Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
L’INTERVISTA DEL LEADER DI AZIONE A “LA STAMPA”
Al Quirinale andrà Draghi? “Non credo, sarebbe un ottimo presidente della Repubblica, ma è meglio che resti a palazzo Chigi, ha bisogno di più tempo per cambiare le cose. In Italia vogliono andare tutti al Quirinale, un altro si trova. Ad esempio, penso che Paolo Gentiloni abbia il profilo giusto, sarebbe uno straordinario presidente”.
Così Carlo Calenda in un’intervista a La Stampa.
Il leader di Azione spiega come il premier va avanti per tutta la legislatura “senza colpo ferire, anche se sembra di stare in un kindergarten all’ora di ricreazione. Draghi è come il papà che guida la macchina mentre dietro i bambini fanno casino, lui ogni tanto si gira e gli dice di stare buoni. Ma credo proseguirà fino alla fine con questa maggioranza”
Dopo il voto? “Ci sarà un governo politico, ma spero sempre con Draghi a palazzo Chigi, per continuare il lavoro sulle riforme previste dal Pnrr. Visto che, per come stanno le cose oggi, non prendiamo un euro. Draghi deve far accadere le cose, assicurarsi che le Regioni facciano i piani necessari e non buttino i soldi come con gli altri fondi europei”.
Quanto alla legge elettorale con cui si andrà alle urne, Calenda è “per il sistema delle comunali, con il doppio turno, ma so che non si farà mai”, aggiunge. “Quindi, meglio il proporzionale, con una soglia di sbarramento alta al 5%. Così consenti agli elettori di votare quello che vogliono e di riappropriarsi del proprio partito, poi si costruisce l’alleanza possibile per governare, mettendo fuori gioco gli estremismi”.
(da agenzie)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
MENO SI VACCINA, PIU’ SI MUORE
Il modello Green pass usato dall’Italia nella sua risposta all’emergenza
Coronavirus potrebbe essere imitato anche all’estero.
A fronte di nuove varianti e di un numero di contagi che in alcuni paesi, anche europei, vede, di nuovo, crescite esponenziali. Spaventa la variante AY.4.2 – qualche caso sparuto è stato registrato in Italia, presente in Russia: e Mosca infatti tornerà in lockdown da giovedì 28 ottobre.
A fare la differenza sono le diverse tempistiche delle campagne vaccinali che portano diversi effetti e diverse risposte nei vari paesi. Con una verità di fondo: più ci si vaccina, meno si muore
Austria
Nel frattempo l’Austria annuncia attraverso il suo cancelliere Alexander Schallenberg, un Green pass di fatto. Traduzione: in caso di nuova ondata di emergenza sanitaria ad andare in lockdown saranno solo le persone che non hanno fatto il vaccino contro il Coronavirus. «Non vediamo la pandemia nello specchietto retrovisore, stiamo invece andando verso una pandemia dei non vaccinati», spiega Schallenberg. «Ai non vaccinati deve essere chiaro che non solo responsabili della loro salute, ma anche di quella degli altri. Non è ammissibile che il sistema sanitario venga sovracaricato per colpa degli indecisi e attendisti».
Al momento nel paese ci sono 224 posti in terapia intensiva occupati: quando e se verrà raggiunta quota 500 i non vaccinati non potranno più andare al bar, al ristorante, accedere a strutture sportive o a eventi culturali. Se poi si raggiungesse quota 600 posti letto occupati in terapia intensiva i non vaccinati potranno uscire solo ed esclusivamente per recarsi al lavoro e per ragioni di prima necessità.
Russia
Sono 1.075 le morti correlate a Covid-19 registrate in Russia nelle ultime 24 ore: si tratta del record di vittime in un giorno da quando è cominciata la pandemia. Secondo la Tass è record anche per il numero di nuovi casi di contagio: 37.678 in 24 ore. Sono 8.205.983 i casi di Covid registrati dall’inizio nel paese che conta una popolazione di 146 milioni di persone.
Lettonia
Era tra i paesi che poteva vantare la tra le migliori gestioni di risposta alla diffusione dei contagi, e con neanche 3 mila vittime da quando tutto questo è cominciato: ora però la situazione in Lettonia sembra essere cambiata. Sono 864 i casi ogni 100 mila abitanti registrati nel paese nell’ultima settimana: si tratta di uno dei tassi più alti del mondo. Da giovedì prossimo il paese torna in lockdown fino al 15 novembre, con negozi chiusi e assembramenti vietati. Non va meglio nelle altre due Repubbliche baltiche, Estonia e Lituania, con più di mille casi ogni 100 mila abitanti nelle ultime due settimane.
Romania
In Romania torna da lunedì il coprifuoco notturno, mentre diventano obbligatori i pass sanitari per entrare nella stragrande maggioranza dei posti pubblici. I bambini delle scuole verranno mandati in vacanza per due settimane. Ad approvare le misure, che di fatto estendono quanto si stava già facendo a livello locale, il governo provvisorio. Nel paese si registra un record di contagi, con gli ospedali al collasso. E anche qui la correlazione con la campagna vaccinale si fa notare: la Romania ha infatti il secondo tasso di vaccinazione anti-Covid più basso dell’Unione Europea.
Australia
Milioni di persone a Melbourne si stanno preparando a uscire dal lockdown più lungo del mondo giovedì, dice Reuters, anche se i casi si avvicinano a livelli record, con pub, ristoranti e caffè che si affrettano a rifornire le scorte prima di riaprire. Dall’inizio di agosto, i residenti nella seconda città più grande dell’Australia sono stati chiusi-per combattere un’epidemia causata dalla variante Delta. Le istituzioni avevano spiegato che il lockdown sarebbe stato allentato al raggiungimento del 70% delle persone over 16 vaccinate con entrambe le dosi nello stato di Victoria. Così è stato, come affermato dal premier Scott Morrison. Ulteriori restrizioni verranno allentate al raggiungimento dell’80% e del 90% delle vaccinazioni.
Meno vaccini più vittime
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, più vaccini significa meno vittime, e questo porta l’Italia in cima ai paesi europei. Chi, con due dosi di vaccino, è morto, era ‘iperfragile’, aveva un’età media più alta rispetto alle persone senza vaccino (85,5 contro 78,3) e con più patologie (5,0 contro 3,9 pre-esistenti). In Russia la percentuale di persone che hanno completato il ciclo vaccinale è del 35%, a causa della scarsa fiducia nel mezzo. In Francia e nel Regno Unito del 75%, in Italia dl 76%, in Germania del 68%.Meglio di noi la Spagna, con l’81% e “solo” 21 decessi registrati nelle ultime 24 ore.
(da Open)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LA FOTO RICORDO PER RINGRAZIARE I TANTI SICILIANI ONESTI
L’Italia lo ha amato, e lo ama ancora ovviamente, il suo Indiana Jones è un pezzo della cultura pop del nostro paese: nessuno avrebbe potuto rubare neanche un centesimo ad Harrison Ford.
E chi sarebbe potuto essere ambasciatore più nobile del nostro italico lato migliore di Manfredi Borsellino?
Riavvolgiamo il nastro. Si può allora parlare di disavventura a lieto fine, ieri pomeriggio, per la star di Hollywood in questo periodo in Italia per girare alcune scene di una serie cinematografica.
L’attore americano, ieri pomeriggio, ha scelto la località balneare di Mondello per trascorrere alcune ore di relax in una suggestiva e impareggiabile cornice in cui il mare incontra la montagna. In quell’occasione l’attore ha smarrito la carta di credito che è stata ritrovata nel corso del pomeriggio da un palermitano che si è presentato al Commissariato di ‘Mondello’ per consegnare agli agenti una carta di credito trovata su strada.
Nel giro di alcuni minuti, a seguito di veloci riscontri informatici, i poliziotti sono riusciti a risalire alle sorprendenti generalità dell’intestatario della carta: Harrison Ford.
Gli agenti di polizia in pochi minuti, sono riusciti a scovare ‘Indiana Jones’ in un locale dove l’attore, giunto in incognito a Mondello, aveva cercato di riconquistare la privacy, poco prima violata su strada da alcuni fan che lo avevano riconosciuto.
Quando il dirigente del Commissariato di Polizia di Mondello, Manfredi Borsellino, il figlio del giudice Paolo ucciso nel 1992 nella strage in via D’Amelio, insieme a due poliziotti, lo ha raggiunto mostrandogli e restituendogli ciò che gli apparteneva, l’attore ha sorriso, sollevato per il danno scampato e compiaciuto dall’idea di aver conosciuto una terra tanto bella quanto onesta.
L’incontro con gli agenti è stato suggellato da una foto ricordo che tutti i protagonisti della vicenda conserveranno gelosamente.
(da agenzie)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
PROSSIMA UDIENZA IL 17 DICEMBRE
Saranno in molti a testimoniare: ministri ed ex ministri, l’ex premier Conte e anche
l’attore Richard Gere sfileranno sul banco dei testi al processo all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, imputato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio per aver vietato lo sbarco di 147 migranti soccorsi dalla nave spagnola Open Arms.
Lo ha deciso il tribunale di Palermo che ha ammesso tutti i testi citati dalle parti. Tra i testimoni ammessi, oltre all’ex premier Conte e all’attore Richard Gere, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e tre componenti del cosiddetto Conte uno: l’ex vice premier Luigi Di Maio e gli ex ministri ai Trasporti Danilo Toninelli e alla Difesa, Elisabetta Trenta. Citati anche l’ex direttore dell’Aise e l’ex premier maltese Muscat.
Il processo è stato rinviato al 17 dicembre per l’esame dei primi tre testimoni della Procura.
(da agenzie)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
L’ALLEANZA PD-M5S-LEU A SOLI 2,8 PUNTI DAL CENTRODESTRA
Avrà anche parecchi “tormenti” come titola il Corriere della Sera e di certo è cronaca di tutti i giornali la moltiplicazione di borbottii dentro i gruppi parlamentari dei 5 Stelle. Ma secondo lo stesso Corriere il leader politico più gradito ad oggi è l’ex presidente del Consiglio e attuale capo del Movimento Giuseppe Conte, sia pure in calo rispetto a questa estate.
Il dato emerge dal sondaggio Ipsos che viene pubblicato mensilmente dal quotidiano Rcs. L’altro elemento rilevante è che, sia pure di poco, il Partito democratico sarebbe il primo partito.
E quasi con un paradosso perché sembra una gara a vinciperdi: frenano tutt’e quattro le principali forze politiche (Pd, Lega, Fratelli d’Italia, M5s) ma da questa corsa all’indietro, appunto, emerge al momento il primato dei democratici. Infine, resta molto alto il gradimento per il presidente del Consiglio Mario Draghi, anche se in calo.
La forza (si fa per dire) dei partiti
Secondo l’istituto diretto da Nando Pagnoncelli il Pd ad oggi potrebbe contare sul 20,7 per cento dei consensi, in lieve calo dello 0,2 (quasi irrilevante) rispetto all’ultima rilevazione di ottobre.
I democratici in questi tre mesi hanno sorpassato la Lega che registra la frenata più evidente tra i partiti maggiori (-1,1) e passa dal 21,1 al 20 netto.
Rallenta anche Fratelli d’Italia, dopo la grande scalata del primo semestre dell’anno (contraddistinto dalla scelta dell’opposizione quasi solitaria alla mega-maggioranza del governo Draghi): il partito di Giorgia Meloni ad oggi è comunque al 18,8 (contro il 19 del 22 luglio, ultimo precedente di Ipsos).
Scala di una marcia anche il M5s che torna sotto la soglia del 17 per cento registrato alle Europee di due anni fa. Si può dire che “l’effetto Conte” può fino a un certo punto: è al 16,5 (-0,6 rispetto a 3 mesi fa).
Sotto la linea del 10 per cento c’è Forza Italia anche se in ripresa (un trend registrato anche da altri istituti di sondaggio a dire la verità). E’ all’8 per cento, contro il 7 di luglio.
I berlusconiani allungano su tutto il resto del gruppo di inseguitori che secondo Ipsos sono tutti al 2 per cento, chi in calo e chi in crescita: Azione (in calo), Italia Viva ed Europa Verde (in crescita) e Sinistra Italiana +Europa (stabili entrambi). Fa più fatica Articolo 1 (che comunque non agisce in modo autonomo né alle elezioni né al governo), fermo all’1,2.
Coalizioni più vicine (anche senza Azione e Italia Viva)
Tutto questo produce una situazione che un po’ traspare dai risultati delle amministrative: il centrodestra è più forte, ma non imbattibile. Secondo i calcoli dello stesso Nando Pagnoncelli, illustrati nel suo commento a corredo dei dati, la coalizione Fdi-Lega-Fi sarebbe al 46,8 per cento, in lieve flessione dello 0,7, mentre l’alleanza di centrosinistra e M5s (escluse Azione e Italia Viva) sarebbe al 44,4, in aumento di un punto. Insomma: il risultato finale sarebbe tutto da capire.
Più indecisi, nonostante le Comunali
Pagnoncelli sottolinea anche la “forte crescita dell’area grigia, rappresentata da indecisi e astensionisti”. Attualmente si tratta del 40,9 per cento di chi ha risposto al sondaggio, in aumento del 3,1 rispetto a questa estate. Un dato curioso visto che (in teoria) la campagna elettorale delle Comunali avrebbe dovuto chiarire le idee e invece ha avuto il risultato di confonderle, evidentemente.
Conte cala parecchio, eppure resta primo
Il gradimento di Conte cala di 8 punti in 3 mesi che è frutto di tante cose: le difficoltà del M5s, il pantano che ha preceduto la sua presa della direzione del Movimento, il duello con Grillo, una linea che non sempre è stata marcata e poi il fatto che non ha più un profilo istituzionale che gli conferiva un ruolo più super partes (specie in un momento difficile come la pandemia) e che è diventato leader di una parte, i 5 Stelle. Eppure è ancora in testa tra i capi partito: al 43, 6 punti davanti alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (stabile dopo 3 mesi).
Altra illusione ottica – dovuta all’impegno sulla lotta al virus – è quella del ministro della Salute Roberto Speranza: il partito che rappresenta è praticamente ultimo, ma lui è ancora il terzo leader più gradito, sia pure in discesa al 34 (contro il 37 di luglio).
I successi elettorali del Pd spingono il segretario Enrico Letta, anche se non moltissimo: è al 32 e supera Matteo Salvini (in calo di un punto).
Riemerge anche Silvio Berlusconi, appaiato al 30 per cento con Salvini dopo un rialzo dal 27.
La performance elettorale di Roma ha fatto bene a Carlo Calenda che rispetto a luglio incrementa il suo indice di gradimento personale di 3 punti, dal 25 al 28. Seguono poi il leader di Cambiamo Giovanni Toti al 27, Emma Bonino di +Europa al 25, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni al 19, Maurizio Lupi di Noi con l’Italia al 18 e il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli al 17.
Chiude la classifica, come ormai spesso accade, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, al 14, anche se in crescita di due punti.
Gradimento per governo e Draghi in calo, ma ancora alto
Il logorìo consueto dell’attività di governo fanno pagare qualche prezzo in termini di popolarità sia all’esecutivo sia al presidente del Consiglio Mario Draghi. Bisogna dire però che entrambi registrano ancora indici di gradimento ben superiori alla metà degli intervistati: 60 per cento per il governo, 63 per Draghi. Entrambi in calo, come si diceva: -5 per l’esecutivo, -7 per il capo del governo.
(da agenzie)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
NEANCHE SI E’ ACCORTO CHE IL CRONISTA SI ERA IMBUCATO A UNA RIUNIONE RISERVATA…ALTRO CHE “MICROSPIE”, SOLO LA DABBENAGGINE DI NON GARANTIRE NEANCHE LA SICUREZZA DELLA RIUNIONE
Dopo la pubblicazione degli audio esclusivi, nel Carroccio è esploso il caos
commisto a complottismo. Ma il vicedirettore del quotidiano ha fatto svanire i fantasmi che perseguitavano il leader leghista: «Si è imbucato un nostro cronista»
Dopo la pubblicazione sul Foglio dell’audio esclusivo in cui il Matteo Salvini ha sbottato contro l’alleata di coalizione Giorgia Meloni, accusata con toni poco cordiali di aver «agito scientemente per mettere in difficoltà Lega e centrodestra», nel Carroccio si è creato uno stallo alla messicana, con vicendevoli accuse di tradimento tra i presenti alla riunione al Teatro Sala Umberto di Roma.
Non è mancata però anche l’evocazione di presunti “complotti” esterni da parte della stampa, volti a indebolire il centrodestra, così come la possibile presenza di «microspie sotto ai tavoli», come insinuato su Twitter dal deputato leghista Claudio Borghi.
Nel mentre Salvini, così come riportato sempre da Il Foglio, aveva dato ordine di prendere visione di tutte le riprese interne al teatro, sperando di riuscire a intercettare l'(ir)responsabile traditore o i suoi – metaforicamente parlando – Gaio Cassio, Marco e Decimo Bruto, definendo «un cretino» chi parla con i giornalisti del Foglio, annunciando che non si sarebbe più presentato a La7, e che sarebbe stato lui stesso in persona a decidere chi mandare in tv.
Ma a far svanire i fantasmi e le congetture che assillavano il capo della Lega è intervenuto il vicedirettore del Foglio, Salvatore Merlo, che ha rivelato chi ha intercettato gli audio di Salvini: un cronista.
Insomma, «non c’era nessun complotto, nessuna microspia, nessun tradimento, nessun audio “carpito” o “rubato” da chissà chi, nessuna trappola – spiega Merlo -. C’era soltanto e banalmente il giornalismo, quello più semplice e il più caro e vecchio del mondo, ovvero: andare, vedere e raccontare».
(da agenzie)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
TERAPIE INTENSIVE GIA’ IN SOFFERENZA
In Austria il governo pensa a un lockdown per i non vaccinati. Il nuovo cancelliere austriaco Alexander Shallenberg ha illustrato in un appello alla popolazione le possibili nuove restrizioni in arrivo in caso di ampliamento del tasso di occupazione delle terapie intensive.
Nell’ultima settimana i contagi da Coronavirussono sensibilmente aumentati, mentre l’esecutivo composto dai Popolari e Verdi su proposta del ministro della Salute, Wolfgang Mueckstein, ha aggiunto due livelli di allerta con le rispettive misure: il quarto ed il quinto.
Se il numero dei pazienti in terapia intensive dovesse raggiungere quota 600 (ovvero il livello 5 di allerta), con il 30% di occupazione dei letti disponibili sul territorio austrico, scatterà il lockdown. Che riguarderà però solo le persone non vaccinate.
«Stiamo per imbatterci in una pandemia di non vaccinati, la maggior parte dei pazienti in terapia intensiva non sono vaccinati contro il Covid-19: deve essere chiaro a queste persone che hanno una grande responsabilità, abbiamo troppi procrastinatori ed esitanti, troppi che non sono riusciti a farsi vaccinare, vaccinatevi», ha detto in un appello alla popolazione Schallenberg. Intanto dal primo novembre nel paese scatterà una sorta di Green pass per lavorare.
(da agenzie)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LA MAGGIOR PARTE SONO PROFESSIONISTI, LAVORATORI AUTONOMI E PARTITE IVA CHE SE NE FOTTONO DEL PROSSIMO
Un milione di italiani lavora senza Green pass. 
Sfruttando i buchi nei controlli e la negligenza dei datori di lavoro. Oppure la loro completa assenza, come nel caso di autonomi, ditte individuali o liberi professionisti.
Il conto lo fa oggi Il Messaggero, spiegando che attualmente i lavoratori che non sono vaccinati sono circa 2,9 milioni. C’è poi chi ottiene il certificato necessario per il lavoro grazie al tampone.
Ma negli ultimi giorni i tamponi effettuati e validi per le 48 ore buone per ottenere la Certificazione Verde Covid-19 sono circa 1,4 milioni. Questo significa che tutti gli altri continuano a fornire prestazioni lavorative senza Green pass. Ed è improbabile che siano dipendenti del settore pubblico o privato.
I controlli
Per questo, spiega il quotidiano, è più probabile che si tratti di lavoratori autonomi e professionisti. O partite Iva che ricevono i clienti nei loro studi. Dove nessuno può arrivare a controllare.
Il Green pass devono esibirlo soltanto se vanno a visitare qualche ufficio pubblico. E la stessa cosa vale per i lavoratori di ditte individuali come idraulici ed elettricisti. Il proprietario di casa che chiede l’intervento non è tenuto a controllare il certificato. E così sono liberi di aggirare la legge. La stessa cosa vale per colf e badanti.
L’ispettorato del lavoro spiega al quotidiano che in queste condizioni ci sono tanti lavoratori che non possono essere controllati uno per uno. Specie se svolgono libere professioni. «Anche fermandone qualcuno per strada è impossibile essere certi che stia andando al lavoro», spiegano.
Lo stesso vale per un camionista o un architetto. Il vincolo di fiducia non può bastare. D’altro canto i conti ufficiali della struttura commissariale dicono che gli italiani tra i 30 e i 39 anni senza prima dose sono 1.205.796.
Ovvero una buona fetta della popolazione attiva, che ha scelto di effettuare i tamponi per ottenere il Green pass. Le misure attualmente in vigore sono valide fino al 31 dicembre. I controlli arrivano solo per le aziende. Ieri a Macerata sono stati identificati i carabinieri hanno contestato 20 violazioni dell’obbligo di green pass in un’azienda: oltre ad avventori e lavoratori, sanzionati anche i titolari per non aver provveduto a verificare la certificazione verde.
Il caso Sicilia
Poi c’è il caso Sicilia. Dove ci sono tra i 70 e i 90 mila lavoratori senza vaccino e senza Green pass che però lavorano regolarmente. Spiega oggi l’edizione palermitana di Repubblica che nell’Isola si parla di 180 mila persone. Ma è verosimile che siano molti di più, visto il numero più elevato di No Vax rispetto al resto del Paese.
Volendo togliere esenti dalla vaccinazione ed assenti per ferie, malattia o maternità, si arriva a 130-150 mila. Considerando i 30 mila tamponi quotidiani, mancano all’appello ogni giorno da 70 a 90 mila lavoratori senza certificato che non stanno facendo il tampone.
Tra questi ci sono professionisti in smart working, autonomi, ditte individuali e familiari che non temono verifiche. «I controlli spettano al datore di lavoro — spiegano fonti investigative — le forze dell’ordine intervengono in seguito a segnalazioni di irregolarità o nell’ambito di servizi mirati sul territorio».
(da agenzie)
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Ottobre 23rd, 2021 Riccardo Fucile
L’ACCUSA CHIEDE L’ACQUISIZIONE DI 59 DOCUMENTI CHE ATTESTANO CHE FU SEQUESTRO DI PERSONA E RIFIUTO D’ATTI D’UFFICIO
“Insistiamo sull’ammissione integrale della nostra lista testi e insistiamo per l’interrogatorio dell’imputato. Chiediamo anche l’acquisizione di alcuni documenti al fascicolo del dibattimento”. Così il procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Lo Voi, sulle richieste di prova al processo a Matteo Salvini, che ha preso il via stamattina nell’aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli.
Matteo Salvini, presente in aula e difeso dall’avvocato Giulia Bongiorno, è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso della Open Arms, la nave dell’ong spagnola che nell’agosto 2019 dopo aver salvato 147 migranti rimase in mare per giorni in attesa di poter far sbarcare i profughi.
La procura ha presentato una lista testi composta da 26 nominativi, tra cui Luciana Lamorgese, l’ambasciatore Maurizio Massari, l’attuale ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, all’epoca vice presidente del Consiglio.
Nella lista testi della procura – oltre al comandante della Open Arms, Marc Reius Creig e il capo missione Ana Isabel Montes Mier – anche l’ex premier Giuseppe Conte, e gli ex ministri Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta.
E poi, ancora, il prefetto e il questore di Agrigento, Dario Caputo e Rosa Maria Iraci; i prefetti Matteo Piantedosi (capo di Gabinetto del ministero dell’Interno), Paolo Formicola, vice capo di Gabinetto del ministero dell’Interno e Emanuela Garroni, vice capo di gabinetto vicario del ministero dell’Interno.
“Il significato di essere oggi qui è per ottenere un segnale di giustizia”, dice Oscar Camps, il fondatore e direttore della ong spagnola Open Arms, al suo arrivo al bunker di Pagliarelli.
Oscar Camps prosegue: “Salvare persone non è un delitto, ma è un obbligo non solo dei capitani, ma per gli Stati tutti. Agevolare l’individuazione di un porto sicuro, indipendentemente dalla situazione amministrativa di un Stato e dagli accordi di uno Stato, non ha nulla a che vedere con la situazione politica. E’ un atto umanitario”.
Fuori dall’aula, inizia una manifestazione di protesta dei giovani di Our Voice.
Intanto, il processo è già entrato nel vivo.
I pm chiedono al tribunale presieduto da Roberto Murgia l’interrogatorio dell’ex ministro Salvini. E poi una serie di atti che arrivano anche dal processo di Catania: i verbali di audizione dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Per l’accusa, in queste parole ci sarebbe già la prova che l’iniziativa di Salvini, nell’estate 2019, di bloccare la nave Open Arms al largo di Lampedusa con 147 migranti a bordo, configurerebbe il reato di sequestro di persona.
Salvini deve difendersi anche dalla contestazione di rifiuto di atti d’ufficio. Sono 59 i documenti che i pubblici ministeri chiedono di acquisire per sostenere l’accusa: le e-mail di Open Arms con cui si chiedeva il “Pos”, il porto sicuro, le risposte negative del Viminale, le lettere con cui Conte sollecitava Salvini a fare sbarcare i minori.
Fra i 59 documenti che la procura vuole contestare a Matteo Salvini ci sono soprattutto i certificati medici che attestano le drammatiche condizioni in cui 147 persone furono costrette a vivere a bordo della nave della ong spagnola, dal 15 al 20 agosto.
(da agenzie)
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