Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
“IMMORALE FARE PROMESSE A VUOTO”
“Bisogna reagire a una cultura della paura che, seppur in taluni casi comprensibile, non
può mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente”.
Nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, ha parlato così del delicato tema dei migranti e spiega chiaramente qual è la posizione dei vescovi italiani. Una posizione critica nei confronti di quella espressa, in più occasioni, dalla Lega Nord
La Cei guarda a una dimensione di apertura perchè, ha spiegato Bassetti, “non è chiudendo che si migliora la situazione del Paese”.
Sul tema dei migranti, il cardinale ha espresso pieno consenso alle posizioni del Papa, compresa la comprensione per il sentimento di timore che vivono i Paesi di accoglienza. “Avere dubbi e timori non è un peccato”, ha ripetuto con le parole di Papa Francesco nella Giornata del migrante”.
Tuttavia, ha continuato Bassetti con le parole del Papa, “il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte”.
“In questa direzione non mancano, infatti, risposte positive e generose”, ha aggiunto Bassetti citando ancora Bergoglio che “ha voluto parlarne con gratitudine al corpo diplomatico, auspicando che le difficoltà che il Paese ha attraversato in questi anni, le cui conseguenze permangono, non portino a chiusure e preclusioni, ma anzi ad una riscoperta di quelle radici e tradizioni che hanno nutrito la ricca storia della Nazione e che costituiscono un inestimabile tesoro da offrire al mondo intero”. E ricordando che Francesco ha riconosciuto la generosità dell’Italia nell’accogliere i migranti, Bassetti ha scandito: “Sono grato di questo bel riconoscimento del Papa al nostro Paese”.
“Ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società . Tre verbi, tre azioni pastorali, tre sfide concrete per il futuro”.
È questa l’indicazione ai vescovi del cardinale Bassetti. Per il presidente della Cei c’è “un’urgenza sociale di pacificare ciò che è nella discordia”. “Il nostro Paese – ha aggiunto sembra segnato da un clima di ‘rancore sociale’, alimentato da una complessa congiuntura economica, da una diffusa precarietà lavorativa e dall’emergere di paure collettive”.
Il cardinale Bassetti ha invitato i politici in campagna elettorale “alla sobrietà “, “nelle parole e nei comportamenti”. “La campagna elettorale sta rendendo serrato il dibattito, ma non si può comunque scordare quanto rimanga immorale lanciare promesse che già si sa di non riuscire a mantenere”, ha sottolineato.
“Altrettanto immorale – ha aggiunto – è speculare sulle paure della gente: al riguardo, bisogna essere coscienti che quando si soffia sul fuoco le scintille possono volare lontano e infiammare la casa comune, la casa di tutti”.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Chiesa | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
IN UN POST AVEVA ACCUSATO INGIUSTAMENTE UNA SEMPLICE BARISTA CHE LAVORA NELL’ESERCIZIO INTERNO A PALAZZO DI GIUSTIZIA DI TORINO
Laura Castelli verrà giudicata per diffamazione.
Un giudice del tribunale di Torino ha ordinato di procedere verso il processo per l’onorevole piemontese e capolista del MoVimento 5 Stelle, indagata per diffamazione. La procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip Paola Boemio ha stabilito di formulare un capo di imputazione.
La causa si riferisce a un post pubblicato dalla Castelli contro una candidata del Pd alle ultime elezioni amministrative.
L’atto rientra in un procedimento del pm Barbara Badellino nato dopo la denuncia di una trentaduenne di origine romena, Lidia Lorena Roscaneanu, che alle ultime elezioni amministrative si era candidata in una circoscrizione di Torino per il Pd.
La Castelli aveva pubblicato su Facebook un post con una fotografia che ritraeva la donna insieme a Piero Fassino.
Dopo avere spiegato che Lidia lavorava nel bar interno del Palazzo di Giustizia di Torino, il cui appalto era stato affidato dal Comune “con ribasso sospetto” a “un’azienda fallita tre volte”, l’autrice si chiedeva “quali legami” ci fossero tra la ragazza e Fassino.
Lidia aveva spiegato che prestava servizio come cassiera (il bar ora è chiuso), che non sapeva nulla di appalti e che l’immagine postata dalla parlamentare era stata tagliata in modo che non comparisse l’altra candidata presente al momento dello scatto.
Alle elezioni — disse — non si presentò per il disagio, avvertito anche sul luogo di lavoro, che le procurò la pubblicazione del post.
Il post è stato cancellato dalla pagina “Cittadina in Parlamento” della Castelli.
“Mi ero candidata in una circoscrizione — raccontò all’epoca Roscaneanu a neXt — perchè non c’erano altri rappresentanti della comunità romena, che pure è assai numerosa in città . Mio fratello maggiore, in Romania, è molto attivo in un partito di ispirazione socialista e democratica, e io con quelle idee ci sono cresciuta. Ma dopo quel post non ho nemmeno presentato i documenti per entrare in lista. Non ne potevo più. A parte gli insulti sul web, dove mi davano dell”amante di Fassino’ se non peggio, persino i frequentatori del tribunale mi additavano. Ed ero una semplice cassiera”.
Lorena sottolinea che fu assunta a dicembre del 2015 e che si iscrisse al Pd solo il 31 marzo successivo.
Nella foto apparsa su internet, inoltre, compariva accanto a Fassino da sola, ma dall’immagine era stata tagliata la parte in cui c’era un’altra candidata.
Numerosi internauti commentarono il post con volgarità e insulti sessisti e razzisti verso Roscaneanu.
Per diciotto di loro la procura ha già chiuso le indagini (un atto che manifesta l’intenzione di procedere con una richiesta di rinvio a giudizio).
Secondo la giudice Boemio “la cornice entro cui si muovevano i commentatori era quella voluta e creata dalla Castelli”.
Contro la richiesta di archiviazione si era opposto l’avvocato della Roscaneanu, Gianluca Orlando. La parlamentare è assistita dall’avvocato Concetta Cagia. Per ordine del giudice, la procura dovrà formulare l’imputazione entro dieci giorni.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
A BENEFICIARE DEL RISPARMIO DI IMPOSTA I REDDITI PIU’ ALTI… E IL GETTITO SAREBBE NETTAMENTE INFERIORE A QUELLO ATTUALE DELL’IRPEF
In questi primi scampoli di campagna elettorale sono emerse nelle piattaforme del
centrodestra due proposte di riforma dell’imposta personale sul reddito di tipo flat tax, cioè con aliquota unica.
La Lega Nord propone uno schema con aliquota unica al 15 per cento da applicarsi alla base imponibile familiare, con deduzione di 3 mila euro per componente.
La formula è quindi Irpef = 0.15*(reddito familiare — 3000* numero componenti). È prevista una clausola di salvaguardia che evita che qualcuno debba pagare più di quanto versa oggi, a parità di reddito.
Nel 2015 la Lega Nord ha presentato un disegno di legge che contiene una proposta leggermente diversa con deduzione decrescente per redditi medio-alti, ma il documento a cui rinvia il link è pubblicato sul sito del partito e quindi ci pare più recente.
Forza Italia non ha ancora ufficializzato una proposta organica, tuttavia il suo leader ha dichiarato l’intenzione di istituire una flat tax con aliquota del 23 per cento e deduzione concessa a tutti di 12 mila euro.
Sembra di capire che la base imponibile sia individuale e non familiare come la proposta della Lega Nord esplicitamente prevede. La formula è quindi Irpef = 0.23*(reddito individuale — 12000).
Già qualche mese fa su questo sito si era commentata la proposta di flat tax dell’Istituto Bruno Leoni, molto più articolata.
Ora, utilizzando il dataset Silc 2015, un campione rappresentativo delle famiglie italiane su cui si sono applicate le regole di calcolo dell’imposta sul reddito, stimiamo costi ed effetti distributivi delle due proposte di Lega e Forza Italia.
I calcoli sul gettito
La proposta della Lega Nord produrrebbe un gettito di 94 miliardi all’anno (escludendo le addizionali regionali e comunali), con un calo di 58 miliardi rispetto a quello Irpef attuale.
Uno degli argomenti a favore dell’introduzione della flat tax con un’aliquota molto più bassa di quelle oggi in vigore sugli scaglioni più alti è che farebbe emergere base imponibile finora nascosta da evasione o elusione.
La relazione annuale sull’evasione del ministero dell’Economia e Finanze stima una perdita di gettito Irpef da evasione di circa 35 miliardi.
Nell’ipotesi più rosea in cui si potessero recuperare tutti, mancherebbero ancora 23 miliardi.
Anche ammettendo un eventuale effetto sulla crescita economica, con conseguente aumento di gettito, è molto improbabile che si arrivi a recuperarli.
Questo equivale a un aumento della base imponibile Irpef del 25 per cento. A parità di base imponibile, per ottenere lo stesso gettito di oggi, l’aliquota unica dovrebbe salire al 35 per cento, sempre tenuto conto della clausola.
Se invece non applicassimo la clausola, basterebbe il 24 per cento, ma molte famiglie povere pagherebbero più di ora.
Con aliquota e deduzione proposte dalla Lega Nord, la crescita di base imponibile complessiva che garantirebbe un gettito pari a quello odierno dovrebbe essere del 45 per cento, una variazione impossibile nel giro di pochi anni.
La perdita di gettito è simile per la flat tax proposta da Forza Italia.
Silvio Berlusconi parla spesso di imposta negativa alla Friedman, che oltre all’aliquota unica prevede un significativo trasferimento ai redditi bassi.
Se poi consideriamo che la sua proposta di sussidio contro la povertà sembra costare attorno ai 30 miliardi all’anno, allora in totale il costo delle proposte di Forza Italia su Irpef e trasferimenti alle famiglie è di circa 90 miliardi all’anno.
Rispetto allo schema della Lega, in quello di Forza Italia la maggiore aliquota compensa la più alta deduzione.
L’aliquota unica che manterrebbe costante il gettito sarebbe del 37 per cento. Invece, con aliquota e deduzione proposte da Forza Italia, servirebbe un incremento della base imponibile del 35 per cento per ottenere il gettito di oggi.
Gli effetti distributivi
Passando agli effetti distributivi, l’aliquota media crescerebbe molto più lentamente rispetto a oggi, soprattutto nel caso della Lega.
La perdita di gettito si riflette quindi in una forte riduzione dell’incidenza. La flat tax di Forza Italia incide di meno sui redditi bassi a causa della maggiore deduzione e leggermente di più sugli alti grazie all’aliquota superiore.
Assumendo che la distribuzione della base imponibile dopo la riforma rimanga invariata, i risparmi medi di imposta sono moderati per i decili di reddito medio-bassi ed estremamente elevati per l’ultimo decile. L’ipotesi Forza Italia è un po’ più generosa con le classi medie.
In conclusione, entrambe le proposte lascerebbero non finanziata una quota rilevante del gettito Irpef attuale pur tenendo conto di un ottimistico recupero totale dell’evasione. Inoltre, la classe di reddito più elevata beneficerebbe del risparmio di imposta in misura di gran lunga maggiore rispetto alle altre.
(da “LaVoce.info”)
argomento: denuncia | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
TROPPE CANDIDATURE SONO DI SERVIZIO O DETTATE DA VANITA’ E AMBIZIONI
Negli ultimi 5 anni sono stati tantissimi gli amici e le amiche “d’area” che hanno sentito il bisogno di candidarsi…Non avendo (più) una “casa comune” nella quale farlo, di volta in volta hanno scelto la “collocazione” che ritenevano (o che s’appalesava essere la) più “consona” ed anche allorchè risultasse, di fatto, distante “anni ed anni luce” dagli ideali propugnati da sempre..
C’è chi lo ha fatto perchè immaginava di poter fare “del bene alla gente”; ovvero per vanità , per ambizione, perchè si sentiva un “leader in provetta” o il “potenziale salvatore della Patria” ovvero, ancora, perchè immaginava che uno stipendio sicuro per 5 anni fosse una cosa per la quale valesse la pena battersi (ed anche “perdendo la faccia”, nel caso)..
La politica mi ha sempre affascinato come “dimensione”.
Una candidatura personale, però, non l’ho mai presa seriamente in considerazione, perchè ho sempre immaginato che quella specifica azione dovesse avere un senso preciso.
Che dovesse essere la conclusione di un iter, di un percorso specifico e l’inizio di uno nuovo; perchè ho sempre pensato che quel gesto dovesse valere – e significare – un segno tangibile d’amore per il proprio Paese e non una scelta estemporanea, consumata alla “meno peggio”, peraltro…
Certe frasi sono belle. Sono dannatamente ad effetto
Dire che si vorrebbe “fare del bene alla gente”, che ci si vorrebbe occupare della res pubblica, che ci si vorrebbe battere per i meno fortunati, per i bisognosi, per gli “afflitti”, per gli “ultimi”, per i “diversi”, sono cose che riempiono la bocca e (il più delle volte, falsamente, anche) il cuore..
Ma quanto c’è di vero in quelle frasi? Quanta autentica dimensione valoriale v’è in chi sostiene certi assunti. E, poi, davvero la politica, prima, e lo Stato, poi, devono occuparsi di fare “del bene alla gente”? In tutta onestà , penso proprio di no
Un’azione politica seria e credibile è quella che si batte per lo Stato. Quella che lo immagina sempre più efficace ed efficiente. Quella che, da un lato, laddove la sua presenza (proprio) non serve, ne propugna un ridimensionamenrto sostanziale, mentre, dall’altro, laddove si “discuta”, per esempio, di “potere d’imperio territoriale”, di amministrazione della giustizia, di formazione/istruzione e di “salute” delle persone, ne postula una presenza “asfissiante”, massiccia ed esclusiva (senza dimenticarsi di garantire gli spazi di libertà necessari al rispetto dell’inziativa economica privata, ovviamente, almeno in materia di istruzione e salute)..
E’ giusto “prendersi cura” di chi è rimasto indietro. E’ eticamente valido dare una mano a chi, da solo, non ce la fa! Ma ci sono modi e modi per farlo e “l’assistenzialismo ricattatorio”, quello che crea “dipendenze funzionali”, soggezione a chi gestisce le clientele, a chi dispensa favori in cambio di voti, è deciamente quello peggiore, indegno ed eticamente inaccettabile…
Il tema è chiaramente complesso. Involge questioni, principi e riflessioni di natura etica, filosifica, politica e giuridica: condensarlo in poche righe sarebbe oltremodo riduttivo oltre che poco efficiente.
Comunque sia, un giorno – che auspico vicino – quando finalmente “troverò una casa politica” che rifletta il mio cuore, la mia anima e le mie ragioni; quando finalmente potrò sentirmi davvero “parte” di un progetto politico-folosofico lungimirante ed appassionante; quando potrò dare il mio piccolissimo, ma accorato, contributo di idee e di passione in modo pieno e compiuto, allora sì che ci metterò (ancor di più) la faccia, candidandomi.
E non lo farò per vanità , per ambizione o perchè penserò di essere il migliore. La vita è ricca di sfumature, di colori, di sostanza. C’è l’amore, l’amicizia, la passione per la bellezza…
Ma c’è anche, almeno in alcuni, l’amore per il proprio Paese, per la propria terra e per determinati ideali. Forse sono proprio quelle, le cose che bisognerà ritrovare, ed anche in fretta… Comunque sia, il prossimo 4 marzo, voteremo.
Quella alla quale stiamo assistendo, diciamocelo – e pur riconoscendo l’esistenza di qualche piccolissima eccezione – è la più brutta campagna elettorale che io ricordi, satura di promesse irrealizzabili, di giochi al ribasso; priva, il più delle volte, di una autentica visione. Votare è sì, un dovere, ma è soprattutto un diritto. E, allora, se proprio dovessi esortare gli amici e le amiche in un senso o nell’altro, lo farei sempre allo stesso modo. Insomma, chi andrà a votare, che lo faccia perchè davvero “ci crede in quello specifico voto”. Diversamente, che si astenga. Che lo faccia anche “col sangue agli occhi”. Che si incazzi pure come “un pinguino”, se così sente.
Ma dal 5 marzo, però, cerchiamo, ricerchiamo e cerchiamo ancora.
Immaginare il futuro è sempre una cosa meravigliosa. Quel futuro, però, passa (e passerà , sempre) attraverso il presente, lo studio e l’applicazione sincera, appassionata, appassionante e dirompente.
Creare “massa”. Creare un “senso critico diffuso”. Determinare una piattaforma condivisa dalla maggioranza delle persone, è sempre “cosa tosta”.
Ci vuole passione sincera, capacità di saper arrivare, sia alla testa che al cuore degli altri, e, soprattutto, studio, studio ed ancora studio, unito ad un grande sogno, ed i sogni non sono sempre irrealizzabili.
Basterà volerlo davvero, però, perchè, “volendo”… “Noi siamo la rivoluzione, e la rivoluzione” (quella delle idee incendiarie; quelle che diventazioni azioni democraticamente irriverenti ed innovatrici) “non si può fermare”…
Salvatore Totò Castello
Right BLU – La Destra Liberale
argomento: elezioni | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
INCHIESTA COLLEGATA AI FATTI DI PIAZZA SAN CARLO
Un avviso di garanzia è stato notificato a Luca Pasquaretta, portavoce della sindaca di
Torino Chiara Appendino.
L’ambito, secondo le prime informazioni, è quello di un’inchiesta collegata ai fatti di piazza San Carlo e, in particolare, all’organizzazione di una proiezione su maxischermo della finalissima di Champions League, il 3 giugno, al Parco Dora.
Nel dicembre scorso i magistrati avevano fatto sequestrare i due computer che Luca Pasquaretta utilizzava di solito per il lavoro e in ufficio.
All’epoca nessuno inviò un invito a comparire al portavoce della sindaca. Per quanto riguarda Piazza Sac Carlo, Pasquaretta aveva partecipato ad alcune riunioni organizzative e aveva fatto da collegamento con Alberto Pairetto, responsabile eventi Juventus, che poi era diventato il contatto dell’amministrazione e di Turismo Torino per l’organizzazione della serata.
Secondo le prime informazioni diffuse dall’agenzia di stampa ANSA le ipotesi di reato contenute nel provvedimento sarebbero la “invasione di terreni o edifici” e il “deturpamento di cose altrui”.
Gli accertamenti sulla proiezione al Parco Dora sono una costola della maxi-inchiesta sui fatti di piazza San Carlo, dove sono indagate ventuno persone (tra cui la sindaca Chiara Appendino, l’ex questore Angelo Sanna e il prefetto Renato Saccone) per disastro, lesioni e omicidio colposo.
Per quel che riguarda Parco Dora, dove non ci furono incidenti e non si registrarono problematiche di alcun tipo, la procura si è interessata alle modalità con cui è stato organizzato l’evento.
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
IL MATTINO RIVELA: “ERA GIA STATO DENUNCIATO TRE VOLTE PER VIOLENZA”
Si affaccia dal balcone e ha iniziato a sparare all’impazzata con un fucile da caccia, ferendo 5 persone. Poi le urla e gli scatti d’ira. “Ho ucciso mia moglie”, ripete più volte l’uomo prima di rientrare in casa.
Esce ancora una volta, più tardi: lancia una bombola del gas verso il parcheggio di un vicino supermercato. Poi si rifugia ancora nella sua abitazione.
Mentre tutt’attorno, nelle vie del centro di Bellona, un paese del Casertano, arrivano prima i carabinieri, poi anche la polizia e anche i cecchini sui tetti.
Perchè Davide Mango, una guardia giurata di 48 anni originaria di Pastorano, non sembra volersi arrendere. Stanno cercando di contattarlo telefonicamente i negoziatori arrivati sul posto mentre le forze dell’ordine chiudono le strade attorno a via Aldo Moro dopo aver fatto evacuare le abitazioni più vicine a quelle d’uomo.
“C’è tuo figlio che ti aspetta nell’ambulanza. Vieni. Hai due pistole e due fucili e noi non possiamo venire da te”, ripetono gli uomini del reparto operativo da dietro un muretto per evitare di essere colpiti. Una resa che l’uomo al momento non pare disposto ad accettare. All’abitazione viene staccata la luce. Una persona, probabilmente la moglie, viene portata via con un’ambulanza poco dopo le 19.30.
Tutto è iniziato attorno alle 16, con gli spari verso la strada. Cinque i feriti, nessuno in modo grave. Tra loro ci sono anche anche il comandante della stazione dei carabinieri di Vitulazio, Crescenzo Iannarelli, e un uomo che si trovava lì di passaggio alla guida della sua Opel Corsa.
Poco prima le grida dell’uomo dal balcone che annunciava l’omicidio della consorte, mentre la figlia di 14 anni è uscita dal palazzo trovando rifugio in un supermercato. Alle forze dell’ordine avrebbe poi raccontato che la madre è riversa a terra per le scale. Più tardi l’uomo — secondo quanto racconta Edizione Caserta — avrebbe gettato una bombola di gas nel parcheggio di un vicino supermercato. Ignoti al momento i motivi del gesto, sui quali indagano le decine di carabinieri e poliziotti giunti sul posto assieme ad alcuni negoziatori che hanno cercato un contatto telefonico con l’uomo.
Mango, secondo Il Mattino, sarebbe già stato denunciato tre volte per violenza e la moglie, Anna Carusone, avrebbe minacciato di lasciarlo.
L’uomo viene descritto come un militante di Forza Nuova. Anche se la formazione di estrema destra lo descrive come un “sostenitore ma mai militante attivo”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: criminalità | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
L’INIZIATIVA LEGALE DI UN LEGHISTA DEL LISTINO DI FAVA, DI AREA MARONIANA: “LISTA PRESENTATA DOPO LA SCADENZA PREVISTA DAL REGOLAMENTO CONGRESSUALE E UNO DEI CANDIDATI NON AVEVA GLI ANNI DI MILITANZA RICHIESTI”
Tutte le strade – anche quella giudiziaria – portano a Roma. Per sbarrare la strada al
segretario della Lega Nord Matteo Salvini, prima delle politiche del 4 marzo, c’è chi, nel Carroccio, ha deciso di imbracciare l’arma della carta bollata.
Un ricorso, con procedura d’urgenza, è stato presentato in gran silenzio da un candidato iscritto al listino collegato al maroniano Giovanni Fava, concorrente di Salvini alla segreteria del partito.
La notizia, rimasta finora riservata, trova conferma in ambienti giudiziari milanesi e nell’avvocato del foro di Roma, Roberto Malizia, che ha firmato il ricorso: “La prima udienza — dice il legale all’Huffingtonpost — dovrebbe tenersi in settimana presso il Tribunale civile di Milano”.
Nel ricorso urgente si chiede, nell’ordine: 1) la sospensione cautelare di Salvini da segretario federale della Lega Nord; 2) l’accertamento e la dichiarazione di nullità , per irregolarità , della nomina di Salvini e dei componenti del Consiglio Federale della Lega, ufficializzata al congresso del 21 maggio scorso.
Hai voglia a minimizzare, come ha tentato di fare il candidato del Carroccio al Pirellone Attilio Fontana (“La Lega è forte e coesa, la Lega non si dividerà mai”) visti gli ulteriori mal di pancia dei maroniani a seguito della candidatura di Giulia Bongiorno voluta con forza da Salvini.
Se non è guerra, poco ci manca.
Giovanni Fava, maroniano assessore all’Agricoltura nella Regione Lombardia, non deve aver preso troppo bene neanche le ultime mosse di Salvini che, superato il concorrente alle primarie del partito, pare non intenzionato a candidarlo nè in Regione, in un’eventuale giunta Fontana, nè in Parlamento.
“Il ricorso non è stato presentato da Fava ma da un candidato collegato alla sua lista, e dunque titolato a sapere se la nomina dell’onorevole Salvini sia legittima o meno. E dal momento che le elezioni politiche sono alle porte, abbiamo chiesto la procedura d’urgenza. L’obiettivo — si sforza di assicurare l’avvocato Malizia – non è di toccare equilibri politici, ma di chiedere, attraverso il giudizio di un organo super partes qual è il Tribunale di Milano, se il procedimento amministrativo di nomina del segretario del partito sia stato corretto”.
La principale “violazione” attribuita a Salvini sarebbe l’aver presentato la propria lista, alle primarie della Lega dello scorso 11 maggio, oltre il termine fissato dal regolamento. Ma, a quanto pare, i giudici di Milano saranno chiamati a verificare anche se uno dei candidati collegati alla lista risultata vincitrice avesse o meno i requisiti minimi di anni di militanza richiesti.
Che il ricorso venga accolto o rigettato, con gli inevitabili strascichi di impugnazioni e controricorsi, è da vedersi.
Quel che è certo è che l’attacco alla leadership di Salvini non è solo un “venticello”.
E potrebbe spirare un po’ più forte dopo il 4 marzo.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: LegaNord | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
LA DIREZIONE DEL MUSEO PRESENTA DENUNCIA: NON ESISTE UN CENTRALINISTA UOMO, CHI ERA QUELLO FATTO PASSARE PER TALE DAL LEGHISTA?
Qualche giorno fa ha postato su Facebook un video in cui telefona al museo per protestare per gli sconti agli arabi. Ma il museo ha risposto che la telefonata sembra un falso e ha promesso un esposto alla magistratura
Andrea Crippa è assistente di Matteo Salvini a Bruxelles e l’allievo non può che mettersi sulla scia del maestro: per questo cinque giorni fa sulla sua pagina Facebook ha postato un video in cui telefona al Museo Egizio di Torino per chiedere conto dello sconto che la fondazione ha deciso di elargire ai visitatori di nazionalità araba.
Il salviniano prima chiede chiarimenti e poi sbotta: «Ma a lei pare normale? E gli italiani che fanno, pagano il biglietto intero?». Proprio così.
Il tutto con il numero di telefono dell’Egizio in sovraimpressione e un chiaro invito a tutti: «Facciamogli sentire cosa ne pensiamo».
Ma ci sono due problemi.
Il primo è che dal giorno della pubblicazione del video un sacco di geniacci ha deciso di imitare Andrea Crippa e telefonare al Museo Egizio per lamentarsi degli sconti e prendere a male parole le malcapitate centraliniste.
Il secondo è proprio il problema delle centraliniste: il museo dice che tutte le persone che lavorano in quel ruolo nella struttura sono donne, mentre dall’altra parte del filo nella telefonata di Crippa si sente la voce di un uomo.
Per questo i responsabili della struttura hanno depositato un esposto in cui chiedono di indagare sull’autenticità della telefonata.
Il Museo Egizio, sulla base degli elementi disponibili e degli accertamenti effettuati, ritiene che la voce maschile del presunto operatore dell’Ufficio Prenotazioni sia quella di un soggetto estraneo all’organigramma della società che gestisce le prenotazioni telefoniche posto che tutte le operatrici sono di sesso femminile.
Inoltre si fa presente che le dichiarazioni sulle attività promozionali contenute nel video postato su Facebook sono inesatte.
Dunque vi sono plurimi motivi per ritenere che il video in questione sia una montatura mirata a denigrare Il Museo Egizio che si riserva ogni opportuna azione legale all’esito delle indagini che saranno svolte dalla autorità competenti.
Ma i guai per Crippa non finiscono qui.
L’eurodeputata Isabella De Monte ha inviato infatti una lettera al presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani per un altro video dell’assistente di Salvini in cui chiede «che venga accertata la conformità o meno di tale comportamento con il Codice di buona condotta a cui sono sottoposti gli assistenti del Parlamento Europeo» in relazione a un videoreportage considerato denigratorio.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Gennaio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
PER ANNI SONO STATI FUNZIONALI ALLA FORMAZIONE DEL CONSENSO M5S… COME MAI SONO FINITI TRA I FORNELLI?
C’erano una volta due siti di riferimento della narrativa pentastellata “prima maniera”. 
Questi due siti erano TzeTze e La Fucina, entrambi creazioni della Casaleggio Associati che continua a gestirli ancora oggi. Qualcosa però è cambiato.
Ed è iniziato a cambiare dopo che qualcuno si è accorto che i contenuti pubblicati da TzeTze e La Fucina potevano essere associati ai grillini e nuocere.
Tant’è che la pagina di Grillo, che per anni ha condiviso post dei due siti della Casaleggio, ha smesso di farlo dopo l’inchiesta di Buzzfeed del novembre 2016.
Il legame tra Grillo, la Fucina e TzeTze era già stato “scoperto” nel 2014 da Sebastiano Messina che su Repubblica parlava dei legami tra i due blog aziendali della Casaleggio e l’house organ del MoVimento.
Scriveva all’epoca Messina: «Per il M5S giornali e televisioni sono “trombettieri del sistema”. Ma il blog del leader e i siti di Casaleggio padre e figlio costruiscono una realtà a senso unico: dove i pentastellati vincono sempre e il cancro si combatte con sale e canapa».
La Fucina e TzeTze erano al tempo due siti famosi per l’utilizzo massiccio del clickbaiting e spesso dediti a spacciare bufale scientifiche mediche o a rilanciare notizie “INCREDIBILI, SENSAZIONALI, CHE NESSUNO VI DIRà€ MAI”. Non c’è mai stato alcun legame ufficiale con il MoVimento 5 Stelle.
Gli unici punti di contatto erano il blog di Grillo e il fatto che i siti siano di proprietà della Casaleggio. La stessa società che fino a qualche giorno fa gestiva il blog e si occupava della raccolta pubblicitaria del sito di Grillo.
Prendiamo ad esempio La Fucina, il sito di clickbaiting della galassia Casaleggio.
Fino a poco tempo fa veniva rebloggato da Grillo sulla sua pagina Facebook: sul sito venivano spesso ospitati interventi del dottor Giuseppe Di Bella.
Di Bella è figlio del medico inventore del Metodo Di Bella che ogni tanto ci spiega che “la chemioterapia non funziona” e che qualche anno fa metteva in dubbio la reale efficacia dei vaccini:
Vale la pena ricordare che Di Bella è uno dei medici “di riferimento” di Grillo e che il MDB e altre cure per il cancro che non fanno guadagnare Big Pharma sono spesso state al centro dei suoi spettacoli teatrali.
Il sito è ancora online e ora si occupa prevalentemente di alimentazione e diete. Ad essere scomparsi sono la pagina Facebook e l’account Twitter che risultano entrambi disattivati.
Il canale YouTube che si raggiunge dalla home page de La Fucina invece è “Prevenzione a Tavola” che è però collegato ad un altro sito (prevenzioneatavola.it) ed ospita numerosi interventi del Prof. Franco Berrino.
Nel 2016 la Fucina diede vita, assieme a Berrino, al corso di cucina online dal titolo “Prevenzione a Tavola” dal costo di 95 euro.
Ora sulla Fucina non troviamo più i video di Di Bella ma interessantissimi tutorial su come sbucciare una melagrana in meno di un minuto o come pulire i cardi.
Oppure ci sono interessanti disamine sulle proprietà dei grani antichi e delle arance.
Anche TzeTze è rimasto vittima del cambiamento del MoVimento e della strategia di comunicazione a 5 Stelle.
Il sito e la pagina Facebook (esiste ancora) sono passati dal condividere contenuti legati al MoVimento 5 Stelle, come gli interventi televisivi dei parlamentari a 5 Stelle a parlare di ricette di cucina.
La cosa curiosa è che mentre il sito di TzeTze continua ad essere un aggregatore di notizie dove troviamo argomenti d’attualità e di cultura la pagina Facebook sembra aver perso completamente la sua vocazione a fare politica o anche solo a rilanciare notizie eclatanti e incredibili.
La maggior parte dei post su Facebook riguarda alimenti “sani e buoni” oppure spiegazioni su come “disintossicarsi” con frullati e tisane.
Inoltre la pagina non linka quasi mai contenuti presenti sul sito come se sito e pagina Facebook avessero preso strade separate. Alcuni contenuti della pagina sono condivisioni dalla pagina Facebook di “Prevenzione a Tavola” che evidentemente è diventato il prodotto sul quale si è deciso di puntare
Cosa è successo?
a Casaleggio ha quindi deciso di mandare definitivamente in pensione i suoi “trombettieri del sistema” che agli albori del M5S erano stati molto utili anche nella creazione del consenso politico del partito e nella “diffusione di fake news” e notizie “bomba” a carattere pseudoscientifico, come aveva scritto all’epoca Buzzfeed.
E di cambiare quindi radicalmente la linea editoriale dei due siti.
Puntando su tutt’altro e lasciando perdere i contenuti potenzialmente in grado di nuocere al MoVimento 5 Stelle a causa della gestione comune.
Coincidenze? A Voyager direbbero proprio di no.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »