Luglio 25th, 2021 Riccardo Fucile
IL PREFETTO DI BRESCIA: “SE SI MUOVONO SCATTA LA DENUNCIA, IL MIO COMPITO E’ TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI”
Sulla scia delle manifestazioni in Francia e sul “No Paura Day” di ieri a Torino, oggi oltre
80 città italiane scenderanno in piazza in tutto il Paese per opporsi al “green pass”, definito da molti un “passaporto di schiavitù”.
Non è andata giù la decisione del Consiglio dei ministri di renderlo obbligatorio per accedere a bar e ristoranti al chiuso a partire dal 6 agosto, nonché per partecipare a eventi sportivi, concerti, oppure per andare al cinema o a teatro.
Da Aosta a Ragusa, da Lecce a Pordenone: una iniziativa lanciata via internet che punta a portare decine di migliaia di persone in piazza.
La “Worldwide demonstration” ufficiale partirà alle 17:30 in tutta Italia. Orari e luoghi dei presidi sono stati resi noti via Whatsapp, da Roma (Piazza del Popolo) a Milano (Piazza Fontana) passando per Firenze (Piazza della Signoria), Torino (Piazza Castello), Genova (Piazza De Ferrari), Napoli (Piazza Dante), Bologna (Piazza Maggiore), Padova, Cagliari, Bergamo, Catania, Palermo, Reggio Emilia, Biella, Parma, Pescara, Varese, Ostia, Pordenone, Ravenna, Forli, Lodi e Como.
Eventi che sono ovviamente illegali e per i quali le città stanno cercando di attrezzarsi con ogni mezzo.
A Brescia in particolare il prefetto Attilio Visconti ha fatto sapere che “la manifestazione non è stata autorizzata, e ogni persona che vi parteciperà sarà formalmente individuata e denunciata”.
Le sue parole, riportate dal Giornale di Brescia, spiegano che “non sussistono motivi di ordine pubblico per impedire che le persone scendano in piazza, ma il presidio dovrà essere circoscritto e statico, non potrà spostarsi né muoversi in corteo, anche perché si tratta di persone non vaccinate e possono mettere in pericolo gli altri bresciani”.
“Manifestare è legittimo ma il vaccino salva le vite. Lo facciano pacificamente, lo facciano per la loro stessa salute, soprattutto se non vaccinati, rispettando le regole che dobbiamo tenere tutti”.
Così invece il presidente della Liguria, Giovanni Toti, commentando a margine di un incontro all’Università di Genova, il presidio contro il green pass previsto per questo pomeriggio in piazza De Ferrari.
Per Toti “i numeri non sono idee, che tutti hanno diritto ad avere. I numeri dicono che i vaccini ti salvano dall’ospedale, ce lo sta dicendo quotidianamente la statistica dei nostri sistemi sanitari. Se uno non vuole vaccinarsi può scegliere, certo, ma posso anche scegliere che non mi chiuderanno in casa perché qualcuno non si vaccina”.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2021 Riccardo Fucile
L’ATTORE CHE HA AVUTO IL COVID: “CHI NON LO VUOLE STIA A CASA SUA”
Claudio Bisio irrompe nel dibattito sul Green Pass. Lo fa con una posizione che più netta e chiara di così è impossibile.
Con tanto di stoccata finale a quel Matteo Salvini che proprio sul certificato verde ha rimediato una delle sue più pesanti sconfitte politiche.
Tutto nasce da un’intervista che l’attore, comico e presentatore milanese ha rilasciato all’Adnkronos, nella quale, oltre a presentare il nuovo Zelig, si è soffermato sul tema più caldo di oggi, che ha un impatto decisivo anche su tutto il settore cinematografico e dello spettacolo.
“Il green pass per entrare nelle sale cinematografiche? Ma certo, sono super favorevole, non solo al cinema ma ovunque, teatri, discoteche, ospedali. Dobbiamo metterci in testa che si può ricominciare a vivere solo così. Chi non lo vuole sta a casa sua, mi dispiace, ma non c’è Salvini che tenga”.
E’ l’opinione di Claudio Bisio, ospite al Filming Italy Sardegna Festival, in corso al Forte Village di Santa Margherita di Pula.
“E un fatto sociale -dice Bisio- I dottori, gli insegnanti, chiunque stia a contatto col pubblico deve farlo, altrimenti non ne usciamo più”.
E sul green pass obbligatorio, annunciato ieri dal premier Mario Draghi, che dovrà essere esibito, tra gli altri luoghi, anche al cinema, l’attore è netto: “Il green pass e necessario: ognuno è libero di non farlo, ma se non lo vuole sta a casa e non va al cinema o in discoteca o a teatro o dovunque sia richiesto”.
Sul vaccino: “Non sono felice di farlo, ma non c’è alternativa”
L’attore, che ha avuto anche il Covid mesi fa, fa poi qualche considerazione sul vaccino: “Sia chiaro, non sono felice di fare il vaccino, non nascondiamoci il fatto che non sappiamo nulla su quali siano i rischi soprattutto a lungo termine ma la realtà è che non c’è alternativa”.
(da Huffingtonpost)
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Luglio 25th, 2021 Riccardo Fucile
“I VACCINATI HANNO DIRITTO AD AVERE PIU’ LIBERTA’ RISPETTO AI NON VACCINATI”
Helge Braun, capo della cancelleria di Angela Merkel, non esclude che, se resta la
tendenza al rialzo dei contagi di Covid-19, ci possano essere restrizioni per i non vaccinati e libertà di cui possono godere solo coloro che hanno il ciclo completo del vaccino. “I vaccinati avranno più libertà dei non vaccinati”, ha detto Braun al giornale domenicale “Bild am Sonntag”.
Braun ha aggiunto che se le infezioni continuano ad aumentare, i non vaccinati dovranno ridurre ancora i loro contatti, nonostante la strategia di test di massa della Germania negli ultimi mesi.
“Questo significa che alcuni spazi, dai ristoranti ai cinema agli stadi, potranno non essere più accessibili ai non vaccinati anche se si saranno sottoposti a test perché il rischio per gli altri è troppo alto”, ha dichiarato.
L’incidenza settimanale in Germania è attualmente di 13,8 casi per 100.000 abitanti, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Robert Koch (RKI) di virologia. Anche se il livello è relativamente basso, la tendenza all’aumento è preoccupante. Il 6 luglio, l’incidenza settimanale era al suo livello più basso di 4,9 infezioni per 100.000 abitanti.
“Se l’incidenza continua ad aumentare, sarà difficile tenere i contagi fuori dalle scuole”, ha detto Braun, che ha invitato i genitori e il personale scolastico a vaccinarsi. Braun ha anche detto di essere a favore del mantenimento dell’obbligo di indossare mascherine sui trasporti pubblici, negli spazi chiusi e durante le lezioni. Braun teme che l’aumento dell’incidenza potrebbe portare fino a 100.000 infezioni giornaliere a settembre e un’incidenza settimanale di 850 infezioni per 100.000 abitanti.
Il capo della cancelleria tedesca ha anche rassicurato sul fatto che – se i vaccini attualmente in uso continueranno a rivelarsi efficaci contro la variante Delta – non sarà necessario un nuovo lockdown. A tutti i residenti in Germania l’invito è dunque a vaccinarsi, perché l’immunizzazione è efficace al 90% contro le forme gravi della malattia “e i vaccinati avranno senz’altro maggiori libertà dei non vaccinati”.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2021 Riccardo Fucile
RISALE IL M5S, CALA FORZA ITALIA
Temi divisivi – ddl Zan, riforma della giustizia e green pass – abbassano il livello di gradimento del Governo, dal 69 di giugno al 65 attuale, ma il presidente Mario Draghi non sembra pagar pegno, dato che l’indice di gradimento fa segnare solo una lieve flessione, passando da 71 a 70.
È quanto emerge dal Sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, secondo cui si tratta in ogni caso del livello più elevato mai raggiunto da un premier a oltre cinque mesi dall’entrata in carica.
Per le intenzioni di voto, l’istituto di Nando Pagnoncelli rileva l’aumento del consenso per la Lega (da 20,1% a 21,1%) e per il Pd (da 19,7% al 20,9%) che risultano separati solo da 2 decimali e si avvantaggiano rispetto a FdI, che flette di 0,4 punti (da 19,4 a 19%).
Ripresa di consenso per il M5S (da 16,5% a 17,1%), dopo la tregua tra Conte e Grillo, calo di Forza Italia (dal 7,9% al 7%) che ritorna sui valori di un anno fa.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2021 Riccardo Fucile
“UNA NUOVA ONDATA FERMEREBBE IL LAVORO E LE IMPRESE, IN PAESE NON SE LO PUO’ PERMETTERE”
“Nel quadro di regole attuale, dunque con piena tutela della privacy e della libertà di
scelta dei singoli, l’uso del Green Pass prevede tre criteri: il vaccino, l’immunità per aver contratto il Covid o il tampone. Mai chiesto di rendere il vaccino obbligatorio per accedere al luogo di lavoro. E mai parlato di applicazione unilaterale”.
In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi chiarisce il senso della proposta dell’associazione degli industriali, accusata di voler imporre unilateralmente la vaccinazione nelle aziende, sotto minaccia di togliere lavoro e paga a chi non ce l’ha.
“Ho sentito troppi commenti a caldo, fatti senza aver letto cosa in realtà avevamo detto esattamente. C’è stata una strumentalizzazione da parte di chi vuole rimettere in discussione i vaccini o magari vuole rivedere lo sblocco dei licenziamenti”.
“Il Governo sta ascoltando tutti per farsi un quadro della situazione — prosegue Bonomi — C’è un aumento di contagi legato alla variante Delta e anche a Confindustria ha chiesto delle valutazioni, che abbiamo dato in una nota scritta. L’obiettivo di fondo è consolidare la ripresa per recuperare il reddito e il prodotto perduti, per tutelare i posti di lavoro e perché in pandemia abbiamo contratto un debito astronomico. E l’unica minaccia a una crescita sostenuta oggi è il virus. Quella minaccia va ridotta al minimo possibile”.
Sulle soluzioni possibili per introdurre il green pass in azienda, Bonomi si dice convinto che “ci sarà una convergenza”, perché le soluzioni possibili “sono tante”. Però “non ci si può far trovare ancora una volta impreparati e vorrei proprio vedere quali sindacati sono contrari alla tutela della salute dei lavoratori. Di certo una nuova ondata non deve fermare il lavoro e le imprese, il Paese non se lo può più permettere”.
(da Huffingtonpost)
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Luglio 25th, 2021 Riccardo Fucile
IL DISSENSO SANITARIO DILAGA, PER UN GREEN PASS FALSO BASTANO POCHI CLICK
Quasi 800 morti e 24mila nuovi casi nelle ultime 24 ore. Secondo il Rospotrebnadzor, Servizio federale protezione e sorveglianza consumatori, il 70% dei casi che stanno falciando la Federazione russa è dovuto alla Delta che si diffonde rapidissima e serrata nel Paese.
Se a maggio scorso il tasso di mortalità era quasi tornato ai livelli prepandemici, (e si guardava con speranza verso la frontiera, che però è rimasta chiusa per le vacanze), adesso i record di diffusione e decessi per la nuova variante fanno corrucciare le fronti delle autorità russe più che a gennaio scorso: ha superato i 151mila il numero di morti totali dall’inizio dell’emergenza.
Mosca deve frenare la replicazione del virus, ma pure quella del dissenso sanitario, sempre più diffuso e profondo, rivelatosi più robusto di quello politico.
C’è un’enorme fronda acefala e trasversale alla soluzione anti-Covid proprio nello Stato, che primo al mondo, ha registrato un vaccino per resistere al virus.
La maggioranza dei russi – quella che non scende in piazza per protestare contro le mosse del Cremlino – sa disobbedire al presidente quando ripete i suoi appelli ai cittadini per spingerli a usare lo Sputnik.
Anche le cifre indicano una cesura netta nella popolazione che ha deciso di esercitare il suo ribellismo ai diktat clinici: rivelano i sondaggi del centro Levada che oltre la metà dei 146 milioni di russi non ha paura di essere infettato dal Covid e non si scoprirà il braccio per la puntura.
Di loro solo poco più di 18 milioni si sono completamente vaccinati, (21 hanno ricevuto la prima dose), alcuni procedono perfino alla terza. L’istituto indipendente ha anche quantificato il disincanto dei camici bianchi: a maggio scorso il 31% dei dottori russi ha dichiarato che non userà nessuno dei tre sieri prodotti dalla Federazione.
Tra lo stato d’emergenza e quello di necessità agiscono le teste d’ariete delle regioni, che non si muovono in sincronia per frenare i contagi.
Ad agosto Sochi, meta nazionale prediletta da quando i confini stranieri sono stati chiusi, non accoglierà più i non vaccinati. Se in Siberia in regime di semi-isolamento è entrata la Buriazia, a Mosca, dove il 90% dei contagi è dovuto alla Delta, la marcia indietro il sindaco Serghey Sobyanin l’ha fatta con il decreto numero 42 emanato il 16 luglio: per entrare nei bar e ristoranti della capitale non servirà più il Qr code di cui ogni vaccinato della Federazione dispone.
È durato solo tre settimane, prima di essere eliminato per le proteste dei titolari dei locali e dei moscoviti stessi, l’obbligo di certificato vaccinale. Si potrà tornare a bere nei bar e ballare in discoteca, ma non nei quasi duecento locali che hanno serrato le porte per la crisi economica generata dal virus.
Il portavoce del presidente Putin, Dmitry Peskov, in un moto dostoevskiano, ha incolpato il “nichilismo” della diffusione dell’infezione e ha riferito che per quanti decidono di non tutelarsi con il siero “la discriminazione è inevitabile: le persone senza vaccino o immunità non potranno lavorare ovunque, sono una minaccia per sé e gli altri”.
Se la situazione emergenziale è rossa per il Cremlino, il mercato è nero: da quando sempre più città e regioni impongono l’obbligo di vaccinazione per i lavoratori pubblici e hanno emesso severe restrizioni per quanti rinunciano all’inoculazione, molti russi hanno deciso di ricorrere ai green pass falsi.
Nonostante siano all’opera i soldati del cyberspazio del Roskomnadzor, Servizio federale per la supervisione della connessione e comunicazione di massa, e oltre cento siti sono già stati cancellati, continuano a moltiplicarsi i canali su cui comprare falsi certificati vaccinali. Il nuovo mercato clandestino fiorisce sulla piattaforma più usata dai russi, Vkontakte, fino ai social criptati come Telegram. Basta fornire nome, cognome, data e luogo di nascita, e dopo qualche click e un costo che varia dai 2800 rubli, circa quaranta euro, fino a 6mila, si ottiene il passpartout sanitario che attesta che la doppia dose è stata inoculata. Per chi li commercia la pena è la prigione, ma verranno assicurati alla giustizia anche i compratori, promettono le autorità.
Il giornalista di Baza, che ha pubblicato foto del pass falso che gli hanno recapitato via posta, scrive che talvolta il falso consiste nel far apparire tra i dati dei registri ufficiali la vaccinazione avvenuta, anche se il paziente non si è mai presentato per l’iniezione. Come altri reporter russi, non è riuscito a capire dove finiscono le dosi il cui numero reale viene usato sui documenti ufficiali. Forse su un altro mercato nero, di cui ancora nessuno si è accorto.
(da Huffingtonpost)
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Luglio 25th, 2021 Riccardo Fucile
“SE VOGLIAMO TUTTI GLI IMPIEGATI IN PRESENZA NEGLI UFFICI E NIENTE PIU’ DAD NELLE SCUOLE BISOGNA STRONCARE LE VARIANTI”
“Il richiamo di Draghi è sacrosanto, in materia di Covid ciascuno dovrebbe parlare solo
di cose dimostrabili” e “Salvini non dovrebbe neanche prendersela. Peraltro, da quando come Governo abbiamo annunciato il Green pass – anche questo approvato all’unanimità – si sono moltiplicate le prenotazioni per le vaccinazioni”.
Così il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta in un’intervista a Repubblica in cui ribadisce la sua posizione di Forza Italia sui vaccini, diversa da quella degli alleati di centrodestra.
“Forza Italia è per l’obbligo vaccinale per gli insegnanti, ad esempio, che io estenderei per legge ad altri: a chi fa front office nella pubblica amministrazione e a chi lavora nei servizi pubblici”, spiega il ministro.
La vaccinazione di massa è, per Brunetta, la vera arma in grado di guidare la ripresa economica. “Dobbiamo stroncare le varianti con i vaccini. Abbiamo raddoppiato le dosi giornaliere, ad agosto serve un’ulteriore accelerazione. Occorre immunizzare entro settembre altri 12-15 milioni di italiani, perché dall’autunno l’Italia possa esprimere il pieno potenziale di crescita: niente più Dad nelle scuole e impiegati in presenza negli uffici. Per questo scopo nessuna pausa adesso. E nessuna vacanza per governo e Parlamento”.
(da Huffingtonpost)
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Luglio 24th, 2021 Riccardo Fucile
IL CARTELLO DELLA GELATERIA DI LUCCA E PISA CONTRO I TRE “VIRUS LETALI”… PIOVONO INSULTI MA SONO DI PIU’ QUELLI CHE CONDIVIDONO E LO APPONGONO ANCHE NEI LORO NEGOZI
«Certo che lo abbiamo ancora, il cartello. Non abbiamo nessuna intenzione di toglierlo. Doveva essere una cosa scherzosa, quasi ovvia viste le tematiche assai serie, e alla fine ha scatenato una montagna di commenti, molti positivi ma anche tanti negativi e senza senso» .
È sorpreso ma anche fiero Gianfrancesco Cutelli mentre racconta alla Stampa.it come è stato accolto il suo “invito”, affisso all’ingresso delle due gelaterie di cui è titolare, una a Lucca e un’altra a Pisa.
Il messaggio, scritto nero su bianco, è diretto: «Si prega la gentile clientela di non accedere al locale se si manifestano sintomi di: Covid 19, Razzismo, Omofobia. Grazie per la collaborazione» .
Parole che hanno finito con l’innescare una serie di «polemiche infinite» .
Gli attacchi
«Il cartello è stato realizzato più di un mese fa quando avevamo l’esigenza di aggiornare la comunicazione sulla normativa anti contagio» spiega il gelataio che rivela di essere un «antenato alla lontana ma soprattutto nello spirito e nel gusto» del famoso Francesco Procopio Cutò che diventa Dei Coltelli, il cuoco siciliano che viene considerato l’inventore dei gelati e che aprì la prima gelateria a Parigi. Da lui hanno preso il nome i suoi bar con un omaggio che un po’ gioca e ricorda il cognome dello stesso Cutelli.
Che continua a raccontare: «Dopo un primo periodo in cui era stato completamente ignorato ora il cartello in questione è diventato bersaglio di attacchi soprattutto dai no vax da un lato, e da chi non è d’accordo con il Ddl Zan, dall’altro. Ma la nostra è una posizione su temi sociali, non c’entra la politica. Essere contro l’omofobia e il razzismo dovrebbe essere una cosa normale. Siamo stati definiti “immigrazionisti Lgbt”. C’è chi ha detto che dobbiamo vergognarci. Chi ha scritto su Instagram: “È svilente come alcuni vorrebbero imporre il loro punto di vista e insistono ancora con le varie isterie collettive di sinistra….”. Ma noi non siamo né di destra né di sinistra».
«Poi c’è chi ci augura pure di fallire. E abbiamo visto anche recensioni negative sui nostri gelati che sarebbero cattivi, fatti con le polverine da parte di chi abita a chilometri di distanza da noi e neanche ci conosce. Persone che hanno dichiarato che non saranno più nostri clienti… ma in realtà non si sono mai viste» aggiunge l’imprenditore toscano.
Oltre alle critiche, però, va detto che non mancano i commenti positivi di quanti plaudono alla presa di posizione, contro tre virus molto pericolosi, sua e dello staff delle gelaterie De’ Coltelli: «Sì, è vero, in tanti si sono conplimentati, la nostra clientela, quella vera, che ci segue realmente, e anche molti miei colleghi. Tanti di loro mi hanno chiesto l’autorizzazione di poter affiggere lo stesso cartello nei loro esercizi. Io sono ben contento che si condivida questo messaggio. Mi sono arrivate richieste anche dall’estero, dalla Germania. E un po’ da tutta Italia, dalla Basilicata, dalla Campania e anche da qui dalla Toscana. Per esempio da una gelateria di Arezzo» .
E proprio da Arezzo arriva la notizia dell’ultima aggressione omofoba avvenuta qualche giorno fa ai danni di un ventenne insultato e picchiato in strada, in pieno centro. «Togliti di mezzo ric****» gli avrebbe urlato in faccia un coetaneo, poi identificato e denunciato, che in seguito lo avrebbe colpito in pieno volto.
(da la Stampa)
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Luglio 24th, 2021 Riccardo Fucile
“CI VUOLE PIU’ CORAGGIO, SENZA IL CICLO VACCINALE COMPLETO LA VARIANTE SI TRASMETTE”… “DEVE ESSER ESTESA ANCHE AI TRASPORTI”
|Sul Green Pass i medici chiedono al governo più coraggio. “Bene il certificato
verde ma si deve osare di più – dice il presidente della Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi), Dario Manfellotto – Una sola dose non basta. Perchè gli studi dimostrano che senza un ciclo vaccinale completo purtroppo la variante Delta riesce a bucare in una misura importante i vaccini, anche se non con esiti gravi della malattia”.
Da qui l’appello del presidente Fadoi: “Si approvi al più presto la modifica anche con la seconda dose e venga introdotto il Green Pass nei settori che sono stati al momento esentati, come i trasporti, perchè la tutela della salute, che poi coincide anche con la nostra economia, viene prima di qualsiasi business”.
E per entrare in ospedale “giusta è stata la scelta del governo di richiedere anche ai visitatori il Green Pass”.
“I medici e gli infermieri internisti che hanno avuto in cura due terzi dei pazienti Covid sono al 100% vaccinati, un obiettivo – aggiunge Manfellotto – che è ora indispensabile raggiungere per tutti gli operatori sanitari andando ad agire con decisioni rispetto alle sacche di non vaccinati che ancora permangono nella Sanità ”
Una scelta condivisa anche da Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma: “il punto di vista del medico è solo uno: il Green Pass andrebbe dato solo a chi ha completato la vaccinazione. Così, facciamo lo stesso errore della scorsa estate: un mese di vacanze, i conti in autunno. La variante Delta si è sviluppata in Inghilterra proprio a causa dell’alto numero di vaccinati con sola prima dose”.
Rincara la dose Luca Puccetti, segretario della Federazione medici di medicina generale di Pisa: “Il green pass non sempre significa una protezione sicura, specie se ottenuto dopo una sola somministrazione di vaccino. Stante che il 10 per cento circa degli ultraottantenni non è vaccinato e che tra i soggetti con età compresa tra 60 e 79 anni non si è vaccinato almeno il 20 per cento – spiega Puccetti – rimangono molti gli italiani a rischio di gravi complicanze per infezione da Covid. L’abolizione dell’obbligo delle mascherine all’aperto è una misura molto pericolosa così come è profondamente errata la convinzione che qualunque vaccinazione che conferisca il Green Pass significhi una sicura protezione dall’infezione e dalla malattia”.
Soltanto due dosi con vaccino a Rna, aggiunge il segretario dei medici pisani, “conferiscono mediamente una protezione dalla variante delta pari all’88 per cento mentre due dosi con vaccino a vettore virale conferiscono una protezione del 70 per cento. Se la dose ricevuta è una sola delle due previste la protezione dalla variante delta è di appena il 35 per cento. Con il vaccino a Dna per cui è prevista una sola dose la protezione risulterebbe mediamente inferiore al 60 per cento”.
Secondo i medici pisani risulta quindi importante “potenziare ed estendere la vaccinazione, ma anche continuare con le misure di distanziamento, di igiene e sanificazione, di protezione individuale e di tracciamento. Quanto più il virus circola tanto più si possono sviluppare varianti ancora più pericolose ed aumentano i rischi per tutti coloro che non si sono voluti o potuti vaccinare o in cui il vaccino non ha sviluppato protezione adeguata perché immunodefedati per i più vari motivi. Siamo ben lungi – conclude Puccetti – dall’aver sconfitto il virus e queste precauzioni sono necessarie se si vogliono evitare nuove tragedie e chiusure dall’impatto devastante”.
(da agenzie)
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