Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
“CHI SBAGLIA PAGA”? ASPETTIAMO LE DIMISSIONI DI SALVINI DA SEGRETARIO DELLA LEGA E DI FONTANA DA GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA
Una volta ce ne sono troppe, un’altra troppo poche. Oggi stessa storia di ieri: tutto pronto, ma nonni sono i “vaccinando” (58 su 600a Cremona).
Ieri invece c’erano 550 dosi di vaccino pronte, ma non c’era nessuno in fila pronto a essere vaccinato.
Perchè? Perchè Aria, la società che gestisce il sistema di prenotazioni per la campagna vaccinale in Lombardia, non ha inviato a nessuno il messaggino con cui indicava orario e luogo per l’inoculazione del vaccino.
Lo stesso è successo a Como, Monza e Varese. Cosa che — ovviamente — ha provocato l’indignazione dei più.
Come il braccio destro di Attilio Fontana, l’assessore al Welfare della Lombardia Letizia Moratti, che ha scritto su Twitter: “L’inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per vaccinare. È inaccettabile!”. Inaccettabile, vero.
Peccato però che la società Aria sia stata fortemente voluta proprio dalla Lega, e più precisamente dall’assessore regionale leghista al Bilancio Davide Caparini.
Ma non è il primo scivolone di Aria: come dimenticare lo scorso flop, quello successo appena una decina di giorni fa, quando al centro vaccinale Niguarda di Milano si erano presentati 900 anziani, ma c’erano vaccinazioni solo per 600 di loro.
Lì era stato il consulente Guido Bertolaso a attaccare Aria (e quindi i suoi).
Aveva detto: “La coda degli anziani fuori dal centro vaccinale di Niguarda per gli errori di Aria che manda 900 convocazioni al posto delle 600 previste è una vergogna! Ho mandato la Protezione Civile ad assisterli, mi scuso con tutti loro!”
La Lombardia è tra le 10 peggiori regioni nel rapporto tra dosi consegnate e dosi somministrate (solo il 77,4 % dei vaccini sono stati inoculati, pur essendo una delle regioni maggiormente colpite dal covid).
Come era facilmente immaginabile, sono scattate le polemiche.
Il Pd, tramite una nota di Silvia Roggiani: “Quanto sta accadendo in Lombardia, in particolare a Cremona, è inaccettabile e non più tollerabile. Come non è tollerabile che la vicepresidente scarichi le responsabilità su quella che è di fatto una creazione della giunta Fontana, ovvero Aria, il sistema controllato al 100% da Regione, presieduto da vertici vicini a Lega e Forza Italia. Le responsabilità di questo fallimento sono, perciò, in capo a tutta la maggioranza che governa la Lombardia, che non può tirarsi indietro con un tweet. Quanto ancora dobbiamo aspettare prima che Fontana, Moratti, Bertolaso abbiano un sussulto di dignità e si facciano da parte? Mentre in Lombardia per gli errori della piattaforma di prenotazione gli hub vaccinali vanno deserti, nel Lazio si registra un crollo dell’indice di mortalità con l’80% degli over 80 già vaccinati. Facciamo un appello al generale Figliuolo: la macchina politica e tecnica è nel caos più totale, venga qui e prenda in mano la situazione. Questa giunta sta umiliando gli sforzi immensi di medici, infermieri e operatori sanitari, per non parlare di quelli di tutte le cittadine e di tutti i cittadini lombardi, che hanno davvero perso la pazienza.
La stessa polemica è stata sollevata anche dagli esponenti lombardi del Movimento 5 Stelle. Su questo è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Non è possibile che una piattaforma dedicata alla vaccinazione non abbia funzionato considerato che ci sono mesi di lavoro dietro”. Sempre per l’M5s ha parlato Stefano Buffagni. E lo ha fatto senza mezzi termini: “Lo schifo che sta succedendo in Regione Lombardia sulla gestione delle vaccinazioni e la totale inadeguatezza dei suoi dirigenti di Aria SpA è sotto gli occhi di tutti. La Moratti e Fontana sono fermi a difendere un sistema evidentemente INADEGUATO: Vanno CACCIATI gli incapaci che stanno facendo un disastro dopo l’altro.”
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
LA SCADENZA NAZIONALE ERA FISSATA A FINE MARZO… “IL 16% DELLE DOSI DESTINATE ALLE CATEGORIE PRIORITARIE E’ ANDATA A CHI NON NE AVEVA DIRITTO”
La Fase 1 della campagna vaccinale doveva concludersi dopo il primo trimestre del 2021, e invece
l’obiettivo è tutt’altro che all’orizzonte.
Gli ultraottantenni che hanno ricevuto la doppia somministrazione del vaccino sono appena il 14,7%, e quelli che hanno ricevuto almeno la prima dose non sono nemmeno un terzo del totale, il 28,2%.
L’Italia si trova così a fronteggiare la terza ondata dell’epidemia di Coronavirus senza aver messo al sicuro la fascia di popolazione più a rischio. L’unica nota positiva riguarda le Rsa dove, pur con una certa lentezza, si è arrivati all’89,1% delle coperture.
Inizialmente l’idea, annunciata dal ministro Roberto Speranza quando è cominciata la campagna, era quella di chiudere il capitolo over 80 entro fine febbraio.
Poi, dopo i ritardi sulle forniture che hanno coinvolto Pfizer, la data era stata fissata inevitabilmente a un mese dopo. Man mano, però, l’orizzonte si è allontanato sempre di più: probabilmente non si riuscirà a coprire gli anziani prima di maggio, quando partirà la vaccinazione di massa.
Cartabellotta: «Parte delle dosi è andata a chi non ne aveva diritto»
Ma non è solo colpa dei ritardi generali. Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, la motivazione sarebbe da ricercare anche nel fatto che parte delle dosi disponibili inizialmente per i sanitari sono andate ad altre persone. «Purtroppo all’inizio della campagna vaccinale, che indicava come priorità 1.404.000 operatori sanitari e sociosanitari, parte delle dosi allora disponibili sono finite a persone che non ne avevano diritto», ha detto al Corriere della Sera.
«Mi riferisco a dipendenti amministrativi che, anche per l’età , non avrebbero dovuto avere la precedenza. Gli imbucati sono stati il 16%». Anche perchè, specifica, all’epoca non si sapeva che ci sarebbero stati dei tagli nelle forniture da parte delle varie case farmaceutiche.
La situazione degli over 80 nelle varie Regioni
La media nazionale è del 14,7%, ma la situazione varia di regione in regione. A fare meglio è la Provincia autonoma di Bolzano, con il 38% degli over 80 vaccinati (che hanno ricevuto, cioè, la doppia dose). Subito dopo c’è la provincia autonoma di Trento (33,3%), la Basilicata (30,5%), la Campania (23,2%) e il Lazio (22,8%).
A fare peggio di tutti è la Sardegna, ormai ex zona bianca, che ha vaccinato appena il 2,8% degli anziani. Male anche la Toscana (5,3%), la Calabria (7,6%) e la Puglia (9,01%). Sotto la media nazionale anche la Regione in assoluto più colpita dalla pandemia: in Lombardia sono stati vaccinati appena l’11,1% degli ultraottantenni.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
LUI NEGA DI AVER DATO UN TESTATA ALLA EX COMPAGNA, INDAGANO I CARABINIERI
Massimo Balmas, presidente del consiglio comunale di Ciampino, denunciato dalla ex compagna per maltrattamenti, si è dichiarato “estraneo ai fatti”.
Mentre la sua posizione è al vaglio degli inquirenti della Procura di Velletri, che hanno ricevuto il fascicolo dai carabinieri, Balmas ha annunciato la sua autosospensione dalla Lega. “Tengo a rappresentare che l’intervento dei carabinieri è stato da me richiesto — si legge in una nota — I militari durante l’intervento, operato con professionalità e nel pieno rispetto dei minori presenti, hanno raccolto tutti gli elementi utili alla competente Autorità Giudiziaria alla quale serenamente mi affido, non avendo null’altro da aggiungere in una vicenda che deve rimanere in ambito prettamente privato per la tutela dei miei figli”.
E aggiunge: “In ogni caso, al solo fine di evitare ulteriori speculazioni politiche, ho comunicato già ai competenti organi della Lega la mia autosospensione dal Partito”.
A riportare la notizia dei presunti maltrattamenti che avrebbe compiuto Massimo Balmas nei confronti della ex compagna La Repubblica, in un articolo di Andrea Ossino, che scrive di una denuncia, poi confermata dai carabinieri.
Un episodio di violenza che, a detta della donna, non sarebbe il primo, durante il quale il presidente del consiglio di Ciampino, l’avrebbe colpita.
La donna era andata a casa sua per aiutare i figli impegnati con la Dad. “Si è avvicinato sghignazzando e, prima che potessi rendermene conto, mi ha sferrato una violenta testata, che mi ha colpito in pieno volto — si legge nell’articolo de La Repubblica — Ho girato lo schermo del computer, confidando che resosi conto del collegamento avrebbe potuto tranquillizzarsi. Ho insistito perchè si desse una volta per tutte un contegno accettabile, se non per me almeno per i suoi figli”.
(da Fanpage)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
LE DRAMMATICHE IMMAGINI DEI NUOVI POVERI DEL COVID… QUESTE SONO LE PERSONE CHE VANNO AIUTATE, NON DISTRIBUENDO SOLDI A PIOGGIA
Una coda lunghissima che si snoda per decine di metri costeggiando l’università Bocconi per arrivare
in viale Toscana davanti alla sede di “Pane quotidiano”, l’organizzazione che a Milano distribuisce aiuti alimentari alle persone in difficoltà .
È una fila fatta di uomini, donne, anziani, famiglie con bambini, ma anche giovani. Italiani e stranieri. Persone che con dignità aspettano il proprio turno per ricevere un pasto caldo, vestiti, la spesa.
Sono immagini che arrivano dritte al cuore. Foto che sbattono in faccia a tutti noi la drammatica crisi legata al Covid che ha colpito il nostro Paese, riducendo sul lastrico milioni di famiglie italiane.
Negli ultimi mesi il fenomeno ha avuto un incremento, che ha reso sempre più utili le iniziative delle associazioni di volontariato come quella di “Pane Quotidiano” a Milano.
In Italia per la crisi Covid ci sono 5 milioni e mezzo di nuovi poveri
Si tratta di 1,9 milioni di famiglie italiane che secondo l’Istat quest’anno non riusciranno a soddisfare i bisogni primari, come due pasti caldi al giorno. Questi quasi due milioni vanno a sommarsi ai 3 milioni e mezzo di nuclei già presenti alla fine del 2019. Un dato impressionante: 5 milioni e mezzo di poveri in Italia.
Se aggiungiamo i poveri “relativi”, chi in una coppia non può permettere spese per mille euro o poco più al mese, l’eredità per il 2021 è un totale di oltre 14 milioni di poveri.
Un milione e 137 mila persone sono sotto i 18 anni. Save the Children parla di fame vera, assenza di cure sanitarie e di un’istruzione a intermittenza.
E la didattica a distanza ha peggiorato le cose: senza le mense scolastiche e l’istruzione garantita una fascia di popolazione giovane è davvero in pericolo.
Un punto rilevante è che chi si è rivolto ad associazioni e centri di aiuto durante la pandemia non lo aveva mai fatto prima. Tra aprile e maggio la rete Caritas ha registrato 446 mila richieste di aiuto per altrettante famiglie in crisi, scese poi in estate a 176 mila.
“Quasi i due terzi dei beneficiari sono italiani, un dato capovolto rispetto all’ordinario”, spiega De Capite, autrice del rapporto Caritas. Chi sono? Persone che hanno perso il lavoro, a cui non arriva la cassa integrazione, che non posso permettersi tutti i figli sempre a casa.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
UNA CHAT PER PRENOTARE NEI LOCALI CHIUSI PER LE RESTRIZIONI… POI SONO QUELLI CHE CHIEDONO PURE I RISTORI
Nella notte tra sabato 20 e domenica 21 marzo in un ristorante di Brebbia, in provincia di Varese, le telecamere di Striscia la Notizia hanno ripreso assembramenti e persone senza mascherina sedute tranquillamente per cenare o al bancone del bar per un aperitivo.
Una quarantina di persone tra invitati e personale di sala hanno partecipato ad una festa di compleanno clandestina, in piena zona rossa.
Il festeggiato, Francesco Tomasella, è il creatore e amministratore della chat, già al centro di un`inchiesta di Striscia del 15 marzo, per prenotare locali chiusi per restrizioni anti-Covid, e quindi fuorilegge, che permettono ai clienti di mangiare al tavolo nonostante i divieti.
Max Laudadio, sul posto con la troupe, ha invitato l`organizzatore della festa a rilasciare un`intervista, ma Tomasella si è sottratto al confronto. Sul posto è intervenuta anche la Polizia che ha identificato i presenti.
Il servizio andrà in onda lunedì sera su Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35).
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
“I LAVORATORI VANNO VACCINATI, NON LICENZIATI”
Una critica a tutto tondo, giusto per far capire che il governo Draghi non è un governo così neutro ma
– anche se in parte – si fa portavoce delle istanze della destra liberista che si ritrova intorno alla linea ‘padronale’ della nuova gestione di Confindustria.
I lavoratori andrebbero tutti vaccinati e non licenziati, ed è completamente sbagliata la scelta politica di un nuovo condono fiscale nel decreto Sostegni, che peraltro amplia la platea dei precari con diritto al ristoro, di cui però riduce l’ammontare. La stoccata al governo arriva dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, secondo il quale il condono “non c’entra nulla con il lavoro, la povertà , l’emergenza”.
Landini ha sottolineato che “entro l’estate i lavoratori vanno vaccinati, non licenziati. E’ un errore da correggere quello del governo, mentre è del tutto sbagliata la scelta politica di un nuovo condono fiscale: un’offesa a chi paga sempre le tasse”. Del decreto Sostegni, il segretario della Cgil dice che è “sicuramente necessario, ma ci sono tre cose” che non lo convincono.
“La prima è la decisione di inserire in un decreto per sostenere l’economia, in questo drammatico momento, un nuovo condono fiscale. Che non c’entra nulla con il lavoro, la povertà , l’emergenza. Anzi, è un modo di offendere chi le tasse le paga sempre. Pessima scelta. Qui ci vedo una netta contraddizione con le affermazioni contenute nel discorso programmatico del presidente Draghi. Dove era forte il richiamo alla dimensione europea e alla volontà di una riforma complessiva del sistema fiscale”.
Il secondo punto riguarda i sostegni destinati ai lavoratori precari. “E’ vero che si è allargata positivamente la platea a figure finora escluse – osserva Landini-, ma a fronte di questo è stato ridotto l’ammontare dell’indennità : da mille euro al mese a 800 euro. Questo in un momento in cui nel nostro Paese sta crescendo la povertà anche tra coloro che hanno una qualche forma di occupazione”.
Il terzo punto oggetto delle critiche della Cgil è che “questa dovrebbe essere una fase di coesione sociale, di unità del Paese. Invece aver stabilito che da luglio, in teoria, le imprese industriali potranno ricorrere ai licenziamenti collettivi mentre per gli altri settori di attività continuerà il blocco fino ad ottobre dividerà il Paese. Una decisione incoerente rispetto all’impegno del governo di arrivare in autunno ad una riforma condivisa degli ammortizzatori sociali. Non vorrei che ci possano essere aziende che licenziano a luglio per poi chiedere soldi in autunno. Sarebbe molto grave. Continuo ad avere aspettative da questo governo e non ho alcun pregiudizio”.
(da Globalist)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
CHAT INFUOCATE: “E ORA CHE SI FA?”,,, IPOTESI DE MICHELI O SERRACCHIANI ALLA CAMERA, AL SENATO SI PARLA DI FEDELI
L’intervista di Enrico Letta è esplosa come una bomba nelle chat dei parlamentari Pd sin da questa mattina. “Hai visto? E ora, che si fa?”, è la domanda che corre tra deputati e senatori dem spiazzati dal blitz del segretario.
Letta oggi, nella sua prima intervista ad un quotidiano, dice che i due capigruppo di Camera e Senato dovranno essere donne. Lo dice al Tirreno, che è lo storico quotidiano della sua regione ma – si fa notare – che è anche quella di Andrea Marcucci.
E l’intervista esce anche in un altro quotidiano del gruppo, la Gazzetta di Reggio Emilia: a casa di Graziano Delrio, insomma.
L’ipotesi di un cambio era nell’aria da giorni. Ora le indiscrezioni sono diventate una richiesta esplicita di Letta. E i gruppi – le assemblee sono previste martedì – saranno chiamati ad esprimersi su una richiesta che suona un po’ come un atto di fiducia verso il nuovo segretario Pd.
“Certo, è un’entrata a gamba tesa”, dice un deputato dem, “ci ha spiazzato tutti. Da Parigi è tornato Enrico ‘Matteo’ Letta, è tornato un rottamatore…”.
La presa di posizione del segretario va a scardinare un sistema di equilibri tra correnti articolato tra presidenti e vice nei gruppi. E non è stata affatto presa bene.
A palazzo Madama c’è molta irritazione, a quanto si riferisce. I senatori più vicini ad Andrea Marcucci reagiscono a caldo con stizza, si dicono pronti a ‘sfidare’ il segretario e tentati di andare alla conta: “Vediamo, non è detto che Andrea non venga rieletto… e poi se il problema è la foto per la parità di genere, ma di che parliamo?”.
Anche se il ragionamento tra i senatori dem è che difficilmente si andrà a uno scontro: “Non sappiamo cosa intende fare Marcucci, lui di certo ha i numeri ma arroccarsi e per di più sulla parità di genere non avrebbe senso”.
Il riferimento del senatore dem sulla ‘foto’ è nel passaggio dell’intervista di Letta quando dice: “Quando sono arrivato ho detto che c’è un problema enorme di presenza femminile nel nostro partito: tre ministri sono uomini, io sono un uomo. Penso che per forza di cose due capogruppo debbano essere due donne. Non possiamo fare una foto di gruppo del vertice del partito e presentare volti di soli maschi. In Europa sono cose che può fare Viktor OrbàŸn in Ungheria o Mateusz Morawiecki in Polonia”.
Il segretario sottolinea che per Delrio e Marucci “non è una bocciatura. Sono fra le figure di maggiore rilievo che abbiamo, hanno lavorato benissimo e potranno tornare utilissimi in altri ruoli. Siamo intorno alla metà della legislatura ed è giusto lasciare spazio a due donne”.
Quanto alla scelta, sarà affidata all’autonomia dei gruppi: “Suggerisco che votino e scelgano senza drammi. Non le indico io le capogruppo, le scelgano. Tutti mi hanno votato, quindi non c’è maggioranza e minoranza”.
Dice Cecilia D’Elia: ci sono “molte donne capaci e competenti. Spetta ora ai Gruppi decidere il nome in piena autonomia, oltre ogni logica legata alle correnti”. Eppure tra i parlamentari si ragiona invece su “una scelta complessiva”, ovvero che tenga conto degli equilibri interni pesando i ruoli a Camera e Senato.
A Montecitorio il gruppo è articolato tra varie anime dem e le possibilità sono diverse da Paola De Micheli a Debora Serracchiani fino a Alessia Morani e Marianna Madia.
Al Senato le cose sono più complicate anche per la presenza corposa di parlamentari di Base Riformista. Nel caso di un cambio, la senatrice di area più riconoscibile sarebbe stata Simona Malpezzi che però è impegnata al governo.
C’è poi l’ex-ministra Valeria Fedeli, che da alcuni senatori viene data in pole. Ed ancora Anna Rossomando, che è vicepresidente del Senato e neonominata in segreteria da Letta, vicina ad Andrea Orlando. E infine Roberta Pinotti, figura autorevole, di Areadem di Dario Franceschini.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
“ITALIA VIVA OGGI E’ SOSPESA, NON DECISA”
Il senatore Eugenio Comincini di Italia viva passa al Pd. 
L’annuncio oggi su Facebook. “Ho chiesto di poter tornare nel Pd. Un anno e mezzo fa aderii ad Italia Viva”, scrive il parlamentare, “fu una scelta sofferta” per “costruire, fuori dal Pd, “una casa dei riformisti”.
“Italia Viva oggi appare sospesa, non decisa su aspetti sui quali per me non può esserci confusione”. Secondo Comincini i campi politici, “continuano ad essere due: il centrosinistra, imperniato sul Pd, e il centrodestra, imperniato sulla Lega. Non c’è una terza via: io non vedo le condizioni perchè possa nascere un soggetto centrista liberaldemocratico”.
“Ritorno nel Pd senza etichette, con le mie idee e le mie convinzioni”, si legge ancora nell’annuncio dell’addio a Italia viva da parte senatore Comincini che sottolinea “rientro nel Pd da persona libera”.
“Quella – aggiunge – che qualche giornalista chiama “transumanza” per me è libertà di assumere scelte difficili in un quadro politico che definire mutevole sarebbe riduttivo.
Il tema giustamente posto da Enrico Letta dei cambi di casacca (sul quale pure io mi sono a lungo interrogato) va affrontato alla radice: riconnettendo realmente gli eletti con la scelta degli elettori. Torno in pace, senza essere “cavallo di Troia” di nessuno, disponibile al confronto sulle idee”. “Un anno e mezzo fa non avevo chiesto garanzie nè ho avuto nulla in cambio per la mia scelta. Come è naturale e giusto che sia, non le ho certo chieste ora che torno sui miei passi. – prosegue il senatore – Non è nel mio stile. Se peraltro avessi voluto ottenere qualcosa in cambio, avrei fatto questa scelta quando, durante la crisi di governo, la transumanza (quella vera) mi riconosceva un peso politico e numerico infinitamente maggiore di quello che ho in questo momento”.
“Questa settimana – scrive Comincini – ho quindi chiesto di rientrare nel Pd motivandone la ragioni alla segreteria nazionale di Enrico Letta, al capigruppo Marcucci, ai segretari lombardo Vinicio Peluffo e metropolitano milanese Silvia Roggiani. Li ringrazio per l’accoglienza: non era affatto scontata dopo la mia scelta di un anno e mezzo fa. Nelle prossime ore formalizzerò la mia decisione alla Presidente del Senato Casellati. E quindi riprenderò l’attività con il colleghi Senatori con i quali avevo iniziato la legislatura”.
(da “Huffingtronpost”)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
GIORNATA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
Eliminare la discriminazione razziale richiede impegno costante. Il messaggio del Papa in un tweet in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale richiama alla necessità di attenzione costante: “Il razzismo è un virus che muta facilmente e invece di sparire si nasconde, ma è sempre in agguato. Le espressioni di razzismo rinnovano in noi la vergogna dimostrando che i progressi della società non sono assicurati una volta per sempre” dice Bergoglio
Dal 1966 le Nazioni Unite hanno proclamato il 21 marzo Giornata internazionale per l’eliminazione dell’odio razziale. La scelta è caduta sul primo giorno di primavera perchè il 21 marzo 1960, a Sharpeville, un gruppo di dimostranti sudafricani scioperò contro una delle più odiose norme introdotte dal regime dell’apartheid, secondo cui qualunque uomo dalla pelle nera per accedere ad una zona riservata alla gente bianca si sarebbe dovuto procurare un’autorizzazione. Durante la protesta pacifica la polizia aprì il fuoco, ci furono 69 morti e 180 feriti.
Le Nazioni unite hanno scelto come tema per il 2021 “I giovani in lotta contro il razzismo” ricordando come i ragazzi abbiano avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione delle marce Black Lives Matter del 2020 quando migliaia di ragazzi sono scesi in piazza per protestare contro la discriminazione razziale e hanno diffuso attraverso i social messaggi di un attivismo che, affermano le Nazioni Unite, “è tanto più significativo nel contesto della pandemia, che ha ristretto la libertà di movimento e di riunione e ha scatenato ondate di odio, violenza e paura verso etnie diverse”.
(da agenzie)
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