Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
STUCCHEVOLI LE CRITICHE DI CHI NON HA MAI DOVUTO INVIARE UN CURRICULUM
E’ spesso comodo se non del tutto retorico, pontificare sui giovani fannulloni che anziché darsi da fare per trovare un lavoro anche se mal pagato, preferiscono vivere di sussidi.
Diventa stucchevole e irritante quando quell’appello lo fa chi non ha mai dovuto mandare un curriculum in vita sua.
È il caso dell’ultima esternazione di Guido Barilla che esortava i giovani a trovarsi un lavoro anche mal retribuito. Lui figlio d’arte un posto di lavoro non ha mai dovuto pietirlo. Ce l’aveva lì pronto (e che impiego) nell’azienda di famiglia. Un ruolo da presidente del gigante alimentare italiano che comporta certo grandi responsabilità, ma anche grandi remunerazioni senza doverle costruirle da zero. Il posto da grande capo di Barilla gli era predestinato fin da ragazzo.
Ebbene Guido Barilla, quel posto l’ha di fatto ereditato, senza concorrere e senza competere. In più con un fior di stipendio.
Scorrendo il bilancio del colosso della pasta made in Italy si scopre che gli amministratori e i sindaci del gruppo, tra cui ovviamente il presidente Guido Barilla, hanno incassato solo nel 2020 la bellezza di 5,25 milioni di euro di remunerazione, come risulta dall’ultimo bilancio del gruppo.
E il bello è che sono tutti pressoché in famiglia. Gli amministratori di Barilla Holding sono infatti il presidente Guido e i fratelli Luca, Paolo ed Emanuela che nei fatti si spartiscono, esclusi i sindaci, quegli oltre 5 milioni di euro l’anno di stipendio fisso.
Tanti, pochi. Saranno anche commisurati al valore che Barilla produce ma è un fatto che da solo i vertici del gigante agro-alimentare italiano valgono poco meno dell’1% di tutto il costo del lavoro del gruppo a livello mondiale.
Gli oltre 8.500 dipendenti costano ogni anno all’azienda di Parma poco più di 550 milioni. Ogni dipendente contribuisce a creare fatturato dell’azienda per 459mila euro l’anno a fronte di un costo per l’azienda di soli 64mila euro.
Il costo del lavoro globale pesa infatti sui ricavi del gruppo, che a fine 2020 sono saliti a sfiorare i 3,9 miliardi di euro, appena per il 14%. Certo poi Barilla paga le materie prime, i costi di produzione, le spese di marketing e tutti gli altri costi operativi compreso gli stipendi.
Alla fine il colosso della pasta gode comunque di ottima salute. Il margine operativo – che è la differenza tra ricavi e tutti i costi – vale 372 milioni su 3,9 miliardi di fatturato. E spesate le poste finanziarie e le tasse ecco che Barilla l’anno scorso ha prodotto utili netti per la bellezza di 351 milioni, quasi il 10% del fatturato globale.
Difficile trovare un’industria alimentare nel mondo con una redditività netta così elevata. E per un’azienda familiare quegli utili finiranno in parte reinvestiti in parte in dividendi alla famiglia.
Basti pensare che a furia di fare utili anno su anno il patrimonio netto nel 2020 è arrivato a quota 1,4 miliardi. Su questo tesoro capitalizzato nel tempo siede quindi la famiglia Barilla. Lo stipendio fisso milionario annuale è quindi solo un piccolo di cui dell’immensa ricchezza creata dall’azienda di famiglia.
Di fatto una delle eccellenze imprenditoriali italiane. Utili copiosi, niente debiti e un patrimonio cumulato miliardario.
Guido Barilla dall’alto di cotanta ricchezza, in parte ereditata in parte costruita, andrà sicuramente fiero di tanta capacità imprenditoriale.
Si ricordi però di ringraziare non solo simbolicamente, come ha fatto lodando pubblicamente di recente i suoi dipendenti per la dedizione in era Covid, ma nei fatti. E grazie anche ai suoi 8.500 dipendenti, che creano valore aggiunto pari a 7 volte quanto guadagnano, se l’impresa Barilla è quel che è.
E lasci le prediche moralistiche a chi è più titolato di lui a farle. Si goda fino in fondo i suoi successi e quell’investitura ereditaria e lasci stare i cosiddetti fannulloni che quell’opportunità non l’avranno mai.
(da TPI)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
IL VIROLOGO: “NON MI STUPISCE”
Sono in totale dieci le persone contagiate all’interno della palestra Virgin di Città
Studi, a Milano. Altre 140, invece, sono stati sottoposti a tampone e sono in attesa di esito. Il focolaio scoppiato nel centro di allenamento è seguito con grande attenzione dall’Ats di Milano.
A quanto risulta ad oggi, uno di loro è stato contagiato dalla cosiddetta variante “Delta”, quella indiana del virus, nonostante avesse già completato il ciclo vaccinale con prima e seconda dose.
Anche gli altri nove contagiati verranno posti sotto controllo per verificare il contagio da parte della stessa variante, considerata più trasmissibile di quella inglese. I risultati dovrebbero arrivare in settimana.
Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, la palestra è ancora aperta: la struttura ha rispettato tutte le normative anti Covid vigenti.
Gli iscritti alla Virgin di Città Studi, però, hanno chiesto comunicazioni in merito ad eventuali contatti diretti con le persone trovate positive, sapendo che il rischio zero non esiste.
La variante “Delta” non è una novità in Lombardia. Come dichiarato da Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di Virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia, al Corriere, “da gennaio abbiamo intercettato 12 casi. Tra questi, 11 erano viaggiatori di rientro dall’India e uno era un contagio “autoctono””.
Nessuno di loro era vaccinato. Per mappare la diffusione della variante, l’Iss ha decretato che le Regioni analizzino un determinato numero di campioni casuali ricercando le varianti.
Stando all’ultima indagine, in Lombardia sono stati trovati sei casi da Covid indiano per un totale del 2,5 per cento circa. Tali numeri sono considerati “bassi” da Baldanti che sottolinea come “non stupisce l’infezione in un vaccinato. Al San Matteo su 4 mila immunizzati, 33 si sono re-infettati: tutti con variante inglese, tutti senza sintomi o con sintomi lievi”.
(da agenzie)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
PIU’ TRASMISSIBILE E PIU’ RESISTENTE AI VACCINI
La variante Delta del coronavirus, precedentemente conosciuta come variante indiana, è già presente in oltre 70 Paesi e si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo. Focolai covid della variante Delta sono stati confermati oltre che in Asia, anche negli Stati Uniti, in Africa, in Europa e nei paesi del Pacifico.
Secondo gli scienziati, grazie al fatto che è più trasmissibile e in parte più resistente rispetto alle precedenti varianti, è destinata soppiantarle ovunque se la campagna vaccinale anti covid non proseguirà a ritmo serrato in tutto il mondo.
Una riprova sono il Regno Unito e gli Stati uniti dove costante una campagna vaccinale in stato avanzato i casi di nuova variante delta aumentano a ritmo costante.
I casi della variante Delta nel Regno Unito rappresentano ormai oltre il 90% dei nuovi casi e sono è in gran parte responsabili del nuovo picco di contagi che hanno spinto il premier Boris Johnson ritardare le riaperture di 4 settimane.
Negli Stati Uniti, secondo l’ex commissario della Food and Drug Administration Scott Gottlieb, i casi della variante Delta raddoppiano all’incirca ogni due settimane e rappresentano ormai il 10% di tutti i nuovi casi. Casi in aumento anche nel resto d’Europa compresa l’Italia, ma anche in Africa e Australia dove sono stati osservati casi a Melbourne nonostante rigidi controlli.
In Europa, in Portogallo a maggio i campioni analizzati per il sequenziamento si sono rivelati al 50 per cento varianti Delta. La Germania conta il 50% di sequenze Delta aggiuntive in meno di due settimane e il Belgio il 60% in più.
In Asia i casi in India sono diminuiti nelle ultime settimane dopo un boom di contagi ma l’Indonesia ad esempio ha dichiarato lunedì di aspettarsi una nuova ondata di infezioni da coronavirus poiché la variante Delta diventa più dominante in alcune aree
Il timore ora è che nei paesi poveri e in via di sviluppo con sistemi di monitoraggio meno robusti, la variante Delta possa già essersi diffusa molto più di quanto riportato. Questo perché si tratta degli stessi Paesi dove la campagna vaccini è molto indietro. Anche se la variante delta sembra causare sintomi più gravi, secondo le prove osservate in India, e sembra essere resistente alla prima dose dei vaccini, gli studi più recenti sembrano evidenziare una parziale resistenza alla seconda dose dei vaccini Pfizer e AstraZeneca.
(da agenzie)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
SONO IL 17% DEGLI AVENTI DIRITTO
Spaventa l’effetto del cambio di marcia sui vaccini anti-Covid da parte del governo,
avvallato dalle nuove disposizioni dell’Aifa, che ieri hanno dato il via libera al “mix” di dosi: gli under 60 a cui è già stato somministrato il siero di Oxford completeranno il ciclo d’immunizzazione con un vaccino a mRna (Pfizer o Moderna). E intanti AstraZeneca si inoculerà solo agli over 60.
Il rischio è che la comunicazione schizofrenica su AstraZeneca influisca sugli scettici, che secondo un rapporto di Agenas e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sono circa 10 milioni, pari cioè al 17 per cento della popolazione.
Un dato rilevato già all’inizio della campagna vaccinale e confermato oggi dai medici Sergio Abrignani e Sergio Harari, che dalle colonne del Corriere della Sera lanciano la proposta: “Discutere della necessità di un obbligo vaccinale per tutta la popolazione adulta, almeno fino a quando non avremo vaccini disponibili anche per la fascia pediatrica”. “Non possiamo permetterci di lasciare 10 milioni di adulti senza vaccino“, affermano.
“Non è facile scrivere di vaccini nei giorni in cui piangiamo la scomparsa di una ragazza diciottenne deceduta a causa di un effetto collaterale del vaccino AstraZeneca. È bene però fare alcune considerazioni che avremmo voluto condividere lontano da momenti così tragici”, scrivono i medici.
“Accettare di avere una fetta significativa della popolazione adulta non vaccinata per rifiuto all’immunizzazione, che le stime valutano attorno al 17 per cento degli italiani ovvero circa 10 milioni, significa spalancare una porta al virus e offrirgli una nuova possibilità di continuare a replicarsi, infettare, uccidere, consentendo il mantenimento della circolazione virale”, continuano.
Per Harari e Abrignani ridurre le possibilità che il virus, che continua a circolare tramite varianti più resistente, attecchisca su di noi, significa “aumentare le probabilità di circoscrivere i focolai epidemici”, spiegano.
(da agenzie)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
AVREBBE FORSE POTUTO SCAPPARE MA HA CERCATO DI SALVARE IL PIU’ PICCOLO
Mentre il lavoro degli investigatori va avanti per chiarire tutti i contorni della terribile vicenda, nel pomeriggio all’istituto di medicina generale del policlinico Tor Vergata a Roma sono iniziate le autopsie sui corpi delle vittime della strage di Ardea. Gli esami autoptici in questa prima fase riguarderanno i fratellini Fusinato e il pensionato Salvatore Ranieri.
Poi l’ultimo saluto alle vittime nella Capitale. I funerali dovrebbero esserci tra giovedì e venerdì, quello dei bimbi ad Ostia.
Intanto le indagini dei carabinieri vanno avanti per chiarire ogni aspetto.
Dalla ricostruzione degli investigatori, domenica mattina Pignani è uscito di casa intorno alle 11 con felpa, zainetto e guanti e avrebbe percorso con la pistola in pugno alcune strade del comprensorio Colle Romito.
Ci sarebbe un testimone che lo ha visto arrivare e per mettersi in salvo, si sarebbe chiuso in casa. Pignani ha puntato la pistola contro le prime persone che ha incontrato. I primi sono stati i fratellini Fusinato a cui avrebbe sparato un colpo ognuno.
E a tal proposito emergono particolari raccolti dalle testimonianze. Il più grande dei due bimbi Daniel, 10 anni, promessa del calcio giovanile, invece di scappare dopo il colpo esploso contro il fratellino sarebbe tornato indietro proprio per difendere David. E a quel punto sarebbe stato colpito dal killer.
Poi è passato in bicicletta il pensionato contro il quale ha sparato due volte. A quel punto è tornato a piedi a casa dove, dopo aver fatto uscire la madre, si è barricato. Appena i carabinieri hanno avuto la certezza che l’aggressore si trovasse nell’abitazione hanno attivato le procedure previste e creato una doppia cinturazione attorno alla villetta.
Contestualmente è stato informato il Gis. Al lavoro anche i negoziatori del Comando provinciale di Roma che hanno acquisito informazioni dalla madre di Pignani per tentare una mediazione con lui che, di fatto non c’è stata.
Quando il «contatto» ha dato esito negativo è scattata l’irruzione in casa e l’uomo è stato trovato morto in camera da letto. Dopo aver compiuto la strage l’ingegnere ha deciso di farla finita puntandosi la stessa arma alla testa.
(da agenzie)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI… SCENDI DALLA LUNA, SILVIO: TU ORMAI NON SEI PIU’ DA TEMPO IL “CENTRO” E NON ESISTE UNA “DESTRA” IN ITALIA, ESISTONO SOLO SOVRANISTI RAZZISTI A CUI TU REGGI IL MOCCOLO PER INTERESSE AZIENDALE
C’è una forte spinta dentro Forza Italia verso l’ipotesi di creare un “partito del
centrodestra italiano”, partito unico che unisca le varie sigle della coalizione sul modello del partito laburista inglese o dei Repubblicani francesi.
È quanto è emerso – informano fonti di Forza Italia – nel corso della riunione via Zoom del gruppo di Forza Italia al Parlamento europeo alla quale ha partecipato anche Silvio Berlusconi.
Ma c’è di più. Il leader di Forza Italia, durante il collegamento, ha lanciato un vero e proprio manifesto politico, che ai più ha ricordato quello della discesa in campo, in stile ’94.
Con un appello a tutti gli alleati per dar vita a un partito unico del centrodestra. La stessa proposta era stata avanzata da Antonio Tajani, coordinatore nazionale azzurro, presente alla riunione di oggi. Qualche giorno fa, aveva detto che il suo sogno è “di dare vita a una grande forza del centrodestra, un grande partito conservatore liberale riformista e garantista, sul modello del partito repubblicano statunitense, in vista delle politiche del 2023”.
Ora il Cav, raccontano fonti azzurre, vorrebbe andare oltre la federazione lanciata da Matteo Salvini e arrivare a un partito unico con dentro tutte le forze della coalizione, esclusa ‘Coraggio Italia’: dalla Lega a Fratelli d’Italia.
Il leader di Forza Italia avrebbe annunciato che presto renderà pubblico questo testo di cui oggi ha anticipato ampi passaggi. Ed è convinto che anche Giorgia Meloni debba essere della partita: so che Meloni avrà qualche problema ad aderire, ma io ho il dovere di fare l’appello anche a lei.
“Finalmente, come dimostrano le dichiarazioni del G7, del vertice Nato e del presidente Joe Biden, tutto l’Occidente ha capito quanto grave sia la minaccia della Cina, che è un regime comunista, ha mire espansionistiche che non sono solo economiche, ma anche politiche”.
(da agenzie)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
CONTINUA LA CAMPAGNA ACQUISTI DELLA MELONI: TUTTI ALLA RICERCA DI UN POSTO IN PARLAMENTO E PRONTI A SALIRE SUL CARRO DEI “PATRIOTI ALL’AMATRICIANA”
Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, entra in Fratelli d’Italia. Lo ha annunciato in una conferenza stampa alla presenza di Giorgia Meloni, leader del partito.
“E’ un partito – ha detto Sboarina – nel quale mi sono sempre riconosciuto. Io sono un uomo di destra e in quell’area politica continuo a identificarmi”. E’ una scelta, ha aggiunto, “che colma il vuoto lasciato dalla scomparsa del senatore Stefano Bertacco”
“Rimango nel gruppo consiliare di ‘Battiti’ (una delle due liste civiche che lo hanno sostenuto alle elezioni come indipendente di destra, ndr) e aderisco a livello nazionale a quella parte politico a cui mi sento di appartenere da sempre per principi e battaglia identitaria” ha concluso Sboarina.
Pronto a candidarsi al Parlamento.
(da agenzie)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
QUELLI CHE LE TASSE LE PAGANO SONO DEI FESSI, BASTA ASPETTARE IL SOLITO CONDONO DELLA LEGA… QUANDO NON CI SARANNO PIU’ SOLDI PER UN RESPIRATORE O BENZINA PER UNA VOLANTE E UN’AMBULANZA SAPETE CHI RINGRAZIARE
Cosa rimarrebbe alla Lega senza attaccare i migranti? 
Quello di lavorare in favore degli evasori fiscali e di coloro che stuprano il territorio con gli abusi edilizi.
Ma ovviamente le ‘sanatorie’ della Lega hanno nomi più altisonanti come pace fiscale o cose simili.
“163 milioni di cartelle di Equitalia che riguardano 18 milioni di italiani. La Lega è al lavoro per sospendere l’invio fino a settembre, e poi per rottamazione e rateizzazione per chi non può pagare”.
Lo ha dichiarato via social il leader della Lega Matteo Salvini.
Con i sondaggi che crollano e la galera che lo aspetta, al leghista non resta che sperare nel voto di chi evade le tasse.
(da agenzie)
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Giugno 15th, 2021 Riccardo Fucile
PIU’ DETESTATO DI RENZI SOLO SALVINI
Nel sondaggio YouTrend commissionato dal gruppo Pd al Senato, c’è un dato particolare: il politico più detestato dopo Matteo Salvini è Matteo Renzi.
L’ex segretario-premier scivola inoltre per la prima volta per affidabilità dietro a Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia. In pratica, quella che dovrebbe essere la peggiore nemica del popolo dem, è invece più apprezzata dell’ex Rottamatore.
Alla domanda “quanta fiducia avete in queste personalità che fanno parte della scena politica?”, coloro che hanno dichiarato di votare per il partito guidato da Enrico Letta puniscono l’ex sindaco di Firenze. Peggio di lui fa solo, ma non poteva essere altrimenti, il segretario della Lega con il 4,4 per cento.
L’altro dato che fa una fotografia del partito prograssista riguarda Letta e Draghi. Il primo piace all’80 per cento dei suoi elettori. Ma viene surclassato da Mario Draghi, che fra i Democratici arriva addirittura al 92 per cento di giudizi positivi. Nel giudizio sui leader, Giuseppe Conte si trova a metà classifica con il 73,3 per cento.
(da agenzie)
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