Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
“TI E’ SCIVOLATO IL FRIGO DAVANTI ALLA DISCARICA, PER FORTUNA TI ABBIAMO VISTO E TE LO RIPORTIAMO, POI TI MANDO ANCHE LA MULTA”
Ha abbandonato un frigorifero in maniera illecita davanti alla discarica di Gerre de’ Caprioli, piccolo comune in provincia di Cremona. Ma il cittadino protagonista dell’incivile gesto si è visto recapitare nuovamente il frigo davanti casa dal sindaco del paesino, Michel Marchi, con tanto di dedica: “Caro signore, ti è scivolato il frigo davanti alla discarica di Gerre. Per fortuna ti abbiamo visto e te lo riportiamo. Poi ti mando anche la multa”.
Il rifiuto ingombrante era stato abbandonato da un uomo nella mattinata di venerdì, 28 agosto, davanti al centro di raccolta comunale del paese, che in quel momento era chiuso.
Alcuni residenti avevano poi avvisato il sindaco, che ha analizzato le due telecamere di videosorveglianza presenti davanti alla discarica ed è riuscito, tramite la targa dell’auto, a risalire al responsabile.
A quel punto, però, il sindaco ha pensato di dare all’incivile una lezione esemplare: “Prima di elevare la sanzione, ho pensato che la situazione non poteva essere tollerata oltremodo, visto che non è la prima volta che succede”, ha scritto il sindaco su Facebook. E così, grazie all’aiuto di un’altra persona, è scattata la riconsegna del frigo, che è avvenuta nella mattinata di ieri, sabato 29 agosto: “Oggi inauguriamo un nuovo servizio”, ha ironizzato il sindaco.
Il sindaco: Certi atti non possono più essere tollerati
Il primo cittadino del paesino ha voluto condividere l’episodio su Facebook per stigmatizzare il gesto dell’incivile, che non risiede a Gerre, e per evitare che vicende analoghe accadano in futuro: “Ritengo che, al netto dell’illecito, certi atti non possano essere più tollerati, per rispetto delle persone e dell’ambiente che ci circonda — ha scritto il sindaco -. Le Leggi ci sono ma forse, in alcuni casi, potrebbero non servire se il buon senso e l’educazione la facessero da padrone”. Il video del primo cittadino e la foto del frigo con la dedica sono diventati in poco tempo virali.
(da Fanpage)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
USTIONIATI DUE UOMINI DELLA GUARDIA DI FINANZA CHE STAVA TRAINANDO L’IMBARCAZIONE…I BAGNANTI CHE HANNO ASSISTITO DA RIVA: “UNA SCENA AGGHIACCIANTE”-
Prima il fuoco, poi il boato, le urla, i migranti terrorizzati che si lanciano in acqua per
sfuggire alle fiamme. Per motivi ancora da accertare, attorno a mezzogiorno un’esplosione ha distrutto il barcone dei migranti, approdato questa mattina a Sellia Marina, che la Guardia di Finanza stava rimorchiando verso il porto di Crotone. Quattro morti e due dispersi è al momento il bilancio, cinque i feriti che hanno riportato ustioni più o meno gravi.
Tra i feriti, in gravissime condizioni i tre migranti che si trovavano più vicini al punto dell’esplosione, per questo immediatamente trasferiti in ospedale. In due sono stati ricoverati d’urgenza a Crotone, mentre per un terzo si è reso necessario l’immediato trasporto in elisoccorso all’ospedale di Catanzaro.
Feriti anche due finanzieri, che al momento dell’esplosione si trovavano a bordo del barcone. Travolto dall’onda d’urto, uno di loro sarebbe finito in mare rompendosi una gamba, e soccorso dai migranti che si erano lanciati in acqua per sfuggire alle fiamme, l’altro ha invece riportato ustioni importanti.
Impossibile al momento stabilire le cause dell’incidente. Secondo le prime ricostruzioni, mentre erano in corso le operazioni di trasbordo, sul barcone sarebbe scoppiato un incendio, subito seguito da un’esplosione probabilmente causata dal carburante a bordo. E si è scatenato il panico. Terrorizzati, i migranti si sono gettati in acqua, mentre i feriti, impossibilitati a muoversi, chiedevano aiuto dal ponte dell’imbarcazione.
“Una scena agghiacciante” riferiscono i bagnanti, che dalla riva hanno assistito all’incidente. La nave si trovava al largo della costa di Praialongo, vicino ad Isola di Capo Rizzuto, ma fortunatamente non troppo distante dal porto di Le Castella e dalle motovedette della Finanza e della Guardia Costiera che subito sono arrivate in soccorso. Feriti e naufraghi sono stati accompagnati al vicino porto di Le Castella, dove immediatamente è stato attivato un presidio di primo soccorso e numerose ambulanze sono arrivate sulle banchine per accompagnare i feriti in ospedale.
(da agenzie)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
I VIGILI DI BENEVENTO STANNO NOTIFICANDO LE MULTE A SALVINI (E COMPAGNI DI MERENDE) PER NON AVER INDOSSATO LA MASCHERINA
Non era soltanto una promessa buona per la campagna elettorale. Il comune di Benevento fa sul serio e multa Salvini per non aver indossato le mascherine dopo le 18 nella città sannita.
Insieme al leader della Lega, saranno multati anche i due parlamentari campani del Carroccio, Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa. A quanto si apprende, infatti, gli uffici della polizia municipale di Benevento hanno inviato le notifiche delle sanzioni per i parlamentari della Lega.
Il sindaco Clemente Mastella tiene il punto e, dopo l’annuncio, passa ai fatti. Del resto — afferma — non si è mai trattato di un provvedimento ad personam contro Salvini, proprio perchè nei giorni precedenti erano state elevate altre sanzioni a chi non aveva rispettato le regole e il dpcm del 17 agosto (in vigore dal 18, ndr) con cui il ministro della Salute aveva chiesto di indossare le mascherine dalle 18 alle 6 in caso di assembramenti, anche all’esterno.
Con i soldi delle multe, spiegano dal comune di Benevento, saranno acquistate delle altre mascherine per i cittadini del capoluogo di provincia della Campania. La violazione si trasforma così in opportunità affinchè gli abitanti di Benevento possano essere più protetti e tutelati con i pochi strumenti che, secondo la comunità scientifica, fanno realmente da barriera contro il contagio da coronavirus.
Mastella ha ricordato, poi, che diverse altre persone erano state raggiunte dal provvedimento della polizia municipale e, tra queste, anche un dirigente di Confindustria a Benevento. Non una persecuzione nei confronti del leader della Lega, dunque, ma applicazione della legge e senso civico.
(da agenzie)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
SI SCALDA TANTO PER LA PERCENTUALE “INGIUSTA” DI UN REGOLARE SONDAGGIO? IN EFFETTI POTREBBE PRENDERE ANCHE MENO DEL 3%
Nella giornata di ieri era stato diffuso un sondaggio Ipsos (pubblicato sul Corriere della
Sera) a proposito delle elezioni in Campania. La Lega vuole querelare la testata di via Solferino per il dato che è stato comunicato.
Il sondaggio dava la Lega in Campania al 3,3%, con Stefano Caldoro — candidato del centrodestra — staccato di oltre 20 punti da Vincenzo De Luca, che è dato come riconfermatissimo alla guida della regione meridionale. Nicola Molteni, responsabile area sud del Carroccio, non ci sta e annuncia una esilarante azione legale e una richiesta di risarcimento da 500mila euro.
Per questo si annuncia la querela contro il Corriere della Sera che, tra l’altro, si è limitato a riportare una valutazione statistica elaborata dall’istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli.
Il dato ha infastidito profondamente la compagine del Carroccio che già da diverso tempo sta facendo i conti, questa volta a livello nazionale, con rilevazioni non propriamente favorevoli.
Ma c’è una riflessione da fare: se Matteo Salvini afferma — da diverso tempo — che ai sondaggi non crede («Non credo ai sondaggi, come ai virologi» — aveva detto a luglio), perchè la Lega si sta scaldando tanto?
(da agenzie)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
“IN REALTA’ RAFFORZA LA CASTA, CONCENTRA IL POTERE NELLA MANI DI POCHI, DANNEGGIA LE MINORANZE, NON GARANTISCE RAPPRESENTANZA AI TERRITORI”
Al referendum “voterò No, è una riforma speciosa, figlia della propaganda populistica. Sul No, inoltre, si sta giocando una partita all’interno del governo. La riduzione del numero dei parlamentari rafforza la casta, concentra il potere nelle mani di pochi, non garantisce adeguata rappresentanza ai territori, danneggia le minoranze”
Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in un’intervista a Repubblica.
“Non si può intervenire in maniera così parziale. C’è bisogno di una riforma del bicameralismo perfetto oltre che di una nuova legge elettorale. Il modello valido può essere la legge per l’elezione diretta dei sindaci in vigore dal 1993, riproposta su scala diversa ovviamente. Garantisce la giusta stabilità “, conclude de Magistris.
(da agenzie)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
“LIMITA LA RAPPRESENTANZA E RIDUCE LA DEMOCRAZIA”
“Fatto così, come lo vogliono i grillini, il taglio dei parlamentari rischia di essere solo un atto
di demagogico che limita la rappresentanza, riduce la libertà e la nostra democrazia”.
Con queste parole, in un’intervista a La Nazione, Silvio Berlusconi boccia la legge oggetto del referendum costituzionale del 20 e 21 settembre.
Il leader di Forza Italia dice che sta “riflettendo molto su questo tema: la riduzione dei parlamentari – afferma – lo avevamo già realizzato noi con la riforma costituzionale del 2006, cancellata dalla sinistra con un referendum. Ma quello – dice ancora l’ex premier – era un taglio che si inseriva in una riforma organica della democrazia parlamentare”.
Berlusconi, insomma, non dice un “no” netto ma il suo giudizio critico è ben diverso dalle opinioni espresse dagli altri capi del centrodestra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che si sono pronunciati apertamente per il Sì, seppure con sfumature diverse. Più convinto il sostegno di Fdi, che ha poche voci dissonanti al proprio interno, con maggiore apertura verso la libertà di cosciennza invece le dichiarazioni del segretario della Lega.
Continua il travaglio nella coalizione: dentro Forza Italia, nei giorni scorsi, si erano espressi in modo opposto le due capogruppo in Parlamento: per il Sì Mariastella Gelmini, per il No Anna Maria Bernini.
Il fronte dei contrari, nel partito di Berlusconi, è in rapida espansione. E il Cavaliere sembra tenerne conto, pur attendendo i sondaggi che ha commissionato per avere un quadro completo e dare una indicazione di voto ufficiale.
(da agenzie)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
ARMINE HARUTYUNYAN IN REALTA’ SI RIFERIVA A GIULIO CESARE COME DA FOTO ORIGINALE
Armine Harutyunyan è la modella armena scelta da Gucci per la sua ultima campagna. Armine non è una bellezza alla Monica Bellucci e per questo la scelta della casa di moda ha suscitato un bel po’ di attenzione, che è proprio quello che serve a una campagna pubblicitaria.
Armine aveva già sfilato per Gucci alla Milano Fashion Week nel 2019, ma allora nessuno aveva gridato allo scandalo. E se è arrivata su quella passerella un motivo ci sarà , anche se gli espertoni provincialotti di internet di casa nostra pensano di capirne di più.
La serie “bodyshaming su Armine” ha però nelle ultime ore partorito uno spinoff
I sovranisti, stanno diffondendo una foto della modella che apparentemente fa il saluto romano
Da dove arriva l’immagine? La foto è stata pubblicata dalla stessa Armine sul suo profilo Instagram a giugno. E non viene riportata con la descrizione che la modella aveva aggiunto: “Ave sunstroke✨2019/summer
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
CINQUE ERITREI RIPORTATI IN LIBIA DALLA GUARDIA COSTIERA ITALIANA NEL 2009 OGGI ATTERRANO A ROMA PER DECISIONE DEL TRIBUNALE, AVEVANO DIRITTO ALL’ASILO
Erano stati respinti dalle autorità italiane 11 anni fa e ora i 14 migranti eritrei trovano
finalmente giustizia. In fuga da persecuzioni e violazioni dei diritti umani a cui il loro Paese li costringeva, erano partiti dalle coste della Libia per trovare rifugio in Italia, ma ammanettati dalle autorità italiane erano stati riconsegnati alle autorità di Tripoli, dopo che il motore della loro imbarcazione fatiscente li aveva abbandonati.
Oggi, riporta Avvenire, 5 di quei migranti respinti potranno rientrare in Italia.
Una sentenza «di portata storica», per usare le parole di Amnesty International, che oggi troverà piena applicazione con l’atteso arrivo delle prime persone del gruppo. La condanna ai danni del governo italiano era stata emessa nel novembre del 2019 dal Tribunale civile di Roma, che aveva ordinato il rilascio di un visto di ingresso nel nostro Paese, per accedere alla procedura di richiesta di asilo in favore di 14 profughi eritrei. Non solo. L’esecutivo di Roma aveva imposto il risarcimento dei danni materiali causati dal respingimento
La storia
Due giorni dopo dalla partenza dalle coste libiche, il gommone sul quale viaggiano gli 89 fuggitivi comincia a dare segni di cedimento fino ad abbandonarli definitivamente. Dopo un Sos lanciato, arriva il soccorso della Marina militare italiana che però riconsegna i migranti alle autorità di Tripoli.
Tornati nell’inferno da cui scappavano, gli sventurati trascorrono anni di nei campi libici, fino a quando decidono di ritentare la fuga. Alcuni riprovano la traversata in mare riuscendo ad arrivare in Italia. Qualcun altro muore durante il viaggio. 16, tutti di origine eritrea, decidono di provare a raggiungere l’Europa via terra. La traversata si interrompe ad Israele, che nega al gruppo di migranti il diritto di asilo.
Restano lì fermi per anni, fino a che Amnesty International, con l’aiuto di Asgi, l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, decide di intervenire promuovendo una causa, nel 2014, contro il governo italiano.
Intanto alcuni muoiono, altri fanno famiglia nel posto dove sono costretti a vivere. Fino a che nel 2019 non arriva la sentenza a favore del rientro in Italia dei primi 5 eritrei, previsto proprio nella giornata di oggi.
Ancora bloccati sul territorio israeliano rimangono 3 dei respinti, che nel frattempo si sono costruiti una famiglia e hanno fatto richiesta di poter entrare in Italia con moglie e figli minori a causa della situazione di pericolo in cui si trovano.
La richiesta d’asilo anche fuori dall’Italia
«La portata storica della sentenza è evidente», ha detto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international Italia, ad Avvenire. «Il dispositivo stabilisce che hanno titolo a chiedere asilo anche persone che non sono sul territorio italiano. Ciò comporta un’enorme espansione nel campo di applicazione della protezione internazionale» ha concluso.
Secondo la sentenza di Roma le autorità italiane si sono macchiate di un fatto illecito, una decisione che inevitabilmente riporta a tutte le situazioni simili accadute finora. «Se questo è vero, sulla base della sentenza, in teoria, tutti coloro che sono stati vittime di respingimenti devono poter usufruire di queste disposizioni», ribadisce Noury.
(da Open)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
IERI SERA UN PALESE REATO IN VIOLAZIONE DELLE LEGGI DELLO STATO: LA NORME PENALI SUL BLOCCO STRADALE NON VALGONO SOLO PER I CENTRI SOCIALI… UN AVVISO DI SCIOGLIERSI ENTRO UN MINUTO E POI SI CARICA, CI SIAMO ROTTI I COGLIONI DELLA FECCIA RAZZISTA
Uno striscione adagiato a mo’ di coperta e Angela Maraventano che vi si stende sopra. Il suo scopo è quello di bloccare il passaggio dei migranti che sono sbarcati ieri sera nel porto di Lampedusa
Insieme a lei, un gruppo di una decina di manifestanti lampedusani che, avendo avuto notizia dell’ennesimo sbarco in poche ore, aveva raggiunto il porto
L’arrivo dei migranti dalla Tunisia, sebbene sia diminuito negli ultimi mesi, ha interessato — ieri e nei giorni immediatamente precedenti — l’isola di Lampedusa.
Una situazione che ha fatto sollevare degli interrogativi soprattutto nelle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Tunisia e che si annuncia ancora calda.
E’ ora di chiedere al Viminale:
1) Le leggi sul blocco stradale, aggravato dal fatto che si è cercato di impedire il passaggio di mezzi dello Stato, vale per tutti o esistono categorie esentate?
2) Perchè si procede giustamente a cariche della polizia in presenza di blocchi stradali illegali dei centri sociali e non verso i razzisti?
3) Perchè non è stata arrestata e denunciata con obbligo di dimora Angela Maraventano? Forse perchè è leghista e non di un centro sociale?
Qualcuno vuole arrivare ai disordini negli Stati Uniti, dove si sta reagendo ai crimini sovranisti? Occhio che quando i “buonisti” si incazzano sono dolori.
E’ ora di applicare la legge.
E deve valere per tutti.
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