Destra di Popolo.net

LA RIMBORSOPOLI GRILLINA? UN COMPLOTTO ORDITO DAI SERVIZI SEGRETI

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

IL SEN. GIARRUSSO HA TROVATO IL COLPEVOLE

Il senatore audiofilo Michele Mario Giarrusso ha trovato il colpevole della Rimborsopoli del MoVimento 5 Stelle. La tesi del prestigioso esponente del MoVimento 5 Stelle è contenuta in un articolo sul Corriere della Sera a firma di Alessandro Trocino:
«Altro che manina, io qui ci vedo la manona dei servizi – alza il tiro Mario Giarrusso –. Sono 5 anni che pestiamo i piedi a gente pericolosa. E uno qualunque non poteva avere accesso a quei dati. I servizi, com’è noto, sono in mano al ministero dell’Interno, che è del Pd. Il Copasir dovrebbe convocare il ministro Minniti e chiedergli spiegazioni».
Mario Giarrusso va oltre, nella sua personalissima ricostruzione: «Sono preoccupato perchè a noi ci buttano addosso la stampa, visto che non ci possono ricattare, ma chissà  quanti altri, invece, sono sotto scopa. Di qui al 4 marzo ne vedremo di tutti i colori. Ci sarà  un’escalation. Quelli non mollano il potere così facilmente».
È preoccupato anche lei per la tenuta democratica del Paese? «Sì. E vorrei evitare di vedere tornare un’altra volta gli anni 70».
I servizi segreti, dunque.
E chi altri, d’altro canto, avrebbe potuto far sentire far sentire improvvisamente povero il deputato Ivan Della Valle che, secondo Di Maio, ha deciso di tenersi rimborsi per 270mila euro?
Chi, se non i servizi segreti, poteva mettere in difficoltà  Maurizio Buccarella, che prima di andare in parlamento dichiarava 11mila euro di reddito annuo facendogli “gradatamente perdere il mio lavoro e il mio posto nella società  civile” fino a spingerlo a tenersene 137mila?
Chi, se non i servizi segreti, avrebbe potuto infilare un microchip nei sandali di Carlo Martelli costringendolo così a tenersene 77mila?
La manona dei servizi segreti è evidente, anche se a voi sembra di no.
Ma all’ispettore Giarrusso non la si fa così facilmente.

(da “NetxQuotidiano”)

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IVAN DELLA VALLE SCOPRE CHE IL M5S LO HA TRADITO

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

“IL MIO ERRORE E’ STATO NON ESSERMENE ANDATO QUANDO IL MOVIMENTO E’ CAMBIATO”

“Ho restituito qualcosa ogni mese, ma non quanto dichiaravo. Postavo bonifici che poi non inviavo, e per questo voglio chiedere scusa agli elettori, a Beppe Grillo e Casaleggio. Ma certo non chiedo scusa a Di Maio”.
Intervistato da Repubblica e Stampa, Ivan Della Valle accusa il M5S di tradimento: “Ho iniziato a restituire molto meno di quanto dichiaravo — spiega — quando è nato il direttorio e il M5S ha smesso di essere quello per cui mi battevo dal 2008”.
La somma non restituita rispetto a quella dichiarata da Ivan Della Valle ammonta a 270mila euro secondo quanto detto da Di Maio.
Come succede a una miriade di grillini, Della Valle ha scoperto che il M5S non è più quello di una volta soltanto dopo essere stato beccato.
“Se io ho tradito il movimento per le restituzioni, il Movimento che io avevo contribuito a fondare, perchè sono stato il primo consigliere comunale eletto in Piemonte e tra i primi in Italia, ha tradito gli elettori su tantissime tematiche”, accusa Della Valle.
“Il mio malessere va avanti da molto tempo. Il mio errore più grosso è non essermene andato”.
“Non credevo più in quello che facevano i Cinquestelle e quindi di continuare a fare dei sacrifici, delle donazioni, quando erano loro i primi a non rispettare le cose”, prosegue il parlamentare uscente.
“Nel codice etico che ho firmato erano previste le restituzioni ma anche che non si partecipava ai talk show, che gli indagati sarebbero stati messi fuori. Poi sono arrivati gli indagati ed è stato cambiato il regolamento per salvarli”.
Della Valle spiega di non essere in Marocco: “Non ho fatto niente e non scappo da niente. Sono a Roma, tranquillo. Se pulizia deve essere — sottolinea — allora che sia totale e non si limiti a sbattere dei mostri in prima pagina perchè c’è chi ha restituito meno di mille euro al mese. Controllino gli scontrini, le ricevute di chi dichiara decine di migliaia di euro di cene. Com’è possibile che qualcuno abbia restituito solo 80 o 90 mila euro? Loro non hanno barato? Loro non li cacciano?”.

(da “NextQuotidiano”)

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LA FIGURACCIA DI LAURA CASTELLI AL CONVEGNO DELL’ORDINE DEI COMMERCIALISTI

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

“HO ESERCITATO LA PROFESSIONE DI COMMERCIALISTA PUR SENZA ESSERLO”

Ci siamo occupati già  altre volte del surreale talento comico della deputata del MoVimento 5 Stelle Laura Castelli.
Un paio di mesi fa l’Onorevole ha stupito tutti per la sua franchezza e la sua onestà  quando durante una puntata di Otto e Mezzo ha risposto candidamente “non so” alla domanda su cosa voterebbe in un eventuale referendum per l’uscita dall’euro.
Sempre durante quella puntata la Castelli aveva provato a trincerarsi dietro un “non si dice il voto” ma poi, come è tradizione nel M5S, la trasparenza ha avuto il sopravvento.
Ma nel corso di questa legislatura la deputata torinese ci ha regalato altre perle.
Ad esempio quando, il 22 ottobre 2013, durante una puntata di Agorà  denunciò con coraggio quello che nessuno ha mai voluto dire. Ovvero che gli scioperi dei dipendenti pubblici sono pagati.
La Castelli disse proprio così: «Sciopero pagato, ricordiamolo ai cittadini che ci seguono da casa, non è uno sciopero volontario, è uno sciopero pagato con i soldi pubblici».
Naturalmente non serve essere laureati in economia per sapere che la giornata di sciopero viene detratta dallo stipendio di chi sciopera.
Ma si dà  il caso che Laura Castelli non solo sia laureata in economia ma che si sia occupata di contabilità  e paghe.
Qualche giorno fa la Castelli era ospite degli Stati Generali della professione dei Dottori Commercialisti.
Professione per esercitare la quale è necessario essere iscritti ad un apposito albo professionale al quale si accede dopo aver superato un esame di Stato.
La Castelli si deve essere sentita davvero a casa perchè si è presentata così: «Sono laureata in Economia, non sono un commercialista ma nella vita ho avuto un mio studio, ho lavorato nello studio di famiglia che si occupa di contabilità , paghe, e conosco…».
L’onestà  e la trasparenza dell’onorevole pentastellata però non sono state apprezzate dalla platea che ha iniziato a vociare e sogghignare.
Ed in effetti è curioso che ad un convegno nel quale si è discusso anche di chi esercita abusivamente la professione arrivi una persona a dire che pur non essendo commercialista ha esercitato la professione e ha avuto pure uno studio.
La Castelli voleva semplicemente attirare le simpatie del pubblico ed infatti poco dopo ha ribadito “mi ritengo un tecnico” ricordando anche che “ho lavorato in un CAF“. Altri brusii e borbottii da parte dei 1.500 commercialisti presenti.
A quel punto l’imbarazzo era generale e anche Francesco Giorgino, che moderava l’incontro, ha provato ad uscirne con una battuta.
La Castelli però non sembra aver compreso il senso delle sue stesse parole. Forse qualche indizio lo ha dato il Presidente del CNDCEC Massimo Miani che ha provato a suggerire — tra uno scroscio di applausi — che «noi abbiamo un tema molto importante di rapporto con soggetti che non sono iscritti».
Ma non c’è stato verso, anzi la Castelli si è un po’ sorpresa (pensa te) che «la categoria si chiudesse così a riccio» chiedendosi addirittura se «Magari qualcuno preferisce i professionisti della politica» (il che detto da un politico in corsa per un secondo mandato fa sorridere).
Ma non è così, forse gli astanti si sarebbero accontentati di un professionista iscritto all’albo.

(da “NextQuotidiano”)

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SPADA INQUILINO ABUSIVO DI UNA CASA POPOLARE E POI LA RAGGI HA SANATO LA POSIZIONE

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

LO ZIO DEI BOSS CARMINE E ROBERTO HA OTTENUTO L’ALLOGGIO DAL CAMPIDOGLIO… IMBARAZZO DELLA SINDACA CHE ORA CHIEDE VERIFICHE

Si piazza per anni senza alcun titolo in una casa popolare al civico 7 di piazza Ener Bettica e il dipartimento Politiche abitative lo mette in regola.
Così il Campidoglio regolarizza un’occupazione abusiva di un membro del clan Spada.
Accade anche questo nel Comune M5S: Giuseppe Spada, zio del boss Carmine e di Roberto, noto alle cronache per la testata al cronista di Nemo Daniele Piervincenzi.
La determina dirigenziale, anticipata dal Messaggero, firmata dalla direzione Interventi alloggiativi è del 12 febbraio e assicura l’alloggio Erp (di edilizia residenziale pubblica) a Giuseppe e a sua moglie Maria Dell’Orco.
Gli uffici capitolini scrivono di aver verificato “la regolarità  e la veridicità ” degli atti presentati da Spada.
Di aver controllato i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali e soltanto dopo di aver dato il via libera.
Insomma, l’iter sarebbe stato completato senza intoppi. Se non di tipo etico e morale: il Campidoglio a guida grillina, infatti, si è già  costituito parte civile proprio contro gli Spada per la testata rifilata da Roberto, fratello di Carmine, al giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi.
Adesso, però, c’è il caso dell’appartamento popolare. Un alloggio che “stante l’assenza di motivi ostativi” è stato affidato a Giuseppe Spada, che ora può autodefinirsi ex abusivo.
Innestare la retromarcia, però, appare ancora possibile. L’assegnazione, si legge nella determina, potrebbe essere ancora sub judice. “L’ente gestore dell’alloggio” può ancora disporre ulteriori verifiche. Poi ci sarebbe anche la possibilità  di presentare ricorso al Tar entro 60 giorni. Ma il Comune non può impugnare un proprio atto.
Parte alla carica il senatore dem Stefano Esposito, già  commissario Pd nel X Municipio, sui social: “A Torino Appendino per risolvere il problema emergenza abitativa si affida ai centri sociali, a Roma Virginia Raggi assegna casa popolare occupata illegalmente ad un membro della famiglia Spada. Questo è il modo di governare del M5S”.
La sindaca di Roma Virginia Raggi, hanno datto sapere dal Campidoglio, ha chiesto agli uffici capitolini di verificare immediatamente se tutte le procedure di legge siano state rispettate e di avviare un’indagine sullo stato di attuazione dell’articolo 53 della legge regionale 27 del 2006.
Dall’assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative si sottolinea che “la regolarizzazione in sanatoria è imposta dall’articolo 53 della legge regionale 27 del 2006 qualora l’inquilino abbia occupato l’immobile entro il 20 novembre 2006 e abbia i requisiti previsti dalle norme regionali per accedere ad una casa popolare”.
L’articolo 53 della legge regionale, infatti, recita: “In deroga all’articolo 15 della lr 12/1999, nei confronti di coloro che alla data del 20 novembre 2006 occupano senza titolo alloggi di edilizia residenziale pubblica il Comune dispone, in presenza delle condizioni richieste per l’assegnazione, la regolarizzazione dell’alloggio”.

(da agenzie)

argomento: casa | Commenta »

NUOVI SCONTRI IN SERATA A BOLOGNA, MINNITI PER L’OCCASIONE HA SCOPERTO DI AVERE ANCHE GLI IDRANTI, E’ GIA’ QUALCOSA

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

LA POLIZIA CARICA UN MIGLIAIO DI ANTAGONISTI, FIORE HA PARLATO DAVANTI A 15 MILITANTI: VALEVA LA PENA O IL CAOS SERVE A QUALCUNO? CHIEDETEVI QUESTO

Tensione in serata nel centro della città  per il comizio di Forza Nuova in piazza Galvani. Un migliaio di manifestanti contro l’estrema destra ha invaso piazza Maggiore tentando di raggiungere il luogo del comizio.
Ma si è scontrato con le forze dell’ordine che ha caricato con idranti e lacrimogeni: sette i feriti, sei manifestanti e un agente del reparto mobile di Padova.
I collettivi, allontanati dalla zona di piazza Cavour-via Farini, sono tornati in corteo fino al sacrario dei caduti in piazza Nettuno. Tutti gli scontri e i momenti di tensione che hanno scandito la giornata si sono svolti nel raggio di poche centinaia di metri nel pieno centro di Bologna.
Tutta la giornata è stata ad altissima tensione, con due momenti culmine. I primi scontri nel pomeriggio alle 14, con altre   cariche della polizia in piazza Galvani contro gli attivisti dei centri sociali, in cui cinque persone (fra cui un agente) restano ferite.
E di nuovo pochi minuti prima delle 20 un altro scontro violentissimo avviene in via Farini, a ridosso della piazza Galvani concessa a Forza Nuova: manganellate, idranti sulla folla da un lato, e dall’altro lato lancio di petardi e bottiglie.
Succede tutto attorno al comizio di Forza Nuova, un appuntamento elettorale che ha scatenato reazioni e rabbia, esplose appunto con l’occupazione della piazza da parte dei centri sociali.
Fiore ha parlato in una piazza deserta davanti a 15 militanti.
C’è da chiedersi se valeva la pena e che senso ha questa operazione, se non di veicolare l’immagine di “opposti estremismi” che abbiamo ben presente nella storia del nostro Paese .
Certe trappole ben sistemate, leggi che non vengono applicate, agenti feriti da veicolare sui media, idranti dimenticati fino a sera, nessun divieto per motivi di ordine pubblico, professionisti della provocazione: il conto torna.

(da agenzie)

argomento: elezioni | Commenta »

“CI DOBBIAMO SAZIARE TUTTI”: IL PRIMO DEI SETTE VIDEO DI FANPAGE CON L’ACCORDO SULLE TANGENTI CON IL SEGRETARIO DEL CONSIGLIERE REGIONALE DI FRATELLI D’ITALIA

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

UNA TANGENTE DI 170.000 EURO AL MESE AI POLITICI… “LUCIANO SI CANDIDA, SERVE UNA SPINTA”

Seimila tonnellate al mese. Smaltiti in cambio di 175 euro a tonnellata. Totale: un milione di euro ogni trenta giorni.
Ma solo in cambio di una maxi tangente ai politici.
Quanto? 170mila euro. In un anno sono più di due milioni di euro. In Campania l’immondizia vale oro.
E vale oro non solo per chi la smaltisce ma soprattutto per chi decide a quale ditta farla smaltire.
È quello che emerge nel primo dei sette video pubblicato da Fanpage.it.
Per cinque mesi il sito d’informazione ha infiltrato Nunzio Parrella nel sistema dello smaltimento rifiuti. Ex boss della Camorra, poi diventato collaboratore di giustizia, per anni Parrella ha gestito il traffico di rifiuti in tutta Italia.
Dopo 21 anni passati agli arresti domiciliari, è tornato ad essere un cittadino libero, e ha proposto allo Stato di infiltrarsi di nuovo nell’ambiente.
“Lo Stato ha rifiutato“, dice lui nella prima puntata dell’inchiesta giornalistica. Sì, perchè Parrella ha poi scelto Fanpage.it per mostrare come è composto il sistema delle tangenti ai politici per ottener gli appalti della gestione dell’immondizia.
Un’inchiesta che ha fatto da detonatore all’indagine della procura di Napoli. Nel registro degli indagati sono finite 17 persone: tra queste ci sono Luciano Passariello, consigliere regionale e candidato alla Camera per Fratelli d’Italia, e Roberto De Luca, assessore al comune di Salerno e secondogenito di Vicenzo, governatore della Regione Campania.
Entrambi sono stati perquisiti dall’ufficio inquirente guidato da Giovanni Melillo, che ha iscritto nel registro degli indagati anche il direttore e il giornalista di Fanpage.it per induzione alla corruzione.
Ma come fa Parrella a realizzare il suo servizio per fanpage.it?
L’ex camorrista fa girare la voce di essere tornato nel giro dello smaltimento rifiuti. È un ex trafficante ma il primo a contattarlo è un imprenditore che gli propone addirittura di lavorare per la Sma Campania, l’azienda della Regione che si occupa di immondizia.
In pratica lo Stato sia voleva affidare a un ex camorrista per smaltire i rifiuti.
E infatti Perrella incontra Agostino Chiatto, dipendente Sma ‘comandato’ in segreteria Passariello. E Lorenzo Di Domenico, amministratore delegato della Sma.
Con loro discute i dettagli dell’accordo: “Ci dobbiamo saziare tutti“, dice a un certo punto Di Domenico, contrattando i termini dell’affare.
La presunta società  di Parrella smaltirà  i rifuti della Sme Campania in cambio di 170 euro per ogni tonnellata di immondizia.
Di quei soldi vanno detratte le percentuali per pagare le tangenti ai politici e ai dirigenti dell’azienda regionale. “Luciano si candida il 4 marzo per questo a noi ci serve una spinta per dargli una mano“, spiega Chiatto alla fine del primo incontro con Parrella.

(da agenzie)

argomento: Giustizia | Commenta »

I MANIFESTI DELLA LEGA? A MILANO LI FANNO ATTACCARE DAGLI EXTRACOMUNITARI

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

IN QUESTO CASO NON VALE IL MOTTO “PRIMA GLI ITALIANI”?… FUORI LE FATTURE PER VERIFICARE SE VENGONO PAGATI IN NERO

“Ore 7.10 Milano. Qui si fa l’Italia. Ma i manifesti li facciamo attaccare agli extracomunitari che ci costano meno”.
Un post su Facebook, subito diventato virale, mostra il “controsenso” tra idee e azione della Lega e degli altri partiti di centrodestra.
La “denuncia” arriva da Luca Paladini, portavoce de I Sentinelli di Milano che la scorsa settimana aveva denunciato il fotomontaggio con protagonista la presidente della Camera, Laura Boldrini.
Nelle immagini si vedono due lavoratori extracomnunitari intenti ad attaccare i manifesti elettorali della Lega, accanto ai quali compaiono anche quelli di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.
Con tanto di slogan “Prima gli italiani”, mantra di Matteo Salvini, e “Qui si fa l’Italia”, uno dei capisaldi della campagna comunicativa di Giorgia Meloni.
In poche ore il post di Paladini ha generato quasi 2mila like e oltre 4.500 condivisioni.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

CONTRORDINE, GIULIA SARTI PER ORA NON SI AUTOSOSPENDE DAL M5S E IL FIDANZATO AVVERTE: “LA VERITA’ E’ UN’ALTRA, HO IL BRUTTO VIZIO DI REGISTRARE TUTTO”

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

AVEVA ACCUSATO L’EX FIDANZATO DI AVER SOTTRATTO I SOLDI… LUI: “VEDRAI CHE FINE FA LA QUERELA, VADO IO DRITTO IN PROCURA”

Giulia Sarti per il momento non si autosospende dal Movimento 5 Stelle.
La deputata uscente M5S, coinvolta nella vicenda rimborsopoli, ma non inserita nella lista degli otto fatta da Luigi Di Maio, sarebbe in attesa di parlare con i vertici per prendere una decisione comune. Sarti ieri era andata in questura per denunciare l’ex fidanzato che avrebbe – questa è la sua tesi – truccato la contabilità  sui rimborsi al fondo per le piccole e medie imprese.
Il suo ritorno in Parlamento è cosa certa, visto che Sarti è capolista nel listino proporzionale ma anche candidata nell’uninominale, nel collegio di Rimini.
Per Giulia Sarti si apre però una battaglia giudiziaria con l’ex, Bogdan Andrea Tibusche, accusato di aver sottratto alcune migliaia di euro.
Nella notte su Facebook, Andrea De Girolamo, nome con cui Bogdan si presenta come editor di Social Tv Network, ha scritto:
“Vedremo come va a finire perchè la verità  è tutta un’altra. Usciranno diverse conversazioni e forse non vi conviene esporvi ora”.
“Vedrai che fine fa la querela. Vedrai i messaggi e le email”. “Io in pubblico non rilascio nulla ma dritto in procura”.
“Io ho un brutto vizio: registrare tutto e pure le telefonate”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

IL MISTERO DI GIULIA SARTI, “AUTOSOSPESA DAL M5S”

Febbraio 16th, 2018 Riccardo Fucile

QUALCUNO DICE CHE SIA GIA’ FUORI AL 99%… LA STORIA DI UN ALIAS DEL FIDANZATO

Il mistero di Giulia Sarti s’infittisce. Ieri la deputata comparsa nelle liste delle Iene ma ufficialmente “salvata” da Luigi Di Maio ha fatto sapere di aver denunciato l’ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche perchè sarebbe stato lui a non versare sul fondo per il microcredito i soldi che mancavano.
Il Fatto Quotidiano però scrive oggi che fonti del Movimento riferiscono chela posizione di Sarti è in bilico: “Al 99% è fuori”. E la deputata si sarebbe anche autosospesa, sempre secondo il quotidiano.
La storia è questa: i due sono stati insieme quattro anni, ma da un anno si erano lasciati. Però vivevano ancora insieme, anche se, ha spiegato Sarti, «io non lo vedo da dicembre».
A Bogdan, Sarti aveva dato in gestione la contabilità  dei rimborsi: «Lui mi aveva detto che non tutti erano stati fatti in ordine, perchè mi aveva detto di doversi curare, ma poi io pensavo che avrebbe versato».
L’ammanco totale sarebbe di 23mila euro.
Silvia Bignami su Repubblica però racconta anche altro:
Un fidanzato su cui a sera si apre un piccolo giallo, perchè secondo alcuni la vera identità  di Bogdan Andrea Tibusche sarebbe Andrea De Girolamo, il gestore della pagina Facebook SocialTv Network, di propaganda grillina.
In realtà  quello è lo pseudonimo italiano utilizzato dal rumeno Tibusche per la sua attività  sul web.
Il dominio di SocialTv Network, che non si intesta alcun tipo di “propaganda grillina” ma si presenta invece come rete indipendente, risulta anonimizzato mentre nella pagina del Chi Siamo tra i fondatori c’è un Andrea DG.
Nessun collegamento con altri alias e con Bogdan Andrea Tibusche. Anche Lorenzo Andraghetti su Lettera43, ex collaboratore parlamentare proprio di Giulia Sarti, conferma che Tibusche è De Girolamo:
Queste sono informazioni che ho perchè Tibusche l’ho conosciuto personalmente, all’epoca in cui facevo il collaboratore per Giulia Sarti, dall’aprile al giugno del 2013. La mia collaborazione si interruppe proprio perchè la deputata preferì il neo fidanzato al sottoscritto per quanto riguardava la gestione della sua comunicazione, ad esempio sui social network.
Tibusche fu presentato a Sarti dall’onorevole pentastellato Angelo Tofalo, nel momento in cui furono hackerate le mail della deputata riminese nell’aprile del 2013. Venne presentato come un hacker informatico che l’avrebbe aiutata a capire chi le avesse rubato le mail.
Nella denuncia, racconta oggi Il Messaggero, Sarti spiega che Bogdan, consulente informatico, si «occupava, con il mio consenso della gestione della contabilità », incluse le restituzioni al fondo del microcredito.
E se ne è accorta solo martedì sera. Così ha bonificato i 23 mila euro mancanti. «Voglio precisare — dice Sarti nella denuncia che Bogdan mi aveva avvisato che non avrebbe fatto i versamenti in maniera puntuale perchè quelle somme di denaro gli servivano urgentemente per curarsi, ma ero convinta che avrebbe fatto i versamenti in un secondo momento».

(da “NextQuotidiano”)

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