Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
UN GIURISTA AL SERVIZIO DELLA BECERO-POLITICA
Prendete tutti i libri che raccontano l’età d’oro dell’Italia come culla del diritto. Prendete tutti i manuali di storia del diritto che raccontano l’importanza del Belpaese e delle sue scuole di diritto nello sviluppo della giurisprudenza mondiale.
Prendete tutta questa roba, buttatela nel cesso e ammirate la risposta del professore e avvocato Giuseppe Conte, presidente del Consiglio pro-tempore nella culla del diritto sul video di Bonafede rilasciata in un’intervista alla Stampa:
Lei è presidente del Consiglio ma anche giurista: ci sono state molte critiche su quei video dei suoi ministri in cui il prigioniero Battisti viene ostentato come un trofeo. Da avvocato che effetto le ha fatto
«Al signor Battisti è stato riconosciuto il trattamento e sono state riservate tutte le garanzie che spettano a un ogni condannato con sentenza passata in giudicato, come è giusto che sia. Quanto al dibattito in corso, capisco anche le differenti sensibilità , ma come uomo di governo e come giurista mi sento più incline a riconoscere le ragioni e lo stato d’animo di tutte quelle persone che hanno avuto un familiare ucciso, ridotto sulla sedia a rotelle o gambizzato, e che in tutti questi anni al dolore dell’evento hanno dovuto affiancare la frustrazione di vedere il colpevole vivere, impunito, in una ostentata latitanza».
(Una spiegazione a beneficio dei meno svegli: il video-gogna di Bonafede non c’entra nulla con le ragioni che ritiene più giusto riconoscere Conte visto che in nessun modo il diritto alla gogna altrui si sostanzia nel nostro ordinamento; le vittime hanno diritto ad ottenere giustizia e l’hanno ottenuto con le sentenze di condanna nei confronti del criminale e terrorista e con il fatto che adesso sconterà finalmente la sua pena dopo aver coglionato la giustizia italiana per anni; Conte tutte queste cose le sa benissimo ma le sacrifica sull’altare della copertura da dare a chi lo ha infilato a Palazzo Chigi).
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
SEGUE GLI INSEGNAMENTI DI CASALEGGIO CHE INVITAVA A ESPORRE IN UNA GABBIA I DELINQUENTI
Filippo Facci oggi su Libero ci racconta che il video-gogna di Alfonso Bonafede su Battisti
non è frutto di un estemporaneo colpo di genialità di quelli a cui ci hanno abituato i geni della comunicazione assunti dal MoVimento 5 Stelle nei ministeri.
No, per niente: i grillini stanno soltanto mettendo a frutto gli insegnamenti di Gianroberto Casaleggio
Eppure non è la millesima gaffe, quella di Bonafede: c’è un disegno, diciamo così.
Se, tre anni fa, aveste letto l’ultimo libro di Gianroberto Casaleggio prima che salutasse — il titolo è «Vedi vidi web», Adagio editore, prefazione, ehm, di Fedez — avreste scoperto che non solo «l’emissione di Co2 sarà punita con la reclusione fino a 30 anni», ma che i delinquenti saranno «esposti in apposite gabbie sulle circonvallazioni delle città ». E pare chiaro. Scusi, per lo stadio? Prenda la Nord ed esca a Battisti,oppure, se c’è coda, esca più avanti a Pietrostefani.
Bonafede si è difeso così: «L’intento era dare risalto agli agenti di Polizia penitenziaria». Ci hanno creduto tutti. Tranne, forse, l’Unione delle Camere penali, che ieri stava valutando se denunciare il video di Bonafede inteso come «cinica e sguaiata autopromozione propagantistica». Le Camere penali sarebbero gli avvocati.
Bonafede è un avvocato. Gli avvocati quindi vogliono denunciare un avvocato: la pacificazione prosegue.
C’è anche un elenco di reati che il ministro avrebbe commesso: ma probabilmente non voleva, non ha fatto apposta. Nessuno — neanche i suoi più strenui difensori o membri del suo staff — si spinge a credere che sappia quello che fa.
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
OPERAZIONE PAPPAGALLO: SEI PAGINETTE SU COME RISPONDERE AI GIORNALISTI SUI TEMI DI ATTUALITA’
Goffredo De Marchis su Repubblica oggi ci racconta la storia di un kit-manuale approntato dall’Ufficio Comunicazione del MoVimento 5 Stelle per indottrinare i parlamentari.
Si tratta di un documento intitolato “Spunti comunicativi. Settimana 12-18 gennaio 2019”, ovvero un mix di indottrinamento, suggerimenti per post, interviste, apparizioni televisive, spiegazione dei provvedimenti “caldi” e consigli per attaccare l’opposizione che, racconta l’articolo, è stato classicamente ritrovato “abbandonato su un divano” dal giornalista.
Sei pagine fitte di propaganda grillina, studiata nei dettagli.
Bignamino per parlamentari, amministratori locali, candidati, ministri e sottosegretari. Ci sono tutti i temi di attualità : Carige; Tasse; Enti Locali; Referendum propositivo; Trivelle; Tav; Ires terzo settore; Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza; Europee. Per chiudere, l’annosa spina nel fianco del Movimento: Buche-Roma-Esercito.
Anche in una settimana con il Parlamento a mezzo servizio (la Camera ha riaperto ieri, il Senato è ancora inattivo), con l’arresto di Cesare Battisti a monopolizzare la grancassa governativa, si può notare come questo prontuario influenzi le scelte di comunicazione dei grillini. Basta un giro sulle agenzie di stampa e su Facebook.
In molti casi scatta una vera “operazione pappagallo”, con i portavoce a 5 stelle che rilanciano i contenuti del prontuario quasi alla lettera.
Certo, se il giornalista dice che l’ha ritrovato abbandonato su un divano, bisogna credergli.
L’ipotesi alternativa è che gliel’abbia dato qualche parlamentare M5S in vena di “ribellioni” (mascherate, perchè molti eletti grillini hanno questa caratteristica: vogliono un sacco cantargliele ai dittatori, ma a volto coperto perchè tutti tengono famiglia — cristiana), ma è — appunto — soltanto un’ipotesi.
Ciò non toglie che tra frasi suggerite ai grillini e pubbliche dichiarazioni dei grillini ci sia una corrispondenza perfetta
Il 12 gennaio alle 19,47 Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze, posta la sua posizione sulle banche: «Nessun regalo ai banchieri, abbiamo salvato i risparmiatori. E se lo Stato mette del capitale in Carige la banca deve diventare pubblica».
È quello che si legge nel bignamino.
Sempre il 12 la deputata campana Conny Giordano, vicina a Di Maio, usa Facebook per attaccare la Tav: «Piuttosto che investire miliardi di euro per la Torino-Lione, pensiamo prima a collegare il Sud al resto d’Italia! #NoTav Torino-Lione. Sì alle opere utili».
Esattamente ciò che dice l’ufficio comunicazione nel suo prontuario settimanale.
Luca Carabetta, deputato, sempre il 12, detta alle agenzie: «Qualche anno fa Renzi scriveva nero su bianco che la Tav è inutile. Faccia pace col cervello». La candidata alle regionali in Abruzzo Sara Marcozzi esegue: «Matteo Salvini ha cambiato idea e si è dichiarato a favore delle trivelle. Questo è il centrodestra abruzzese».
Giorgio Bertola, candidato governatore in Piemonte, si mette in scia e promette che i soldi risparmiati sulla Tav rimarranno nella regione: «Investiremo in trasporti, scuole e sanità ». Come recita il bignamino.
La parte curiosa della vicenda è che tutte le bufale ripetute in questi giorni dal M5S sulla TAV erano scritte in quel manuale.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
PER IL RIFUGIATO A LONDRA CONDANNATO PER TERRORISMO L’ITALIA NON HA FATTO NULLA PER RIPORTARLO IN ITALIA
L’Italia ha abbandonato la caccia a Vittorio Spadavecchia, ex Nar latitante dal 1982 in Gran
Bretagna. A scriverlo è il Times.
Nonostante gli annunci dell’attuale governo di proseguire con la cattura dei terroristi fuggiti all’estero, dopo l’arresto dell’ex Pac Cesare Battisti, secondo il quotidiano di Londra l’Italia avrebbe rinunciato all’estradizione dell’ex terrorista di destra, vicino in passato anche a Massimo Carminati.
Lo si desume dal fatto che da Roma non sono arrivati nuovi mandati nè presentati ricorsi dopo che un giudice britannico della corte di Westminister nel 2016 si è pronunciato contro l’estradizione di Spadavecchia.
Com’è noto, l’ex Nar è fuggito a Londra nel 1982, ed è stato condannato dalla giustizia italiana nel 1986 in contumacia con 21 capi d’accusa relativi a terrorismo, possesso di armi da fuoco, furto e rapina a mano armata, ricorda il Times. Lui ha sempre negato coinvolgimenti in attività terroristiche.
Due anni fa un giudice inglese si è pronunciato contro la richiesta di estradizione, sostenendo che Spadavecchia non era a conoscenza di alcun processo a suo carico quando ha lasciato l’Italia per raggiungere Londra.
L’ex Nar è stato condannato sulla base delle testimonianze di due co-imputati che non sono stati contro-interrogati, e ai quali sono state offerte riduzioni di pena in cambio delle loro dichiarazioni.
Le autorità italiane hanno fatto tre tentativi, tutti falliti, per ottenere la sua estradizione dalla Gran Bretagna, presentando richieste nel 1999, nel 2012 e nel 2015.
Oggi Spadavecchia vive a Kensington, gestisce un’attività immobiliare di successo ed è stato giocatore e manager di un club dilettantistico di rugby a Ealing, dove era conosciuto come “Ricky”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
AVEVA 14 ANNI, VENIVA DAL MALI: SI ERA CUCITO NELLA GIACCHETTA LA PAGELLA CON IL MASSIMO DEI VOTI COME CURRICULUM PER FARSI ACCETTARE IN EUROPA… NON GLIENE ABBIAMO DATO MODO
Lo scrittore Paul Auster diceva che la verità è nei dettagli e che i dettagli fanno la storia. Lo scrittore Giulio Cavalli che con “Caranaio” ha narrato una mostruosa miscela di cadaveri, potere, egoismo e denaro, spiega che quando i pescatori del Mediterraneo tirano su i corpi dei migranti ciò che resta nelle reti è “lesso”. La carne si sfalda. E’ l’acqua. E’ per colpa dell’acqua e del sale. E’ colpa di tutti quei giorni alla deriva, tra le onde
Cristiana Cattaneo fa il medico legale, ma ha scritto un libro.
Si intitola “Naufraghi senza volto” (Cortina Editore). Come riporta Il Foglio: “In collaborazione con l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le Persone Scomparse, Cattaneo ha creato il primo protocollo al mondo per identificare le vittime di uno stillicidio che, dal 2001 a oggi, ha visto scomparire in mare oltre trentamila persone, cospargendo l’Italia di lapidi senza nome”.
Tra le mille, disperanti vicende riportate nelle pagine del suo libro tra pietas e disperazione ce n’è una che è il dettaglio di cui parla Paul Auster.
Il cadavere del naufrago ha età apparente 14 anni, provenienza Mali. Indossa una giacchetta. All’interno della tasca una pagella cucita con cura. Ha ottimi voti. Questo ragazzino di cui non sappiamo, non sapremo il nome, aveva sperato in un lasciapassare per un mondo più libero e più giusto, un mondo più accogliente, con la sua pagella da “perla rara”.
L’illustratore Makkox gli ha dedicato una struggente vignetta. Dolorosa. Di sale, come le lacrime. C’è sempre un prima e un dopo nelle storie dei migranti, così simili a quelle dei terremotati, di chi a un certo punto si trova costretto a lasciare, a fuggire, ad andare via di corsa dalla sua casa e porta con sè, un particolare che fa la storia.
Una foto, una ciocca di capelli, un documento, uno scritto, un biberon, una maglietta. Sono le ferite loro e le cicatrici nostre. Sono storie negate che galleggiano. Una pagella per dire al mondo: prendetemi con voi, studio e sono bravo.
Non è arrivato in tempo per dircelo. Chissà che ingegnere abbiamo perso, che meccanico, che fisico, che matematico o che poeta.
Com’è profondo il mare.
Come sono buie, buie come un pozzo, le coscienze di chi non alza un dito davanti a questa strage.
(da Globalist)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
QUELLO E’ IL COSTO DELL’INTERA OPERA, IN REALTA’ LA SPESA PER L’ITALIA E’ DI 4,6 MILIARDI (IL 40% E’ CARICO UE)
La TAV costa venti miliardi per risparmiare 20 minuti tra Torino e Lione? 
Ieri il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha attaccato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per la frase detta a Otto e Mezzo; lui gli ha risposto ribadendo il concetto, già sollevato in dichiarazioni pubbliche da Danilo Toninelli e Luigi Di Maio.
E quando tre grillini ripetono a pappagallo la stessa cosa viene sempre, segnala oggi Marco Imarisio sul Corriere, la sensazione che ormai tutto, anche la realtà , possa essere piegato a piacimento per le proprie esigenze di sopravvivenza politica. Tuttavia, mentre è una sciocchezza che si guadagnino solo 20 minuti tra Torino e Lione, la cifra di 20 miliardi di euro non è una bufala a patto di considerare il costo totale, per italiani, francesi e UE, dell’opera:
Dunque, i numeri, per quel poco che ancora valgono. Quelli della Tav sono scritti nell’accordo internazionale approvato nel 2016 dai 4 rami dei 2 rispettivi Parlamenti, Camera e Senato di Francia e Italia.
Il nostro Paese spenderà sull’intera opera 4,6 miliardi di euro, 2,9 dei quali per la sezione transfrontaliera, il buco nella montagna insomma, e altri 1,7 miliardi per la tratta nazionale, ovvero da Avigliana al nodo ferroviario di Torino.
Se la quota di finanziamento dell’Unione europea dovesse salire al 50 per cento, oggi è al 40%, come annunciato lo scorso dicembre, il costo totale per noi scenderà a 4,2 miliardi.
Ma ce li abbiamo questi soldi? In parte sì. La quota italiana del tunnel è quasi completamente coperta con lo stanziamento deciso dalla Finanziaria del 2012.
Ecco quindi la spiegazione della frase “La TAV costa 20 miliardi”: sì, a patto che ci si accorga di aver messo in conto tutti i costi per tutti e non i costi per gli italiani.
Basta questo per capire che il conto di 20 miliardi è utilizzato a fini di propaganda politica e in modo da circuire chi non conosce i dettagli. Tipico del M5S. Ah, è una balla anche che si potrebbero usare quei soldi per fare altre cose:
Potremmo spenderli per aggiustare strade e scuole, come sostiene Di Maio? No.
In caso di sospensione dei lavori, i 2,5 miliardi già disponibili non possono essere dirottati su altri progetti, in quanto necessari per pagare la messa in sicurezza dei 25,5 chilometri di gallerie già realizzate, il ripristino delle aree di cantiere e la gestione dei contenziosi.
Ai 20 miliardi di Toninelli ci si avvicina sommando gli oneri francesi, quindi aggiungendo agli 1,7 miliardi della nostra tratta interna e agli 8,6 di costo totale della sezione transfrontaliera, che entrambi i Paesi si sono impegnati a non modificare, pure i 7,7 miliardi che il governo di Parigi metterà di tasca propria per ammodernare la ferrovia verso Lione.
(da “NextQuotidiano”)
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