Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
“NESSUN IMPEGNO POLITICO ALL’ORIZZONTE” TWITTA IL PRESIDENTE DELL’ASSOCALCIATORI
“Nessun impegno politico all’orizzonte…oggi ‘grana’ Arezzo per un professionismo sostenibile. Con
@assocalciatori per #ilcalcioachiloama #cambiamoilcalcio”.
In un tweet Damiano Tommasi chiarisce di non avere nessun impegno politico all’orizzonte in vista delle prossime elezioni del 4 marzo.
Il suo nome era stato inserito nell’elenco dei possibili ministri di un Governo a 5 Stelle.
Ieri a pranzo il presidente dell’Assocalciatori ha incontrato il capo politico di M5S Luigi Di Maio.
Dopo il rifiuto del campione del mondo Claudio Gentile, che ha detto no al corteggiamento dei pentastellati, anche Tommasi ha declinato.
E mancano pochi giorni all’annuncio della squadra di governo dei 5 Stelle.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Grillo | Commenta »
Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
FRANCESCO COCCO E’ MANCATO IL 24 DICEMBRE… IL PRESIDENTE DELL’ERSU: “UN ATTO MERAVIGLIOSO, EROGHEREMO DIECI BORSE DI STUDIO PER DIECI ANNI”
I suoi vitalizi andranno all’Ente per il diritto allo studio di Cagliari per finanziare borse di studio per aiutare studenti meritevoli e in difficoltà economiche.
Aveva deciso così Francesco Cocco, esponente sardo del Pci deceduto lo scorso dicembre, scrivendolo nero su bianco nel suo testamento.
L’eredità di 450mila euro, frutto del vitalizio per la sua attività di consigliere regionale dal 1984 al 1994, verrà donata all’Ersu: 300mila euro in denaro e 150mila in titoli, vincolati alla morte della compagna.
“È un atto meraviglioso da un punto di vista umano”, ha detto il presidente dell’Ersu, Michele Camoglio, confermando la notizia riportata dal quotidiano L’Unione Sarda. Intellettuale di stampo gramsciano e assessore alla Cultura con la giunta guidata da Mario Melis, Cocco ha affidato le sue volontà testamentarie a un notaio dal quale Camoglio si recherà nei prossimi giorni prima di discutere come i 450mila euro saranno utilizzati nella riunione del consiglio di amministrazione dell’Ente, fissata per giovedì prossimo.
Un’idea, però, c’è già : “Invece di realizzare una biblioteca o una mensa, abbiamo pensato che quei soldi potessero andare direttamente agli studenti — spiega Camoglio — Mentre infatti per i titoli, nel testamento, vi è una destinazione vincolata, cioè quella di aiutare i neolaureati, meritevoli e con problemi economici, a seguire master di specializzazione, nel caso dei fondi non c’è nessun vincolo”.
L’idea del presidente dell’Ersu è quella di organizzare dei bandi che si affianchino a quelli normalmente pubblicati dall’Ente — finanziati con fondi dell’università , della Regione della Fondazione di Sardegna — per creare una borsa di studio pluriennale intitolata a Francesco Cocco. Dai primi calcoli, potrebbero essere disponibili un centinaio di borse di studio da 1000 euro ciascuna, distribuite in 10 anni.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
UN’OFFESA ALL’ITALIA OLTRE CHE UN FALSO STORICO
In Polonia Giuseppe Garibaldi rischia post mortem di diventare politicamente non corretto. 
Pazienza se lui e il suo luogotenente Francesco Nullo e reparti garibaldini inviati a combattere per la libertà dei polacchi sono da tempo simbolo di amicizia e fraternità tra i due paesi.
Una scuola elementare di Varsavia, intitolata appunto all'”eroe dei due mondi” dal 1963, adesso cambierà nome.
Lo ha deciso la direttrice della scuola stessa, come riferisce il quotidiano Gazeta Wyborcza (il più autorevole media indipendente dell’est dell’Unione europea, fondato nel 1989 della rivoluzione pacifica che avviò la caduta dell’Impero sovietico e del Muro di Berlino) dall’eroe e veterano dell’opposizione democratica, storico e giornalista, Adam Michnik.
La motivazione della scelta di cambiare nome alla scuola, stando al resoconto di Gazeta, è quantomeno singolare.
La direttrice ritiene che Garibaldi non meriti l’onore di avere un istituto intitolato a lui in quanto — come avrebbe detto la direttrice in una trasmissione in una radio locale — egli “era un avventuriero non estraneo alla pirateria e all’antisemitismo”.
La notizia ha ovviamente causato una immediata protesta dell’ambasciata d’Italia a Varsavia. L’ambasciatore Alessandro de Pedys ha definito quella frase “parole che offendono inutilmente tutti gli italiani”.
Gazeta scrive che la scuola ha intenzione di rinominare la scuola intitolandola a Jan Bytnar, eroe della resistenza antinazista a Varsavia.
Ma la cancellazione della memoria di Garibaldi arriva, tra l’altro, in un momento non proprio sempice dei rapporti tra la Polonia e la Ue, gli Usa, Israele, altri paesi del mondo libero.
Cioè dopo la controversa legge sulla shoah che punisce con pene fino a tre anni non solo chi assurdamente definisce “campi polacchi” i campi di sterminio nazisti costruiti e gestiti dall’occupante tedesco nella Seconda guerra mondiale per attuare il genocidio del popolo ebraico, bensì punisce anche chi parla di casi documentati da storici di complicità di singoli polacchi con l’esecuzione della Shoah e di pogrom e massacri di ebrei compiuti da civili polacchi.
La legge entrerà in vigore il primo marzo ma sarà operativa solo dopo il pronunciamento in merito della Corte costituzionale.
“Siamo già in polemica con Israele e con gli Stati Uniti, ora rischiamo di offendere anche gli italiani”, ha commentato il sindaco del quartiere dove sorge la scuola.
Tra l’altro nel 1863 Garibaldi inviò appunto in Polonia Francesco Nullo, un suo luogotenente, e reparti di suoi soldati per appoggiare sul campo l’insurrezione nazionale polacca contro la brutale dominazione della Russia zarista, e a Francesco Nullo sono dedicate anche strade. Il busto di Francesco Nullo, morto sul campo in Polonia nello steso 1863, fu inaugurato davanti al Parlamento polacco nel 1939, poco prima dell’aggressione nazista e sovietica.
Ma questa è l’aria che tira oggi in Polonia. Dopo che alla conferenza internazionale di Monaco sulla sicurezza il premier Mateusz Morawiecki è giunto a dire che ci sarebbero stati anche colpevoli e autori ebrei dell’Olocausto, l’altro giorno diverse organizzazioni ebraiche, come riferito da Repubblica.it, hanno denunciato un crescente clima di antisemitismo, xenofobia e intolleranza.
A suo modo ne fa le spese anche la memoria di Garibaldi.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
DUE TERZI DEGLI ITALIANI NON SANNO CHI SI E’ CANDIDATO NEL LORO COLLEGIO… MENO DELLA META’ E’ INFORMATO SU COME SI VOTA
Soltanto un terzo degli italiani sa chi sono i candidati del collegio uninominale in cui risiedono sia alla Camera che al Senato. Il 20% conosce solo il nome del candidato che ha già scelto.
E meno della metà è informato su come si vota con il Rosatellum.
Questo il risultato di un sondaggio di Antonio Noto pubblicato dal Messaggero.
Per i 232 collegi uninominali della Camera e per i 116 collegi uninominali del Senato la maggioranza degli italiani voterà probabilmente “al buio”, non sapendo chi si è candidato e fidandosi probabilmente solo del simbolo del partito che ha scelto. E tutto ciò anche a causa delle casse vuote dei partiti, che non hanno potuto spendere più di tanto per la pubblicità elettorale nè affidarsi ai comizi.
Il tutto dovrebbe consentire di mettere una pietra sopra dietro la strategia disegnata da molti partiti di candidare nel collegio personalità più conosciute dagli elettori. O forse no, perchè se è vero che molti collegi sono in bilico, la maggiore notorietà di un candidato rispetto a un altro potrebbe costituire un fattore decisivo (nel bene e nel male).
(da “NextQuotidiano”)
argomento: elezioni | Commenta »
Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile
GLI INDICATORI AGGIORNATI CHE GUARDANO ALL’AGENDA ONU 2030
Aumenta il numero dei poveri, e aumenta la distanza tra redditi alti e redditi bassi, peggiora la
qualità del lavoro, crescono i rapporti “a bassa intensità “: gli indicatori elaborati dall’ASviS, l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile, descrivono lo stesso Paese che ieri il ministero dell’Economia ha definito in grande miglioramento.
I parametri, certo, sono diversi: il rapporto del Mef viene elaborato sulla base di indicatori ricavati dal Bes, il rapporto per il benessere equo e sostenibile pubblicato dall’Istat, mentre l’ASviS tiene conto dell’Agenda 2030 dell’Onu.
L’obiettivo però, in entrambi i casi, rimane quello di misurare il benessere degli italiani, al di là dei parametri ufficiali di misurazione della crescita.
Al di là del Pil, dunque, ma al di là del Pil, dimostrano i rapporti pubblicati negli ultimi due giorni, non necessariamente si arriva alle medesime conclusioni.
In particolare dai dati ASviS emerge un netto peggioramento del nostro Paese nel 2016, confrontandosi con il 2010, rispetto al primo obiettivo dell’Agenda 2030, e cioè la povertà (crescono sia quella assoluta che quella relativa), con un piccolo miglioramento solo rispetto alla percentuale di persone che vivono in abitazioni che presentano problemi e alle famiglie che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione.
Male anche l’indicatore che misura la disponibilità dell’acqua e delle strutture sanitarie.
Quanto al lavoro, c’è un piccolo recupero, ma la crisi ha fatto aumentare come non mai la “mancata partecipazione”, e i livelli precrisi sono lontanissimi (un dato che in effetti emerge anche dal rapporto inviato dal Mef alle Camere: è vero che in prospettiva c’è un miglioramento, ma i livelli del 2004 sono irraggiungibili al momento).
La disuguaglianza cresce, dal 2009 l’indicatore segna un forte peggioramento. E’ vero che aumenta il reddito disponibile, come attesta il rapporto del Mef, ma cresce anche la percentuale di persone che vivono in famiglie con un reddito disponibile inferiore al 60% del reddito mediano.
L’indicatore che misura la vivibilità degli insediamenti urbani risente di tutti i problemi legati allo smaltimento dei rifiuti, e anche quello che misura la qualità dell’ambiente peggiora.
Migliorano invece l’indicatore della salute e del benessere e anche quello che misura l’istruzione di qualità , crescono i laureati tra i 30 e i 34 anni e diminuiscono le uscite precoci dal sistema scolastico.
Passi in avanti anche sull’uguaglianza di genere e sull’industrializzazione equa e responsabile, migliorano gli stili dei consumi mentre le emissioni di gas serra si sono temporaneamente ridotte solo per la crisi, ma sono già tornate a crescere
Gli altri indicatori sono piuttosto statici.
In generale, sottolinea il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, “Malgrado i passi in avanti compiuti in alcuni campi, l’Italia resta in una situazione di non sostenibilità economica, sociale e ambientale. Se i partiti non metteranno lo sviluppo sostenibile al centro della legislatura, le condizioni dell’Italia saranno destinate a peggiorare anche in confronto ad altri Paesi”.
(da “La Repubblica”)
argomento: povertà | Commenta »