Dicembre 27th, 2017 Riccardo Fucile
MA C’E’ CHI VORREBBE LA CANDIDATURA DI EMMA BONINO
Nei giorni immediatamente precedenti il Natale i sondaggi hanno lanciato l’allarme per la
tenuta del Partito Democratico, dato in calo da mesi, e per i rischi nei collegi uninominali: solo sei sarebbero da considerare blindati per il PD e tutti in Toscana, mentre quella che un tempo era la regione rossa per eccellenza, l’Emilia Romagna, non fornisce sicurezze sui risultati.
Secondo Repubblica Bologna però c’è qualcosa che potrebbe addirittura peggiorare la situazione.
Ovvero la possibilità che a Bologna vengano candidati Pier Ferdinando Casini o Beatrice Lorenzin, che si potrebbero trovare a dover sfidare proprio in quel collegio Pierluigi Bersani.
Per ora infatti gli aspiranti a conquistare un seggio da noi sono soprattutto i centristi.
L’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini avrebbe già espresso a Roma il desiderio di presentarsi a Bologna, la sua città .
Una candidatura che rischia di mettere in imbarazzo gli elettori dem, costretti a votare l’attuale alleato Casini – o la ministra per la Salute Beatrice Lorenzin, altra ipotesi centrista su Bologna – contro l’ex segretario Pierluigi Bersani, probabile rappresentante di Liberi e Uguali in città .
Il sindaco Virginio Merola, nonostante non sia mai corso buon sangue col ministro Gianluca Galletti, ha aperto alla candidatura di un centrista – «se sono nostri alleati possono candidarsi col nostro sostegno» – ma il partito rimane scettico.
Piacerebbe di più l’ipotesi di Emma Bonino, lanciata prima di Natale dall’assessore Matteo Lepore come l’alleato che potrebbe risultare più gradita agli elettori Pd bolognesi.
L’altra ipotesi, quella di Emma Bonino, sembra infinitamente più potabile delle candidature centriste.
Di certo perdere a Bologna contro Bersani per il PD sarebbe una catastrofe.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 27th, 2017 Riccardo Fucile
ANNUNCIA CHE NON SI CANDIDERA’ MA MOLTI LO VEDONO COME FUTURO PREMIER: “SERVE UN AMPIO FRONTE LIBERALDEMOCRATICO PER METTERE IN SICUREZZA IL PAESE”
Non si presenterà alle elezioni, ma l’ultimo mese lo ha visto in prima linea come mai prima d’ora.
Protagonista di un aspro scontro su Ilva con gli enti locali – il governatore pugliese Michele Emiliano e il sindaco di Taranto – attivissimo per il futuro dell’Alcoa fino alla pizza mangiata con gli operai che da mesi presidiano l’area industriale del Sulcis, molto presente sulle colonne dei principali quotidiani.
Da ultimo, sul Corriere della Sera, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda lancia la sua proposta per la prossima legislatura: un’Assemblea Costituente per gestire la nascita della Terza Repubblica e non venire travolti da essa.
Calenda si colloca nel centrosinistra, si dice “orgoglioso” del suo lavoro sotto tre presidenti del Pd, guarda “con grande interesse all’operazione di Emma Bonino” e ritiene fondamentale che il centrosinistra “recuperi il linguaggio della realtà e della responsabilità contro quello della fuga dalla realtà dei 5 Stelle e della Lega”.
Secondo il ministro, “la prossima legislatura è molto pericolosa”, perchè si inserisce in un clima particolare.
“La fine degli stimoli della Bce, un’Eurozona orientata a minore flessibilità , l’Occidente sempre più diviso e il Mediterraneo tornato al centro delle crisi. Non è tempo di rottamazioni, slogan e leadership solitarie ma di costruire un ampio fronte liberal democratico capace di mettere in sicurezza il Paese mentre attraversa il più difficile crocevia nella storia del Dopoguerra”.
La proposta di un’Assemblea Costituente nasce dalla considerazione dei successi ottenuti negli ultimi anni in campo economico – “i governi di questa legislatura, primo fra tutti quello Renzi, hanno fatto molto di più per la crescita dell’insieme degli altri governi della seconda Repubblica”, afferma Calenda – e degli insuccessi in campo istituzionale, culminati con la vittoria dei No al referendum costituzionale.
“Abbiamo perso la sfida della costruzione di un sistema più forte ed efficiente. Ritengo questo nodo fondamentale in uno scenario internazionale pieno di incertezze. La sicurezza nazionale viene messa a rischio da un sistema che rallenta l’implementazione delle decisioni, favorisce il prosperare di particolarismi e ci trasforma nella Repubblica dei ricorsi al Tar e dei feudi locali. La prossima legislatura dovrà avere al centro questo tema, diventato tabù dopo il referendum. Forse la strada giusta, per aumentare il coinvolgimento dei cittadini, potrebbe essere quella di un’assemblea costituente. È l’unico modo per aprire in maniera ordinata la terza Repubblica invece di subire la dissoluzione caotica della seconda. Serve un luogo per affrontare le pulsioni diverse emerse dal referendum costituzionale e da quelli di Lombardia e Veneto. Un luogo per porre fine alla kermesse delle leggi elettorali estemporanee, ridisegnare il rapporto tra esecutivo e legislativo, per affrontare il tema di una democrazia efficace, che peraltro affiora in tutti i Paesi occidentali”.
Calenda va fiero per alcuni provvedimenti presi per lo sviluppo – “Industria 4.0, il piano Made in Italy e la Strategia energetica nazionale sono stati i tre pilastri” – ma anche per alcune iniziative a difesa dei settori industriali in difficoltà . “Siamo riusciti a riportare al centro l’industria e il lavoro e questo era il mio obiettivo politico” spiega al Corriere. Rammarico invece per il ritardo su un Fraunhofer per l’Italia, una rete degli istituti di ricerca applicata per le imprese, e per la mancata seconda legge sulla concorrenza. Inoltre, spiega il ministro,”abbiamo mancato l’obiettivo di sconfiggere il rancore e la sfiducia nel futuro, ancora troppo diffusi nel Paese. Anche per colpa di molti errori di comunicazione che hanno dato il senso di un distacco con la parte del Paese che ancora soffre”.
I prossimi mesi vedono sul tavolo di Calenda due dossier principali.
Per Alitalia “abbiamo tre offerte” – Lufthansa, Easyjet e Cerberus – “Le valuteremo con molta attenzione e a metà gennaio inizieremo la negoziazione in esclusiva”. Per Ilva, secondo il ministro, è “inaudito” il blocco che sta avvenendo dagli enti locali sull’operazione di ArcelorMittal, perchè “5,3 miliardi di euro per un investimento industriale nel Sud non si vedevano da 40 anni”.
Calenda è convinto che “nel giro di poco più di 24 mesi Ilva potrebbe diventare la migliore acciaieria europea, liberando una città ostaggio del dilemma salute/lavoro che non è degno di un Paese civile”.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2017 Riccardo Fucile
TORNANO LE BALLE DEL CENTRODESTRA: PENSIONI MINIME A 1000 EURO, REDDITO DI DIGNITA’ AI MENO ABBIENTI, ASSEGNI ALLE CASALINGHE, AGEVOLAZIONI A CHI ADOTTA ANIMALI, SGRAVIO TOTALE A CHI ASSUME GIOVANI, TAGLIO DELLE TASSE… PECCATO CHE NON DICA DOVE PRENDEREBBE LE CENTINAIA DI MILIARDI NECESSARI
A 81 anni il suo mantra persiste, “meno tasse per tutti”, con l’aggiunta di un “diritto alla
dignità “.
Per contrastare “subito” l'”emergenza della povertà ” Silvio Berlusconi propone una “misura drastica sul modello della proposta di Milton Friedman”.
“Lui la chiamava ‘imposta negativa sul reddito’, io lo chiamo “Reddito di dignità ” dice Berlusconi in diretta su Radio 101
“Chi si trova sotto una certa soglia di reddito, potrebbe essere di 1000 euro al mese da aumentare di un tot per ciascun figlio a carico, non solo bisognerebbe non pagasse le taste, ma lo Stato dovrà versare a lui la somma necessaria per arrivare ai livelli di dignità garantita da Istat. Una somma che può variare, a seconda della zona del Paese in cui la persona vive”.
Poi propone un “totale sgravio fiscale per le aziende che assumono i giovani “con contratto di apprendistato o di primo impiego per tre anni”.
“Deve essere per le aziende molto conveniente assumere un giovane”, sostiene il leader di Fi.
Berlusconi torna, quindi, a riproporre l’aumento a “mille euro al mese per le pensioni minime” e ribadisce la necessità di dare una “attenzione alle nostre mamme, che hanno diritto di trascorrere una vecchiaia serena, quelle nostre mamme che lavorano per tutti noi di giorno e notte e non vengono per questo mai pagate e che hanno diritto a una terza età serena”.
“Nel nostro programma abbiamo inserito il Codice per la difesa dei diritti degli animali ed agevolazioni fiscali per chi si prende cura di un animale domestico, in modo da realizzare facilitazioni ad adottare tanti cani e gatti, creature che hanno diritti da difendere e prevedere in Costituzione” conclude Silvio sottolineando che “il grado di civiltà di un Paese si misura anche da come vengono trattati gli animali”.
(da agenzie)
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