Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
LA PACCHIA RAZZISTA E’ FINITA: ORA SE L’ATTRACCO NON VIENE GARANTITO FINISCONO TUTTI DENUNCIATI PER VIOLAZIONE DELLE NORME DEL DIRITTO MARITTIMO E PER OMISSIONE DI SOCCORSO… ALTRO CHE LE STRONZATE CHE DOVEVANO CONSEGNARE I PROFUGHI AI CRIMINALI LIBICI
La nave Sea Watch 3 con a bordo 47 migranti soccorsi il 19 gennaio è entrata nelle acque
territoriali italiane e torna a divampare la polemica.
L’imbarcazione della ong tedesca è ancorata ad un miglio a largo delle coste di Siracusa, a 1 miglio (2 km) a nord di punta Maglisi.
L’ingresso, secondo quanto si apprende dalla Guardia Costiera italiana, è stato consentito a causa delle cattive condizioni meteo per garantire la sicurezza delle 47 persone che si trovano a bordo, ormai da 7 giorni, e della stessa imbarcazione, che ora è affiancata da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.
Come ricostruito, “nella mattinata dello scorso 19 gennaio — si legge in un comunicato del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto — la nave ‘Sea Watch 3’ ha soccorso, in area Sar di responsabilità libica, 47 migranti su una unità in difficoltà . Terminate le operazioni di soccorso, l’unità , a causa delle condizioni meteorologiche in peggioramento, inizialmente procedeva nella navigazione verso Lampedusa e successivamente verso la Sicilia orientale per trovare riparo”.
“A #SeaWatch, per riparare dalle condizioni meteo in ulteriore peggioramento, è stato assegnato un posto di fonda a 1,4 miglia dal porto di Augusta, Marina di Melilli- Siracusa — scrive la ong in un tweet — Un ‘posto di fonda’ assegnato invece di un Pos”, place of safety, cioè un porto di sbarco sicuro”.
“Per quanto riguarda la Sea Watch devo vedere ancora il dossier: certamente l’Italia non ha mai coordinato i soccorsi, li hanno fatti loro. Avrebbero dovuto attendere la guardia costiera libica, perchè il tutto è avvenuto nel mare libico”, aggiunge Toninelli.
Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, si dice pronto ad accogliere i migranti: “L’amministrazione comunale di Siracusa è pronta ad accogliere i 47 migranti che si trovano in mare aperto, a bordo della Sea Watch 3, avvalendosi della collaborazione della Curia e di tante associazione che sono state contattate e hanno dato la loro disponibilità “.
Il sindaco ha già scritto al ministro della Marina mercantile e, per conoscenza, al prefetto e al comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, chiedendo di consentire l’attracco della nave.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
IL SABATO AMBULATORIO APERTO A TUTTI: “LA MEDICINA NON HA FRONTIERE, CURIAMO TUTTI”
Come racconta Bianca De Fazio su Repubblica.napoli il professore Mario Delfino, direttore della Dermatologia del Policlinico dell’ateneo Federico II, spiega l’iniziativa che sabato mattina aprirà le porte dell’ambulatorio di Dermatologia a chiunque provenga da un Paese non europeo: “Non è un ghetto. E non c’è canale preferenziale. È solo il nostro tentativo di superare le barriere culturali che spesso, troppo spesso, tengono lontani i migranti dalle cure di cui avrebbero bisogno”.
“Chiunque tema di aver contratto una malattia della pelle o della sfera sessuale potrà venire da noi ed ottenere una prestazione sanitaria assolutamente gratuita. Senza passare per i medici curanti, i medici di base, e le loro impegnative, senza registrazioni ufficiali o prenotazioni, senza i documenti da ” Straniero temporaneamente presente”.
“Noi vogliamo rispondere al bisogno reale, e immediato, di chi ha un problema sanitario” aggiunge Delfino
Una sorta di giornata di accoglienza senza frontiere. L’appuntamento è sabato dalle 9.30 alle 12.30 al secondo piano dell’edificio 10 del Policlinico.
Ma più che di ambulatorio per i migranti i medici parlano di ambulatorio di Dermatologia e Venereologia Etnica, ” un presidio di prima accoglienza altamente specialistico che supera le barriere culturali, linguistiche e cliniche e assicura visite ai migranti, con o senza permesso di soggiorno ” .
“Abbiamo attivato – spiega Delfino – un percorso facilitato studiato per superare le barriere che spesso impediscono a chi viene dai paesi extracomunitari di accedere alle terapie necessarie ” .
L’ambulatorio etnico è attivo da pochi mesi, ma sino ad oggi la struttura era poco conosciuta. A fronte delle 34 mila prestazioni fatte in ambulatorio nel corso dello scorso anno, solo 300 sono quelle “etniche”.
Poco, rispetto alle effettive necessità dei tanti migranti che vivono sul nostro territorio. E che si scontrano con barriere spesso legate alle loro culture.
“I migranti hanno, in tanti casi, un approccio alle malattie diverso dal nostro. Hanno, tanto per fare un esempio, uno spiccato pudore che gli impedisce di scoprirsi. Un pudore legato a motivi culturali, psicologici, religiosi. Dunque il nostro approccio, quello dell’ambulatorio etnico, è ” dedicato” ” . Frutto di una esperienza di lavoro con gli immigrati, di un’attenzione particolare alle loro istanze.
Anche i medici sono specialisti che hanno nel loro curriculum assistenziale una esperienza dedicata agli extracomunitari. C’è Patrizia Forgione, ad esempio, responsabile dell’Asl Napoli 1 del laboratorio Migranti dell’Ascalesi. C’è Nicola di Caprio, con una lunga esperienza nel casertano, dove le comunità migranti sono numerose.
“A me non piace neanche parlare di migranti – afferma Delfino – preferisco usare il termine scelto dall’Organizzazione mondiale della sanità : popolazioni umane mobili”. Che poi curarle significa, anche, evitare la possibile diffusione di qualsiasi tipo di contagio. “Le malattie, molte malattie della pelle e soprattutto le malattie veneree, si contagiano. Sarebbe oltremodo stupido, oltre che contrario alla deontologia professionale, non assistere chi vive qui. Curare gli immigrati è interesse di tutta la collettività . Il nostro è un dovere di tutela di “tutta” la popolazione. Non può essere un discrimine se quell’uomo o quella donna è qui in Italia legittimamente o meno. Il malato è malato, va assistito comunque”.
Che in tempi di respingimenti degli immigrati e chiusura delle frontiere suona come un monito. ” Fa parte dell’etica, vorrei dire “ancestrale” che ispira noi medici. Il giuramento di Ippocrate dice che il medico deve rispettare il paziente, chiunque esso sia. Ippocrate diceva che entrando in una casa il medico deve rispettare l’uomo ( l’unico che aveva piena cittadinanza), la donna, lo schiavo. Sì, anche lo schiavo. La medicina nasce senza frontiere. Ed oggi non possiamo dimenticarcene. Non possiamo, nell’assistenza sanitaria, rinunciare ad un criterio universalistico”. Fondamentale la collaborazione degli enti coinvolti nella gestione delle politiche migratorie ” ed è grazie alle associazioni di volontariato che si occupano di questi temi che spesso possiamo avvalerci anche dell’aiuto dei mediatori culturali, fondamentali specie per superare gli ostacoli linguistici”.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
IL CONSIGLIO DI STATO HA RESPINTO IL RICORSO DEL VIMINALE CHE VOLEVA VIETARE LA PRESENZA DEI RIFUGIATI NELLA PARROCCHIA DI VICOFARO
Una bellissima notizia: “Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del ministero dell’Interno
contro la nostra accoglienza a Vicofaro! Resistiamo”.
Lo annuncia, con un post su Facebook, don Massimo Biancalani, che nella parrocchia pistoiese di Vicofaro accoglie migranti e senza fissa dimora.
Il ministero dell’Interno aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato dopo che il Tribunale amministrativo regionale della Toscana, il 15 novembre scorso, aveva accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza dell’11 settembre con cui il Comune di Pistoia vietava l’accoglienza dei migranti nella parrocchia di Vicofaro
I giudici del Consiglio di Stato hanno ritenuto “opportuno lasciare la situazione inalterata sino alla decisione” del Tar della Toscana “nel bilanciamento dei contrapposti interessi”.
Il Tar, nell’accogliere la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocato Umberto Buiani, legale della parrocchia di Vicofaro, aveva parlato di “fondatezza del ricorso” e di “genericità e mancanza di proporzionalità della misura adottata” nell’ordinanza comunale che imponeva “di cessare l’attività di accoglienza di persone comunitarie ed extracomunitarie” a Vicofaro.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
L’AZIENDA FARMACEUTICA SI DISSOCIA: “NON SONO I NOSTRI VALORI”
A tirare la corda questa prima o poi si spezza: lo impara Libero in queste ore, dato che l’azienda Menarini, sponsor del quotidiano, ha deciso di non poter tollerare oltre le provocazioni di Feltri e del giornalista Filippo Facci, autore del titolo su Pil e gay che ha indignato l’Italia intera
E quindi ha deciso di colpire Libero dove fa più male: nel portafogli. L’azienda si è infatti dissociata dal giornale, dietro sollecitazione dell’eurodeputato Daniele Viotti, che ha scritto ai dirigenti per spingerli a riconsiderare la sponsorizzazione.
“Anche noi di Menarini ci sentiamo profondamente offesi da quelle parole perchè si discostano totalmente dai valori che ci contraddistinguono come azienda” è la risposta di un portavoce all’email di Viotti.
“Il nostro Gruppo, presente in 136 paesi nel mondo con 17.000 dipendenti, ha sempre tutelato la libertà individuale. Pertanto rifiutiamo categoricamente ogni tipo di discriminazione fondata su etnia, religione, orientamento sessuale, opinione o condizione personale e sociale. Per questi motivi, agiremo di conseguenza” conclude il portavoce.
E’ plausibile quindi che alla presa di distanza possa conseguire, nei prossimi giorni, un ritiro della pubblicita’ dalle pagine del giornale.
(da agenzie)
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