Luglio 3rd, 2015 Riccardo Fucile
“L’ESPERIENZA DEL GOVERNO RENZI E’ ARRIVATA AL CAPOLINEA”
Diego Della Valle volta le spalle a Matteo Renzi. 
Il patron di Tod’s, che a settembre lancerà il progetto “Noi Italiani”, suona il time out per l’esecutivo: «Mi dispiace ammetterlo – accusa – ma credo che questa sia un’esperienza governativa arrivata un po’ alla fine».
L’imprenditore chiama in causa anche il Capo dello Stato: «Credo – osserva – che il Presidente della Repubblica debba prendere atto che c’è un governo non votato dal popolo e in assoluto affanno, ma non si può andare a votare ora».
«Non si può andare avanti con un governo che non può fare le cose per mille motivi – va avanti l’imprenditore marchigiano a margine del “Milano Fashion Global Summit 2015” – oggi ci vuole un governo di persone che sappiano fare le cose essenziali che servono e che ci porti al 2018, quando andremo finalmente a votare le persone che ci scegliamo».
E ancora: «C’è bisogno di gente competente con dei curricula validi, non mettiamo amici e amici degli amici».
Un affondo a cui replica il vicepresidente dell’assemblea Pd, il renziano Matteo Ricci: «A Diego Della Valle vorrei dire che l’esperienza finita è quella dei suoi amici, i “salvatori tecnici” di cui l’Italia non ha bisogno. Abbiamo bisogno di una politica coraggiosa, non di piccoli partitini dello “zero virgola” nè di “salvatori tecnici”».
E tra gli imprenditori delusi dall’esecutivo Renzi c’è anche Pier Silvio Berlusconi, il secondogenito del Cavaliere.
«L’anno scorso dissi di tifare per la fretta del governo Renzi – ricorda l’amministratore di Mediaset – ora sembra che le tanto annunciate riforme economiche abbiano accusato un forte rallentamento».
Il figlio del Cavaliere però non chiude del tutto la porta all’esecutivo: «Da italiano e imprenditore tifo per il mio Paese: credo e spero che il governo trovi al più presto la strada delle riforme».
L’asse a sostegno di una linea di dialogo con Renzi subisce tuttavia uno scossone perchè Pier Silvio, insieme a Fedele Confalonieri, ha sempre rappresentato la parte della famiglia e delle aziende più propensa a riallacciare il dialogo con il presidente del Consiglio.
E la linea, a detta dei fedelissimi del leader azzurro, sembra sia stata concordata in famiglia alla vigilia, tra l’altro, della ripresa del cammino in Senato delle riforme costituzionali.
Oggi a Palazzo Madama sarà incardinato l’iter del disegno di legge e l’atteggiamento che terrà una parte di Forza Italia (verdiniani in testa) potrebbe essere determinante.
La bacchetta del vicepresidente di Mediaset però non sembra preoccupare i renziani. L’ordine di scuderia ufficiale è quello di non replicare alle critiche ma, a sentire alcuni di loro, la presa di posizione del figlio di Berlusconi può avere come effetto immediato quello di ricompattare il Pd, in particolare a Palazzo Madama, dove la minoranza Dem può influire in termini numerici sulle riforme.
Mariolina Sesto
(da “il Sole 24Ore“)
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Luglio 3rd, 2015 Riccardo Fucile
DOPO L’EFFETTO DELLE INCHIESTE GIUDIZIARIE, L’INTENZIONE DI VOTO DEI ROMANI… ASTENSIONE AL 50%
Nella Capitale si sente l’effetto delle inchieste giudiziarie.
Se a Roma si votasse oggi, il Movimento Cinque Stelle si presenterebbe al ballottaggio da primo partito con un distacco notevole (6%) sul Pd.
E’ il risultato di un sondaggio di Tecnè per Porta a Porta.
Secondo la rilevazione, gli scandali di Mafia Capitale e i primi due anni di amministrazione Marino hanno prodotto un vistoso calo del Partito democratico in città .
I Cinque Stelle raccoglierebbero ad oggi il 32 per cento dei voti, davanti al Pd (26).
La terza forza, ma a distanza di 15 punti, sarebbe Forza Italia che non supererebbe l’11 per cento.
La Lega nella Capitale si fermerebbe al 4.
Fratelli d’Italia sarebbe invece il secondo partito nell’area di centrodestra (7%).
Sia Sel sia Area Popolare raggiungerebbero il 4 per cento.
Certo, sarebbe un risultato in cui il primo partito sarebbe di gran lunga quello del non voto: l’astensione è infatti data al 50 per cento.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Luglio 3rd, 2015 Riccardo Fucile
INDAGATO ANCHE DIANA, ICONA ANTIMAFIA ED EX SENATORE PDS
C’è anche l’icona anticamorra Lorenzo Diana, ex senatore del Pds e amico di Roberto Saviano
nonchè unico politico citato in positivo nel libro Gomorra, tra gli indagati dell’inchiesta della Dda di Napoli sul presunto patto tra Cpl Concordia e clan dei Casalesi per la metanizzazione dell’agro aversano.
Diana risulta indagato per concorso esterno in associazione camorristica, per corruzione (già prescritta) e per abuso d’ufficio in due distinte ordinanze.
Solo in una di queste il Gip ha disposto per lui una misura cautelare lieve, e solo per reati contro la pubblica amministrazione: il divieto di dimora in Campania.
“Non ho letto ancora il provvedimento e cosa mi si addebita. Mi sembra di essere tra un sogno e Scherzi a parte“, ha commentato Diana a caldo.
All’alba i carabinieri del Noe agli ordini del capitano Sergio De Caprio hanno eseguito otto misure cautelari tra carcere e domiciliari.
In manette ex dirigenti della coop rossa modenese (tra i quali l’ex presidente Roberto Casari, già finito in carcere nell’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia), subappaltatori e imprenditori della metanizzazione compiuta nei comuni tra Casal di Principe, Casapesenna e limitrofi, il bacino Caserta 30.
Secondo i pm Cesare Sirignano, Catello Maresca e Maurizio Giordano e il pm della Dna Francesco Curcio, Diana avrebbe avuto un ruolo attivo nel patto tra l’impresa e la camorra, ottenendone un tornaconto in termini di rafforzamento dell’influenza politica sul territorio.
Però l’ex senatore, attualmente presidente del Centro Agroalimentare di Volla-Napoli (Caan) — su nomina del sindaco di Napoli Luigi de Magistris — non è tra gli arrestati. Diana è stato invece raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora in Campania, per un presunto scambio di favori compiuto in qualità di presidente del Caan.
Una circostanza scoperta dagli inquirenti attraverso alcune recenti intercettazioni telefoniche, disposte nei giorni in cui Cpl Concordia è finita nel ciclone dell’inchiesta sugli appalti di Ischia e nelle carte delle indagini comparvero le tracce delle vecchie frequentazioni tra Casari e Diana.
Vincenzo Iurillo
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Luglio 3rd, 2015 Riccardo Fucile
ACCUSATO DI AVER SCARICATO DA FB IMMAGINI DI EX COMPAGNE DI SCUOLA, ANDREA BALZAROTTI A PROCESSO… CAPOGRUPPO A CORBETTA, VOLONTARIO IN PARROCCHIA E MEMBRO DELLA CONFRATERNITA DEL ROSARIO
E’ il tipico ‘bravo ragazzo’: 26 anni, laureato in Storia, volontario in parrocchia, guida turistica al museo del Santuario dei miracoli, membro della Confraternita del rosario e, dal 2011, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Corbetta, in provincia di Milano.
Poi succede quello che non ti aspetti, quello a cui nessuno vuole credere: il giovane Andrea Balzarotti è accusato di aver preso da Facebook le foto di diciassette ragazze, di aver fatto una sorta di collage e di averlo pubblicato su un sito hard.
Avrebbe pure aggiunto la dicitura “sexy ragazze italiane”.
I fatti risalgono al 2013 e per due lunghi anni non è trapelato nulla.
Ora però si è aperto il processo penale a Milano. Se da un lato le parti offese, di età compresa fra i 26 e i 27 anni, sono state risarcite e non si costituiranno parti civili, dall’altro resta un’ipotesi di reato che attiene alla privacy, per la quale la Procura procederà d’ufficio.
Tutto comincia con una denuncia alla Polizia postale, i cui uomini sono specializzati in reati informatici.
Il capogruppo di Forza Italia viene così identificato come responsabile di quelle fotografie ‘rubate’ e buttate in rete, perchè il pc incriminato è suo.
Ma nella piccola Corbetta, cittadina di 18mila abitanti, tutti o quasi difendono l’uomo di fiducia del parroco.
Il sindaco leghista, Antonio Balzarotti, scomoda la Costituzione e la presunzione di innocenza e, richiesto di un commento sull’opportunità delle dimissioni dell’imputato da consigliere comunale, aggiunge: “Nessuno può andare contro la volontà del popolo. E in assenza di una condanna definitiva, non sarò certo io a chiedergli di dimettersi”.
Pure le opposizioni si mostrano tiepide.
Rifondazione Comunista parla di “vicenda che merita dei chiarimenti”, mentre il Pd chiosa: “Conosciamo Andrea. Tutto ciò ci sembra surreale e assurdo”.
Di tenore diverso la dichiarazione di Monica Maronati, che come Balzarotti siede sui banchi di Forza Italia: “Se ha sbagliato, chieda scusa. Se no, lo invito a fare chiarezza, perchè circolano troppe informazioni contraddittorie”.
Bisogna andare in casa Nuovo Centrodestra, con Marco Ballarini, per registrare gli unici commenti declinati al femminile: “Se i fatti che vengono attribuiti a Balzarotti sono veri, la nostra solidarietà va alle ragazze offese”.
Già , le diciassette ragazze. Sono tutte ex studentesse del liceo Salvatore Quasimodo di Magenta, come del resto il capogruppo di Forza Italia. Il quale ne conosceva alcune personalmente e altre soltanto di vista.
Qualcuno arriva a dubitare che Balzarotti sia stato capace di quella bravata, ipotizzando che stia in realtà ‘coprendo’ il vero autore o la vera autrice.
“C’è un procedimento penale in corso, nell’ambito del quale si accerteranno le responsabilità ”, spiega Nicoletta Collalto, legale di fiducia del giovane politico. Aggiungendo: “Alla prima udienza le ragazze non si sono costituite parti civili e questo perchè la trattativa fra loro e il mio cliente è già stata chiusa. Non voglio sminuire la vicenda di cui stiamo parlando, pur facendo notare che si tratta di una circostanza (la pubblicazione delle foto sul sito hard, ndr) durata solo qualche ora”.
Il fatto che le ex studentesse, per rinunciare alla causa, abbiamo ricevuto un risarcimento (che sarebbe di 1.300 euro a testa più il pagamento delle spese legali, ipotesi sulla quale Collalto dice di non poter “nè confermare nè smentire”) non sarebbe per Balzarotti un’ammissione di colpevolezza.
Il suo avvocato chiarisce infatti di aver “semplicemente utilizzato gli strumenti di legge”.
Ersilio Mattioni
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Luglio 3rd, 2015 Riccardo Fucile
TSIPRAS E VAROUFAKIS PROVANO A DISINNESCARE LA CONSULTAZIONE
La Grecia è divisa sul referendum di domenica, con il quale dovrà decidere se respingere o
accettare le proposte dei creditori internazionali.
Secondo un sondaggio commissionato da Bloomberg, il 43% dei greci ha intenzione di votare no, mentre il 42,5% pensa di scegliere il sì.
La rilevazione è stata condotta su 1.042 persone da University of Macedonia Research Institute of Applied Social and Economic Studies, con un margine di errore del 3%.
Il sostegno al no è calato dallo scorso sabato, quando era al 52%, mentre quello al sì è cresciuto dal 26,5% precedente.
Il sondaggio mostra anche che l’81% dei greci ritiene che restare nell’euro dia al Paese le migliori prospettive per il futuro, cifra anch’essa in aumento da sabato scorso.
Il Paese è diviso, lo sa anche il ministro delle finanze greche Yanis Varoufakis, lo sa anche il premier Alexis Tsipras.
E ora i due provano a disinnescare le possibili ricadute dell’esito della consultazione, sia nel caso di vittoria del sì tanto in quello di vittoria del no.
Fermo restando che è attesa in giornata la pronuncia del Consiglio di Stato, che deve decidere sulla compatibilità della chiamata alle urne con i dettami costituzionali greci. La sentenza è attesa entro la prima serata e in teoria potrebbe bloccare il referendum.
“Un accordo è in vista” anche con la vittoria del No al referendum ed “è più o meno fatto”, ha detto secondo Bloomberg, Varoufakis alla radio irlandese secondo cui “la Grecia resterà nell’euro”.
Secondo Varoufakis il voto no porterà a un accordo che includerà “la ristrutturazione del debito”.
“Il giorno dopo il referendum sarò a Bruxelles e un accordo sarà firmato”, ha detto ieri sera il premier greco Alexis Tsipras in un’intervista alla tv Antenna, assicurando che la firma di un’intesa arriverà entro 48 ore dal voto.
(da “Huffingtonpost”)
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