Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
VERTICE FUORI PROGRAMMA A CERNOBBIO TRA SALVINI, GIORGETTI E MELONI: L’EX TRUCE DEL PAPEETE, TRA I COCCI DI UNA LEGA FRANTUMATA TRA GOVERNISTI E OLTRANZISTI, SI È AVVENTATO SU GIORGETTI PER TENERLO A BADA… POI I SELFIE PARACULO CON LA MELONI A FAVORE DI SOCIAL
Non gli dà neanche il tempo di arrivare, Matteo Salvini. 
Forse stremato dalla cena di gala di ieri sera, quando vede il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il leader della Lega si precipita. Lo prende da parte. Lo porta a parlare in un luogo un po’ più appartato del giardino di Villa d’Este, a margine dei lavori della quarantasettisima edizione del workshop Ambrosetti a Cernobbio.
Il servizio d’ordine controlla che nessun microfono si avvicini troppo, la polizia pattuglia il lago di Como allontanando i canoisti della domenica.
All’arrivo di Giorgia Meloni, il segretario leghista non perde l’occasione di portarla sulla riva e fare un selfie a beneficio dei social.
L’effetto Alessandro Manzoni è immediato. La leader di Fratelli d’Italia commenta ridendo: “Nel centrodestra siamo sempre Promessi sposi”. Ma nel capannello a tre si discute in modo animato. Di amministrative soprattutto, più che di green pass.
L’estensione della certificazione verde agli impiegati pubblici non dovrebbe incontrare troppa resistenza, nella Lega. “Vedremo la proposta”, risponde alla domanda sulla cabina di regia della prossima settmana.
“Io e Giorgia governeremo insieme”. Chi dei due? “Decideranno gli italiani”. Quando? “Deciderà Draghi”. Quindi sì, “se diventasse presidente della Repubblica – dice ancora Salvini – sarebbe ben strano nascesse un quarto governo in questa legislatura”.
Si andrebbe al voto e si presenterebbe il centrodestra unito, almeno a giudicare dagli abbracci di Cernobbio (dove comunque si registra una complicità molto minore con chi qui rappresenta Forza Italia, e cioè le ministre degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini e del Sud Mara Carfagna).
L’incrocio con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è scongiurato: la responsabile del Viminale calibra l’entrata nella sala in cui i lavori procedono a porte chiuse in modo da non intercettare il leader leghista.
Che non manca di attaccarla a favore di telecamere, anche se però poi ammette: “I flussi vanno fermati in partenza, a Tunisi, in Libia”.
Quindi è un problema che riguarda anche il ministro degli Esteri? “Certo”. Sta criticando anche il ministro Di Maio? “No, ma non è una critica”.
Il tutto e il contrario del tutto, come sempre.
(da La Repubblica)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
SERVE ULTIMO PICCOLO PASSO PER STACCARGLI LA SPINA
“Ma che ci sta a fare un Berlusconi così con quegli sfasciacarrozze di Meloni e Salvini? È un altro mondo il suo e quello del Ppe. Prima ne trae le conclusioni meglio sarà per lui e per tutti noi”.
Così Marco Taradash in un post su facebook per commentare l’intervento del Silvio nazionale a favore di un’Europa più forte.
Eh sì, che ci sta a fare uno che pensa dell’Europa queste cose, un componente del partito popolare, con gente di una destra estrema capace di fare solo propaganda?
Ma la domanda di Marco Taradash potrebbe e dovrebbe essere rivolta a tanti altri, soprattutto a quel Giancarlo Giorgetti che appare sempre più il garante di quella Lega di governo distantissima dalla sciatta propaganda salviniana.
Ormai è evidente che le vostre strade si stanno separando: da una parte la Lega capace di stare al governo, dall’altra quella del Papeete; da una parte la Lega che sa prendere decisioni, dall’altra quella che vive di indecisionismo.
Serve una destra seria capace di prendersi le responsabilità senza giochetti adolescenziali, senza gente che succhia sangue al paese con un populismo capace solo di esaltare paure e divisioni.
Serve una destra di governo, una destra capace di compromessi necessari e di decisioni impopolari. Serve una destra che sappia dire sì o no con la durezza necessaria, senza rincorrere l’ultimo sondaggio e il prossimo algoritmo.
È per questo che Giorgetti e quelli come lui dovrebbero oggi fare la cosa giusta e staccare la spina alla peggiore destra che gli è cresciuta in casa.
Filippo Rossi
(da Huffingtonpost)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
LA NEUROSCIENZIATA CANDIDATA DI PD E M5S STA RIMONTANDO, ORA SIAMO A 39,2% CONTRO 37,1%
La Calabria resta in mano al centrodestra? Non è detto: la forbice tra i due
principali candidati si sta assottigliando.
Il candidato unitario, Roberto Occhiuto, secondo il sondaggio condotto dall’istituto Winpoll, avrebbe un vantaggio di circa due punti percentuali sulla principale avversaria, la candidata di centrosinistra e M5s, la scienziata Amalia Bruni.
Nel dettaglio, il candidato cosentino appoggiato dal centrodestra avrebbe un gradimento 39,2% dei calabresi. Per la neuroscienziata, invece, si prevede una percentuale di gradimento intorno al 37,1% degli elettori.
Calano anche i voti per le altre liste (23,7%) che diventerebbero decisivi nella corsa finale.
I partiti sono tutti in movimento in vista della presentazione delle liste per le prossime elezioni regionali in Calabria.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
A 20 GIORNI DAL VOTO SU CINQUE SONDAGGI, TRE LO DANNO IN TESTA, DUE ALLA PARI CON LASCHET
In pochi avrebbero scommesso sulla resurrezione dei socialdemocratici della SPD ma a poco più di venti giorni dalle elezioni tedesche e dall’uscita di scena della Cancelliera Angela Merkel lo scenario elettorale della Germania è completamente ribaltato rispetto a sole poche settimane fa.
In ribasso i democristiani della Cdu/Csu di Armin Laschet e niente più vento nelle vele dei Verdi di Annalena Baerbock.
Al contrario tre recenti sondaggi danno in testa il candidato della Spd, Olaf Scholz, attuale vicecancelliere e ministro delle Finanze, e altri due sondaggi lo vedono appaiato a Laschet.
Ce n’è abbastanza perchè i socialdemocratici possano sperare in una clamorosa rivincita che si basa essenzialmente su tre ingredienti: 1) gli errori compiuti a ripetizione da democristiani e Verdi; 2) l’immagine di stabilità e tranquillità diffusa da Scholtz nel segno della continuità con la Merkel; 3) una campagna pubblicitaria semplice ma molto efficace dello stesso Scholz con tre slogan che lo stanno facendo volare nei sondaggi.
In effetti Scholz non ha fatto scintille in campagna elettorale ma sono stati gli scivoloni dell’opaco Laschet e l’inesperienza della quarantenne Baerbock a spianargli la strada, più per errori e demeriti altrui che miracoli suoi.
Il candidato socialdemocratico è però finora riuscito a trasmettere fiducia e a garantire stabilità in linea di continuità con la Cancelliera di cui è stato finora il fedele vice, anche a costo di scontentare talvolta l’alta sinistra del suo partito.
Ma a dare brio alla campagna elettorale di Scholz, molto lealmente sostenuto dal segretario della Spd, Lars Klingbeil, è stato – come ha raccontato nei giorni scorsi Il Foglio – un affermato e dinamico pubblicitario di Amburgo che ha sapientemente rinfrescato l’immagine del candidato socialdemocratico, soprattutto con tre slogan elettorali, uno più azzeccato dell’altro.
Il primo: c’ è un problema? “Scholz lo affronta”. Il secondo: “Mentre due litigano, il terzo lavora”. L’ultimo slogan è “Può fare la cancelliera” sotto un’immagine di Scholz con le mani a diamante nella classifica posa della Merkel.
Altri efficaci messaggi del ministro delle Finanze tedesco: “Salario minimo a 12 euro” e “Affitti accessibili a tutti”.
Basterà a vincere le elezioni di fine settembre? Lo sapremo fra poche settimane ma oggi Scholz è lassù, in cima ai sondaggi, dove nessuno avrebbe mai immaginato che fosse.
E per l’Europa, oltre che per la Germania, è una bella notizia.
(da TPI)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
“LA DIVERSITA’ RENDE IL MONDO PIU’ BELLO”
“Mi sembra incredibile. Mi ero immaginata centomila finali diversi. Così belli mai”.
E’ ancora incredula Ambra Sabatini, la 19enne oro nei 100 metri alla Paralimpiade di Tokyo 2020. Una gioia immensa per aver tagliato il traguardo prima di tutti, aver realizzato il record del mondo e aver condiviso il podio con le sue compagne di squadra.
Racconta al Corriere:
“Vincere così è meraviglioso. Fra noi c’è un bel clima. In questi mesi ho passato molto tempo con Martina e Monica, siamo amiche e nello sport l’amicizia è più solida”.
Lei davanti a Martina Caironi, il suo mentore, la campionessa a cui si è ispirata e che le ha dato la forza di riemergere dopo gli anni bui seguiti all’amputazione della gamba a causa di un incidente in motorino.
“Avevo visto dei video prima dell’incidente. Martina Caironi fece un record nel salto in lungo e mi incuriosì. Vedevo gareggiare lei e Pistorius. È stato fondamentale”.
Martina, Pistorius e Alex Zanardi:
“In ospedale, un amico mi fece avere un video che Alex Zanardi aveva fatto per me. Fu importante. Quando ho saputo del suo incidente ho pianto. Ma lui non molla, lo so. Lo ha insegnato a me, a noi tutti”.
Poi un messaggio:
“La diversità rende il mondo più bello, non bisogna vergognarsi di ciò che siamo. Spero che la mia storia e questa fantastica gara girino negli ospedali tra le persone che hanno perso un arto o anche solo abbiano qualche problema: si accorgeranno che tutto si può superare”.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
LA SVOLTA VACCINISTA DI SALLUSTI CHE HA CAMBIATO LA LINEA DEL QUOTIDIANO CONSIDERATO UN TRADIMENTO DAI CAZZARI
La svolta “sì vax” imposta dal neo direttore di Libero, Alessandro Sallusti, ha trascinato anche il quotidiano prima diretto da Pietro Senaldi nel mirino dei no vax. Fino al cambio di leadership infatti la linea editoriale aveva sempre strizzato l’occhio agli scettici dell’inoculazione, ma da quando si è insediato l’ex direttore de Il Giornale c’è stata la svolta.
Giravolta non vista di buon occhio dai manifestanti, che probabilmente hanno sentito il terreno sbriciolarsi sotto i piedi venendo meno le argomentazioni del giornale che più li spalleggiava.
Così le consuete proteste e sfilate dei “no Green Pass” e dei “no vax” del sabato, a Milano sono sfociate in una contestazione aperta sotto la redazione di Libero. “Giornalista terrorista” e “venduti” sono stati gli slogan più ripetuti all’indirizzo dei presenti.
“Queste persone hanno tutto il diritto di manifestare e di urlare contro le redazioni dei giornali” recita un articolo apparso senza firma sul giornale. “Non s’insinua il dubbio in loro – prosegue il testo – che forse stanno sbagliando e che il vaccino è l’unica via di salvezza attualmente conosciuta che ci viene offerta contro il virus”. Per i manifestanti infatti fa tutto parte di un “progetto più grande” orchestrato dagli indefiniti “poteri forti”, di cui i giornalisti sarebbero “sudditi”.
“E così – conclude l’articolo – sotto la redazione di viale Luigi Majno decine di no-vax ci hanno tenuto a farci sapere che ci considerano “corrotti” per il nostro sì convinto al vaccino, mentre loro sono per la “libertà”. Una protesta indirizzata a Libero che non ci intimorisce minimamente né ci distrae dalla vera “guerra”, che è quella contro il virus, non contro queste orde di no-vax”.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
“FORSE AVEVANO MANGIATO UNA PIZZA FRITTA PER STRADA ED ERANO ANDATI LI’ PER DIGERIRE”
“La protesta no vax? A Napoli c’erano solo due panzoni di 60 anni”: lo ha
dichiarato, nel corso della consueta diretta Facebook in onda il venerdì, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca.
Il presidente della Regione, infatti, ha commentato sul suo profilo Facebook, tra le altre cose, l’annunciata protesta dei no vax e no Green Pass, i quali lo scorso 1 settembre avevano minacciato di bloccare le stazioni ferroviarie di 54 città italiane. Protesta, però, che si è rivelata un vero e proprio flop.
“Da Napoli è venuta una bella immagine – ha dichiarato De Luca – ci doveva essere questa grande adunata nazionale contro i vaccini e il Green Pass. A Napoli, alla stazione centrale, c’erano solo due manifestanti. Che meraviglia”.
“A mio parere non stavano nemmeno lì per protestare contro il Green Pass – ha aggiunto il governatore campano – almeno a giudicare dalle immagini. Erano due panzoni di 60 anni. Prevedibilmente e presumibilmente erano persone che avevano mangiato una pizza fritta per strada ed erano andati lì per fare un po’ di moto e digerire, ma niente di più”.
“Ci auguriamo che quello che è accaduto nella mancata manifestazione oceanica sia un segno di ripresa di buon senso e in ogni caso mettiamo nel conto che c’è un 10% di persone con le quali perdiamo tempo”.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
“E’ UN DOVERE CIVICO E MORALE, NON SI PUO’ METTERE A RISCHIO LA SALUTE DEGLI ALTRI”
Non invocare invano la libertà per sottrarsi al “dovere civico e morale” di vaccinarsi. Questo il nuovo intervento di Sergio Mattarella per persuadere tutti gli italiani a immunizzarsi.
Il tema della salute come bene pubblico, dice il capo dello Stato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Pavia, “richiama alla responsabilità sociale e in questo periodo al dovere, morale e civico della vaccinazione”.
Il vaccino ”è lo strumento che in grande velocità la comunità scientifica ci ha consegnato per sconfiggere il virus e sta consentendo di superarne le conseguenze non solo di salute ma anche economiche e sociali”.
Secondo Mattarella, non si può invocare “la libertà per sottrarsi alla vaccinazione perché quell’invocazione corrisponde a mettere al rischio la salute altrui”.
Il presidente ha anche chiesto fermezza contro le minacce e le violenze dei no vax. “Sono un fenomeno allarmante grave, vanno contrastati con fermezza, sanzionati con doveroso rigore per tutelare coloro, che sono la stragrande maggioranza dei cittadini, ha adottato comportamenti responsabili avvertendo un comune dovere di solidarietà” ha detto Mattarella.
Nel suo intervento nell’ateneo, il presidente ha affrontato anche il tema del numero dei laureati che è inferiore alla media europea.
”Un divario inaccettabile” ha detto Mattarella. “Uno dei doveri dell’oggi è quello di ampliare la base di coloro che partecipano alla conoscenza, di renderla completa, senza esclusioni. Anche perché è inaccettabile il divario che vi è di percentuale di laureati tra il nostro Paese e la media dell’Unione europea. Questa esigenza va sottolineata con maggiore convinzione oggi dopo quello che abbiamo attraversato in questo anno e mezzo di pandemia e i debiti che abbiamo nei confronti della scienza e della ricerca. Questa condizione sottolinea il dovere di sorreggerla non soltanto in momenti di emergenza, ma in qualunque tempo, circostanza e condizione”.
(da Huffingtonpost)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
CONCETTI GROSSOLANI SENZA CONOSCERE LA MATEMATICA
La tesi per cui i vaccini Covid non proteggono dall’infezione è diventata una delle
argomentazioni preferite dai no-vax. “Se vengo comunque contagiato, perché dovrei vaccinarmi?”. E ancora: “Visto che anche i vaccinati si infettano e possono infettare, a cosa serve il vaccino?”.
Sciocchezze, da qualsiasi punto di vista statistico o scientifico le si guardi.
Davanti a queste domande, chi evita la vaccinazione deve essere innanzitutto cosciente del fatto che ha una protezione dal contagio pari allo zero per cento.
Questo equivale al dire che: chi non si vaccina ha tutte le probabilità di infettarsi, ma anche di ammalarsi, aggravarsi e di morire di Covid.
D’altra parte, chi sceglie di vaccinarsi, deve essere consapevole che i vaccini non impediscono al cento per cento il contagio, ma lo bloccano in certa misura, così come non annullano totalmente il rischio di malattia grave e decessi, ma lo rendono praticamente remoto – gli ultimi dati del Public Health England contro la variante Delta indicano che due dosi di uno dei vaccini disponibili in Gran Bretagna (Pfizer, Moderna e Astrazeneca) offrono una protezione del 79% dalle forme di Covid sintomatico e del 96% dal ricovero in ospedale.
Sul livello di protezione contro la morte causata da variante Delta non esistono ancora stime precise, principalmente perché i decessi tra i vaccinati sono fortunatamente davvero rari.
Similmente, non esiste ancora uno studio esteso sull’effettiva riduzione del rischio di infezione e trasmissione della variante Delta ora che questa versione virale è dominante.
Questi dati arriveranno presto, perché la riduzione dell’infezione è reale ed è stata già documentata per la variante Alfa. Contro Delta, d’altra parte, questo abbattimento sarà probabilmente inferiore, ma comunque significativo. E, come per Alfa, sarà espresso in percentuale, quindi in termini di probabilità.
Probabilità, appunto: il concetto alla base di tutte le discipline scientifiche, per cui non esiste il tutto o niente. Semplificare il ragionamento a frasi del tipo “i vaccini proteggono/non proteggono” e più in generale a “funzionano/non funzionano” come spesso avviene nelle discussioni su obblighi e Green pass è chiaramente sbagliato e induce a errori grossolani quando si parla di efficacia della vaccinazione (non solo per i sieri anti-Covid, ma proprio in generale).
Funziona così, da sempre, ed è per questo motivo che non è vero che i vaccini impediscono/non impediscono il contagio, ma lo fanno in una certa misura.
Ed è per questo stesso motivo che, sulla base della più semplice relazione chiamata proporzione, più alto è il numero di persone vaccinate, maggiore sarà il numero assoluto di infezioni che può verificarsi nella popolazione vaccinata.
Se, ad esempio la copertura vaccinale è del 90% della popolazione, su un milione di abitanti avremo 900mila vaccinati e 100mila non vaccinati.
E avremo (con una probabilità di contrarre Covid sintomatico del 2% e l’80% di efficacia dei vaccini contro l’infezione, secondo le stime dell’ISS) un totale di 5.600 infezioni, di cui 3.600 nei vaccinati e 2.000 nei non vaccinati.
Numeri assoluti che sono proprio quelli che fanno cadere in errore i no-vax, dal momento che 3.600 infezioni su 900.000 vaccinati sono lo 0,4% mentre 2.000 infezioni su 100.000 non vaccinati sono esattamente il 2%, ovvero la piena probabilità inizialmente stimata.
La matematica non è un opinione, eppure – diceva qualcuno – , abbiamo una pessima opinione di essa.
(da Fanpage)
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