Agosto 23rd, 2020 Riccardo Fucile
MA QUANDO LO CONTESTANO DAVVERO SI FA PROTEGGERE DA CENTINAIA DI AGENTI
«Adesso mi incazzo… non voglio un poliziotto in spiaggia»: in questo fuorionda pubblicato su Twitter possiamo ascoltare Matteo Salvini che durante il suo comizio a Falconara si rivolge a un membro del suo staff per segnalargli la presenza di poliziotti dopo la contestazione solitaria di un tizio che gli ha rivolto la parola durante il comizio.
Con il microfono in mano il Capitano fa la solita scena: «Se vuoi tre clandestini ospitali a casa tua, che noi di sfigati e spacciatori ne abbiamo abbastanza, se vuoi puoi dare il tuo numero di conto corrente e ospitarli a casa tua, io preferisco aiutare gli anziani in difficoltà », dice.
Poi si rivolge a una persona del suo staff — che viene inquadrato nel video del Fatto Quotidiano — e gli dice: «Allora, adesso mi incazzo… non voglio un poliziotto in spiaggia, capito?». Poi torna a parlare al pubblico: «Ragazzi, io ringrazio le forze dell’ordine ma non c’è bisogno di loro per tenere a bada due sfigati… le Marche siete voi, fatevi sentire», chiude chiamando l’applauso del pubblico.
E viene da domandarsi se questo sia lo stesso Salvini che a Mondragone invece tornò all’inizio di luglio scortato dalla polizia. Come mai all’epoca invece le forze dell’ordine servivano? In ogni caso, come si dice a Roma, Salvini ha fatto due fatiche. Il Fatto quotidiano spiega che i poliziotti sono rimasti al loro posto a fare il loro lavoro:
L’ordine viene ripetuto un paio di volte ma non sortisce gli effetti sperati. Il servizio d’ordine, gestito da un funzionario esperto e molto capace della questura di Ancona, Luigi Di Clemente, non arretra di un centimetro e le misure restano ferree: nessuno si deve ammassare sotto il palco e tanto meno provare il blitz sulla terrazza.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 23rd, 2020 Riccardo Fucile
“SIAMO STATI INCOSCIENTI, MA PERCHE’ HANNO PERMESSO ALLE DISCOTECHE DI RIAPRIRE?”
Mentre Sardegna e Lazio discutono su come fare più tamponi possibili ai viaggiatori in
entrata e in uscita dalle due Regioni, continua a crescere il numero dei piccoli focolai di Coronavirus esplosi tra coloro che sono di ritorno dalle vacanze in Costa Smeralda: oggi il Corriere della Sera riporta la storia di una comitiva di 14 ragazzi tra i 25 e i 27 anni, che hanno passato il Ferragosto a Porto Cervo e sono rientrati tutti positivi.
A raccontarla è C., una ragazza di 26 anni di Milano, che ha iniziato il periodo di quarantena da sola dopo aver scoperto di essersi infettata.
“Siamo tutti in quarantena — spiega — e in una chat ci sosteniamo a vicenda, ma siamo solo al giorno due. Molti di noi sono asintomatici, altri hanno i sintomi dell’influenza. Io ho avuto la febbre a 37.5 appena rientrata, il 18, ora sto benissimo. Non volevamo certo finisse così questa vacanza. Molti di noi, positivi, in discoteca non ci sono neanche mai andati, eppure…”.
Tutta la comitiva vive tra il Nord Italia e Roma.
Al ritorno dalla vacanza, uno degli amici di C. ha avvertito gli altri: aveva 38.5 di febbre. In poco tempo, la chat di Whatsapp è diventata un vero e proprio bollettino: il secondo, il terzo, poi il quarto amico annuncia di avere la febbre.
Il primo che fa il tampone è un ragazzo che dopo la Sardegna è partito per Bolzano. Positivo. Alla richiesta di rintracciare i contatti recenti, pensa agli altri del gruppo. Tutti e 14 sono positivi. “Chi può, come me — continua la ragazza nell’intervista al Corriere della Sera — sta in quarantena da sola. La paura più grande è quella di contagiare le nostre famiglie e andare incontro a conseguenze serie. Le nostre madri? La mia mi ha detto che sono un’incosciente, che c’era da aspettarselo che sarebbe finita così. Siamo stati in casa durante tutto il lockdown, abbiamo rispettato le regole alla lettera, oggi per la società noi ragazzi siamo i nuovi untori. La verità è che le discoteche non andavano aperte, andare a ballare distanziati è impossibile. Lo dico io che non ho rinunciato a una festa. Ma se ci hanno permesso di tornare in pista, perchè non avremmo dovuto farlo? Non abbiamo fatto nulla di illegale. E poi non fermiamoci qui. Ripeto: ho amici che hanno trascorso le serate in Sardegna a casa, eppure ora hanno sintomi e febbre alta”.
“Con il senno di poi — ammette infine C. — avremmo dovuto stare più attenti ed evitare di andare a ballare nonostante fosse consentito. E la mascherina, ecco: avremmo dovuto usarla di più. Però non ci sentiamo di autocrocifiggerci. Nessuno ci ha mai negato l’ingresso in discoteca, anche quando le sale erano sature. Abbiamo sottovalutato tutti il pericolo di ripiombare nel caos, ma non puntate il dito solo contro noi ragazzi”.
(da agenzie)
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Agosto 23rd, 2020 Riccardo Fucile
“IL RISCHIO SI NASCONDE ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA”
Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive L. Spallanzani (INMI) di Roma, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera oggi dice che si iniziano a vedere i primi casi di giovani che contagiano genitori e nonni. E sostiene che in questa fase il rischio si nasconde proprio all’interno della famiglia:
Il pericolo è insomma dentro le mura domestiche?
«Prima si pensava che il Covid-19 non avesse presa su giovani e bambini. E invece ora questo virus ci sta dimostrando che non fa distinzione alcuna. Che ha modificato la carta d’identità del contagiato, abbassando l’età media dei malati ben al di sotto dei 34 anni. Non ha nessuna pietas. Colpisce tutti, indistintamente, soprattutto i più fragili, o chi soffre di altre patologie. E in questa fase si serve dei ragazzi, specie di quelli che frequentano la movida o che tornano dalle vacanze, e li usa come vettori della malattia».
Dei vettori che per altro si potrebbero definire «subdoli».
«Assolutamente sì, perchè il più delle volte loro sono asintomatici o paucisintomatici. Credono di stare bene e invece inconsapevolmente infettano chi gli sta intorno e fanno ammalare le persone a cui vogliono bene».
Prima che si arrivasse a questa situazione, ai giovani sono stati rivolti, da più parti e più volte, appelli all’uso delle mascherine, del distanziamento sociale: insomma del divertimento responsabile. Ma tutti sono rimasti inascoltati. Cosa si può fare adesso?
«Sono stato il primo a lanciare loro un appello. E l’ho fatto usando proprio i social network, quindi uno dei loro mezzi preferiti. Ma purtroppo questi ragazzi hanno avuto tanti cattivi maestri. Hanno dato ascolto a chi diceva: torniamo a ballare senza regole, tanto cosa vorrà succedere? Sono rimasti “vittime” di chi non ha voluto investire nella sicurezza. Ma ora serve una soluzione. E serve a monte».
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 23rd, 2020 Riccardo Fucile
SILURATA LICIA RONZULLI, AVANTI A UNA AMICA DI NICOLE MINETTI… E’ IL CENTRODESTRA DEI DENTI CURATI
Secondo il Fatto Quotidiano sarà Giorgia Venturini, ex igienista dentale e attualmente
showgirl, la nuova assistente di Silvio Berlusconi mentre Licia Ronzulli, invisa a gran parte di Forza Italia, sarà giubilata.
Venturini è nota nel mondo Mediaset per la sua stretta amicizia con un’altra igienista dentale, croce e delizia dell’ex Cavaliere: Nicole Minetti.
Le due si conoscono da una vita proprio per aver fatto la stessa professione ma poi Venturini ha fatto il grande salto che non è mai riuscito, anche per ragioni giudiziarie, all’amica Nicole: la carriera in Mediaset. Da un anno e mezzo è commentatrice fissa insieme alla moglie di Mauro Icardi Wanda Nara a Tiki Taka, il programma calcistico del lunedì sera di Pierluigi Pardo, e conduce anche un segmento su “Radio Monte Carlo”, l’emittente della famiglia Berlusconi.
La pulce nell’orecchio all ‘ex Cavaliere l’avrebbe messa Marco Bestetti, coordinatore nazionale dei Giovani di Forza Italia e suo stretto collaboratore, e l’ex premier si è convinto: vorrebbe affidare alla starlette televisiva la gestione della sua agenda personale. “Guardi come siamo ridott i . . .” sbuffa un esponente di peso di Forza Italia.
Tutto questo mentre in molte zone d’Italia il partito è in preda al caos dopo la presentazione delle liste in vista delle regionali. Su tutte la Toscana dove ieri il coordinamento di Forza Italia si è auto-azzerato dopo le dimissioni di venerdì sera del segretario regionale Stefano Mugnai in protesta contro la decisione calata dall’alto della coppia Tajani-Ronzulli di candidare capolista a Firenze Marco Stella, consigliere regionale che può godere di molti voti nel capoluogo toscano ma che negli ultimi mesi è stato oggetto di veleni interni per i suoi flirt prima con Italia Viva e poi con la Lega di Matteo Salvini. Il passaggio di Stella al Carroccio era a un passo, ma poi i vertici di FI hanno fatto rientrare tutto, candidandolo al primo posto in lista a Firenze.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 22nd, 2020 Riccardo Fucile
UN ANNO FA ALLE EUROPEE CENTRODESTRA IN VANTAGGIO DI 44 PUNTI IN VENETO, 5 IN LIGURIA (CONSIDERANDO ALLEANZA PD-M5S), 7 IN TOSCANA, 27 NELLE MARCHE, 18 IN CAMPANIA, 27 IN PUGLIA… LA TRAPPOLA DELLA COMUNICAZIONE SOVRANISTA A CUI I BEOTI VANNO DIETRO
Tutti a parlare se finirà 5 a 1, 4 a 2 o 3 a 3, tutti a fare elucubrazioni mentali sul destino del governo, nessuno (tanto meno gli addormentati del Pd e del M5s) che dicano la cosa più logica, numeri alla mano: se il Centrodestra non si affermerà in sei regioni su sei sarà una sconfitta clamorosa per i sovranisti.
Eh sì, perchè solo un anno fa, in base al voto Europeo suddiviso per Regione avrebbero stravinto in tutte e sei.
Se oggi ne perdessero una o due vorrebbe dire che l’elettorato gli ha voltato le spalle dopo solo dodici mesi.
E dato che noi facciamo parlare i numeri, eccoli, divisi per regione, i risultati delle Europee.
VENETO
Centrodestra 63,8% Centrosinistra 19,9% M5s 8,9%
LIGURIA
Centrodestra 48,4% Centrosinistra 27,1% M5s 16,5%
TOSCANA
Centrodestra 43,2% Centrosinistra 35,9% M5s 12,7%
MARCHE
Centrodestra 50,6% Centrosinistra 23,9% M5s 18,4%
CAMPANIA
Centrodestra 39,4% Centrosinistra 20,9% M5s 33,8%
PUGLIA
Centrodestra 45,9% Centrosinistra 18,8% M5s 26,3%
I sondaggi confermano la vittoria del centrodestra in Veneto, in Liguria, nelle Marche.
Il centrosinistra avanti in Toscana e in Campania.
In Puglia sarà lotta all’ultimo voto.
Con un dettaglio: se il centrosinistra vincesse in Toscana vorrebbe dire che ha recuperato 7 punti di distacco, se si affermasse in Campania ben 18 e se tagliasse per primo il traguardo in Puglia addirittura 27 punti.
A quel punto dovrebbe dimettersi non il governo, ma la trimurti Salvini ( la Ceccardi è sua), Meloni (Fitto è suo) e Berlusconi (Caldoro è suo).
E forse nascerebbe in Italia una Destra presentabile.
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Agosto 22nd, 2020 Riccardo Fucile
ANALIZZATO IL BILANCIO: 22 EURO DI FATTURATO PER OGNI CLIENTE E’ CIFRA DA PUB DI PROVINCIA… COME SI SPIEGA SE IL SOLO INGRESSO COSTA DAI 15 AI 30 EURO, UNA CENA 50 EURO, UN TAVOLO AL PRIVE’ 120 EURO, UNA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE 500 EURO?
La questione degli aiuti chiesti dalle discoteche dopo l’ordinanza che ne determina la
chiusura e il fatturato dichiarato dai gestori tiene banco da giorni sui social.
Oggi il Fatto Quotidiano è andato ad analizzare i numeri del bilancio 2019 di VillaPapeete, il locale notturno a Milano Marittima di proprietà di Massimo Casanova.
Il locale non va benissimo se si confrontano numeri e capienza:
Il fatturato nel 2019 è stato, come detto, di 1,6 milioni di euro.L’anno scorso sono state organizzate 14 serate, da inizio giugno e fino all’ultimo weekend di agosto. La matematica dice che in media per ogni serata Casanova ha incassato 114mila euro. Pochino, per un locale che può ospitare oltre 5mila persone, e dove le serate estive fanno spesso registrare il tutto esaurito.ù
VillaPapeete secondo il sito Travel365 è in cima alla classifica delle discoteche più rinomate della Romagna: “Il club più esclusivo, elegante e suggestivo della zona con il suo ambiente chic, i suoi aperitivi a bordo piscina con musica di sottofondo italiana e revival, le prelibate cene”.
Quindi, spiega il Fatto, basta fare due calcoli per farsi due domande: dividendo il fatturato per i 5mila clienti si ottiene una cifra di 22 euro di fatturato per ogni persona entrata nel locale. Un numero che è più in linea con l’incasso di un locale “da pub di provincia in un normale sabato sera”:
Il semplice ingresso, compreso di prima consumazione, costa infatti dai 15 ai 30 euro, a seconda che il cliente sia uomo o donna, che abbia prenotato o che si sia presentato alla cassa a notte inoltrata.
Insomma, stando ai numeri del bilancio ufficiale il fatturato dipenderebbe interamente dai biglietti d’ingresso. Come per ogni discoteca, però, il grosso degli introiti di solito arriva dai servizi extra.
Una semplice cena nel “club più esclusivo” della Riviera — menù fisso e un bicchere di vino — costa 50 euro.
Se invece si opta per una tavolo nel privè la cifra sale a 120 euro. Non male, se si pensa che i coperti sono circa 400. Poi ci sono le consumazioni aggiuntive, che valgono mediamente 12 euro l’una.
E le bottiglie di champagne, che in tempi normali il leghista offre alla modica cifra di 500 euro l’una. Con questo listino prezzi, come si spiega il fatturato dell’impresa?
Il quotidiano di Travaglio ha provato a chiederlo a Casanova, che ha spiegato che l’ufficio stampa avrebbe risposto a breve. Non è successo perchè l’ufficio stampa si è giustificato dichiarando di non essere riuscito a trovare la persona preposta a rispondere.
Che, secondo quanto scrive Il Fatto, è proprio Casanova. Ed è un peccato perchè c’era un’altra questione riguardo al bilancio di VillaPapeete che Stefano Vergine, che ha firmato l’articolo, voleva chiarire:
Il bilancio di Villapapeete rivela altri numeri curiosi che l’eurodeputato ci avrebbe potuto spiegare. A fronte di 1,6 milioni di ricavi, la discoteca ha registrato profitti netti per soli 73mila euro. Non è questione di tasse, visto che l’azienda ha pagato solo 24mila euro all’Agenzia delle Entrate.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 22nd, 2020 Riccardo Fucile
CHE SALVINI SI RIFERISCA A LUI QUANDO PARLA DI FIGHETTI FIGLI DI PAPA’ CON IL ROLEX AL POLSO?
Un sovranista sedicente rappresentante del popolo contro le elites che fa una vita da nababbo .
L’ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, arrestato giovedì con l’accusa di frode e reciclaggio di denaro, si è dichiarato non colpevole durante un’udienza convocata in tarda serata di ieri dal tribunale di New York.
Bannon è stato rilasciato su cauzione, fissata dalla corte a 5 milioni di dollari, di cui 1,75 milioni in contanti e il resto garantito dalle proprietà , da versare entro il 3 settembre.
Non è autorizzato a utilizzare jet o yacht privati e deve limitare gli spostamenti al Connecticut, all’area di New York e di Washington, DC.
L’ex consigliere di Trump dovrà consegnare anche il passaporto.
Incriminato assieme ad atri tre soci dal distretto federale di New York, Bannon è accusato di aver raccolto “più di 25 milioni di dollari per costruire una porzione di muro lungo il confine meridionale degli Stati Uniti”, ma una parte di quel denaro, secondo i pubblici ministeri, è stata usata per scopi personali
(da agenzie)
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Agosto 22nd, 2020 Riccardo Fucile
INSAF DIMASSI DA’ UNA LEZIONE DI DIRITTO ALLA POVERETTA LEGHISTA CHE NON SA DI COSA PARLA
Tra gli ospiti della puntata di ‘In Onda’, su La7, per parlare dei numerosi sbarchi di migranti
a Lampedusa, c’erano la candidata alla Lega in Toscana, Susanna Ceccardi, e Insaf Dimassi, una ragazza di origine tunisina ma che vive da sempre in Italia, senza però riuscire a ottenere la cittadinanza.
Secondo Susanna Ceccardi, la colpa del mancato ottenimento della cittadinanza sarebbe da attribuire alla sinistra italiana che non ha cambiato la legge e la Bossi-Fini. «Al governo da anni sono succeduti vari governi del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle e seppur dopo tanti proclami la legge sulla cittadinanza non l’hanno cambiata. Forse perchè anche a sinistra non c’è convinzione per cambiare l’attuale legge sull’immigrazione che è la Bossi-Fini. La Bossi-Fini ha ormai quasi venti anni e nessuno l’ha cambiata perchè probabilmente è ancora l’unico strumento in mano ai governi nazionali per poter controllare l’accesso alla cittadinanza italiana e quindi vuol dire che va bene così. Insaf Dimassi mi sembra una ragazza molto in gamba, quindi le auguro presto di trovare un lavoro continuativo per 10mila euro all’anno e sicuramente avrà presto la cittadinanza italiana come tante ragazze come lei, brave, in gamba, che hanno un bel lavoro e sicuramente sarà benvenuta tra i nuovi italiani quando ne avrà i requisiti per legge», ha detto Ceccardi.
Pronta la replica, col sorriso, di Dimassi: «La legge sulla cittadinanza è la legge 91 del ’92 e non la legge Bossi-Fini, quella riguarda un’altra questione. Qui non si parla di immigrazione clandestina, ma di immigrazione regolare: i miei genitori sono regolarmente in Italia e hanno sempre lavorato. Noi stiamo dicendo di dare la cittadinanza a noi figli, non ai genitori. Noi che qui studiamo e siamo cittadini italiani per cultura, perchè l’italiano è la mia lingua, l’inno di Mameli è il mio inno e io sono orgogliosa di essere italiana».
(da agenzie)
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Agosto 22nd, 2020 Riccardo Fucile
I MALI DELLE SCUOLE ITALIANE VENGONO DA LONTANO E CI SI CHIEDA CHE SENSO ABBIA QUESTO ALLARMISMO SULLA RIAPERTURA
Non trovo nè appropriato nè utile fare della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina pregiudizialmente la “capretta” espiatoria di quello che potrebbe andare male con la riapertura della scuola.
Credo, anzitutto, che sia opportuno parlare e scrivere al plurale: scuole. Infatti, tutti, ma in particolare, i docenti e i loro sindacati, i genitori e la burocrazia del Ministero dovrebbero sapere quanto differenti e differenziate sono le situazioni delle scuole sul territorio nazionale.
Naturalmente, è giusto avere un protocollo unico, ma fin da ora bisognerebbe investire nelle situazioni più svantaggiate e disagiate concentrando risorse nel caso si verificassero criticità .
Comprensibilmente, il protocollo impone una serie di misure rigorose intese a proteggere la salute degli studenti e dei docenti.
Nulla di tutto questo può essere assimilato ad una trasformazione degli istituti scolastici italiani ai lager nazisti, come ha fatto Matteo Salvini, non sufficientemente stigmatizzato. In secondo luogo, i mali delle scuole italiane vengono da lontano, in qualche caso da molto lontano. Certamente, non possono essere addebitati alla Ministra attualmente in carica, mentre è corretto chiedere ai sindacalisti quali proposte concrete, che non fossero soltanto collegate agli aumenti salariali e ai reclutamenti di massa più o meno ope legis, hanno formulato per giungere a risolvere quei mali.
Quanto ai genitori “sul piede di guerra”, quali delle loro aggressive associazioni dove e quando si sono attivamente impegnate per il miglioramento della qualità delle scuole pubbliche frequentate dai loro figli?
In terzo luogo, quale è l’utilità di creare un senso diffuso di allarmismo?
Non sarebbe preferibile spiegare molto pacatamente e molto serenamente quali sono gli inconvenienti più probabili, ce ne saranno sicuramente, e suggerire fin d’ora le contromisure?
Le cifre di cui disponiamo sono imponenti: complessivamente circa 8 milioni di studenti andranno/torneranno nelle loro scuole. Saranno accolti e seguiti da due milioni di docenti e di assistenti scolastici. A casa li attenderanno i loro genitori, nonni, parenti. Il rientro nelle scuole è un’operazione di massa. Richiede che nessuno, qui debbo ricorrere alle frasi fatte, ma non per questo meno vere, abbassi la guardia e che tutti, compresi gli enti locali, facciano puntigliosamente la loro parte.
In questi mesi ho ascoltato troppo spesso elogi sperticati al senso civico degli italiani. Forse è stato superiore alle nostre aspettative che, conoscendo i nostri connazionali, temevano molto basse.
Poi, alla riapertura, le immagini trasmesse dalla TV, dall’aperitivo ai Navigli a Milano alle spiagge e alle discoteche hanno, almeno in parte, ridimensionato gli elogi.
Proporrei ai commentatori (e ai critici preconcetti della Ministra) una diversa strategia comunicativa che sottolinei l’enorme importanza che per la società e l’economia italiana la riapertura delle scuole e accentui l’assoluta necessità della disciplina nei comportamenti individuali, ma anche da istituto a istituto.
Poi valuteremo tutto, compresa la mala comunicazione dei cattivi commentatori.
(da “Huffingtonpost”)
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