Giugno 12th, 2021 Riccardo Fucile
QUANDO NEL 2000 SALVINI FECE FESTA A RADIO PADANIA PER IL GOL DI TREZEGUET IN FINALE CONTRO GLI AZZURRI
Vi abbiamo già ricordato quando durante gli europei del 2000, quando Salvini a Radio Padania fece
festa per il gol con cui Trezguet, in finale contro gli Azzurri, consegnò l’Europeo alla Francia.
Poi anni dopo disse “Mica c’è un articolo della Costituzione in cui c’è scritto che bisogna tifare l’Italia, tifiamo per i più bravi”.
Ecco, ieri il leader ella Lega ha preferito silenziare qualcuno chi glielo ha ricordato su Twitter.
Basta andare infatti alle risposte nascoste al video che ha pubblicato su Twitter prima della partita della Nazionale con la Turchia per vedere cosa riguardavano
Insomma meglio mettere il passato sotto il tappeto quando è un po’ scomodo. Curiosamente invece nel tweet del dopo partita, quello in cui ha mischiato mele con pere, Salvini non ha nascosto nulla. Forse il suo social media manager era troppo impegnato a seguire gli Azzurri?
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2021 Riccardo Fucile
CONTE NON PARTECIPA
Eletti M5S spiazzati dalla notizia dell’incontro, fissato nel tardo pomeriggio a Roma presso l’ambasciata cinese, tra Giuseppe Conte, Beppe Grillo e l’ambasciatore di Pechino Li Junhua.
Da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Iv piovono critiche. E anche dal Pd filtra irritazione.
Poi, nel giro di qualche ora, arriva la puntualizzazione: l’ex premier, fa sapere il suo entourage, non prenderà parte all’incontro a causa di “concomitanti impegni”.
Tra i parlamentari grillini le bocche restano rigorosamente cucite. Ad esporsi per ora è solo il vicepresidente dei senatori M5S Gianluca Ferrara, capogruppo 5 Stelle in Commissione Esteri, per il quale la visita dei vertici del Movimento all’ambasciata cinese “rientra nel solco di quel concetto di multilateralismo che il M5S ha sempre ritenuto un punto fermo”.
“Certe polemiche mi sembrano poste in essere da chi sembra essere più realista del re”, dice all’Adnkronos Ferrara, spiegando che la Cina “è una realtà da cui non possiamo e non desideriamo prescindere”, senza mettere in discussione “il posizionamento geopolitico del nostro Paese, la nostra amicizia privilegiata con Stati Uniti e i nostri partner europei”.
Non è la prima volta che il garante e fondatore del Movimento si reca in visita all’ambasciata del Dragone.
Nel novembre del 2019 Grillo ebbe due incontri nel giro di 24 ore con l’ambasciatore cinese. All’epoca il comico si limitò a postare una foto su Facebook con Li Junhua, scherzando: “Gli ho portato del pesto e gli ho detto che se gli piacerà dovrà avvisarmi in tempo perché sarei in grado di spedirne una tonnellata alla settimana, sia con aglio che senza, per incoraggiare gli scambi economici!”.
Anche allora gli avversari politici del M5S criticarono aspramente l’incontro di Grillo con la diplomazia della superpotenza asiatica. C’è chi ricorda, poi, l’accordo sulla Nuova Via della Seta, siglato dal governo italiano nel marzo del 2019 alla presenza del presidente cinese Xi Jinping proprio quando Conte era a Palazzo Chigi: erano i tempi dell’esecutivo gialloverde in coabitazione con la Lega di Matteo Salvini, che già allora espresse forti perplessità sul memorandum Italia-Cina.
Le polemiche non sono mancate neanche alcuni giorni fa, quando il blog del comico – da molti accusato di fare da ‘megafono’ alla propaganda cinese – ha pubblicato il rapporto dal titolo “Xinjiang. Capire la complessità, costruire la pace”, promosso dal centro studi Cesem “insieme ad Eurispes-Laboratorio Brics e Istituto Diplomatico Internazionale (Idi)”, nel quale vengono bollate come “sensazionalistiche” le accuse mosse “nel corso dell’ultimo anno dagli Stati Uniti e dai loro principali alleati sul presunto genocidio uiguro in atto nello Xinjiang”.
A sposare l’iniziativa, anche il presidente della Commissione Esteri del Senato Vito Petrocelli, che ha aggiunto la sua firma a sostegno della diffusione del rapporto.
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2021 Riccardo Fucile
IL CTS ALLE REGIONI: “SEGUITE LE REGOLE”
Duro richiamo del Comitato tecnico scientifico (Cts) alle Regioni sugli Open Day per le vaccinazioni anti
Covid, al centro delle nuove polemiche sul vaccino di AstraZeneca.
Nel verbale del Cts dell’11 giugno, allegato alla circolare del ministero della Salute che aggiorna le indicazioni sull’utilizzo dei vari farmaci, il team di esperti «raccomanda che le Regioni ogniqualvolta promuovano eventi Open Day che sensibilizzano alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2, rispettino le indicazioni per fasce d’età, rendendo quanto più possibile l’approccio alla vaccinazione omogeneo sul territorio nazionale».
Sulla questione è intervenuto anche il direttore dell’Aifa Nicola Magrini, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa: «Gli Open Day? Un’idea creativa, un’eccezione in alcune Regioni, che hanno così provato a dare spinta alla campagna vaccinale».
Le dichiarazioni di Magrini arrivano dopo le accuse mosse dal governatore della Liguria Giovanni Toti contro la stessa Aifa e il Cts, responsabili secondo lui delle modalità con cui è stato utilizzato il vaccino di AstraZeneca. «La politica vaccinale la fa il governo, non le agenzie regolatore», ha risposto Magrini.
Magrini: «I rischi sul vaccino erano noti»
Magrini sottolinea che le Regioni avevano ricevuto le indicazioni sulle somministrazioni del farmaco a tempo debito, un momento nel quale «c’è stata la comprensibile tendenza a usare tutti i vaccini a disposizione. Da settimane», prosegue, «sapevamo che con AstraZeneca il rischio di eventi avversi crolla tra gli anziani, chi voleva capire ha capito». Stando a Magrini, già in data 1° giugno l’Aifa aveva consegnato un parere proprio alla Conferenza Stato-Regioni sulle caratteristiche del vaccino al centro del dibattito.
«Con la rapida discesa della curva epidemiologica e la riduzione dell’impatto della malattia, il rapporto tra rischi e benefici della vaccinazione con AstraZeneca è cambiato», spiega Magrini. «Ora il quadro è cambiato ancora, perché abbiamo solo 30 nuovi casi ogni 100 mila abitanti e, soprattutto, un’ampia disponibilità degli altri vaccini: data la prevalenza di quelli a Rna, meglio usare quelli».
Sulla questione del nulla osta del commissario straordinario all’emergenza Covid Francesco Figliuolo, Magrini dice: «Non faccio parte del Cts, non mi pronuncio su quel verbale, noto solo che la raccomandazione era molto chiara e noto un eccesso di protagonismo da parte delle Regioni».
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2021 Riccardo Fucile
CIRO GRILLO E QUELLE RISATE CON GLI ALTRI TRE RAGAZZI IN CASERMA, RIPRESI DALLE TELECAMERE A CIRCUITO CHIUSO
È il 1° settembre dell’anno scorso quando Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta vengono convocati in caserma a Quarto dai carabinieri per sbrigare alcune pratiche burocratiche legate alle accuse di stupro nei loro confronti. Capitta è il primo ad arrivare e ad attendere in sala d’attesa, dove i dialoghi sono registrati dalle telecamere a circuito chiuso della struttura.
Nel filmato dei militari si vedono Ciro Grillo e i suoi amici che scherzano e parlano della propria posizione. Le intercettazioni ricavate dalla caserma sono allegate alla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal procuratore Gregorio Capasso e dalla sostituta procuratrice Laura Bassani. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 25 giugno.
La madre di Ciro Grillo: «Siete tre bambini, non capite»
Poco dopo l’arrivo dai carabinieri, Capitta dice alla madre, con lui in caserma: «Non so come reggerà il fisico, se mi faccio un mese di galera poi esco incazzato come una bestia». Ma l’inquietudine dura poco: arrivano anche Ciro Grillo, accompagnato dalla madre Parvin Tadjik, e Corsiglia, assieme allo zio. «Edo [Edoardo Capitta] li saluta facendo il gesto delle manette con le mani», annotano i carabinieri dopo aver passato in rassegna il filmato.
«In questi giorni non ci possiamo vedere né frequentare, anche se non abbiamo niente da nascondere», esordisce Grillo, subito ammonito dalla madre, che lo rimprovera. «Sei veramente uno stupido, stai zitto».
La versione è confermata anche nel verbale dei carabinieri: «Quando Ciro ride e scherza, la madre gli dice che non ha parole, che sono tre bambini e che non capiscono». I tre ragazzi tornano comunque spesso sulle accuse per cui sono stati convocati in caserma.
Intorno alle 10:40 arriva in caserma anche Lauria. I militari chiedono a tutti gli accompagnatori di lasciare la stanza. A quel punto, Grillo avverte a cenni i suoi amici di rimanere in silenzio «portandosi le mani vicino alle orecchie come a lasciare intendere che potrebbero essere ascoltati», scrivono i carabinieri.
Tuttavia, l’ultimo arrivato, Lauria, dice: «Siamo solo indagati, siamo innocenti!», prima di essere zittito da Grillo e Corsiglia. «Dobbiamo stare tranquilli», insiste Lauria prima del colloquio e del silenzio che scende nella stanza.
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2021 Riccardo Fucile
IL VERBALE DELL’11 GIUGNO
Il vaccino Janssen (Johnson & Johnson) monodose “viene raccomandato, anche alla luce di quanto
definito dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni. Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente”.
Lo evidenzia il verbale del Comitato tecnico scientifico dell′11 giugno, allegato alla circolare del ministero della Salute di Aggiornamento del parere CTS sui vaccini.
Pur tenendo conto delle analogie esistenti tra il vaccino di AstraZeneca e il vaccino Janssen (J&J), sia per le piattaforme utilizzate che la tipologia di eventi tromboembolici riportati, “lo stato attuale delle conoscenze (che fanno propendere per un rischio associato all’adenovirus), il numero di poco superiore al milione di dosi somministrate nel Paese e la rarità delle segnalazioni di eventi trombotici rari a oggi disponibili, non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen”. Così il verbale del Cts, allegato alla circolare di Aggiornamento sui vaccini.
Nella circolare si legge anche che sono circa 900mila gli italiani sotto i 60 anni che hanno fatto la prima dose di vaccino con Astrazeneca e ora dovranno effettuare il richiamo con Pfizer o Moderna.
I richiami, come è stato chiarito nella circolare del ministero della salute, andranno effettuati rispettando il lasso di tempo inizialmente previsto per Astrazeneca, dunque 8-12 settimane dopo la prima dose.
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2021 Riccardo Fucile
FIGLIUOLO AMMETTE L’IMPATTO… SERVONO OLTRE 50 MILIONI DI DOSI PFIZER O MODERNA PER CHIUDERE LA PARTITA
“Qualche minimo impatto sul piano vaccinale ci sarà”. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo, evitando di fare allarmismi, è comunque costretto ad ammettere in conferenza stampa che si correrà meno di prima.
Dopo l’annuncio dello stop al vaccino AstraZeneca per le persone con meno di 60 anni, comprese coloro che hanno già ricevuto la prima dose delle fiale anglo-svedesi, la strategia sui vaccini è in parte da rivedere.
Ad oggi sono state vaccinate circa 13 milioni e 700 mila persone, per un totale di oltre 40 milioni di dosi somministrate. Tra queste ci sono in Italia 2 milioni e 80 mila persone che hanno ricevuto AstraZeneca e di queste un milione e ventimila aspettano il richiamo. Per loro occorre trovare le fiale di Pfizer e Moderna.
Ma non solo, la parte più consistente riguarda il blocco che va dai 12 ai 59 anni, si parla di una platea di 36 milioni di persone, di cui solo 5 milioni hanno ricevuto sia prima sia seconda dose mentre 7,35 milioni solo la prima.
Facendo i conti, alla fine serviranno circa 54 milioni di dosi Pfizer o Moderna per vaccinare l’intera popolazione esclusa da AstraZeneca.
Nel calcolo sono comprese le prime e le seconde dosi e i richiami di chi ha già effettuato la prima. Si può tenere conto anche di Johnson&Johnson che nonostante sia a vettore virale non è stato segnalato come vaccino a rischio per gli under 60 poiché non si sono verificati casi di trombosi da destare preoccupazione.
Il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo si dice comunque ottimista, “ci sarà un impatto, ma sono convinto che tra luglio e agosto riusciremo a mitigarlo”.
In pratica servono rifornimenti e c’è il rischio che lo dosi di AstraZeneca rimangano in frigo.
Per almeno due ragioni, la prima riguarda il fatto che anche molti over 60 non si fidano e rifiutano la vaccinazione e la seconda ragione è già nei numeri.
Durante l’estate arriveranno 15 milioni di fiale del vaccino a vettore virale, una cifra che si sa già essere superiore alle nuove esigenze, come spiega lo stesso Generale Figliuolo.
Il commissario indicando la platea di possibili destinatari del siero di Astrazeneca riferisce di 3,5 milioni di italiani che non hanno avuto neanche la prima dose, quelli sui quali le Regioni devono “continuare ad insistere in maniera incalzante”, e 3,9 che devono avere il richiamo.
Le fiale necessarie sarebbero circa undici milioni, un numero inferiore alle15 milioni di fiale senza contare che molte dosi di AstraZeneca giacciono già in frigo, tanto è vero che sono stati organizzati gli open day per i più giovani. Ora quelle che avanzeranno saranno destinate ai Paesi Covax.
Gli scienziati, al momento, provano a diffondere fiducia anche se i numeri non li aiutano. Adesso tutti coloro che hanno meno di sessant’anni e dovevano fare il richiamo con Astrazeneca, “pur in assenza di segnali preoccupanti e ispirandosi al principio di massima precauzione” precisa Locatelli, riceveranno invece Pfizer o Moderna.
I richiami rispetteranno lo stesso lasso di tempo previsto per il vaccino anglo-svedese, dunque 8-12 settimane dopo la prima dose. Per centinaia di migliaia di italiani – tra i 20 e i 40 anni sono 340mila quelli che hanno avuto la prima dose di Astrazeneca e circa il doppio tra 40 e 60 – scatterà la “vaccinazione eterologa”.
I dati, sottolinea ancora il coordinatore del Cts, indicano che “la risposta immunitaria generata da questo approccio ha una buona evidenza sia di sicurezza che di efficacia”. Eppure solo ieri Walter Ricciardi, il consulente del ministro Speranza, diceva che non vi sono studi scientifici a riguardo, perché gli esperimenti sono stati fatti tutti con le stesse dosi di vaccino, consigliava dunque di non fare un mix.
Di certo sarà necessario rallentare le prime somministrazioni di Pfizer e Moderna alla nuova platea così estesa, 36 milioni di persone, come si è detto, per garantire intanto le seconde dosi. “Sono convinto che a settembre riusciamo a chiudere la partita” dice con ottimismo Figliuolo che però ammette che si è al limite: “Avevamo un margine di riserva, ora questi margini si sono assottigliati e se dovessero esserci altri intoppi è chiaro che dovremo rivedere i piani”.
(da Huffingotnpost)
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Giugno 12th, 2021 Riccardo Fucile
PD 20,8%, FDI 20,5%, LEGA 20,1%, M5S 14,2%, FORZA ITALIA 9,2% … QUANDO SALVINI DICEVA: “SORPASSO? PIU’ FACILE CHE ARRIVINO GLI ALIENI”; I MARZIANI SONO ARRIVATI
Partito democratico primo partito e Lega che scivola al terzo posto superata da Fratelli d’Italia, che si
piazza alle spalle del Pd.
E’ quanto rivela un sondaggio Ipsos pubblicato su La Stampa.
I dem raggiungono il primo posto grazie a un +0,8 per cento guadagnato in una settimana, arrivando così a toccare il 20,8 per cento dei consensi.
Insegue a pochissima distanza il partito di Giorgia Meloni che fa un balzo di un altro punto in 7 giorni e arriva al 20,5%.
Terza la Lega che scende ancora nei consensi (-0,4%) e si ferma al 20,1%.
Neanche un punto percentuale separa i primi tre schieramenti, ma i dem non erano andati sul podio nei sondaggi da almeno tre anni.
Solo quarto il Movimento 5 stelle che, nonostante l’accelerazione per il progetto di Giuseppe Conte dopo la soluzione dello scontro con Davide Casaleggio, perde lo 0,6% e arriva al 14,2% dei consensi.
Attualmente, sempre secondo l’istituto di Nando Pagnoncelli, il centrosinistra allargato al M5s è dato al 45,3% e il centrodestra rimane in vantaggio con il 49.8%.
Per quel che riguarda gli altri partiti, da segnalare sul fronte della destra il nuovo calo di Forza Italia al 9.2% (-0,6%)
Questa invece la situazione per i partiti minori: Art.Uno 1,4 (-0,2); SI 1,8; +Europa 1,3 (-0,3); Iv 1,8; Azione 2,8. Europa verde 1,2.
Al Nazareno ridono. Et pour cause. Perché per la prima volta da oltre tre anni il Pd risulta essere il primo partito nelle intenzioni di voto degli italiani.
Ma se al Nazareno ridono, a Via Bellerio mugugnano. Perché la Lega, e anche questa è una novità notevole, si vede scavalacare da Fratelli d’Italia.
“I bacini elettorali di FdI e Lega continuano a presentare evidenti sovrapposizioni: ciascun partito tende a pescare nell’elettorato dell’altro”, chiarisce l’istituito presieduto da Nando Pagnoncelli. Ma il fatto resta: ed è un fatto clamoroso, se è vero che Salvini, non più tardi di venti giorni fa, liquidava l’ipotesi del sorpasso della Meloni ai suoi danni come qualcosa di meno probabile dell’arrivo degli alieni.
“Sia il Pd sia FdI prolungano un trend positivo (molto recente nel caso del Pd, ben più duraturo nel caso di FdI) che è infine giunto ad incrociare – prosegue l’analisi di Ipso – il lento ma abbastanza costante declino del partito di Matteo Salvini”.
(da agenzie)
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