Luglio 27th, 2021 Riccardo Fucile
“IL DATORE DI LAVORO E’ GARANTE DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI DIPENDENTI E DEI TERZI ALL’INTERNO DELL’AZIENDA”
L’azienda può sospendere dal servizio e dalla retribuzione chi non vuole vaccinarsi
contro il coronavirus. Lo ha stabilito con un’ordinanza il tribunale di Modena.
Il giudice scrive che “il datore di lavoro si pone come garante della salute e della sicurezza dei dipendenti e dei terzi che per diverse ragioni si trovano all’interno dei locali aziendali e ha quindi l’obbligo ai sensi dell’articolo 2087 del Codice civile di adottare tutte quelle misure di prevenzione e protezione che sono necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori”.
A supportare la propria decisione, il tribunale cita nella sentenza la direttiva europea che, nel giugno 2020, ha incuso il Covid tra gli agenti biologici contro i quali è necessario tutelare gli ambienti di lavoro. Da qui il dovere che incombe sul datore di tutelare il personale anche dal rischio coronavirus, contro il quale – scrive il giudice emiliano – la mascherina non basta come misura di protezione.
La sentenza puntualizza, comunque, che il rifiuto del vaccino anti-Covid non può comportare sanzioni disciplinari, ma può avere delle conseguenze per quanto riguarda la valutazione oggettiva dell’idoneità alla mansione del dipendente. Significa che chi è a contatto con il pubblico o in spazi ridotti accanto ai colleghi può essere sospeso dal lavoro e dalla retribuzione in caso di mancata vaccinazione.
(da agenzie)
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Luglio 27th, 2021 Riccardo Fucile
VANDALIZZATO IL DIPINTO DI UN PITTORE DELLA ZONA
Insulti con una bomboletta nera sul dipinto del commissario per l’emergenza Coronavirus che tiene in braccio simbolicamente la penisola italiana: il murale dedicato a Francesco Paolo Figliuolo e agli alpini realizzato a Vivaro (Pordenone) sul lato di una casa è stato vandalizzato e ricoperto di scritte offensive.
A scriverle, simpatizzanti No vax e no Green pass.
Il disegno, a colori e alto alcuni metri, era stato realizzato lo scorso aprile, poco prima della visita del Commissario straordinario all’emergenza Covid-19 in Friuli Venezia Giulia, da pittore della provincia che voleva rendergli omaggio.
Raffigura il generale Figliuolo in tuta mimetica con cappello da alpino e mascherina che tiene in braccio l’Italia, uguale a uno dei disegni simbolo della pandemia in Italia, in cui una infermiera tiene in braccio la Penisola. Sull’accaduto indagano i Carabinieri.
(da agenzie)
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Luglio 27th, 2021 Riccardo Fucile
LA DURA LETTERA DI BERLUSCONI AL CORRIERE DELLA SERA
Silvio Berlusconi torna a farsi sentire: sebbene i toni restino entusiastici per Mario
Draghi e il suo governo, il Cavaliere – nella lettera pubblicata sul Corriere della Sera – sembra preoccupato per due questioni.
La prima, «l’assenza di chiare leadership di caratura internazionale. Si potrebbe dire che la gran parte dei Paesi democratici soffrano una crisi di classe dirigente e navighino nell’incertezza – scrive -. In Europa, con l’addio della signora Merkel viene meno l’ultima figura politica di riferimento, riconosciuta come tale anche dagli avversari». E questa potrebbe apparire come una stoccata agli altri due capi del centrodestra italiano, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, non annoverati da Berlusconi nella lista dei leader europei in essere o in divenire.
Il secondo allarme – anche questo potrebbe essere interpretato come una stoccata agli altri due compagni di coalizione – è relativo ai vaccini. Berlusconi si dice preoccupato «dal fatto che il Paese si stia dividendo nella più assurda delle polemiche». Definisce illogico «dare una caratura ideologica o politica a una questione che è prettamente scientifica». Tra i responsabili dell’ingrossarsi delle fila dei no vax, il leader di Forza Italia individua la cattiva informazione, la pseudo-scienza, le paure irrazionali fomentate sui social, ma anche la «voglia di strumentalizzazione politica».
Il cavaliere scrive di essere rattristato «dalle parole di chi fa dell’opposizione ai vaccini e al Green pass, ma anche all’obbligo delle mascherine e del distanziamento, una questione di libertà».
Ritornano in mente lo sminuire della mascherina da parte di Salvini e i comizi contro la presunta «dittatura sanitaria» di Meloni. «Come se quella di non vaccinarsi – scrive ancora Berlusconi -, di non adottare elementari cautele, fosse una scelta che non ha conseguenze sugli altri. Come se non esistesse, fra i diritti tipicamente liberali, quello all’integrità della persona, e quindi ad andare al ristorante, a prendere l’aereo, a partecipare ad uno spettacolo o a una manifestazione sportiva senza il rischio di essere contagiati».
(da agenzie)
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Luglio 27th, 2021 Riccardo Fucile
QUANDO HA SENTITO GLI SLOGAN DEI DEMENTI NON E’ RIUSCITO A TACERE
«I morti di Covid non esistono, li uccidono in ospedale»: quando Marco Natali, figlio di uno dei tanti medici uccisi dalla pandemia, ha sentito urlare questa frase in piazza della Vittoria a Lodi, dove vive, non è riuscito a tacere.
Il ragazzo, scrive il quotidiano locale Il Cittadino di Lodi, stava accompagnando la sua fidanzata dall’estetista, ignaro del corteo di protesta contro il Green Pass che contava circa 200 manifestanti: inaspettatamente si è trovato faccia a faccia con chi gridava al complotto e ha preso la parola. «No, non applaudite, non la penso come voi. Il 18 marzo dell’anno scorso mio padre, che era un medico, è morto di Covid. L’11 marzo ho ricevuto un suo messaggio che diceva che non respirava, e dopo pochi giorni ci ha lasciato. Se ci fosse stato il vaccino probabilmente lui sarebbe ancora qua…».
Tornato a casa, scrive il Corriere, Marco Natali, 20 anni, ha raccontato tutto alla madre e alla sorella: «Potreste trovare un mio video su Facebook». Entrambe si sono dette orgogliose di lui per il coraggio dimostrato.
Il padre del ragazzo era Marcello Natali, medico di Caselle Landi (e Codogno, primo paese colpito dalla pandemia), ex segretario di Lodi della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale che il 18 marzo 2020, a 57 anni, è stato tra i primi medici in Italia a morire a causa del virus.
Il figlio Marco ha raccontato al Corriere come tutto è iniziato l’11 marzo, quando l’Italia era da pochi giorni entrata in lockdown: «Papà doveva accompagnare mia madre, che aveva contratto la malattia, a fare la radiografia ai polmoni. Ma in ospedale cominciò a stare male lui, e fu ricoverato a Cremona» per una polmonite fulminante, per poi morire sette giorni dopo.
«Non riuscii quasi mai a telefonargli – ricorda il ragazzo – un giorno stavo facendo il caffè e preparai la tazzina anche per lui: un’abitudine. Mia madre mi consigliò di chiamarlo e dirglielo. Parlava a fatica, la nostra conversazione durò meno di un minuto. È l’ultimo ricordo che ho di lui, vivo».
(da agenzia)
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Luglio 27th, 2021 Riccardo Fucile
“RACCAPRICCIANTE; SENZA MASCHERINE, SENZA DISTANZIAMENTO E CON PERSONE NON VACCINATE”… MA NESSUNO HA LE PALLE PER VIETARE UNA MANIFESTAZIONE CRIMINALE
: «Sono una cosa raccapricciante, una follia. Quei cortei senza distanziamento,
senza mascherine e, data la loro natura, anche pieni di persone non vaccinate. Esattamente ciò che andrebbe evitato più di ogni altra cosa».
Preoccupano le piazze romane di oggi, 27, e domani, 28 luglio
Gli organizzatori, alla questura, hanno dichiarato che parteciperanno soltanto 200 persone al sit-in contro il Green pass che ci sarà domani 28 luglio, a Roma.
Ma le adesioni sulle diverse piattaforme social fanno pensare che i dimostranti capitolini saranno diverse migliaia, e la manifestazione potrebbe tramutarsi in non autorizzata, incontrollabile dalle autorità come molte proteste dei giorni scorsi.
Lo stesso ministero dell’Interno, riferendosi alle proteste di sabato 24 luglio in tutta la Penisola, ha chiarito che si è trattato di manifestazioni «non autorizzate».
La titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, ribadendo che non esiste alcuna «dittatura sanitaria» contro cui protestare ha detto: «Vaccinarsi è fondamentale e tutti i provvedimenti del governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica. La vera libertà è poter andare dove si vuole senza danneggiare gli altri». Se la ministra ha sottolineato che «condannare chi rifiuto il vaccino, chi straparla di dittatura e fa insensati richiami alle leggi razziste è un atto dovuto», è dal Comitato tecnico scientifico che arriva la preoccupazione più grande per «l’altro rischio a livello sanitario».
Il più duro è Fabio Ciciliano, dirigente medico della polizia di Stato e membro del Cts: «Sono una cosa raccapricciante, una follia. Quei cortei senza distanziamento, senza mascherine e, data la loro natura, anche pieni di persone non vaccinate. Esattamente ciò che andrebbe evitato più di ogni altra cosa».
I contagi potrebbero aumentare tra persone che, verosimilmente, non sono vaccinate. Di conseguenza, cresce la probabilità di ospedalizzazioni e ricorsi alle terapie intensive. C’è allarme per la protesta organizzata dal movimento #IoApro, oggi 27 luglio alle 15, a Roma. Gli organizzatori parlano di 10 mila partecipanti, cresciuti nel tam-tam delle chat Telegram. Il raduno, inizialmente previsto in Piazza Montecitorio, è stato dirottato in Piazza del Popolo dalla questura proprio per l’incapacità degli spazi davanti alla Camera di contenere la mole di persone attesa.
E la manifestazione di oggi potrebbe essere soltanto un preludio al più partecipato sit-in di protesta organizzato per domani, sempre in Piazza del Popolo, e al quale parteciperanno diversi parlamentari della Lega. Marco Zanni e Marzia Casolati sono gli ultimi onorevoli del Carroccio ad essersi aggregati ai più noti Bagnai, Borghi e Siri.
(da NextQuotidiano)
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Luglio 27th, 2021 Riccardo Fucile
“VOGLIO GODERMELA, SARA’ L’ULTIMA”… CONQUISTA LA FINALE CON IL SETTIMO MIGLIOR TEMPO
Da oltre 20 anni Federica Pellegrini continua a segnare le pagine più importanti del nuoto azzurro e l’ha fatto anche ai Giochi di Tokyo 2020, la sua ultima Olimpiade, dove centra la quinta finale in carriera con i suoi 200 stile libero grazie al tempo di 1’56″44.
«Senza prenderci troppo in giro, era un pò l’obiettivo di questa Olimpiade prendermi questa quinta finale», ha detto la Divina a ridosso della gara. «Con un anno di ritardo, alla rincorsa, sono veramente contenta. Domani sarà divertente, sarà l’ultima».
Come confermato dalla stessa atleta veneta questa sarà la sua ultima partecipazione a un’edizione dei Giochi. Un’avventura iniziata ad Atene 2004, dove il 17 agosto di quell’anno si presentò al mondo vincendo un argento proprio nella distanza dei 200 stile.
«Il mio corpo mi sta chiedendo già il ritorno, con i minuti di interessi», ha affermato la nuotatrice veneta rispondendo a una sua ipotetica partecipazione alle prossime Olimpiadi di Parigi, nel 2024. «Domani voglio godermela fino alla fine. Sarà molto divertente, forse come la prima finale olimpica per me».
Pellegrini ha ringraziato il suo staff e i familiari, prima di affrontare la domanda forse più difficile a ridosso di un risultato importante e ammettere la distanza che la separa dal podio. «Non sono una che si prende in giro», ha detto, «domani il reparto medaglie per me è chiuso, non mi smonto, ma non è raggiungibile per me in questo momento. Con l’età ho imparato a pormi obiettivi fattibili, difficili, ma fattibili e senza sognare l’impossibile. Chi la vince domani?», ha concluso: «Titmus. E andrà anche molto vicina al record del mondo».
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2021 Riccardo Fucile
IL LEGALE DELLA VITTIMA: “CHE SCHIFO VEDERE UN INDAGATO CHE GESTISCE LA SCENA DEL CRIMINE CON LA PISTOLA ANCORA IN MANO COEM SE FOSSE LUI IL CAPO, MENTRE CERCA DI INFLUENZARE UN TESTE E CON IL GIOVANE CHE STAVA AGONIZZANDO”
Le immagini ottenute da LaPresse mostrano l’assessore leghista parlare con un
testimone a colloquio con i carabinieri
Nel video girato lo scorso 20 luglio dietro al Bar Ligure di piazza Meardi, dove Massimo Adriatici ha sparato e ucciso Youns El Boussettaoui, si vede l’assessore parlare con un testimone. «Hai visto che ha fatto per darmi un calcio in testa? L’importante è quello, che hai visto che stava dandomi un calcio in testa», dichiara il politico della Lega all’uomo mentre quest’ultimo viene interrogato dai carabinieri.
Il video è stato ottenuto e pubblicato da LaPresse. Secondo un altro testimone – riporta sempre LaPresse – in quel momento Adriatici avrebbe avuto ancora in mano la pistola.
L’avvocato della famiglia della vittima commenta il video esclusivo di LaPresse: “Si sentono i lamenti del mio assistito, che a breve morirà”
Anche Debora Piazza, legale della famiglia El Boussettaui, commenta le immagini raccolte da LaPresse: “Che schifo vedere un indagato all’interno di una scena del crimine che la gestisce come meglio crede. Non solo parla con gli operanti come se fosse lui il capo, ma si avvicina anche ad un testimone oculare e gli dice quello che deve dire. Il tutto con il mio assistito sdraiato a terra appena attinto da un colpo di pistola che si sta lamentando, perché si sentono i lamenti nel video, mentre a breve morirà. L’unica cosa che posso dire è che schifo”, conclude Piazza.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2021 Riccardo Fucile
TRE ANNI FA L’AZIENDA SI LAMENTAVA: “NON TROVIAMO GIOVANI DISPOSTI A LAVORARE”
«Mi domando che razza di paese sia quello in cui ci si lamenta della disoccupazione ma si rifiuta il lavoro», diceva nel 2018 il capo dell’azienda che stampa, tra gli altri titoli, anche Harry Potter
Scoperto un presunto sistema di caporalato in una stamperia veneta, che solo 3 anni fa criticava i giovani di non reggere i turni più faticosi.
L’amministratore delegato e il direttore dell’area tecnica di Grafica Veneta Spa, azienda che si occupa di stampe di libri e di pubblicazioni – Giorgio Bertan, 43 anni, e Giampaolo Pinton, 60 – sono tra gli 11 arrestati dai carabinieri di Cittadella (Padova) nell’operazione che ha sgominato un’organizzazione di cittadini pakistani che, secondo le accuse, sfruttava lavoratori connazionali.
Secondo quanto riportato dalla Procura di Padova, i dirigenti, ora ai domiciliari, erano a conoscenza della situazione di violenza e sfruttamento dei lavoratori stranieri, dagli incessanti turni di lavoro fino alla sorveglianza a vista a cui erano sottoposti.
Sempre secondo i pm, i dirigenti sapevano delle degradanti condizioni di lavoro a cui erano sottoposti e della mancata fornitura dei Dpi (come scarpe antinfortunistiche, protezioni da rumori).
Sulla base di quanto emerso, la magistratura padovana ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 9 cittadini pakistani, con l’accusa di lesioni, rapina, sequestro di persona, estorsione e sfruttamento del lavoro.
I dipendenti, a causa delle difficoltà linguistiche, non avevano capito da subito di essere sfruttati e derubati. Col tempo, poi, si sono rivolti al sindacato e hanno fatto scattare l’indagine.
L’azienda arrivava a produrre 150 milioni di copie di libri l’anno: tra i titoli di Grafica Veneta anche i casi editoriali di Wikileaks e Harry Potter. Il nome dell’azienda era noto alle cronache non solo per i libri stampati, ma anche per le lamentele, che nel 2018 ebbero discreta eco sui giornali nazionali, riguardo l’impossibilità di trovare dipendenti. Nell’aprile del 2018, il patron dell’impresa Fabio Franceschini aveva detto: «Mi domando che razza di paese sia quello in cui ci si lamenta della disoccupazione ma si rifiuta il lavoro. Su 25 posti aperti ne ho coperti in 3 mesi solo 4». «La situazione è particolarmente critica nella fascia d’età dei ragazzi giovani», continuava Franceschini. «Qualche ragazzotto che dà la disponibilità c’è ma poco dopo rinunciano per via dei turni. “Troppo pesante con i turni”, dicono. Su cinque assunti uno solo è un ventenne, gli altri sono trenta-quarantenni».
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2021 Riccardo Fucile
L’ABBAZIA FINALMENTE RESTITUITA AI CITTADINI
“Riconsegnate le chiavi della Certosa di Trisulti. Ringraziamo tutti i cittadini e le
cittadine, le associazioni, i legali, che hanno fatto si’ che arrivasse questo giorno, facendosi custodi di bellezza e cultura”.
Cosi’ le associazioni di cittadini che si sono battute affinche’ il progetto sovranista di Steve Bannon non approdasse nel monastero della Ciociaria annunciano la restituzione dell’abbazia.
A marzo il Consiglio di Stato aveva confermato la posizione del Ministero della Cultura annullando la concessione della Certosa all’associazione fondamentalista cattolica Dignitatis Humanae Institute. Stamane dunque, riferiscono le associazioni, il direttore dell’associazione Dhi, Benjamin Harnwell ha lasciato l’abbazia restituendo le chiavi.
Finalmente, la Certosa di Trisulti torna a essere bene pubblico, restituito alla collettivita’ e al territorio che lo ospita.
Una vicenda opaca, quella della Certosa, affidata per anni alla scuola sovranista di Bannon, sprovvista dei requisiti richiesti dalla concessione e in mora per il versamento della quota dovuta di manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura di soli 100 mila euro
(da agenzie)
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