Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
“E’ IMPORTANTE PROCEDERE VELOCEMENTE CON LE VACCINAZIONI”… LA VARIANTE INGLESE AUMENTA LA MORTALITA’ DAL 30% AL 60%
Alberto Mantovani, immunologo e direttore scientifico dell’Humanitas di Milano in un’intervista a La
Stampa ha avvertito del rischio di una quarta ondata dell’epidemia di COVID-19. Per questo è importante procedere velocemente con le vaccinazioni.
Spiega Alberto Mantovani:
Potrà esserci una quarta ondata a causa di nuove varianti?
«Sì, non possiamo dimenticare che si tratta di una pandemia e due delle attuali varianti che ci preoccupano sono nate in Sudafrica e in Amazzonia. Solidarietà e sicurezza camminano insieme. L’associazione Medici con l’Africa, che sostengo, si occupa di portare i vaccini a tutti».
Secondo lei quando ne usciremo veramente?
«Quando avremo affrontato tutti i problemi di cui abbiamo parlato. Se ci impegneremo il Natale prossimo sarà più normale del passato. L’estate potrebbe essere una tregua, ma senza le illusioni dell’anno scorso».
Il professor Mantovani ha anche detto che “il British medical journal e Nature danno gli stessi numeri: la variante inglese è più infettiva, ma aumenta anche la mortalita’ dal 30 al 60 per cento. Oltre a contagiare di più uccide maggiormente e per questo bisogna vaccinare in fretta”.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
ORA E’ ANCHE MEDICO VOLONTARIO ANTI-COVID A CREMONA: “ABBIAMO FATTO LE CONVOCAZIONI DIRETTAMENTE PER TELEFONO PER CERCARE DI RIMEDIARE AGLI ERRORI DELLA REGIONE LOMBARDIA”
Poco più di un anno fa isolò il ceppo italiano del coronavirus. Claudia Balotta, professoressa e già infettivologa dell’ospedale Sacco di Milano oggi in pensione, era al suo primo giorno di lavoro da medico volontario al centro vaccinale di Cremona per dare il suo contributo all’immunizzazione dei cittadini.
“È del tutto inaccettabile questo malfunzionamento dovuto ad Aria Lombardia, così si rallenta la campagna vaccinale proprio nel momento in cui invece bisognerebbe accelerare”.
Ora nell’area fiera dove è stato allestito il centro vaccinale sono arrivati in tantissimi, ma questa mattina per l’ormai noto disservizio di Aria, la società della Regione Lombardia, ad attendere il turno per l’iniezioni erano soltanto 58 persone sulle circa 600 dosi disponibili.
“Grazie alle convocazioni fatte direttamente dall’Atts Cremona, alle 12 sono state eseguite 133 vaccinazioni e, nel pomeriggio, se ne stanno aggiungendo altre” dice la scienziata cavaliere del Lavoro proprio per il suo impegno nella ricerca scientifica su coronavirus.
Dal laboratorio al centro vaccinale comunque non è stato un passaggio facile per la scienziata: “Mi batteva in testa questo fatto che non ci fossero medici volontari per le vaccinazioni quindi, tra le altre tante cose che faccio, ho dato la disponibilità anche per questo. Ho iniziato oggi perchè ho impiegato 10 giorni per espletare le procedure di Regione Lombardia”.
Alla domanda come mai dieci giorni Balotta risponde: “Perchè il primo giorno non sono riuscita a collegarmi alla piattaforma della Regione per il bando, quando sono riuscita chiedevano 24 ore per la validazione dei documenti presentati, poi c’è il trasferimento dei documenti alle Ats locali. Io avevo dato disponibilità per Cremona e Milano e dopo 24 ore mi hanno chiamato per la visita di idoneità che a questo era venerdì scorso. E quindi ho iniziato oggi”.
Per Balotta è giusto che siano controllati i titoli e venga ovviamente fatta la visita di idoneità magari processati più rapidamente “quello che è inaccettabile è che Aria ha bucato per il secondo giorno consecutivo a Cremona non convocando i pazienti. Io ho cominciato alle 14. Ora per fortuna grazie al tam tam sui social sono arrivati in tanti. Non è concepibile che non funzioni la programmazione delle chiamate. Il cittadino deve muoversi quando è convocato e sulla base della ricezione del messaggio telefonico o della telefonata”.
Balotta comunque continua a collaborare con laboratorio dove “abbiamo isolato il virus” e con un gruppo di 80 centri “che è coordinato dal professor Massimo Galli e da me. Quindi sono impegnata però il fatto che la gente non potesse ricevere il vaccino una volta è a disposizione mi sembrava molto grave, sulla quale non potevo astenermi dal farlo”.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
LA STORIA DEL RAGAZZO CHE HA TROVATO LAVORO ALLA MADRE CON UN APPELLO VIRALE: ERA DISOCCUPATA DA UN ANNO E MEZZO
«Finalmente una buona notizia sui giornali». Ironizza così Felice Capita, 24 anni, di origini pugliesi,
il figlio che tutte le madri vorrebbero.
Un giovane che, stanco di vedere la donna che lo ha messo al mondo distrutta dall’affannosa ricerca di un posto di lavoro (tra candidature senza risposte e invio disperato di centinaia di cv), ha deciso di non stare a guardare e di metterci la faccia per farla tornare a sorridere. E tutto con un semplice post su LinkedIn.
«Ho scritto quell’appello in pochi secondi, l’ho postato nel pomeriggio e già l’indomani mia madre, dopo aver fatto tre colloqui, ha trovato un lavoro», ci racconta il giovane, al telefono dalla Corea del Sud dove si trova in questo momento.
Felice, infatti, lavora per un’azienda che produce sistemi di automazioni industriali e spesso, dunque, va in trasferta all’estero. Un’occupazione, nell’ambito informatico, che gli ha consentito «di dare una mano, in questo periodo difficile, alla madre rimasta senza lavoro». Da più di un anno e mezzo. A quasi cinquant’anni
Le difficoltà di Anna Piacquadio — questo il nome della donna che da tempo abita a Monza — nascono dopo la chiusura, per motivazioni economiche, di una tabaccheria di famiglia. Da quel momento non è più riuscita a trovare nulla di dignitoso.
Poi il Covid che «ha aggravato la situazione. «L’ho vista sconfortata, c’erano momenti in cui stava molto male, era demoralizzata, non trovava più una via d’uscita da questa brutta situazione. Da qui l’idea di un post su LinkedIn», ci spiega.
«Questo è un post davvero speciale dove chiedo il massimo aiuto da parte di tutti voi — ha scritto Felice nell’appello diventato virale con la bellezza di 27mila like e oltre 1.000 commenti — Lei è mia mamma e da più di un anno sta cercando lavoro ma pur essendo una persona competente, educata e disponibile sta facendo davvero fatica a trovare un posto di lavoro. Mia mamma è alla ricerca di una posizione come impiegata amministrativa ma valuterebbe anche altre mansioni visto il periodo e il bisogno urgente di lavorare. Viviamo a Monza e lei è automunita».
«Non bisogna mai arrendersi»
Poche frasi che, di fatto, le hanno cambiato la vita, peraltro in poco tempo: Anna Piacquadio, infatti, «comincerà a lavorare lunedì 29 marzo», poco prima di Pasqua. E lo farà a Milano, a pochi chilometri da Monza dove la società immobiliare che l’ha assunta nel ramo commerciale — con tanto di stipendio fisso e provvigioni sulle vendite — aprirà un nuovo ufficio.
«Questo è l’esempio di come non bisogna mai arrendersi. Non esistono problemi irrisolvibili, c’è sempre una soluzione. Certo, restare motivati diventa difficile quando non si ha più un lavoro. Mia madre era giù di morale». Adesso è ha ritrovato il sorriso.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
I SONDAGGI: CROLLO CDU-CSU, SALGONO VERDI, LIBERALI E SOCIALISTI, CALO DEI SOVRANISTI
La cancelliera tedesca Angela Merkel intende prolungare il lockdown anche per il mese di aprile. È quanto emerge dalla bozza che presenterà domani al vertice sul coronavirus con i rappresentanti dei Lander, ottenuta dalla Bild. Il piano anti-covid fissava la fine delle misure per arginare il virus il 28 marzo.
Il documento prevede il mantenimento delle misure di confinamento almeno fino ad aprile inoltrato, ma ad ora non è contenuta alcuna data per la conclusione delle restrizioni. Allo stesso tempo, non sono previste riaperture, mentre si fa esplicito riferimento “allo sviluppo nuovamente molto forte delle infezioni” all’interno del quale si registra “una dinamica esponenziale”.
Tuttavia, ai Lander e ai distretti potrà essere permesso “di iniziare progetti modello a termine nei quali si possano riaprire singoli ambiti della vita pubblica in presenza di severe misure di protezione”. Nel testo si evoca anche la possibilità di permettere ai cittadini di fare delle vacanze “con pochi contatti” nei propri Lander.
Intanto non si ferma il crollo della Cdu/Csu della Merkel nei sondaggi nazionali: stando al “Sonntagstrend” realizzato dall’istituto Kantar per conto della Bild, l’unione tra cristiano-democratici e cristiano-sociali bavaresi ha lasciato sul terreno 4 punti rispetto alla settimana scorsa, crollando al 27% dei consensi
Per avere la misura del fenomeno in corso: a gennaio Cdu/Csu vantavano ancora il 36%, a maggio dell’anno scorso in alcuni rilevamenti avevano raggiunto addirittura il 40%.
A pesare sul consenso verso i due partiti conservatori al governo, lo scandalo intorno alla compravendita delle mascherine anti-Covid in cui sono coinvolti alcuni parlamentari, nonchè le polemiche sui ritardi nella campagna vaccinale. Tra l’altro, la Cdu ha registrato risultati storicamente bassi nelle elezioni in Renania Palatinato e nel Baden Wuerttemberg del 14 marzo.
A guadagnarci maggiormente, secondo il sondaggio Kantar, sono stati i Verdi, cresciuti rispetto alla settimana scorsa di ben 3 punti al 22% dei consensi, fortificando così la propria posizione di seconda forza politica del Paese. In aumento di un punto la Spd, che tocca per la prima volta da tempo il 17%.
Anche i liberali dell’Fpd vedono accrescere i propri consensi, guadagnando 2 punti fino a toccare il 10%, laddove segna un calo di 1 punto l’Afd, il partito dell’ultradestra, anch’esso al 10%. È invece ferma la Linke, la formazione della sinistra, all′8%.
Come sottolinea lo Spiegel, con questi numeri per la prima volta risulterebbe possibile anche una coalizione di governo che escluderebbe la Cdu/Csu, ossia una maggioranza ‘semaforo’, formata da Verdi, Spd ed Fpd. A detta degli analisti di Kantar, il calo dei partiti dell’unione cristiano-democratica potrebbe continuare: “Il fondo ancora non è stato raggiunto”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
IL GIORNALE SFATA UN MITO E DENUNCIA “L’INCOMPETENZA TEDESCA”
“Viviamo in un paese rotto”. Lo scrive Der Spiegel, tracciando un quadro sconsolante della situazione
in Germania. Il giornale tedesco traccia un bilancio della situazione nel paese a un anno dall’inizio della pandemia, tra caos e difficoltà gestionale, che hanno portato la Merkel ad annunciare un possibile prolungamento del lockdown anche in aprile.
“Nel sedicesimo anno di governo della cancelliera Merkel, si ha a volte la nauseante sensazione di vivere in un Paese rotto. Il maestro di scuola tedesco di una volta, che in tutti i suoi quaderni faceva stampare il marchio di qualità Made in Germany, è diventato nei confronti internazionali un pigro ritardatario che insegue”.
La cover story ha un titolo eloquente: “La nuova incompetenza tedesca”. “Perchè non riusciamo a tenere sotto controllo il caos del coronavirus?” si chiede il quotidiano. “Non parliamo di scandali e disavventure: la repubblica rivela una debolezza sistemica, la pazienza dei cittadini è al limite”.
Scrive Paolo Valentino per il Corriere della sera, citando il pezzo:
La lista delle recriminazioni è lunga. Non c’è stata alcuna prevenzione, la deregulation della sanità ha deresponsabilizzato la mano pubblica, che non ha mai pensato a creare scorte di materiali necessari in casi di emergenze sanitarie. Giudicate inutili all’inizio, non c’erano riserve di mascherine quando si è scoperto che erano indispensabili. Per avarizia e grettezza di vedute, Berlino non ha spinto in modo energico a livello europeo perchè fossero prenotati più vaccini, tanto più che il primo di questi era stato sviluppato in Germania. Con grande ritardo il governo federale ha preso in considerazione i test rapidi, che già nella primavera del 2020 erano stati indicati dagli esperti come un mezzo efficace per facilitare le riaperture.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
“CHI SBAGLIA PAGA”? ASPETTIAMO LE DIMISSIONI DI SALVINI DA SEGRETARIO DELLA LEGA E DI FONTANA DA GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA
Una volta ce ne sono troppe, un’altra troppo poche. Oggi stessa storia di ieri: tutto pronto, ma nonni sono i “vaccinando” (58 su 600a Cremona).
Ieri invece c’erano 550 dosi di vaccino pronte, ma non c’era nessuno in fila pronto a essere vaccinato.
Perchè? Perchè Aria, la società che gestisce il sistema di prenotazioni per la campagna vaccinale in Lombardia, non ha inviato a nessuno il messaggino con cui indicava orario e luogo per l’inoculazione del vaccino.
Lo stesso è successo a Como, Monza e Varese. Cosa che — ovviamente — ha provocato l’indignazione dei più.
Come il braccio destro di Attilio Fontana, l’assessore al Welfare della Lombardia Letizia Moratti, che ha scritto su Twitter: “L’inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per vaccinare. È inaccettabile!”. Inaccettabile, vero.
Peccato però che la società Aria sia stata fortemente voluta proprio dalla Lega, e più precisamente dall’assessore regionale leghista al Bilancio Davide Caparini.
Ma non è il primo scivolone di Aria: come dimenticare lo scorso flop, quello successo appena una decina di giorni fa, quando al centro vaccinale Niguarda di Milano si erano presentati 900 anziani, ma c’erano vaccinazioni solo per 600 di loro.
Lì era stato il consulente Guido Bertolaso a attaccare Aria (e quindi i suoi).
Aveva detto: “La coda degli anziani fuori dal centro vaccinale di Niguarda per gli errori di Aria che manda 900 convocazioni al posto delle 600 previste è una vergogna! Ho mandato la Protezione Civile ad assisterli, mi scuso con tutti loro!”
La Lombardia è tra le 10 peggiori regioni nel rapporto tra dosi consegnate e dosi somministrate (solo il 77,4 % dei vaccini sono stati inoculati, pur essendo una delle regioni maggiormente colpite dal covid).
Come era facilmente immaginabile, sono scattate le polemiche.
Il Pd, tramite una nota di Silvia Roggiani: “Quanto sta accadendo in Lombardia, in particolare a Cremona, è inaccettabile e non più tollerabile. Come non è tollerabile che la vicepresidente scarichi le responsabilità su quella che è di fatto una creazione della giunta Fontana, ovvero Aria, il sistema controllato al 100% da Regione, presieduto da vertici vicini a Lega e Forza Italia. Le responsabilità di questo fallimento sono, perciò, in capo a tutta la maggioranza che governa la Lombardia, che non può tirarsi indietro con un tweet. Quanto ancora dobbiamo aspettare prima che Fontana, Moratti, Bertolaso abbiano un sussulto di dignità e si facciano da parte? Mentre in Lombardia per gli errori della piattaforma di prenotazione gli hub vaccinali vanno deserti, nel Lazio si registra un crollo dell’indice di mortalità con l’80% degli over 80 già vaccinati. Facciamo un appello al generale Figliuolo: la macchina politica e tecnica è nel caos più totale, venga qui e prenda in mano la situazione. Questa giunta sta umiliando gli sforzi immensi di medici, infermieri e operatori sanitari, per non parlare di quelli di tutte le cittadine e di tutti i cittadini lombardi, che hanno davvero perso la pazienza.
La stessa polemica è stata sollevata anche dagli esponenti lombardi del Movimento 5 Stelle. Su questo è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Non è possibile che una piattaforma dedicata alla vaccinazione non abbia funzionato considerato che ci sono mesi di lavoro dietro”. Sempre per l’M5s ha parlato Stefano Buffagni. E lo ha fatto senza mezzi termini: “Lo schifo che sta succedendo in Regione Lombardia sulla gestione delle vaccinazioni e la totale inadeguatezza dei suoi dirigenti di Aria SpA è sotto gli occhi di tutti. La Moratti e Fontana sono fermi a difendere un sistema evidentemente INADEGUATO: Vanno CACCIATI gli incapaci che stanno facendo un disastro dopo l’altro.”
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
LA SCADENZA NAZIONALE ERA FISSATA A FINE MARZO… “IL 16% DELLE DOSI DESTINATE ALLE CATEGORIE PRIORITARIE E’ ANDATA A CHI NON NE AVEVA DIRITTO”
La Fase 1 della campagna vaccinale doveva concludersi dopo il primo trimestre del 2021, e invece
l’obiettivo è tutt’altro che all’orizzonte.
Gli ultraottantenni che hanno ricevuto la doppia somministrazione del vaccino sono appena il 14,7%, e quelli che hanno ricevuto almeno la prima dose non sono nemmeno un terzo del totale, il 28,2%.
L’Italia si trova così a fronteggiare la terza ondata dell’epidemia di Coronavirus senza aver messo al sicuro la fascia di popolazione più a rischio. L’unica nota positiva riguarda le Rsa dove, pur con una certa lentezza, si è arrivati all’89,1% delle coperture.
Inizialmente l’idea, annunciata dal ministro Roberto Speranza quando è cominciata la campagna, era quella di chiudere il capitolo over 80 entro fine febbraio.
Poi, dopo i ritardi sulle forniture che hanno coinvolto Pfizer, la data era stata fissata inevitabilmente a un mese dopo. Man mano, però, l’orizzonte si è allontanato sempre di più: probabilmente non si riuscirà a coprire gli anziani prima di maggio, quando partirà la vaccinazione di massa.
Cartabellotta: «Parte delle dosi è andata a chi non ne aveva diritto»
Ma non è solo colpa dei ritardi generali. Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, la motivazione sarebbe da ricercare anche nel fatto che parte delle dosi disponibili inizialmente per i sanitari sono andate ad altre persone. «Purtroppo all’inizio della campagna vaccinale, che indicava come priorità 1.404.000 operatori sanitari e sociosanitari, parte delle dosi allora disponibili sono finite a persone che non ne avevano diritto», ha detto al Corriere della Sera.
«Mi riferisco a dipendenti amministrativi che, anche per l’età , non avrebbero dovuto avere la precedenza. Gli imbucati sono stati il 16%». Anche perchè, specifica, all’epoca non si sapeva che ci sarebbero stati dei tagli nelle forniture da parte delle varie case farmaceutiche.
La situazione degli over 80 nelle varie Regioni
La media nazionale è del 14,7%, ma la situazione varia di regione in regione. A fare meglio è la Provincia autonoma di Bolzano, con il 38% degli over 80 vaccinati (che hanno ricevuto, cioè, la doppia dose). Subito dopo c’è la provincia autonoma di Trento (33,3%), la Basilicata (30,5%), la Campania (23,2%) e il Lazio (22,8%).
A fare peggio di tutti è la Sardegna, ormai ex zona bianca, che ha vaccinato appena il 2,8% degli anziani. Male anche la Toscana (5,3%), la Calabria (7,6%) e la Puglia (9,01%). Sotto la media nazionale anche la Regione in assoluto più colpita dalla pandemia: in Lombardia sono stati vaccinati appena l’11,1% degli ultraottantenni.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
LUI NEGA DI AVER DATO UN TESTATA ALLA EX COMPAGNA, INDAGANO I CARABINIERI
Massimo Balmas, presidente del consiglio comunale di Ciampino, denunciato dalla ex compagna per maltrattamenti, si è dichiarato “estraneo ai fatti”.
Mentre la sua posizione è al vaglio degli inquirenti della Procura di Velletri, che hanno ricevuto il fascicolo dai carabinieri, Balmas ha annunciato la sua autosospensione dalla Lega. “Tengo a rappresentare che l’intervento dei carabinieri è stato da me richiesto — si legge in una nota — I militari durante l’intervento, operato con professionalità e nel pieno rispetto dei minori presenti, hanno raccolto tutti gli elementi utili alla competente Autorità Giudiziaria alla quale serenamente mi affido, non avendo null’altro da aggiungere in una vicenda che deve rimanere in ambito prettamente privato per la tutela dei miei figli”.
E aggiunge: “In ogni caso, al solo fine di evitare ulteriori speculazioni politiche, ho comunicato già ai competenti organi della Lega la mia autosospensione dal Partito”.
A riportare la notizia dei presunti maltrattamenti che avrebbe compiuto Massimo Balmas nei confronti della ex compagna La Repubblica, in un articolo di Andrea Ossino, che scrive di una denuncia, poi confermata dai carabinieri.
Un episodio di violenza che, a detta della donna, non sarebbe il primo, durante il quale il presidente del consiglio di Ciampino, l’avrebbe colpita.
La donna era andata a casa sua per aiutare i figli impegnati con la Dad. “Si è avvicinato sghignazzando e, prima che potessi rendermene conto, mi ha sferrato una violenta testata, che mi ha colpito in pieno volto — si legge nell’articolo de La Repubblica — Ho girato lo schermo del computer, confidando che resosi conto del collegamento avrebbe potuto tranquillizzarsi. Ho insistito perchè si desse una volta per tutte un contegno accettabile, se non per me almeno per i suoi figli”.
(da Fanpage)
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Marzo 21st, 2021 Riccardo Fucile
LE DRAMMATICHE IMMAGINI DEI NUOVI POVERI DEL COVID… QUESTE SONO LE PERSONE CHE VANNO AIUTATE, NON DISTRIBUENDO SOLDI A PIOGGIA
Una coda lunghissima che si snoda per decine di metri costeggiando l’università Bocconi per arrivare
in viale Toscana davanti alla sede di “Pane quotidiano”, l’organizzazione che a Milano distribuisce aiuti alimentari alle persone in difficoltà .
È una fila fatta di uomini, donne, anziani, famiglie con bambini, ma anche giovani. Italiani e stranieri. Persone che con dignità aspettano il proprio turno per ricevere un pasto caldo, vestiti, la spesa.
Sono immagini che arrivano dritte al cuore. Foto che sbattono in faccia a tutti noi la drammatica crisi legata al Covid che ha colpito il nostro Paese, riducendo sul lastrico milioni di famiglie italiane.
Negli ultimi mesi il fenomeno ha avuto un incremento, che ha reso sempre più utili le iniziative delle associazioni di volontariato come quella di “Pane Quotidiano” a Milano.
In Italia per la crisi Covid ci sono 5 milioni e mezzo di nuovi poveri
Si tratta di 1,9 milioni di famiglie italiane che secondo l’Istat quest’anno non riusciranno a soddisfare i bisogni primari, come due pasti caldi al giorno. Questi quasi due milioni vanno a sommarsi ai 3 milioni e mezzo di nuclei già presenti alla fine del 2019. Un dato impressionante: 5 milioni e mezzo di poveri in Italia.
Se aggiungiamo i poveri “relativi”, chi in una coppia non può permettere spese per mille euro o poco più al mese, l’eredità per il 2021 è un totale di oltre 14 milioni di poveri.
Un milione e 137 mila persone sono sotto i 18 anni. Save the Children parla di fame vera, assenza di cure sanitarie e di un’istruzione a intermittenza.
E la didattica a distanza ha peggiorato le cose: senza le mense scolastiche e l’istruzione garantita una fascia di popolazione giovane è davvero in pericolo.
Un punto rilevante è che chi si è rivolto ad associazioni e centri di aiuto durante la pandemia non lo aveva mai fatto prima. Tra aprile e maggio la rete Caritas ha registrato 446 mila richieste di aiuto per altrettante famiglie in crisi, scese poi in estate a 176 mila.
“Quasi i due terzi dei beneficiari sono italiani, un dato capovolto rispetto all’ordinario”, spiega De Capite, autrice del rapporto Caritas. Chi sono? Persone che hanno perso il lavoro, a cui non arriva la cassa integrazione, che non posso permettersi tutti i figli sempre a casa.
(da agenzie)
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