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LA BELLA STORIA DEL CESENA CALCIO FEMMINILE CHE RINNOVA IL CONTROLLO ALLA PORTIERA INCINTA: “E’ LA COSA PIU’ BELLA CHE POTEVA ACCADERLE, RESTA NELLA ROSA DELLA SQUADRA”

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

ESISTONO ANCHE SOCIETA’ VIRTUOSE CHE PRIVILEGIANO L’UMANITA’   E ORA LA FEDERAZIONE INTERVIENE PER MODIFICARE I CONTRATTI

Solo pochi giorni fa aveva fatto discutere il caso tra Lara Lugli e il Pordenone Volley. Oggi la notizia è un’altra, ed è bella.
La racconta a La Stampa Emanuela Vincenzi, team manager del Cesena Calcio. La protagonista si chiama Alice Pignagnoli, di anni 33, che ora posta foto sui social in cui abbraccio il figlio da poco nato, ed è tornata a difendere i pali della propria squadra.
Che, nel momento in cui lei ha riferito di aspettare un bambino, non l’ha abbandonata. E anzi: le ha rinnovato il contratto.
Dice la team manager al quotidiano di Torino:
Alice si infortunò per un colpo al viso preso durante un’azione di gioco. Fu ricoverata in ospedale e sottoposta agli accertamenti clinici del caso. Subito dopo, avendo visto i risultati degli esami, ci telefonò disperata, piangendo, dicendoci che era incinta. Noi non capivamo: era sposata, cosa poteva succederle di più bello? Le dicemmo che la squadra andava avanti comunque e che lei sarebbe rimasta nella rosa.
Ma dei casi di allontanamento dalla squadra, come quello di Laura Lugli, nel mondo dello sport femminile ce ne sono a bizzeffe: “Ci deve essere una tutela vera per le donne da parte delle federazioni”. La decisione del Cesena Calcio ha costituito il precedente
Proprio così. Dal caso della calciatrice Alice Pignagnoli ne è nato un precedente. Lo spiega sempre Emanuela Vincenzi:
Ora è previsto che un’atleta sia protetta anche se resta incinta, cosa che prima non accadeva. La Federcalcio è partita proprio dal caso di Alice per modificare le condizioni che regolano i contratti. Noi in realtà  abbiamo fatto una cosa molto normale. D’altra parte è scontato che non resti incinto Ronaldo, mentre per le donne funziona naturalmente così, insomma può succedere. E a me sembra molto normale che un’atleta possa essere moglie e mamma.

(da “NextQuotidiano”)

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MARCUCCI, L’AMICO DI RENZI CHE VUOLE TENERSI IL POSTO NEL PD

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

IL PROBLEMA DEL PD: DUE TERZI DEI SENATORI SONO FILO.RENZIANI E IL CAPOGRUPPO NON SI SMUOVE

Per farvi capire: il gruppo dei democratici è pieno di senatori filo-renziani. Ma pieno zeppo. E non solo: li guida Andrea Marcucci, uno dei più cari amici di Matteo Renzi (guardate: in politica l’ amicizia o c’ è, o non c’ è. E tra quei due c’ è una roba antica, indistruttibile: nove volte di seguito insieme alla Leopolda, campagne elettorali, mezzo sguardo per capirsi).
Letta, ovviamente, sa tutto. Adesso, però, ha un dettaglio in più.
Marcucci, due ore fa, davanti ai suoi riuniti per approvare il bilancio nella Sala Capitolare, ha detto: «Ho invitato il nuovo segretario Letta a partecipare alla nostra assemblea di martedì prossimo, per un confronto su alcuni temi parlamentari».
Ecco: il sottinteso che segue suona, più o meno, così.
Caro Enrico, preparati. Io non ci penso proprio a rimettere il mandato nelle tue mani (come imporrebbe il vecchio galateo dei partiti, quando c’ è un cambio di segreteria). Io, da qui, non schiodo. E ho la maggioranza dei senatori con me (su 35, 22 sono infatti di Base riformista, la corrente di Lotti/Guerini; gli altri sono con Zingaretti, Franceschini, Orlando).
Andrea Marcucci, 55 anni, da Barga in Garfagnana, è un personaggione. Il padre Guelfo fondò un impero nel ramo farmaceutico che adesso gira intorno alla Kedrion, emoderivati e vaccini, 2.450 dipendenti, fatturato annuo di oltre 650 milioni di euro. Andrea se ne occupa ormai distrattamente, guida tutto il fratello Paolo, mentre la sorella Marialina, nei meravigliosi anni Ottanta, aprì un po’ di televisioni, la più famosa delle quali, Videomusic, fu poi rifilata nel 1995 a Vittorio Cecchi Gori. Sono ricchissimi.
Andrea si sposta abitualmente in elicottero (ma anche, come vedremo, in macchina, o cavalcando potenti moto da enduro). È gentile, empatico, scaltro, tifa Cagliari, sostiene di preparare risotti squisiti (dev’ essere fichissimo entrare in cucina e dire al cuoco: scansati, stasera ci penso io), sbaglia regolarmente il colore degli abiti (tonalità  preferita: il verde pistacchio di Bronte), ma — quasi mai — strategie: se fa, o dice, una cosa, c’ è sempre un perchè. A 27 anni è già  vice-capogruppo del Pli a Montecitorio; incappa in Mani pulite ( Il Fatto, in un brillante ritratto, ha scritto che è l’ unico politico italiano — oltre, naturalmente, a Berlusconi — coinvolto nell’ inchiesta non per aver preso soldi, ma per essere stato costretto a darli); diventa prodiano, rutelliano, quindi incontra Renzi.
Un po’ di biografia anche per prendere tempo, perchè al cellulare non risponde. Poi interviene il portavoce, che cincischia, vorrebbe dichiarare lui al posto del capo, tira e molla, ma alla fine ecco la voce di Marcucci.
«Non avevo il suo numero memorizzato, sono in macchina con mia moglie, se cade la linea, richiamo io» (tono da uomo di mondo).
Con Zingaretti, lei è stato, a lungo, ostile. Pensa di riservare lo stesso trattamento anche a Letta?
«Su Zingaretti facevo un ragionamento politico. Dopo due governi, il Covid, una serie di novità  nella società  italiana, ritenevo fosse opportuno un congresso per chiarirci le idee…».
E tirare la volata a Stefano Bonaccini.
«Mi hanno chiesto un giudizio su Bonaccini: e io ho detto che sì, per fare il segretario mi sembra una personalità  adeguata e autorevole. Come ce ne sono altre, in verità , nel partito. Ma di tutto questo riparleremo quando si aprirà  la fase congressuale».
Già , ora avete Enrico Letta.
«Che ho votato anche io. Letta mi sembra convincente, certi suoi spunti sono interessanti. L’ ho invitato a Palazzo Madama per parlarne, per approfondire».
Alcuni, nel Pd, pensano che sarebbe stato un gesto elegante offrirgli le dimissioni.
«I regolamenti sono chiari: il capogruppo lo eleggono i senatori. Perciò io potrei lasciare il mio posto solo in due casi: se nel corso dell’ assemblea la maggior parte dei miei colleghi dovesse farmi intuire questa necessità . O se, direttamente, me lo chiedesse il segretario. In caso contrario, resto al mio posto».
Al fondo, è assai scomoda la sua amicizia con Renzi.
«Le amicizie personali non possono essere un problema. La mia lealtà  al partito non si discute. E, quando è servito, ho dato dimostrazione di tenuta, evitando di seguirlo in Italia viva».
Pianse, Marcucci, quel giorno.
Matteo — spaccone — diceva: oh, ragazzi, vado via, fondo un altro partito. E Marcucci lì, in lacrime. Tutti sospettammo chissà  che. E invece — con il senno del poi — Marcucci aveva solo intuito che il suo amico stava andando a sbattere (Iv, dopo un anno è mezzo, resta un partitino inchiodato al 2,5%, con il leader, Renzi, ormai stabile in fondo a tutti i sondaggi di gradimento; ad un certo punto, più affidabile di lui è risultato persino il grillino Vito Crimi).
Morale: mai sottovalutare Marcucci.

(da “il Corriere della Sera”)

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IL NEGAZIONISTA RICOVERATO PER COVID CHE TIRA OGGETTI ADDOSSO A CHI LO STA CURANDO

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

AL “BUFALINI” DI CESENA UN 50ENNE NEGAZIONISTA INVECE DI RINGRAZIARE CHI LO STA CURANDO LI INSULTA E LANCIA OGGETTI CONTRO DI LORO

Presso l’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena è ricoverato un 50enne con polmonite bilaterale per COVID. Ma l’uomo è anche un negazionista. E invece di apprezzare chi lo sta curando si ribella spiegando di essere sequestrato illegalmente e addirittura arrivando a dei gesti come il lancio di oggetti contro il personale sanitario.
La storia la racconta il Corriere di Romagna che spiega che il 50enne ripete ossessivamente che il Coronavirus “È tutta una invenzione, non mi potete tenere qui, sono sequestrato illegalmente”.
L’uomo ha iniziato a ribellarsi fin dal momento che il suo tampone è risultato positivo e ha capito che sarebbe stato ricoverato. Oltre alle lamentele però sarebbe passato anche all’azione. Ogni volta che il personale sanitario prova a entrare nella sua stanza tira degli oggetti. Il Nobel per la Pace a cui sono candidati medici e infermieri italiani non potrebbe andare a nessuno di più meritevole.
La vicenda ricorda quella che una dottoressa dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli aveva raccontato durante la trasmissione Oggi è un altro giorno qualche tempo fa.
I suoi colleghi, medici e infermieri sono stati insultati da un paziente negazionisti che stavano curando perchè non riusciva a respirare. Il malato di COVID-19 ha urlato che non aveva niente e ha chiamato assassini i medici strappandosi la maschera che lo faceva respirare: “Un signore sui 58 anni che era stato preso in grave insufficienza respiratoria, la situazione non andava bene per cui gli stavamo mettendo quella che noi chiamiamo la CPAP, la ventilazione non invasiva, e lui ha insultato il medico e l’infermiere dicendo «assassini, voi mi volete uccidere, io non ho il COVID, io sto benissimo e adesso me ne vado». Si è strappato la maschera dalla faccia e si è alzato. Ovviamente come si è alzato si è sentito male e abbiamo dovuto soccorrerlo nuovamente. Questa cosa è molto difficile da gestire perchè il personale del pronto soccorso ma in generale tutto il personale ospedaliero è sotto una pressione pazzesca. Stanno dando l’anima. Lavorano incessantemente e fanno dei turni lunghissimi. Metterci tutta l’anima e tutta la scienza e poi venire anche maltrattati è una cosa molto pesante”.

(da agenzie)

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UN PASS ALLA VOLTA PER TORNARE ANCHE A VOLARE

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

LE COMPAGNIE AEREE DEL MONDO SCOMMETTONO SULLE VACCINAZIONI PER FAR RIPARTIRE I VIAGGI INTERNAZIONALI

Due delle più grandi compagnie aeree europee, British Airways e Ryanair, hanno iniziato a permettere ai passeggeri di fornire i dettagli delle vaccinazioni e i risultati dei test Covid insieme ai dati personali, come il numero di passaporto e le informazioni sui visti, durante le prenotazioni.
Le compagnie aeree dicono che la mossa alla fine aiuterà  i passeggeri a dimostrare quando atterrano che sono stati vaccinati — scrive il Wall Street Journal.
In tutti gli Stati Uniti, i viaggi interni stanno riprendendo, mentre sta avvenendo una stabilizzazione o addirittura un calo dei casi di Covid-19, grazie a un’azione di vaccinazione abbastanza rapida.
Quel rimbalzo non si sta ancora manifestando nei viaggi internazionali, dove un mosaico di divieti di viaggio, regole di quarantena e requisiti di test hanno ostacolato i voli transfrontalieri.
I vettori nazionali statunitensi hanno aumentato la capacità  programmata di oltre il 50% tra settembre e marzo, secondo la società  di analisi dell’aviazione Cirium. La capacità  globale su tutte le rotte internazionali, nel frattempo, è aumentata di poco più del 7%.
British Airways, Ryanair e altre compagnie aeree dipendenti dai viaggi internazionali sperano di aumentare le vendite di biglietti capitalizzando il nascente ottimismo sulle vaccinazioni. La mossa non è proprio il tipo di passaporto di vaccinazione che alcuni governi e agenzie internazionali stanno pensando di creare per aiutare a sbloccare le economie colpite dalla pandemia. I paesi hanno esaminato documenti che permetterebbero ai residenti vaccinati di andare in bar e ristoranti, o andare in ufficio o a un evento sportivo.
Invece, si tratta di uno sforzo più modesto per rendere più facile l’archiviazione e l’esibizione dei documenti di vaccinazione e del test Covid-19 per i passeggeri che stanno pensando di approfittare del benvenuto anticipato di alcuni paesi ai viaggiatori vaccinati.
L’obiettivo è quello di rendere la transizione al volo post-pandemia il più facile possibile, riducendo al minimo le paure di essere rifiutato all’ingresso alla frontiera e limitando la quantità  di tempo che un passeggero deve trascorrere al check-in in aeroporto.
British Airways si sta muovendo anche in un momento in cui il suo mercato interno, il Regno Unito, sta beneficiando di uno dei più veloci lanci di vaccini al mondo. TUI AG, il più grande tour operator in Europa, ha riportato un aumento del 500% settimana dopo settimana nelle prenotazioni per viaggi in Turchia, Grecia e Spagna.
Cipro e la Grecia, che hanno intermittentemente chiuso le loro frontiere alla maggior parte dei turisti, hanno detto che avrebbero iniziato ad accogliere i visitatori britannici senza restrizioni se possono mostrare la prova di aver ricevuto la loro vaccinazione a due dosi.
Entrambi stanno riaprendo ai visitatori britannici da inizio e metà  maggio, rispettivamente. In Islanda, il governo sta permettendo a qualsiasi viaggiatore vaccinato in arrivo di bypassare i protocolli di screening sanitario Covid-19.
La Cina martedì ha detto che stava allentando le restrizioni di viaggio per gli stranieri vaccinati. Le ambasciate cinesi negli Stati Uniti, in Italia, in India, nelle Filippine e in altre località  prevedono di offrire “facilitazioni per i visti” ai candidati stranieri che possono certificare di essere stati vaccinati.
I viaggiatori sono ancora soggetti a un test Covid-19 negativo e alla quarantena, e c’è un altro problema: l’unica vaccinazione qualificante è quella fatta dalla Cina.
“Ci stiamo preparando per il significativo ritorno ai viaggi internazionali nei prossimi mesi”, ha detto Sean Doyle, Chief Executive di British Airways. “Questo significa fare tutto il possibile per semplificare il viaggio per i nostri clienti”.
Ryanair, la più grande d’Europa per traffico, ha sviluppato un simile strumento di “portafoglio di viaggio” sul suo sito web e app mobile. Ha detto che si sta preparando per un’ondata di domanda repressa in maggio e giugno, una volta che le popolazioni a più alto rischio in Europa sono state vaccinate.
“Molti clienti Ryanair faranno la loro prima vacanza in più di un anno, aderendo alle nuove linee guida di viaggio”, ha detto Dara Brady, capo del marketing di Ryanair. Il portafoglio da viaggio permetterà  ai passeggeri di conservare tutti i loro documenti Covid “in un’unica posizione senza problemi o scartoffie di cui preoccuparsi”.
Mentre i programmi di vaccinazione in tutto il mondo accelerano, le compagnie aeree stanno testando una serie di altri modi per rendere più facile per i passeggeri di navigare diversi regimi sanitari internazionali Covid-19.
Vettori tra cui Singapore Airlines Ltd., Emirates Airline e Qatar Airline. Emirates Airline e Qatar Airways hanno lavorato con l’International Air Transport Association, un organismo commerciale delle compagnie aeree, per testare un cosiddetto sistema Travel Pass.
Il sistema, che include un’applicazione mobile, mira a consentire ai passeggeri di dimostrare la vaccinazione Covid-19 e le registrazioni dei test, identificando anche i requisiti di test e vaccinazione per diverse località  e centri di test locali accessibili durante il viaggio.
Anche i vettori statunitensi si sono rivolti a nuove app per aiutare i passeggeri a tenere traccia dei vari requisiti di viaggio e a caricare i risultati dei test, sistemi che potrebbero alla fine essere utilizzati per le registrazioni dei vaccini.
Israele, prima della maggior parte dei paesi nella sua campagna di vaccinazione, ha implementato un passaporto per i vaccini che permette ai cittadini di verificare le loro vaccinazioni per visitare hotel e palestre, una misura a cui sta pensando anche il governo britannico. Le frontiere di Israele sono ancora effettivamente chiuse ai visitatori stranieri.
L’Unione europea prevede di svelare più tardi mercoledì un “pass verde digitale” per i cittadini dell’UE che registra i risultati dei test Covid-19 e i vaccini per consentire viaggi intra-UE sia per lavoro che per turismo. I governi lungo il Mediterraneo stanno spingendo affinchè la misura entri in vigore in tempo per prevenire una seconda stagione estiva persa.
Il certificato proposto dall’Ue mira a smorzare le polemiche sui passaporti vaccinali, e a salvare una stagione estiva che rischia di essere troppo simile a quella dell’anno scorso
La proposta — che non contiene nè la parola “vaccino”, nè “passaporto” — è il tentativo della Commissione di smorzare le polemiche sul rischio che i passaporti vaccinali risultino discriminatori, e dare una riposta ai governi con le economie più dipendenti dal turismo dei mesi estivi. Secondo il piano, per avere il Cvd non sarà  necessario essere vaccinati, si potrà  avere anche con un tampone negativo o dopo essere guariti dal Covid-19.
In questo modo anche una persona che non può, o non vuole, vaccinarsi potrà  avere il suo Cvd e andare in vacanza. Nessuno sarà  discriminato, neanche i no-vax.
Questo vuol dire anche che i titolari del Cvd dovranno rispettare tutte le restrizioni vigenti come chiunque altro, a meno che un Paese non introduca un regolamento specifico, un’opzione che a questo punto potrebbe risultare rischiosa e controproducente.
Come funziona il Certificato Verde Digitale
Il certificato sarà  disponibile gratuitamente, in versione elettronica o cartacea, con un QR code e firma digitale. Ogni organismo di rilascio (ospedali, centro di test o altre autorità  sanitarie) disporrà  della propria firma, conservata in una banca dati protetta in ciascun Paese. La Commissione creerà  un gateway con cui verificare i dati in tutta l’Ue senza far circolare i dati personali del titolare (non necessari), proteggendone così la privacy.
Il titolare di un Cvd avrà  gli stessi diritti dei cittadini dello Stato membro visitato che sono stati o vaccinati, o sottoposti a test, o guariti. Tuttavia, non rappresenta un prerequisito per la libera circolazione nell’Ue, la responsabilità  finale di decidere le restrizioni sanitarie richieste ai viaggiatori resta agli Stati membri. Se un governo decide di imporre ai titolari del Cvd la quarantena o il l tampone, dovrà  notificarlo alla Commissione e agli altri Stati membri. In ogni caso qualsiasi governo ha la libertà  di procedere su questa strada.

(da Wall Street Journal)

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IL CAPOGRUPPO DELLA LEGA IN BASILICATA CHE SCRIVEVA “W IL DUCE”, CLASSICO ESEMPIO DI SEDICENTE FASCISTA DA AVANSPETTACOLO

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

ALIANDRO AVEVA PURE MINACCIATO L’ALLORA PREMIER RENZI… QUANDO PARLA IN PUBBLICO TENTENNA E CERCA DI NON SBAGLIARE LE PAROLE IN ITALIANO

C’è qualcuno che cerca di giustificarlo, con un misero: “Embè? Era 7 anni fa. Nario Aliandro è giovane ora, figurati nel 2014”. Come a dire: alla fine è perdonabile, aveva solo 28 anni. Solo?
Comunque, sui social e prima di entrare attivamente in politica scriveva testualmente rivolgendosi all’allora presiedente del Consiglio e segretario del Partito democratico Matteo Renzi: (In maiuscolo, tanto per render tutto più esplicito) “Renzi chi te muort”…. Prima di venire in Basilicata pensaci bene….”. Quattro puntini prima e quattro dopo. E che già  così, comunque, sarebbe grave. Anzi lo è, senza il condizionale.
Perchè come è mai possibile che una persona che “avvertiva” in questo modo un politico, il premier, possa mai ricoprire un incarico di tutto rispetto all’interno di una regione? Come è possibile che la Lega si faccia rappresentare da costui?
Ma vabbè, questa domanda sconvolge (alcuni, pochi), ma non sorprende affatto i più. Comunque. Comunque il punto è un altro.
Ed è la firma a quella frase, perchè prima “avverte” Renzi, poi va a capo e scrive (ricordando i tempi delle medie in cui ognuno inneggiava alla propria squadra del cuore), “W il Duce”.
Che, tradotto per i più anzianotti e conservatori della lingua è: “Viva il Duce”. Una sorta di “hip hip urrà ”, di “lunga vita”: un tifo, appunto. La Lega in Basilicata lo ha promosso capogruppo del partito nel Consiglio regionale.
Nario Aliandro, all’anagrafe Gianuario Aliandro, è il nuovo capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Basilicata. Lo è diventato da poco, prendendo il posto di Tommaso Coviello, che ha deciso di andare a casa dei cugini, e trasferirsi in Fratelli d’Italia.
Crestina e brillocco all’orecchio sinistro, un sorriso bianco scolpito tra gli zigomi, e l’occhio di quello che tradisce fierezza, a mo’ di: tranquilli ci penso io.
Anche se poi un po’ di emozione la tradisce, specie quando parla in pubblico e tentenna: conta le parole, le pesa, e soprattutto cerca di non sbagliarle (in italiano).
Ma comunque, ora in pochi avranno la fortuna di vedere il suo profilo, perchè appena il suo vecchio messaggio sul duce è diventato virale, è corso a renderlo privato.
Rimane la sua pagina ufficiale, quella in cui tratta Salvini come un dio, e in cui — si vede — lancia il: “Prima la Basilicata!”.
Quello che si sa leggendo il suo curriculum sul sito della Regione: Nario Aliandro è imprenditore nel settore lattiero-caseario, in un’azienda di famiglia con 7 dipendenti, in cui lavora dal 2005. Anno in cui si è diplomato al liceo scientifico. Di sè dice di essere “determinato e motivato”. Quelle caratteristiche che lo hanno fatto diventare Consigliere del Comune di Paterno (paese in cui è nato e vissuto), e consigliere regionale poi. Con chi? Salvini, di cui si è sempre definito “Militante”.
Ah, dimenticavamo: è vicepresidente di un’associazione sportiva di Paterno di Soft air, quel “gioco” in cui ci si spara con fucili e pallottole di vernice, vestiti da militari. Sapete come si chiama l’associazione? “Semper Fidelis”, con tanto di aquila. Vi ricorda qualcosa? A noi sì.

(da “NextQuotidiano”)

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SONDAGGIO ELEZIONI ROMA: RAGGI IN TESTA, BERTOLASO SECONDO MA GUALTIERI VINCEREBBE TUTTI I BALLOTTAGGI SE CI ARRIVASSE

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

RAGGI 26,2%, BERTOLASO 19,7%, GUALTIERI 17.9%, CALENDA 15,3%… BALLOTTAGGI:   RAGGI SCONFITTA DA GUALTIERI, BERTOLASO SCONFITTO DA RAGGI E GUALTIERI

Oltre mille interviste (1.042 per l’esattezza), realizzate tra lunedì e martedì scorso, rivelano che ad oggi la sindaca uscente parte in vantaggio con il 26,2% delle preferenze forte di mesi di campagna elettorale alle spalle avendo annunciato la ricandidatura ad agosto.
Se si candidasse per il centrodestra, l’ex capo della protezione civile Bertolaso arriverebbe secondo con il 19,7%. L’ex ministro dell’Economia ed esponente del Pd segue con il 17,9% staccando di oltre due punti il leader di Azione Carlo Calenda che si è candidato a metà  ottobre e ad oggi è dato al 15,3%. Il senatore e candidato con la lista Rinascimento Vittorio Sgarbi invece si deve accontentare del 5,9% dei voti.
Infine gli scontenti e gli astenuti: il 15% degli intervistati non voterebbe nessuno tra i cinque sfidanti presentati dal sondaggio mentre il 5,8% non andrebbe proprio a votare.
Il ballottaggio tra primo e secondo classificato (Raggi – Bertolaso), finirebbe per favorire la sindaca uscente che conquisterebbe il bis con il 36,6% dei voti contro il 34,7% dell’avversario. Gli astenuti sarebbero il 28,7%.
La sfida tra M5s e centrodestra è uno scenario possibile nell’ipotesi in cui Roberto Gualtieri e Carlo Calenda corressero divisi: “Nel campo del centrosinistra la certezza è che in mancanza di un accordo tra i due competitori il rischio di essere esclusi dal ballottaggio è molto concreto”, commenta l’amministratore delegato di Izi Giacomo Spaini. Uno scenario di cui sono consapevoli sia il Pd sia Calenda che ieri, intervistato da Repubblica ha prospettato la ricerca di un candidato unitario per il centrosinistra.
La coalizione però, al momento è indefinita tanto quanto la scesa in campo di Gualtieri: Italia Viva deve ancora fare le sue valutazioni e l’ipotesi che vada a sostenere la corsa solitaria di Calenda insieme ai Radicali e ai Verdi non è da escludere.
Se ipoteticamente i due andassero al ballottaggio, ad avere la meglio sarebbe Gualtieri con il 29,6% dei voti, staccando Calenda di 3 punti (il leader di Azione conquisterebbe il 26,3%). Alta l’astensione, data al 44,1%.
Secondo Izi, l’ex ministro dell’Economia batterebbe tutti al ballottaggio: vincerebbe con il 34,6% contro Virginia Raggi e con il 39,1% se lo sfidante fosse Bertolaso.
L’ex capo della protezione civile attualmente impegnato in Lombardia per il piano vaccinale sarebbe sconfitto anche da Calenda e, come detto, da Raggi. Insomma da tutti.
Torniamo a quel 15% di persone che non sceglierebbe nessuno dei 5 nomi presentati nel sondaggio: è proprio il centrodestra a pagare lo scotto più alto perchè tra gli scontenti la maggior parte (il 45,8%), appartiene a questa area politica.
Sul destino di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia pesa infatti l’incognita del candidato reale che ancora non c’è visto che Bertolaso, corteggiato in particolare da Matteo Salvini e Forza Italia, ha detto più volte che non correrà  anche se a malincuore. Dall’altra parte della barricata il 34,7% sempre degli scontenti è invece di centrosinistra: anche in questo caso le divisioni e la mancanza di un chiarezza sulla candidatura toglie una fetta importante di voti. Al contrario, essendo Raggi l’unica candidata del M5s, la percentuale di scontenti tra gli stellati scende al 19,4%.

(da agenzie)

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NEL CTS L’INGEGNERE DELLA PREVISIONI SBAGLIATE CHE PIACE ALLA LEGA

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

LA NOMINA NEL COMITATO SCIENTIFICO DI ALBERTO GERLI FA DISCUTERE: NON NE HA AZZECCATA UNA… E’ STATA LA LEGA A VOLERLO NEL CTS, UNA GARANZIA

In queste ore sta facendo molto discutere la nomina nel CTS di Alberto Gerli, ingegnere che ha ideato un modello di matematica predittiva in grado di prevedere l’evoluzione dell’epidemia. Il problema è che le previsioni si sono dimostrate sbagliate
A parlarne per primo è stato Matteo Villa di ISPI che ha analizzato la teoria dei 17 giorni di Alberto Gerli. In pratica, spiegava l’ingegnere all’epoca in cui la Lombardia finì per la prima volta in zona rossa, l’ondata si sarebbe esaurita in 40 giorni, ma in ogni caso l’andamento era deciso dai primi 17, a prescindere dalla forza delle misure di contenimento. Quindi il lockdown sarebbe stato inutile.
Villa spiega però che “quando si è in lockdown *costante* è facile prevedere che le infezioni piegheranno e si arresteranno dopo un certo numero di giorni. Lo dice qualsiasi modello epidemiologico, non ne serve nessuno di speciale” e che i pressupposti da cui parte Gerli sono viziati dalla scelta dei dati secondo un modello che si chiama “overfitting” e produce risultati ottimi su dati su cui è stato calibrato, ma si perde in un bicchiere d’acqua quando gliene dai di nuovi”. Infatti numerose previsioni di Gerli si sono dimostrate sbagliate. A partire da quella sui contagi a New York:
Sarà  forse anche per questo che le predizioni che ne escono sono praticamente sempre sbagliate.
Il 4 aprile Gerli scrive a Cuomo, Governatore dello Stato di New York in piena pandemia.
Prevede 130.000 contagi al 30 giugno. La realtà  sarà  appena diversa: 420.000 infezioni.
Quella fu la prima di una lunga serie. Recentemente, ovvero a fine gennaio, Gerli aveva spiegato che in Lombardia a marzo ci sarebbe stato un quarto dei contagi. All’epoca i casi giornalieri si attestavano intorno ai 1200, 1500 al giorno. L’altroieri nella regione governata da Attilio Fontana, ricorda Villa, sono stati registrati più di 5mila casi. Non solo.
Secondo il modello matematico dell’ingegnere il Veneto aveva un futuro da zona bianca già  a febbraio. Le cose sono andate diversamente: il Veneto è finito in arancione l’8 marzo e ora si trova in zona rossa.
Gerli è un assiduo ospite di Quarta Repubblica, dove anche da poco ha continuato a spiegare che il lockdown è inutile. Un mantra rassicurante che ben si accorda con l’atteggiamento aperturista portato avanti dalla Lega. Non è un caso se oggi Repubblica spiega che la nomina dell’ingegnere sarebbe stata spinta proprio dal Carroccio
Le sue previsioni hanno sempre un che di rassicurante e, non a caso, è molto apprezzato nelle pagine social che sostengono Matteo Salvini. Dove è spesso citato come il “controcanto” al “catastrofismo” del vecchio Cts e del governo Conte, a partire dal ministro della Salute Roberto Speranza di cui oggi si ritrova consigliere. È entrato nel nuovo Cts pare su indicazione della Lega. Ora, queste previsioni sbagliate hanno fatto storcere il naso all’intera comunità  scientifica

(da agenzie)

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RAPPORTO GIMBE: MANCA ALL’APPELLO IL 45% DELLE DOSI DI VACCINO PREVISTE

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

OLTRE 530.000 CASI ATTUALMENTE POSITIVI AL COVID, IN 10 REGIONI OCCUPAZIONE TERAPIE INTENSIVE SOPRA IL 40%…IL CAMBIO DI PASSO NON C’E STATO

A due settimane dalla fine del primo trimestre manca all’appello il 45% delle dosi, quasi la metà  dei vaccini previsti. Mentre il numero dei positivi al virus supera quota 530.000 e in 10 regioni il tasso di occupazione dei reparti delle terapie intensive è uguale o supera la soglia limite del 40%.
È quanto emerge dal monitoraggio basato sui dati della settimana dal 10 e il 16 marzo nel quale la Fondazione di Bologna registra un incremento di tutti i numeri.
Aumentano i nuovi positivi, i ricoverati con sintomi e, come detto, l’occupazione delle terapie intensive. E la campagna vaccinale stenta a entrare nel vivo, rallentata dal “caos AstraZeneca”
Dati alla mano, dal 10 al 16 marzo, la Fondazione rileva un ulteriore incremento dei nuovi casi (157.677 da 145.659) e dei morti (2.522 da 2.191). Continuano a salire i casi attualmente positivi (536.115 da 478.883), le persone in isolamento domiciliare (506.761 da 453.734), i ricoveri con sintomi (26.098 da 22.393) e le terapie intensive (3.256 da 2.756). In particolare, nelle terapie intensive si registra un incremento del tass9 di occupazione del 18,1%.
“L’ulteriore incremento dei nuovi casi – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ha determinato nell’ultima settimana la netta espansione del bacino dei casi attualmente positivi, aumentato di oltre 57 mila unità ”.
Cresce anche l’incidenza del virus. Rispetto alla settimana precedente, aumenta l’incidenza deii casi attualmente positivi per 100.000 abitanti in 16 Regioni e in 15 si registra un incremento percentuale dei nuovi casi.
L’aumento dei contagiati si riflette sulle curve dei servizi ospedalieri: l’occupazione dei posti letto di area medica da parte di pazienti Covid supera in 9 Regioni la soglia di allerta, fissata al 40%. Anche nelle terapie intensive, il cui tasso di saturazione nazionale oltrepassa la soglia critica attestandosi al 36%, l’occupazione da parte di pazienti Covid supera il 30% in 13 Regioni: in particolare, in 5 Regioni (Toscana, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Molise) è uguale o superiore al 40% e in altre 5 (Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Marche, Prov. autonoma di Trento) è uguale o superiore al 50%.
“Il sovraccarico ospedaliero – fa notare la responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione, Renata Gili – oltre a rendere più complessa l’assistenza dei pazienti Covid, aumenta lo stress di personale e servizi ospedalieri e impone di rimandare interventi chirurgici e altre prestazioni non urgenti per pazienti n9n contagiati dal virus”.
“A preoccupare — spiega il direttore operativo di Gimbe, Marco Mosti— è anche il trend in continua ascesa dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva: in 4 settimane la media mobile a 7 giorni è aumentata del 94,2%, passando da 134 a 260”.
Quanto alla campagna vaccinale, delle dosi previste per il primo trimestredi quest’anno, al 17 marzo risultano consegnate alle Regioni 8.597.500 dosi, poco più della metà  di quelle previste. Hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 2.145.434 milioni di persone (il 3,6% della popolazione), con marcate differenze regionali: dal 2,71% della Calabria al 5,12% della Valle D’Aosta.
Ma l’accelerazione della vaccinazione di massa registrata nelle ultime settimane “ha subìto un’inevitabile battuta d’arresto dopo il blocco precauzionale e temporaneo del vaccino AstraZeneca”, si legge nel monitoraggio. Il nuovo parere dell’Ema è atteso per oggi.
“A seguito di questo increscioso episodio – commenta Cartabellotta – al di là  dei tempi organizzativi per ripartire, non è possibile stimare la riduzione dell’adesione generale alla campagna vaccinale, nè l’impatto della diffidenza (o del rifiuto?) individuale rispetto al vaccino AstraZeneca”.
Degli oltre 4,4 milioni di over 80, 1.258.139 (28,5%) ha ricevuto solo la prima dose di vaccino e 469.783 (10,6%) hanno completato il ciclo vaccinale con rilevanti differenze regionali. Insomma, “la terza ondata è ripartita da un “altopiano” determinando la rapida saturazione di posti letto in area medica e terapia intensiva, in particolare in alcune Regioni – avverte il presidente di Gimbe –
In secondo luogo, il trend dei pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva è in rapida ascesa e difficilmente raggiungerà  il picco prima di 3 settimane dall’introduzione delle nuove misure restrittive. Infine, i ritardi delle forniture vaccinali e il caso AstraZeneca allontanano gli effetti della campagna vaccinale”.
Da qui la domanda di Cartabellotta: “In questo scenario, con una popolazione psicologicamente ed economicamente sfiancata e operatori sanitari allo stremo, quale sarà  il cambio di passo del Governo Draghi per salvare, almeno in parte, la stagione estiva?”.

(da “La Repubblica”)

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ASTRAZENICA, EMA VERSO IL SI’ MA “LEGGETEVI IL BUGIARDINO PER GLI EFFETTI COLLATERALI”

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

SOLUZIONE PONZIO PILATO IN EUROPA

Astrazeneca, Ema verso il sì? Oggi nel pomeriggio gli esperti dell’Ema, probabilmente in una conferenza stampa dal quartier generale di Amsterdam, daranno il loro parere sul siero della casa anglo-svedese dopo lo stop cautelativo alle somministrazioni in oltre 16 Paesi europei, Italia inclusa, in seguito ai casi sospetti di trombo-emboli.
Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, ieri ha spiegato che “Il rapporto rischi-benefici per il vaccino di AstraZeneca è nettamente a favore dei benefici”, avvertendo che Ema con ogni   probabilità  autorizzerà  il vaccino anche se con delle avvertenze: “Si può attendere che l’Ema dia una nota di avvertenza” perchè “se ci sono soggetti femminili che hanno avuto trombosi, andranno studiati. Soprattutto le donne che prendono la pillola, un farmaco pro-trombotico” o comunque soggetti a rischio, verso cui occorrerà  avere “maggiore attenzione”.
Oggi Repubblica scrive che:
A ieri sera si attendeva un giudizio positivo sul rapporto tra rischi e benefici accompagnato però dall’indicazione che sono stati riportati eventi avversi estremamente rari, 11 casi su 5 milioni di vaccinati con AstraZeneca, per i quali non c’è l’evidenza di una correlazione tra trombosi e vaccinazione, ma non si può nemmeno escludere al 100% . Per questa ragione l’Ema potrebbe decidere di inserire nel foglietto illustrativo del farmaco l’eventualità  di effetti collaterali, sebbene tanto rari da non avere rilevanza statistica. In sostanza, tra i 50 casi registrati in Europa, il focus cade sugli 11 di trombosi cerebrale del seno traverso osservati in Germania, Spagna e Norvegia.

(da agenzie)

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