Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“DOBBIAMO ESSERE ALL’ALTEZZA E PARLARE IL LINGUAGGIO DELLA VERITA'”: IL PD HA RITROVATO UN LEADER
Sì a una donna a capo del gruppo parlamentare del Pd alla Camera. Questa volta il Partito democratico non litiga e trova l’intesa durante l’assemblea tra deputati e segretario. Graziano Delrio, attuale capogruppo dem a Montecitorio, sulla parità di genere si è detto pronto a farsi di parte, disponibile a rinunciare al suo incarico per venire incontro alla richiesta di Enrico Letta.
La votazione non avverrà oggi, ma nei prossimi giorni. In ogni caso sarà scelta una donna. Letta ha premesso di rispettare l’autonomia del gruppo, ha invitato a una consultazione interna per scegliere alcuni profili su cui poi eventualmente votare.
“La divisione non è un pericolo. Le votazioni possono essere una ricchezza”, è stato il ragionamento dell’ex premier che ha ringraziato “Graziano per come sta gestendo questo passaggio. Dimostra che siamo un grande partito. Siamo qui perchè abbiamo una responsabilità , verso il partito e il Paese. Voglio parlare il linguaggio della verità . Troverete in me un interlocutore aperto a tutti ma chiedo solo trasparenza e correttezza nei comportamenti -ha spiegato il segretario dem – Datemi la possibilità di dimostrarlo. C’è un popolo, non siamo o siamo stati parlamentari per diritto divino, ma perchè abbiamo un popolo dietro che ci chiede di andare avanti seri e determinati. Di essere all’altezza”.
E prima dell’assemblea Letta ha avuto un colloquio proprio con Delrio che ha rivendicato il lavoro fatto in questi anni, anche nel passaggio dal Conte I al Conte II.
Il Gruppo del Pd alla Camera ha sempre rispettato le scelte del segretario Nicola Zingaretti e il segretario ha rispettato l’autonomia del Gruppo, ha osservato Delrio. Letta ha ribadito la necessità di “fare del Pd il partito guida di una nuova idea di progresso in Europa. Se condividiamo questa ambizione di giocare una simile partita in Europa non possiamo accettare di avere tutti uomini ai nostri vertici. In Europa la questione di genere è cruciale, la diversità rende più credibili, moderne, innovative le classi dirigenti”.
Per l’ex premier, quindi, il Pd deve mettersi a capo di un’idea nuova di progresso in Europa e in quanto tale deve farsi interprete di un modo nuovo di vivere la parità di genere. Il segretario dem parlando al gruppo parlamentare della Camera dei Deputati, è tornato a chiedere che le donne siano messe in grado di svolgere una funzione di guida. Nei giorni scorsi, infatti, era arrivata la sua richiesta di eleggere due donne come capigruppo alla Camera e Senato. Un cambio che ha colto molti di sorpresa, in primis gli attuali presidenti Marcucci a Montecitorio e Delrio a Palazzo Madama, che ora è pronto però al passo indietro.
Perchè, dopo l’assemblea, il passaggio di consegne tra il presidente di gruppo uscente alla Camera e la futura nuova capogruppo, da scegliere al termine di una consultazione interna, avviene con la “massima disponibilità ” dello stesso Delrio. “Il mio ringraziamento a Graziano non è formale, ma sostanziale. Un dirigente politico si comporta così nel bene della comunità . Siamo qui – ha ricordato il segretario – perchè abbiamo una responsabilita, verso il partito e il paese. Da Graziano viene un esempio di dignità e di attaccamento alla nostra comunità “.
Ma per votare le due donne aspettare ancora qualche giorno. Ma non troppo, come ha chiesto lo stesso Letta a Delrio “di farsi carico di questo lavoro di ascolto e di individuazione delle soluzioni per poi arrivare a votare nell’arco di pochi giorni”. “Sono disponibilissimo ad accompagnare, a fare questo lavoro di istruttoria e di aiuto alla soluzione, per una competizione sana”, la risposta di Delrio.
“L’arrivo di Draghi dentro il Consiglio europeo, con tutta la stima che abbiamo per Giuseppe Conte che vedrò domani, è un segnale di un’Italia che può giocare lì un ruolo chiave, mentre la Germania è sotto elezioni a settembre e la Francia a maggio 2022”, ha detto il segretario del Pd. Proprio in riferimento all’elezione del nuovo capogruppo a Montecitorio, Letta ha spiegato: “L’unità con cui siamo usciti dall’Assemblea ha creato un’attesa. L’unità non è unanimità . Qualunque scelta farà sulla donna da eleggere – ha ribadito Letta – sarà per me la migliore, perchè il rispetto dell’autonomia del gruppo è per me fondamentale”.
Durante il suo discorso, il segretario democratico ha riservato un passaggio anche all’elezione del nuovo capo dello Stato. “Avremo di fronte passaggi delicatissimi, l’elezione del presidente della Repubblica è un momento cerniera per il Paese, abbiamo bisogno anche per questo di gruppi ben coordinati, non possiamo sbagliare”, ha sottolineato.
“Se l’Italia oggi è in piedi è perchè in passato non abbiamo mai sbagliato sull’elezione del presidente della Repubblica”. Non è poi mancata una stoccata a Matteo Salvini, dopo le tensioni tra i due in occasione dell’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto Sostegni. “È Salvini che deve spiegare perchè sostiene un governo con questo programma. Un grande partito com’è la Lega deve motivare non davanti a un caffè al bar perchè passa da anti Ue a pro Ue, altrimenti può cambiare di nuovo così in senso opposto”, ha voluto rimarcare Letta.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“VOGLIO TORNARE A FARE IL NONNO”: OTTIMA IDEA
La campagna vaccinale in Lombardia lo sta portando allo stremo delle forze. Per questo motivo,
nonostante l’entusiasmo per esser stato tirato in ballo dalla Lega e da Salvini per la candidatura a primo cittadino della capitale, Guido Bertolaso sindaco di Roma rimarrà — per la seconda volta in pochi anni — un miraggio.
A confermarlo è lo stesso consulente di Attilio Fontan
a per l’emergenza Covid in Lombardia nella sua intervista a il Corriere della Sera. Ora, dunque, nella faretra del centrodestra — se mai si troverà un accordo tra il Carroccio, Fratelli d’Italia e Forza Italia — resta solamente la freccia che risponde al nome di Andrea Abodi. A meno che non ci sia un outsider ancora non trapelato.
“Sarebbe un sogno, ma sono vecchio ed esausto per questo sforzo. Finito di vaccinare l’ultimo lombardo torno negli spogliatoi e ricomincio a fare il nonno”.
Queste le poche parole con cui Guido Bertolaso ha risposto alla domanda sulla sua candidatura a sindaco di Roma nel prossimi autunno.
Insomma, l’ex capo della Protezione Civile sarebbe entusiasta, ma l’età e lo sforzo per la gestione della campagna vaccinale in Lombardia sembra avergli tolto tutte le forze. Quindi, il suo nome può essere depennato dal breve elenco del centrodestra per la capitale.
Ed è la seconda volta, nel giro di pochi anni, che il nome di Bertolaso sindaco di Roma si infrange sugli scogli. La prima, nel 2016, quando il centrodestra unito decise di puntare su di lui fino a poco prima del voto. Poi Giorgia Meloni decise di rompere il patto e di scendere in campo in prima persona.
L’epilogo: vinsero Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle. Ora la storia si ripete, ma con modalità differenti. E proprio sul nome dell’ex Capo della Protezione Civile, solo la scorsa settimana, si era acceso uno scontro dialettico a distanza tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Adesso resta solo un nome, già reso pubblico dai due leader dei due principali partiti di Centrodestra: quello dell’ex Presidente della Lega di B Andrea Abodi, ora Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e del Comitato di Gestione Fondi Speciali.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
L’EX ASSESSORE TIRA DIVERE STOCCATE
Le ultime 24 ore nel palazzo della Regione Lombardia hanno messo (finalmente) in evidenza alcune — non tutte — delle criticità emerse negli ultimi mesi. Soprattutto per quel che riguarda la gestione del piano vaccinale lombardo e il sistema (fallimentare) di prenotazione online. I problemi erano evidenti e le denunce dei cittadini erano quotidiane.
Ma fino a ieri, Attilio Fontana e Letizia Moratti si erano limitati a puntare il dito nei confronti della società Aria, senza prendere provvedimenti.
Poi, improvvisamente, la decisione di commissariare i vertici — ma non il direttore generale — chiedendo al cda di fare un passo indietro. Una toppa al lassismo dei primi mesi dell’anno e una parziale riabilitazione di Giulio Gallera. O, almeno, questo è quel che ritiene l’ex assessore stanco.
Gallera restituisce il benservito alla Lega: “Non ero io il problema, ma Aria”
Nella sua intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, Gallera sottolinea come lui sia stato solamente il capro espiatorio della situazione lombarda e, per questo, ha pagato anche per colpe non sue.
“Il tempo è galantuomo e mi ha restituito un po’ di giustizia. Aria che aveva sbagliato completamente il percorso di acquisizione, a febbraio proponendo una gara con un prezzo senza senso a cui non aveva partecipato nessuno. Ad aprile sbagliando di nuovo, poi strapagando i vaccini che comunque erano pochi e non si trovavano”.
Colpa di Aria, dunque. E stavolta l’ex assessore fa nomi e cognomi.
“C’è questa società , Aria, fortemente voluta dall’assessore Caparini e dalla Lega che si è dimostrata una realtà non efficiente e al di sotto delle aspettative. Il management non si è dimostrato all’altezza. Il controllo e il coordinamento della società Aria era in mano all’assessore al bilancio della Lega”.
Un macigno dalla scarpa. La Lega, in primis Matteo Salvini, all’inizio di gennaio spinse per le dimissioni dell’allora Assessore al Welfare e alla Salute. Eravamo proprio all’inizio della campagna vaccinale anti-Covid e Gallera aveva rilasciato alcune dichiarazione alquanto sorprendenti (come il fatto di non voler richiamare i medici in ferie per iniziare i vaccini, o l’attacco alle altre Regioni che “hanno fatto la corsa” per vaccinare le persone). Insomma, le perplessità su tutto il sistema erano nell’aria. E non solo in quella con la “A” maiuscola.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
SALTANO LE TESTE DEL CDA, MA SALVA IL DIRETTORE GENERALE DELLA LEGA
Attilio Fontana voleva un’Aria nuova, ma la sua decisione è ricca di incoerenze e di decisione che
appaiono stantie.
Ieri la decisione di chiedere — e pretendere — un passo indietro da parte del consiglio di amministrazione della Società che, tra le tante cose, ha anche gestito (male) la piattaforma di prenotazione per la fase-1 e 2 della campagna vaccinale in Lombardia. A saltare, dunque, è stata la testa del presidente Francesco Ferri, uomo forte vicino a Silvio Berlusconi e di Forza Italia.
Un addio, coatto, che apre le porte al “leghista” Lorenzo Gubian, già direttore generale da diversi mesi. Un rinnovamento dimezzato, con il Carroccio che si salva in corner, nonostante la società sia stata fortemente voluta proprio dal partito guidato da Matteo Salvini.
Il Fatto Quotidiano ha messo in evidenza questa contraddizione che è alla base dell’incoerenza — tecnica — dietro la decisione di Attilio Fontana nei confronti di Aria SPA.
Che dovesse cadere qualche testa, nell’agenzia controllata dall’assessore leghista Davide Caparini, era chiaro, dopo le critiche e gli attacchi arrivati da medici e da esponenti dell’opposizione politica, ma anche dallo stesso assessore alla Sanità , Letizia Moratti, arrivata alla vicepresidenza della Regione per volere di Forza Italia. Così ieri Fontana — su input di Matteo Salvini — ha ordinato al consiglio d’amministrazione di Aria di dimettersi, a partire dal presidente Francesco Ferri, pupillo di Silvio Berlusconi e uomo del suo partito. Fontana ha poi stabilito che il controllo di Aria passi all’attuale direttore generale dell’agenzia, Lorenzo Gubian, l’uomo chiamato proprio da Caparini (dunque dalla Lega) solo pochi mesi fa per far uscire Aria da un altro fallimento, quello degli acquisti dei vaccini antinfluenzali.
Si salva la Lega, dunque. Anzi, passa dal via tagliando il traguardo da vincitrice di questa vicenda che ha paralizzato la campagna vaccinale in Lombardia a causa di scelte strategiche (e pratiche) che hanno rallentato il piano di immunizzazione dei cittadini. Perchè se è vero, come sottolinea la ministra Gelmini, che in Lombardia sono state somministrate più dosi rispetto alle altre Regioni, è altrettanto vero che la Lombardia sia stata la Regione ad aver ricevuto molte più dosi rispetto alle altre. E così il cambiamento, paventato con dichiarazioni al vetriolo, è solo fittizio.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
AVEVANO CHIESTO IL REINTEGRO, IL GIUDICE HA DATO LORO TORTO E RESPINTO LA RICHIESTA
Niente vaccino, niente stipendio.
Lo ha deciso il giudice di Belluno Anna Travia respingendo le richieste di due infermieri e otto operatori sociosanitari che avevano rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione con Pfizer lo scorso febbraio e che, per questo, erano stati sospesi dal lavoro.
Lo riporta il Corriere del Veneto spiegando che i dieci sanitari, tutti dipendenti di due case di riposo del Bellunese, all’indomani del rifiuto, erano stati messi in ferie forzate dalla direzione delle Rsa e sottoposti alla visita del medico del lavoro.
A loro volta, gli operatori no vax avevano fatto ricorso in tribunale per essere reintegrati nel posto di lavoro, rivendicando la libertà di scelta vaccinale prevista dalla Costituzione.
Una sentenza esemplare che indica la strada per uscire dalla pandemia: garantite ai nostri anziani di essere assistiti da persone serie e responsabili.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
E’ UN 40ENNE, GIA’ NOTO ALLE FORZE DELL’ORDINE
Un passo verso la giustizia. Quanto accaduto lo scorso 26 febbraio in una stazione ferroviaria di
Roma ha fatto il giro del mondo.
Il video dell’aggressione omofoba Valle Aurelia ha provocato molta indignazione che ha travalicato anche i confini del nostro Stivale. Ora, dopo settimane di indagini e di confronti tra il filmato e gli archivi delle forze dell’ordine, l’uomo protagonista del brutale pestaggio nei confronti di uno dei due giovani.
A confermare l’avvenuta identificazione è il Corriere della Sera che traccia un identikit dell’uomo finito nel mirino delle forze dell’ordine. E, secondo quanto trapela dalle pagine del quotidiano, non si tratterebbe di una persona sconosciuta. Anzi, in altre occasioni si era già reso protagonista di intemperanze e violenze.
Si tratta di un 40enne già conosciuto dalle forze dell’ordine — ma senza precedenti penali — che anche in altre circostanze sarebbero intervenute per alcuni comportamenti intemperanti e violenti, anche se non sembra ai danni di gay.
L’autore del pestaggio e dell’aggressione omofoba Valle Aurelia, dunque, ha un nome e gli inquirenti — ora — potrebbero incriminarlo per i reati di lesioni personali e ingiuria. Il contenuto del video, pubblicato anche in rete, ha messo in evidenza l’atteggiamento dell’uomo che, prima di lanciare schiaffi, pugni e calci al giovane Christopher Jean Pierre Moreno, aveva invaso i binari per passare da una banchina all’altra.
Incastrato dal video pubblicato in rete
Le immagini hanno dato una svolta a questa inchiesta che ora potrebbe portare a una condanna per l’uomo. L’aggressore, infatti, ha colpito uno dei due giovani che, secondo lui, si erano macchiati della sola “colpa” di essersi scambiati un bacio seduti sulla panchina mentre attendevano il passaggio del treno. Da lì il doppio attraversamento sui binari e quel folle pestaggio nei confronti di Christopher Jean Pierre Moreno.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“PRODUCE SOLO IN UNO STABILIMENTO SUI CINQUE PREVISTI”… “ABBIAMO RICEVUTO MENO DI UN QUARTO DELLE DOSI PREVISTE”
“Una vergogna”, stanno producendo “solo in uno stabilimento su cinque” previsti dal contratto con l’Ue.
Così Sandra Gallina, direttrice generale della direzione Salute della Commissione europea, nel corso di un’audizione in commissione Bilancio del Parlamento europeo, si scaglia contro AstraZeneca, affermando che “ci ha creato un problema reputazionale” a livello europeo. I problemi per la campagna vaccinale europea “ci sono con un solo contratto, quello con AstraZeneca, il vaccino più economico e quello con le forniture maggiori previste per il primo semestre. Ne abbiamo parlato con gli Stati membri e intendiamo agire perchè questa questione non può essere disattesa” ha detto parlando agli eurodeputati. “Pfizer e Moderna stanno rispettando le consegne – ha sintetizzato Gallina – con AstraZeneca abbiamo seri problemi e non abbiamo ricevuto neanche un quarto delle dosi stabilite via contratto, una situazione che ha creato un danno di reputazione per tutti, Commissione e Stati membri”.
“Sostengo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, abbiamo un problema con Astrazeneca” ha detto stamane Angela Merkel che ribadisce il suo sostegno alla minaccia di bloccare le esportazioni delle dosi del vaccino prodotto in Europa dalla casa anglo-svedese che ha rispettato a pieno il contratto con il Regno Unito mentre invece ha ritardato le consegne con la Ue. La questione sarà sul tavolo dei leader europei il 25 e 26 marzo.
Ma contro AstraZeneca si leva anche qualche autorevole voce americana. I risultati del trial Usa del vaccino della casa farmaceutica contro il Covid-19 potrebbero avere usato “informazioni obsolete”, è il dubbio sollevato dalle autorità sanitarie federali Usa, in particolare dal comitato di monitoraggio Data and Safety Monitoring Board, secondo cui AstraZeneca potrebbe avere fornito una visione incompleta dei dati sull’efficacia del vaccino.
(da agenzie)
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Marzo 23rd, 2021 Riccardo Fucile
SMENTITA L’AZIENDA CHE IERI AVEVA COMUNICATO UN’EFFICACIA DEL 79%
E’ durata lo spazio di una notte, la buona notizia dei dati americani del vaccino di AstraZeneca. Ieri
dagli Stati Uniti erano stati annunciati i buoni risultati del suo trial negli Usa: 79% di efficacia. Stamattina le autorità americane mettono in dubbio quei dati, frutto di “informazioni obsolete” secondo un comunicato del Niaid guidato da Anthony Fauci (il National Institute of Allergy and Infectious Diseases). “Il Data and Safety Monitoring Board è preoccupato che AstraZeneca possa aver fornito una stima incompleta sui dati di efficacia” spiega il comunicato, riferendosi al comitato incaricato di esaminare i dati sui trial clinici forniti dalle case produttrici. “Esortiamo l’azienda a lavorare con il Board per valutare la qualità dei dati e assicurarsi che vengano rese pubbliche quanto prima le cifre più precise, più aggiornate e più chiare possibile”.
AstraZeneca era pronta a chiedere l’autorizzazione alla Food and Drug Administration (Fda, l’ente regolatorio dei farmaci negli Usa) per l’autorizzazione del suo vaccino anche negli Usa. Ora arriva l’ennesimo intoppo per la casa farmaceutica anglo-svedese.
In autunno, dopo un evento avverso su un volontario (un caso di mielite, una malattia neurologica), l’Europa aveva ripreso le sperimentazioni dopo una settimana, mentre gli Stati Uniti avevano riavviato le somministrazioni solo dopo sette settimane di analisi e controlli. Mentre l’autorizzazione in Europa era arrivata il 29 gennaio sulla base soprattutto di un trial in Gran Bretagna con 20mila volontari, Washington aveva chiesto che l’azienda completasse una sperimentazione sul suolo americano con 32mila volontari, prima di prendere in esame il vaccino. Ieri questi risultati erano arrivati. Ma non sono bastati a convincere le autorità americane.
Anche l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, aveva avuto il suo da fare per mettere ordine tra i dati dei trial clinici di AstraZeneca. Una parte dei volontari aveva ricevuto una dose intera, altri mezza dose, a causa di un errore nella misurazione del principio attivo. Un approvvigionamento erratico aveva costretto poi gli sperimentatori a ritardare il richiamo, in alcuno casi fino a tre mesi dopo la prima dose.
Negli Usa invece le seconde dosi sono state tutte inoculate dopo un mese. I problemi di produzione dell’azienda stanno causando inoltre il ritardo degli approvvigionamenti in Europa, alla base della disputa commerciale in corso con la Commissione Europea.
(da “La Repubblica”)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
LEGA 23,3% (-0,9), PD 19% (+1,6), M5S 17,5% (+0,5), FDI 17,1% (+0,1)
Il Partito Democratico risale velocemente nei sondaggi e torna a rincorrere la Lega, ancora prima nelle intenzioni di voto.
Il partito di Matteo Salvini perde quasi un punto in una settimana, quello di Letta ne guadagna quasi due. Subito dietro è testa a testa tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia, con i grillini che superano il partito di Giorgia Meloni, ma la distanza resta minima.
Enrico Letta guida la rimonta del Partito Democratico. Il segretario neoeletto sposta già gli equilibri nelle intenzioni di voto degli italiani, anche a pochi giorni dal plebiscito del Nazareno. Sarà stato il botta e risposta con Salvini, o le idee proposte e rilanciate dall’ex presidente del Consiglio, ma il Pd continua a salire nei sondaggi e punta a sfondare di nuovo quota venti punti.
L’era pre crisi di governo è un lontano ricordo — a livello di numeri — per i dem, ma con Letta segretario il Pd torna ad avvicinarsi alla Lega.
Il partito guidato da Salvini è ancora primo per distacco nelle preferenze dei cittadini ma, secondo il sondaggio Swg letto da Enrico Mentana durante il Tg di La7, cala di quasi un punto nella stessa settimana in cui il Partito Democratico ne recupera quasi due.
Secondo il sondaggio di Swg, la Lega è ancora il primo partito per punti percentuali nelle intenzioni di voto dei cittadini, ma perde lo 0,9% in una settimana, calando al 23,3%.
Al contrario, in sette giorni, il Partito Democratico di Letta guadagna l’1,6% e risale al 19%.
A inseguire i due partiti che da mesi sono in testa nei sondaggi ci sono Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia: anche in questo caso l’effetto Conte continua a far crescere i grillini, ma meno rispetto alla rimonta delle scorse settimane.
I pentastellati guadagnano mezzo punto e salgono al 17,5%, superando il partito di Giorgia Meloni che guadagna lo 0,1% e si ferma al 17,1%.
Crescono Forza Italia e Azione, crolla +Europa
Staccati dai quattro principali partiti italiani nei sondaggi, ci sono Forza Italia, che guadagna lo 0,2% e sale al 6,7%, e Azione di Carlo Calenda, che cresce altrettanto e arriva al 3,4%.
Sinistra italiana perde quasi mezzo punto in una settimana e cala al 2,4%, complice la risalita del Pd, seguito da Italia Viva di Matteo Renzi che guadagna lo 0,1% e sale al 2,3%.
Scende anche la percentuale di Mdp Articolo 1, anche in questo caso probabilmente a causa della crescita dei dem: meno 0,3% in una settimana, si ferma al 2,1%.
Seguono i Verdi con il 2% e +Europa, che crolla nei sondaggi dopo l’addio al veleno di Emma Bonino: ora è all’1,2%, meno 0,8%.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »