Destra di Popolo.net

I SONDAGGISTI: ROSATELLUM NON GARANTISCE LA GOVERNABILITA’

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

“ANCHE A CHI ARRIVA PRIMO MANCANO 60 SEGGI PER LA MAGGIORANZA”

Alla Camera può contare su una maggioranza ampia – almeno sulla carta, perchè dovrà  superare la prova dei franchi tiratori – ma tra i sondaggisti e gli esperti di leggi elettorali il “Rosatellum” proprio non fa breccia.
La nuova legge elettorale che si cerca di approvare in extremis non piace a M5s, Fdi e Mdp, ma nemmeno agli esperti di numeri e di sistemi di voto: cambierà  poco o niente, sostengono un po’ tutti, quasi certamente non consentirà  ai cittadini di indicare un governo e una maggioranza e, probabilmente, non sarà  nemmeno in grado di favorire quel governo di larghe intese Pd-Fi come denunciano 5 stelle e Mdp.
«Per ora abbiamo fatto solo macrovalutazioni – premette Fabrizio Masia di Emg – ma la sensazione, in base alle intenzioni di voto di oggi, è che siamo ancora abbastanza lontani dal pensare che si possa partorire una maggioranza di governo».
I numeri, ricorda Masia, fotografano un Paese diviso in tre, «con il centrodestra vicino al 35%, il Pd al 27%-28%, come anche più o meno i 5 stelle».
È vero, ammette, il meccanismo dei collegi uninominali può «penalizzare M5s, è realistico pensare che prendano molto meno di un terzo dei 232 collegi».
Ma, nonostante ciò, «per vincere bisogna superare il 40% e andare molto bene nei collegi uninominali. Con i numeri di oggi, direi che anche a chi arriva primo mancheranno 50-60 seggi per avere una maggioranza».
Ma questo non vuol dire che siano più facili le larghe intese: «Dal punto di vista aritmetico è possibile che Pd, Fi e centristi ottengano qualche seggio in più. Ma siamo sicuri che per Berlusconi sarebbe così facile lasciare Salvini e Fdi? Dal punto di vista del rispetto della volontà  popolare sarebbe un’operazione ardimentosa».
Roberto D’Alimonte, politologo ed esperto di leggi elettorali, è drastico: «Il problema vero è il governo del Paese e questa legge elettorale non lo risolve: Pd e Fi non avranno la maggioranza assoluta dei seggi. Di pancia direi che non fa una grande differenza».
Per D’Alimonte, peraltro, le larghe intese sono l’unica vera possibilità  di dare un governo al Paese: «Non perchè lo vogliano Renzi e Berlusconi, ma perchè è nelle cose: do lo zero per cento di possibilità  a un governo di centrosinistra e a un governo Pd-M5s o Fi-M5s. Lascio un 10% di possibilità  a un governo M5s e Lega e un 20% a un governo di centrodestra».
Dunque, larghe intese. Il problema, però, è che anche questa formula potrebbe non avere i numeri: «Il vero rebus, oggi, è se Berlusconi riuscirà  a convincere Salvini ad andare al governo con lui e il Pd, perchè i voti della Lega potrebbero essere decisivi. E sarà  interessante capire cosa accadrà  nella Lega a quel punto. La sintesi è: un gran casino. Non è molto scientifico, ma è così».
Anche Roberto Weber di Ixè non crede che la nuova legge aiuti a costruire una maggioranza: «Mi chiedevo le motivazioni che spingono questa legge elettorale… La prima, più corriva, più banale, è che questo insieme di forze che sceglie questa cosa – che non produce una governabilità  – lo fa perchè mette in difficoltà  i 5 stelle». Questo però non aiuta a formare un governo: «Il centrodestra ha un vantaggio che gli deriva dalla dimensione coalizionale più forte. E dopo il voto sarà  difficile smontare quella coalizione» per fare le larghe intese. «Mi resta allora un retropensiero: la verità  è che ognuno blinda i propri candidati. La polemica sui nominati è una sciocchezza, anche in Germania funziona così. Ma qui i collegi sono troppo ampi».
Per Nicola Piepoli, poi, quello che conta è la politica: «Se uno vuole governare troverà  sempre la maniera, ricordiamo Andreotti». Certo, il Rosatellum può avvantaggiare un po’ le larghe intese «ma non è detto che cambino le carte in tavola. Il punto è l’intenzione di governare insieme. Una cosa che aveva Andreotti, che aveva Berlinguer. Chi vuole vincere si allea, chi non vuole fa come faceva Rifondazione, che faceva cadere il governo Prodi».

(da “La Stampa”)

argomento: elezioni | Commenta »

CATALOGNA, IMPRESE IN FUGA DA BARCELLONA

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

CROLLA IL CASTELLO DELLA PROPAGANDA INDIPENDENTISTA

Yosep Borrell, socialista catalano di lungo corso, chiudendo l’imponente manifestazione unionista ha criticato le imprese catalane in fuga da Barcellona chiedendosi: “perchè tanta fretta di trasferire altrove le vostre sedi legali? Non potevate manifestare prima queste intenzioni?”.
Borrell, ex presidente del Parlamento europeo ha ragione.
In questi ultimi giorni ha sorpreso non poco il silenzio attonito, quasi inebetito, del movimento indipendentista di fronte al trasferimento di imprese in altre regioni spagnole.
Non si tratta di perdere posti di lavoro, almeno in una prospettiva di medio termine, tuttavia quegli atti societari sanciscono non una semplice dislocazione di un domicilio, essi rivelano la sfiducia verso un progetto separatista azzardato, basato sull’improvvisazione e sulla demagogia.
In queste ore è divenuto virale un video che racchiude gli interventi pubblici del leader indipendentista Artur Mas, l’ex president della Generalitat ripeteva con enfasi “no se marcharà¡n, no se marcharà¡n!” (non andranno via) le banche e le imprese in caso di compimento del processo di autodeterminazione.
Senza neanche attendere la possibile dichiarazione unilaterale di indipendenza, sono già  andate via decine di aziende, tra le altre la potente CaixaBank, Gas Natural Fenosa e Aguas de Barcelona (Agbar), come se un brand identitario qual è il Monte Paschi trasferisse il vertice da Siena a Roma o l’acqua San Pellegrino lasciasse la bergamasca.
Una fuga che non ha il valore di una diserzione, piuttosto svela in leggero anticipo sui fatti che verranno una verità  spesso sminuita o sottaciuta, la Catalogna tra poche ore potrebbe cambiare il suo status passando da regione autonoma di uno Stato membro dell’Unione europea a paese terzo, fuori dal mercato unico e dall’eurozona. Sospesa da Schengen e dai trattati internazionali.
La propaganda indipendentista ha puntualmente negato questo scenario fosco per non demoralizzare un elettorato mosso da un convinto sentimento europeista e una classe imprenditoriale con lo sguardo naturalmente volto al mercato internazionale.
Eppure l’articolo 14 della legge di “desconexià³n” — assetto normativo utile a ratificare il distacco unilaterale da Madrid per divenire, nella fase transitoria, la norma fondante del nuovo Stato — candidamente prevede la persistenza nel futuro ordinamento catalano delle norme europee già  in vigore e di quelle di prossima emanazione. Insomma, cambiano radicalmente i rapporti con il Regno di Spagna ma rimane tutto inalterato in ambito internazionale.
Il castello costruito dalla propaganda si è sbriciolato in un momento, el relato, la narrazione, non poteva reggere all’esodo di imprese costituenti la spina dorsale del brand Barcelona.
Intanto il primo ministro Mariano Rajoy, noto temporeggiatore, aspetta seduto sulla sponda del fiume. Non ha finora usato la clava dell’articolo 155 della Costituzione decretando la sospensione dei poteri della regione autonoma, non ha ceduto alle istanze di dialogo (#parlem è l’hastag più popolare) provenienti dalla piazza e dalle cancellerie internazionali.
Rimane attendista, immobile, quasi a voler confermare, una volta di più, l’immagine che si ha di lui “una lepre paralizzata nel mezzo della strada, abbagliata dai fari, aspettando che l’investano”.
Sa che gli indipendentisti non riescono a far passare, a livello internazionale, l’idea di una Catalogna oppressa dal governo centrale, la regione gode in realtà  di un’ampia autonomia, è dotata persino di un codice civile proprio nel quale si disciplinano, in modo diverso dalle norme spagnole, il diritto d famiglia e i rapporti commerciali.
Rajoy sa, al pari dei leader dell’altro fronte Puigdemont e Junqueras, che esacerbare gli animi risponde ad un preciso disegno utilitaristico, la fidelizzazione degli elettori è un obiettivo non dichiarato dei due schieramenti.
Nel mezzo c’è una società  lacerata, una comunità  dove sembrano pullulare fascisti e golpisti, “eres un facha” (sei un fascista) se dissenti da un’opinione altrui o se partecipi pacificamente ad una manifestazione unionista, un golpista se ritieni di votare in una semplice consultazione, seppur priva di garanzie.
Epiteti espressi con normalità  perchè è normale convivere con “fascisti” e “golpisti” in una società  radicalizzata, basata sul dualismo manicheo.
Un’intolleranza che rende attuali le parole usate da Lluis Companys, presidente della Generalitat, quando il 6 ottobre del 1934 dichiarò l’indipendenza della Catalogna: «il governo che presiedo» disse solennemente Companys “proclama lo Stato catalano della Repubblica federale spagnola e, serrando i ranghi di coloro che sono uniti nella comune protesta contro il fascismo, li invita a sostenere il governo provvisorio della repubblica catalana”.
Quella Repubblica durò 10 ore, vedremo presto se, 83 anni dopo, la dichiarazione d’indipendenza dei prossimi giorni durerà  qualche tempo in più.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

“NON SI AFFITTA A IMMIGRATI E MERIDIONALI”: L’ANNUNCIO RAZZISTA A PADOVA

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

L’INDIGNAZIONE DI UN PADRE MEDICO DI CASERTA CHE CERCAVA UN ALLOGGIO PER LA FIGLIA

La figlia sta cercando casa a Padova e il padre, un medico della provincia di Caserta, la sta aiutando, controllando i gruppi Facebook dove si pubblicano gli annunci di affitto. Ed è proprio in uno di questi che l’uomo, Vittorio Savino, si è trovato di fronte ad una limitazione che l’ha lasciato senza parole: “Non si affitta a immigrati e meridionali”.
Il post sul gruppo di affitti, riporta il Mattino di Padova, risalirebbe a giugno 2016. Quando l’ha letto, l’uomo si è sfogato su Facebook.
Nel messaggio, che risale al 4 ottobre, Savino elenca alcuni degli annunci che si è trovato a leggere:
Prezzi tutto sommato non male, anzi in qualche caso buoni, ma c’è il trucco. A decine offrono case, cito i primi tre trovati: via Porcellini (sarebbe Forcellini), ma non si fitta a studenti, meridionali, gay friendly, animali perchè si vive in condominio.
Via Facciolati, ma, no a gay friendly, no pet friendly, no coppie con figli, trans, meridionali specialmente napoletani e siciliani valutabili altre zone del Centro sud; Zona Guidda Bassonello (sarebbe Guizza Bassanello), ma solo a ragazze bella presenza del Nord, no meridionali.
Corso del Popolo, ma no a gay, no a persone del Sud, no sardi. Ci sono divieti anche per lavoratori, ciccioni, neri, marocchini, persone in cattive condizioni di salute».
Il post del medico casertano è stato successivamente cancellato e anche l’annuncio di cui parla sembra essere scomparso dal web. La riflessione di Savino, però, prima di essere rimossa, aveva scatenato le reazioni di molti utenti. L’uomo ha dichiarato di essere rimasto stupito dalla quantità  di commenti che si sono succeduti sotto al suo messaggio:
«Era solo uno sfogo per far sapere ai miei amici di Facebook che nel 2017, in una città  come Padova, esistono ancora persone che non fittano case ai meridionali. Mi sono meravigliato io stesso dei commenti e delle testimonianze che sono arrivate in seguito al mio post», ha dichiarato a un giornalista di Repubblica edizione di Napoli.

(da agenzie)

argomento: Razzismo | Commenta »

IL REFERENDUM TRUFFA DELLA LEGA A SPESE DEGLI ITALIANI

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

SUL PIANO FORMALE E’ UNA FARSA, IL QUESITO NON DICE NULLA, NEANCHE FA RIFERIMENTO AL FEDERALISMO FISCALE… MA COSTA 64 MILIONI DI EURO

C’è poco da fare: nonostante la svolta “italica” di Salvini, il vizio di giocare con i cittadini del Nord la Lega non lo perde mai. È nel suo Dna. L’ultima trovata (in Veneto, a dire il vero, c’avevano già  provato qualche anno fa) è il referendum “consultivo” in programma per il prossimo 22 ottobre. Una roba da ridere, se non fosse che costerà  milioni e milioni di euro all’erario.
In un articolo apparso sul Tempo alcuni giorni fa a firma di Dario Martini, si parlava di un costo complessivo — tra le due regioni – pari a 64 milioni di euro, di cui ben 22 sarebbero serviti per comprare 24 mila tablet per il voto elettronico in Lombardia (916 euro a pezzo).
Soldi spesi inutilmente, per chiedere ai cittadini della Lombardia e del Veneto se sono d’accordo acchè le loro regioni negozino con il governo centrale una maggiore autonomia su alcune materie di legislazione concorrente e su altre di esclusiva competenza statale (giudici di pace, istruzione, ambiente).
Un’opzione prevista dalla Costituzione, che non prevede, tuttavia, alcun referendum, ma, semplicemente, l’ “iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali”, e, infine, una legge che le Camere dovranno approvare a maggioranza assoluta dei componenti.
Ma che significa “materie di legislazione concorrente”?
Che già  oggi, per queste materie, “spetta alle Regioni la potestà  legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”.
Ergo: su tutta una serie di materie, dalla sicurezza sul lavoro all’energia, dal governo del territorio ai porti (e agli aeroporti), passando per le casse di risparmio, la protezione civile e la valorizzazione dei beni culturali, già  oggi le regioni decidono e legiferano, sebbene nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento.
A rendere maggiormente irritante questa farsa sono i quesiti proposti agli elettori, nei quali non c’è nessun accenno alla materie su cui queste regioni chiederebbero l’autonomia.
In Veneto, addirittura, gli elettori saranno chiamati a esprimersi sul seguente quesito: “Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite forme e condizioni particolari di autonomia?”.
Più o meno come chiedere a un bambino se vuole bene a mamma e papà .
Nessuna meraviglia, beninteso: nel 2012 il governatore Zaia, per farsi dire che un referendum sull’indipendenza del Veneto era inammissibile (ai sensi dell’art. 5 della Costituizione), si rivolse all’Avvocatura regionale, che, manco a farlo apposta (sic!), pronunciò un secco no.
È il federalismo fiscale? Le magiche risorse che dovrebbero rimanere sul territorio?
Macchè, tra tutte le “chiamate” dell’articolo 117 il fisco non c’è.
Autonomia sì, ma con i soldi di Roma. Non va dimenticato, peraltro, che, nel 2015, la Corte costituzionale aveva già  censurato la norma contenuta nella legge n.15/2014 della Regione Veneto (quella relativa al referendum consultivo per l’autonomia), laddove si prospettava che la Regione mantenesse “almeno l’ottanta per cento dei tributi riscossi nel territorio regionale”, con la motivazione che la “distrazione di una cospicua percentuale dalla finanza pubblica generale” avrebbe alterato gli equilibri della stessa e i “legami di solidarietà  tra la popolazione regionale e il resto della Repubblica”. Capitolo chiuso.
Sul piano formale, quindi, questo referendum è una farsa.
Sul piano politico, come è stato riconosciuto da più parti, esso costituisce un mezzo attraverso il quale la Lega nazionalista cerca di rinsaldare il suo rapporto col Nord, recuperando, a pochi mesi dalle elezioni politiche (e a spese dei cittadini), il vecchio argomento dell’autonomia, su cui ha campato per oltre un ventennio.
Com’è accaduto in passato — c’è stato un periodo in cui bisognava per forza dirsi “federalisti” -, anche questa volta, la legittimazione arriva dagli “avversari”. Sindaci, amministratori, dirigenti locali del Pd che si affannano a dichiararsi per il Sì. Un sostegno ufficiale al referendum arriva, invece, dal Movimento 5 Stelle, che, in questo caso, pensa pure (e dichiara) che i soldi pubblici siano spesi bene (“I soldi spesi per interpellare i cittadini non sono mai uno spreco”). Piccoli e meschini calcoli di bottega, ipocrisia a gogò.
Al fondo, problemi atavici di un Paese che, a furia di soffiare sul fuoco degli egoismi, complici stagnazione e disagio sociale, rischia la bancarotta (fraudolenta).

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Referendum | Commenta »

IL COMIZIO DEL CANDIDATO CHE IMBARAZZA MUSUMECI: “FIGLIO DEL BOSS? ORGOGLIOSO DI ESSERE SUO AMICO”

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

MUSUMECI NON SAPUTO DIRE DI NO ALLA SUA CANDIDATURA (E A MOLTE ALTRE)

C’è chi si esalta al grido di “chi non salta comunista è“, chi tesse le lodi del giovane candidato raccontando che”fa la spesa alla gente in difficoltà ”, chi non vuole sentire pronunciare la parola mafia. Lui, invece, si scalda quando nomina il pesantissimo cognome dei Mazzei e quando attacca i “giornalisti ciarlatani“, “finti magistrati” che emettono “sentenze a loro piacimento”.
Eccolo qui Riccardo Pellegrino, giovane consigliere comunale di Catania in corsa alle elezioni regionali con Forza Italia, nella coalizione che sostiene il candidato governatore Nello Musumeci.
Fino all’ultimo il suo nome è stato in bilico.
Alla fine, però, è riuscito a farsi confermare nella lista dei candidati del partito di Silvio Berlusconi. E sabato ha aperto la sua campagna elettorale a San Cristoforo, il suo quartiere d’origine che alle ultime amministrative gli ha permesso d’incassare quasi 700 preferenze. “Mi ha aiutato tantissimo il presidente Miccichè per questa mia candidatura, ma anche gli uomini di partito sia regionali che nazionali”, dice Pellegrino, diventato negli ultimi giorni l’emblema dei candidati cosiddetti “impresentabili” alle regionali del prossimo 5 novembre.
Il motivo? Sulla sua posizione pesava l’indagine, poi archiviata, per voto di scambio politico-mafioso, nata dalla relazione della commissione antimafia regionale presieduta proprio da Nello Musumeci.
Lo stesso candidato governatore che adesso prenderà  anche i voti di Pellegrino.
E dire che prima di cambiare idea, Musumeci evidenziava in quel documento “i rapporti di parentela con soggetti condannati per mafia” dello stesso Pellegrino. Suo fratello Gaetano, infatti, è conosciuto come “u funciutu”: è imputato per associazione mafiosa e condannato per estorsione.
Un legame familiare che aveva fatto storcere il naso allo stesso Musumeci. “Musumeci comanda a casa sua non in Forza Italia“, sottolinea, però, l’aspirante consigliere regionale dopo aver incassato il sostegno del suo partito.
Ma non solo. Perchè sul consigliere forzista si è espresso negli ultimi giorni anche Claudio Fava, candidato governatore dei bersaniani e di Sinistra Italiana, che ha convocato una conferenza stampa per ricostruire alcuni episodi passati di Pellegrino.
Come quando, nel 2014, si presentò nella redazione catanese di livesicilia.it accompagnando Carmelo Mazzei, figlio del boss latitante Nuccio Mazzei. “’Disse: io sono il figlio del signor Mazzei di cui parlate sul giornale, del latitante — ha raccontato Fava — Dall’intercettazione ambientale su quell’incontro, disposta dai magistrati, si apprende che Riccardo Pellegrino è “orgoglioso” di vivere nel quartiere catanese di San Cristoforo, regno del clan Santapaola, ma si lamenta perchè adesso ci sarebbe solo la piccola criminalità  mentre se in campo ci fossero state persone di spessore, mafiosi, tutto questo manicomio non c’era”.
Un cognome, quello dei Mazzei, che Pellegrino cita anche dal palco di piazza a San Cristoforo. “Mi sento in dovere di citarlo — grida a gran voce — ha riscattato il suo quartiere intraprendendo la strada del sacerdozio, sono orgoglioso di essere un suo amico”. L’amicizia tra Pellegrino e Mazzei è nata frequentando l’Istituto Salesiano di via Madonna delle Salette.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

IL MINISTRO OPERAIO: CALENDA FA SALTARE IL TAVOLO SULL’ILVA: “DALL’AZIENDA POSIZIONE IRRICEVIBILE, SERVONO GARANZIE PER I LAVORATORI”

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

“SUI LIVELLI SALARIALI E GLI SCATTI DI ANZIANITA’ L’ILVA NON HA MANTENUTO GLI IMPEGNI”

Annullato il tavolo di confronto sull’Ilva tra la nuova proprietà , Am Investco, e i sindacati al ministero dello Sviluppo economico. A far saltare il confronto è stato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. “Bisogna ripartire dall’accordo di luglio, dove si garantivano i livelli retributivi e gli scatti di anzianità . Se non si riparte da quell’accordo la trattativa non va avanti”, ha dichiarato il ministro.
Al centro del tavolo il nuovo piano industriale che prevede 4mila esuberi.
Il ministro ha spiegato che “quello che manca rispetto all’offerta non sono i numeri degli esuberi, su cui si può discutere e che fanno parte della trattativa, ma manca un pezzo dell’impegno che l’acquirente ha preso nei confronti del governo, che riguarda i livelli salariali e gli scatti di anzianità , su cui non si prevedeva di ripartire da zero ma anzi di mantenere quelli attuali”.
“In assenza di conferma su questo punto che è molto molto importante, il governo ritiene che non ci siano le premesse per aprire un tavolo di confronto”, ha chiosato Calenda.

(da agenzie)

argomento: Lavoro | Commenta »

BRESCIA, VIOLENZA SESSUALE IN PALESTRA: “DUE GENITORI DI ALLIEVI PARTECIPAVANO AGLI ABUSI”

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

MA CHE BELLE FAMIGLIE PADAGNE, POI SONO QUELLI CHE PARLANO DI DIFESA DEI VALORI TRADIZIONALI DELLA FAMIGLIA

Non solo il loro istruttore di karate con i suoi amici, ad aver abusato in gruppo di alcune minorenni del bresciano sono stati anche i genitori di altri allievi del maestro. Come racconta il Corriere della Sera, infatti, a confessarlo è stata una delle ragazzine costretta per anni a rapporti sessuali con adulti, ora 18enne.
L’atleta che ha deciso di denunciare, dopo anni (e grazie all’aiuto del fidanzato) adesso è maggiorenne. All’epoca del primo approccio aveva solo 12 anni.
Tra il 2011 e il 2012 “mi costringeva a partecipare a video chat su Badoo”, nel corso delle quali doveva farsi riprendere in pose hard.
Dalle chat, poi, si è passati ai messaggi sul cellulare: scambiati con altri uomini maggiorenni che frequentavano la palestra.
Due, in particolare, “erano genitori di altrettanti ragazzi che venivano a fare karate”.
Dagli inquirenti il maestro di karate è stato descritto come “incapace di reprimere i suoi impulsi”. Organizzava lui gli incontri erotici con le minorenni, ma si faceva accompagnare sempre da un altro uomo.
Dopo l’invio del messaggio “si avviava una conversazione che portava a incontrarci sempre in palestra”: il sabato sera, quando era chiusa, o in orario di apertura ma quando non c’era nessuno.
“Ci incontravamo contro la mia volontà “: ogni volta succedeva che con l’istruttore “e a turno uno di loro avevamo rapporti a tre”.
Di fronte alla titubanza della ragazzina, la leggerezza di una pressione atroce da sostenere: “Siamo tutti qui dai, ormai, bisogna concludere qualcosa”.
Sono almeno tre le ragazze all’epoca minorenni vittime degli abusi di gruppo e che ora dovranno cercare di rimettere in piedi la loro vita.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: violenza sulle donne | Commenta »

“DORMO PER STRADA E VADO IN BAGNO ALLA CARITAS”

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

DOPO UN MESE E MEZZO DALL”‘EROICO” INTERVENTO A MANGANELLATE IN PIAZZA INDIPENDENZA, IL PROBLEMA DEI RIFUGIATI ERITREI SI E’ SOLO SPOSTATO ALTROVE

A un mese e mezzo di distanza da quel 19 agosto in cui lo stabile occupato di piazza Indipendenza è stato sgomberato, i rifugiati eritrei e somali che lo abitavano sono “sparpagliati per la città  e senza soluzione”.
“Qualcuno si è unito ad altre occupazioni in periferia. Qualcun altro sta da parenti e amici”, racconta Biniam, rifugiato eritreo diventato nel tempo uno dei portavoce della battaglia.
“C’è chi ha accettato le soluzioni temporanee messe in campo dalla Sala Operativa Sociale del Comune, ovvero alloggi temporanei per quelle che il Campidoglio definisce le “fragilità ”, principalmente mamme e bambini”, spiegano dai Movimenti per l’abitare.
E c’è chi, da allora, dorme per strada.
“In tenda, dalle parti della stazione Tiburtina”, racconta Tsehaye, in piazza oggi a Roma per manifestare e chiedere soluzioni.
Ha un solo rene, dice, “e da agosto dormo per strada insieme ad una cinquantina di altre persone del palazzo di via Curtatone”.
Il bagno? “Andiamo alla Caritas. Tutte le mie cose sono ancora lì, a piazza Indipendenza, ma la polizia non ce le fa recuperare”.
“Voglio solo i miei vestiti e la mia medicina per il diabete”, dice Meselesh. Ha 65 anni e assicura: “Non la voglio una casa. Prendo le mie cose e me ne torno ad Asmara”.
In piazza parla anche la moglie di uno dei tre arrestati di piazza Indipendenza.
“Mio marito è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Ma voleva solo salvare la sua famiglia”.
È incinta di 4 mesi e ha quattro bimbi piccoli. “Ho un problema di appendice ma non posso operarmi. A chi lascio i bambini?”, dice in lacrime.
“Mio marito nn c’è. I miei figli non stanno andando a scuola, non stanno facendo niente perchè siamo in casa-famiglia. Poi arrivano i servizi sociali e dicono che li portano via se non vanno a scuola. Non so cosa fare”

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

ASSESSORA GRILLINA DI TORINO SI SCHIERA A FAVORE DELLO IUS SOLI: FINALMENTE UNA CHE RAGIONA COL SUO CERVELLO

Ottobre 9th, 2017 Riccardo Fucile

FEDERICA PATTI: “COME PROF HO SEMPRE CONSIDERATO ITALIANI TUTTI I MIEI ALUNNI”

Parla come insegnante, come mamma e solo in ultima battuta come assessora all’istruzione del Comune di Torino.
La sostanza, però, è che Federica Patti, esponente della giunta pentastellata di Chiara Appendino aderisce alla campagna che vuole dare nuovo slancio all’approvazione della legge sullo ius soli.
L’adesione — come si addice ad un’esponente di una giunta del Movimento 5 Stelle – è social.
Sulla sua pagina Facebook personale l’assessora, che ha un passato come professoressa di scuola media, ha pubblicato una sua foto con, appuntata sulla giacca, una coccarda tricolore, simbolo della campagna nazionale promossa proprio dal mondo della scuola che il 3 ottobre aveva indetto una giornata di sciopero della fame a cui avevano aderito un migliaio di insegnati in tutt’Italia.
Patti non ammette di aver scioperato ma la sua immagine pubblicata proprio il 3 ottobre, lascia intendere che la sua adesione alla causa sia totale.
Sulla sua pagina ufficiale, poi, spiega meglio la sua posizione che e, in apparenza, poco in linea con la posizione di un Movimento 5 Stelle che in occasione della votazione alla Camera aveva scelto l’astensione.
«Io come prof ho sempre considerato i miei alunni e le mie alunne italiani e come madre considero italiani le compagne e i compagni dei miei figli che con loro sono cresciuti e hanno studiato», scrive la Patti insegnante che subito dopo torna ad indossare i panni istituzionali e prosegue: «Come assessora all’Istruzione considero l’integrazione il primo passo per una società  sana e ricca, anche perchè chi cresce e studia nel nostro paese si sente, naturalmente, parte della nostra comunità ».
Il suo messaggio è stato subito ripreso e rilanciato da Franco Lorenzoni, il maestro elementare di Ferrara che ha promosso lo sciopero della fame della scorsa settimana e ora coordina la rete degli Insegnanti per la Cittadinanza.
Quella prima mobilitazione aveva dato il via alla staffetta di digiuni a cui ora hanno aderito anche diversi esponenti della politica piemontese
«Federica Patti è assessora alla scuola del Comune di Torino. La sua presa di posizione netta a favore della legge dello ius soli e ius culturae è di grande rilievo perchè mostra che c’è spazio per prese di coscienza individuali – scrive Lorenzoni – Il Comune di Torino è retto dal Movimento 5 stelle, che osteggia la legge, ma ciò non toglie a Federica Patti la libertà  di sostenere ciò che ritiene giusto, anche come insegnante. Sono posizione come la sua che ci aprono a qualche speranza. Al di là  degli schieramenti, infatti, ci possono essere obiezioni di coscienza individuali alla non-cittadinanza e forse anche al Senato si può costruire una maggioranza capace di fare approvare una legge necessaria. Grazie Federica per il tuo coraggio».

(da “La Repubblica”)

argomento: Diritti civili | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.221)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (308)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Ottobre 2017
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Set   Nov »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • PAPA LEONE XIV: “PORTE APERTE, IL VANGELO CI DICE DI ACCOGLIERE TUTTI”
    • DA SETTIMANE TRUMP USA IMPROPRIAMENTE LA PAROLA “ESCURSIONE” PER PARLARE DELLA GUERRA IN IRAN, MA NESSUNO NEL SUO STAFF HA INTENZIONE DI FARGLIELO NOTARE CHE SI DICE INCURSIONE. IL MOTIVO? HANNO TUTTI PAURA DI UNA SUA REAZIONE. E COSÌ IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO CONTINUA A FARE FIGURE DI MERDA
    • IL CENTRODESTRA SICILIANO È TRAVOLTO DA GUAI GIUDIZIARI, UN LUNGO ELENCO DI INCHIESTE LO CIRCONDANO: L’ULTIMA RIGUARDA IL SUPERMANAGER DELLA SANITÀ DELL’ISOLA, SALVATORE IACOLINO, E I SUOI RAPPORTI CON IL BOSS CARMELO VETRO
    • L’AGENTE DEI SERVIZI SEGRETI RUSSI SCOPERTO PERCHE’ USAVA GOOGLE TRADUTTORE PER COMUNICARE CON I SICARI
    • SI SCRIVE RIDER, SI LEGGE SCHIAVO. NON CI SONO SOLO LE AZIENDE CHE SFRUTTANO I LAVORATORI: MOLTI FATTORINI STRANIERI SONO PRATICAMENTE INVISIBILI E, IN ATTESA DI UN PERMESSO DI SOGGIORNO, LAVORANO CON L’ACCOUNT DI UN CONNAZIONALE CHE LO CEDE IN CAMBIO DI UNA PERCENTUALE SUI GUADAGNI
    • LA GUERRA NEL GOLFO SI COMPLICA E L’IMPRESSIONE È CHE TRUMP NON CI STIA CAPENDO UN CAZZO. IL TYCOON LANCIA MESSAGGI SEMPRE PIU’ CONTRADDITTORI: PROCLAMA CHE “LA GUERRA È VINTA” MA POI CHIEDE L’AIUTO DI CINA E DI ALTRI PAESI PER SBLOCCARE LO STRETTO DI HORMUZ
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA