Marzo 22nd, 2019 Riccardo Fucile
LA PROVOCAZIONE DELL’ARTISTA IN VIA DELLA TORRETTA RITRAE DI MAIO E SALVINI COME IL GATTO E LA VOLPE E IL PREMIER COME PINOCCHIO NEL PAESE DEI BALOCCHI
“Ad un anno da “Amor Populi” torniamo tra i palazzi del potere romano…”: così TVBoy, autore di opere di street art che negli ultimi tempi si è concentrato sull’attualità politica italiana (famoso il murale del bacio tra Salvini e Di Maio), annuncia il suo ritorno al racconto per immagini del governo Lega-M5S.
La nuova opera si trova in via della Torretta e ritrae Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini.
I due vice premier vestono i panni del gatto e la volpe, mentre il presidente del Consiglio quelli di Pinocchio.
“Il murale, che arriva dopo la ‘Guerra dei Social’ — spiega Tvboy sul suo sito — richiama la celebre favola di Carlo Collodi. Accade così che nel cuore della Capitale, il Gatto e la Volpe, che hanno le sembianze rispettivamente del ministro Di Maio e del vice premier Salvini, ingannano Pinocchio e lo spingono a candidarsi come Presidente del Paese dei Balocchi”.
L’opera, affissa a vicolo della Torretta, fa riferimento alle pesanti critiche ricevute dal premier Giuseppe Conte da parte del capogruppo dei Liberaldemocratici, Guy Verhofstadt, che lo scorso 12 febbraio, a Strasburgo, definì il presidente del consiglio italiano un “burattino” nelle mani di Salvini e Di Maio.
Ma il Gatto e la Volpe non è l’unica provocazione che lo street artist, definito il Banksy italiano, ha lanciato la scorsa notte tra i palazzi del potere romano.
In via dei Pianellari, troviamo “L’arte è per sempre”, l’opera ironica fa riferimento alla pronta cancellazione da parte dell’amministrazione comunale guidata da Virginia Raggi, di tutte le opere di Tvboy: da “Amor Populi” fino a “Viva le buche, abbasso i murales”, le espressioni artistiche dello street artist, che oggi risiede a Barcellona, sono state tutte censurate.
Il terzo murale, affisso in Vicolo degli Osti, ritrae Papa Francesco che tiene sulle spalle un bambino mentre scrive la frase: “Stop Abuse”. L’opera vuole essere un augurio alla risoluzione di una questione delicata e dolorosa, come quella degli abusi sessuali sui minori da parte di uomini della Chiesa, che per troppo tempo è stato un tabù e che Papa Francesco ha iniziato ad affrontare apertamente all’interno e all’esterno del Vaticano.
(da agenzie)
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Marzo 22nd, 2019 Riccardo Fucile
ENNESIMA VITTIMA NELLA TENDOPOLI PER UN INCENDIO, LO STATO LI HA SISTEMATI IN UN POSTO PERICOLOSO COME LA BARACCOPOLI
Il 6 marzo scorso è andato in scena lo sgombero farsa della tendopoli di San Ferdinando: la
baraccopoli che godeva di cattiva fama era stata sgomberata su ordine del sindaco e con l’intervento del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma gli abitanti erano stati semplicemente trasferiti poco più in là .
Ora una persona di cui non sono ancora note le generalità è morto la notte scorsa in un incendio divampato nella nuova tendopoli, gestita prima dal Comune ed ora dalla Caritas.
La tendopoli si trova a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli — smantellata nelle scorse settimane — nella quale, in un anno, 3 migranti sono morti a causa di incendi divampati nelle strutture fatiscenti di cui era fatta.
L’incendio, secondo una prima ricostruzione, si è sviluppato in un angolo della tenda da sei posti, dove erano posizionati alcuni cavi elettrici. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Nell’incendio è andata distrutta solo una tenda.
La tendopoli, realizzata alcuni anni fa dalla Protezione civile, è attrezzata, con presenza di servizi igienici e presidi sanitari, ed è vigilata.
All’inizio di marzo, la struttura è stata ampliata per consentire il trasferimento di una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli — una struttura fatiscente fatta di baracche in lamiera, plastica e cartone — sorta a poche centinaia di metri e che è arrivata ad ospitare, nel periodo invernale della raccolta degli agrumi, anche 3.000 persone. Baraccopoli che è stata definitivamente abbattuta il 7 marzo scorso.
I migranti che sono confluiti nella nuova tendopoli sono stati complessivamente 840. Ma non è servito a nulla: lo Stato ha deciso per loro e li ha messi in un posto pericoloso come il primo.
Quel morto è sulla coscienza dello Stato.
Sempre che ne abbia una.
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Marzo 22nd, 2019 Riccardo Fucile
IL BILATERALE A BRUXELLES CON CONTE CHE PARLA SEMPRE DI ANALISI COSTI-BENEFICI E IL PRESIDENTE FRANCESE CHE GIUSTAMENTE LO RIPORTA SULLA TERRA MENTRE SI DICHIARA DISPONIBILE A VERIFICARE LA SITUAZIONE DEI LATITANTI
Ridurre i costi, riequilibrarli. Per capire se si può superare il muro No-Tav innalzato dall’analisi costi benefici commissionata dal governo italiano.
Con questo obiettivo Giuseppe Conte ha provato stamattina ad aprire il confronto con Emmanuel Macron in un bilaterale a Bruxelles a margine del Consiglio europeo.
“Un incontro proficuo” ha detto Conte al termine del colloquio, il primo tra il premier italiano e il presidente francese dai giorni del ritiro dell’ambasciatore francese. “Sulla Tav abbiamo condiviso un metodo – continua il presidente del Consiglio – riferiremo ai nostri rispettivi ministri competenti, Toninelli e Bourne, che avranno il compito di analizzare i risultati dell’analisi costi-benefici e su quella base aprire una discussione, una discussione aperta”.
Sulle dure frasi pronunciate nella notte da Macron in merito alla Torino-Lione (“Problema italiano, non ho tempo da perdere”, ha tagliato corto al termine di un lungo vertice a 27 su Brexit), Conte minimizza: “Il presidente francese mi ha spiegato che siccome ha visto che in Italia le forze politiche sono molto coinvolte e hanno preso posizioni diametralmente opposte, voleva evitare di lasciarsi coinvolgere in un dibattito politico interno, per evitare la pressione che gli stavate trasmettendo voi giornalisti
Un altro tema affrontato con il Capo dell’Eliseo è quello dei terroristi ancora latitanti in Francia: “Abbiamo parlato anche dei latitanti che sono in Francia” e condiviso il fatto che i nostri ministri della Giustizia su questo si incontreranno. Io gli ho chiesto di superare la dottrina Mitterand. Lui ha detto che si incontreranno anche su questo i ministri e valuteranno dal punto di vista tecnico: anche su questo ha dimostrato apertura”.
(da “Huffingtonpost”)
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