Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
UFFICIALIZZATA LA CANDIDATURA DI MICCICHE’
Era nell’aria da tempo e alla fine è arrivata ieri nel tardo pomeriggio anche l’ufficialità: Gianfranco Miccichè sarà il candidato presidente alle prossime elezioni regionali in Sicilia. Lo si legge in una nota del Gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea regionale Siciliana, nella quale si aggiunge che Micciché “ha accolto la proposta, riservandosi di decidere soltanto dopo aver sentito il presidente Renato Schifani e soprattutto il presidente Silvio Berlusconi”.
Un primo passo verso le prossime elezioni segnate di rosso sul calendario. E non solo perché andrà al voto una regione importante come la Sicilia, ma anche perché di fatto dopo le elezioni del Quirinale i rapporti tra i singoli partiti sono cambiati, con alcune forse (vedi Lega e Movimento cinque stelle) che certamente non vivono il loro momento migliore. E dunque proprio la Sicilia potrebbe diventare un laboratorio politico importante per le future alleanze anche su scala nazionale.
INTERLOCUZIONI IN CORSO
Non è un mistero, d’altronde, che Forza Italia da tempo ha avviato rapporti e interlocuzioni soprattutto con Italia viva. Il viceré di Silvio Berlusconi in Sicilia è sempre stato il primo sponsor dell’approdo di Matteo Renzi a destra. A cominciare dall’ormai famosa cena in una nota enoteca di Firenze col leader d’Italia viva.
“Quella cena nulla c’entrava con le alleanze tra partiti – dice oggi Miccichè – Io non ho il compito di decidere se stare o no in coalizione con Renzi. Non sono andato lì a chiudere accordi di coalizione, ma per altri motivi: quello dei ragazzi di Sicilia Futura che avevano un accordo con Italia Viva, e che stavano spostando il loro interesse verso Forza Italia, dunque come fare una operazione politica del genere senza fare danno a Iv”.
Sarà anche vero, ma è altrettanto che la possibilità che Italia viva entri in un’ipotetica coalizione di centrodestra è sul piatto. Anzi: non sono pochi coloro che ritengono che in realtà Forza italia starebbe provando a convincere anche i dem regionali. Esattamente come quelli con Letta, non sono un mistero – almeno a leggere le cronace che locali – anche gli incontri tra Miccichè e il segretario del Partito democratico sull’isola, Anthony Barbagallo.
Incontri durante i quali si è parlato, per stessa ammissione dei due protagonisti, delle elezioni regionali e, già che ci siamo, anche delle prossime elezioni comunali a Palermo. Un’ipotesi quella di un’intesa tra Forza Italia e Pd che, ovviamente, è fortemente osteggiata dalla segreteria nazionale e da Enrico Letta in primis, considerando soprattutto che la cosa sarebbe malvista dal Movimento cinque stelle.
E I CINQUE STELLE?
Altro tema ruota attorno proprio a loro: i pentastellati. Difficile oggi capire quali saranno le sorti del Movimento e dunque è ancora più complicato capire quali saranno le eventuali alleanze, semmai ci saranno. Per ora l’unico nome è quello dell’europarlamentare M5S, Dino Giarrusso, che il mese scorso aveva annunciato di essere pronto a partecipare alle primarie. Un problema, questo, per i Cinque stelle ma anche per il Pd. In casa dem, infatti, si comincia a ragionare su quali potrebbero essere gli eventuali alleati in una coalizione forte a tal punto da riconquistare l’Assemblea ragionale.
Ed è anche qui la ragione per cui si comincia a guardare anche alla possibilità di un’alleanza con un’area moderata, purché questa – rivelano fonti locali – sia totalmente estranea a Fratelli d’Italia e Lega. Insomma, per il momento Forza Italia resta nel guado e ragiona sul da farsi. Essendo consapevole che la Sicilia sarà un laboratorio per l’Italia intera.
(da La Notizia)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
UN INSULTO A 369 VITTIME
Il Senato non ha approvato l’emendamento con cui veniva proposta la creazione di
un fondo da destinare alle famiglie dei medici deceduti a causa del Covid.
A renderlo noto è Filippo Anelli, il presidente della Federazione ordini dei medici (FNOMCeO): «La mancata approvazione di questo emendamento è un’occasione persa – ha detto -. L’occasione di dimostrare gratitudine ai medici che hanno dato la loro vita per continuare a curare durante la pandemia. Invitiamo il Parlamento a una riflessione. Dispiace che non si siano trovati i fondi per poter dare un ristoro a queste famiglie che, in molti casi, sono anche rimaste prive dell’unica fonte di sostentamento e alle quali sono negati indennizzi Inail».
Nei mesi più critici della pandemia, sul portale della FNOMCeO è stato costantemente aggiornato il numero di medici morti per Covid-19, che è arrivato a 369.
L’ultimo decesso è stato segnato il 10 febbraio del 2021: si tratta di Lino Budano, medico di Medicina generale. Il primo è stato Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei medici di Varese. È morto per le conseguenze del Covid-19 l’11 marzo del 2020.
(da agenzie)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
I COMPONENTI ELETTIVI TORNANO A ESSERE TRENTA, PER LE CANDIDATURE NON SONO PREVISTE LISTE… CAMBIANO LE REGOLE CON CUI VERRANNO NOMINATI I MAGISTRATI DESTINATI A INCARICHI DIRETTIVI E SEMIDIRETTIVI
Il Consiglio dei ministri dell’11 febbraio ha approvato gli emendamenti al disegno di legge in discussione in Parlamento per la riforma della giustizia.
Riforma del Consiglio superiore della magistratura e maggiori restrizioni per le toghe che assumono incarichi politici o amministrativi: sono i due punti cardine del nuovo capitolo sulla riforma della giustizia (il terzo dopo i primi due dedicati al processo penale e al processo civile)
IL PLENUM DEL CSM
I componenti elettivi dell’organo di autogoverno tornano a essere trenta: venti togati scelti dai magistrati e dieci dal Parlamento, come era prima della riforma del 2002. Tra i togati due saranno giudici di Cassazione, tredici giudici di merito e cinque pubblici ministeri Il sistema elettorale per i magistrati cambia e diventa misto: quattordici consiglieri saranno scelti con il sistema maggioritario basato su collegi binominali, e verranno eletti i primi due per ogni collegio.
Il quindicesimo (un pm) sarà il terzo più votato da individuare attraverso un calcolo ponderato, tenendo conto delle percentuali del bacino elettorale nei diversi collegi. I rimanenti cinque saranno invece scelti tra i giudici con un sistema di voto proporzionale su base nazionale.
Per le candidature non sono previste liste, ma ci si baserà su presentazioni individuali, senza necessità di raccogliere firme a sostegno, e per i cinque giudici da eleggere con il proporzionale ci potranno essere collegati tra candidati, ma non sarà obbligatorio.
MAGISTRATURA
Cambiano anche le regole con cui Il Csm continuerà a nominare i magistrati destinati a incarichi direttivi e semidirettivi. Sarà obbligatorio procedere in ordine cronologico rispetto alle sedi vacanti, per evitare lunghe attese per procedere alle cosiddette “nomine a pacchetto”, cioè la spartizione di più posti tra le diverse correnti, con l’audizione di candidati. Il criterio dell’anzianità dovrà essere “residuale” rispetto alla valutazione del merito e delle attitudini per ciascun posto da ricoprire.
Sarà vietato esercitare contemporaneamente le funzioni giurisdizionali, nonché quelle legate a incarichi elettivi e governativi, come invece può accadere oggi; il divieto riguarderà sia le cariche elettive nazionali che locali.
I magistrati che sceglieranno di presentarsi alle elezioni non potranno farlo nelle regioni in cui hanno esercitato la funzione di giudice o di pubblico ministero nei tre anni precedenti (non sarà più possibile, quindi, ciò che è accaduto alle ultime elezioni comunali a Napoli, dove il sostituto procuratore generale Catello Maresca s’è candidato sindaco).
Al rientro dal mandato elettorale i magistrati non potranno più svolgere alcuna funzione giurisdizionale, ma saranno collocati fuori ruolo presso il ministro della Giustizia o altre amministrazioni. Questa norma varrà anche per chi rientra da incarichi di governo non elettivi.
Per chi si candida e non viene eletto ci sarà un periodo di “moratoria” di tre anni lontano dalle funzioni giurisdizionali prima di tornare a esercitarle; la stessa cosa accadrà per chi viene chiamato a ricoprire incarichi apicali presso i ministeri, con il ruolo di capo di gabinetto, segretario generale o capo dipartimento.
(da agenzie)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
SUI SOCIAL SONO PARTITI GLI SFOTTO’
Torna a far parlare di sé Marjorie Taylor Greene, la deputata repubblicana nota per le
sue posizioni ultraconservatrici, ultracristiane e molto vicine alla teoria del complotto Qanon.
Questa volta, l’esponente vicina a Donald Trump è stata protagonista di una clamorosa gaffe durante un feroce attacco a Nancy Pelosi, la speaker della Camera, e alla Commissione che indaga sull’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.
Marjorie Taylor Greene, deputata cospirazionista della Georgia, prima ha paragonato la carceri di Washington ai gulag, poi ha provato a paragonare la polizia che indaga sui membri del Congresso alla Gestapo, la forza di polizia segreta della Germania nazista. Qui, però, c’è stata una certa confusione, perché la deputata ha scambiato la Gestapo con il gazpacho, nota zuppa di pomodoro fredda.
«Abbiamo la ‘polizia gazpacho’ di Nancy Pelosi che spia i membri del Congresso, spia il lavoro che svolgiamo, spia il nostro personale e i cittadini americani che vogliono venire a parlare con i loro rappresentanti», la dichiarazione di Marjorie Taylor Greene durante un’intervista televisiva.
(da agenzie)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
E’ CAPITATO MALE: LEI E’ CAMPIONESSA DI MUAY THAI… UN ALTRO CHE NON ROMPERA’ PIU’ I COGLIONI
In Thailandia, un uomo di 35 anni, indispettito dal fatto che la ragazza che stava corteggiando aveva rifiutato le sue avances, le ha versato in testa un boccale di birra. Ma la ragazza, campionessa di Muay thai, non si è lasciata intimorire. Si è alzata in piedi per inseguirlo e, una volta raggiunto, gli ha assestato una serie di calci e pugni che non dimenticherà facilmente.
Chainarong Mareejang era stato a chiacchierare qualche minuto con Pareploy Saeaia, 25 anni, davanti a un banchetto che preparava street food, ma quando infine le aveva chiesto il numero di telefono lei aveva preferito glissare. Così, andando via, Chainarong è passato accanto alla ragazza, seduta con gli amici, e le ha rovesciato in testa l’intero bicchiere di birra.
A quel punto Pareploy si è alzata in piedi e gli ha urlato: «Combattimi se sei così duro!» e mentre lui indietreggiava lei ha iniziato ad assestargli calci e pugni, mentre gli amici cercavano di calmarla. Nel video si vede che Pareploy non si dà pace e mentre lo rimprovera continua a picchiarlo.
Una volta emersi i video, il ragazzo è stato licenziato ed entrambi sono stati coinvolti in un’indagine della polizia e multati. I due hanno dovuto scusarsi l’uno con l’altro alla stazione di polizia locale.
(da Daily Mail)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
“PROVOCAVAMO SEMPRE DI PIU’ PERCHE’ SAPEVAMO CHE LE PERSONE VOLEVANO SENTIRE COSE FORTI”… QUANTI POLITICI CRIMINALI HANNO FATTO LA STESSA COSA ?
Pasquale Bacco, ex esponente No vax, torna a parlare di Covid, e lo fa rivolgendosi a quanti continuano a negare la pericolosità del virus.
«Credo che noi che siamo saliti su quei palchi qualche morto sulla coscienza ce l’abbiamo», dice al Corriere del Mezzogiorno Bacco, che già a novembre metteva in guardia dalla pericolosità del Covid.
«Siamo stati dei grandi codardi tutti noi No vax. Andavamo nelle piazze e quando parlavamo sapevamo che le persone volevano sentire cose forti. Quindi provocavi sempre di più. E allora via con: “Nei vaccini c’è acqua di fogna”, “le bare di Bergamo erano tutte vuote”, “con il Covid non è morto nessuno”».
«Siamo stati veramente dei grandissimi bastardi, non mi nascondo, questa è la verità – continua il medico accusato in passato di negazionismo -. Un giorno dovremmo rendere conto di queste cose. Purtroppo. Per questo ho chiesto perdono a tutti ma quel perdono non serve a nulla».
Bacco, fondatore dell’associazione L’Eretico che l’ha poi ripudiato – racconta di avere cambiato idea sul Covid «quando ho visto morire un ragazzo di 29 anni di Covid. Aveva nel telefonino i video dei miei comizi sui palchi No vax. La famiglia mi disse che era un mio fan. Non me lo dicevano con rabbia anzi, e questo mi ha fatto ancora più male. Quella morte me la sento come una mia colpa».
(da agenzie)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
ERA PRONTO AD ANDARE IN TOUR NELLE PARROCCHIE
Don Emanuele Personeni, prete noto per le sue tesi No vax, è stato sospeso dal vescovo di Bergamo alla vigilia di un tour che lo avrebbe portato a diffondere le sue idee in svariate altre parrocchie in Italia.
Il religioso è stato esonerato da ogni incarico pastorale dal vescovo di Bergamo, Francesco Beschi perché con un’iniziativa non condivisa e non autorizzata ha di fatto già abbandonato il suo ruolo.
Il sacerdote svolgeva il suo incarico nella Bergamasca, ad Ambivere e a Mapello, e stava per intraprendere un tour in parrocchie di tutta Italia. Inoltre, secondo quanto scritto dai quotidiani, con alcuni altri preti aveva diffuso un opuscolo dal titolo ‘Covid 19, i conti non tornano’, aveva animato social, e lanciato raccolte fondi per rimborsare i tamponi ai No vax.
Don Matteo Cella, curato di Nembro, nei giorni scorsi gli aveva scritto una lettera: «Non venire a Nembro, non saremo neutrali».
(da agenzie)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
IL DURO ATTACCO A PIAZZAPULITA
È scontro totale a PiazzaPulita tra il dottor Paolo Mezzana, medico chirurgo
specializzato in in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, e la giornalista di “controinformazione” Maddalena Loy.
“Questa cosa della decisione politica della vaccinazione ai bambini mi turba tantissimo”, dice Mezzana. “I nostri colleghi della società italiana di pediatria hanno pubblicato un documento condiviso che dice ‘vaccinate i vostri figli’. Io da medico sento i miei colleghi più esperti e li vaccino. Non è una scelta politica, lo abbiamo fatto prima degli altri, alcuni non l’hanno fatto, forse noi avremo meno sindromi long covid. Ma non è una scelta politica”.
Nelle considerazioni finali il documento in questione spiegava: “Nel complesso, ci sentiamo di raccomandare la vaccinazione nei bambini tra 5 e 11 anni, in quanto capace di prevenire casi severi, sia pur rari, dovuti direttamente al virus o alle sue complicanze infiammatorie, di ridurre disagi per gli stessi bambini e le loro famiglie e di aumentare in generale i loro gradi di libertà. La raccomandazione è ancora più forte se il bambino soffre di patologie croniche, e se convive o ha contatti stretti con adulti anziani o fragili”.
La replica di Loy: “Scusi dottore ma se Ema non raccomanda la vaccinazione dei 12enni fino ai 15 anni, permette che io mi faccia qualche domanda?”. Ma la giornalista non lascia rispondere Mezzana, che inizia a spazientirsi: “Vuole avere ragione lei che non è vaccinata. Io ho vaccinato mio figlio di 7 anni e ho rischiato di essere linciato in piazza per colpa di persone come lei che continuano ad asserire tesi sbagliate, che mettono nella testa degli italiani tesi sbagliate”.
“Ma non sono delle tesi, non si può parlare di cattivi maestri su questo tema così delicato”, controbatte Loy, che si vede rispondere da Mezzana prima che il conduttore Corrado Formigli lanci la pubblicità: “Sono argomenti senza fondamento, per parlare di certe cose si parla con i medici”.
(da NetQuotidiano)
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Febbraio 11th, 2022 Riccardo Fucile
“VIENI A DIRMELO IN FACCIA”
Attraverso le storie di Instagram, Federica Pellegrini ha mandato una risposta a distanza a chi ha affisso sul lungomare di Jesolo alcuni cartelli che contengono insulti nei suoi confronti come “tr**a” e “campionessa olimpica di arroganza e mitomania”. “Non fate vedere questi video ai bambini – ha detto l’atleta azzurra su social – perché devo dire delle parolacce. Su arroganza e mitomania non ho nulla da dire, sono dei pensieri anche se non penso di esserlo ma ci può stare. Sulla tr… invece no. È una presa di posizione invidiosa e rancorosa e mi faccio due grosse risate, però mi dispiace e spero che ci sia qualche telecamera ma solo per vederlo o vederla in faccia. Perché non sei venuto a dirmelo in faccia che sono una tr…? Anche se sono donna posso controbattere”.
Pellegrini ha poi ringraziato il governatore del Veneto Luca Zaia, il comune di Jesolo “e tutti quelli che mi hanno espresso solidarietà per questo brutto episodio”. Il sistema di video-sorveglianza della zona potrebbe fornire dettagli utili a identificare gli autori del gesto. Le indagini sono già partite, così come un pronto intervento dei dipendenti di Jesolo Patrimonio ha permesso la rimozione delle scritte apparse all’altezza di Piazza Marina.
“L’inciviltà non risparmia nessuno, nemmeno una campionessa dello sport e della vita, alla quale rivolgo la mia totale solidarietà”, ha detto il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha parlato di “bruttissimo gesto, oltre che un reato che non va assolutamente derubricato a goliardata”.
“Federica Pellegrini è un simbolo di impegno, costanza, abnegazione e passione”, commenta il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia. “Tutti i successi che ha ottenuto nella sua carriera da nuotatrice – aggiunge – e l’apprezzamento che ha ricevuto anche nei ruoli che ha ricoperto, e sta ricoprendo, fuori dalla vasca, sono tutti meritati”.
(da agenzie)
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