Destra di Popolo.net

L’ULTRADESTRA VA IN CRISI DOPO AVER SCOPERTO CHE CASAPOUND A OSTIA FACEVA AMICIZIA CON MAFIOSI E ZINGARI

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

IL PROBLEMA NON SONO LE BOTTE AL GIORNALISTA MA NON AVERE “UNA CONCEZIONE COERENTE ALL’IDENTITA’ RAZZIALE”

Una delle ricadute più interessanti dell’aggressione di Roberto Spada ai giornalisti di Nemo è il cortocircuito degli ultradestri che si trovano a dover giustificare l’essere sodali di mafiosi che per giunta sono anche zingari.
Ma non è finita qui, perchè ci sono anche sedicenti neofascisti che accusano CasaPound di non essere abbastanza di destra proprio perchè si è alleata con una famiglia di zingari e di mafiosi.
In mezzo c’è Nina Moric, che ieri ribadiva che Roberto Spada non è un esponente di CasaPound.
Il contributo della Moric è assolutamente irrilevante ai fini della discussione, perchè già  Simone Di Stefano già  qualche ora prima aveva “chiarito” che Spada con CasaPound non c’entra nulla.
Tempismo perfetto, se l’avesse fatto qualche giorno prima del voto, quando Roberto Spada aveva invitato a votare per Luca Marsella forse sarebbe stato credibile.
Ma proprio nei commenti al post di Nina si scatenano quelli che ne approfittano per criticare CasaPound.
Sorprendentemente le critiche non vengono solo “da sinistra” ma anche da destra.
C’è chi ci spiega che il povero Roberto Spada non ha diritto alla solidarietà  dei camerati perchè è “un mafioso di merda”.
Ma più interessante è quello che ci spiega che siccome “al movimento è sempre mancata una concezione coerente dell’identità  razziale” era ovvio che le cose sarebbero finite così.
Perchè se CasaPound fosse davvero un partito di destra-destra “un casamonica qualunque si sarebbe ben guardato dal sostenervi”. Il motivo? I Casamonica sono “zingari” e la vera destra gli zingari li schifa, marcia sui campi (giusto venerdì è prevista una manifestazione di CPI al campo di via Salone) e non ci fa affari e amicizia.
Sembra che la reputazione di Di Stefano sia ormai compromessa. C’è chi lo bolla come “amico degli zingari” che ha pure il coraggio di andare a Predappio. Che affronto! La Buonanima li avrebbe messi su un trento senza biglietto (ah, pure a gratis quindi!) in direzione nord.
A complicare le cose c’è anche il fatto che gli Spada (non Roberto in particolare ma alcuni suoi familiari tra cui suo fratello) siano dei mafiosi.
E come spiega qualcuno a Nina Moric: i fascisti i mafiosi li ammazzavano.
Insomma che senso ha dichiarare — come ha fatto Marsella — che il fascismo è per CasaPound “un punto di riferimento, una radice storica” quando poi si sbagliano i fondamentali in modo così clamoroso?
E ci vuole davvero poco perchè qualcuno faccia notare che non solo CasaPound è “amico degli zingari” ma pure di una che è croata.
Insomma che modo è mai questo di difendere la razza?
E i simpatizzanti di Forza Nuova, accusati da CasaPound di essere dei caciaroni, si prendono la loro rivincita accusando CasaPound di andare a caccia di poltrone facendo “accordi con gli zingari”.
Nel frattempo c’è chi prova a girare la frittata di Ostia con il solo aiuto della logica. Ha riscosso molto successo un copia-incolla originato in ambienti probabilmente vicini a CasaPound che spiega come in realtà  tutta la storia, le botte di Spada al giornalista di Rai2 e tutte le polemiche successive siano state fatto con “intento diffamatorio contro CasaPound”.
Facciamo due conti, scrivono in molti su Facebook, “gli Spada e i Casamonica sono padroni di mezza Roma e hanno un chiaro legame col PD e con Mafia Capitale”. Per di più sono zingari.
Succede quindi che “questo tizio” passi tutto il tempo ad atteggiarsi e a dire di CasaPound quando non lo è. Arrivano i giornalisti e Spada perde la testa rompendo il naso al giornalista. Avete capito il trucchetto?
Il fine ultimo è quello di “affermare che CasaPound è appoggiata dalla mafia”. E ci manca ancora — dio ce ne scampi e liberi — che qualcuno dica che quelli di CasaPound sono degli zingari.
Anche sul PrimatoNazionale ci si sforza di minimizzare le relazioni pericolose tra il Clan Spada e CasaPound.
Eppure come ricorda Luca Laviola dell’ANSA il rapporto tra CasaPound e Spada non è nuovo.
Come scrisse la giornalista di Repubblica Federica Angeli
Nel 2012 l’allora leader di CasaPound a Ostia Ferdinando Colloca, poi condannato in primo grado per corruzione con l’aggravante del metodo mafioso, fece una società  con il genero di Armando Spada, esponente di peso del clan. Con la complicità  dell’ex direttore dell’Ufficio Tecnico del Municipio, Aldo Papalini, presero uno stabilimento togliendolo ai proprietari.
Quindi nessun complotto contro CasaPound, ma anche una certezza: un candidato di CasaPound alla Regione Lazio è stato condannato a tre anni e quattro mesi nel processo sull’assegnazione di alcuni chioschi a Ostia.
Vicenda che ha visto coinvolto un parente di Spada, Armando Spada, condannato ad una pena di 6 anni per corruzione con aggravante del metodo mafioso. E Roberto Spada è il fratello di Carmine “Romoletto” Spada, il presunto boss del Clan ostiense.

(da “NextQuotidiano”)

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“ANDREMO DAVANTI ALLA PALESTRA DEGLI SPADA ARMATI SOLO DI TELECAMERE, MICROFONI E TACCUINI”

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

LE IENE HANNO ORGANIZZATO UN PRESIDIO DI GIORNALISTI … DANIELE PIERVINCENZI: “NON E’ UN NASO ROTTO CHE CI POTRA’ FERMARE”

Dopo l’aggressione all’inviato di Nemo Daniele Piervincenzi, i giornalisti faranno un presidio davanti alla palestra di Roberto Spada, che ha colpito Piervincenzi con una testata causandogli la frattura del setto nasale.
Ad organizzare l’idea, Dino Giarrusso, inviato de Le Iene: “Vogliamo fare questo atto simbolico per urlare in faccia a spada che non ci fa paura”, ha sostenuto, dopo aver lanciato su Twitter la “provocazione”.
Le spalle larghe da ex rugbista e la schiena dritta da cronista: “Non è un naso rotto che ci può fermare”, dice Daniele Piervincenzi, reporter Rai di Nemo, colpito da Roberto Spada a Ostia mentre lavorava ad un servizio sulle elezioni.
Piervincenzi è andato a viale Mazzini per incontrare il dg Mario Orfeo che voleva sincerarsi delle sue condizioni di salute.
“Certo siamo scossi, sia io che Edoardo Anselmi – ha aggiunto -. Lui ha coraggiosamente difeso il girato della telecamera durante l’aggressione, gliene sono grato. Entrambi continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa dedizione di prima”, ha concluso entrando nella sede Rai.

(da agenzie)

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PERCHE’ ROBERTO SPADA NON E’ IN GALERA?

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

IN MOLTI SE LO CHIEDONO DOPO L’AGGRESSIONE AL GIORNALISTA… LA RISPOSTA E’ SURREALE

Ieri la procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione all’aggressione del reporter della Rai Daniele Piervincenzi ad opera di Roberto Spada.
A Spada è contestato il reato di lesioni ma rischia l’accusa di lesioni gravi o gravissime. Il fascicolo è stato affidato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia.
I carabinieri hanno acquisito le certificazioni mediche che saranno trasmesse con apposita informativa di reato alla Procura della Repubblica di Roma.
In molti però si chiedono perchè Roberto Spada non sia finito in carcere per l’aggressione vista nel video.
La risposta è che nel caso di Spada non esiste nessuno dei presupposti previsti dal codice penale per l’arresto obbligatorio.
Non c’è infatti la flagranza, visto che la denuncia da parte dei due inviati di Nemo è stata presentata soltanto ieri e non nell’immediatezza del fatto, avvenuto l’altroieri.
In più la prognosi dell’ospedale per il colpo ricevuto da Davide Piervincenzi è di venti giorni e quindi a Spada, per ora, può essere contestato il reato di lesioni ma non quello di lesioni gravissime
Ma l’arresto è facoltativo o obbligatorio?
Maria Elena Vincenzi su Repubblica spiega che la pena per questo tipo di reato va dai sei mesi ai tre anni mentre l’arresto in flagranza è obbligatorio per pene superiori ai 5 anni.
Non sarebbe possibile in teoria nemmeno la misura restrittiva perchè il limite di pena previsto è di quattro anni.
Addirittura per la custodia in carcere, il codice prevede una pena non inferiore a cinque anni.
E quindi il pubblico ministero, in assenza di aggravanti o di altri reati che possano configurarsi a seguito delle indagini che adesso verranno svolte, non potrà  richiedere alcuna misura cautelare.
Non il carcere, ma nemmeno altra misura restrittiva.
Il tutto a prescindere anche da eventuali precedenti penali.
Non solo: se dovesse essere confermata la prognosi di 20 giorni, e quindi di lesioni lievi, si tratta di un reato per il quale il processo si svolgerà  davanti al giudice di pace.
C’è però un punto importante che non sembra essere stato sollevato nel ragionamento. La polizia può procedere ad arresto facoltativo se la misura è giustificata dalla gravità  del fatto o dalla pericolosità  sociale del soggetto desunta dalle circostanze del fatto o dalla sua personalità .
Nel caso di Spada sussistono i presupposti di pericolosità  sociale del soggetto? Evidentemente no, secondo chi indaga.
Ma allora perchè il fascicolo sulla vicenda è stato affidato alla Direzione Distrettuale Antimafia?
Così il reale diventa surreale.
Se siete indignati per il fatto che contro Roberto Spada, esponente del clan di Ostia, non sia stata chiesta nessuna misura cautelare malgrado la testata all’inviato di Nemo ripresa dalle telecamere, mettetevi il cuore in pace: Spada non finirà  in carcere per questo, nè agli arresti domiciliari, nè la sua libertà  di circolazione verrà  limitata in alcun modo.

(da “NextQuotidiano”)

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PREGIUDICATO PICCHIA I POLIZIOTTI E FA IL SALUTO ROMANO, ECCO QUESTO ANCORA CI MANCAVA

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

GENOVA, REAGISCE A UN CONTROLLO ANTIDROGA AGGREDENDO E INSULTANDO GLI AGENTI,… AVEVA UN COLTELLO A SERRAMANICO E HASHISH

Fermato dalla polizia per alcuni controlli grazie al fiuto di un cane antidroga, un pregiudicato genovese di 61 anni è stato arrestato perchè ha reagito insultando e aggredendo gli agenti, cui poi ha fatto il saluto fascista in segno di sfida.
L’uomo, fermato per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, è stato anche denunciato per oltraggio, apologia del fascismo e porto abusivo di armi: nello zaino aveva un punteruolo e un coltello a serramanico.
Il 61enne, trovato in possesso di una modica quantità  di hashish, è stato anche segnalato all’autorità  amministrativa come consumatore di sostanza stupefacente.
Questa ancora ci mancava nel teatrino dei cazzari dein fasci da avanspettacolo.

(da “il Secolo XIX”)

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QUINDICENNE VOLEVA COSTRINGERE LA MADRE A PROSTITUIRSI PER GIOCARE ALLE SLOT MACHINE

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

UN’ALTRA RISORSA ARIANA CHE PICCHIAVA LA MADRE E IL FRATELLINO, SARA’ STATO PER LA FAMIGLIA “TRADIZIONALE”

Un quindicenne voleva costringere la madre a prostituirsi per avere i soldi da giocare nelle slot machine.
La storia arriva da Siracusa e il ragazzo è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e tentativo di estorsione, nei suoi confronti è stato eseguito un provvedimento di collocamento in comunità  emesso dalla Procura dei minori di Catania.
Il ragazzo avrebbe picchiato varie volte la madre, anche con una pietra e un ombrello, per impedirle di uscire di casa.
Il quindicenne ha usato violenza anche sul fratellino, di 5 anni più piccolo, che voleva difendere la donna.
L’ultima volta che la vittima aveva provato a scappare di casa per rifugiarsi da amici, il ragazzo l’aveva rintracciata per continuare a picchiarla e a minacciarla.

(da agenzie)

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FRECCIA HA SUPERATO LA NOTTE, SPERANZE PER IL CANE TRAFITTO DA UN ARPIONE A NUORO

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

L’ENNESIMO CASO DI MALVAGITA’ VERSO UN CANE DOCILE E INDIFESO … E POI PENSIAMO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Partiamo dalla buona notizia: Freccia ha superato la notte e la veterinaria che sta tentandodi compiere il miracolo e di salvarlo si dice ottimista.
Per il resto, questa è una storia di violenza senza senso, di malvagità  umana verso un cane indifeso e docile.
Freccia, così lo hanno ribattezzato i medici della clinica “Due mari” di Oristano, scorrazzava da qualche giorno nella periferia di Nuoro.
Gli abitanti del rione l’avevo notato e alcuni ragazzi lo avevano avvicinato per accarezzarlo.
Ma qualcuno si è fatto venire idea un’idea spietata: ha imbracciato un fucile da pesca e chissà  perchè ha sparato contro il povero cucciolo. Purtroppo, l’unica vera bestia di questa vicenda, ha anche dimostrato di avere una buona mira e il cane è stato trafitto in pieno.
La diagnosi dei veterinari sembrava lasciar spazio a poche speranze: “La Tac -raccontava Monica Pais – ci mostra una condizione drammatica: il polmone sinistro completamente collassato trapassato dall’asta di acciaio, esofago distale perforato, il fegato trapassato da parte a parte. In questa situazione abbiamo rimosso l’arpione e ora dobbiamo gestire un quadro clinico molto critico”.
Ma i medici della clinica “Due mari” sono specializzati in operazioni impossibili e anche stavolta faranno di tutto per salvare il povero cane Freccia. Ripeteranno il miracolo fatto due anni fa con Palla, il cane che era stato quasi soffocato da un nastro di plastica che qualcuno gli aveva stretto al collo e che gli aveva sformato la testa, fino a farla diventare grande come un pallone. Era diventato una star e ora ha ricominciato ad affrontare una vita serena e felice.
Freccia ce la farà , auspicano i suoi nuovi amici: le migliaia di fan della clinica sarda che ogni giorno seguono le disavventure e le storie a lieto fine degli animali che finiscono nel centro di Oristano.
Ora Freccia è nelle loro mani, ma deve già  la vita ai volontari che lo hanno soccorso nella periferia di Nuoro mentre cercava di raggiungere il rifugio con quell’arpione conficcato nel torace.
Freccia ora reagisce e chi tifa per lui spera che il folle che gli ha sparato venga individuato al più presto e denunciato. “Ne abbiamo viste tante – riflette sconfortata la veterinaria – ma non potevamo immaginare di dover assistere a una scena di così grande malvagità ”.

(da agenzie)

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CASAPOUND, M5S, SPADA: CHI SONO QUELLI CHE ODIANO I GIORNALISTI DI OSTIA

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

QUANDO SPADA MINACCIO’ LA GIORNALISTA FEDERICA ANGELI PER L’INCHIESTA SULL’ACQUISIZIONE DEL PIU’ BEL LIDO DI OSTIA DA QUELLA STRANA SOCIETA’ DOVE ERANO SOCI SPADA E IL LEADER DI CASAPOUND

A Roma, per la precisione ad Ostia, c’è un problema dovuto ai legami tra Casapound e alcuni esponenti di un clan mafioso: gli Spada.
Ma in Italia, e non solo a Roma, c’è un’altro problema: quello dell’odio nei confronti dei giornalisti che non lisciano il pelo alla propria parte politica.
L’aggressione di Roberto Spada all’inviato di Nemo di Rai2 va letta con questa duplice chiave di lettura. Non si tratta “solo” di un’aggressione criminale ad un giornalista. È la classica “punta dell’iceberg” di una situazione che viene da lontano e che ha molti padri
Roberto Spada e le intimidazioni a Federica Angeli
In queste ore Casapound sta facendo di tutto per smarcarsi dalla figura di Roberto Spada.
Eppure è indubitabile che Casapound abbia beneficiato dell’appoggio degli Spada durante la campagna elettorale. Non si tratta solo di una foto — quella di Luca Marsella con Roberto Spada — o della sponsorizzazione data da Spada ad un evento “per i bambini” organizzato proprio da Casapound.
C’è ad esempio anche l’endorsement fatto da Roberto Spada a Casapound a pochi giorni dal voto. Una dichiarazione “di peso” visto che qualche anno fa lo stesso Spada aveva dichiarato che “se sei mafioso veramente voti PD, siccome non mi sento mafioso voto MoVimento 5 Stelle”.
Oggi però Casapound continua a ripetere che Spada “non è un tesserato di Casapound”. E non si capisce come mai ci tenga a ribadirlo proprio ora.
Che Roberto Spada sia il fratello di Carmine Spada, in carcere per estorsione con aggravante mafiosa è noto.
Che gli Spada siano un clan mafioso che da 40 anni regge le sorti del litorale romano assieme ad altre famiglie (Fasciani e Triassi) è noto.
Ma come ricorda Federica Angeli oggi su Repubblica ci sono anche gli affari.
Scrive Angeli che nel 2013 «da cronista scoprii che Armando Spada, il cugino del capoclan, aveva chiesto e ottenuto il lido più bello di Ostia. Nella società  che si era impossessata dello stabilimento c’era l’allora leader di Casapound Ferdinando Colloca, la moglie di un maresciallo della marina militare, Cosimo Appeso e il genero di Armando Spada».
In seguito a quelle inchieste la Angeli ha ricevuto numerose minacce ed intimidazioni e vive ora sotto scorta.
Nel novembre 2014 fu lo stesso Roberto Spada a scrivere su Facebook per minacciare i figli della giornalista dicendo «Ora il nostro oggetto sono loro, non tu».
Non è insomma la prima volta che Roberto Spada se la prende con i giornalisti anche se fino ad ora la Angeli era sempre stata il suo bersaglio preferito.

Nessuno però ha mai organizzato una marcia di solidarietà  per Federica Angeli. Che infatti nel 2015 scriveva su Facebook che «quando un mese e mezzo fa la giunta Tassone ha presentato un ordine del giorno di solidarietà  a me per gli attacchi ricevuti su Fb I tre consiglieri del 5 Stelle si sono astenuti. Non hanno votato per me. Con grande plauso in quel di Ostia di tutti i nemici di cui ti parlavo nel mio post di stamane. A proposito l hai visto? Non ti stupire non solo non mi hanno dato solidarietà  ieri ma da sempre non ho il loro appoggio. Chissà  perchè. Chissà . Misteri italiani».
Ieri invece Paolo Ferrara, plenipotenziario grillino al X Municipio, ha subito organizzato una manifestazione pacifica di solidarietà  alla quale hanno preso parte pochi cittadini e diversi esponenti del 5 Stelle. Tra loro anche il consigliere regionale Davide Barillari, uno che qualche tempo scriveva su Facebook di volerla far pagare cara ai giornalisti. Ma non basta, perchè oggi sul Fatto Quotidiano Virginia Raggi ha proposto a tutti i partiti di marciare uniti contro la mafia ad Ostia. La manifestazione avrà  luogo sabato.
Per la Raggi l’aggressione è un “sintomo preoccupante” il segnale che “qualcosa non funziona”. Già , ma cosa? Tutto l’attivismo e la solidarietà  del M5S ai giornalisti è certamente dovuto al fatto che ad Ostia il MoVimento deve andare al ballottaggio.

(da “NextQuotidiano”)

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DI MAIO IN PELLEGRINAGGIO NEGLI USA “PER ACCREDITARSI”

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

NELL’AGENDA INCONTRI CON ESPONENTI SIA REPUBBLICANI CHE DEMOCRATICI

Tavoli con imprenditori italiani del mondo economico e finanziario negli Stati Uniti e una due giorni fitta di colloqui politici con esponenti sia repubblicani che democratici: il viaggio di Luigi Di Maio a Washington si presenta con un’agenda fitta.
Gli incontri
Spicca l’incontro con gli esponenti della Commissione Affari Esteri della Camera, tra cui Rand Paul, repubblicano e membro della commissione «Piccole e medie imprese ed imprenditoria».
Paul ha corso (anche se per poco tempo) come candidato per le Presidenziali 2016. Liberista, patriottico, Paul è figlio Ron Paul, esponente della corrente libertariana e non-interventista dei Repubblicani.
Insieme a Paul, il vicepresidente della Camera vedrà  Francis Rooney (ex ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede), che in commissione Affari Esteri ha la delega all’Europa.
Di Maio incontrerà  il vicepresidente della stessa Commissione Esteri Eliot Engel, democratico e con delega all’energia e al commercio. Il deputato campano al suo arrivo lunedì vedrà  anche l’ambasciatore italiano Varricchio.
I Cinque Stelle parlano di un viaggio che «rientra nell’ambito delle consuete visite istituzionali»: «L’obiettivo è innanzitutto stabilire una forte relazione con il mondo politico, economico e commerciale statunitense che guarda con interesse verso l’Italia». dicono.
I rapporti
Per Di Maio si tratta del primo di una serie di viaggi – andrà  anche in Giappone a breve – per tessere una serie di rapporti internazionali in vista della corsa per Palazzo Chigi. Contemporaneamente, i viaggi secondo le intenzioni dei pentastellati rappresentano la possibilità  di far conoscere meglio il Movimento all’estero.

(da “il Corriere della Sera”)

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RITORNO DI FIAMMA RUSSI-M5S: L’UOMO DI PUTIN PER IL WEB E GLI INCONTRI SEGRETI A MOSCA

Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile

PARLA ROBERT SHLEGEL: “DI BATTISTA E DI STEFANO CI SONO PIACIUTI”

«Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano? Ci hanno fatto in generale un’impressione positiva, quando ci siamo incontrati. Se l’accordo poi è stato formalizzato? Se c’è stata una forma di aiuto, politico o finanziario? Questo deve chiederlo a Zheleznyak». Il quale, per ora, non ci ha ancora risposto.
Per la prima volta in Italia parla un testimone diretto di alcuni dei contatti russi tra il Movimento cinque stelle e uomini della cerchia stretta di Vladimir Putin.
Si tratta di Robert Shlegel, neanche trentacinquenne, fino al 2016 deputato della Duma, dov’è stato capo dell’Expert Council della Commissione parlamentare per le politiche sull’informazione, l’information technology e le comunicazioni, e ex membro influente del gruppo della Duma per la creazione di un parlamento elettronico.
Per la prima volta siamo in grado poi di pubblicare anche una foto di uno degli incontri dei grillini con gli uomini di Putin, incontri sempre o negati o estremamente minimizzati, e comunque mai adeguatamente pubblicizzati in Italia (l’incontro qui è con Di Battista e Di Stefano, avvenuto a fine marzo 2016 a Mosca, assieme al potentissimo e discusso Sergej Zheleznyak, uomo nella lista di politici e finanzieri russi sottoposti a sanzioni dall’amministrazione Obama).
Se i contatti dei grillini con Zheleznyak hanno cominciato ad emergere perchè rivelati un anno fa dalla Stampa, la presenza e la testimonianza che ci rende Shlegel sono del tutto nuove.
Anche Shlegel, sebbene non svolga più ruolo ufficiale, è un uomo assai influente, nel suo ramo. Benchè ancora molto giovane, in Russia ha fatto parlare molto di sè perchè fu a lungo il capo di Nashi, la gioventù putiniana, impegnata con tecniche sperimentali anche nel costruire eserciti di attivisti online pro Putin.
Nel 2006 costruì uno studio di produzioni video dal basso, che faceva agit prop su Internet per Putin, con il meccanismo di video non sempre riconducibili direttamente a qualcuno, ma potentemente virali.
Fu lui a suggerire alla Commissione centrale del partito di formare un elenco di blog e siti per condurre operazioni di agitazione su Internet.
Sempre lui a creare, in tandem con i vertici di VKontakte — il più grande social network in cirillico — gli account di tutti i deputati del partito di Putin.
Il Guardian scrisse che, nell’agosto 2015, Anonymous International pubblicò un carteggio di mail hackerate ai danni di vari politici russi vicini a Putin, tra cui Shlegel, riguardanti «un attacco troll coordinato ai siti web di importanti organizzazioni giornalistiche americane e inglesi, tra cui New York Times, Cnn, Bbc, Usa Today, Huffington Post».
Shlegel ha sempre negato questo tipo di critiche; e ha tra le altre cose tenuto contatti per i russi con Afd, il partito di estrema destra tedesco, e lo Jobbik.
«In questo momento non faccio più politica in quanto tale, non sono più al partito», ci dice Shlegel. «Gli incontri col Movimento fanno parte di una serie di meeting internazionali. Non pianificammo un lavoro specifico. Noi eravamo interessati molto al loro lavoro perchè sono diventati il primo di questi Internet-party, partiti nati con Internet».
Ci viene in aiuto, paradossalmente, un comunicato ufficiale reperito nelle pieghe del web in cirillico.
Lo pubblica il sito di Russia Unita, il partito di Putin. In un incontro coi grillini si è parlato, si legge, di «format per una ulteriore cooperazione tra M5S e Russia Unita, esperienza nelle campagne elettorali e agenda internazionale».
Il terzo punto riguarda, chiaramente, il no alle sanzioni a Mosca, noto caposaldo geopolitico grillino. Il primo spiega che – nel marzo 2016 – la cooperazione era così avviata da poter mettere a scopo di un meeting un «ulteriore» rafforzamento.
Il secondo punto – esperienze, ossia (traduciamo noi) know how, di campagne elettorali – è ciò di cui la Russia di Putin è stata a modo suo maestra, la propaganda in questi anni dark.

(da “La Stampa”)

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