Novembre 10th, 2015 Riccardo Fucile
LA RELAZIONE DEI CONSULENTI DEL PM: “CONTABILITA’ TENUTA IN SPREGIO DI QUALSIASI PRINCIPIO… “ANCHE LA LAUREA IN ALBANIA E LE SPESE DEL CARROZZIERE”
Multe, la fattura del carrozziere, la laurea a Tirana, i lavori di casa, a Gemonio. In tutto mezzo
milione di euro di rimborsi elettorali finiti nelle spese della famiglia Bossi.
A riassumere il centro delle accuse al fondatore della Lega Nord Umberto Bossi, al figlio Renzo Bossi e all’ex tesoriere del partito Francesco Belsito è stato il consulente della Procura di Milano che ha deposto come testimone nel processo per appropriazione indebita.
La contabilità del Carroccio tra il 2008 e il 2011, ha spiegato il commercialista Stefano Martinazzo, era stata tenuta “in spregio di qualsiasi principio valido nelle aziende e nelle attività commerciali” e in “modo non conforme” alla legge sul finanziamento ai partiti. Contabilità che era anche “assolutamente incompleta”.
Il consulente, davanti al giudice monocratico Luisa Balzarotti ha risposto alle domande del pubblico ministero Paolo Filippini e ha illustrato le analisi fatte sui conti della Lega, parlando di “incompletezza documentale imbarazzante” sulla movimentazione dei conti correnti.
Nell’inchiesta era finito anche il primogenito di Bossi, Riccardo, anche lui imputato, la cui posizione è stata stralciata nelle settimane scorse quando ha scelto di essere processato con il rito abbreviato.
Il processo al Senatùr e all’altro figlio Renzo, ex consigliere regionale, riprenderà il 15 dicembre.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Novembre 10th, 2015 Riccardo Fucile
FORMIGONI: “BASTA INSULTI A NCD O TOGLIAMO APPOGGIO IN REGIONE”…”A MILANO VOTEREMO SALA”
La manifestazione leghista a Bologna è stata la goccia che rischia di far traboccare il vaso. Roberto Formigoni, esponente di Ncd, non ha tollerato gli insulti ad Angelino Alfano rivolti a piazza Maggiore da Matteo Salvini: “Un cretino”.
E così in una intervista al quotidiano La Stampa chiede al governatore Roberto Maroni di dissociarsi dalla linea di Salvini per salvare la giunta in Lombardia.
Una minaccia in piena regola che potrebbe mettere in seria difficoltà Maroni, per il quale l’appoggio di Ncd è molto prezioso.
Formigoni va oltre e annuncia di essere pronto a sostenere Rodolfo Sala, l’ex commissario per Expo che il Partito democratico vorrebbe candidare a Milano.
Maroni dice che a Bologna si è aperto “un capitolo nuovo”.
“Allora c’è un problema che riguarda Regione Lombardia”.
Siete pronti a staccare la spina?
“Beh, se la linea è quella emersa domenica, sarà difficile continuare insieme. La nostra maggioranza si regge sugli accordi del 2013, su un programma moderato, riformatore, popolare, in continuità con le mie giunte. Ora ci sembra che Maroni abbia cambiato idea, visto che parla di “una giornata importante” e di “una svolta”. Dunque anche per lui siamo dei traditori? Anche lui considera Alfano un cretino?”.
È vero che a Milano siete pronti a sostenere Sala con il Pd?
“Il suo nome non può che destare sentimenti positivi in noi. Ricordiamoci che fu scelto dalla Moratti. Anzi, da Bruno Ermolli. E io, da governatore, ne avallai la nomina ad amministratore delegato di Expo”.
Questo è un endorsement..
“Bisogna vedere in che contesto matura la sua candidatura. Noto che ha già creato molti mal di pancia a sinistra del Pd”.
(da “Huffingtonpost“)
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Novembre 10th, 2015 Riccardo Fucile
RAPPORTO DEL MINISTERO: APPENA 436 MILIONI DI EURO NEL 2014, I MILIARDO PREVISTO PER IL 2015, MA CON RICADUTE POSITIVE SUL TERRITORIO
Quanto spende l’Italia ogni giorno per un rifugiato? 
E quanto costa davvero il nostro sistema d’accoglienza? Da anni ballano vari numeri.
Ora a rispondere ufficialmente è il primo “Rapporto sull’economia dell’accoglienza”, firmato da un gruppo di studio costituito a gennaio 2015 presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno.
L’emergenza 2014.
“Il 2014 – si legge nel Rapporto – si chiude con la cifra record di 170mila immigrati arrivati via mare in Italia: quasi il triplo rispetto a quelli del 2011, anno della famosa “Emergenza Nord Africa”.
La gestione dei centri governativi (Cara, Cda, Cpsa e Cie) nel 2014 è costata circa 139 milioni di euro (compresi i costi delle strutture non di proprietà demaniale).
Le strutture temporanee invece, che al 31 dicembre 2014 accoglievano 35.562 persone, hanno comportato una spesa di circa 277 milioni.
A tali spese sono da aggiungere quelle di trasporto dei migranti versi i centri, i contributi erogati ai Comuni per l’accoglienza dei minori, le spese per utenze e per gli interventi straordinari al di fuori dei centri per un ammontare complessivo di circa 20 milioni”.
Spesi 436 milioni di euro.
“Pertanto la spesa complessiva per i migranti accolti nelle strutture di accoglienza diverse dallo Sprar si è attestata nel 2014 su 436 milioni complessivi, con un costo medio giornaliero a migrante pari a euro 26,51.
In realtà considerato che l’accoglienza è stata garantita in relazione agli sbarchi registratisi tutto l’anno, il costo medio giornaliero per migrante a cui far riferimento è pari a 30 euro oltre Iva.
Pertanto i costi della gestione ordinaria dell’accoglienza si attestano nel range di 30-35 euro per gli adulti e di 45 euro per i minori accolti dai Comuni, costi nettamente inferiori ai quelli sostenuti durante l’emergenza Nord Africa pari a 46 euro per gli adulti e ai 75 euro per i minori.
Quindi in una situazione “ordinaria” come quella attuale, che ha avuto punte di emergenza assoluta quanto a persone sbarcate e accolte, i costi sono stati drasticamente ridotti rispetto all’emergenza del 2011″.
I costi dello Sprar.
“La gestione dello Sprar ha avuto nel 2014 un costo di euro 197.499.225,63, per un totale di 22.961 persone accolte.
I costi giornalieri nei progetti Sprar sono diversificati in relazione al grado di vulnerabilità delle persone.
Si passa da una spesa media di euro 32,40 per i posti ordinari, di euro 61,30 per i posti riservati ai minori, di euro 73,04 per i posti riservati a persone con disagio mentale. Il valore medio ponderato dei costi giornalieri di accoglienza nello Sprar è pari a 35 euro”.
Quanto si spenderà nel 2015.
“Per fronteggiare i costi complessivi dell’accoglienza del 2015 il ministero dell’Interno ha stimato in 918,5 milioni le spese relative alle strutture governative e temporanee, e in 242,5 milioni le spese relative ai centri Sprar, per un totale quindi di 1.162 milioni”.
Le ricadute positive sul territorio.
“Il costo per la gestione dell’accoglienza viene in gran parte riversato sul territorio sotto forma di stipendi a operatori, affitti e consumi e, in ogni caso, rappresenta una piccolissima percentuale, quantificabile nello 0,14%, della spesa pubblica nazionale complessiva”.
Vladimiro Polchi
(da “La Repubblica”)
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Novembre 10th, 2015 Riccardo Fucile
IL PREMIER PUNTA SULLA VITTORIA A MILANO, TORINO E BOLOGNA… CONSIDERA PERSE ROMA E NAPOLI
Sarà un’investitura forse ancora ufficiosa, attenta allo spiccato senso di autonomia della borghesia milanese, ma il passaggio sarà comunque decisivo.
Dopo tante voci sulle amministrative a Milano, domani pomeriggio Matteo Renzi incontrerà il suo candidato ideale per la città meneghina: il manager di Expo Giuseppe Sala. Saranno entrambi al Teatro Grassi domani pomeriggio per la presentazione di Italia 2040, il progetto del governo su Areaexpo ora che l’esposizione universale è finita.
Il premier scommette quasi tutte le sue carte su Milano per le amministrative dell’anno prossimo: con Sala, candidato da primarie o anche no sul quale converge anche una consistente area di centrodestra, sa di poter vincere. E’ il suo modello.
Mentre su Roma e Napoli Renzi già mette nel conto la sconfitta.
E svicola: le amministrative non sono un test per il governo, che invece punta a vincere il referendum costituzionale 2016. E’ quella la sua scommessa.
E’ per questo che fin da ora comincia a derubricare il voto nelle città .
Ma Milano è già conquistata, nei suoi piani. Con Sala, Renzi pensa di mettere in difficoltà anche i recalcitranti alleati di sinistra, freschi della nascita del nuovo gruppo di Sel ed ex Pd sabato scorso al Quirino di Roma. Fassina, Fratoianni, D’Attorre premono per rompere l’alleanza con il Pd anche a Milano, dove “Sala non è la continuazione dell’esperienza amministrativa di Pisapia”, spiegano, convinti che “il centrosinistra è finito e non per colpa nostra”.
Il problema però è farglielo digerire allo stesso Pisapia e a quella parte di Sel che a Milano vorrebbe mantenere lo schema delle primarie sostenendo la candidatura del Dem di sinistra Pierfrancesco Majorino.
E di fronte ad una vittoria di Sala vorrebbe mantenere l’alleanza.
“Dobbiamo essere più arancioni che mai — ci dice Cristina Tajani, vendoliana, assessore alle Politiche del Lavoro della giunta Pisapia — Il tema è consolidare il blocco di governo e consenso che ha lavorato intorno alla giunta Pisapia che è un blocco trasversale che sta dentro Sel, il Pd e i civici, per affrontare tutti insieme la sfida e tenere la continuità della coalizione”.
Domani, proprio mentre Renzi sarà a Milano con Sala, Tajani e i dirigenti milanesi di Sel saranno a Roma per discutere con la segreteria nazionale.
Ma se Milano è già conquistata — o almeno così la vede il premier — Roma e Napoli sono segnate con l’evidenziatore: pericolo.
Renzi conta di battezzare in settimana il dream team per il Giubileo. Da lì potrebbe uscire il candidato sindaco. Ma non ci scommette fin da ora.
Nicola Zingaretti smentisce le voci che lo vogliono candidato: “Penso alla Regione”. Intorno al Pd c’è il vuoto. E tanti problemi, strascico del caso Marino e dell’inchiesta ‘mafia capitale’.
C’è lo strappo — anche qui — di Sinistra italiana. Fassina lancia l’idea di appoggiare il M5s al ballattaggio, i grillini la rispediscono al mittente: “Non ci alleiamo con nessuno, nemmeno con Fassina”.
Ma, al di là dei distinguo anche dentro la stessa ala sinistra, il punto sul quale tutti concordano è che le parole di Fassina segnalano una verità incontrovertibile: dopo l’assemblea di sabato al Quirino nulla è più scontato, l’alleanza con il Pd di Renzi non è scontata. Anzi.
Anche a Napoli non lo è. Lì la sinistra italiana nata sabato scorso dovrebbe appoggiare la nuova corsa del sindaco uscente Luigi De Magistris, tanto più dopo l’assoluzione per l’inchiesta ‘Why not’.
E anche nella città partenopea il Pd non ha ancora un candidato, visto che Renzi non considera Antonio Bassolino un papabile.
Se Roma e Napoli sono ‘a perdere’, Renzi conta di vincere la sfida a Bologna e Torino.
Nel capoluogo emiliano il segretario non mette in discussione la candidatura di Virginio Merola, sostenuto dal governatore Stefano Bonaccini e da due componenti emiliani della segreteria nazionale, Stefano De Maria e Francesca Puglisi.
E’ un’area ex diessina che conta molto in Emilia Romagna e Renzi non ha intenzione di rompere con loro.
Dunque, al momento non è in ballo la candidatura di Elisabetta Gualmini, assessore regionale al Welfare e politiche abitative, tema sul quale tra l’altro si è aperta la frattura con la sinistra che finora ha governato con Merola.
Dopo gli ultimi episodi di sgombero (ex Telecom di via Fioravanti e Atlantide), l’ala sinistra della coalizione chiede lo strappo anche con Merola, come a Milano.
Oggi l’assessore Amelia Frascaroli lancia un appello all’unità , ma la coalizione sembra andare a rotoli.
Come a Torino: dove la sinistra schiera l’ex Fiom Giorgio Airaudo e Piero Fassino dovrà mettercela tutta per vincere la sfida con la temibile candidata grillina: Chiara Appendino.
(da “Huffingtonpost”)
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