Giugno 25th, 2021 Riccardo Fucile
LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE FRANCESE PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO
Il premier italiano Mario Draghi e la cancelliera tedesca Angela Merkel avevano
già lasciato l’albergo Amigo questa mattina alle 10 per recarsi al Consiglio europeo dopo la maratona notturna dedicata ai rapporti tar Ue e Russia.
L’ultimo leader a salire in macchina il presidente francese Emmanuel Macron. Inevitabile la domanda sul decreto Zan e i rapporti tra Vaticano e Stato italiano di cui c’è stata eco anche in Francia.
Presidente Macron ha visto le dichiarazioni di Draghi sull’argomento? Macron afferma di non conoscere i dettagli della questione, dice che l’approccio scelto dal Governo italiano è quello giusto.
E sul richiamo al Concordato da parte della Chiesa? Macron tentenna un po’, sorride sornione e chiude l’argomento in modo abbastanza tranchant: «Guardate, in Francia funziona cosi: decide il Governo, io vengo da un Paese che è uno stato laico e secolare non da oggi, da parecchi secoli».
E a quel punto anche Macron si ricongiunge al serpentone delle auto blu che salgono verso Parc Royale e il palazzo Justus Lipsius per partecipare alla seconda giornata di lavori del vertice europeo.
(da agenzie)
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Giugno 25th, 2021 Riccardo Fucile
AI PRIMI CORI RAZZISTI CHIEDERA’ ALL’ARBITRO DI SOSPENDERE LA PARTITA COME DA REGOLAMENTO ALTRIMENTI USCIRA’ DAL CAMPO…A BUDAPEST SONO STATI INSULTATI I GIOCATORI DI COLORE DELLA FRANCIA DALLA TEPPA NAZISTA SUGLI SPALTI
Se un giocatore immagina già insulti, versi della scimmia, abbiamo un problema.
In quest’Europeo in cui si parla di diritti umani, di leggi intolleranti e di razzismo più che di var, un campione come Georginio Wijnaldum, capitano dell’Olanda, sa già cosa succederà, si prepara e avverte: è pronto a uscire dal campo. La reazione più importante contro il razzismo.
Domenica giocherà a Budapest, capitale dell’Ungheria di Orbàn che ha appena approvato un pacchetto di leggi “contro la propaganda gay” su cui si sono accese le luci arcobaleno di mezzo continente.
Wijnaldum metterà la fascia a colori. Una sfida al pubblico ungherese per esprimere sostegno alla comunità Lgbt: “Ognuno dovrebbe essere libero di essere quello che è, invece purtroppo non è così”.
Quella fascia attirerà insulti. Il capitano dell’Olanda ne è certo. Lo sa già. Gli ungheresi si sono distinti per aver fatto il verso della scimmia a Benzema e Mbappè, francesi con origini algerine e camerunensi.
Hanno fischiato Leon Goretzka, uno che si era fatto fotografare con la bandiera “niente calcio per i fascisti” dopo il gol e soprattutto dopo l’esultanza con il cuore “amore senza barriere per tutti”.
Wijnaldum sta decidendo come comportarsi contro la Repubblica Ceca in uno stadio dove una parte importante di pubblico, inevitabilmente, sarà ungherese:
“Non ho mai ricevuto insulti razzisti – dice – ma mi sono chiesto cosa farò se dovesse succedermi a Budapest. Chiederò all’arbitro di sospendere la partita: l’Uefa deve proteggere i giocatori. In quei momenti devi avvicinarti al direttore di gara con i tuoi compagni e prendere la decisione. E non escludo la possibilità di uscire dal campo”.
(da agenzie)
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Giugno 25th, 2021 Riccardo Fucile
NON SI PUO’ IMPORRE UNA LINEA COMUNE, OGNUNO DOVEVA ESSERE LASCIATO LIBERO DI COMPIERE O MENO IL GESTO… IN UN PAESE ARRETRATO CULTURALMENTE DOVE IL 40% VOTA PER I RAZZISTI NON C’E’ DA STUPIRSI CHE CI SIANO XENOFOBI E PAVIDI ANCHE IN NAZIONALE
Italia, tutti in piedi. Quel gesto, simbolico ma importante, che con naturalezza cinque azzurri aveva fatto prima del fischio d’inizio del match con il Galles non si farà domani. Gli azzurri non si inginocchiano contro il razzismo.
Quell’atto di solidarietà al movimento Black Lives Matter contro le discriminazioni non si vedrà a Wembley. Nonostante le parole della federazione (il comunicato con cui ci si dichiara antirazzisti a prescindere dai gesti).
Si voleva evitare la confusione vista col Galles, quando qualche azzurro (Toloi, Pessina, Emerson, Bernardeschi e Belotti) si è inginocchiato e qualcun altro no. E si è risolta la questione in un confronto interno.
Ricomporre la linea facendo tutti la stessa scelta. E la scelta è stata: restare in piedi. C’è stato chi ha rivendicato la libertà di espressione e il rispetto delle proprie idee, chi non ha accettato pressione dall’esterno.
Bonucci stasera spiegherà il punti di vista dei giocatori, spiegando che a Coverciano ne hanno parlato tra loro. Domani in Inghilterra, che è poi il luogo in cui questa forma di protesta raccolta dall’America contro il razzismo ha preso forza, il caso non si porrà: occorre infatti che una delle due squadre chieda l’autorizzazione preventivamente all’arbitro e non risulta che Austria e Italia l’abbiano fatto.
Gli azzurri vogliono arrivare preparati e con una posizione univoca, se ad esempio nei quarti di finale si riproponesse la questione (magari contro il Belgio).
(da agenzie)
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