Destra di Popolo.net

C’E’ ARRIVATO ANCHE IL PD: L’ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE E’ UN REATO, NON UN’OPINIONE

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

CASO KYENGE-CALDEROLI, LA RETROMARCIA DI RENZI: “RIBALTARE IN SENATO IL VOTO IN GIUNTA”

A porte chiuse difendono il leghista Roberto Calderoli, in Aula ribalteranno il voto.
Il Pd, insieme a Fi, Ncd, Lega Nord e Autonomie, nella Giunta per le immunità  del Senato ha votato contro la richiesta del magistrato di procedere per istigazione razziale contro il leghista che aveva definito “orango” l’ex ministro Cècile Kyenge. Ora il voto passa all’Aula, ma dopo le polemiche i vertici democratici a Palazzo Madama fanno sapere che probabilmente rovesceranno la decisione votando a favore della richiesta del magistrato.
La difesa ha creato non pochi imbarazzi nel Partito democratico: l’eurodeputata ha chiesto le scuse dei colleghi di partito, che sono arrivate nel corso della giornata. Addirittura è intervenuta la presidente della Camera Laura Boldrini: “Condivido la sua amarezza”.
Il leghista in un comizio a Treviglio il 13 luglio 2013 aveva detto: “Quando vedo la Kyenge penso a un orango”.
Parole che nel giro di poche ore avevano provocato la condanna di tutte le forze politiche, dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’ex presidente del Consiglio Enrico Letta.
Mercoledì 4 febbraio però i parlamentari di Pd, Forza Italia, Ncd e Autonomie hanno cambiato idea e hanno votato contro il processo.
“La condanna politica resta”, si è giustificato il capogruppo Pd in giunta Giuseppe Cucca, “però non ci sono le basi per l’istigazione razziale. E il magistrato non può procedere per diffamazione perchè non c’è stata la querela da parte del ministro”.
La condotta di Calderoli è stata ritenuta insindacabile in quanto coperta dal primo comma dell’articolo 68 della Costituzione, in base al quale “i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.
La questione dovrà  ora essere sottoposta al voto dell’Aula. Relatore del caso sarà  Lucio Malan, di Forza Italia.
Una vicenda simile è successa anche in Emilia Romagna, ma con un risultato diverso. A inizio gennaio il consigliere regionale leghista Fabio Ranieri è stato condannato per aver pubblicato su Facebook un fotomontaggio delle stessa Kyenge con un orango. Ora i gruppi in Regione, dove è stato eletto nei mesi scorsi, chiedono che rassegni le dimissioni.
La giunta delle Immunità  invece si è appellata all’articolo 68 della Costituzione. “Avevo proposto”, protesta Crimi, “che si procedesse, non sussistendo alcun nesso funzionale tra le dichiarazioni del senatore Calderoli e l’attività  politica. La Giunta invece ha rigettato la mia relazione. Eppure a suo tempo Calderoli era stato condannato unanimemente da tutte le forze politiche: dal Capo dello Stato ai presidenti delle Camere e lo stesso Letta (allora presidente del Consiglio) ne aveva auspicato le dimissioni da vicepresidente. E ora tutti pronti a salvarlo, compresa una parte del Pd. Quando in un comizio pubblico si fanno dichiarazioni come quelle di Calderoli, non ci sono scusanti che tengano, meno che mai quella di essere un senatore. Attraversiamo un periodo storico in cui l’attacco politico è sempre più forte, ma non è comunque tollerabile che si sconfini nell’odio razziale e nella discriminazione”.
Dura condanna alla decisione dei colleghi è arrivata dal deputato Pd Kalid Chaouki: “Gravissima la decisione della giunta delle immunità  parlamentari. Ci lasciano sgomenti e senza parole le motivazioni dei senatori che hanno minimizzato le frasi razziste di Calderoli derubricandole a mera satira. La condanna politica e morale oggi per noi è un elemento imprescindibile, anche al netto del percorso della giustizia ordinaria. Confidiamo in una presa di posizione netta del Senato affinchè si corregga l’errore prodotto dalla giunta”.
Sulla questione interviene anche il presidente dell’associazione Articolo 21 Stefano Corradino: “E’ inaccettabile la strumentalizzazione dell’articolo 21 della Costituzione, fatta da alcuni esponenti di partiti del centrodestra, per fare rientrare le affermazioni pronunciate dal senatore leghista nella libertà  di espressione — dichiara — L’istigazione all’odio razziale non è un’opinione ma è un reato ed è ancora più grave quando a pronunciarlo è un alto rappresentante delle istituzioni”.
“I senatori non dovevano giudicare Calderoli, ma le sue parole – ribadisce Cecile Kyenge ai microfoni di Radio Popolare – . Il tribunale aveva già  deciso di procedere d’ufficio, quindi le sue parole erano già  considerate istigazione all’odio razziale. Loro avevano semplicemente l’obbligo di mettere anche dentro la politica una linea tra un’offesa e l’immunità  parlamentare. Il Pd ha fatto un errore molto grande. Per fortuna nel mio partito non la pensano tutti così, ma mi rammarica molto quello che è successo: adesso si dovrà  votare in aula al senato, mi auguro che questo sia stato un incidente di percorso. Il Pd deve essere chiaro e netto. Nessuno mi ha mai chiamato per spiegarmi il perchè di quel voto, ma questa non è una questione personale – ha aggiunto l’ex ministro – riguarda il peso di quelle parole: un tribunale dice che associare il colore di una persona a un orango è istigazione all’odio razziale, per la politica no: così rende legittimo qualsiasi linguaggio, e si aprono le porte alla violenza”.
Tanto per essere chiari: in un altro Paese occidentale un politico che avesse pronunciato questi insulti il giorno dopo sarebbe stato cacciato dal suo partito   e dal parlamento per indegnità , in Italia partecipa alla discussione sulla riforme.

argomento: denuncia | Commenta »

I FURBETTI DEL GETTONE DI PRESENZA: “CONSIGLIERI RIUNITI PER PARLARE DI SALVIETTE”

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

COMMISSIONI CHE DURANO UN MINUTO, SEDUTE FANTASMA O SU TEMI PRETESTUOSI: TUTTI I TRUCCHI DEI POLITICI PER AUMENTARSI LO STIPENDIO

A Torino la Guardia di finanza ha consegnato una corposa relazione che accusa alcuni consiglieri di circoscrizione di aver fatto finta di essere presenti alle riunioni.
A Gravina di Puglia diciassette consiglieri comunali incrociano le dita e sperano di non essere rinviati a giudizio la prossima settimana perchè accusati dalla procura di Bari di essere i furbetti delle commissioni, cioè di aver intascato il gettone per non fare nulla.
Ad Agrigento invece le Fiamme gialle hanno fatto irruzione in Comune al grido di «dateci i dati sui lavori delle commissioni fatte» sospettando che in quelle 1.133 sedute registrate anche a Natale, con annessi gettoni per 300 mila euro, si sia solo perso tempo.
Agrigento e Gravina distano quasi duemila chilometri da Torino, ma da Nord a Sud il malcostume degli acchiappa gettoni sembra diffuso.
Non a caso il costo complessivo dei consigli comunali rimane sempre a quota 558 milioni di euro all’anno, al di là  di spending review e di tagli ai costi della politica annunciati: alla fine tutti cercano di raggiungere il massimo dello stipendio consentito, partecipando a più sedute di consigli e commissioni possibili.
Per evitare di perdere troppo in busta paga fioccano le convocazioni di riunioni di commissioni.
Ad Agrigento i cittadini sono scesi in piazza per protestare contro i consiglieri comunali apparentemente più stakanovisti d’Italia, che però oltre alle riunioni non hanno prodotto un solo atto degno di nota, ma a Bari si punta a eguagliare il record dei siciliani.
Nel Comune pugliese negli ultimi quattro mesi si sono svolte 50 sedute di commissioni a settimana, 220 al mese.
A questo ritmo supereranno le 2 mila convocazioni in un anno surclassando Agrigento.
I consiglieri pugliesi per ogni seduta ricevono un gettone di 72 euro lordi, che al mese diventano 2.400 euro.
Certo, per giustificare le sedute gli ordini del giorno devono essere tanti e spesso si va quasi di fantasia: a Bari la commissione Pari opportunità  si è riunita per affrontare il tema del cani randagi, quella all’Ambiente ha pensato bene di ascoltare un gruppo di medici per affrontare l’annosa questione dell’influenza stagionale.
Loro però non si riuniscono il sabato a differenza dei colleghi palermitani.
Qui i consiglieri lo scorso anno si sono riuniti il sabato per ben 157 volte facendo scattare, oltre al gettone, anche il rimborso al datore di lavoro per l’assenza.
In anni di tagli imperanti alcuni Comuni hanno annunciato con gran clamore di aver ridotto il numero delle commissioni consiliari.
A Massa le hanno sì ridotte, tagliando il gettone ma aumentando il numero di componenti, mentre a Campobasso è stata bocciata la proposta di «garantire il gettone solo a chi partecipa alle commissioni per almeno i due terzi della riunione ».
Quello di firmare la presenza e poi volatilizzarsi sembra essere d’altronde un’usanza molto “comune”.
A Genova sono stati costretti a mettere i badge per registrare le presenze dopo che Repubblica aveva sollevato il caso «del consigliere comunale che si è presentato alla seduta della commissione alle 14,48 e ne è uscito alle 14,49 senza neppure togliersi il casco della moto».
A Pescara i 5 Stelle la scorsa settimana hanno invece denunciato il caso di un consigliere che «durante due commissioni entrando alle 10,40 ha segnato sul registro le ore 10 per poter giustificare l’assenza dal lavoro per un’ora»: «Dopo la nostra denuncia – dice la capogruppo Enrica Sabatini – adesso l’orario d’ingresso viene scritto dal segretario. Ma basta un minuto di presenza per intascare il gettone, come nelle giostre ».
Chiaramente se i cugini più grandi danno questo esempio, i più piccoli non possono essere da meno.
Ed ecco così che a Torino la Guardia di finanza sta indagando per le riunioni fantasma delle circoscrizioni.
Da Nord a Sud, dove a Bari i consigli dei Municipi hanno chiesto e ottenuto di poter istituire anche loro delle mini commissioni speciali.
A Palermo invece una circoscrizione si è riunita perfino il 13 e il 19 agosto per discutere mozioni come quella, dal titolo abbastanza oscuro, «salviette e asciugamani nell’apposito contenitore ».
Argomenti irrilevanti per circoscrizioni che non hanno alcuna competenza, visto che il Comune non ha mai assegnato loro alcuna funzione.
Ma qui i consiglieri di circoscrizione possono dire a gran voce di essere i più pagati d’Italia: grazie alle tante sedute convocate arrivano a un compenso lordo mensile di 1.351 euro, più dei colleghi dei Municipi di Roma. A
Palermo si guadagna pure per chiacchierare un po’.

Antonio Fraschilla
(da “La Repubblica”)

argomento: denuncia | Commenta »

INTERVISTA A SCILIPOTI, IL CAPOSTIPITE: “RENZI MI CHIEDA SCUSA, IO LO FECI PER IL POPOLO”

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

ALLORA IL PD E RENZI LO RIEMPIRONO DI IMPROPERI, ORA VA DI MODA

“Ora Renzi deve chiedermi scusa”. Il senatore forzista Domenico Scilipoti assapora la rivincita.
Era il 14 dicembre 2010, quando l’agopunturista siculo uscì dall’Idv per votare la fiducia al governo Berlusconi, assieme agli altri “responsabili” Calearo e Cesario. Furono i tre voti decisivi, e su Scilipoti riversarono valanghe di improperi, soprattutto dal Pd. Ma adesso i Democratici cercano nuovi responsabili, proprio in Senato
Scilipoti, il tempo è galantuomo.
Furono usati termini fuori del normale contro di me, anche dall’attuale presidente del Consiglio. Ma alla luce di quanto sta accadendo dovrebbe fare una riflessione.
Le dovrebbe chiedere scusa.
Certo, Renzi dovrebbe scusarsi pubblicamente con il senatore Scilipoti. Ha detto di tutto e di più su di me.
Quale fu l’offesa più brutta?
Ho gettato quelle parole nel dimenticatoio.
Ne ha mai parlato con Renzi?
Quando viene in Senato faccio in modo di non incontrarlo. È un uomo che non fa quello che promette.
Condannò lei e adesso…
Sono quasi contento, perchè oggi quella mia scelta di fare gli interessi del Paese appare ancora più giusta. La rifarei cento volte: volevano imporci un presidente del Consiglio non eletto dai cittadini. Feci tutto nell’interesse del popolo.
Ora il Pd cerca voti in Senato. Lei ha notato questo scouting?
Certe scene sono davvero imbarazzanti per i miei colleghi.
Cosa ha visto?
Non mi faccia entrare nel dettaglio, sono cose che non mi toccano. Ma devo dire che i colleghi rispondono con diplomazia.
Il Pd è convinto di poter fare a meno di Forza Italia.
C’è una giovane ministra che lo dice. Io però me la ricordo, la Boschi, mentre chiedeva una mano sulle riforme al nostro capogruppo Romani. Lo pressava.
Lei le ha votate le riforme?
Sì, anche se erano un obbrobrio. Ma la maggioranza del partito decise così, e io mi attenni.
E la prossima volta?
Me lo chieda tra qualche giorno.

Luca De Carolis
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Parlamento | Commenta »

TOH, UN’IDEA NUOVA DI RENZI: IL MINISTERO DEL SUD

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

GENERATO DALLA CASSA PER IL MEZZOGIORNO, POI SEPOLTO SOTTO LE CENERI DI TANGENTOPOLI, ADESSO POTREBBE RITORNARE RIMPOLPATO DI FONDI EUROPEI FINO AD ORA GESTITI DA DELRIO

Toh, chi si rivede! Nientemeno che il Ministero per il Mezzogiorno.
Sepolto sotto le macerie di Tangentopoli è ricomparso all’improvviso, come un fantasma della storia patria, per una questione di poltrone e poltroncine.
Matteo Renzi deve sostituire al ministro degli Affari Regionali Carmela Lanzetta, che ha licenziato due settimane fa.
Alla Lanzetta aveva dato un portafoglio di niente. Diciamoci la verità : più che un ministero era un effetto ottico, un modo per allungare una sedia e fare ciao.
Oggi, invece, si vorrebbe far divenire quell’ufficio preziosa merce di scambio, mezzo utile per far defluire potere dalle mani di chi non è più nel primo livello del giglio magico.
La gestione del flusso dei fondi europei che sono destinati alle aree sottosviluppate del Paese (i cui quattro quinti si trovano a Sud) è l’incarico a cui, con una fortuna altalenante, si è finora cimentato Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza.
Nel piccolo intervento di chirurgia plastica Renzi dovrebbe alleggerirgli l’incombenza e, lavorando per sottrazione, ridurlo a semplice fante.
Da qui l’invenzione: un bel Ministero per il Mezzogiorno a cui spostare risorse e competenze, come ai bei tempi.
In tema di revival democristiano l’idea è veramente geniale, perchè ci riporta indietro ai Remo Gaspari e Ciriaco De Mita, a Riccardo Misasi e Carlo Donat Cattin, Salverino De Vito e Giovanni Goria.
Il Pantheon dello scudocrociato che questo Parlamento, per più di un terzo sotto la soglia dei quarant’anni, ha letto (se ha letto) sui libri di storia contemporanea.
La perfezione è raggiunta perchè dal novero delle (pochissime) cose buone fatte dal governo di Mario Monti vi era il Ministero per la Coesione territoriale, il termine esatto per indicare che non esiste sviluppo senza equità , non esiste Nord senza Sud, non c’è l’Italia senza gli italiani.
Quel ministero è stato retto egregiamente da Fabrizio Barca, un tecnico che nella sua vita non ha fatto altro che costruire mappe, monitorare la quantità  e la qualità  dei flussi. Invece niente.
Saltando all’indietro nel tempo, Barca è andato sott’acqua, e il Mezzogiorno — inteso come Ministero — è tornato in auge.
Matteo Salvini se l’è cavata con una battuta non propriamente sapida, come invece il suo lessico imporrebbe, stante forse il desiderio di penetrare nel cuore dei sudisti, ora amiconi ed ex terroni sudici: “Se ne sentiva proprio la necessità !”, ha ironizzato. Romano Prodi, la cui biografia è legata alla Cassa per il Mezzogiorno, altra ferraglia storica, ha subito puntualizzato: “Se non ha coordinamento (cioè la gestione del portafogli) diventa un dicastero di serie B. In caso contrario è estremamente utile”. Dire che del Mezzogiorno a nessuno frega più nulla è poco.
È stata azzerata la questione meridionale, tema delegato oramai a saggisti (uno su tutti: Pino Aprile), e definitivamente statuita la inutilità  di approfondire il tema del sottosviluppo.
C’è una data utile che segna il crac politico: il terremoto dell’Irpinia (23 novembre 1980).
L’Italia assiste a un flusso possente di danaro (la cifra non è conosciuta nella sua esattezza ma per dimensioni è biblica, più di sessantamila miliardi di lire) che invece di restituire decoro e sviluppo nei territori martoriati risulta una passerella macroscopica di devianze e abusi.
Iniziano le campagne giornalistiche (ricordate l’Irpiniagate?) e su quelle salta la nascente Lega di Umberto Bossi: il primo manifesto leghista raffigura il Nord, nelle sembianze di una mucca che viene munta e un Sud che ingordo beve.
Lo scandalo politico che ne segue, insieme alle rendite di posizione di singoli califfati meridionali, rende defunta la questione.
Viene cancellato il Sud e piuttosto disonorati i meridionali.
In un bel libro (Leghisti & sudisti, Laterza) Isaia Sales, uno dei più lucidi meridionalisti, spiega come il carburante leghista è frutto tipico del malgoverno a conduzione Dc-Psi.
Nel tempo che segue, una sciagurata legge, la 488 del 1992, produce altri sprechi.
Immaginata per dare un aiuto alle imprese, diviene una strabiliante cassa a cui migliaia di questuanti chiedono di partecipare.
Decine di inchieste, decine di libri raccontano lo strazio di soldi buttati a mare, dilapidati in un arraffa-arraffa.
Aree industriali brulle, capannoni vuoti, falsificazioni di fatture, arresti e processi. Pier Luigi Bersani, ministro dell’Industria del primo governo Prodi, decide giustamente di mandarla al macero.
Eppure la Cassa per il Mezzogiorno, il fortino economico da cui poi discenderà  il Ministero per il Mezzogiorno, è stata un’idea saggia, iniziativa deliberata da De Gasperi nel 1950.
L’Italia del dopoguerra non riusciva ad essere unita senza dare un po’ di pane a intere popolazioni affamate.
E tra il 1960 e il 1970 formidabili opere di ricostruzione territoriale (acquedotti, strade provinciali, i primi consorzi industriali) sono servite a tenere in vita il Sud, spolpato da ogni suo avere, e costretto, negli anni della rivoluzione industriale, a fare la valigia per Milano o per Torino.

Antonello Caporale
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Renzi | Commenta »

GLI AMICI DI SALVINI: COREA DEL NORD, UNA DONNA RACCONTA L’ORRORE IN UN CAMPO DI PRIGIONIA

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

LA STORIA NEL VIDEO “THE OTHER INTERVIEW” DOVREBBE INSEGNARE QUALCOSA AI TANTI CAZZARI DI DESTRA CHE CORRONO ALLA CORTE DELLA LEGA PER GARANTIRSI UNA POLTRONA

Costretti a mangiare topi per sopravvivere, a rimuovere con le mani nude i propri bisogni dai bagni luridi.
Sono solo alcune delle atrocità  che ha vissuto sulla sua pelle Ji-hyun Park, detenuta in un campo di prigionia della Corea del Nord.
In un video pubblicato da Amnesty International e intitolato “The other interview” (per riprendere il titolo del controverso film dedicato a Kim Jong-un), la donna racconta l’orrore che i prigionieri erano costretti a vivere tutti i giorni.
E non risparmia parole dure contro il paese “blindato”: “Si potrebbe dire che tutta la Corea del Nord è un’immensa prigione a cielo aperto”.
Vissuta per un anno nel campo, Ji-hyun Park è stata punita per aver tentato di lasciare la Corea del Nord, che alla fine degli anni ’90 viveva un periodo di forte carestia, durante il quale persero la vita circa quattro milioni di persone.
“Le stazioni dei treni erano piene di morti”, racconta nel video.
Per cercare di sopravvivere, Ji-hyun ha dovuto lasciare a malincuore il padre malato e, pagando i trafficanti, è riuscita a raggiungere la Cina.
Dopo essere stata “venduta” ad un uomo ed aver dato alla luce un bambino, Ji-hyun è stata costretta a tornare nel suo paese d’origine. Ma da sola: la donna non ha avuto neanche la possibilità  di salutare suo figlio ed è stata deportata senza poter portare con sè nulla.
Come punizione per aver tentato di scappare dalla Corea del Nord, la Park è stata destinata a uno dei più duri campi di lavoro.
“Si moriva letteralmente di fame. C’era chi era costretto a mangiare il mangime per gli animali, chi raccoglieva dal suolo le patate e le mangiava così, ancora sporche di terra”, racconta nel video.
“Lavoravamo come animali. La nostra giornata iniziava alle 4.30 del mattino, non ci veniva dato nulla da mangiare. In estate, quando i giorni erano più lunghi, lavoravamo anche fino alle 8-9 di sera. Ci fermavamo solo quando faceva buio. E i giorni non finiscono mai, lì. Poi mangiavamo qualcosa, eravamo obbligati a riflettere sulle nostre performances, recitavamo i principi del Partito dei lavoratori e imparavamo delle canzoni. Intanto si faceva quasi mezzanotte”.
Anche le condizioni igieniche lasciavano a desiderare. Una volta, la donna fu punita per non aver chiesto il permesso di andare in bagno alle guardie del campo, che la costrinsero a pulire i suoi bisogni con le mani. “Se le donne venivano sorprese a lavare i loro assorbenti venivano obbligate a indossarli sulla testa e a implorare perdono”.
Dalla prigionia, che sembrava senza fine, Ji-hyun è riuscita a fuggire dopo aver contratto il tetano.
Rilasciata dalle autorità  e tornata alla vita “normale”, si è ritrovata, però, sola e spaventata. Ha deciso, dunque, di raggiungere di nuovo la Cina in cerca del figlio. Grazie ad un uomo, un “angelo”, Ji-hyun è riuscita ad attraversare la frontiera della Mongolia, senza destare sospetti.
Si è innamorata di lui: la coppia ora vive a Manchester insieme ai tre figli e al bambino ritrovato in Cina.
Un happy ending che oggi la donna può raccontare con orgoglio, pur non dimenticando mai l’orrore vissuto.
Un orrore che la Corea del Nord non vuole ricordare e che sarà  costretta a guardare in faccia con questo video, più che con il film “The interview” che si è affannata a censurare.

(da “Huffingtonpost“)

Le dichiarazioni di Salvini dopo la sua visita in Corea a settembre 2014
“Ho visto un senso di comunità  splendido. Tantissimi bambini che giocano in strada, un grande rispetto per gli anziani, cose che ormai in Italia non ci sono più»
( da “il Corriere della Sera”)
Ha ragione Razzi, la Corea è come la Svizzera, è pulita e non c’è criminalità ”
(da “La Stampa”)

argomento: LegaNord | Commenta »

LA CARICA DEI RESPONSABILI PER IL GOVERNO DI MATTEO

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

DALL’EX SOTTOSEGRETARIO GENTILE ALL’EX GRILLINA ANITORI… INIZIA IL SOCCORSO ALL’ESECUTIVO… SCELTA CIVICA LASCIA IN MASSA MARIO MONTI E APPRODA NEL PD

Il copyright resta loro.
Diritto d’autore garantito per Antonio Razzi, Domenico Scilipoti e la ventina di parlamentari che il 14 dicembre del 2010 votò la fiducia a Silvio Berlusconi, appena abbandonato da Gianfranco Fini.
Ma ogni legislatura ha la sua pena.
E nonostante il ministro Maurizio Lupi, che della materia è esperto, abbia già  avvertito “di responsabili si muore”, anche stavolta si è aperta la caccia grossa alle “persone consapevoli delle responsabilità  verso l’Italia” (parla Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd).
Troppi tumulti nel centrodestra, troppo ondivago quell’Angelino Alfano che un minuto strizza l’occhio a Berlusconi e quello dopo accavalla le gambe sulla poltrona del ministero dell’Interno.
Così, l’elezione del presidente della Repubblica è stata occasione ghiotta per tastare quanto fosse friabile l’opposizione di alcuni.
E la pattuglia dei responsabili 2.0 s’è fatta avanti.
Alcuni non la fanno troppo lunga: i sei senatori di Scelta Civica (Mario Monti escluso) hanno annunciato ieri il passaggio al Pd.
Altri si appalesano con un tweet (quelli dell’ex M5S, ora gruppo Autonomie, Lorenzo Battista sono stati felicemente notati), ma più spesso prediligono l’antica nota alle agenzie.
Sei ex grillini hanno pubblicamente dichiarato il loro voto per Mattarella: Alessandra Bencini, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Monica Casaletto, Cristina De Pietro e Luis Alberto Orellana.
L’ultimo, già  nell’ottobre scorso, salvò il governo con il suo voto sulla nota di variazione al Def.
Altri tre ex M5S (Adele Gambaro, Paola De Pin e Marino Mastrangeli), un anno prima, avevano già  detto sì a una fiducia posta dal governo Letta.
Nel Pd, però, i più ritengono che il sostegno della pattuglia che ha rotto con Grillo starebbe in piedi solo nel caso di un cambio di orientamento del governo Renzi: un nuovo progetto rivolto a sinistra, immaginano, che possa ristabilire un dialogo con Sel, proprio come è successo nel caso Mattarella.
Fantapolitica, al momento. Più facile guardare a destra.
Se i retroscena raccontano di un Denis Verdini già  al lavoro per garantire voti sulle riforme, anche nel lato destro dell’emiciclo di palazzo Madama (quello dove i numeri sono più risicati) il governo di Matteo ha già  visto alzarsi mani pronte a sostenerlo. Almeno 11.
Sono quelle dei senatori Ncd che — mentre Alfano accusava il colpo del metodo Mattarella — non perdevano tempo: “Pronti a votare”, facevano sapere a Renzi.
Come a dire: qualsiasi cosa Angelino decida , noi siamo con te.
È su quella scialuppa che si incontra, per dire, un’altra Cinque Stelle pentita: Fabiola Anitori, che è riuscita a passare dal meet-up di Ostia alla poltrona di fianco a Laura Bianconi per “dare un sostegno forte al Governo e alla sua azione riformatrice”.
Anche la Bianconi, già  pasdaran berlusconiana in prima fila nella battaglia contro chi voleva staccare la spina a Eluana Englaro, ha firmato il messaggio in bottiglia a Renzi. Sono in compagnia di una serie di senatori ad alto tasso di coerenza.
Giuseppe Pagano e Salvatore Torrisi, per esempio: due di parola.
Dicevano ad agosto, neanche quattro mesi prima dell’addio: “Siamo e resteremo assolutamente leali con il nostro leader Silvio Berlusconi”.
Un altro è Giovanni Bilardi, ex Gal ora in Area Popolare (il nome dei gruppi unificati di Ncd e Udc).
Nel 2013 faceva gli auguri di compleanno a Silvio Berlusconi assicurando che “ne sosterremo la linea politica”.
I Cinque Stelle all’inizio della legislatura avevano scritto al presidente del Senato Pietro Grasso: trovavano inopportuno che in commissione Antimafia, fosse stato nominato uno come Bilardi, “già  consigliere regionale per la Lista ‘Scopelliti Presidente’, della quale è stato coordinatore e capogruppo, indagato dalla Procura di Reggio Calabria per peculato , falso e truffa”.
Guai che capitano in Calabria, direbbe Pietro Aiello: la Dda lo voleva arrestare con l’accusa di voto di scambio aggravata dalle modalità  mafiose.
Avrebbe incontrato un boss di una cosca prima delle regionali 2010, ma il gip lo ha lasciato in libertà : non c’è prova delle promesse fatte in cambio di voti.
Poi c’è Antonio Gentile: Renzi lo fece sottosegretario, ma fu costretto a dimettersi praticamente all’istante: il quotidiano l’Ora della Calabria non uscì in edicola con la scusa di un guasto alle rotative il giorno in cui doveva pubblicare la notizia che suo figlio era indagato.
Più di dieci anni prima, Gentile si era fatto notare per una raccolta firme: chiedeva il Nobel per la Pace a Berlusconi.
Quanto a piaggeria, resta lontano in classifica da Guido Viceconte, anche lui potenziale responsabile.
A fine agosto 2002, si cimentò col jogging a Villa Certosa. Finì con una settimana a letto per un colpo della strega.
Caso a parte, quello di Ulisse Di Giacomo: fu lui a subentrare a Berlusconi dopo la decadenza. All’epoca era già  Ncd e ora sarebbe pronto a salvare Renzi.
Infine, Federica Chiavaroli, autrice dell’emendamento che riduceva i soldi ai Comuni che boicottavano le slot machine.
Disse Renzi: “È pazzesco, allucinante. Una porcata”.

Paola Zanca
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Renzi | Commenta »

I SENATORI DI “SCELTA CINICA” VANNO NEL PD: MA CHI LI HA VOTATI SONO D’ACCORDO?

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

PASSANO IN SEI, SOLO MONTI NON TRASLOCA

Debora Serracchiani «non esclude» che la maggioranza di governo possa allargarsi, imbarcare dei “responsabili”.
In attesa del loro arrivo, il gruppo del Pd al Senato sarà  “rimpolpato” dall’arrivo, forse già  oggi, dei 6 senatori di Scelta civica che domenica celebra il suo congresso.
I montiani, elogiati ieri da da Renzi e invitati ad «un approdo comune», valutano se stringere un patto federativo, sul tipo di quello usato siglato dai democratici e dai radicali nel 2008, o confluire direttamente nelle fila del Pd.
La discussione è aperta anche alla Camera, da dove arriva però lo stop di Enrico Zanetti. «Renzi ci spieghi — dice il deputato — di quali approdi comuni parla. Trovarsi dentro ad un Pd guidato in questo modo deve essere difficile, entrarci su chiamata, demenziale».
Mario Monti, rimasto solo, dovrebbe aderire al gruppo delle Autonomie.
Si delinea così la strategia renziana per rafforzare la maggioranza al Senato.
E sullo sfondo fanno la comparsa i “responsabili”.
La Serracchiani insiste sul concetto che la «consapevolezza che tanti parlamentari hanno acquisito il giorno dell’elezione di Mattarella li renda consapevoli della responsabilità  che hanno da qui a 2018».
Si affacciano vecchi spettri. Ma la vicesegretaria del Pd precisa: «Chi appoggerà  il governo provenendo da fuori della maggioranza non è uno Scilipoti qualsiasi, sono persone responsabili verso l’Italia».
L’uscita suscita però la reazione di Maurizio Lupi. «Di responsabili il governo Berlusconi è morto.Spero che quella lezione serva» dice il ministro dell’Ncd
Lupi si fa forte del sereno tornato fra Pd e Ncd.
Mercoledì, infatti, c’è stato un incontro fra Alfano e Renzi. E secondo Alfano il colloquio «è stato molto positivo». Ma la fronda interna anti-Alfano non si placa: «Visto che Renzi ci fa la pipì in testa da due giorni, i nostri ministri dovrebbero dimettersi», dice Carlo Giovanardi
Intanto la minoranza del Pd torna all’attacco su Job act e riforme.
Vannino Chiti chiede di cambiare l’Italicum «con o senza Forza Italia». Ma la Serracchiani è perentoria: «I numeri di Fi, necessari nel passato, non credo lo saranno più. Alla Camera l’Italicum passerà  nel testo del Senato. Anche sulle riforme abbiamo i numeri».

(da “La Repubblica”)

argomento: Monti | Commenta »

RICATTA & RACCATTA

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

GLI SCILIPOTI DI RENZI

Oggi tutti i giornali scriveranno che la maggioranza ha raggiunto uno storico accordo col ministro della Giustizia Andrea Orlando sulla legge anticorruzione che da due anni fa la muffa in Parlamento.
Quello che non leggerete è che non c’è uno straccio di testo scritto: siamo sempre nella tradizione orale.
Quando l’emendamento governativo sarà  nero su bianco, bisognerà  approvarlo uguale in entrambe le Camere che, peraltro, non hanno colpe sul ritardo biblico accumulato fin qui. Come i nostri lettori ricorderanno, si tratta di un semplice disegno di legge, altrimenti il governo avrebbe fatto un decreto (come per l’impellentissimo taglio alle ferie ai magistrati, che tra l’altro non saranno tagliate perchè il decreto è scritto coi piedi).
Era stato lo stesso Renzi, nel giugno scorso, a promettere un decreto, quando si trattò di bloccare il voto sul ddl alla Camera: ma era la solita balla, tant’è che quel decreto non arrivò mai perchè B. non voleva.
Col risultato di far perdere all’Italia altri 240 giorni e qualche miliardo in nuove mazzette impunite.
Ora, come per incanto, sboccia l’accordo. Troppo bello per essere vero.
Se sia vero, lo vedremo se e quando finirà  sulla Gazzetta ufficiale.
Intanto registriamo una serie di coincidenze che fanno sospettare la solita ammuina.
1) Fino alla scorsa settimana il Pd non andava neppure alla toelette senza il consenso di B. “Le riforme si fanno con FI”. “Forza Italia è un alleato leale e affidabile”. “Giusto fare compromessi con B.”. “Il Nazareno regge”.
Fra le più fedeli alla linea c’era la vicesegretaria Debora Serrachiani, già  antiberlusconiana in un’altra vita, poi filo-berlusconiana fino all’altroieri, quando all’annuncio di tal Toti sulla morte del Patto ha risposto: “Meglio così”.
Ma come: quando lo dicevamo noi, eravamo “ossessionati da B.” e ”accecati dall’antiberlusconismo”, e ora che lo dice lei va tutto bene?
2) Da un anno, cioè da quando Renzi ricevette B. per la prima volta al Nazareno, abbiamo assistito a una pantomima di bugie e ricatti incrociati: Renzi e Pd minacciavano B. sventolandogli anticorruzione, conflitto d’interessi, falso in bilancio e decreto fiscale come il crocifisso e l’acquasanta davanti agli indemoniati, senza poi approvare un bel nulla; B. rispondeva minacciando Renzi e il Pd facendo il ritrosetto sull’Italicum e il nuovo Senato, salvo poi votargli tutto.
Ora ci raccontano che è tutto finito.
È bastata la dichiarazione di guerra di Toti, poi mezzo rimangiata da Romani, per far apparire all’improvviso dans l’espace d’un matin tutto ciò che attendiamo pazientemente da 15 anni e che era stato bocciato dallo stesso Pd non più tardi di mercoledì: anticorruzione, falso in bilancio (perseguibile d’ufficio e con soglie più basse di quelle che Orlando aveva copiato da B. appena 20 giorni fa), niente condono per le frodi fino al 3%, più tasse a Mediaset sulle frequenze (appena ridotte nel Milleproroghe).
Troppa grazia, San Matteo. Sarebbe bello credere che è tutto vero.
Ma il sospetto che sia l’ennesima mano di Ricattopoli è forte.
Altrimenti, di grazia, qualcuno ci spiega perchè ciò che è stato stoppato mercoledì viene sbloccato dagli stessi partiti il giovedì?
E perchè ciò che veniva spacciato come un vantaggio per tutti gli italiani, e non — horribile dictu- come un favore a B., ora viene precipitosamente ribaltato?
Allora è vero che il Nazareno contiene codicilli indicibili e infatti mai detti.
E siamo proprio certi che, se ora vengono sostituiti da norme ammazza-B., non sia per tenere il Caimano sotto scopa e riportarlo al tavolo (o sotto)?
Se così non sarà , tanto meglio. Ma anche su quel meglio ci sarà  da discutere.
Il governo non ha i numeri per stare in piedi da solo: se Renzi scarica B. (o viceversa) è perchè ha già  pronta una pattuglia di scilipotini raccattati qua e là  che, visti da vicino, sono come o peggio di B.
Tant’è che l’originale al secolo Mimmo Scilipoti, già  chiede la riabilitazione: e, per quanti sforzi facciamo, non troviamo un solo argomento per dargli torto.

Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Renzi | Commenta »

NEL BUNKER DI PALAZZO GRAZIOLI TRA INTRIGHI, VELENI E GOSSIP

Febbraio 6th, 2015 Riccardo Fucile

L’EX CAV: “NON VOGLIO ALTRE SCISSIONI”… SOSPETTI DI “DOPPIO GIOCO” SU BRUNETTA

Dal bunker di Palazzo Grazioli, più che soluzioni, sono saltati fuori i veleni.
Tutti contro tutti, in una guerra per bande che ha per protagonista e arbitro Silvio Berlusconi, nelle ultime ore preso a cercare di mettere insieme un partito spaccato in quattro dove tutti aspettano di ricevere l’eredità .
E lui stesso molto stanco, sul punto, a parole, di mollare tutto.
Dice ai suoi collaboratori che non ha più “la voglia di mettere pace”, è “stufo di Roma e del partito”.
Ci sono i fittiani, quelli che rispondono a Verdini, ma poi c’è Stefania Prestigiacomo che non perdona a Berlusconi di aver nominato un suo nemico giurato, Vincenzo Gibino coordinatore della Sicilia.
Ma anche la stella Prestigiacomo non brilla più come accadeva qualche anno fa: l’altro giorno è stata esclusa dall’ufficio di presidenza ristretto e per riparare Berlusconi l’ha chiamata ieri in udienza a Grazioli.
Dove invece due giorni fa era presente Mara Carfagna che parla per sè, ma rivendica un ruolo centrale e resta sulla via del Nazareno, ma non troppo: “Non possiamo dire agli elettori che le riforme non le facciamo più”.
Non ultime Mariarosaria Rossi e Deborah Bergamini che, oltre a volere Verdini fuori dal partito, pretendono delle deleghe scritte che non hanno mai avuto. “La Rossi ha definito me e Gianni Letta un duo tragico, ma Berlusconi per la prima volta non l’ha smentita”, dice Denis Verdini.
Parole un tempo poco ammesse.
E gesti che dall’ufficio di presidenza ai bei tempi erano banditi, come quello di Renato Brunetta, quando mercoledì a metà  riunione, si è allontanato dal tavolo e nel frattempo è uscita un’agenzia che parlava di vertici del partito verso le dimissioni.
Quando è tornato a sedere lo hanno ricoperto d’insulti. Quello che ci è andato più cauto l’ha chiamato spia. “L’unico che deve dimettersi sei tu”, è stata la risposta.
Sceneggiate che nemmeno all’epoca delle direzioni nel Pd di Bersani. Ma qualcosa è successo. E sicuramente, per Verdini, il tempo è arrivato.
Scaduto il Patto del Nazareno normale che scadesse anche lui. “Il Cavaliere”, dicono dalle parti di Arcore, “cerca di trovargli un’uscita dignitosa, ha collaborato con lui vent’anni e non vuole liquidarlo pubblicamente. Ma il ruolo di geometra delle larghe intese l’ha perso e ha perso il potere dentro al partito”.
Nella confusione non l’ha presa bene Gianni Letta, colpito al cuore dalle parole della Rossi. “Letta è un muro di gomma, ma non passa comunque in cavalleria un’affermazione del genere. Prima o poi il conto verrà  presentato anche all’onorevole Rossi”, dice alle poche persone delle quali si fida Daniela Santanchè, formalmente molto distante dalla guerra intestina, ma acuta osservatrice e con le orecchie tese, nonostante in questi giorni sia rimasta a Milano.
“Si rassegni”, è stata la risposta recapitata al volo. “È iniziata una nuova stagione, e in questa stagione non abbiamo bisogno dei loro fallimenti nè di farci prendere in giro da quel ragazzino”, inteso come Matteo Renzi. “Lo sappiamo che la Santanchè risponde solo a Verdini”.
In questa bolgia il padrone di casa, Silvio Berlusconi, cerca di risolvere a colpi di diplomazia un tavolo che, in altri tempi, avrebbe già  rovesciato con una linea, la sua, insindacabile e che, invece, oggi non ha.
Ieri, prima di rientrare a Milano, Berlusconi ha incontrato una lunga serie di parlamentari. “Il Nazareno inteso come alleanza esplicita salta, ma con cautela e non da un giorno all’altro. Vediamo in aula. E soprattutto non voglio minacce di scissioni”, ha detto chiaro.
Poco chiara, ma dal sapore tendenzioso, la posizione di Laura Ravetto, altra che tra Grazioli e Arcore, è piuttosto ascoltata. Lei ha una sua teoria: defenestrare Verdini, sì, ma proseguire sulla strada delle riforme costituzionali insieme a Matteo, inteso come Renzi.
Chi non le vuole bene liquida la sua posizione come quella di Alfano e dice: “Ha paura di perdere il posto di lavoro”.
Mai amata, la Ravetto, dalle sue colleghe. “A frequentare troppo spesso quelli del Pd deve aver perso di vista la realtà ”.
Parla quasi da persona distante dalla politica, Daniela Santanchè: “Sono a Milano, nella mia azienda, qui a cercare di salvare cento posti di lavoro. Consiglio a tutti di abbandonare la guerra per bande, capiscano quali sono i problemi del Paese reale e la finiscano con le commedie”.
L’altro fiorentino invece, inteso come Denis Verdini, tace, ma mica sta a guardare. Si muove. Eccome. Non molla Renzi e cura i parlamentari che ha messo lui in lista.
Nomi di seconda linea, ma che in aula fanno contare il loro voto.
Come è successo per l’elezione di Mattarella.

Emiliano Liuzzi
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Forza Italia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.747)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (197)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2015
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen   Mar »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “IN ITALIA EMERGE L’ANTI MELONI”: IL PRESTIGIOSO MEDIA USA BLOOMBERG LANCIA SILVIA SALIS PREMIER
    • DIO, PATRIA E CAMORRA: LE SPERICOLATE CONNESSIONI DI GIOACCHINO AMICO. L’IMPRENDITORE LEGATO AL CLAN SENESE E OGGI PENTITO, SALITO ALL’ATTENZIONE DELLE CRONACHE PER UNA FOTO CON GIORGIA MELONI DI SETTE ANNI FA, AVEVA TESSUTO RAPPORTI CON POLITICI DI DESTRA E PRESO LA TESSERA DI FDI
    • ORA I PUTTANIERI SOVRANISTI DEDICANO LA LORO ATTENZIONE MORBOSA ALLA VITA PRIVATA DELL’EURODEPUTATA ILARIA SALIS
    • IL VERO PROBLEMA DI GIORGIA MELONI E’ CHE HA FATTO MALE I CONTI E ORA NON CI SONO PIU’ SOLDI
    • COSA ASPETTARSI DAI COLLOQUI DI ISLAMABAD TRA USA E IRAN?
    • I SOCIAL NON POSSONO DIVENTARE UNA FOGNA SENZA REGOLE: DUE “HATER” DI LILIANA SEGRE, ACCUSATI DI DIFFAMAZIONE AGGRAVATA DALL’ODIO RAZZIALE, SI SCUSANO CON LA SENATRICE A VITA, SOPRAVVISSUTA ALLA SHOAH
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA