Ottobre 15th, 2021 Riccardo Fucile
IL MINISTRO TEDESCO ROTH: “L’EUROPA DEVE COMBATTERLI”
Michael Roth, ministro per gli Affari europei della Germania, sostiene oggi
che dietro l’attacco alla Cgil di neofascisti e No Vax ci sia una trama nera internazionale che affonda le sue radici anche nella propaganda russa.
Il politico socialdemocratico dice che «questi episodi devono preoccuparci perché dimostrano che nazionalismi e populismi non sono stati sconfitti. Sull’onda della pandemia le forze antidemocratiche stanno cercando di suscitare paure e sfruttare spudoratamente le preoccupazioni della gente attraverso fake news e complottismi. Purtroppo non è un fenomeno limitato all’Italia. Solo pochi mesi fa in Germania, un gruppo di No Vax ha cercato di invadere il Bundestag. E tutti abbiamo ancora in mente le terribili immagini della folla inferocita negli Usa contro le elezioni democratiche. Dobbiamo difendere meglio le nostre democrazie. L’Ue deve intraprendere questa battaglia con forza ogni volta che lo stato di diritto e i nostri valori fondamentali sono sotto attacco. I populisti attaccano l’Europa dei valori e del diritto comune per indebolirla e distruggerla».
Roth rimarca le influenze russe dietro le campagne neofasciste e No vax: «Da anni sono palesi le campagne di disinformazione e i cyberattacchi russi in Germania. E non si sono fermati, purtroppo, neanche dinanzi alla pandemia. È stata diffusa in modo mirato la calunnia che la Germania e la Ue avrebbero rifiutato il vaccino russo Sputnik per motivi politico-ideologici. È una totale scemenza. La verità è che le autorità russe non sono riuscite ad oggi a soddisfare le premesse per un’autorizzazione del vaccino in Europa».
(da Open)
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Ottobre 15th, 2021 Riccardo Fucile
QUALCUNO DICEVA CHE IL GREEN PASS E’ IN VIGORE SOLO IN ITALIA?
A partire da oggi, il governo francese non pagherà più i test antigenici rapidi (i cosiddetti tamponi rapidi) e i tamponi molecolari per accertare se uno, non vaccinato, abbia contratto il Covid (niente più gratuità a meno che non si abbia una prescrizione medica specifica o si tratti di un minorenne, che non è stato ancora vaccinato).
Finora, la Francia ha pagato tutti i test, quelli fatti nei laboratori privati che poi ‘giravano’ il conto alle casse dello Stato; ma il risultato è stato che molti francesi non si sono fatti vaccinare perchè un tampone negativo permetteva loro anche di avere il ‘greenpass’ sanitario che dà accesso a gran parte dei luoghi chiusi.
Il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato il 12 luglio che la fine dei test sistematici gratuiti del Covid-19 sarebbe entrata in vigore a partire da venerdì 15 ottobre. Adesso c’è l’ufficialità: Pcr e test antigenici non sono più “automaticamente coperti al 100% dall’assicurazione sanitaria”, scrive il governo sul proprio sito , ricordando che “in Francia sono stati effettuati 150 milioni di test” da marzo 2020.
A settembre, in un’intervista a Les Echo il premier, Jean Castex, aveva spiegato la ‘ratio’: “Non è legittimo che il contribuente paghi per un test di piacere”.
Il ministero della Salute ha fissato a 44 euro il prezzo dei test Pcr e 22 quello degli antigenici, che salgono a 25 se si fanno in farmacia, dove si possono pagare un pò di più se si fanno nei giorni festivi. Il governo calcola un risparmio di 3,2 miliardi di euro. Ma oltre al risparmio, il provvedimento mira anche a convincere i circa 6 milioni di adulti non ancora vaccinati a farsi vaccinare.
(da agenzie)
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Ottobre 15th, 2021 Riccardo Fucile
UN MIGLIAIO DAVANTI AL VARCO 4, MA MOLTI NON SONO PORTUALI… FEDRIGA: “IL PORTO FUNZIONA”
“Non c’è nessun blocco, chi vuole lavorare lo fa”. Lo ha detto Stefano
Puzzer, il leader della protesta no green pass in corso al porto di Trieste.
Alcuni lavoratori portuali che non aderiscono alla manifestazione stanno in effetti regolarmente raggiungendo la loro postazione. Sembrano quindi ridimensionarsi i proclami dei giorni scorsi quando il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste aveva annunciato a partire da oggi il blocco “a oltranza” del porto per protestare contro l’obbligo di Green pass per poter lavorare.
“Il Porto funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l’economia di un Paese, dato che danneggiare l’attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell’indotto”. Lo ha detto il presidente della Regione Fvg e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a SkyTG24.
Sono già circa un migliaio le persone raggruppate davanti al Varco 4 del Porto di Trieste, luogo di ritrovo della manifestazione. Non si tratta solo di portuali, molti riconoscibili dai giubbotti gialli, ma anche di tanti che non operano nello scalo. L’accesso fino a questo momento è stato consentito ma i camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro. Sono tante comunque le persone che stanno arrivando dalle 7.00 in poi.
Nei giorni scorsi il sindacato autonomo ha respinto la mediazione proposta dal governo di tamponi gratis pagati dalle azienda per chi non ha il certificato verde. Secondo il Clpt, sindacato di base che rappresenta un terzo dei 950 addetti dello scalo, su 950 lavoratori circa il 40 per cento non ha il Green Pass. La Commissione di Garanza degli scioperi ha giudicato “illegittimo” lo sciopero e, in quanto tale, il prefettl Valerio Valerio ha detto che configura un reato a carico di chi partecipa.
Genova.
Un presidio di lavoratori sta bloccando le operazioni portuali al varco Etiopia, nel porto di Genova.
Nel porto di Genova risultano operativi tra gli altri i varchi Albertazzi della Sech, il Vte di Psa, il varco di San Benigno.
Porto Venezia, si lavora regolarmente.
Nessuna manifestazione nè disagi al porto di Venezia. Lo ha confermato all’AGI la Nuova Compagnia Lavoratori Portuali di Venezia: “Tutto è tranquillo e si lavora come un giorno normale”. Un piccolo gruppo di lavoratori si sono è, invece, radunato davanti alla sede di Fincantieri di Marghera aderendo a una iniziativa dei Cobas contro il green pass. Al momento neanche qui si registrano problemi.
Gioia Tauro, assenti in 60.
Nessun blocco o problema particolare al porto di Gioia Tauro, il più grande scalo di import ed export italiano, in concomitanza con l’introduzione dell’obbligo del green pass. Tra il primo turno, scattato all’una e terminato alle 7 di stamane, e il secondo iniziato alle 7 e che si concluderà alle 13, si contano una sessantina di lavoratori su 280 totali che non si sono presentati perché sprovvisti del certificato verde. Al momento, da quanto riferito dai portuali, non sarebbero ancora disponibili i tamponi gratuiti messi a disposizione dalla Med Center Container terminal, probabilmente per problemi legati all’organizzazione del servizio. Alle 10 è previsto un sit-in davanti al gate portuale, di adesione allo sciopero “No green pass” per chiedere al Governo di ritirare l’obbligo del certificato verde, con la presenza di un legale. La situazione è al momento tranquilla anche se il gate portuale è comunque presidiato da Carabinieri e Polizia di Stato.
Al porto di Napoli attività regolari.
Non si segnalano, al momento, problemi relativi all’introduzione dell’obbligo di Green pass al porto di Napoli. Situazione sotto controllo in uno scalo dove, come confermano le sigle di categoria, “la grande maggioranza dei lavoratori è vaccinata”. Al momento nessun disagio e nessuna protesta.
Nessun blocco nei cinque porti adriatici pugliesi.
Nei cinque porti pugliesi di Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi al momento è “tutto tranquillo”. Come previsto, non si registrano blocchi, proteste o disservizi per l’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass. Nei giorni scorsi, da un monitoraggio disposto dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale con le imprese portuali dei cinque scali, è stato rilevato un tasso di vaccinazione ben oltre il 90% tra i dipendenti, facendo già presagire che i cinque porti dell’Adriatico pugliese non avrebbero registrato problemi con riferimento al possesso del green pass.
Porto Ravenna, operazioni regolari.
Tutto tranquillo per ora al porto di Ravenna dove le operazioni proseguono regolarmente nel primo giorno di obbligo di green pass per i lavoratori. “E’ tutto sotto controllo – afferma all’AGI l’autorità portuale – i numeri delle persone non vaccinate sono molto piccoli, ci aspettavamo una giornata di completa normalità”. In qualche azienda si è registrata qualche fila all’ingresso per il controllo della certificazione, tutte smaltite in poco tempo.
(da agenzie)
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