Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
TONFO PER TRUMP, SOVRANISTI AGLI ULTIMI POSTI, IN CALO PUTIN
Spesso additata di rappresentare l’èlite europea che cura soltanto i suoi interessi, insieme a
Emmanuel Macron è malvista da un’importante fetta di elettorato e anche da alcuni partiti di destra, eppure Angela Merkel è la leader straniera più apprezzata dagli italiani, e il suo consenso si può considerare “bipartisan” a tutti gli effetti.
È quanto emerge da un sondaggio Demos pubblicato su Repubblica, che ha analizzato l’indice di gradimento dei principali capi di Stato e di Governo esteri.
La cancelliera tedesca, in carica dal 2005 e destinata a lasciare il ruolo dalle prossime elezioni, raccoglie il 64% delle preferenze degli intervistati.
Un dato cresciuto di 17 punti percentuali negli ultimi due anni.
Merkel piace in particolare agli elettori che fanno riferimento all’area del Partito democratico (85%), ma trova consensi anche tra i supporter di Forza Italia (69%), Lega (62%) e M5s (60%).
A seguire c’è il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, apprezzato dal 58% del campione. Completa il podio Ursula von der Leyen: la presidente della Commissione europea piace al 47% degli italiani.
Sugli ultimi due non è possibile fare un raffronto con il 2019, quando non erano ancora entrati in carica.
Raffronto che è invece possibile per il presidente russo Vladimir Putin, quarto in questa particolare classifica e in caduta di un punto rispetto a due anni fa: oggi è apprezzato dal 42% del campione.
Boom di consensi invece per il presidente francese Emmanuel Macron, che dal 2019, anno in cui piaceva al 27% del campione, passa oggi al 40%.
Tonfo, invece, per Donald Trump, che passa dal 34% di due anni fa all’attuale 21%. Tra i leader di destra europei, Boris Johnson è al 38%, Marine le Pen al 29% e Viktor Orban, presidente autoritario dell’Ungheria, al 17%.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
IL DIRETTO INTERESSATO SIBILLINO: “FACCIO CIO’ CHE SERVE”
L’indiscrezione è di quelle suggestive: Mattia Santori, leader delle Sardine, possibile candidato sindaco del centrosinistra a Bologna?
Qualcosa più di una suggestione, qualcosa meno di una proposta, in quel limbo di possibilità e speranza di cui la cronaca politica è piena in questa fase di avvicinamento alle amministrative.
A sganciare la bomba è “la Repubblica”, che si richiama a una frase più che sibillina rilasciata da Santori dopo il doppio incontro col segretario del Partito Democratico Enrico Letta e il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Quattro parole dentro cui si può leggere un mondo: “Faccio ciò che serve.”
Che servirà una sardina in versione politica o in versione attivista contro il nuovo assalto di Salvini alla roccaforte rossa per eccellenza lo scopriremo nei prossimi giorni, forse ore.
Al momento, nessuna conferma nè smentita da parte delle Sardine, che nei giorni scorsi hanno incontrato Letta e Bonaccini. Si è trattato in entrambi i casi di incontri conoscitivi (era la prima volta che Bonaccini incontrava faccia a faccia le Sardine, dopo l’inedita “alleanza” civica e politica che nel gennaio 2020 ha portato alla vittoria del centrosinistra alle ultime Regionali in Emilia-Romagna), in cui non si è parlato di amministrative, nè il nome di Santori sarebbe uscito, almeno in via ufficiale.
Ma di sicuro più di qualcuno guarda con un certo interesse a un nome che potrebbe rappresentare un volto nuovo e di rinnovamento per Bologna e non solo.
Una prima vera conferma — o una smentita — potrebbe arrivare domani, dopo la riunione interna tra i vertici delle Sardine. Le prossime ore saranno quelle decisive?
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
IL 71% DEGLI ELETTORI PD E IL 76% DI QUELLI DEL M5S
Gli elettori del Pd e quelli del Movimento Cinque Stelle sarebbero favorevoli ad un’alleanza tra i due
partiti. A rivelarlo è l’ultimo sondaggio Winpoll-Sole pubblicato su Il Sole 24 Ore. Dopo le dimissioni inaspettate di Nicola Zingaretti, il Pd sembra aver ritrovato nuova linfa con la guida affidata ad Enrico Letta.
Diversi sondaggi realizzati negli ultimi giorni, come l’ultimo di Ipsos, infatti, vedono i democratici tornare sopra il 20% dei consensi, al secondo posto, dietro la Lega.
Una ripresa significativa, dunque, dopo che durante il Conte II molti elettori criticavano al Pd il fatto di non avere una proposta politica chiara e le troppe divisioni interne.
Il pugno duro imposto da Letta sul tema delle nomine nel partito, dunque, sembra andare dalla parte di ciò che chiedevano gli elettori. Il nuovo segretario si è poi detto favorevole ad un’alleanza con il M5s, fondamentale per non consegnare il Paese al centrodestra. Anche i pentastellati in questo periodo stanno cambiando pelle, tornando alle origini su alcuni temi come l’ecologia, e con una nuova guida, affidata all’ex premier Giuseppe Conte.
Un’alleanza benedetta dai rispettivi elettorati. Come rivela il sondaggio Winpoll, infatti, alla domanda “Secondo lei, alle prossime elezioni politiche, Partito democratico e Movimento 5 stelle dovrebbero presentarsi in coalizione insieme?”, il 71% degli elettori dem e ben il 76% di chi vota il M5s ha risposto in modo affermativo.
Considerando invece il totale del campione, il 37% degli italiani è favorevole ad un’alleanza tra i due partiti.
Sorprendente è in particolare la volontà degli elettori grillini, visto che per anni hanno fatto dell’autonomia e del no alle alleanze il loro tratto distintivo.
L’accordo Pd-M5S è bocciato soprattutto dai simpatizzanti di Italia Viva, con ben il 92% di contrari.
Sintomo che l’idea di Letta di costruire un’alleanza progressista che tenga dentro anche il partito di Renzi e quello di Calenda non sarà cosa facile da attuare. Ma il neo segretario del Pd è fiducioso, e dopo aver incontrato il leader di Azione, nei prossimi giorni è intenzionato a vedersi anche con l’ex premier.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
IL FONDATORE NON ARRETRA
“Se si deroga al limite dei due mandati il M5S raggranellerà il 5%”, e chi oggi chiede che si bypassi la regola, risalente alle origini del Movimento, “resterà comunque fuori dal Parlamento”.
Questo il ragionamento che Beppe Grillo, a quanto apprende l’Adnkronos, ha condiviso con chi gli è più vicino, non nascondendo le preoccupazioni per il terremoto che la sua posizione -comunicata all’assemblea dei parlamentari 5 Stelle- ha provocato al Movimento, con i ‘big’ che chiedono che ora sia Giuseppe Conte a risolvere la questione.
Bocche cucite negli ambienti vicini all’ex premier su quel che Conte intenda fare. Ma la posizione di Grillo, su questo, appare granitica: non si può derogare, la convinzione del garante del Movimento riportata da chi più gli è vicino.
Nei giorni scorsi, apprende inoltre l’Adnkronos, al fondatore del M5S è stata sottoposta la proposta per una piattaforma alternativa a Rousseau, che diventerebbe ‘patrimonio’ del Movimento. Ma anche su questo fronte ogni decisione appare prematura: prima, viene spiegato, va risolto il rapporto con Rousseau.
Un altro dossier caldo sulla scrivania di Conte.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
POSITIVO AL COVID, ERA RICOVERATO A LISBONA
Era sparito il 19 luglio 2019 poco prima che la Cassazione respingesse il suo ricorso, condannandolo
definitivamente all’ergastolo come mandante della “strage di Natale”, consumata nel dicembre 2006 quando fu uccisa Maria Strangio, moglie di Giovanni Luca Nirta.
È stato catturato in Portogallo il boss Francesco Pelle, detto Ciccio Pakistan, il latitante di San Luca inserito nell’elenco dei 30 ricercati più pericolosi d’Italia. Coordinati dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall’aggiunto Giuseppe Lombardo, i carabinieri lo hanno scovato in una clinica di Lisbona dove era ricoverato perchè positivo al Covid.
Il coronavirus ha gabbato, quindi, uno dei più pericolosi latitanti della Locride, protagonista della sanguinaria faida di San Luca.
Il processo ha stabilito che è stato lui il mandante dell’agguato in cui perse la vita la moglie del boss Nirta, un attentato che, 8 mesi più tardi, sfociò nella famosa strage di Duisburg dove morirono 6 persone ritenute vicine alla cosca Pelle-Vottari.
La strage di Natale, infatti, era stata la risposta al tentato omicidio di Francesco Pelle, consumato il 31 luglio 2006 quando Ciccio Pakistan rimase ferito alla schiena perdendo definitivamente l’uso delle gambe.
La sedia a rotelle sulla quale è costretto a vivere non le ha impedito di diventare un boss, organizzare la rappresaglia contro la cosca Nirta-Strangio e, soprattutto, di darsi alla latitanza per due volte.
La prima fu interrotta nel 2008 da un blitz del Ros di Reggio Calabria all’epoca guidato dal colonnello Valerio Giardina e dal maggiore Gerardo Lardieri.
Mentre tutti gli davano la caccia, “Ciccio Pakistan” era ricoverato sotto falso nome a Pavia, nel reparto di Neuroriabilitazione della Clinica Fondazione Maugeri. Pelle era curato a spese del servizio sanitario nazionale e dalla sua stanza in ospedale comunicava attraverso skype con gli uomini della cosca rimasti liberi dopo l’operazione Fehida, coordinata dal magistrato Nicola Gratteri, allora in servizio a Reggio Calabria.
Nel settembre 2017 Pelle era tornato libero per scadenza dei termini di fase del processo alle cosche di San Luca. La sua condanna era stata annullata con rinvio dalla Cassazione. Per due anni è stato sottoposto all’obbligo di dimora a Milano in attesa della sentenza definitiva. Ma quando la Suprema Corte ha confermato il “fine pena mai”, l’imprendibile Ciccio Pakistan, non c’era più. Di nuovo latitante e sempre sulla sedia a rotelle. Questa volta la fuga è durata meno di due anni e si è conclusa all’estero, in Portogallo, dove probabilmente Pelle ha goduto di una rete di protezione che gli ha consentito non solo di uscire dal Paese indisturbato ma anche di farsi curare in una clinica dopo aver scoperto di essere positivo al Covid. Al momento non si conoscono le sue condizioni di salute, ma è chiaro che la Dda di Reggio Calabria sta già lavorando per la richiesta di estradizione del latitante in Italia.
Le indagini però continuano per il procuratore Bombardieri, l’aggiunto Lombardo e per il sostituto della Dda Alessandro Moffa. I pm, infatti, stanno cercando di ricostruire la sua fuga e capire chi lo ha aiutato a darsi alla macchia e restare latitante per 20 mesi.
Il fatto che i carabinieri lo hanno arrestato in Portogallo conferma lo spessore criminale di Pelle che per due volte, nonostante il suo stato di salute, è riuscito a sparire nel nulla: nel 2007 lo ha fatto nella Locride mentre era ancora in corso la faida di San Luca contro i Nirta-Strangio, mentre nel 2019 si è eclissato a Milano dove aveva l’obbligo di dimora in attesa della sentenza della Corte di Cassazione.
Il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri non nasconde la sua soddisfazione per la cattura di “Ciccio Pakistan”.
“Per noi non è mai cessata la ricerca del latitante — sottolinea — Grazie all’assistenza del progetto ‘I-Can’ e con la collaborazione delle varie autorità giudiziarie e forze di polizia straniere, i carabinieri del Reparto operativo e i carabinieri del gruppo di Locri erano sulle tracce di Francesco Pelle da mesi. In questo periodo i nostri investigatori si sono avvicinati in più occasioni alla sua cattura. Oggi finalmente è stato arrestato nella penisola iberica. Ciccio Pakistan era un latitante di massima pericolosità inserito nello speciale elenco del ministero dell’Interno. Adesso le indagini continuano per capire come abbia fatto a darsi alla fuga e da chi è stato aiutato in questi due anni”.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
SALVINI CHE PARLA DI RIAPERTURE SI E’ ACCORTO CHE LA LEGA E’ AL GOVERNO?
Sono settimane che Matteo Salvini parla della resurrezione dopo Pasqua: e per resurrezione intende quella dei ristoranti, dei bar e degli esercizi commerciali chiusi per le restrizioni del decreto COVID.
Dopo la conferenza stampa di Draghi ha prima minacciato di non votare il provvedimento e poi in un video su Facebook si è mostrato meno guerrigliero. Come fa a prendersela con il governo di cui fa parte?
Il punto è che la valutazione dei dati è sempre stata il metro di misura per applicare le restrizioni: “Riaprire è auspicabile ma le decisioni si prendono in base ai dati”, ha detto Draghi, e quindi le parole di Salvini non raccontano niente di nuovo.
Ma è la Lega in generale a raccontare l’evoluzione della terza ondata di COVID con una sequela di ovvietà : “Tutta Italia zona gialla” in estate raccontava qualche giorno fa il ministro del Turismo. E la notizia si potrebbe anche commentare con “Grazia, Graziella e Garavaglia”.
Il Fatto racconta la frustrazione del leader della Lega:
“Adesso basta con le chiusure — si è sfogato venerdì con i suoi fedelissimi dopo la cabina di regia —non abbiamo sostenuto Draghi per fare le stesse cose di Conte e Speranza”.
E solo chi conosce bene il segretario del Carroccio sa quanto può essergli costato accostare il suo acerrimo nemico all ‘ex presidente della Bce per cui si è battuto e ha rischiato tutto a costo di farsi sorpassare a destra da Giorgia Meloni.
Ma il dato di fatto resta: su aperture e chiusure la “discontinuità ” chiesta dal leghista non c’è. E allora, dopo l’ennesimo schiaffo di venerdì in cui la cabina di regia ha deciso che anche aprile sarà il mese delle chiusure, Salvini non ci ha visto più.
Neanche i governatori della Lega lo seguono sulla linea aperturista.
Gli unici a suggerirgli di tenere duro sono, spiega il quotidiano, Claudio Borghi e Armando Siri. Mentre Giorgia Meloni può lamentarsi quanto vuole.
Cosa deciderà di fare Salvini? Votare contro il decreto con il rischio di dover spiegare ai suoi elettori cosa ci sta a fare al governo, o tornare a più miti consigli con il rischio di dover spiegare ai suoi elettori come mai ha abbandonato il tema del “ritorno alla vita”?
In ogni caso il “Capitano” non naviga in buone acque.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
SI VOCIFERA CHE PRESTO CAMBIERA’ MESTIERE, MA FINCHE’ E’ SENATORE E MEMBRO DELLA COMMISSIONE DIFESA DEVE RISPETTARE L’ART 54 DELLA COSTITUZIONE
Negli ambienti finanziari milanesi gira da un po’ la voce che Matteo Renzi sia prossimo a cambiar
mestiere.
La carriera politica fungerebbe da trampolino per incarichi più remunerativi, già testimoniati dal repentino incremento dei suoi redditi.
Ma finchè Renzi è senatore, e in particolare membro della Commissione Difesa, cui spetta di occuparsi di interessi vitali della nazione, s’impone a lui di adempiere “con disciplina e onore” alla funzione pubblica assegnatagli (articolo 54 della Costituzione).
In democrazia ciò comprende anche il dovere della trasparenza: le sue costose missioni all’estero, che siano retribuite o solo rimborsate da terzi, non possono essere considerate un affare privato.
Renzi è un ex presidente del Consiglio, tuttora segretario di un partito che fa parte del governo in carica.
Che si tratti di viaggi d’affari o di un non meglio precisato ruolo nell’ambito dei cosiddetti Accordi di Abramo, la faccenda ci riguarda.
La presenza di Renzi ieri ai box del Gp di Formula 1 in Bahrein si configura come uno sberleffo oltraggioso di fronte a un paese chiuso per lockdown. Trincerarsi dietro al rispetto formale delle regole equivale solo a un’ostentazione di privilegio.
Ci aspettiamo che la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, voglia chiedergliene conto nella seduta di martedì prossimo.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
“NON COMMENTO, SIAMO IN QUARESIMA E HO FATTO UN FIORETTO, QUELLO DI NON FARE POLEMICHE”
Quella faccia non mi è nuova. Lo stupore di Federica Masolin, conduttrice di Sky Sport per la Formula 1, è lo stesso che ha colpito i milioni di appassionati italiani che stavano attendendo la partenza del primo Gran Premio della stagione 2021.
Quel volto, apparso improvvisamente nel paddock, risponde al nome del leader di Italia Viva.
Da quel momento i social sono stati invasi da commenti di chi protestava per la presenza di Matteo Renzi in Bahrain (soprattutto in un periodo fatto di restrizioni, zone rosse e arancioni, che impediscono gli spostamenti). Enrico Letta, neo segretario del PD, ha preferito non commentare questa vicenda che si aggiunge al lungo passaporto dei viaggi di Renzi in Medio Oriente.
“Ieri mi sono guardato Gran premio di Formula uno e Gran premio delle moto — ha detto Enrico Letta, ospite della trasmissione ‘Forrest’ di Radiouno Rai. Siamo in Quaresima, e ho fatto un fioretto, di non farmi trascinare in polemiche. Nessuna provocazione, quando eravamo bambini facevamo i fioretti, io sono tornato bambino”.
Insomma, il segretario del Pd dribbla le polemiche parlando di un fioretto. Ma l’indignazione sui social non si è fermata. Perchè oltre alle immagini mostrate in diretta da SkySport, anche il Presidente della Fia — già amministratore delegato della Ferrari — ha pubblicato una foto sul suo profilo Twitter.
L’ufficio stampa del leader di Italia Viva ha provato immediatamente a spegnere le polemiche sottolineando come il viaggio di Matteo Renzi in Bahrain non fosse a carico dei contribuenti italiani (insomma, non era lì nelle vesti di senatore). Il problema, invece, è rappresentato dal ritorno.
Domani, infatti, è atteso il suo intervento in Senato. E la quarantena prevista per chi rientra da Paesi considerati a rischio, come il Bahrain?
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
LA NOTA DEL VIMINALE AI TOUR OPERATOR CHE CONSENTE GLI SPOSTAMENTI IN AEROPORTO PER RAGGIUNGERE PER TURISMO MOLTE DESTINAZIONI ESTERE… ALL’ARRIVO PERO’ RESTRIZIONI PREVISTE DAI VARI PAESI E AL RITORNO TAMPONE E 14 GG DI QUARANTENA
Molte limitazioni per il periodo di Pasqua, così come previsto dal primo (e forse ultimo, per via del
cambiamento dello strumento normativo deciso da Palazzo Chigi), con l’Italia completamente in zona rossa nei giorni del 3, 4 e 5 aprile. Nessuno spostamento tra Regioni e una serie di provvedimenti restrittivi che abbiamo già imparato a conoscere lo scorso Natale.
Ma esiste un paradosso: le vacanze all’estero si potranno fare.
A certificarlo è una nota protocollata del Ministero dell’Interno che dà il via libera agli spostamenti in direzione degli aeroporti (anche in zona rossa) per recarsi in alcuni — non tutti — i Paesi stranieri.
A raccontare questo paradosso è il Corriere della Sera che spiega come il tutto sia partito lo scorzo 3 marzo, con una richiesta fatta dall’Associazione dei tour operator italiani (Astoi) al Viminale per avere una risposta alla domanda: è consentito andare in aeroporto — in zona arancione e rossa (dove sono limitati anche gli spostamenti tra i comuni) in caso di “viaggi per turismo verso destinazioni estere non interdette”?
La risposta del Ministero dell’Interno è stata affermativa.
«Sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza di questo tipo di viaggi che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento».
Per raggiungere gli aeroporti, sarà comunque necessario portare con sè il classico modello per l’autocertificazione degli spostamenti.
Il Corriere della Sera riporta anche le varie destinazioni che non sono interdette:
Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco ma rispettando le restrizioni locali e al ritorno in Italia nella maggior parte dei casi è obbligatorio sottoporsi al tampone.
Le regole per viaggiare (e tornare)
Le vacanze all’estero, nonostante la zona rossa e arancione, sono consentite verso tutti quei Paesi. E non solo. Si può andare, secondo questo regolamento, anche in Austria, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia.
Chi ritornerà da queste destinazioni, dovrà comunque sottoporsi a un periodo di quarantena (isolamento fiduciario) di 14 giorni, anche in caso di tampone negativo.
(da agenzie)
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