Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
I VERI RESPONSABILI DI QUESTO CLIMA DI RILASSATEZZA CONTRO IL COVID SONO COLORO CHE STRIZZANO L’OCCHIO AI NO VAX, AI NO GREEEN PASS
Se ai servizi segreti americani è sfuggito che i talebani erano pronti a riprendersi l’Afghanistan in dieci giorni, il minimo che poteva capitare ai vigili urbani di Mezzano, provincia di Viterbo, era di non accorgersi dell’invasione di migliaia di ragazzi per un rave party.
Mentre a chiunque di noi giustamente chiedono il Green Pass per sedersi in un caffè, senza che nessuno abbia avuto niente da ridire è stato montato in mezzo al nulla un palco immenso, ci si è attaccati al sistema elettrico, sono arrivati fiumi di droghe e di alcol.
Poi è cominciata la festa, con gli assembramenti a fare da ultimo dei problemi, visto che c’è scappato un morto, un paio di giovani sono finiti in ospedale in coma etilico e non c’è stata potenza di ristabilire l’ordine pubblico.
D’altra parte, come si tollerano le zone turistiche piene all’inverosimile, senza alcun rispetto del distanziamento, allo stesso modo si è preso sottogamba un evento che aveva già nel programma un campionario completo di illegalità.
Di tutto questo ieri il segretario della Lega ha chiesto che risponda la ministra Lamorgese – ovviamente senza dar seguito con un atto parlamentare di sfiducia che porterebbe il Carroccio fuori dal governo.
L’importante però è offrire un colpevole alla piazza, anche perché in mancanza emergerebbe il vero responsabile di questo clima di rilassatezza contro il Covid, che dall’inizio della pandemia cavalca il disagio di chi ha dovuto fare sacrifici – dai ristoratori alle discoteche – fa le crociate contro il Green Pass e gratta la pancia ai no vax.
Insomma, l’identikit di buona parte del Centrodestra.
(da La Notizia)
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Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
LA PROVINCIA DEL PANJSHIR INTENDE RESISTERE AL RITORNO AL POTERE DEI TALEBANI… PER DECENNI E’ STATA LA ROCCAFORTE DELLA RESISTENZA AI SOVIETICI E AI TALEBANI
La valle del Panjshir, situata a nord di Kabul tra le montagne dell’Hindu Kush, per
decenni è stata una roccaforte della resistenza ai sovietici e poi ai talebani, ospitando alcuni dei combattenti che hanno poi sostenuto l’invasione degli Stati Uniti e dei paesi alleati nel 2001.
Oggi diversi esponenti di spicco del Panjshir, i cui abitanti per la maggior parte sono di etnia tagika, hanno dichiarato che intendono contrastare qualsiasi tentativo di conquistare la provincia.
“Se i talebani saranno pronti a tenere colloqui significativi, lo accoglieremo con favore”, ha detto al New York Times, Amrullah Saleh, vicepresidente dell’Afghanistan prima dell’arrivo dei talebani a Kabul domenica scorsa.
Nelle scorse ore, Saleh si è proclamato capo di stato dopo la fuga dell’ex presidente Ashraf Ghani, accolto dagli Emirati Arabi Uniti. “Se insisteranno sulla conquista militare, allora è meglio che rileggano la storia afghana”, ha affermato.
In un articolo pubblicato sul Washington Post, Ahmad Massoud, leader del Fronte di resistenza nazionale dell’Afghanistan, ha promesso di difendere la provincia “qualunque cosa accada”.
“Io e i miei combattenti mujaheddin difenderemo il Panjshir come ultimo baluardo della libertà afghana. Il nostro morale è intatto. Sappiamo per esperienza cosa ci aspetta”, ha detto Massoud figlio del leggendario “Leone del Panjshir” Ahmad Shah Massoud, assassinato da al-Qaeda due giorni prima dell’11 settembre 2001.
Nell’articolo, Massoud ha anche chiesto “più armi, più munizioni e più rifornimenti”. Oltre agli armamenti, ai combattenti del Panjshir, stimati tra 2.000 e 2.500, sembra finora mancare il sostegno internazionale di cui godevano avuto i loro predecessori o anche gli stessi talebani, la cui leadership ha potuto insediarsi in Pakistan durante la guerra con gli Stati Uniti e i paesi alleati.
Secondo l’ambasciatore dell’Afghanistan in Tagikistan, il tenente generale Zahir Aghbar, la guerra comunque “non è finita”. Aghbar ha dichiarato che il Panjshir potrà essere una base per chi vorrà combattere i talebani se non si riuscirà a trovare un accordo politico, dopo aver riconosciuto ieri Saleh come presidente ad interim dell’Afghanistan a seguito della partenza di Ghani. Saleh si trova attualmente nel Panjshir, insieme a Massoud e l’ex capo di stato maggiore afghano Yasin Zia.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
ORMAI IL CLANDESTINO DELL’UMANITA’ NON LO CONSIDERANO NEANCHE NEL SUO PARTITO
È arrivato il momento di mettere da parte la propaganda elettorale, perché le storie e le immagini che arrivano quotidianamente dall’Afghanistan stanno aprendo gli occhi sulle sofferenze di un popolo che dopo aver sognato la normalità è sprofondato nuovamente in quelle paure, quei timori e quelle violenze che si sperava fossero state superate.
E mentre da una parte c’è il leader del Carroccio, Matteo Salvini – che continua a propagandare fornendo anche una sua idea di “famiglia tradizionale afgana” – dall’altra c’è uno dei nomi simbolo della Lega che parla di solidarietà e accoglienza. Si tratta di Alan Fabbri, sindaco di Ferrara.
In passato, il primo cittadino della città estense (eletto nel 2019) si era reso protagonista di alcune iniziative comunali nel segno della discriminazione al classico grido leghista “Prima gli italiani”, declinato in base alla città di riferimento.
Dalle case popolari (su cui ha dovuto fare un passo indietro), fino ai buoni spesa. Oggi, evidentemente, le storie e le immagini che arrivano da Kabul e dintorni lo hanno spinto a una riflessione molto più approfondita e meno propagandistica.
In un colloquio con il quotidiano La Stampa, infatti, ha dichiarato:
“Credo sia in corso una lotta di civiltà tra quello che può essere l’Afghanistan libero e quello attualmente soggiogato dal regime talebano. In questo scontro, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia”.
Certo, in un passaggio del suo intervento ha anche detto che tra gli afgani in fuga dai talebani e gli altri migranti che arrivano sul suolo italiano ci sarebbe qualche differenze. Secondo lui, infatti, le condizioni di vita degli “altri” non meriterebbe lo stesso tipo di “accoglienza”. Ovviamente, però, ci sono storie e storie di chi fugge dal proprio Paese per via di tutte quelle guerre civili – in particolare nel’Africa Centrale e Settentrionale – di cui si parla troppo poco. Sta di fatto che, almeno su questo tema, sembra che l’ideologia elettorale possa essere messa da parte, arrivando a maturare la stessa posizione espressa da altri sindaci: da Beppe Sala a Giorgio Gori, fino a Virginia Raggi.
“I diritti umanitari sono di tutti, uomini, donne e bambini. E se daremo loro una risposta in ritardo, la storia non ci giudicherà positivamente”.
Un pensiero di gran lunga differente rispetto a quello del segretario del suo partito, che è riuscito a trovare differenze anche parlando delle famiglie afgane. Una boccata d’ossigeno anche in quel partito.
(da NextQuotidiano)
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Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
IL CLANDESTINO DELL’UMANITA’ SUPERA SE STESSO NEL DESCRIVERE CHI DOVREBBERE ESSERE ACCOLTO IN ITALIA ATTRAVERSO I CORRIDOI UMANITARI
La famiglia è la famiglia. Lo ha sempre “insegnato” Matteo Salvini che da anni fa la
sua propaganda parlando della famiglia tradizionale (madre, padre e figli – ovvero donna, uomo e figli) che lui sostiene e difende.
Oggi, però, scopriamo che questo vale solamente nell’Italia dei comizi elettorali perpetui. Il leader della Lega, infatti, pensa che la composizione della famiglia afgana tipo sia un po’ diversa: madre, figli e (potenziale) terrorista.
“Afghanistan: corridoi umanitari per donne e bambini in pericolo certamente sì – ha scritto Matteo Salvini sul suo profilo Twitter, con un tweet fissato in alto affinché tutti possano leggerlo immediatamente -. Porte aperte per migliaia di uomini, fra cui potenziali terroristi, assolutamente no”.
Le prime tre parole di questo post social sono perfette: Afghanistan, corridoi umanitari. Perché appare evidente a tutti come non si possano lasciare cittadini inermi nelle mani delle violenze talebane. Poi, però, l’inciso su chi – secondo il leader della Lega – dovrebbe usufruire di questa accoglienza da parte dell’Italia (ma anche degli altri Paesi europei).
Ovviamente sappiamo tutti – lo stiamo raccontando da giorni – che le principali vittime del ritorno dei talebani a Kabul e nelle altre città sono le donne afgane. Da lì, infatti, arrivano storie e testimonianze di violenze e lacrime di dolore da parte di chi sta chiedendo aiuto, conscio di un futuro che avrà solamente risvolti negativi.
Stesso discorso vale per i bambini che entrano, di diritto, nel concetto di corridoio umanitario che tutto l’Occidente dovrebbe aprire.
Non si capisce perché, però, secondo Salvini il diritto all’accoglienza dovrebbe essere negato agli uomini. Per lui, infatti, tra loro ci sarà sicuramente qualche potenziale terrorista. Uno strano concetto di famiglia tradizionale afgana che non è altro che la somma di un mero populismo privo di contenuti.
(da NextQuotidiano)
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Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
IL PARADOSSO PER QUELLI CHE VOGLIONO ACCEDERE ALLA MENSA SENZA GREEN PASS… CI MANCAVANO GLI AGENTI NO VAX: MA ANDATE A FARE A UN ALTRO MESTIERE
Sui social network stanno circolando da giorni le immagini degli uomini delle forze dell’ordine “costretti” – dopo essersi rifiutati di ricevere il vaccino (la loro categoria è stata una delle prime per cui è stata aperta la campagna di immunizzazione a livello Nazionale) a mangiare sui gradini e all’aperto per via della normativa sulla certificazione verde che non permette a chi è privo di quel documento di sedere ai tavoli delle mense.
Fotografie che hanno fatto indignare, ma che fanno emergere un paradosso che va ben oltre il pranzo in compagnia degli altri: i poliziotti senza green pass, infatti, hanno il compito e il dovere di multare quei locali e quelle strutture che non rispettano le norme sulla certificazione verde.
Come riporta il quotidiano La Repubblica, i sindacati di Polizia sono sul piede di guerra. Commentando quelle immagini che stanno spopolando sui social, poi, anche il sottosegretario al Ministero degli Interni – il leghista Nicola Molteni – si scaglia contro la decisione presa dal governo che il suo partito sostiene.
Le norme per chi indossa una divisa prevedono il continuo e obbligatorio uso del dispositivo di protezione individuale mentre si è in servizio. E non solo in strada, ma anche mentre ci si trova a bordo dell’auto di servizio.
Ma tutto ciò fa emergere un ulteriore paradosso: i poliziotti senza green pass (ma anche Carabinieri, Polizia Municipale, Guardia di Finanza e uomini appartenenti a tutte le altre forze dell’ordine) devono multare chi non rispetta le regole. E tra le norme sotto la loro attenzione c’è anche il corretto utilizzo e la corretta verifica dell’utilizzo della certificazione verde.
A differenza del personale sanitario, infatti, non è stata scritta alcuna normativa che parla di “demansionamento” per chi tra loro ha rifiutato il vaccino.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
GLI USA HANNO EVACUATO FINORA 6.000 PERSONE
I talebani celebrano oggi il 122esimo anniversario dell’indipendenza
dell’Afghanistan: “Abbiamo battuto l’arrogante potere del mondo”, dopo avere dichiarato di volere un “governo inclusivo”, con le donne.
Le operazioni di evacuazione sono arrivate al quarto giorno dalla presa di Kabul e si stanno facendo sempre più urgenti e disperate. Il presidente americano Joe Biden si difende in un’intervista alla Abc: “Il caos era inevitabile” e promette di rimanere oltre la scadenza prevista per il 31 agosto. Oggi si riunisce il vertice G7 dei ministri degli Esteri. In arrivo un volo italiano con 103 passeggeri.
Morti e feriti ad Asadabad nella manifestazione per l’indipendenza
Lo riporta Reuters e al Jazeera. Secondo un testimone, diverse persone sono state uccise tra gli spari dei talebani e un fuggi fuggi durante una manifestazione per il giorno dell’indipendenza nella città afghana di Asadabad, nella provincia di Kunar.
La propaganda talebana: video di ragazze a scuola a Herat
Il video lo ha postato il portavoce dell’ufficio politico dei talebani, Muhammad Naeem. Il filmato racconta di una giornata qualsiasi a Herat con ragazze e giovani donne che entrano a scuola.
Pechino: “Segnali positivi dai talebani”
La Cina apprezza i “segnali positivi” provenienti dai talebani dopo la presa di Kabul e ora si attende “azioni specifiche” da parte loro. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu. In particolare, Wang ha espresso apprezzamento per la sicurezza delle ambasciate promessa dai talebani, per l’impegno di stabilire “buone relazioni” all’estero e di non permettere a nessuno di usare il territorio afghano per azioni contro altri Paesi. “Queste dichiarazioni sono benvenute e non vediamo l’ora che vengano tradotte in azioni e politiche specifiche”, ha aggiunto Wang in una nota del Ministero degli Esteri cinese nella quale elogia anche l’impegno dichiarato dai talebani a formare un governo “inclusivo” e a non fare più dell’Afghanistan un centro della coltivazione e del traffico di droga. Anche Mosca due giorni fa aveva sottolineato la presenza di segnali positivi dall’Emirato
Borrell: “È una catastrofe, un incubo”
“Voglio essere chiaro. Questa è una catastrofe: per gli afghani, per la credibilità occidentale, per lo sviluppo delle relazioni internazionali. Era prevedibile? Era prevenibile? In ogni caso adesso è un incubo. Perché anche se i primi 106 membri del personale della delegazione europea sono atterrati a Madrid, non possiamo fare uscire tutti gli afghani dal Paese. La situazione sicuramente peggiorerà”. Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, in audizione all’Eurocamera.
Madri disperate lanciano i bambini oltre la recinzione dell’aeroporto
Lo riferisce Sky News. “Un alto ufficiale mi ha detto che non avevano scelta. La situazione era fuori controllo. ‘È stato terribile, le donne gettavano i loro bambini sul filo spinato, chiedendo ai soldati di prenderli. Alcune sono rimaste impigliate nel filo’ mi ha detto. ‘Sono preoccupato per i miei uomini. La scorsa notte piangevano tutti'”. Una donna, abbracciata a suo figlio, ha raccontato al reporter dell’emittente britannica, che suo marito si è unito ai talebani e ha ricominciato a picchiarla. Sono riusciti a farla passare. Ma la garanzia che voli via da Kabul non c’è. Il ministro della Difesa britannico Ben Wallace: “Non possiamo prendere minori non accompagnati”.
Fmi taglia i fondi a Kabul
Il Fondo monetario internazionale ha annunciato ieri che l’Afghanistan non potrà più accedere ai finanziamenti erogati dall’organizzazione, incluso un pagamento di quasi mezzo miliardo di dollari già calendarizzato, a seguito della conquista di Kabul da parte dei talebani.”Al momento manca nella comunità internazionale una chiara visione riguardo il riconoscimento di un nuovo governo in Afghanistan”. Per tale ragione, il Fondo sospenderà l’accesso del Paese ai diritti speciali di prelievo (Dsp) e ad altre tipologie di risorse finanziarie e creditizie. Bbc: “Checkpoint talebani sulla strada per aeroporto. Fermano gli afghani”
Checkpoint dei talebani impediscono agli afghani di raggiungere l’aeroporto di Kabul
Lo riferisce la Bbc spiegando che circa 4.500 soldati statunitensi controllano l’aeroporto ma tutte le strade che portano ai terminal sono sotto il controllo dei talebani. Gli insorti in particolare non consentono agli afghani che non hanno i documenti di raggiungere l’aeroporto, ma spesso bloccano anche chi li possiede.
Prosegue ponte aereo: “Altri 400 verso Roma”
Questa mattina alle 8 é decollato da Kabul un C130 dell’Aeronautica Militare che ha evacuato 99 cittadini afghani. Nella notte un altro velivolo C130 era decollato con a bordo 95 persone. Dopo uno scalo tecnico, tutti saranno trasportati con i KC767 in Italia dove il prossimo volo giungerà nelle prossime ore. Oggi ulteriori 2 C130J decolleranno dal Kuwait per Kabul. Nella tarda mattinata di oggi atterrerà a Fiumicino un KC 767 con a bordo 200 afghani evacuati ieri dalla capitale afghana. Lo fa sapere il ministero della Difesa.
(da La Repubblica)
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Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
LE CONDIZIONI SONO PEGGIORATE NELLE ULTIME ORE
Diceva di preferire il rosario all’uso della mascherina (e dei dispositivi di protezione individuale) per proteggersi dal contagio da Sars-CoV-2.
Poi è passato dall’essere non solo un no mask, ma anche un no vax rilanciando le bufale dei vaccini anti-Covid realizzati con i feti abortiti e contenenti microchip.
Ora il Cardinal Burke è ricoverato in gravi condizioni – in terapia intensiva – dopo aver contratto il Coronavirus.
È attaccato a un ventilatore e, come riportato dal suo stesso staff, ha già ricevuto i Sacramenti (l’estrema unzione, una prassi che non sempre combacia con l’avvenuto decesso) da parte dei sacerdoti a lui vicini.
Il cardinal Burke aveva annunciato ai suoi fedeli l’infezione da Coronavirus lo scorso 11 agosto. Per farlo aveva utilizzato il suo profilo Twitter.
“A partire dal 17 agosto, Sua Eminenza rimane in serio, ma condizioni stabili . La sua famiglia, che con un’equipe di medici, è responsabile di tutte le decisioni mediche mentre il cardinale rimane sedato e su un ventilatore medico , ha grande fiducia nelle cure che sta ricevendo. Il Cardinale ha ricevuto i Sacramenti da sacerdoti a lui vicini. Ci sono diverse reliquie nella sua stanza”.
Il Cardinale Burke, 73 anni, rimane ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Intubato e con una ventilazione assistita.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2021 Riccardo Fucile
INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE NELLA NOTTE… IL SINDACO: “GRAZIE AL MINISTRO LAMORGESE, HA MANTENUTO LA PAROLA NEL RISPETTO DELLE PERSONE”
“L’area è stata liberata. Non c’è più nessuno all’interno”. A dirlo il sindaco di
Valentano Stefano Bigiotti, in merito alle operazioni nella zona interessata dal maxi rave nel Viterbese andato avanti per giorni.
“Non posso che esprimere soddisfazione – sottolinea -. Il ministro Lamorgese, che ieri pomeriggio mi ha contattato personalmente, ha mantenuto l’impegno preso di liberare l’area entro oggi. Le operazioni si sono svolte nel massimo rispetto delle persone. Ora sono già al lavoro per rimuovere al più presto i rifiuti lasciati nel terreno”.
“Finalmente è stato ripristinato lo Stato di diritto a Valentano – prosegue il sindaco Stefano Bigiotti – Ringrazio tutte le forze dell’ordine per l’impegno costante profuso per tutta la durata del rave abusivo e in particolare per aver consentito di ripristinare la legalità nel nostro territorio, sgomberando l’area occupata già nelle prime ore dell’alba”.
Il sindaco poi aggiunge: “Da subito ho manifestato una enorme preoccupazione per quanto accadeva nel nostro Comune, ma anche per la salute e la sicurezza degli stessi giovani partecipanti al rave, che purtroppo ha avuto un triste epilogo con il decesso di un ragazzo, due denunce per violenza sessuale e altri giovani ricoverati in gravissime condizioni”.
Il sindaco si augura che “criticità del genere non abbiano mai più a ripetersi su tutto il territorio italiano, anche per il dovuto rispetto verso chi opera con grande sacrificio e difficoltà nel rispetto delle regole, della proprietà privata e dell’ambiente”.
Nelle prime ore del mattino, aveva informato la questura viterbese, le forze dell’ordine si sono avvicinate al sito del raduno verificando una ridotta presenza in loco; le persone rimaste vengono identificate ed invitate ad allontanarsi. “La pressante attività di mediazione in corso fin dall’inizio dell’evento, unita ad un monitoraggio incessante delle zone di accesso al sito – viene aggiunto – ha consentito un allontanamento controllato dei partecipanti all’iniziativa”.
(da agenzie)
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