Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
AVEVANO CHIESTO IL REINTEGRO, IL GIUDICE HA DATO LORO TORTO E RESPINTO LA RICHIESTA
Niente vaccino, niente stipendio.
Lo ha deciso il giudice di Belluno Anna Travia respingendo le richieste di due infermieri e otto operatori sociosanitari che avevano rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione con Pfizer lo scorso febbraio e che, per questo, erano stati sospesi dal lavoro.
Lo riporta il Corriere del Veneto spiegando che i dieci sanitari, tutti dipendenti di due case di riposo del Bellunese, all’indomani del rifiuto, erano stati messi in ferie forzate dalla direzione delle Rsa e sottoposti alla visita del medico del lavoro.
A loro volta, gli operatori no vax avevano fatto ricorso in tribunale per essere reintegrati nel posto di lavoro, rivendicando la libertà di scelta vaccinale prevista dalla Costituzione.
Una sentenza esemplare che indica la strada per uscire dalla pandemia: garantite ai nostri anziani di essere assistiti da persone serie e responsabili.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
E’ UN 40ENNE, GIA’ NOTO ALLE FORZE DELL’ORDINE
Un passo verso la giustizia. Quanto accaduto lo scorso 26 febbraio in una stazione ferroviaria di
Roma ha fatto il giro del mondo.
Il video dell’aggressione omofoba Valle Aurelia ha provocato molta indignazione che ha travalicato anche i confini del nostro Stivale. Ora, dopo settimane di indagini e di confronti tra il filmato e gli archivi delle forze dell’ordine, l’uomo protagonista del brutale pestaggio nei confronti di uno dei due giovani.
A confermare l’avvenuta identificazione è il Corriere della Sera che traccia un identikit dell’uomo finito nel mirino delle forze dell’ordine. E, secondo quanto trapela dalle pagine del quotidiano, non si tratterebbe di una persona sconosciuta. Anzi, in altre occasioni si era già reso protagonista di intemperanze e violenze.
Si tratta di un 40enne già conosciuto dalle forze dell’ordine — ma senza precedenti penali — che anche in altre circostanze sarebbero intervenute per alcuni comportamenti intemperanti e violenti, anche se non sembra ai danni di gay.
L’autore del pestaggio e dell’aggressione omofoba Valle Aurelia, dunque, ha un nome e gli inquirenti — ora — potrebbero incriminarlo per i reati di lesioni personali e ingiuria. Il contenuto del video, pubblicato anche in rete, ha messo in evidenza l’atteggiamento dell’uomo che, prima di lanciare schiaffi, pugni e calci al giovane Christopher Jean Pierre Moreno, aveva invaso i binari per passare da una banchina all’altra.
Incastrato dal video pubblicato in rete
Le immagini hanno dato una svolta a questa inchiesta che ora potrebbe portare a una condanna per l’uomo. L’aggressore, infatti, ha colpito uno dei due giovani che, secondo lui, si erano macchiati della sola “colpa” di essersi scambiati un bacio seduti sulla panchina mentre attendevano il passaggio del treno. Da lì il doppio attraversamento sui binari e quel folle pestaggio nei confronti di Christopher Jean Pierre Moreno.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“PRODUCE SOLO IN UNO STABILIMENTO SUI CINQUE PREVISTI”… “ABBIAMO RICEVUTO MENO DI UN QUARTO DELLE DOSI PREVISTE”
“Una vergogna”, stanno producendo “solo in uno stabilimento su cinque” previsti dal contratto con l’Ue.
Così Sandra Gallina, direttrice generale della direzione Salute della Commissione europea, nel corso di un’audizione in commissione Bilancio del Parlamento europeo, si scaglia contro AstraZeneca, affermando che “ci ha creato un problema reputazionale” a livello europeo. I problemi per la campagna vaccinale europea “ci sono con un solo contratto, quello con AstraZeneca, il vaccino più economico e quello con le forniture maggiori previste per il primo semestre. Ne abbiamo parlato con gli Stati membri e intendiamo agire perchè questa questione non può essere disattesa” ha detto parlando agli eurodeputati. “Pfizer e Moderna stanno rispettando le consegne – ha sintetizzato Gallina – con AstraZeneca abbiamo seri problemi e non abbiamo ricevuto neanche un quarto delle dosi stabilite via contratto, una situazione che ha creato un danno di reputazione per tutti, Commissione e Stati membri”.
“Sostengo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, abbiamo un problema con Astrazeneca” ha detto stamane Angela Merkel che ribadisce il suo sostegno alla minaccia di bloccare le esportazioni delle dosi del vaccino prodotto in Europa dalla casa anglo-svedese che ha rispettato a pieno il contratto con il Regno Unito mentre invece ha ritardato le consegne con la Ue. La questione sarà sul tavolo dei leader europei il 25 e 26 marzo.
Ma contro AstraZeneca si leva anche qualche autorevole voce americana. I risultati del trial Usa del vaccino della casa farmaceutica contro il Covid-19 potrebbero avere usato “informazioni obsolete”, è il dubbio sollevato dalle autorità sanitarie federali Usa, in particolare dal comitato di monitoraggio Data and Safety Monitoring Board, secondo cui AstraZeneca potrebbe avere fornito una visione incompleta dei dati sull’efficacia del vaccino.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
SMENTITA L’AZIENDA CHE IERI AVEVA COMUNICATO UN’EFFICACIA DEL 79%
E’ durata lo spazio di una notte, la buona notizia dei dati americani del vaccino di AstraZeneca. Ieri
dagli Stati Uniti erano stati annunciati i buoni risultati del suo trial negli Usa: 79% di efficacia. Stamattina le autorità americane mettono in dubbio quei dati, frutto di “informazioni obsolete” secondo un comunicato del Niaid guidato da Anthony Fauci (il National Institute of Allergy and Infectious Diseases). “Il Data and Safety Monitoring Board è preoccupato che AstraZeneca possa aver fornito una stima incompleta sui dati di efficacia” spiega il comunicato, riferendosi al comitato incaricato di esaminare i dati sui trial clinici forniti dalle case produttrici. “Esortiamo l’azienda a lavorare con il Board per valutare la qualità dei dati e assicurarsi che vengano rese pubbliche quanto prima le cifre più precise, più aggiornate e più chiare possibile”.
AstraZeneca era pronta a chiedere l’autorizzazione alla Food and Drug Administration (Fda, l’ente regolatorio dei farmaci negli Usa) per l’autorizzazione del suo vaccino anche negli Usa. Ora arriva l’ennesimo intoppo per la casa farmaceutica anglo-svedese.
In autunno, dopo un evento avverso su un volontario (un caso di mielite, una malattia neurologica), l’Europa aveva ripreso le sperimentazioni dopo una settimana, mentre gli Stati Uniti avevano riavviato le somministrazioni solo dopo sette settimane di analisi e controlli. Mentre l’autorizzazione in Europa era arrivata il 29 gennaio sulla base soprattutto di un trial in Gran Bretagna con 20mila volontari, Washington aveva chiesto che l’azienda completasse una sperimentazione sul suolo americano con 32mila volontari, prima di prendere in esame il vaccino. Ieri questi risultati erano arrivati. Ma non sono bastati a convincere le autorità americane.
Anche l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, aveva avuto il suo da fare per mettere ordine tra i dati dei trial clinici di AstraZeneca. Una parte dei volontari aveva ricevuto una dose intera, altri mezza dose, a causa di un errore nella misurazione del principio attivo. Un approvvigionamento erratico aveva costretto poi gli sperimentatori a ritardare il richiamo, in alcuno casi fino a tre mesi dopo la prima dose.
Negli Usa invece le seconde dosi sono state tutte inoculate dopo un mese. I problemi di produzione dell’azienda stanno causando inoltre il ritardo degli approvvigionamenti in Europa, alla base della disputa commerciale in corso con la Commissione Europea.
(da “La Repubblica”)
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