Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
RIGUARDERA’ 2,7 MILIONI DI PENSIONATI: DA APRILE LA SOMMA DECURTATA, A GIUGNO LA TRATTENUTA DEI PRIMI TRE MESI … RIGUARDA CHI PERCEPISCE PIU’ DI 1539 EURO LORDI AL MESE
Nei primi tre mesi dell’anno non sono ancora stati applicati i tagli alle pensioni sopra 1.539
euro lordi al mese previsti dalla legge di Stabilità .
Ovvero quella norma pubblicizzata come taglio alle pensioni d’oro che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 2,3 miliardi di euro in tre anni.
L’Inps, però, non ha avuto tempo di ricalcolare tutti gli importi, così finora ha pagato le pensioni come se non fosse mai stata approvata la legge di Bilancio.
Quindi 2,7 milioni di ex lavoratori italiani hanno ricevuto cifre più alte del dovuto e ora devono restituirle. Si è, però, deciso di dilatare i tempi per evitare ripercussioni sul voto di maggio.
Ad aprile le pensioni inizieranno a subire la riduzione prevista dalla legge; l’addebito delle cifre di troppo versate da gennaio a marzo, molto basse per buona parte dei coinvolti, sarà sul cedolino di giugno.
Sottolinea invece La Stampa che per le pensioni poco sopra i duemila euro al mese il taglio varrà circa 170 euro l’anno (di qui in poi).
Una misura fastidiosa, abbastanza da convincere il governo a chiedere di rinviarla a dopo le elezioni europee. Che l’ipotesi sia sul tavolo lo confermano fonti interne all’Inps e un’interrogazione urgente presentata dai parlamentari Pd Tommaso Nannicini e Chiara Gribaudo. «Più si ritarda, più alto sarà il conguaglio», dicono i due.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
ODIO, TERRORE E PAURA GENERANO MOSTRI, MA I CATTIVI MAESTRI E’ ORA CHE PAGHINO
Vi ricordate quando qualcuno propose di pagare le spese processuali a Luca Traini dopo la sua strage razzista a Macerata perchè, come disse ad esempio Salvini “la colpa è di chi ci riempie di clandestini” e non piuttosto di un lurido razzista omicida che impugna un’arma e spara a caso?
Ecco, forse la strage in Nuova Zelanda si potrebbe cominciare a leggere partendo da qui, proprio da casa nostra, visto che il gesto di Traini alla fine è arrivato fin lì, sventolato come eroico santino da preservare nel paradiso dei terroristi.
E dirselo, ma dirselo forte, che questo non è nient’altro che terrorismo. Sì. Terrorismo.
Avere il coraggio di scrivere che questo terrorismo è identico a quell’altro, con la stessa organizzazione trasversale, con gli stessi impudichi eroi che rimbalzano di continente in continente piuttosto che subire la gogna che meritano, lo stesso terrorismo di chi per fede si sente superiore (oppure minacciato, la motivazione è parimenti patetica e sfacciata e risibile, non prendiamoci in giro) e che se la prende con degli innocenti solo per gridare al mondo la propria rabbia.
E non serve niente che a scoppio ritardato Luca Traini corra a far dire al suo avvocato che “condanna la strage in Nuova Zelanda” perchè quando il veleno è in circolo (e sono anni che si pesta su questo veleno perchè acceleri e riesca a spostare voti) poi alla fine è lunga e difficile tornare indietro.
Questo è terrorismo perchè c’è dentro tutto l’esibizionismo di chi vuole essere guardato dal mondo per meritarsi l’attenzione di tutti e soprattutto del proprio gruppo di appartenenza.
Sono terroristi come gli altri perchè alla fine vedono nemici solo in base al credo religioso o al colore della pelle, senza nessuna distinzione di persone, di donne o bambini. Il problema del terrorismo mondiale è proprio questo: al primo terrorismo islamico qualcuno ha voluto rispondere con l’odio, la paura e il terrore. E il terrore genera terrorismo, facile facile.
E quando finalmente ci renderemo conto che non esiste un terrorismo più giustificato di un altro allora ci renderemo conto, noi che vediamo fiancheggiatori dell’Isis sul tram, in piazza e un po’ ovunque che i fiancheggiatori di quest’altro terrorismo sovranista invece sono molto chiari, definibili.
Basta avere voglia di ascoltare bene le loro parole e avere il coraggio di decontestualizzarle dalla propaganda.
(da TPI)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
IL MANIFESTO RAZZISTA DI BRENTON TARRANT RICALCA TUTTE LE TIPECHE CAZZATE DEI SOVRANISTI NOSTRANI CHE VEICOLANO GLI STESSI CONCETTI SOVVERSIVI
Più passano le ore più diventa evidente che l’attacco terroristico alle due moschee di Christchurch
in Nuova Zelanda era stato pianificato con cura e non è il frutto dell’azione di un folle.
Quando siamo di fronte ad atti di terrorismo perpetrati da occidentali si usa parlare di folle, lone gunman o lupo solitario, tutti i nomi “speciali” che diamo al fenomeno del terrorismo bianco per occultarlo e nasconderlo.
Che si tratti di Anders Breivik o di Luca Traini c’è sempre troppo pudore nell’affrontare le stragi a sfondo razziale.
Anche di Brenton Tarrant (e dei suoi eventuali complici) si dirà che sono dei folli, dei pazzi. Ma inutile nascondercelo: Tarrant a Christchurch ha agito in nome di un’ideologia ben precisa.
Lo si legge ovunque sulle armi usate negli attacchi, decorate con un pennarello bianco con frasi che fanno esplicitamente riferimento ad una sottocultura precisa: quella neonazista che cresce e si alimenta non solo su message board e forum ma anche nella realtà quotidiana.
Sarebbe facile dire che Tarrant è un caso isolato, prodotto dei più reconditi ed estremi recessi del Web, quasi a dire che in fondo “non è uno di noi” o non è uno del quale possiamo avere qualche responsabilità . Innanzitutto l’attacco è stato ben pianificato. Lo scrive lo stesso attentatore nel suo “manifesto” dove spiega che la pianificazione è iniziata due anni fa e che l’identificazione dei bersagli (le due moschee) è stata fatta tre mesi fa.
Eppure basta sfogliare il delirante “manifesto” dal titolo “The Great Replacement” (dove il terrorista ci risparmia la lettura di centinaia di pagine e riesce ad essere più conciso rispetto a Breivik) per cogliere i bagliori di una propaganda che si può definire in vari modi.
Neonazista sicuramente (sul frontespizio campeggia il Sonnenrad tanto caro alle SS), ma anche sovranista.
Il titolo parla della sostituzione etnica, un tema che non è relegato ormai alle chat e ai forum dei neonazi ma che è sdoganato dalla propaganda politica. Ne hanno parlato in molti in Italia, da Salvini a Giorgia Meloni, tirando fuori il piano Kalergi.
Subito nell’introduzione viene spiegato il concetto chiave: il tasso di natalità . Leggete quelle poche righe dove Tarrant scrive, o meglio rimastica perchè non c’è nulla di originale, i leit motiv della destra occidentale “sotto assedio” e a rischio estinzione.
Chi sono i colpevoli di questo “genocidio dei bianchi“? La nostra società , nichilista, individualista ed edonista e ovviamente l’immigrazione di massa di persone di fede musulmana.
Lui si presenta come un seguace di Breivik ispirato dalle gesta di «coloro che hanno preso una posizione contro il genocidio etnico e culturale. Luca Traini, Anders Breivik, Dylan Roof [l’attentatore di Charleston], Anton Lundin Pettersson [il killer di Trollhattan], Darren Osbourne [l’attentatore di Finsbury Park] etc».
L’attentatore lascia intendere di essere stato in contatto solo con Breivik quando scrive di aver ricevuto una benedizione dal Knight Justiciar Breivik «dopo aver contattato alcuni suoi fratelli cavalieri». Curiosamente non menziona il fatto che Breivik abbia ucciso principalmente bianchi, giovani ragazzi e ragazze. Uno strano cortocircuito neonazista
Un tema, quello del genocidio culturale causato dalla società del precipitato anonimo della cultura di massa planetaria che torna spesso nei discorsi di chi si oppone al programma che la mondializzazione mercatistica sta realizzando sans frontieres su scala cosmopolitica. Anche Tarrant la pensa così quando scrive che «per poter perseguire l’obiettivo di un futuro europeo etnocentrico bisogna scoraggiare ad ogni costo il libero mercato e il commercio di merci».
Ma il capitalismo non è l’unico nemico dei bianchi. Per Tarrant i colpevoli sono anche le ONG «che traghettano gli invasori sulle coste europee». Una evidente rimasticatura delle accuse sui “taxi del mare” riletta dall’Australia.
Tra gli obiettivi di quello che chiama “attacco” ci sono la volontà di vendicare i morti degli attentati dei terroristi di religione islamica dell’ISIS in Europa, quello di creare una frattura tra i paesi NATO a religione cristiana e quelli a religione musulmana.
Infine c’è anche una lotta a difesa — lui che non è nè europeo nè statunitense — del Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, quello sul diritto dei singoli cittadini ad armarsi.
Diversi sono gli eventi “scatenati” che lo hanno convinto ad agire.
Oltre agli attentati dei terroristi dell’ISIS, all’invasione e al calo demografico ci sono anche l’elezione di Emmanuel Macron definito un «globalist, capitalist, egalitarian, an ex-investment banker». Ma Macron non è l’unico leader ad essere nominato: Tarrant invita ad uccidere il Presidente turco Erdogan, la Cancelliera tedesca Merkel («la madre di tutto ciò che è anti-bianco e anti-tedesco») e il sindaco di Londra Sadiq Khan, «un chiaro segno della sostituzione etnica dei britannici».
Il documento, di 78 pagine, è impressionante per la sua totale mancanza di originalità . Tutto sembra già letto, già visto, già sentito. E lo è.
C’è ad esempio un richiamo al tema del “taxation is theft“, tanto caro agli anarco-capitalisti. Declinato ovviamente in salsa suprematista bianca: non vanno pagate le tasse se il tuo paese mette in atto politiche “anti bianchi”.
Ma quali sono queste politiche? C’è un breve paragrafo dedicato allo sfruttamento del lavoro ma soprattutto il problema è l’immigrazione e il fallimento del “mito del Melting-Pot”.
E non può mancare il capitoletto sullo Ius Soli. Se tutti possono tedeschi, inglesi o francesi allora non ha più significato essere europei. «L’idea che tutto quello che serve ad un cinese per diventare tedesco è di nascere sul suolo tedesco è senza senso quanto quella di un tedesco nato su Marte che diventa marziano». Queste le parole di Tarrant, ma potrebbero essere quelle di uno qualsiasi dei patridioti che commentano quotidianamente le notizie sui social network dicendo cose come “se un topo nasce in una stalla non diventa un bue“
Il manifesto si apre con con la poesia di Dylan Thomas Do not go gentle into that good night, curiosamente Thomas era un pacifista ed anti-fascista (a proposito di appropriazione culturale).
Durante l’attacco invece il 28 australiano mentre registra il suo video livestreaming ascolta una playlist particolare. La prima canzone che si sente in macchina è Remove Kebab (scritta che compare anche sulla canna di una delle armi usate). Dove Kebab è un termine spregiativo per definire le popolazioni turche o più in generale di religione musulmana. Il termine è diventato un meme — legato al sovranismo serbo — dopo la comparsa su Internet di un video dove tre soldati serbo-bosniaci cantano una canzone di propaganda dal titolo “Serbia Strong”, un tributo al criminale di guerra Radovan Karadžic.
Nel video si sente un’altra canzone che suona nell’autoradio quando Tarrant ritorna dalla sparatoria nella moschea è un remix “epico” dell’inno dei Fallschirmjà¤ger , i paracadutisti della Luftwaffe durante il Terzo Reich.
Anche questa canzone — che alle volte viene riportata erroneamente come “inno delle Waffen SS” — è diventata un meme noto anche come Drum Kameraden, hà¶rt die Parole (dal primo verso della seconda strofa).
Oltre al manifesto Tarrant ha fatto di tutto per poter essere identificato e affinchè il suo messaggio venisse diffuso il più possibile. Non solo tramite lo streaming dell’attacco o riempiendo di messaggi i caricatori delle armi automatiche che mano a mano lasciava a terra nelle moschee.
Sulla board /pol/ di 8ch— una imageboard simile a 4chan — è comparso ieri un messaggio in cui annunciava l’attacco contro gli invasori.«Well lads, it’s time to stop shitposting and time to make a real life effort post. I will carry out and attack against the invaders, and will even live stream the attack via facebook. The facebook link is below, by the time you read this I should be going live. https:// www .face book . com/brenton.tarrant.9»
Nel testo del post Tarrant forniva il link al suo profilo Facebook (ora rimosso) e ai vari archivi dove aveva caricato il pdf con i suoi scritti invitando i lettori a diffonderli il più possibile.
Lo stesso aveva fatto su un account Twitter aperto pochi giorni fa. Chissà se ora qualcuno pretenderà le scuse da parte di tutti i politici che in questi mesi hanno veicolati gli stessi concetti, così come dopo ogni attacco dell’ISIS si chiede a tutti i musulmani di dissociarsi e chiedere perdono.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
SI E’ AVVENTATO SU DI LUI DISARMANDOLO, POI L’HA INSEGUITO E HA CERCATO DI SPARARGLI UTILIZZANDO LA SUA STESSA ARMA… PURTROPPO NON C’E’ RIUSCITO
Anche la strage di Christchurch ha il suo eroe. Non si conosce il suo nome ma è il ragazzo che di solito si prende cura della moschea di Linwood, una delle due attaccate oggi dal 28enne australiano Brenton Tarrant: il giovane a mani nude è riuscito a disarmare l’attentatore, lo ha anche inseguito e ha cercato di sparargli con la sua stessa arma, non riuscendo però a trovare il grilletto e dandogli così il tempo di scappare, aiutato dai complici che lo attendevano in auto fuori dalla moschea.
A raccontare le gesta di questo giovane al New Zealand Herald è Syed Mazharuddin, uno dei sopravvissuti: “Ho assistito all’attacco, ho sentito colpi di arma da fuoco e ho pensato che chi sparava era molto vicino. Le persone nella moschea – prosegue il racconto del testimone – si sono spaventate e urlavano ed io ho cercato di mettermi al riparo. Quando ci sono riuscito un uomo è passato attraverso la porta d’ingresso principale della moschea, è una piccola moschea, c’erano circa 60-70 persone. Proprio dietro la porta d’ingresso c’erano gli anziani seduti a pregare. L’uomo, che indossava un giubbotto antiproiettile, ha cominciato a sparare alla cieca colpendo chi era davanti alla sua traiettoria”.
È a questo punto, racconta il superstite alla strage, che il ragazzo che di solito si prende cura della Moschea ha cercato di affrontare il killer: “Si è avventato sull’uomo disarmandolo. Ha cercato di inseguirlo e anche di sparargli, ma non è riuscito a trovare il grilletto. Gli è corso dietro ma delle persone lo aspettavano in macchina fuori dalla moschea ed è fuggito”.
Nella moschea di Linwood sono state uccise sette persone, 41 in quella di Deans Avenue, attaccata per prima, mentre una persona è morta in ospedale per le ferite riportate.
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
LA CANTANTE CHE HA SCOPERTO IL SOVRANISMO IN TARDA ETA’ ACCUSA LA RAGAZZINA SVEDESE DI ESSERE “UN PERSONAGGIO DA FILM HORROR”… POI SI SCUSA E FA UNA SECONDA GAFFE
Greta Thunberg è una ragazza di 16 anni, un attivista che ha ispirato lo sciopero per il clima del 15
marzo e — come si legge nella sua bio su Twitter — ha la Sindrome di Asperger, ovvero un disturbo (non una malattia) dello spettro autistico. Greta è diventata famosa perchè ha deciso di combattere quello che considera il più grande problema della nostra epoca: il cambiamento climatico indotto dall’uomo.
Da settembre del 2018 Greta ha deciso di organizzare uno sciopero settimanale davanti al Parlamento svedese per chiedere il rispetto degli accordi di Parigi sul clima.
Oggi, come ogni venerdì, Greta sciopererà e lo faranno anche gli studenti di ogni parte del Mondo che aderiranno al #ClimateStrike.
Proprio per il fatto di essere stata la fonte di ispirazione di molte persone che anche grazie a lei hanno scoperto — o riscoperto — l’attivismo politico alcuni parlamentari svedesi hanno chiesto che Greta Thunberg venisse candidata al Premio Nobel per la Pace del 2019.
Al di là dei premi, dei riconoscimenti e dei discorsi davanti ai leader mondiali quello che dovremmo imparare da Greta non è la strada verso una sorta di santità . E del resto lei non chiede di essere una santa dell’ambientalismo.
Dovremmo semmai imparare a rispettare chi si emoziona e lotta per una causa e non per i suoi interessi personali. Ma come sempre quando la “massa” dice che una persona è “buona” c’è chi non riesce a sottrarsi dall’andare “controcorrente”.
Lo ha fatto la cantante Rita Pavone, idolo delle folle sovraniste che ha nuovamente imbracciato Twitter per parlare di cose di cui evidentemente non ha contezza.
Ieri la Pavone ha scritto — riferendosi a Greta: «Quella ” bimba” con le treccine che lotta per il cambio climatico [Sic NdR], non so perchè ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror..».
C’è una critica al modo in cui Greta ha deciso di combattere la sua battaglia? No, c’è del bullismo gratuito, del body shaming nei confronti di una ragazzina che secondo la Pavone ha uno sguardo diabolico.
La Pavone ritiene inquietante lo sguardo di Greta, e non sa che quello sguardo “strano” è dovuto probabilmente proprio al fatto che è un Asperger.
Secondo i cosiddetti “normali” molti asperger hanno uno sguardo “diverso”, uno sguardo non neurotipico, come lo ha definito un attivista dei diritti degli Asperger su Facebook spiegando che a volte lo sguardo delle persone con Asperger o con disturbi dello spettro autistico risulta “privo di espressività ” perchè non soddisfa gli standard cui siamo abituati.
Dopo qualche ora di insulti sulla sua bacheca la Pavone ha chiesto scusa (a modo suo) spiegando che non sapeva che Greta Thunberg è una aspie: «Ne sono venuta a conoscenza solo ora. NESSUNO HA MAI PARLATO della sua malattia nè sui giornali nè in TV. Ho chiesto scusa . Lei è mai incappata in un errore nel corso della sua vita?».
In una serie di tweet la Pavone chiede “venia” per questo suo errorino. Ma facendolo ne commette un altro, forse ancora peggiore.
Innanzitutto la Pavone dà la colpa ai giornali (e a chi sennò) che non avevano parlato del fatto che Greta fosse una Asperger.
Se non ne hanno parlato probabilmente è perchè non era rilevante. Perchè quello che era importante era il messaggio sul cambiamento climatico. Per quanto ne poteva sapere la Pavone Greta poteva essere cieca, senza una gamba oppure affetta da una grave malattia senza scampo, ma non sarebbe stato quello il punto.
Non possiamo riempirci la bocca di dover includere i cosiddetti “diversi” (in cosa sarebbe da chiedere) se poi continuiamo a puntualizzare — magari per compatirli — le loro differenze.
Il vero errore della Pavone però è un altro: considerare l’Asperger una malattia. Come ha spiegato il giornalista Gianluca Nicoletti (che tra le altre cose è padre di un ragazzo autistico) l’Asperger non è una malattia e le persone con Asperger non sono dei malati.
La toppa è peggiore del buco perchè ora la Pavone compatisce la povera ragazzina svedese vittima dei suoi insulti perchè “malata”. Quando in realtà Greta è semplicemente neurodiversa.
In poche parole Greta non è più malata di una persona miope che deve portare gli occhiali da vista o le lenti correttive. Oppure di una persona con la Sindrome di Down.
Nessuno miope ha lo sguardo da horror perchè i suoi occhi sono “strani”. Nessuno dovrebbe dire che una persona Down è “malata”.
Rita Pavone è riuscita a fare sostanzialmente la stessa cosa con un paio di tweet. Ora che per la Pavone la ragazzina è “malata” è il momento delle scuse; quasi che il bullismo nei confronti di una ragazzina “sana” fosse quindi giustificato e giustificabile.
Evidentemente per Rita Pavone è così.
(da NextQuotidiano”)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
RICCARDO SAVONA E’ STATO ELETTO NELLA LISTA “MUSUMECI-FORZA ITALIA”, SOTTRATTI 800.000 EURO… EVVIVA LA SEDICENTE DESTRA DELLA LEGALITA’
I Finanzieri Gruppo di Palermo hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Palermo nei confronti di 7 persone, tra cui il deputato regionale Riccardo Savona, presidente della commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana, per aver «sottratto al bilancio regionale e comunitario» 800 mila euro.
Secondo la Guardia di Finanza «le indagini hanno scoperto che varie associazioni riconducibili al politico hanno ricevuto numerosi finanziamenti per piani di formazione professionale negli ultimi 15 anni».
L’elaborazione della documentazione acquisita nei vari assessorati regionali – dicono gli investigatori – oltre ai riscontri sul territorio e all’audizione di oltre 50 persone a vario titolo coinvolte nella realizzazione di progetti, ha messo in luce l’esistenza di un’articolata associazione che, dal 2012 ad oggi, ha frodato il bilancio regionale e comunitario attraverso l’utilizzo di documenti falsi, furti di identità ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, avente come unica finalità quella di bypassare i controlli degli enti pubblici per l’ottenimento del contributo economico.
Gli accusati devono rispondere del reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le Fiamme Gialle hanno perquisito le abitazioni degli indagati, compresa la segreteria politica di Savona, per reperire documentazione relativa ad ulteriori finanziamenti ottenuti.
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
“VOGLIO VERSARE COME SEMPRE I SOLDI AL FONDO DELLE PICCOLE IMPRESE, NON IN UN CONTO PRIVATO”… “LA DISPOSIZIONE DI CASALEGGIO E’ VERGOGNOSA”
Il Messaggero racconta oggi di un contrasto nato tra il vertice del MoVimento 5 Stelle e gli eletti
sulle ormai famose restituzioni:
«Vergognoso». «I soldi dei nostri stipendi in un conto privato: inaccettabile». «Io voglio restituire allo Stato, non a Di Maio per finanziare la propaganda del M5s». Nelle chat dei parlamentari a 5 Stelle, la rivolta contro i nuovi rimborsi scoppia mercoledì pomeriggio, quando sulle mail di deputati e senatori si affaccia una stringata comunicazione dell’help desk di Rousseau. Oggetto: le restituzioni.
Per Luigi Di Maio l’ennesima grana, che arriva proprio quando si allungano i tempi della ristrutturazione del M5S annunciata dopo la dèbà¢cle in Abruzzo ma finora duramente osteggiata nei territori. La svolta è stata messa in «pausa» dopo l’incontro tra Di Maio e Roberto Fico, leader dell’ala ortodossa e presidente della Camera.
Ma perchè i parlamentari si sono arrabbiati?
Tutto accade mercoledì, appunto,quando la piattaforma di Casaleggio jr. avverte deputati e senatori che d’ora in poi i 2mila euro al mese che ciascuno di loro è obbligato a decurtarsi dall’indennità , non dovranno più essere versati nè al fondo pubblico per le Pmi com’era avvenuto in passato, nè al conto della Protezione civile com’era successo per il trimestre luglio-settembre 2018 per aiutare gli alluvionati.
Per le nuove rendicontazioni che arrivano fino a febbraio 2019 — e che devono essere effettuate entro il 10 maggio — c’è un nuovo Iban, informa la mail di Rousseau. Un nuovo numero di conto corrente. Che però stavolta è privato ed è intestato a tre persone: il capo politico Luigi Di Maio e i due capigruppo alla Camera e al Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
RUMORS DI RICATTI CHE POTREBBERO FAR TRABALLARE IL GOVERNO
Il Giornale racconta oggi in un articolo a firma di Chiara Giannini di un nuovo presunto caso di foto hot “rubate”, che coinvolge stavolta un’esponente della Lega:
Il caso della Sarti, oltretutto, non è l’unico a far tremare il governo. Da alcuni mesi, infatti, sui cellulari di parlamentari e giornalisti girano le foto non proprio caste di un’esponente leghista.
La giovane, negli scatti evidentemente diffusi da qualche pretendente poco serio o a caccia di elogi per il bel trofeo, si mostra a seno nudo e allo specchio, con il fondoschiena coperto da un microscopico perizoma. Per adesso le immagini sono rimaste sui telefonini privati ma i commenti dei maschietti si sprecano.
Sempre sul Giornale Roberto Scafuri mette in giro un’altra storia che riguarda lo staff di Matteo Salvini:
Oggi tocca alla Sarti, mentre già si parla dello staff di Matteo Salvini con accenti poco riguardosi. L’opposizione si trattiene a stento — errare è umano, spettegolare divino -, incerta nel dedurre se l’argomento rischi davvero di far traballare una maggioranza che, a dire il vero, traballa fin troppo. Nelle stanze del potere come sui letti del piacere.
Rumors di ricatti che colpirebbero alle fondamenta quello a cui ogni barbaro tiene di più, le pudenda, perchè lo ridicolizzerebbero.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 15th, 2019 Riccardo Fucile
CHI RICATTAVA CHI?
Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera oggi racconta le indagini sul caso di Giulia Sarti,
scattate dopo il ritorno online delle foto hot che le erano state rubate sei anni fa e che hanno ricominciato a circolare nelle chat di deputati, senatori e giornalisti:
Un anno fa, il giorno dopo aver denunciato il fidanzato per appropriazione indebita, l’onorevole Giulia Sarti decise di tornare dai magistrati. Raccontò – integrando l’esposto – di aver saputo che stavano circolando sul web le sue foto private, già diffuse via Internet nel 2013. E ciò alimentò il sospetto, riemerso proprio in queste ore dopo l’invio su chat di WhatsApp di politici e giornalisti delle stesse istantanee, che il materiale sia gestito da qualcuno per tenere sotto pressione il Movimento.
Su questo si concentrano le indagini che vengono svolte adesso dalla polizia postale. Senza escludere che una o più persone possano avere altre immagini e video, girati nel suo appartamento, che la ritraggono in pose intime, ma anche nel corso di incontri con altri politici M5S.
La parlamentare grillina sta cercando di giocare in difesa, consapevole di rischiare una denuncia per calunnia o una richiesta di risarcimento dei danni proprio da parte di Bogdan Tibusche, dopo la decisione della Procura di Rimini di archiviare l’inchiesta nella quale l’uomo era stato accusato di averle sottratto i soldi destinati al Movimento.
Lei, intanto, attraverso gli amici ripete quello che aveva già scritto una settimana fa su Facebook, chiede di smettere «di occuparvi di me, perchè sono state dette troppe menzogne e cattiverie», e dice che «ogni mia parola viene strumentalizzata per far apparire l’opposto della realtà ».
(da “NextQuotidiano”)
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