Settembre 29th, 2016 Riccardo Fucile
PRIMA BOCCIATO, POI IL VETO DELLA SOVRAINTENDENZA, ORA LA VERSIONE DEFINITIVA “PURGATA”
E’ un gesto che vediamo fare tutti i giorni, da sempre, ma il vigile che tiene in bocca il fischietto, alzando il braccio destro per intimare lo stop, può rievocare il saluto fascista.
La Soprintendenza boccia la scultura che la Società Mutuo Soccorso della polizia municipale vuole realizzare al cimitero di Staglieno per ricordare i caduti.
Bozza stracciata, progetto da rifare.
“Incredibile, proprio noi vigili — interviene il presidente Riccardo Gabella — che abbiamo sempre lottato contro il nazifascismo”. Ma non è finita.
Anche il secondo progetto viene bloccato perchè il monumento è troppo alto. Questione di una decina di centimetri, che lo fa diventare “prevalente”, dice la Soprintendenza, rispetto agli altri in viale agli Eroi Caduti di tutte le Guerre.
Dopo due anni di travaglio, il monumento è stato finalmente realizzato e rispetta le regole: semplice, ma “più in armonia”, aggiunge Gabella.
Meglio andare sul sicuro, un vigile sull’attenti, con il braccio destro piegato che fa il saluto militare.
Il 21 ottobre alle 15 è in programma la cerimonia di inaugurazione. Invitata anche la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, che però ha fatto sapere che non potrà venire nella sua Genova per un impegno a Roma.
L’opera è stata realizzata dallo scultore e pittore Alfonso Bonavita, un ex vigile, esponente di rilievo della Street Art.
Noto anche per essere l’autore di ‘Game Over’, un’istallazione pubblica sulla ludopatia, e dei cartelli stradali che denunciano la prostituzione a Sampierdarena, raffigurazioni stilizzate di atti sessuali per segnalare l’inerzia delle autorità .
L’ultima sua opera non era certo provocatoria, eppure la scultura ha impiegato due anni per venire realizzata, superando diversi ostacoli.
“La Soprintendenza ci ha detto che i primi schizzi con il vigile che alza il braccio sarebbero stati scambiati per il saluto fascista, mentre il saluto militare è passato perchè ha più senso anche dal punto di vista civico in quanto da lì passano tutte le bare”.
La scultura è costata 30 mila euro, raccolti grazie alle donazioni dei mille soci, e pensionati e non, l’aiuto del Comune che ha anche concesso l’area (ma i soldi devono ancora arrivare) e forse della Regione.
“Un monumento unico in Italia, dedicato a tutti i vigili”.
Per risparmiare la Società Mutuo Soccorso aveva chiesto di realizzarlo in una resina che somiglia al bronzo. “Ci sarebbe costato la metà , ma ci è stato detto che non era possibile perchè essendo in un cimitero doveva essere di un materiale nobile”.
C’è poi stato il problema della “taglia” del vigile. “Ci avevano imposto due metri, ma nella fusione è “cresciuto” di 15 centimetri. Non potevamo certo tagliargli le gambe, così abbiamo abbassato il basamento”.
C’è un altro problema. “La targa era troppo grossa, non più in armonia, così saremo costretti a stringere un po’ le parole o tagliarne alcune”.
(da “La Repubblica“)
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Settembre 29th, 2016 Riccardo Fucile
SCIACALLI IN AZIONE NELLA SCUOLA MEDIA DI ACQUASANTA TERME… EQUITALIA SI OFFRE PER RICOMPRARLI
Era stata inaugurata il 14 settembre, primo segnale di rinascita dal sisma, ma questa notte i ladri
hanno rubato tutti i pc, dieci precisamente, dalla nuova scuola media ‘Nicola Amici’ di Acquasanta Terme, uno dei comuni delle Marche colpiti dal terremoto del 24 agosto.
A darne notizia è stato il sindaco Sante Stangoni: “Sono indignato da questo atto di sciacallaggio infame – ha detto -. Noi stiamo lottando per non far morire il paese, ci giochiamo tutto ogni giorno, in Italia c’è gente così, che non ha vergogna…”.
Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha definito il furto “un atto di vergognoso sciacallaggio. Ho subito attivato la task force del Miur, impegnata nelle aree del terremoto, affinchè i ragazzi possano avere al più presto nuovi pc grazie alle donazioni che stiamo ricevendo. In tanti si sono già offerti di collaborare. Metteremo a frutto questa generosità per poter ridare agli studenti di Acquasanta quanto gli è stato tolto”, ha assicurato il ministro.
La scuola ‘Amici’ era stata la prima risposta di un comune che tuttora ha due istituti inagibili, tra cui il Berardo Tucci (infanzia, elementari e medie): i bambini dell’infanzia e delle elementari hanno iniziato le lezioni in una tensostruttura. All’inaugurazione della media Amici, tre classi in tutto, “una scuola piccola, ma per noi importantissima”, c’era il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. L’edificio, costruito in legno, in base a norme antisismiche e di efficienza energetica, può essere utilizzato anche per funzioni pubbliche e di Protezione civile in caso di calamità .
“I pc portatili poi – ha spiegato il sindaco – li avevamo avuti dal ministero dell’Istruzione e dai volontari dei carabinieri della Protezione civile”.
È stato uno shock per i ragazzi che questa mattina hanno scoperto l’atto: “C’è chi non rispetta niente, nemmeno il dolore e la tragedia che stiamo vivendo”.
Da Equitalia nuovi pc.
Le iniziative per trovare una soluzione sono partite immediatamente e nel pomeriggio è arrivato l’annuncio: Equitalia contribuirà a dotare nuovi computer alla scuola ‘Amici’.
Lo ha scritto sul profilo Twitter della società pubblica di riscossione l’amministratore delegato del gruppo, Ernesto Maria Ruffini. “Le risorse raccolte grazie al contributo volontario dei dipendenti di Equitalia attraverso conto corrente aperto poco dopo il tragico sisma di agosto – fanno sapere dalla società – saranno donate al Comune di Acquasanta così che possa intervenire per dotare la scuola e i suoi studenti di nuovi e moderni strumenti informatici”.
Tanti edifici inagibili.
Ad oggi, e dopo 773 sopralluoghi realizzati per verificare l’agibilità di edifici pubblici e scuole nel cratere tra le province di Rieti, Ascoli, Perugia e Macerata, il 28 per cento delle scuole risulta fuori uso. Nel dettaglio, 39 edifici sono inagibili, 120 temporaneamente inagibili, 22 parzialmente inagibili, 4 inagibili anche se non hanno danni visibili e 3 da rivedere: 188 plessi scolastici per ora non utilizzabili su 667.
(da agenzie)
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Settembre 29th, 2016 Riccardo Fucile
L’INCREDIBILE GAFFE A IVREA
D’accordo che ormai in Italia siamo abituati a tutto e in fondo il lettore non si stupisce più di nulla.
La burocrazia miete ogni giorno vittime e la politica è spesso disattenta e superficiale.
Ma quanto è accaduto a Ivrea non sappiamo come classificarla
Doveva essere un messaggio di felicitazioni per la nascita della piccola Gaia, invece il bigliettino spedito via posta a firma del sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa, si è trasformato in una gaffe pazzesca.
Dalle felicitazioni alle condoglianze.
L’immagine parla da sola e non ha bisogno di commenti, ma è certo che i genitori della piccola non hanno gradito.
La domanda è d’obbligo: chi sottopone al sindaco (che avrebbe comunque dovuto vedere cosa stava firmando) le lettere da inviare, in questo caso ai cittadini, a cosa pensa in quel momento?
Preferiamo non saperlo,ma in ogni caso se ricevete una lettera dal Comune il consiglio è d’obbligo: maneggiate con cura.
(da agenzie)
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Settembre 29th, 2016 Riccardo Fucile
A RISCHIARE GROSSO L’EX PRESIDENTE CHIODI, IL SUO VICE CASTIGLIONE E L’ASSESSORE GATTI
Cene, viaggi, e hotel extra lusso con i soldi pubblici. 
A rischiare il processo con l’accusa di peculato e truffa aggravata l’ex presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, l’ex vicepresidente della giunta, Alfredo Castiglione e l’ex assessore Paolo Gatti.
I tre avrebbero, tra il 2009 ed il 2011, chiesto soldi all’ente regionale dopo averli anticipati per cene e missioni a Roma con vitto e alloggio non autorizzato.
Il procuratore aggiunto Paolo Ielo ed il sostituto procuratore Laura Condemi hanno individuato nei comportamenti degli indagati un collaudato «modus operandi» ricco di cene, per migliaia di euro, con più persone.
Nello specifico all’ex presidente della Regione Gianni Chiodi la Procura contesta trasferte a Roma, Torino, Taormina, Arezzo, Nizza, e Washington, un pasto insieme a più persone al ristorante «Il vecchio porco» di Milano, e un soggiorno ad un hotel a 5 stelle di Torino.
Per quanto riguarda l’ex vicepresidente Alfredo Castiglione, i magistrati hanno acceso i riflettori su alcuni pasti consumati a Roma al ristorante «Il Bolognese», a Capri, Anacapri, S. Benedetto, Bari ed un soggiorno di una notte a Roma per tre persone, in una sola camera, all’hotel Piazza di Spagna per un totale di 411 euro.
I tre indagati, interrogati a Pescara, hanno negato ogni responsabilità .
(da agenzie)
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Settembre 28th, 2016 Riccardo Fucile
STANZIATI 6 MILIARDI IN TRE ANNI… E’ LA PRIMA OPERAZIONE DEL GOVERNO A FAVORE DELLE FASCE PIU’ DEBOLI
Dal patto della lavagna al verbale dell’accordo con i sindacati. Il Governo mette nero su bianco l’impegno assunto dal premier Matteo Renzi a ‘Quinta colonna’: 40 euro al mese (circa 500 euro all’anno) per 1,2 milioni di pensionati in più rispetto agli attuali 2,1 milioni.
Il totale della platea dei beneficiari sale così a 3,3 milioni di persone.
Nel verbale di accordo sugli interventi relativi alle pensioni, firmato dal Governo e da sindacati, arriva anche l’aumento dell’importo della quattordicesima per gli attuali beneficiari anche se non è stata inserita una cifra ufficiale.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, che ha guidato la trattativa con Cgil, Cisl e Uil insieme al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha affermato che l’aumento della quattordicesima del 30% per chi già la riceve è “plausibile”.
Al punto 2 dell’accordo, come riportato nel testo di cui l’Huffington Post è in possesso, si legge:
“Si prevede un intervento sulla somma aggiuntiva (la cosiddetta “quattordicesima mensilità ”) teso sia ad aumentare gli importi corrisposti, sia ad estendere la platea dei beneficiari di circa 1,2 milioni di pensionati. Ciò sarà realizzato sia attraverso un aumento dell’importo per gli attuali beneficiari (circa 2,1 milioni di pensionati con redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo INPS), sia attraverso l’erogazione della quattordicesima anche ai pensionati con redditi fino a 2 volte il trattamento annuo minimo INPS (circa 1.000 euro mensili nel 2016) nella misura prevista oggi”.
L’intero cantiere sulle pensioni potrà contare su sei miliardi in tre anni.
A riferirlo è stato Poletti, che ha spiegato che la distribuzione delle risorse seguirà “una dinamica crescente”.
Positivo il giudizio del segretario generale della Federazione nazionale pensionati della Cisl, Gigi Bonfanti, che parla di “un’intesa importante che ridà ai nostri pensionati la dignità che per troppo tempo è stata loro negata”.
“Dopo anni nei quali ci siamo battuti per affermare i diritti dei pensionati senza ricevere ascolto da parte del governo, assistiamo finalmente ad una presa di posizione con la quale i nostri pensionati ricevono qualcosa senza dare nulla in cambio, aggiunge.
La numero uno della Cgil, Susanna Camusso, sottolinea che “si è fatto un buon lavoro, ma non è ancora concluso”.
Critico il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: “I sei miliardi stanziati – ha sottolineato – non sono sufficienti e non dimentichiamo gli esodati e il resto della piattaforma”.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 28th, 2016 Riccardo Fucile
L’EX MINISTRO DEI TRASPORTI DI BERLUSCONI: “SU PONTE E RIFORME COMPIE IL NOSTRO PROGRAMMA, VOTERO’ SI'”
L’uomo del Ponte (sullo stretto) si converte a Renzi. Pietro Lunardi, l’ex potente ministro dei
Trasporti e delle Infrastrutture del governo Berlusconi, incappato in qualche vicenda giudiziaria poi archiviata, è simbolo della crociata azzurra sul Ponte. In un’intervista all’HuffPost annuncia il suo sì al referendum: “Renzi sta realizzando la nostra rivoluzione”.
Ha sentito Renzi sul Ponte sullo Stretto?
Bravo, bravissimo. Ha rotto un tabù a sinistra. Ha capito il discorso di fondo. Se uno le butta sul tema delle priorità , lascia l’Italia nella palude. Si dice “la priorità è il terremoto”, “la priorità è l’alluvione” e questo diventa l’alibi per lasciare tutto come è.
Lei con Berlusconi fece di tutto per far partire l’opera. Poi arrivò Prodi e la bloccò.
Perchè puntava al Quirinale e si voleva creare una verginità con quel vasto mondo della sinistra del no.
Col Ponte si creano centomila posti di lavoro, dice Renzi.
Certo, perchè non c’è solo il ponte in sè. C’è l’indotto. Gli accessi di una trentina chilometri di gallerie danno lavoro a calabresi, siciliani. È vero che con l’opera si toglie dall’isolamento la Sicilia.
Non sarebbe il caso di fare prima le strade e poi le opere faraoniche?
È proprio questo il ragionamento che non funziona. Nei sei anni in cui si costruisce il ponte in Sicilia si fa quel che si vuole, mica si deve stare fermi su tutto il resto. Poi vedo che la sinistra vuole fare l’alta velocità tra Palermo e Catania. A cosa serve l’alta velocità se non c’è il ponte? Uno va 300 chilometri all’ora in ferrovia e poi sta due ore fermo ad aspettare un traghetto. Lei capisce…
Insomma, Renzi sta realizzando se non i vostri sogni, quanto meno i vostri programmi.
Renzi sta interpretando quello che avevano pensato noi e voluto per il paese. Fare, fare, fare, non farsi bloccare dai no, i no tav, i no ponte, i comitati e quel pezzo della sinistra che si oppone per ragioni ideologiche. E lo sta facendo anche sulla giustizia, sul lavoro… Tutti parlano di riforme ma siamo sempre schiavi delle minoranze.
Dunque, lei vota sì al referendum sulle riforme?
Sì, voto sì. Ne ho parlato con Marcello Pera. Le dico una cosa molto semplice. Della riforma ci sono anche cose che non mi piacciono, ma aspettavo da anni che cambiassero radicalmente il titolo V che ebbe effetti devastanti sulla legge obiettivo. Era nata per fare 125 miliardi di opere in dieci anni, poi con la storia del titolo V l’hanno caricata di esigenze di comuni, regioni, etc, e sono diventati 340 miliardi opere. L’hanno caricata e quindi sventrata. E poi è una riforma che semplifica.
Assomiglia alla vostra del 2005?
Certo, anche noi volevamo cambiare. La stagnazione è devastante, ed è sempre stata devastante. Questa riforma non è perfetta ma un passo in avanti.
Lunardi, tornerà a fare politica?
Non l’ho mai fatta…. Sono entrato da tecnico e uscito da tecnico. Le questioni trasportistiche le seguo e metto a disposizione la mia esperienza. Guardi che la parte più importante per l’Italia è il Sud, nel Mediterraneo passa il mondo, hanno raddoppiato anche Suez. Se abbiamo un Sud organizzato, abbiamo dato all’Italia la cosa che serve.
È fiducioso che Renzi porterà a termine la vostra rivoluzione?
I presupposti ci sono. Alternative non ce ne sono. E spero venga aiutato dalle persone giuste perchè di avversari ne ha parecchi fuori, ma anche dentro il suo partito.
(da “Huffingtonpost“)
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Settembre 28th, 2016 Riccardo Fucile
DEPUTATA DI SCELTA CIVICA ERA STATA INDAGATA E POI PROSCIOLTA: LAVORERA’ IN FLORIDA… DURO ATTACCO ALLA CULTURA DEL SOSPETTO INCARNATA DAL M5S
È stato un discorso duro e determinato, quello con cui Ilaria Capua ha rassegnato le sue dimissioni dalla Camera. La virologa diventata celebre ai tempi dell’influenza aviaria per aver isolato il virus e sollecitato il pubblico accesso ai dati a livello internazionale, non ha potuto realizzare in Italia il suo sogno scientifico e si è trovata al centro di una vicenda giudiziaria dalla quale nel luglio scorso è stata pienamente prosciolta.
«È stata una decisione sofferta e ponderata, che ho maturato nel tempo e che si è articolata intorno alla parola “rispetto”», ha detto nel messaggio con il quale ha rassegnato le dimissioni.
La Camera le ha accettate con 238 sì e 179 no.
L’Aula si è infiammata contro il giustizialismo e chi lo cavalca. E il riferimento è ai 5 Stelle. «Le dimissioni di una figura come quella di Ilaria Capua -dice Ilaria Ghizzoni del Pd- sono una grave perdita. In questi due anni ha perso la serenità personale a causa di una cultura del sospetto che abbonda e si radica sempre di più nella società e in alcuni mass media ed è praticata anche qui, nelle istituzioni repubblicane, dai colleghi del M5S».
I 5 Stelle infatti furono durissimi ai tempi dell’avviso di garanzia. Hanno votato sì alle dimissioni «in coerenza con i precedenti», come è stato specificato nelle dichiarazioni di voto.
Nel 2014 la virologa, eletta alla Camera nelle liste di Scelta Civica, era stata iscritta nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso di ufficio e traffico illecito di virus.
Nel luglio 2016 è stata pienamente prosciolta. Una vicenda che, come ha ricordato prima della votazione Maurizio Lupi (Ap), l’ha esposta a una gogna andata in scena anche nell’Aula della commissione Cultura di Montecitorio. «E’stato per me un incubo senza confini ed una violenza che non solo mi ha segnata per sempre, ma che ha coinvolto e stravolto anche la mia famiglia».
L’incredibile storia, ha aggiunto, ha minato la sua credibilità di parlamentare e l’ha convinta a lasciare l’attività alla Camera per tornare alla ricerca.
Ora dirige un Centro di eccellenza dell’Università della Florida dedicato all’approccio “One Health”, che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale: è quello che la ricercatrice aveva sempre sognato di fare e avrebbe voluto realizzare in Italia. La sua grinta è la stessa di sempre: «Una donna di scienza nel quale questo Paese e l’Europa hanno investito – ha detto Capua – ha il dovere di non fermarsi. Ha il dovere di continuare a condurre le proprie ricerche nonostante tutto, perchè la scienza è di tutti ed è strumento essenziale per il progresso».
Tornare sui suoi passi ormai non è più possibile: «Ora che è finita – ha detto riferendosi al proscioglimento – potrei tornare indietro, ma vi dico la verità , non me la sento. Devo recuperare forze, lucidità e serenità , devo lenire la sofferenza che è stata provocata a mia figlia e a mio marito. Devo recuperare soprattutto fiducia in me stessa, appunto perchè voglio usare al meglio il tempo che ho a disposizione». Preferisce quindi tornare al suo posto, «a fare quello che so fare meglio, all’estero, ma sempre con lo sguardo rivolto verso l’Italia».
(da “La Stampa”)
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Settembre 28th, 2016 Riccardo Fucile
L’ULTIMA BATTAGLIA PER RAPPRESENTARE IL MONDO DELUSO DELLA SINISTRA CHE NON SI RICONOSCE NELLE SCELTE LIBERISTE DI RENZI
C’est lui. Massimo D’Alema: “chi sta consegnando il paese a Grillo non è il No, ma è Renzi. Questi sono
i dati elettorali. Renzi ha rotto con milioni di elettori di sinistra che non si riconoscono più nel Pd, in quanto lo vedono come il partito che toglie le tasse ai ricchi e fa lo Stretto di Messina”.
Ragion per cui: “spero che la vittoria del no lo renda meno arrogante, lo spero per lui e per il bene del paese”.
C’est lui, toujours.
D’Alema il comunista ateo mai pentito che ha contribuito alla nascita del Pd, “un’amalgama mal riuscito”, che ha aderito alla miracolosa e fallita “terza via blairiana”, il “meno Stato, più mercato”, il “laissez faire” il mercato che ha prodotto diseguaglianze socio-economiche.
Non è stato e non è uno stinco di santo: e alla terza età , da disoccupato, “non ho incarichi politici nè parlamentari”, vivo e vegeto, tutt’altro che rottamato, si permette, “siamo un paese democratico, libero, libero, libero”, di criticare e senza peli sulla lingua il Premier e leader del Pd, Matteo Renzi che “non si dimetterà da presidente del Consiglio: quelli che lo fanno normalmente non sono quelli che lo dichiarano ma quelli che lo fanno. E non mi pare abbia la fisique du role”.
Indubitalement, c’est lui, le President.
Così lo chiamano nel Pse di cui dirige da diversi anni la Feps, Federazione europea di studi progressi, impegnatissima nella ricerca di “una via d’uscita” dal tragico fenomeno dell’immigrazione e integrazione nonchè dalla mina vagante di Daesh e la minaccia terroristica: dal Medio Oriente verso l’Europa, come si intitola l’ultima ricerca presentata a metà settembre a Bruxelles.
Orbene, e se in questo duello, non solo politico e istituzionale, il referendum sulla riforma costituzionale, che, a differenza di Renzi, lo vede schierato apertamente per il No, ci fosse, sottesa, una dimensione culturale sinora poco compresa da “renziani”, fans della “ditta” e ex-dalemiani?
Ossia, il nobile tentativo di salvare dall’autodistruzione il Pd che rischia di perdere la centralità politica e in particolare l’impresa estrema di tener in vita quel popolo, ancora diffuso e consistente, di sinistra deluso dal Pd tanto da essersene allontanato e in generale disaffezionato dalla politica, incapace di dare risposte alle diseguaglianze socio-economiche che si dovrebbero superare con il paradigma neoliberista dominante dei “grandi eventi” o delle grandi opere, come il ponte sullo stretto di Messina, che, per D’Alema, “è un omaggio per gli 80 anni del Cavaliere e questo dimostra la gentilezza d’animo del presidente del consiglio…”.
Carlo Patrignani
(da “Huffingtonpost“)
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Settembre 28th, 2016 Riccardo Fucile
ORA LE COMPAGNIE RISCHIANO DI ESSERE BANDITE DAI PORTI…”IL CARBURANTE PIU’ PULITO COSTA MOLTO DI PIU'”
Il Tribunale di Venezia condanna le maxi-navi da crociera.
Usano carburante ad alto contenuto di zolfo che inquina troppo. La sentenza, passata quasi inosservata, potrebbe avere esiti clamorosi.
“Stavolta tocca alla Costa Crociere, ma nei mesi scorsi era toccato anche alla Msc e ad altri armatori. Nulla, par di capire, finora è cambiato. Ma le grandi compagnie rischiano grosso, perchè in caso di recidiva potrebbero non avere più il permesso di attraccare nei porti italiani”, racconta Arianna Spessotto della Commissione Trasporti della Camera.
Tutto comincia quando la Capitaneria di Porto di Venezia esegue un controllo su una nave della Costa Crociere e contesta al comandante l’utilizzo di un carburante con un contenuto di zolfo superiore al consentito (oltre l’1,5% della massa).
Scatta la sanzione da 30.026 euro nei confronti della compagnia.
Bazzecole per un colosso come la Costa, ma c’è il rischio di creare un precedente.
E soprattutto, appunto, che se pizzicate di nuovo, le navi della compagnia non possano più attraccare in Italia.
Ecco allora che la società presenta ricorso alla seconda sezione del Tribunale di Venezia. Che lo respinge.
E qui per le grandi compagnie suona un campanello d’allarme. Perchè stiamo parlando di Venezia, già al centro da anni delle polemiche sul passaggio delle grandi navi a due passi da San Marco.
Ma anche perchè le pronunce dei tribunali italiani ormai stanno diventando sempre più frequenti. Già , ne aveva riferito il Fatto, c’era stato un analogo provvedimento del tribunale di Genova nei confronti di Msc.
Il nodo della questione è il carburante utilizzato: per le navi di linea — come appunto i colossi da crociera — è previsto l’obbligo di adoperare un combustibile con una percentuale massima di zolfo dell’1,5%.
Chi non svolge, appunto, servizio di linea può arrivare al 3,5 (con emissioni, quindi, molto più elevate).
Di qui la difesa delle grandi compagnie: “Le navi da crociera non compiono servizio di linea”. Una tesi che i tribunali italiani respingono. Per questo, risulta al Fatto Quotidiano, ambienti vicini alle società armatrici stanno cercando di convincere il governo a compiere una modifica legislativa che consenta di utilizzare i carburanti più inquinanti.
In gioco c’è un tesoro, come racconta un ufficiale della Costa — ma il discorso vale per molti operatori — che chiede di restare anonimo:
“Cambiare la classificazione di una nave significa risparmiare decine di milioni di euro. Perchè le navi non di linea possono utilizzare carburante con una percentuale di zolfo del 3,5 per cento. E una nave da crociera arriva a consumare 15 tonnellate l’ora”. Aggiunge un ufficiale Msc: “Il carburante più pulito costa molto di più. Ma è anche più difficile da trovare”.
Una disputa che vale milioni, ma tocca prima di tutto la salute.
In Italia infatti attraccano ogni anno 4.556 navi da crociera che trasportano 10,9 milioni di passeggeri. A Civitavecchia si contano 806 “toccate nave”, a Venezia 498, a Napoli 430. In alcune città , come Savona (231 attracchi) e Genova (190) le navi arrivano letteralmente nei centri storici dove vivono decine di migliaia di persone.
C’è lo zolfo, ma non solo.
Come ha ricordato Luciano Mazzolin di Ambiente Venezia: “L’associazione ambientalista tedesca Nabu ha compiuto rilevamenti dai quali risulta che nella Laguna la situazione per il pm 2,5 talvolta è peggio che a Pechino. Sono stati registrati livelli fino a 150 volte superiori a quello dell’aria pulita”.
Il caso più clamoroso, forse, al ponte degli Scalzi e all’Arsenale: “Sono stati registrati picchi di particelle ultrasottili di 62.400 unità per centimetro cubo. All’Arsenale, punto di passaggio delle grandi navi, siamo a 133mila unità ”.
Parliamo di navi da crociera. Ma poi ci sarebbe da dire dei traghetti e dei mercantili: soltanto i 20 cargo più grandi del mondo emettono più diossido di zolfo di tutte le auto in circolazione
Arianna Spessotto (M5S) da tempo combatte una battaglia contro l’inquinamento delle grandi navi: “In pratica — racconta — è quasi impossibile contestare agli armatori la recidiva. Serve che sia subito realizzata una banca dati nazionale in cui vengano inserite, senza ritardo e possibilmente entro le 24 ore successive, eventuali sanzioni amministrative irrogate. Non solo: occorre rendere più rapidi i procedimenti, sennò tra corsi e ricorsi che durano anni le sanzioni più serie — come il divieto di attracco — rischiano di restare sulla carta. Mentre i polmoni dei cittadini continuano a respirare zolfo. E non solo”.
Ferruccio Sansa
(da “il Fatto Quotidiano”)
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