Gennaio 15th, 2019 Riccardo Fucile
DOPO I TRE VOLTAFACCIA DI DI MAIO, LA PRESSIONE MEDIATICA DELLE AZIENDE DEL SETTORE CHE PARLANO DI “PERICOLO STRANIERO” PER SOLLETICARE GLI ISTINTI SOVRANISTI DEL GOVERNO
Il Fatto e La Verità oggi pubblicano un curioso appello firmato da Audax Energy, Po Valley, Pengas Italia, Delta Energy, Northsun Italia, Aleanna Italia, Irminio, Appennine Energy e PXOG Marshall, ovvero una serie di aziende che ha ottenuto o è in fila per ottenere dal ministero dello Sviluppo Economico permessi di ricerca di fonti di energia nel territorio italiano.
L’appello parla di produzione di energia nazionale e dice “no” alle moratorie ma per tutto il testo non cita in alcun modo nè le trivellazioni nè l’emendamento presentato dal M5S dopo lo scoppio della polemica sui permessi di ricerca concessi dal ministero dello Sviluppo e da quello dell’ambiente.
L’appello arriva dopo lo spettacolare voltafaccia di Di Maio sulle trivelle e la promessa grillina di bloccare le ricerche tramite emendamento con moratoria, arrivato dopo che il ministero ha fornito i permessi: il fatto che la norma miri a bloccare anche le trivellazioni appena autorizzate dimostra che il ministro poteva farlo per tutto il 2018 ma se ne è “dimenticato” e poi ha inventato la palla del dirigente a rischio indagine in caso di intervento per giustificarsi.
Alle balle di un bugiardo di professione si aggiungono oggi i giochi di parole delle imprese del settore, che se la prendono con il pericolo dello “straniero” per solleticare gli istinti sovranisti dell’esecutivo e auspicano un “dialogo sereno” per “il bene dell’Italia” pur non avendo nemmeno il coraggio di nominare il ministro Di Maio. Bisogna fare loro tanti auguri di buona fortuna: ne hanno davvero bisogno.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 15th, 2019 Riccardo Fucile
A RADIO 24 SCONTRO SULLA VERGOGNOSA PASSERELLA DI SALVINI E BONAFEDE PER IL RITORNO DI CESARE BATTISTI
Uno scontro all’arma bianca sull’accoglienza riservata a Cesare Battisti ha caratterizzato oggi
l’intervento del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a Radio 24, ospite di Maria Latella e Oscar Giannino.
Bonafede ha aperto il suo intervento su Battisti e sull’accoglienza riservata al terrorista, che ha visto sfilare il ministro dell’Interno e quello della Giustizia in uniforme: Oscar Giannino gli fa subito notare che ad accogliere la salma di Antonio Megalizzi non c’era nessuno (o meglio, c’era solo Mattarella insieme a Fraccaro) e il ministro della Giustizia dice che si tratta di “sciacallaggio” nei confronti del governo. A quel punto arriva la risposta di Giannino: “Sciacallo se lo tiene per lei e per i suoi congiunti”.
La scelta di sceneggiare il ritorno in patria di Battisti è stata criticata anche da Marcello Sorgi sulla Stampa:
Voglia di apparire, mancanza di senso della misura, un’idea della comunicazione politica ormai vicina al parossismo, ieri e oggi, trascinano ministri di diversa estrazione nel paradosso. Eppure anche Salvini dovrà rendersi conto che Battisti, benchè ergastolano e responsabile di delitti efferati, adesso è un detenuto come gli altri. Scontati i sei mesi di isolamento, potrà incontrare i familiari, chiedere, tramite gli avvocati, una revisione dei processi che lo riguardano, collaborare, se vorrà , con le forze di polizia.
E soprattutto non potrà essere sottoposto a tortura, dato che il nostro ordinamento non la prevede e in alcuni casi l’ha punita. Pensate come sarebbe stato diverso, se invece di queste quarantott’ore di commedia e tragedia attorno all’arresto di un terrorista di seconda fila, un laconico comunicato, solo quello, avesse annunciato che era già ristretto nella sua cella.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 15th, 2019 Riccardo Fucile
IL CONCORSO E’ INFATTI DI NOVE ANNI FA, NEL FRATTEMPO LA GENTE NON VIVE D’ARIA E HA TROVATO ALTRI LAVORI
Avrebbero dovuto essere in cinquecento secondo la sindaca Virginia Raggi, che se ne è vantata anche qualche giorno fa in risposta al video di Matteo Salvini che però intanto le imputava le condizioni di degrado in cui l’amministrazione Raggi sta lasciando la città , una lettura sposata anche dalla prefetta Basilone.
Ma i 500 vigili che “la prossima settimana entreranno in servizio” non sono 500. Sono 300, o qualcuno in più.
Spiega oggi Il Messaggero:
Annunciate a novembre, le nuove assunzioni saranno formalizzate stamattina. Solo che a presentarsi al comando saranno molti meno vigili di quanto si pensava. Non 500, ma 350, forse 380 a essere ottimisti. Ieri sera, per dire, avevano comunicato la propria adesione alla proposta del Campidoglio, meno di 300 uomini. Il motivo di tante rinunce? Probabilmente perchè il concorso per trovare nuovi caschi bianchi risale a quasi nove anni fa, era il 2010.
E si è arrivati a stilare la graduatoria finale soltanto alla fine del 2016, dopo una girandola di ricorsi e contro-ricorsi a cui ha messo fine il delegato alle Risorse Umane del Comune, Antonio De Santis, appena promosso, non a caso, assessore al Personale e alla Scuola dalla sindaca Raggi. C’è chi, in nove anni di attesa, si è trasferito o magari ha trovato un altro lavoro.
A Palazzo Senatorio ora promettono di far scorrere le vecchie graduatorie, per tappare la falla. Ma ci vorrà tempo, qualche mese, per raggiungere, si spera, “quota 500”.
Per ora si dovrà contare sui 350 che firmeranno oggi. Alla cerimonia ci saranno Raggi, il neo-assessore De Santis e il comandante della Polizia locale, Antonio Di Maggio
(da agenzie)
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Gennaio 15th, 2019 Riccardo Fucile
COME I SOVRANISTI METTONO LE MANI NELLE TASCHE DEI GENOVESI… I VIGILI DEVONO MULTARE QUANDO C’E’ MOTIVO, NON PER FARE CASSA PER LA POLITICA… VIGILI IN SCIOPERO
I compiti per l’anno nuovo sono chiarissimi: fare più multe agli automobilisti.
Gli ordini che fanno discutere sono scritti nero su bianco nel documento che riassume gli “Obiettivi primari anno 2019” e che il comandante della polizia locale, G ianluca Giurato, ha consegnato ai vigili titolari di posizioni di responsabilità , perchè l’intero corpo sia informato degli obiettivi e, quindi, delle aspettative del comando e di Tursi. «È la prima volta che in un documento ufficiale si scrive che dobbiamo fare più multe: ci chiedevano di ridurre o contrastare alcuni comportamenti, ma non di aumentare il numero di sanzioni», commenta Claudio Musicò, segretario del Diccap, il sindacato promotore dello sciopero che sabato scorso ha avuto un’adesione molto alta, «una media del 95%», fra i vigili genovesi.
E’ evidente che le multe sono finalizzate all’esigenza di fare cassa, poco importa che lo scopo dei vigili urbani non sia solo quello di emettere contravvenzioni, ma di assicurare sicurezza ai cittadini e semmai prevenire.
Alla giunta leghista servono quattrini per le passiere mediatiche e fare marchette ai commercianti, quindi i soldi si cercano nelle tasche dei cittadini.
Sovranisti da parcheggio vietato.
(da agenzie)
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