Febbraio 4th, 2022 Riccardo Fucile
LE TELECAMERE LO HANNO INQUADRATO
Un uomo è stato perquisito dalla polizia di Milano con l’accusa di aver attaccato un hub vaccinale allestito nel parcheggio dell’Esselunga in via Pitteri il 17 gennaio scorso.
Le telecamere della zona hanno inquadrato una persona arrivata sul posto in sella a uno scooter. Dopo aver imbrattato le mura intorno al prefabbricato dell’hub con olio esausto, l’uomo ha aggiunto benzina, cercando di appiccare le fiamme con uno stoppino.
Solo il sopraggiungere di altre due persone lo ha fatto desistere dalle sue intenzioni. Le prime indagini hanno identificato il motociclo e il giubbotto indossato dall’indagato che, con documenti di matrice No vax, è stato trovato durante la perquisizione.
Con l’analisi sincronizzata delle varie immagini acquisite dalle telecamere comunali e private, è stato individuato e seguito il percorso dello scooter dal momento in cui si è allontanato dall’hub fino alla via dove l’uomo risiede.
I poliziotti della Digos hanno quindi appurato che l’intestatario dello scooter era la stessa persona che è stata poi vista dagli investigatori mentre lavorava in nero in un’officina di riparazione automezzi, dove utilizzava l’olio esausto e delle taniche trovate in via Pitteri.
(da agenzie)
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Febbraio 4th, 2022 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA IN UN POST DALL’ITALIANO CHE LASCIA A DESIDERARE
Cinzia Leone, senatrice del M5s nonché vicepresidente della Commissione
parlamentare di inchiesta sul femminicidio, denuncia il furto del suo cappotto che sarebbe avvenuto all’interno del Parlamento. La Leone lo ha denunciato con un post pubblicato su Facebook:
“Buongiorno care e cari, scusate lo sfogo ma sono profondamente INDIGNATA su quanto mi è accaduto, al transatlantico di Montecitorio, venerdì scorso al termine della votazione del PdR”.
Un fatto “impensabile”, si sfoga l’esponente dei 5 Stelle, “in un ambiente frequentato da Senatori, Deputati, Commessi, giornalisti”.
In un italiano non proprio perfetto che viene notato da parecchi commentatori al post, la senatrice su Facebook scrive: “Premesso che in aula non è consentito entrare con il cappotto lo lasciai, giusto il tempo della votazione, su di uno dei divani nel transatlantico ebbene il cappotto non l’ho trovato laddove lo lasciai, dopo il voto, al che iniziai a controllare nei vari divani ma niente”.
Prosegue Leone: “Provo profonda tristezza poiché pur comprendendo che era un cappotto di buona manifattura e un apprezzato brand LSpagnoli, quel qualcuno lo ha RUBATO impensabile in un ambiente frequentato da Senatori, Deputati, Commessi, giornalisti”.
Passi per un errore di grammatica (tutti possono sbagliare, perfino i linguisti), ma qui le sviste sono parecchie, e alcune da matita blu.
Segni di interpunzione messi alla rinfusa, punti che mancano, preposizioni usate in modo improprio (“su” al posto del “per”), senza citare quel passato remoto che stona decisamente col contesto (e ci fermiamo qui).
Insomma, un italiano piuttosto involuto come viene sottolineato da molti commentatori in calce al post. Va bene la foga e la rabbia del momento, ma a conti fatti una rilettura al testo sarebbe stata opportuna.
(da agenzie)
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Febbraio 4th, 2022 Riccardo Fucile
CASO STRANO, I SOVRANISTI AVEVANO CHIESTO ALLA RAI DI IMPEDIRGLI L’INTERVENTO
Roberto Saviano parla di Falcone e Borsellino nel trentennale delle stragi di Capaci e Via D’Amelio sul palco dell’Ariston: “Ricordandoli li rimettiamo in vita, sentendoli battere in noi. Molti di noi ancora non c’erano quando vennero uccisi, eppure la loro storia è parte della nostra memoria collettiva. Sono simboli di coraggio. La storia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è la storia di chi sceglie di rischiare”.
Saviano ha ricordato anche Cesare Terranova, Pietro Scaglione e Rocco Chinnici, tra gli altri uomini di giustizia caduti per mano della mafia.
“Oggi vengono celebrati come eroi, ma non era così quando erano in vita: venivano accusati di spettacolarizzare il ruolo di procuratore antimafia. La scorta veniva vista come parte di una messinscena che dava fastidio a colleghi e giornalisti. Di Falcone si arrivò a dire che la borsa con 58 candelotti di dinamite trovata sotto casa sua se l’era messa lui per inscenare un tentato agguato e fare carriera”.
Il suo monologo era stato anticipato da lui stesso in un articolo sul Corriere della Sera: “Sanremo porta ricordi, odora delle cene in famiglia, della coperta che mi stringevo addosso sul divano con i piedi allungati sulle ginocchia di mio fratello. È lo spazio, come per ogni italiano, che è sempre lì, a riempire il commento, lo slancio, la critica, il giudizio, la ferocia, il motteggio, la polemica. Trent’anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Racconterò questo, racconterò anche di testimoni di giustizia. Ci tengo moltissimo al poter citare su quel palco una storia tra quelle che mi sono più care: quella di chi, scegliendo, scegliendo di prendere parte, scegliendo di assumere su di sé la responsabilità del cambiamento, si è esposta. Proverò a raccontare come Falcone e Borsellino siano riusciti non solo a fare tutto questo scegliendo la strada del coraggio, sapendo che tutti coloro che li avevano preceduti avevano pagato con la vita l’intraprendere la stessa strada. Mi piacerebbe essere all’altezza di un racconto sul coraggio, la capacità di scegliere”.
(da NetQuotidiano)
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Febbraio 4th, 2022 Riccardo Fucile
IL SUO BELLISSIMO DISCORSO: “L’UNICITA’ E’ QUELLO CHE CI RENDE SPECIALI”
“Non voglio ammorbarvi a quest’ora con parole sulla fluidità, sull’integrazione,
sulla diversità. Diversità non mi piace perché ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che proprio non mi convince”. Il monologo di Drusilla Foer alla terza serata del Festival di Sanremo è un’elogio dell’unicità, un invito ad apprezzare se stessi e le cose che ci rappresentano meglio.
“Quando verbalizzo la diversità sento sempre di tradire qualcosa che penso o sento. Le parole sono come le amanti quando non si amano più vanno cambiate subito. Un termine in sostituzione potrebbe essere unicità, perché tutti noi siamo capaci di coglierla nell’altro e pensiamo di esserlo. Per niente, perché per comprendere la propria unicità è necessario capire di cosa è composta, di cosa siamo fatti. Di cose belle: le ambizioni, i valori, le convinzioni, i talenti”.
“Ma talenti e convinzioni – prosegue Drusilla – devono essere curati. Non è facile entrare in contatto con la propria unicità ma un modo lo avrei: si prendono per mano tutte le cose che ci abitano e si portano in alto, si sollevano insieme a noi, nella purezza dell’aria, in un grande abbraccio innamorato e gridiamo: ‘che bellezza tutte queste cose sono io’. Sarà una ficata pazzesca e sarà bellissimo abbracciare la nostra unicità e a quel punto io credo che sarà più probabile aprirsi e uscire da questo stato di conflitto che ci allontana”.
La sua presenza dirompente accanto ad Amadeus ha rinnovato l’energia di un Festival che alla terza serata rischiava di diventare un qualcosa di “già visto”: “Sono una persona molto fortunata a essere qui ma vi chiederei un altro regalo: date un senso alla mia presenza su questo palco e tentiamo il vero atto rivoluzionario, che è l’ascolto, di se stessi e degli altri”.
“Promettetemi che ci doneremo agli altri – ha concluso – che accogliamo il dubbio anche solo per essere certi che le nostre convinzioni non siano solo delle convenzioni. Facciamo scorrere i pensieri in libertà e senza pregiudizio e senza vergogna. Facciamo scorrere i sentimenti con libertà e liberiamoci dalla prigionia dell’immobilità. Immaginate se il mondo non ruotasse e fisso stesse, se tutto il buio fosse nero pesto”.
(da NetQuotidiano)
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Febbraio 4th, 2022 Riccardo Fucile
9 MILIONI E 54% DI SHARE
Dopo il record di ieri, con una seconda serata che non si vedeva dai tempi di Pippo Baudo (era il 1995) e uno share che supera il 55%, la terza serata ha raccolto 9 milioni 360 mila, pari al 54.1% di share.
Per far un confronto l’anno scorso la terza serata del festival – dedicata alle cover – aveva ottenuto in media 7 milioni 435 mila spettatori pari al 44.4% di share. Amadeus quindi prosegue la serie positiva di risultati, con 10 punti di share più rispetto allo scorso anno.
Lo show ha convinto grazie alla presenza di Drusilla Foer, co-conduttrice accanto ad Amadeus, che è piaciuta al pubblico con la sua ironia e arguzia, il monologo di Roberto Saviano che ha parlato di Falcone e Borsellino e di antimafia, la presenza di Cesare Cremonini che ha trasformato l’Ariston nei portici di Bologna. La classifica complessiva di fine serata premia al momento Mahmood e Blanco.
La prima parte della serata di ieri, dalle 21.30 alle 23.42, è stata seguita da 12.849.000 spettatori con il 53,2%, mentre la seconda, dalle 23.46 all’1.46, ha ottenuto 5.455.000 con il 56,8%. Il picco di ascolto è stato registrato alle 21.46 con 14 milioni 790 mila spettatori nel momento in cui Amadeus presentava Irama.
Il picco in share, pari al 59.9%, è stato raggiunto all’1.43 e all’1.44, al momento della lettura della classifica di fine serata.
Durante la terza serata i contatti complessivi – che indicano quanti spettatori si sono sintonizzati almeno per un minuto con il festival – sono stati 24 milioni 981 mila, oltre 2 milioni in più rispetto all’anno scorso e in linea con la seconda serata del festival, a testimonianza di un interesse costante da parte del pubblico.
(da agenzie)
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