Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
VIOLENZE FOMENTATE DAL GOVERNO E DALLA CHIESA ORTODOSSA… DOVE C’E’ DA RIVENDICARE DIRITTI CIVILI LA FOGNA SOVRANISTA FA DA MAZZIERE AI POTERI FORTI… ASPETTIAMO LA CONDANNA DELL’ASSALTO DI SALVINI E DELLA MELONI
Gli organizzatori del Pride di Tbilisi hanno cancellato la marcia a sostegno dei
diritti della comunità Lgbtq, che si sarebbe dovuta tenere ieri, lunedì 5 luglio 2021, in Georgia a causa delle violente proteste esplose nella Capitale contro l’iniziativa
La sede del comitato organizzativo a Tbilisi è stata assaltata da parte di esponenti dei movimenti di estrema destra, mentre altrove uomini con la barba lunga in abiti da preti hanno preso a pugni e calci i giornalisti, provocando il ferimento di 20 persone.
Un giornalista ha detto di essere stato picchiato con un bastone mentre altri hanno riferito che le loro macchine fotografiche e altre attrezzature sono state danneggiate.
“La marcia del Pride non si terrà oggi”, si legge nel tweet pubblicato ieri dagli organizzatori. “Le autorità non hanno assicurato la sicurezza della comunità e dei nostri sostenitori. Non possiamo scendere nelle strade piene di persone violente sostenute dalle autorità e dal patriarcato e mettere a rischio le vite delle persone!”.
Gli organizzatori del Pride in Georgia hanno affermato di aver “comunicato attivamente” con il ministero degli Interni georgiano sulla sicurezza prima della marcia. “Le azioni del governo hanno mostrato chiaramente di non voler svolgere il proprio dovere”, hanno aggiunto gli organizzatori. “L’inazione del potere esecutivo ha messo in serio pericolo la salute e la vita dei cittadini georgiani”.
Il primo ministro della Georgia si schiera contro il Pride
Il primo ministro georgiano, Irakli Garibashvili, si è espresso contro l’evento, lasciando intendere che affermando gli organizzatori del Pride avrebbero provocato la violenza. Ha dichiarato infatti che era “irragionevole” tenere la manifestazione in un luogo pubblico e che questo avrebbe potuto portare a uno “scontro civile”. Nel frattempo, un parlamentare ha accusato l’”opposizione radicale” di sponsorizzare gli eventi del Pride.
Gli attivisti hanno anche invitato la comunità internazionale a opporsi ai “gruppi radicali” e alle voci filo-russe anti-Lgbt in Georgia.
Il Paese subisce l’influenza della potente Chiesa ortodossa, che ha criticato apertamente i governi ritenuti troppo progressisti. Gli attacchi sono stati condannati da alcune missioni diplomatiche, tra cui quella statunitense, quella britannica e quella dell’Ue, che hanno chiesto alle autorità di fermare le violenze
La presidente Zurabishvili: “Violenza inaccettabile”
A condannare le violenze esplose a Tbilisi è stata la presidente della Georgia, Salome Zurabishvili. “La violenza è inaccettabile: condanno gli eventi di oggi e la manifestazione di qualsiasi forma di violenza, persecuzione di persone sulla base delle differenze di opinione o identità di genere”, ha dichiarato la presidente.
“Chiedo a tutti di agire nel quadro della Costituzione e di non provocare violenza con azioni radicali. Sono inaccettabili la violenza contro i rappresentanti dei media e l’ostruzione delle attività professionali, nonché l’intrusione e gli attacchi agli uffici delle organizzazioni pubbliche”, si legge nella dichiarazione.
“Invito tutti alla moderazione e le autorità competenti a garantire l’ordine pubblico e a prevenire atti violenti”, ha aggiunto la presidente. “Qualsiasi tipo di incoraggiamento che promuova azioni radicali, polarizza la società, suscita polemiche, danneggia il Paese, minaccia la stabilità dello Stato è inaccettabile”.
(da TPI)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
CANDIDATI CIVICI SCONOSCIUTI E PERSONAGGI ACCHIAPPAVOTI SONO UNO SCHIAFFO AI CITTADINI
Non abbiamo fatto in tempo ad appassionarci alle sorti di Vittorio Feltri a Libero, dove il nuovo direttore Sallusti pare che lo voglia cacciare, ed ecco che il decano dei giornalisti di destra ha già in testa un nuovo lavoro.
Se lo eleggeranno – se – farà il capolista della Meloni al Consiglio comunale di Milano.
Niente male per un signore che ammette di non saper amministrare nemmeno un condominio, e che quindi si presta alle urne giusto per spostare un po’ di voti di Salvini e Berlusconi verso i Fratelli d’Italia, visto che alla sua età è improbabile che poi si voglia sbattere tra le commissioni e l’aula di Palazzo Marino.
Ad avere uno spirito cinico, ci sarebbe da augurarsi che Vittorio nostro ce la faccia, così poi chissà che siparietti ci farà vedere, esattamente come il suo omonimo Sgarbi a Roma, con la differenza che almeno il critico d’arte si occuperebbe di cultura, sulla quale di certo sa che dire.
Ma guidare le città non è un gioco per prime donne della tv, e dietro le promesse elettorali ci sono i bisogni di milioni di persone, complesse macchine burocratiche da far funzionare, e una capacità non comune di arginare i farabutti pronti ad approfittarsi di qualunque cosa sia di tutti, e quindi – secondo loro – di nessuno.
Per questo i candidati delle destre in questo giro di elezioni – civici sconosciuti o personaggi puramente acchiappavoti – sono uno schiaffo ai cittadini.
E la promessa che, dove vinceranno, le Giunte e i Consigli comunali saranno un gran casino. Chi pensa che già oggi siamo messi abbastanza male non si scordi che al peggio non c’è fine.
(da La Notizia)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
“IMMAGINI RACCAPRICCIANTI” DI VIOLENZE… E QUALCUNO DIFENDE ANCORA QUESTI TRADITORI DELL’ITALIA
Ispezioni intime, obbligo di spogliarsi nudi e flessioni, sputi in faccia e in bocca. E
abusi anche peggiori: «Sono stato urinato addosso dalle guardie, ero in una pozza di sangue e mi hanno urinato addosso, sono stato sputato in bocca e in faccia più volte». E ancora: «Davanti ai miei occhi hanno preso un ragazzo e lo hanno violentato.
Un altro ragazzo stava molto male, volevo farlo bere, le guardie mi diedero una bottiglietta d’acqua ma era vuota e, quando lo feci presente, loro deridendomi mi portarono in bagno e, tirato lo sciacquone del water, mi dissero di riempirla lì».
Le testimonianze dei detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere davanti ai pubblici ministeri e le confessioni allo psichiatra disegnano una serie di episodi che non sono emersi nei video divulgati nell’inchiesta della Procura di Caserta.
I video «ancora più raccapriccianti
L’indagine ha portato all’arresto di 26 tra funzionari e agenti di polizia penitenziaria e a altrettante interdizioni, compresa quella del provveditore regionale del Dap Antonio Fullone. Ma, racconta oggi il Corriere della Sera, secondo il garante campano delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, nelle mani degli inquirenti che indagano sui pestaggi dei detenuti avvenuti il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, ci sarebbero video «ancora più raccapriccianti» di quelli già pubblicati in rete.
Le sevizie raccontate dai detenuti sarebbero avvenute nell’ufficio matricole. Gli episodi dunque non si riferiscono soltanto a quel 6 aprile 2020. Ma riguarderebbero piuttosto un’abitudine diffusa tra le guardie carcerarie. All’interno del reparto Nilo, hanno raccontato i detenuti, c’era una “squadretta” che portava i carcerati nella cosiddetta “stanza zero”, ovvero una cella al piano terra che veniva usata per punire i reclusi. Ciambriello dice che in quel carcere «durante il 2020 si è registrata la più alta percentuale tra tutte le prigioni campane di atti di autolesionismo da parte dei detenuti. Per l’esattezza 196 episodi». Anche il Gip Sergio Enea nella sua ordinanza sostiene che con tutta probabilità la violenza nel carcere casertano di Santa Maria Capua Vetere non fu «un mero incidente di percorso», ma «una costante nel rapporto tra gli indagati e i detenuti».
Enea ritiene che se si fosse trattato di un episodio del tutto isolato, «era lecito attendersi che gli agenti avrebbero mostrato quantomeno una qualche esitazione… sarebbe emerso nitidamente dai filmati. Ma ciò non traspare nel modo più assoluto», «…nei loro gesti non c’è mai quella esitazione che inevitabilmente avrebbe manifestato anche visivamente colui che non è affatto abituato al compimento di atti di estrema violenza». E che la violenza sia percepita dagli agenti «come un presidio di sicurezza essenziale» lo si deduce anche dall’analisi dei messaggi in chat trovati sui cellulari sequestrati agli indagati. In uno, inviato la notte tra il 5 e il 6 aprile, quella seguente alla protesta dei carcerati innescata dalle preoccupazioni per il caso di Covid, peraltro scoperto attraverso i media, c’è tutta la delusione degli agenti della Penitenziaria, manifestata dal comandante al provveditore: «Il personale smcv è molto deluso» e ancora: «Si sono raccolti per contestare l’operato del comandante».
Insoddisfazione a cui fanno da contraltare le esclamazioni di giubilo, sempre in chat, sia immediatamente prima, sia dopo la perquisizione straordinaria giudicata come «un completo successo». «Allora apposto domani chiave e piccone in mano», «ok domate il bestiame» e «abbiamo ristabilito l’ordine e la disciplina».
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
LA SINDACA HA DETTO CHE L’ANFITEATRO FLAVIO HA ANCHE LA CUPOLA
Eravamo rimasti all’Arena di Nimes scambiata (in un video) con l’Anfiteatro Flavio. Poi si è passati per la targa sbagliata di Carlo Azeglio Ciampi, ma la storia delle gaffe di Virginia Raggi e del suo staff sembra poter proseguire a spron battuto.
Perché a questa collezione degli orrori, ieri si è aggiunta una nuova medaglia durante la presentazione degli Open d’Italia di golf che si terranno (dal 2 al 5 settembre) sul manto erboso curatissimo del Golf & Country Club, a Guidonia Montecelio.
E, proprio in quell’occasione – in diretta dal Salone d’Onore del Coni – è arrivata la gaffe di Raggi cupola Colosseo.
“Nel frattempo Roma risplende ed è una bellissima vetrina – ha detto la sindaca della capitale decantando le bellezze della Città eterna che faranno da sfondo alla competizione nel luogo che, nel 2023, ospiterà anche la Ryder Cup di golf -. Anche dal green dell’Open sostanzialmente si può ammirare, guardando bene, anche la cupola del Colosseo, uno scenario davvero eccezionale e straordinario. Un ruolo davvero importante per la nostra città”.
La cupola del Colosseo, che non esiste. Una gaffe, un lapsus. Probabilmente, come si può evincere guardando una foto del panorama visibile dal luogo in cui si terranno gli Open d’Italia, la prima cittadina voleva parlare della Cupola di San Pietro.
Fatto sta che le sue parole non potevano provocare reazioni bipartisan.
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
IL GARANTE NE ESCE DISTRUTTO: CONTE 72%, GRILLO 7%
Il sondaggio politico di SWG per Tgla7 questa settimana non esplora solamente
quali sono le intenzioni di voto degli italiani ma va anche a sondare che idea si sono fatti della faida a 5 Stelle.
Con chi si trovano più d’accordo tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo? La risposta ha percentuali bulgare
L’ex presidente del Consiglio vince a man bassa il confronto con l’Elevato: con lui si trova in maggiore accordo ben il 72% del campione intervistato da SWG nella rilevazione contro il 7% di chi è dalla parte di Grillo.
Quanto varrebbe, perlomeno sulla carta, un “partito di Conte qualora la tregua nel Movimento 5 Stelle non portasse a più miti consigli entrambe le parti e si arrivasse a una scissione? Secondo il sondaggio politico di SWG sarebbero i 5 Stelle ad avere la peggio:
Il partito di Conte supererebbe abbondantemente il 10% per quasi doppiare quello che resterebbe dei 5 Stelle: 12,7 contro il risicato 7,1 dei pentastellati in caso di scissione.
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
AMMETTE DI NON ESSERE PRATICO DEI MECCANISMI AMMINISTRATIVI DELLA CITTA’: E ALLORA CHE TI CANDIDI A FARE? PER ELIMINARE LE PISTE CICLABILI?
Chiamarsi capolista senza apparenti meriti politici. Vittorio Feltri, nella sua franchezza, ha confessato di aver ceduto alla corte di Giorgia Meloni – issandosi al vertice delle liste elettorali che Fratelli d’Italia presenterà in occasione delle prossime elezioni amministrative di Milano – per un puro rapporto di stima con la deputata romana.
Una posizione che potrebbe garantirgli un posto sicuro al Comune (almeno secondo i sondaggi sul partito a livello nazionale e meneghino), ma che potrebbe andare ben oltre le sue conoscenze della politica e della macchina amministrativa.
A “confessare” questo limite è stato lo stesso Feltri che, intervistato da AdnKronos poco dopo l’annuncio fatto insieme a Giorgia Meloni, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto da dire sì: “Non sono appassionato particolarmente di politica ma quando mi ha chiesto la disponibilità a candidarmi, ho detto di sì. Se me lo avesse chiesto qualsiasi altro, non avrei accettato”.
Capolista sì, sindaco no. Già nel corso delle scorse settimane, infatti, il fondatore ed editorialista di Libero quotidiano aveva rispedito al mittente le voci su una sua possibile candidatura a primo cittadino meneghino, sostenuto dal Centrodestra.
Poi la chiamata di Giorgia Meloni e qualcosa è cambiato. Non tutto. Perché Vittorio Feltri conferma che il ruolo di sindaco sarebbe stato troppo impegnativo, mentre quello da consigliere “lo posso fare, non la trovo una cosa così devastante per la mia vita. Aggiungo un’occupazione ad un’occupazione che ho già. Continuerò a fare il direttore editoriale di Libero, perché il consigliere non è che sta lì tutto il giorno. Non è un lavoro, è una collaborazione”.
Nella sua candida versione, poi, Feltri sottolinea anche il suo scarso amore per la politica. E non solo: “Quando sarò lì, cercherò di capire come funziona la baracca, perché non sono pratico. Io non capisco niente, ma di solito sono uno che intuisce quasi tutto”.
Ma ha già in mente le prime proposte: eliminare le piste ciclabili e i monopattini dalla città e restituire a Milano un’immagine migliore rispetto a quella mostrata durante questo anno e mezzo di pandemia.
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
“L’ITALIA E’ IL PAESE PIU’ TRANFOBICO D’EUROPA, SI CERCA DI BLOCCARE UNA LEGGE CHE IN EUROPA E’ IN VIGORE DA DECENNI”
“Che schifo che fate politici”. Così Chiara Ferragni in una storia su Instagram,
postando una foto di Matteo Renzi con sopra la scritta ‘L’Italia è il paese più transfobico d’Europa’.
In una storia successiva aggiunge: “La triste verità è che nonostante una legge che tuteli donne, disabili e persone appartenenti alla categoria lgbtq+ SERVA nel nostro paese e sia attiva nel resto dell’Europa da decenni, in Italia non verrà mai approvata perché la nostra classe politica preferisce guardare sempre il proprio interesse personale”.
A stretto giro la rispota di Matteo Renzi: “Chiara Ferragni entra nel dibattito sulla Legge Zan dicendo ai suoi 24 milioni di follower: ‘Che schifo che fate politici’, con la mia faccia. Fa bene Chiara Ferragni a dire quello che pensa. Solo che da lei mi aspettavo qualcosa in più di una frasina banale e qualunquista. Dire che i politici fanno schifo è il mediocre ritornello di chi vive di pregiudizi”.
Anche da Renzi il 41% di italiani che lo hanno votato si apettavano molto di più.
Certe volte a tar zitti ci si guadagna.
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
“E’ UNA BATTAGLIA DI LIBERTA’, I DIRITTI NON SONO DI DESTRA O DI SINISTRA, SONO DI TUTTI”
“Ho una compagna, ma non mi batto a favore del ddl Zan mossa da ragioni personali. La mia è una battaglia di giustizia e libertà. Non capisco perché un omosessuale non dovrebbe sentirsi rappresentato da un partito di destra e soprattutto da un partito liberale come Forza Italia”.
Barbara Masini, senatrice forzista, pistoiese, ha spostato la data del vaccino per essere in aula a Palazzo Madama martedì, quando comincerà la discussione sulla legge contro l’omostransfobia.
Senatrice Masini, lei è una liberal di Forza Italia a favore del ddl Zan, si sente isolata?
“Alla Camera c’è stata un pattuglia di liberal forzisti, tra cui Elio Vito, che hanno votato a favore della legge Zan. Al Senato non sono sola e, soprattutto nei voti segreti, ci sarà più di qualcuno pro. E poi con la mia capogruppo Annamaria Bernini ho un dialogo schietto e aperto: io rispetto la posizione degli altri colleghi che sono contrari e così credo che rispettino la mia. Nel gruppo parlamentare di Forza Italia c’è apertura al confronto”.
Vuole che il disegno di legge sia approvato così com’è?
“Non ho difficoltà a votare il ddl Zan così com’è. Devo dire che nel centrodestra ho visto un cambiamento: da quando si diceva che la legge contro l’omofobia non era necessaria, che le aggressioni omofobe non c’erano o erano poche, a oggi. Finalmente si è preso atto che una legge ci vuole, mi auguro di avere contribuito un po’ anch’io a questo cambiamento”.
È più sensibile a questo tema perché ha subito aggressioni omofobe?
“Ho una compagna. Ma per me è una questione di giustizia non un posizionamento sulla base di ragioni personali. È una battaglia per maggiore equità e più libertà. La libertà è l’archetipo della mia vita”.
È stata vittima di discriminazioni?
“Non ho mai sentito particolari discriminazioni su di me. A volte certo ci sono complimenti del tipo “Ah che bella coppia, neppure sembrate omosessuali”, che sanno di condiscendenza e non so quali altri sentimenti veramente nascondano. Il mio percorso personale è stato difficile. A molti miei colleghi e colleghe vorrei dire che le loro decisioni possono toccare il cuore dei loro figli o nipoti o amici”.
La destra dovrebbe avere un altro atteggiamento verso la legge contro l’omofobia?
“I diritti non sono di sinistra o di destra. La destra ci deve mettere più coraggio. Per quale motivo un omosessuale non deve sentirsi rappresentato da un partito di centrodestra ed essere messo in una condizione di estraneità? Comunque se uscissero dal gioco di piantare ciascuno la sua bandierina, i partiti farebbero fare un passo avanti anche culturale al Paese, che è quello di cui c’è più bisogno”.
La Lega, ma anche FI, sostengono che il ddl Zan mina la libertà d’espressione.
“Non credo. Comunque la libertà d’espressione va bilanciata con i diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione, come quello alla dignità, all’identità, all’eguaglianza, alla libertà personale. Per prima cosa bisogna essere liberi dalla paura di potere essere se stessi”.
Secondo lei, tuttavia, alcune modifiche si possono fare al ddl Zan?
“Ripeto: a me va bene così com’è. Se vogliamo essere pragmatici però, ammetto che sarebbe bello un testo condiviso purché non si eliminino elementi fondanti della legge. All’articolo 1 la definizione di identità di genere è prevista persino dalla Consulta. L’articolo 4 lo ha voluto Forza Italia, ma se sta lì il problema, lo si tolga. E il 7 si può cambiare sì, ma non eliminare. Tutto questo purché ci sia un patto tra gentiluomini affinché alla Camera passi in fretta”.
Da Forza Italia cosa vorrebbe?
“Che lasciasse libertà di voto”.
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2021 Riccardo Fucile
CORDOGLIO NEL PAESE IBERICO E IN ARGENTINA PER LA SCOMPARSA DELLA CANTANTE
La Spagna si inchina a Raffaella Carrà. Il cordoglio per la sua scomparsa ha
attraversato il paese iberico dove la Carrà era molto conosciuta per le sue canzoni in lingua spagnola e dove aveva a lungo lavorato, a cominciare dalla metà degli anni Settanta, con i suoi programmi in televisione sulla rete TVE e su La 1.
Anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez le ha reso omaggio su Twitter, dove ha scritto: “Raffaella Carrà è stata una donna che ha ispirato diverse generazioni con allegria, coraggio e impegno. La sua musica ha reso felici i nostri cuori, il suo spirito libero ha riempito le nostre anime. Riposa in pace mia cara”.
La showgirl arrivò in Spagna nel 1976, sbarcò a Madrid pochi mesi dopo la morte del dittatore Franco, quindi in un paese che si risvegliava dopo anni di conservazione e bigottismo. La Carrà visse insomma gli anni della rivoluzione del costume, incarnò per il paese iberico la voglia di leggerezza dopo anni di oppressione, portò il suo ombelico scoperto e il suo Tuca Tuca al centro di quella trasformazione e seppe così far breccia nel cuore degli spagnoli con programmi come La Hora de… Raffaella Carrà (Primer programa, 1976), Raffaella Carrà Show (TV3, 1988), Hola Raffaella! (TVE1, ’92-’94). E dopo tanti programmi e canzoni di successo, a Raffaella sono stati attribuite onorificenze per il suo impegno sociale, consegnatele negli anni da Re Juan Carlos e poi dal figlio Felipe VI.
In Sudamerica, dove Raffaella Carrà era arrivata nel 1982 con la partecipazione al festival cileno di Vina del Mar, era molto amata, specialmente in quei paesi di lunga immigrazione di italiani come l’Argentina, dove nel 2005 portò il suo programma Raffaella Hoy! su Canal 13.
L’ultimo omaggio in Sudamerica le è stato tributato un anno fa: un musical con tutti i suoi brani realizzato dal regista uruguayano Nacho Alvarez e intitolato come uno dei suoi brani di maggior successo, Ballo Ballo.
(da agenzie)
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