; persino Massimo D’Alema.
Per i secondi: Anna Maria Cancellieri, il sociologo Giuseppe De Rita, il redivivo Corrado Passera.
A queste soluzione va infine aggiunta l’ipotesi istituzionale, con il solito Piero Grasso, presidente del Senato.
Se a presiedere il consiglio dei ministri sarà  Amato, oggi figura collocata tra le riserve della Repubblica, toccherà  ai vice-premier dare sostanza e solidità  politica all’esecutivo.
Il ticket più quotato mette insieme due quarantenni: il già  citato Letta, peraltro nipote di Gianni gran ciambellano berlusconiano, ed Angelino Alfano.
Il loro impegno rappresenterebbe ai massimi livelli il connubio Pd-Pdl. Anche per questo non è scontato.
Per esempio, nel Pdl, sono forti le ambizioni di Renato Schifani: prenderebbe volentieri il posto riservato in teoria ad Alfano.
La delegazione berlusconiana dovrebbe essere nutrita.
Il Cavaliere ha fatto sapere che vuole un “risarcimento consistente” per le dimissioni date nel novembre di due anni.
Il criterio dovrebbe essere quello di pescare tra “i ministri di quell’esecutivo”, tipo Mariastella Gelmini all’Istruzione. Gaetano Quagliariello, sempre del Pdl, potrebbe invece entrare in quota “saggi”.
Come lui anche il pd Luciano Violante (alla Giustizia), il montiano Mario Mauro e il leghista Giancarlo Giorgetti (ma per il Carroccio bisogna tenere conto del veto già  posto su Amato).
Le sorprese più clamorose potrebbero arrivare dalla partecipazione democratica.
Per sedare la guerra interna, si sta pensando a prestigiosi esponenti che non siedono più in Parlamento.
I primi due sono D’Alema e Walter Veltroni. Ma c’è anche Pierluigi Castagnetti.
Per i dicasteri economici sarebbero in corsa il lettiano Francesco Boccia e l’ex dg di Confindustria Giampaolo Galli, oggi deputato del Pd.
Una casella sarebbe poi pronta per il neo-laburista Stefano Fassina, responsabile economia del Pd, dimissionario con tutta la segreteria Bersani.
Ai renziani due ministeri, in ossequio agli equilibri interni: Sergio Chiamparino e Graziano Delrio.
A differenza del compromesso storico, che aveva solo due protagonisti, Dc e Pci, il governo di salvezza nazionale Napolitano-Berlusconi-Amato vedrà  sicuramente l’ingresso di una terza forza: i centristi di Scelta Civica, il polo moderato messo su Mario Monti, attuale premier.
Il Professore potrebbe traslocare agli Esteri, mentre la Cancellieri rimarrebbe all’Interno.
Conferma scontata pure per Enzo Moavero Milanesi.
Il parco tecnici avrebbe però la sua punta di diamante in Fabrizio Saccomanni, dg di Bankitalia, seguito dallo scienziato Mauro Ferrari e dai saggi Pitruzzella Giovannini. Il totoministri entra nel vivo: oggi le consultazioni e lunedì, massimo martedì la fiducia in Parlamento.

Fabrizio d’Esposito
(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: governo | Commenta »

FINALMENTE INSEME: APPLAUSI E LACRIME TRA SILVIO E I DEMOCRATICI

Aprile 23rd, 2013 Riccardo Fucile

FIORONI SI SPELLA LE MANI, BERLUSCONI DIRIGE L’ORCHESTRA E CITA PICO DELLA “MIRANDA”

Quando gli ha detto che sono imperdonabili, versione appena più soft di impresentabili, un lungo battimani, delle decine con cui hanno accompagnato le parole del presidente, ha nuovamente scosso cravatte e gonnelle.
Beppe Fioroni, deputato dichiaratamente sadomaso, si è ustionato le dita per la forza impressa al clap clap.
Il più bello spettacolo del mondo, e da sinistra come da destra finalmente un coro unanime, un tributo condiviso, una scena di gioia e non di dolore, di solidarietà  e non di divisione.
Malgrado il cerone nelle dosi identiche del secolo scorso, Silvio Berlusconi è parso ringiovanito di vent’anni e col dito del maestro d’orchestra ha musicato le parole di Napolitano.
Seguiva il discorso con il trasporto di una canzone dell’amato Trenet, col cuore in gola, l’indice ondeggiante e gli occhi lucidi: “Le mie ragazze mi hanno salutato cantando Meno male che Silvio c’è. Ho detto loro di cambiare nome: Meno male che Giorgio c’è”.
Entusiasta, commovente.
Non si è risparmiato con i ritratti della memoria: “Francamente, neanche Pico della Miranda sarebbe riuscito a formare un governo senza i voti necessari”.
Francamente si chiamava Mirandola, ma è stata l’emozione.
Quasi come quella di Dario Franceschini che ieri l’altro se l’è vista brutta al ristorante per via di un incrocio teppistico e oggi ha respirato: “Un gigante, è un gigante”.
In effetti la prescrizione alle larghe intese ha trovato un seguito immediato.
Ecco Latorre con Fitto, laggiù a destra, appena usciti dall’aula, a verificare l’accordo.
Magnifico Latorre: “Sono vent’anni che inciuciamo”.
E magnifico, c’è da dirlo? Silvio, di nuovo ganzo, sorridente, pronto a fare già  ora un pensierino a ciò che avverrà  da qui a due anni: la successione al Quirinale.
Re Giorgio è stato chiaro: finchè le forze mi sorreggeranno.
Quando taglierà  il traguardo dei novanta, cioè tra pochissimo, potrebbe trovare un ragazzo di nemmeno ottanta a sostenere lo sforzo di unire il Paese.
Per unirlo serve un governo e nuovi orizzonti, nuove parole: “Basta inciucio, chiamiamola collaborazione”.
E d’un tratto, sotto il gazebo, la prima indiscutibile prova collaborativa: la portavoce pro tempore di Bersani, la carina Alessandra Moretti un po’ sciupata nell’umore per via delle brutte giornate che l’hanno vista protagonista, verifica, in un vertice con Daniela Santanchè, portabandiera dell’altra parte, i primi caratteri di un lavoro comune, solidale, costruttivo.
“Noi siamo un po’ diversi da loro”, dice la Bindi, acciaccata dagli eventi e persa nei suoi brutti pensieri.
Non sembrerebbe, volendo essere pignoli, che l’impressione sia quella giusta.
C’è Formisano, un ex dipietrista passato alla nuova stagione, che ascoltando e valutando ritiene inesorabile il superlativo: “È un gigante e di più”.
Col papagno, quel senso triste che segue alla pennica, l’umore fragile di Pier Luigi Bersani.
Si accomiata sibilando: “Discorso davvero eccezionale”.
Non è vispo come quell’altro, che infatti si intrattiene con Barbara D’Urso, fa la fila dei tg, allunga il passo da uno studio all’altro.
Corteo di cronisti sorridenti e disponibili, corteo di amazzoni felicissime.
Dorina Bianchi: “Embè?”. La filiforme Ravetto: “Senza di lui dove saremmo?”.
Non sarebbe di sicuro in Parlamento la sua badante, l’onorevole Maria Rosaria Rossi che cura l’agenda del cuore e in questi ultimi giorni è stata vista anche in compagnia di Dudù, la cagnolina di Francesca Pascale, fidanzatina del Capo.
Che spettacolo, e quanti sorrisi, e che bello vederli finalmente liberi di assecondare il senso per le Istituzioni.
“Faremo un governo”, dice il leghista Bonanno.
Figurarsi, Quagliariello è già  ministro, anche Violante forse.
Più preoccupata la pattuglia dei fedeli a Enrico Letta.
Si dice che non possa raggiungere lo scranno da premier, forse sarà  solo ministro. Vedremo. Comunque è una giornata molto diversa questa, e non solo e non tanto perchè c’è la fanfara e i commessi in grande uniforme e le freccie tricolori.
Ma perchè si vede una via d’uscita: “per il bene del Paese dovremo fare un governo”.
“O con i cinquestelle oppure io non ci sto”, dichiara Matteo Orfini, uno dei pochi che non gradisce.
Ma non ha capito niente, “Napolitano è il più giovane tra di noi”, assicura Casini.
Altro che grillini! In effetti spaesati, fuori sincrono.
Oggi riunione in streaming per decidere l’espulsione del deputato Mastrangeli, incolpato di bulimismo televisivo.
È un processo ma sembra qualcosa di più vicino a Uomini & donne, il talk dei cuori solitari. “Ma ti sembra, ma siamo in Corea del nord?”, dice un cittadino a una cittadina.
Stridono con la realtà  e con il gusto vero della vita.

Antonello Caporale
(da   “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Berlusconi, Bersani, PD, PdL | Commenta »

E TUTTI APPLAUDONO COME SE I RIMPROVERI FOSSERO PER GLI ALTRI

Aprile 23rd, 2013 Riccardo Fucile

L’IPOCRISIA DEL PARLAMENTO: LEADER E PEONES SEMBRANO IGNORARE LE ACCUSE CHE LI RIGUARDANO

«Siete stati sordi». E loro applaudono. «Inconcludenti». E si spellano le mani. «Irresponsabili». E vanno in delirio.
Pare quasi una seduta di autocoscienza psichiatrica quella d’insediamento di Giorgio Napolitano.
Passata la sbronza correntizia finita in rissa, proprio quelli che hanno fatto arrabbiare il nonno saggio non si accontentano di ascoltare la ramanzina in silenzio.
A capo chino.
Ma accolgono ogni ceffone in faccia, guancia destra e guancia sinistra, come se fosse rivolto ad altri. Chi? Altri. Ma quali altri? Boh… Mai e poi mai a loro.
«Ci ha fatto un mazzo a quadretti e come grandi elettori ce lo meritavamo», riconoscerà  con onesto imbarazzo il governatore ligure Claudio Burlando: «Ci ha detto che siamo stati a trastullarci di votazione in votazione anzichè trovare un’intesa nell’interesse del Paese. Tanto più in un momento che per il Paese è drammatico».
«La cosa divertente è che ho visto battergli le mani», ride Felice Casson, «colleghi che nei giorni scorsi hanno fatto l’esatto contrario di quello che il Presidente ci raccomanda».
«E che domani hanno intenzione di restare esattamente inchiodati là  dove stavano ieri», rincara Claudio Bressa.
Ugo Sposetti invita a non chiamare «Anonima Sicari» i franchi tiratori: «In passato hanno consentito di bocciare alcune candidature sbagliate per far passare uomini come Sandro Pertini o Oscar Luigi Scalfaro».
A proposito, ha votato per Marini e poi per Prodi? «Il voto è segreto, lo dice la Costituzione». Ma se il partito aveva deciso… «Come: per alzata di mano?»
Il senatore democratico Andrea Marcucci lo rivendica: «Dopo le campagne diffamatorie degli ultimi giorni oggi riaffermiamo l’orgoglio di aver votato Napolitano e non gli altri candidati in gara».
Manco il tempo di sfollare verso le uscite ed ecco «il giovane turco» Matteo Orfini interpretare già  a modo suo il monito del presidente: «Un discorso perfetto, ineccepibile che chiede un’assunzione di responsabilità  da parte di tutti per un accordo comune di governo». Però…
Però «è importante che il sostegno arrivi da parte delle tre principali forze politiche. Se non c’è il MoVimento 5 Stelle cambia tutto e io sono contrario a un patto politico tra Pd e Pdl».
Quindi? «Il voto di fiducia è un voto di coscienza, non c’è disciplina di partito… Se sono contrario voto contro».
Poco più in là  il deputato grillino Giorgio Girgis Sorial butta lì: «L’ultima volta che ho sentito un discorso così era quando in Egitto si è insediato Morsi».
Avrebbe potuto scommetterci prima ancora di scendere sotto la pioggia dal Quirinale verso Montecitorio, Napolitano, di essere destinato a ricevere inchini e baciamano, elogi e salamelecchi, senza però riuscire a scalfire la scorza di tanti.
Troppo duro, lo scontro dei giorni scorsi. Troppo profonde le fratture. Troppo calloso l’odio personale che ormai divide le diverse fazioni dello stesso Pd. L’aveva messo in conto.
Come aveva messo in conto il diluvio di applausi trasversali indispensabili a coprire pudicamente certe fratture.
Ed eccolo là , l’anziano Re Giorgio, che sale a fatica, senza neppure provarci a mostrare un’elasticità  giovanile che non ha più, le scalette che portano alla presidenza. Perchè mai dovrebbe rassicurare l’Aula sulla sua salute?
Al contrario, raccolta l’ovazione di tutti con l’eccezione dei pentastellati che si alzano in segno di rispetto ma salvo eccezioni non battono le mani manco per cortesia, spiega le sue perplessità  davanti a questo secondo mandato anche per «ragioni strettamente personali, legate all’ovvio dato dell’età ».
Come a dire: mi avete costretto voi, a restare. E lui ha dovuto accettare per il «senso antico e radicato d’identificazione con le sorti del Paese». (Sottinteso: «Che molti di voi non hanno»).
Ciò precisato, comincia a rinfacciare ai presenti «una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità ».
E li bacchetta per non avere dato risposte alle «esigenze fondate e domande pressanti di riforma delle istituzioni e di rinnovamento della politica e dei partiti» facendo «prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi».
Tanto da svuotare, accusa, «quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità  nella vita pubblica» col risultato che alla fine «l’insoddisfazione e la protesta sono state con facilità , ma anche con molta leggerezza, alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie e da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono».
Ed ecco che, muti e silenti sotto i ceffoni sui ritardi nei tagli e le riforme, esplodono tutti nell’applauso liberatorio: ooh, finalmente gliele canta a chi accusa la politica di aver dato solo delle sforbiciatine!
Ed è lì che Napolitano esce dal discorso scritto e ferma l’entusiasta battimani: «Attenzione: il vostro applauso a quest’ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza».
E vabbè, meglio che niente: e vai con nuovi applausi!
Pier Luigi Bersani, tradito prima dal risultato elettorale che si era illuso di avere in qualche modo già  acquisito quando parlava del suo «squadrone» e poi tradito dai compagni di partito prima nelle sue disastrose aperture ai pentastellati e poi nelle votazioni per il Colle, se ne sta lì, deluso e cupo, il gomito piantato sul banco, il mento appoggiato nel cavo della mano.
Dirà  poi che «Napolitano ha detto quel che doveva dire, con un discorso di una efficacia eccezionale».
Ma lo sa che, quando il Presidente ricorda che «piaccia o non piaccia, occorre fare i conti con la realtà  delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto», parla anche di lui.
Sull’altro fronte, Silvio Berlusconi sprizza allegria.
Sette anni fa, dopo la prima elezione di «Re Giorgio», le cronache raccontarono che aveva raccomandato ai suoi: «Mi raccomando. Composti. Come fosse un funerale».
E successivamente non aveva fatto mancare le sue riserve. Come quando, in una manifestazione a Vicenza, urlò che le elezioni erano state «taroccate» e che le sinistre avevano occupato tutte le istituzioni: «Il presidente della Repubblica è uno di loro, così come i presidenti di Camera e Senato, la Corte costituzionale…».
Quando il Colle rifiutò di firmare il decreto su Eluana andò oltre: «Vi ho visto tutta la cupezza di un armamentario culturale figlio di una stagione che non è ancora tramontata».
Tutto cambiato, oggi.
Tanto da spingere il Cavaliere, compiaciuto del discorso di insediamento dove il capo dello Stato «ha invitato a buttare a mare la parola inciucio perchè la politica è fatta di compromessi e collaborazione e la realtà  comporta la necessità  di superare le distanze», ad ammiccare: «Ho pregato le mie parlamentari per oggi di cambiare l’inno del Pdl in “meno male che Giorgio c’è”».
E come potrebbe non essere allegro Pier Ferdinando Casini? «Ora chi è andato a chiedergli di rimanere, chi lo ha pressato per fare ciò che non voleva, ha il dovere morale di fare subito un governo. Altrimenti siamo nel regno dei buffoni».
Bella sfida.
Ce la faranno?

Gian Antonio Stella
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Napolitano, Parlamento | Commenta »

QUANDO POTREMO SAPERE DA GRILLO QUANTI VOTI HA PRESO RODOTA’ ALLE QUIRINARIE?

Aprile 22nd, 2013 Riccardo Fucile

WEB E DEMOCRAZIA: LA DEMOCRAZIA LIQUIDA FA DISCUTERE I CINQUESTELLE

Mentre continua il dibattito sul ruolo di internet e dei social network in politica all’indomani dell’elezione del capo dello Stato, c’è una domanda che ancora oggi non ha trovato risposta.
Quanti sono i voti ottenuti da Stefano Rodotà  alla Quirinarie?
Durante la conferenza stampa di domenica, Grillo ha risposto «Non lo so».
E ha cambiato subito discorso.
Poi, sempre durante il comizio alla Città  dell’altra economia, ha buttato lì una frase: «Presto avremo una piattaforma di democrazia liquida».
LIQUIDO MA POCO TRASPARENTE
I leader e gli influencer del M5S hanno indubbiamente avuto il merito di riconoscere prima di altri l’importanza di mezzi di comunicazione come social network, forum (si pensi ai MeetUP), streaming, web tv, e quant’altro.
Ma non sempre i Cinque Stelle sono parsi in grado di gestire tutto ciò.
A tratti, la democrazia liquida è sembrata anche sfuggire di mano.
Ultimo esempio, le votazioni online del candidato alla presidenza delle Repubblica, condotte sul blog di Grillo, gestito da Casaleggio.
In questo caso il numero di aventi diritto in quanto iscritti entro una certa data al Movimento era di 48.282.
Ma sul numero di preferenze espresse si è preferito tacere.
E non si è fatta chiarezza nemmeno dopo la denuncia di un presunto attacco hacker che ha costretto a rivotare.
Ancora prima, in un momento particolarmente teso nei giorni successivi all’inizio della legislatura, Grillo ha denunciato la presenza di troll tra i commentatori del suo blog, senza peraltro prendersi la briga di spiegare come in realtà  le stesse tecniche siano state usate anche dagli attivisti del Movimento durante la campagna elettorale.
Come dire, insomma, che se democrazia liquida è, il liquido non è poi così trasparente.
SEI SU DIECI NON USANO LA RETE
Risultato, ormai da mesi all’interno del Movimento Cinque Stelle si dibatte sulla necessità  di introdurre o meno un programma di e-democracy per votare proposte di legge in collaborazione con gli iscritti al movimento.
E si cerca di migliorare un percorso già  avviato. «Ci stiamo ancora lavorando. Ma non abbiamo ancora preso una decisione definitiva», spiega il parlamentare toscano Massimo Artini.
Allo studio ci sono parecchie soluzioni.
Una su tutte, LiquidFeedback, piattaforma usata dai Pirati tedeschi di cui non convince la complessità .
Poi altri sistemi i come White House.gov.
E, infine Airesis, software open source elaborato da alcuni attivisti, che integra i meetup (e dunque la parte di confronto) con la parte di votazione delle leggi.
Spiega Simone Curini, tra i coordinatori del Meetup 5 Stelle di Firenze e programmatore di Airesis: «Usando questo sistema si otterrà  un abbassamento dell’età  media di chi si avvicina alla politica. Molte persone parteciperanno per l’abbattimento di limiti temporali e geografici tipici delle riunioni».
Il problema è però l’alfabebitazzione digitale degli italiani, ancora indietro rispetto agli altri paesi, con quattro su dieci che non utilizzano la rete.
E il rischio è che si crei una ditattura degli attivi, con pochi che attraverso la rete decidono per tutti.
Un passaggio delicato, che gli attivisti affrontano però da un altro punto di vista.
«Gli svantaggi sono per coloro che non vogliono condividere il potere la partecipazione e mantenere gli status quo, ma consideriamo anche le difficoltà  delle persone che non utilizzano strumenti informatici», Curini.
METODO SCHULZE
Tuttavia, come conferma Artini, le piattaforme non sono pensate per scegliere nomi.
Ma per presentare proposte di legge (fino ad oggi i parlamentari del Movimento Cinque Stelle ne hanno portate avanti 14, l’1% del totale da quanto è iniziata la legislatura).
Per quanto riguarda, invece, il sistema di selezione dei candidati l’idea è di continuare ad usare il metodo adottato per Parlamentarie e Quirinarie.
Continua Curini: «Le votazioni per il presidente della Repubblica sono state fatte usando Plurality Voting (che è il metodo più comune di votazione). Purtroppo questo si presta a voto strategico».
Che, tradotto significa: «Non conviene votare in maniera onesta quello che si preferisce, e si finisce per votare il meno peggio (che però ha delle possibilità  vere di essere eletto)». Ecco allora che vengono avanzate altre proposte: «Airesis usa il metodo di votazione di Schulze che è molto più difficile da manipolare e restituisce un risultato più aderente a quello che la gente effettivamente vuole. Detto questo Airesis non nasce per sostituire il sistema di voto attualmente usato dal Movimento 5 stelle, ma per fornire un valido strumento decisionale e di confronto in sostituzione del Meetup», conclude Curini.
CHI SCEGLIE
Da parte loro, dunque, i parlamentari del Movimento Cinque Stelle continuano a lavorare anche su questo fronte.
Ma chi prende le decisioni finali ancora una volta non è certo la base dei Cinque Stelle: «Ne stiamo discutendo e ne continueremo a discutere con Casaleggio», spiega Artini.
E poi? «Una volta scelto il sistema migliore, questo verrà  integrato sul blog di Grillo».
Un passaggio semplice dal punto di vista pratico.
Ma che rischia di assumere un connotato politico ben preciso.
E cioè che chi non è stato eletto controlli e gestisca processi decisionali che sono propri di una democrazia parlamentare.

Marta Serafini
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Grillo | Commenta »

IL TRIBUNALE DEL POPOLO GRILLINO DECIDE PER LA GHIGLIOTTINA: ESPULSO IL SENATORE MASTRANGELI PER ESSERE ANDATO IN TV

Aprile 22nd, 2013 Riccardo Fucile

BOCCIATA INVECE LA RICHIESTA DI ESPULSIONE PER CRIMI: LUI PUO’ ANDARE DA VESPA… L’ESPULSO SI DIFENDE: “SOLO IN COREA DEL NORD E’ VIETATO”

Espulso dal movimento perchè è andato a parlare da Barbara d’Urso, sfidando il diktat di Beppe Grillo che vieta ai parlamentari dell’M5S di partecipare ai talk show televisivi: il «reo» è il senatore Marino Mastrangeli, del basso Lazio, che più volte ha sfidato il gran divieto.
Non solo a Canale 5, ma anche a La7.
Il Mastrangeli ha chiesto che la riunione per il suo allontanamento venisse trasmessa in streaming.
E finchè la diretta ha funzionato (lo streaming stranamente si è interrotto per diversi minuti, per «problemi tecnici» diranno loro, proprio quando parlava “l’imputato”) si è potuto carpire qualche passaggio dell’accorata autodifesa del senatore: «Io sono come Bruce Lee, ne atterro 50 alla volta. Non è che per 5 anni mettiamo la mordacchia ai parlamentari. E comunque, chiediamo agli iscritti se i parlamentari possono parlare a titolo personale»
«COME IN COREA DEL NORD»
Mastrangeli poi si lancia in comparazioni asiatiche: «Sono processato per un gravissimo delitto – prosegue – questi processi inutili, è una farsa. Solo in Corea del nord si vieta. E il codice di comportamento non vieta, consiglia. Se si vuole cambiare – ha ripetuto – siano i 50mila iscritti a decidere, loro sono più ragionevoli e diranno di no».
«E CRIMI DA VESPA?»
E si scaglia contro Vito Crimi chiedendo, a sua volta, l’epurazione del capogruppo perchè «lui, sì è andato da Vespa a sdraiarsi».
Anche Renzi, da La7, ha sposato la sua causa: «Perchè «Perchè hanno espulso Mastrangeli? Perchè è andato troppo in tv ? E allora Vito Crimi che è andato a Porta a Porta?».
Ma, dal Movimento, non hanno seguito nè uno, nè l’altro: l’espulsione di Crimi è stata bocciata all’unanimità , la sua approvata, con 62 sì, 25 no e 3 astenuti.
Ora la parola passa alla famosa Rete, agli iscritti che dovranno sanzionare la decisione dell’assemblea.
Tv sì? O tv no?

Matteo Cruccu
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Grillo | Commenta »

REGIONALI FRIULI, IN TESTA LA SERRACCHIANI (PD), CROLLO CINQUESTELLE CHE PERDE IL 10%

Aprile 22nd, 2013 Riccardo Fucile

DOPO CHE SONO STATE SCRUTINATE 987 SEZIONI SU 1.374, L’ESPONENTE DEL PD E’ AL 39.66%, TONDO (PDL, LEGA) AL 37,87, GALLUCCIO (M5S) AL 19,76%

Serracchiani, Tondo, Galluccio.
E’ l’ordine che emerge al momento dopo lo scrutinio di 987 sezioni su 1374 alle regionali del Friuli Venezia Giulia.
L’esponente del Pd, alla guida di una coalizione di centrosinistra, raccoglie al momento il 39.66% delle preferenze.
Il presidente uscente si attesta al 37,87, mentre il rappresentante del Movimento Cinque Stelle sarebbe al 19,76%
All’ultimo posto Franco Bandelli (2,72%) alla guida di una lista civica, “Un’altra regione”, composta in gran parte da fuoriusciti del centrodestra.
L’affluenza alla chiusura delle urne è stata di circa il 50%.
Con i dati di 1.341 sezioni su 1.374 l’affluenza è del 50,28%, in netto calo rispetto ai voti precedenti; nel 2008 era stato del 72,33%.
In quel caso si trattava di un election day. Si vota, peraltro, anche per la Provincia e per il Comune di Udine, ma lo scrutinio avverrà  successivamente a quello delle regionali.
Il test elettorale assume ulteriore significato poichè arriva a ridosso del caos avvenuto in Parlamento in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica con il centrosinistra che ha finito per sfarinarsi.
Tuttavia proprio Debora Serracchiani era stata tra gli esponenti che aveva spinto il partito a convergere sul sostegno a Stefano Rodotà .

RISULTATI REGIONALE 2013
987 sezioni su 1.374
Debora Serracchiani   39.,66%

Partito Democratico (Pd) 26,32%
Sinistra ecologia e libertà    4,82%
Svoboda ekologija levica (Sel)   4,70%
Ievica (Sel)     1,95%
Cittadini per Debora Serracchiani presidente   5,05%
Slovenska Skupnost   0,96%
Renzo Tondo 37,87%
Il Popolo della libertà  (Pdl) 19,30%
Autonomia responsabile       11,29%
Lega Nord           7,65%
Unione di centro (Udc)   3,47%
Partito Pensionati     1,05%
La Destra     1,32%
Saverio Galluccio 19,76%
MoVimento 5 stelle   14,54%

Franco Bandelli   2,72%

RISULTATO DELLE REGIONALI 2008
Renzo Tondo 53,8%
Pdl 33,0
Lega Nord 12,9
Udc 6,1
Partito Pensionati 1,6
Riccardo Illy 46,2%
Pd 29,9
Sinistra Arcobaleno 5,7
Cittadini X il Pres   5,1
Idv 4,5
Slovenska Skupnost 1,2

RISULTATO ELEZIONI POLITICHE 2013 FRIULI
Partito Democratico (Pd)   26,5%
Sinistra ecologia e libertà  (Sel) 2,4%
Centro Democratico 0,4%
Totale coalizione – Pier Luigi Bersani 29,3

Il Popolo della libertà  (Pdl) 19,4%
Lega Nord     6,9%
Fratelli d’Italia 1,8%
La Destra   0,6 %
Totale coalizione – Silvio Berlusconi   28,8%
Con Monti per l’Italia         12,3%
MoVimento 5 Stelle – beppegrillo.it   25,5%
Rivoluzione Civile   1,7%
Fare per Fermare il Declino 1,5%        

argomento: elezioni | Commenta »

RENZI ASPETTA LA LEADERSHIP DALLE MANI DI D’ALEMA. LETTA GOVERNO PIU’ LONTANO

Aprile 22nd, 2013 Riccardo Fucile

IL SINDACO DI FIRENZE FINIRA’ INCORONATO DALLA VECCHIA GUARDIA DALEMIANA E POPOLARE COI GIOVANI TURCHI… LA SINISTRA DI BARCA HA POCHI SPONSOR

A Matteo Renzi la premiership, meglio se passando prima per la leadership del Pd.
A Massimo D’Alema, e i pochi maggiorenti non scottati dai sei scrutini per il Quirinale, il ruolo di king maker del nuovo astro fiorentino e magari un posto al sole in collina per coronare la carriera.
Questo è quanto si profila sulle macerie del Pd; sempre ammesso che il partito di largo del Nazareno riesca a superare indenne la formazione del governo.
Il sindaco di Firenze sarà  incoronato precisamente dai 101 franchi tiratori, che hanno silurato nell’urna Romano Prodi: un asse tra vecchia guardia dalemiana e popolare coi giovani turchi e non solo.
Il resto, la sinistra di Fabrizio Barca o altrimenti intesa, o si aggrega al carro del sindaco e dei suoi numi tutelari oppure può anche far fagotto; come si è già  capito non dispiacerebbe ai reniziani più oltranzisti.
Una manovra che passerà  per il prossimo congresso del Pd, in calendario per l’autunno, e le successive elezioni politiche.
Elezioni che, su esplicita richiesta di Napolitano, i partiti si sarebbero impegnati a svolgere il prossimo anno con una nuova legge, in modo da concedere al presidente di accomiatarsi come desidera, ma che potrebbero facilmente slittare al 2015, considerato che nel giugno del prossimo anno si votano già  amministrative e europee — un genere di consultazione capace di rinvigorire istinti di separazione tra socialisti e popolari nel Pd —, all’indomani delle quali l’Italia sarà  per 6 mesi alla guida dell’Unione.
DA “ROTTAMATORE” A “RIFONDATORE”
Con una lunga intervista a Repubblica il sindaco “rottamatore” si propone oggi per “rifondare” un Pd versione 2.0, esortando a non “inseguire” Grillo (“Dice delle castronerie incredibili”), per giunta in alternanza col Cavaliere, ma piuttosto a intervenire di petto sul finanziamento pubblico della politica e a ripartire dall’emergenza “lavoro”.
Per Renzi il Pd dovrebbe mettere “la faccia” sin dal prossimo governo, che a suo avviso non deve durare più di un anno per mandare poi al voto con una nuova legge elettorale.
Quanto poi alla sinistra di Fabrizio Barca, o si aggrega al carro del sindaco e dei suoi redivivi numi tutelari oppure può anche far fagotto; come non dispiacerebbe alla sinistra di Sel, propensa a aggregare una formazione in scia a Barca già  in corso di legislatura.
Vigenti le dimissioni dalla segreteria di Pierluigi Bersani “da un minuto dopo” l’elezione di Napolitano alla successione di se stesso, martedì è convocata la direzione del Pd per definire la composizione del comitato cui sarà  affidata la “reggenza” del partito, nonchè la delegazione incaricata di svolgere le nuove consultazioni per la formazione del governo.
La direzione dovrà  inoltre stabilire l’indirizzo politico da affidare agli incaricati delle consultazioni, ma si tratterà  certamente di un mandato ampio rimesso per intero alla “saggezza” e le determinazioni del presidente.
GOVERNO CANCELLIERI
Per cominciare, però, il Pd deve riuscire a doppiare lo scoglio del governo.
Il motivo per cui le proteste per l’elezione di Napolitano hanno visto andare in cenere tessere del partito è legato al sospetto che il capo dello Stato abbia posto come condizione per la propria rielezione anche la formazione di una maggioranza di governo di larghe intese.
E, quali che siano i giudizi sulla decisione di Napolitano, le larghe intese vanno di traverso a una gran parte della base democratica. Ma così è.
“Chiusa la stagione Monti”, come riconoscono i più, il capo dello stato affiderebbe volentieri il governo a Giuliano Amato; che peraltro vedeva bene anche come proprio successore.
Ma sul dottor sottile il Carroccio non sente ragioni, e il Cavaliere non fa un passo senza l’alleato leghista.
Berlusconi vorrebbe un governo con esponenti politici di tutti i partiti, a cominciare dal segretario Angelino Alfano.
Il Pd, al contrario, ha bisogno della minore visibilità  possibile nell’esecutivo.
Anche l’ipotesi che il vicesegretario Enrico Letta possa andare a palazzo Chigi, quindi, non è così scontata.
Tanto per cominciare i renziani imputano a Letta di “avere le medesime responsabilità  di Bersani”, come osserva da Firenze il fedelissimo Erasmo D’Angelis.
E “semmai Letta dovrà  prendere la reggenza in qualità  di vice”, nota un altro fiorentino, ma dalemiano, come Michele Ventura.
La guida del governo potrebbe perciò essere assunta da Anna Maria Cancellieri, che per il Pd è sicuramente la candidatura più indolore.
A quel punto i partiti potrebbero essere rappresentati nel governo dai saggi, come Luciano Violante e Gaetano Quagliariello, oppure da altri esponenti lontani da ruoli dirigenti.
RISCHIO SCISSIONE SULLA FIDUCIA
Non è impossibile che il Pd si divida già  sulla fiducia al governo.
E’ l’accelerazione che probabilmente si augura anche la sinistra vendoliana di Sel dopo aver sostenuto all’ultimo scrutinio la candidatura di Stefano Rodotà , vagheggiando già  in corso di legislatura la formazione di uno spicchio di emiciclo alla sinistra del Pd e aperto al dialogo coi 5 stelle come sul nome di Rodotà .
Sennonchè il partito si è ricompattato su Napolitano, lasciando solo 10 voti al giurista, per quanto Fabrizio Barca avesse dato voce alle perplessità  definendo “incomprensibile” il fatto che il partito non sostenesse Rodotà  o Emma Bonino.
Le parole del ministro sono risultate intempestive anche agli occhi di chi guardava a lui con l’obiettivo di formare una componente si sinistra interna al partito.
Gli unici a compiacersene sono appunto i renziani. “Potrebbe addirittura nascere una formazione di sinistra che unisca Vendola, l’area Ingroia e la parte più grillina della sinistra Pd — si augurano i fedelissimi del sindaco — rendendo così possibile la vera nascita di un Pd riformista e innovatore”.
L’idea di separare “i merli con i merli e i passeri con i passeri”, come disse Armando Cossutta annunciando la nascita del Prc, serpeggi già  da un po’ nel Pd.
E le europee del 2014 potrebbero essere l’occasione perchè le famiglie politiche eterogenee che compongono il Pd tornino alle rispettive case socialista e popolare.
Tuttavia non è facile come sembra che le politiche si svolgano in concomitanza con le europee. E’ più probabile che la data slitti di un anno.
Senza contare che gli ex pci superstiti nel Pd ormai sono i primi in fila per affiliarsi a Renzi.
RENZI SEGRETARIO, D’ALEMA PRESIDENTE?
Lo sganciamento della sinistra è semmai quel che si augura il sindaco di Firenze, convinto da sempre di non poter tentare la scalata a palazzo Chigi a prescindere dal Pd e ora anche dai maggiorenti, come D’Alema e gli ex popolari, che ha cercato di “rottamare” con meno successo di quanto apparso.
Perchè sono proprio loro che, dopo averlo stoppato, adesso si propongono di portare Renzi alla guida prima del partito e poi del governo.
Magari per avere in cambio dopo il voto l’elezione al Quirinale di D’Alema, un laico rispetto al cattolico Renzi, l’unico nome, insieme a Amato, sui cui il sindaco ha detto “non ci sono veti”. L’aveva detto il fedelissimo Matteo Richetti che il siluramento di Prodi fosse “anche un segnale contro Renzi”.
E lo confermano tutte le analisi: “I 101 contro Prodi sono stati un voto scientifico contro Matteo Renzi”, calcola il deputato fiorentino Filippo Fossati.
Dunque i voti delle componenti ex popolare e ex comunista, dalemiani in primis, che insieme ai giovani turchi e non solo avrebbero così inteso dimostrare al sindaco di Firenze che senza il loro benestare l’ascesa al Pd non ha speranza.
LA REGGENZA E IL CONGRESSO
Adesso la parola passa al congresso. “Da un minuto dopo” la rielezione di Napolitano sono infatti divenute effettive le dimissioni di Bersani.
Sulla carta la reggenza passa al vice Letta, al quale si imputano non meno responsabilità  che al segretario e che dovrebbe perciò prendere l’onere di reggere il partito anzichè l’onore di guidare il governo.
Anche la presidente Rosi Bindi è dimissionaria, potrebbe comunque essere convocata l’assemblea di circa 3mila persone per eleggere un segretario provvisorio o affidarsi a Letta per traghettare il partito al congresso, come accadde con Dario Franceschini dopo le dimissioni di Walter Veltroni.
A meno che non si decida di chiedere a Bersani di restare fino a ottobre.
Ne discuterà  una direzione che sarà  convocata già  martedì, visto che occorrerà  discutere anche e sopratutto del governo e della maggioranza. Poi, appunto, il congresso.
Le procedure prevedono la convocazione di una direzione che stabilisca la data entro cui chiudere il tesseramento, poi vanno convocati i congressi di circolo per le candidature e si tiene una convenzione che stabilisce la data delle primarie.
Da lì occorrono 20 giorni per formare le liste: quelle in cui le diverse componenti — dai dalemiani agli ex popolari ai giovani turchi — sosterranno la candidatura di Renzi alla leadership.

Cosimo Rossi
(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: partito del popolo della libertà, Partito Democratico | Commenta »

CIVATI ATTACCA: “ORA CON IL BIS I TRADITORI POTRANNO FARE I MINISTRI”

Aprile 22nd, 2013 Riccardo Fucile

ALTA TENSIONE NEL PD, INSISTENTI LE VOCI DI FUORIUSCITE, PUPPATO E MARINO SMENTISCONO

Pippo Civati va all’attacco. Il leader dei giovani parlamentari Pd spara alzo zero nei confronti dei seniores di Largo del Nazareno.
E li accusa senza mezzi termini di essere parte del piano che ha sabotato la candidatura di Romano Prodi.
Ora, spiega, i traditori potranno fare i ministri.
“Si parla molto di ‘traditori’ ma state attenti: perchè i soliti protagonisti della politica italiana che ora chiamate così poi potreste ritrovarvi, tra qualche ora, a chiamarli ‘ministri’. Tutti insieme. Appassionatamente”, dice Civati.
E spiega che i traditori-ministri hanno “un argomento formidabile: dopo che abbiamo ridotto il centrosinistra così, non vorrete mica andare a votare? Affidate le cose a noi, sappiamo come si fa”.
Sul suo blog, Civati fa notare “che se avessimo votato Prodi o Rodotà , non saremmo andati a votare, come le vecchie volpi della politica hanno ripetuto (altro che Twitter) a tutti i giovani deputati. No, semplicemente avremmo fatto un governo del presidente. Con un presidente, un governo e una maggioranza molto diversi da quella che vedremo tra qualche ora. Spero sia chiaro a tutti. Anche a quelli che, come me, in questi giorni hanno perduto”.
Quanto al possibile governo di larghe intese, il leader dei giovani Pd osserva che “ieri Napolitano ha annunciato che oggi dirà  quali sono le condizioni che gli hanno fatto accettare il secondo mandato. Condizioni di cui nessuno ha parlato ufficialmente e che certo il Pd non ha valutato.
Anzi – sottolinea Civati – Bersani ha spiegato ripetutamente che non c’erano, quelle condizioni. Personalmente, voglio fidarmi: mi chiedo però perchè tutti parlino di Amato, Berlusconi sia in un brodo di giuggiole e i nostri filo-governissimo così scatenati. Curioso, no?”.
Civati, che non ha votato la riconferma di Napolitano, viene indicato come uno dei parlamentari che potrebbero lasciare il Pd per approdare ad una nuova formazione più chiaramente di sinistra.
Insieme a lui le voci riguardano anche Ignazio Marino e Laura Puppato.
“Come immaginavo, oggi sulla stampa sono iniziate le ipotesi di scissioni e correnti. E mi ritrovo tirato per la giacchetta da una parte e dall’altra. Forse non hanno capito che voglio liberare questa città  da cinque anni di scandali e parentopoli. Il mio partito è Roma”, scrive su Facebook il candidato sindaco di Roma.
Smentisce possibili uscite anche la parlamentare veneta. “In merito a quanto scritto oggi sul Corriere della Sera e su Repubblica, smentisco categoricamente di aver lasciato il Pd per essere approdata a Sel”, afferma. “Il Pd – aggiunge – è e resta il mio partito e continuerò al lavorare al suo interno per superare questo difficile momento”.

(da “La Repubblica“)

argomento: PD | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.731)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (435)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2013
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Mar   Mag »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • ALTRO CHE “MILITANTE PACIFISTA”, DALLE INDAGINI EMERGE CHE IL GRUPPO DI QUENTIN DERANQUE, RIMASTO UCCISO NELLA RISSA CON ANTIFASCISTI, AVEVA INIZIATO LE OSTILITA’ CON UNA SPRANGA DI FERRO E BOMBOLETTE DI GAS LACRIMOGENO
    • IL BARACCONE DEI PUZZONI È UN CIRCO, A WASHINGTON, PER L’INAUGURAZIONE DEL “BOARD OF PEACE”, VA IN SCENA UN TRISTE SPETTACOLO: JAVIER MILEI AFFERRA ORBAN E CANTA “BURNING LOVE” DI ELVIS PRESLEY, CHE VIENE RIPRODOTTA A TUTTO VOLUME
    • “DOPO TUTTO QUELLO CHE HO FATTO PER LORO! NESSUNO DEL PARTITO HA SPESO UNA PAROLA PER ME”: PETRECCA INVOCA VENDETTA CONTRO I “TRADITORI”. SU INSTAGRAM PUBBLICA UNA CITAZIONE BIBLICA E IN PRIVATO SI SFOGA
    • SONDAGGIO FANPAGE: CORONA (4%) PRENDEREBBE PIU’ VOTI DI VANNACCI (3,8%), TUTTI NELL’AREA ELETTORALE DI CENTRODESTRA
    • SALVINI CHIEDA SCUSA AGLI ITALIANI PER AVER SOSTENUTO CHE LUI STA CON IL POLIZIOTTO CHE HA UCCISO MANSOURI “PER LEGITTIMA DIFESA”: NON SOLO LA VITTIMA ERA DISARMATA, MA GLI HANNO MESSO IN MANO UNA PISTOLA QUANDO ERA MORTO PER AVALLARE IL FALSO
    • SONDAGGIO FANPAGE REFERENDUM: SI’ 51,5%, NO 48,5% MA IL NO E’ IN CONTINUA RIMONTA, MOLTI GLI INDECISI E I SI’ CHE SONO DIVENTATI PERPLESSI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA