Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
CALENDA GLI RICORDA CHE LUI E’ MINISTRO DELLO SVILUPPO E PAOLO ROMANO CANCELLA IL TWEET
Oggi su Twitter è andato in scena uno scontro divertente tra Paolo Romano, deputato del
MoVimento 5 Stelle, e il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.
Comincia Romano, che richiama Calenda perchè ha chiesto “ad Alitalia di informarsi sui contributi dati a Ryanair! Forse si è dimenticato che lui è il Ministro dell’Economia. Da anni chiediamo trasparenza sui contributi dati a Ryanair, c’è anche una legge che lo prevede, disattesa proprio dal suo governo“.
Il deputato Romano non si è accorto che Calenda non è ministro dell’Economia, e fa riferimento a una dichiarazione dello stesso ministro a L’Aria che tira di ieri: “Ho chiesto ai commissari di Alitalia di aprire una richiesta di informazioni su tutti i contributi che Ryanair prende dalle regioni. Se prende soldi pubblici deve rispettare le regole, altrimenti si comporta, come ho già detto, in modo indecente”.
Calenda ha subito replicato a Romano segnalandogli che lui non è il ministro dell’Economia e ricordandogli che i contributi sono regionali e non è il governo a erogarli.
A questo punto, in nome dell’onestà intellettuale, Romano ha cancellato il tweet e ne ha pubblicato un altro senza fare cenno minimo all’errore precedente, chiamandolo ministro dello Sviluppo ma tornando ad accusare il governo di averla disattesa.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
DUE ANNI DI SQUALIFICA, 500 EURO DI MULTA E DIMISSIONI
Matteo Renzi lo aveva inserito come rappresentante delle Marche tra i 20 millennial da inserire nella Direzione nazionale del Pd.
Il pesarese Gianluca Vichi, 21 anni, è però anche dirigente sportivo di una squadra di calcio iscritta al campionato juniores ed è stato squalificato per due anni e multato di 500 euro per aver picchiato un arbitro.
Durante una partita in trasferta della sua squadra, scrive il Resto del Carlino, gli è stato negato un rigore e non ci ha visto più.
Gianluca si è alzato dalla panchina e avrebbe colpito con una ginocchiata all’addome l’arbitro Simone Giacomucci. “Mi dispiace, anche se a dire il vero non ho colpito l’arbitro con un calcio alla pancia ma con una ginocchiata alle costole – ha precisato Vichi —. Riconosco di avere sbagliato e chiedo scusa a tutti, compreso il partito”.
Poi le dimissioni dalla Direzione Pd.
“In questi giorni il mio nome è apparso sulla stampa nazionale e locale per un gesto brutto che ho commesso in un campo di calcio di provincia durante una partita di calcio. Visto che sono gesti che non mi appartengono, da subito mi sono reso conto dell’errore e ho ammesso le mie colpe scusandomi umilmente con arbitro, società e partito. Pensavo che il caso potesse finire con le scuse, invece la stampa ha aperto un caso politico e un accanimento a mio avviso eccessivo che mi hanno fatto passare giorni pesanti soprattutto dal punto di vista umano. Gli errori servono per crescere e sono sicuro che questa vicenda mi aiuterà a gestire ogni tipo di situazione che si presenterà davanti a me” ha dichiarato Gianluca Vichi
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
“IL M5S SI STA PRIVANDO DI ME”… GLI ATTIVISTI LOCALI HANNO GIA’ VOTATO UN ALTRO CANDIDATO SINDACO
Il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, sfida direttamente i vertici pentastellati e si candida con
una lista civica.
Come aveva anticipato sulla sua pagina Facebook, Fucci ha dichiarato la sua volontà di provarci senza i grillini durante un convegno con la senatrice Elena Fattori e la consigliera regionale Valentina Corrado, di cui aveva accompagnato la corsa, fallita, a candidata governatrice durante le Regionarie del Lazio. Il Messaggero ha raccolto le sue dichiarazioni:
«Ho governato bene, mi ricandido per un terzo mandato», dice sicuro Fucci. Il quale si è creato in questi anni, e a ora ancora di più, molte sponde all’interno del movimento dei 5 stelle e a più livelli. Non solo livelli locali. Ieri era a un convegno con la senatrice Elena Fattori e la consigliera regionale Valentina Corrado.
Per la prima volta, dunque, un eletto non elemosina il simbolo e in virtù dell’esperienza acquisita proverà a correre con una sua lista civica, come Pizzarotti.
«Fino a ieri ero portato come esempio a Rimini, oggi vengo gettato alle ortiche e avanti il prossimo nonostante la mia formula abbia funzionato», dice Fucci.
E quindi, bye bye Movimento.
La teoria del sindaco è questa: «È il M5S che si sta privando di me — dice al Messaggero- Non ho chiesto di stravolgere la regola, ma di applicarla con ragionevolezza. Il mio primo mandato da consigliere è durato poco più di un anno,quindi non è completo».
I vertici per ora tacciono perchè gli riconoscono dei meriti. In questo momento il M5S sta cercando disperatamente di valorizzare competenze ed esperienze acquisite sul campo.
I grillini locali hanno scelto come prossimo candidato sindaco il presidente del Consiglio comunale Adriano Zuccalà . Con la candidatura di Fucci il rischio è che finisca come a Parma, ovvero con una lista che ruba voti all’altra. Magari però stavolta favorendo gli altri candidati.
(da “NetxQuotidiano”)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
“CI VOLEVA LA GRANDE INTELLIGENZA POLITICA DI MINNITI PER PENSARE DI FERMARE COSI’ L’IMMIGRAZIONE”… “CRIMINALE E’ CHI NON VUOLE SALVARE UN ESSERE UMANO, NON LE ONG”
“Liberi e Uguali? Queste due parole fanno parte della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Non c’è nessun copyright da parte di nessuno. Anzi, le usassero più persone, più organizzazioni, più istituzioni: se la ricordassero questa cosa di liberi e uguali in dignità e in diritti“.
Sono le parole del fondatore di Emergency, Gino Strada, ospite di Propaganda Live, su La7.
Il medico risponde a una domanda del conduttore Diego Bianchi circa la somiglianza del simbolo della coalizione di sinistra capeggiata da Pietro Grasso e la campagna di Emergency del 2012: “Non c’è nessun plagio. La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo è uno dei più alti punti del pensiero nella storia dell’umanità ”.
Sulla legge sul biotestamento, osserva: “Era ora. In Italia purtroppo siamo abituati a far passare per delle conquiste epocali delle cose che sono veramente il minimo indispensabile“.
Inevitabile il tema dei migranti e delle Ong: “Ho trovato una uniformità di pensiero deprimente da parte di tutte le forze politiche. Riguardo alla politica del ministero dell’Interno, noi di Emergency l’abbiamo definita ‘un atto di guerra contro i migranti’, perchè è davvero un atto di guerra. Poi ovviamente si costruiscono ulteriori bugie, come l’esprimere soddisfazione per i risultati straordinari raggiunti. E quale sarebbe il risultato straordinario? Il fatto che siano arrivati meno migranti”.
E rincara: “Sarebbe questo il grande risultato? A prescindere dal fatto che queste persone stiano bene o siano state massacrate o stuprate o imprigionate? L’interesse di questa Europa gretta e meschina è che non arrivino più i migranti. L’interesse non è che muoiano o che soffrano, ma che non ci rompano più le palle. Noi, nella nostra grandissima intelligenza politica alla Minniti, pensiamo di poter fermare l’immigrazione. Ecco, direi di alzare il tiro: facciamo in modo che il sole non sorga più per due mesi. Questi sono pazzi”.
Strada chiosa: “C’è stata una campagna diffamatoria contro le Ong, campagna in cui si vuole criminalizzare le organizzazioni semplicemente perchè vogliono salvare qualcuno. Ma il criminale è chi non vuole salvare qualcuno”
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
SE QUALCUNO SPERAVA IN INCIDENTI GLI E’ ANDATA MALE
Migranti in piazza oggi a Roma per chiedere ‘diritti senza confini’. Un corteo colorato e
pacifico che ha attraversato il centro storico.
“Siamo quelli che vengono confinati in centri di accoglienza e nelle periferie. Siamo disoccupati e senza casa – hanno detto al megafono gli organizzatori – Siamo uomini e donne colpiti in questi anni da leggi infami. E’ la nostra giornata. E’ la giornata degli esclusi, degli invisibili – hanno aggiunto – Sfiliamo per le strade di Roma per riprenderci la nostra dignità . Abbiamo sete di diritti e libertà “.
A scendere in piazza tanti migranti, provenienti soprattutto dai Paesi dell’Africa centrale, e poi dai movimenti per la casa, agli studenti, dai centri sociali all’Usb.
Il corteo nazionale è partito da piazza della Repubblica ed è arrivato a piazza del Popolo scortato dalle forze dell’ordine.
L’area della manifestazione era super presidiata. Nei giorni scorsi gli investigatori avevano ipotizzato il rischio che tra i manifestanti potessero infiltrarsi violenti, anche provenienti da altre città , con l’obiettivo di creare disordini.
Il corteo è invece stato pacifico e di questo il questore di Roma, Guido Marino, ha ringraziato, oltre che le forze dell’ordine, anche gli organizzatori per la collaborazione.
“Siamo circa 25mila persone” hanno detto i promotori all’ arrivo in piazza del Popolo. Lungo il percorso sono stati esposti striscioni con scritto ‘Ius omnibus’ , ‘Uniamo le lotte’ e ‘schiavi mai'”.
Alcuni indossavano pettorine rosse con la frase “Diritti senza confini”, altri sventolavano bandiere “Stop sfratti e sgomberi” e “No tav”.
“Oggi è la giornata degli invisibili, di tutti quelli che sono stati confinati nelle periferie, nelle campagne, di tutti quelli che sono stati colpiti dalle norme repressive – ha detto Abdoul, uno dei tanti migranti presenti – Ma è la giornata soprattutto per dire che chiediamo giustizia sociale, libertà di circolazione e diritti”. “E’ la nostra giornata – ha aggiunto il giovane che viene dal Senegal – Ci siamo tutti in piazza.
Gli organizzatori hanno sottolineato di aver chiesto un incontro al ministro Minniti. “Non vogliamo intermediazione – ha detto Aboubakar Soumahoro, del coordinamento ‘Diritti senza Confini’ – Vogliamo sapere da lui cosa vuole fare con noi invisibili”
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
PREVISTI ANCHE LICENZIAMENTI PER MOLESTIE E PREMI PER UFFICI VIRTUOSI
Gli statali presto avranno nuove regole di lavoro e una busta paga un po’ più pesante. La trattativa per il rinnovo dei contratti è alla volata finale, dopo quasi dieci anni di attesa. Una tappa preceduta dalla sentenza della Corte Costituzionale da tre manovre (per un totale di 2,8 miliardi di euro) e dalla riforma Madia.
Ecco allora le principali direttrici del nuovo contratto.
Per il quadro finale bisogna però aspettare l’incontro di mercoledì, quando i sindacati si ritroveranno all’Aran, l’agenzia che rappresenta il Governo, per tentare l’accordo.
Ma la partita si chiuderà completamente solo quando saranno toccati tutti i settori (dalla scuola alla sanità ) e i ‘soldi’ entreranno nelle tasche dei travet (entro marzo).
Un complicato meccanismo assicurerà un aumento medio di 85 euro mensili lordi. Questo per il complesso dei dipendenti delle funzioni centrali, ovvero gli statali in senso stretto (247 mila ‘teste’).
L’adeguamento inoltre punterà ad accorciare la forbice retributiva. Applicando a tutti la percentuale di rialzo, stabilita in manovra (+3,48%), chi ha di più avrebbe ancora di più. Si applicherà quindi una ‘scala’ che permetta scatti più omogenei.
Le organizzazioni dei lavoratori non saranno più solo informate delle decisioni prese dall’amministrazione, ma si darà vita a un confronto (una sorta di concertazione nella versione 2.0) nelle materie che hanno riflessi sul lavoro.
In ballo ci sono anche turni e straordinari. I bonus di produttività non ricadranno più nella stessa proporzione su tutti ma saranno tarati sulla produttività sia del singolo che della squadra di cui fa parte, ovvero dell’ufficio.
Si ipotizza che il 20% delle risorse vada ai dipendenti dei servizi che si aggiudicano le performance migliori.
Il contratto a tempo determinato non potrà superare i 36 mesi, prorogabili di altri 12 ma solo se in via eccezionale. Come nel privato, il numero dei dipendenti a termine non potrà andare oltre il 20% del totale. Superate le soglie non si potrà essere assunti (si entra solo per concorso) ma l’esperienza maturata farà punteggio.
Vengono esplicitate e rafforzate le sanzioni da infliggere in questi casi: in prima battuta il molestatore incappa in una sospensione (fino a un massimo di 6 mesi). Ma se il comportamento viene replicato scatterà l’espulsione definitiva.
Via anche chi chiede regali sopra i 150 euro come scambio di favori.
Si rimarrà fuori dall’ufficio e senza stipendio fino a due assenze ingiustificate in continuità con le giornate festive. La stessa sanzione è prevista per ingiustificate assenze di massa (l’esempio più eclatante è il Capodanno dei vigili urbani della Capitale). Se la condotta si ripete si passa al licenziamento. E non si scappa, visto che tutto sarà registrato in un ‘fascicolo personale’.
La Pubblica Amministrazione apre le porte all’orario di lavoro ‘elastico’, con fasce di tolleranza in entrata e in uscita. Viene anche potenziata la possibilità di passare al part time. Un capitolo è poi dedicato al telelavoro.
Le unioni civili valgono come i matrimoni su permessi e congedi. I conviventi potranno così godere dei 15 giorni di stop retribuito riconosciuti per le nozze. Anche nella P.a il lavoratore potrà cedere ad un altro dipendente, che abbia necessità familiari o di salute, la parte che eccede le settimane di ferie obbligatorie.
Di norma i permessi previsti dalla legge sulla disabilità andranno inseriti in una programmazione mensile e solo in caso di “documentata necessita” la domanda potrà essere presentata nelle 24 ore precedenti. Intanto le tutele previste per le terapie salvavita vengono estese anche ai giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali dei trattamenti. Arrivano inoltre i permessi ad hoc per viste specialistiche.
(da agenzie)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
QUALE LEADER? BERLUSCONI 26%, MELONI 24%, SALVINI 19% … TRA GLI ELETTORI DI CENTRODESTRA BERLUSCONI 44%, SALVINI AL 25%
La battaglia per la leadership del centrodestra è più viva che mai ed è una costante minaccia
all’unità della coalizione che vede Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e la cosiddetta quarta gamba.
Matteo Salvini ha ribadito nuovamente che “se la Lega prende un voto in più rispetto agli altri alleati è chiaro che sono io il premier, Berlusconi non è candidabile quindi non può essere premier”.
Se è vero che la legge elettorale consente di non indicare il candidato premier prima del voto, altrettanto vero è che, sondaggi Ixè alla mano, al leader leghista non sta riuscendo l’operazione fiducia.
Oltre a Silvio Berlusconi – il destino del centrodestra sembra essere strettamente legato alla fortuna del Cavaliere – anche Giorgia Meloni fa meglio di Salvini.
Considerando il totale degli elettori, secondo il sondaggio, Silvio Berlusconi raccoglie il 26% dei consensi, Giorgia Meloni il 24% e Matteo Salvini il 19%.
Restringendo l’ambito a coloro che dichiarano l’intenzione di votare per il centrodestra, non cambia la vetta con Silvio Berlusconi ben saldo in testa al 44%, Salvini al 25% e Meloni in crescita al 21%.
Se tuttavia Berlusconi non sarà candidabile, per l’elettorato di riferimento è Antonio Tajani il favorito.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
FORTUNE DEL CENTRODESTRA LEGATE A BERLUSCONI, SALVINI NON CONVINCE
Nel loro stucchevole ‘sempreuguale’, i sondaggi hanno il candore dei bambini: stupiscono anche quando appaiono scontati.
Questo fuggevole attraversamento di quell’area che per comodità espositiva chiamiamo di ‘centrodestra’ – aldilà dell’esito finale delle elezioni — ci regala infatti conferme e piccole sorprese.
La prima è legata al cosiddetto ‘centro’ e ai correlati ‘centristi’: il centro, per quanto ridotto nelle sue dimensioni – è diventata area di conquista del M5S che vi appare come dominatore assoluto con oltre la metà dei consensi. Se ne inferisce che il percorso espansivo delle varie formazioni alleate del Pd e del Pd stesso è tutto in salita.
La seconda è legata agli andamenti in termini di popolarità dei leader: tutti sono coinvolti in un trend di fiducia crescente.
La terza è che Forza Italia trasversaleggia e fra i partiti dell’alleanza appare come il partito di riferimento sia di chi si sente di ‘centrodestra’ che di coloro che si autocollocano a ‘destra’.
La quarta – e probabilmente è l’osservazione destinata a sollevare le maggiori controversie nel brevissimo futuro che abbiamo davanti – è che Matteo Salvini non solo sembrerebbe non reggere il confronto con Silvio Berlusconi, ma soffre dell’incalzare di una performante Giorgia Meloni.
L’insieme di queste osservazioni ci permette di azzardare alcune conclusioni:
le fortune del centrodestra sono strettamente correlate a quelle di Silvio Berlusconi
quelle della Lega ragionevolmente, si fermeranno entro un perimetro territoriale preciso: sarà più Lega Nord e meno Lega Nazione;
tutti devono guardarsi da M5S, la ‘conquista’ del ‘centro’ infatti lascia supporre che gli spazi di espansione non si sono esauriti;
Infine, mentre siamo prontissimi ad ammettere che le categorie ‘destra, sinistra, centro etc’ sono decisamente obsolete, suggeriamo di continuare a tenerle in considerazione…appena un poco, il rischio, diversamente, è di finire obsoleti…
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
SCAPPATI DA UNA COMUNITA’ DI RECUPERO HANNO MOLESTATO PRIMA I VIAGGIATORI: ERANO SOTTO EFFETTO DI DROGA E ALCOL
Il bollettino è quasi da guerra: tre agenti della polizia ferroviaria feriti, due in modo grave.
Una capotreno al pronto soccorso per le contusioni ricevute e uno dei quattro aggressori, tutti diciassettenni, piantonato in ospedale dopo essere stato sedato perchè sotto effetto di un cocktail di alcol e droga.
Mattinata di violenza alla stazione di Pisa Centrale dove un gruppetto di 4 minorenni è stato fermato dopo aver prima aggredito diversi viaggiatori a bordo del regionale Viareggio-Pisa-Firenze tra San Rossore e Pisa Centrale, poi per aver spintonato a terra la capotreno accorsa in difesa di una ragazza.
E infine, in stazione, per aver reagito alle forze dell’ordine con testate, calci e pugni. I quattro sono italiani.
Uno dei ragazzi, in forte stato di alterazione per aver assunto droga e alcol, è stato sedato per essere calmato. Tutto è successo intorno alle 11. I quattro ragazzi erano scappati in mattinata da una comunità di recupero per minori di Pistoia. Arrivati a Pisa San Rossore sono saliti sul treno verso Firenze già in stato di agitazione.
A bordo hanno cominciato a molestare i viaggiatori spingendoli tra i corridoio. La capotreno ha così avvertito la polizia ferroviaria ed è intervenuta a difesa di una ragazza ma è stata scaraventata a terra. Quando il gruppetto è sceso a Pisa Centrale, appena hanno visto gli agenti ad aspettarli, si sono scaraventati contro i poliziotti colpendoli con testate e calci. Due dei quattro giovanissimi non hanno partecipato alla violenza ma si sono limitati a guardare. Dei due più violenti, uno ora è piantonato in ospedale. La procura di Firenze ha disposto l’esame tossicologico per tutti e 4 i ragazzi.
Tre gli agenti feriti: un poliziotto è in attesa di essere operato al ginocchio mentre un altro ha il naso rotto a causa di una testata. Tre le ambulanze giunte sul posto con altre due pattuglie inviate dalla polizia a supporto della polfer.
(da agenzie)
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