Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
AVEVA DETTO CHE SAREBBE ANDATO A LEOPOLI MA SI E’ GIA’ CACATO SOTTO
Matteo Salvini è al lavoro per organizzare una missione in Polonia, vicino al confine con
l’Ucraina. E’ quanto ha anticipato lo stesso segretario leghista ai parlamentari, riuniti stamane.
L’organizzazione del viaggio nella zona dove stanno confluendo le migliaia di profughi in fuga dall’Ucraina sarebbe a buon punto e la missione dovrebbe svolgersi tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima.
Questo è quanto avrebbe comunicato Matteo Salvini ai suoi parlamentari, nel corso dell’incontro di questa mattina al teatro Umberto di Roma.
In una recente conferenza stampa, l’ex ministro degli interni aveva avanzato l’ipotesi di andare in Ucraina per “frapporsi tra le bombe e il popolo, tra il popolo e i missili“, auspicando un marcia della pace, “magari lanciata dal Santo Padre”.
Niente più Leopoli, ora al massimo si va in Polonia, non si sa mai che l’amico Putin faccia qualche scherzo…
(da Globalist))
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
COSÌ L’ECONOMISTA ALEXANDER BUTMANOV HA MESSO IN SCENA UNA SINGOLARE PROTESTA IN DIRETTA TV: UN BEL BRINDISI AL CROLLO DEI MERCATI FINANZIARI – LA FACCIA ALLIBITA DELLA CONDUTTRICE SPIEGA BENE IL CLIMA CHE SI RESPIRA DA QUELLE PARTI
Un “suicidio” in diretta sulla tv russa. Alexander Butmanov, economista, ha letteralmente brindato alla morte della Borsa di Mosca per effetto delle sanzioni occidentali contro il presidente Vladimir Putin a seguito della invasione in Ucraina.
Una “bomba nucleare finanziaria” che per ora colpito pesantemente gli oligarchi e il presidente, ma che presto travolgerà i comuni cittadini russi per effetto di inflazione, debito pubblico e deprezzamento del rublo.
La scena, di per sé comica, rivela però il malessere che in ampie fette della popolazione russa sta crescendo per la folle campagna bellica del Cremlino contro i “fratelli ucraini”.
Una preoccupazione che, è la speranza di molte segreterie occidentali, potrebbe portare a una sorta di “golpe bianco” contro Putin. Per il momento, però, a rischiare di più sarà probabilmente Butmanov, per la sua plateale provocazione contro il regime.
E la faccia della giornalista conduttrice seduta accanto a lui, che lo guarda con gli occhi sbarrati in un misto di stupore e terrore, la dice lunga sul clima che si respira ancora a Mosca.
Tutto è andato in scena il 2 marzo sul canale YouTube di RBC Investments. Butmanov, fondatore del club di investimento Soyuzniki ed esperto di strategie azionarie, è ospite dello speciale Trading in a New Way dedicato al trading.
L’esperto prima saluta la presentatrice Elina Tikhonova anticipando che non avrebbe detto “buon pomeriggio”. Quando la padrona di casa gli chiede perché, Butmanov sottolinea ovviamente gli indicatori di una crisi finanziaria epocale.
Alla domanda se sarebbe rimasto o meno nella professione, sfodera il colpo di scena: “Lavorerò come Babbo Natale, come 25 anni fa”. Quindi da sotto al tavolo estrae una bottiglia di acqua frizzante e brinda alla “morte” del mercato azionario.
La Tikhonova prende le distanze: “Non intendo commentare in alcun modo questo flash mob”. “Mando i miei saluti a Sergei Usichenko – ha concluso imperterrito Butmanov – che ha bevuto 13 anni fa fino alla morte del mercato azionario. Oggi bevo soda. Caro mercato azionario, ci eri vicino, interessante. Riposa in pace, caro compagno”.
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
BLOCCATI IN FRANCIA E IN GERMANIA PRIMA CHE FUGGISSERO
Nella notte in Francia è stato sequestrato lo yacht dell’oligarca russo Igor Sechin,
amministratore delegato di Rosneft, compagnia petrolifera di proprietà in maggioranza del Cremlino e con sede a Mosca.
A rendere noti i fatti è stato il ministero dell’Economia di Parigi in una nota. Jean-Yves Le Drian, titolare del dicastero, ha riferito che l’operazione rientra nelle sanzioni mirate decise dall’Unione europea.
La lussuosa imbarcazione di 86 metri – che si chiama “Amore Vero” – era arrivata a La Ciotat, in Provenza, tra Marsiglia e Tolone, lo scorso 3 gennaio, e sarebbe dovuta restare lì fino ad aprile per alcune riparazioni.
“Al momento del controllo – riferiscono fonti di governo – lo yacht stava prendendo delle disposizioni per salpare in tutta fretta senza aver completato i lavori di manutenzione previsti”.
Al termine del controllo da parte delle Dogane francesi “è stato osservato che questo tentativo di uscita dalle acque territoriali francesi costituiva una infrazione alle sanzioni dell’Ue”. Pertanto la nave è stata sequestrata – osserva il ministro dell’Economia Bruno Le Maire – e ringraziamo le Dogane per questo sequestro realizzato nell’ambito dell’entrata in vigore delle sanzioni dell’Ue nei confronti della Russia”.
Una notizia simile era arrivata a Amburgo, dove le autorità tedesche hanno sequestrato sempre in mattinata uno yacth da 600 milioni all’oligarca Alisher Usmanov, che l’Unione europea aveva segnalato in quanto “vicino a Putin”. L’oligarca è diventato miliardario grazie alle attività della Metalloinvest, società mineraria e metallurgica russa specializzata nella produzione di acciaio. Fino al 2018 è stato anche titolare del 30% della squadra di calcio inglese dell’Arsenal. Usmanov ha rapporti anche con l’Italia: possiede una casa in Sardegna, diverse altre ville sparse a sud e a nord di Porto Cervo, dove ha fatto costruire a sue spese un molo solo per permettere al suo mega yacht di attraccare.
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
E’ SUCCESSO A MELITUPOL, NEL SUD DEL PAESE, E A KUPIANSK, VICINO KHARKIV
Ucraini furiosi sono stati filmati mentre urlavano “invasori, assassini” e bloccavano un convoglio dell’esercito – mentre un soldato russo sparava colpi di avvertimento in aria. Un secondo video mostrava un altro gruppo di ucraini senza paura che saltava su un veicolo militare russo mentre sventolava bandiere blu e gialle
I filmati sono emersi mentre le forze di Mosca continuano la loro invasione del paese, e soldati e cittadini ucraini resistono ferocemente contro l’esercito di Vladimir Putin.
Il primo video mostra 30 ucraini che affrontano un convoglio militare russo composto da almeno sei veicoli a Melitupol, nel sud del Paese, fermando l’avanzata della colonna. I coraggiosi uomini e donne affrontano imperterriti la mitragliatrice armata da un russo che esce dal 4×4 dirigendosi verso il convoglio e li minaccia con l’arma prima di sparare in aria.
I manifestanti fermano il convoglio militare russo a mani nude e lanciano imprecazioni contro i soldati invasori. Nel video si sentono ucraini furiosi che marchiano i russi come “invasori” e “assassini” prima che una truppa armata spari in aria per avvertire i manifestanti di lasciare la strada.
Ma gli ucraini si rifiutano di fare marcia indietro e il soldato russo torna di nuovo nel suo veicolo blindato 4×4, che lampeggia con luci blu. Un camion blindato si avvicina quindi ai manifestanti ucraini in quello che sembra essere un tentativo di costringerli a fare marcia indietro, ma i cittadini senza paura tengono duro.
Nel filmato si vedono diverse persone cercare di spingere fisicamente indietro il camion mentre avanza suonando il clacson nel tentativo di liberare la strada ai sei veicoli contrassegnati con Z che aspettano dietro.
I manifestanti vengono infine respinti dal veicolo russo, che riesce a costringerli a lasciare la strada, anche se gli ucraini continuano a lanciare insulti agli uomini di Putin mentre avanzano.
Un secondo filmato da Kupiansk, vicino alla seconda città più grande dell’Ucraina, Kharkiv, sembra mostrare almeno 30 ucraini che corrono e saltano su un veicolo blindato russo, con un uomo che tenta di sfondare il parabrezza.
Il 4×4 sembra farsi largo tra la folla, allontanandosi dai manifestanti furiosi, molti dei quali sventolano bandiere ucraine, e spingendone diversi a terra.
Due coraggiosi ucraini sono stati filmati la scorsa settimana mentre cercavano di bloccare da soli l’avanzata di un convoglio militare russo, in scene che ricordano il “tank man” di piazza Tienanmen che bloccava le forze cinesi nel 1989.
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
IL FATTORE TEMPO GIOCA CONTRO PUTIN
Quanto durerà la guerra in Ucraina? Dopo sette giorni dall’inizio dell’invasione russa le
operazioni militari di Mosca sono diventate più estese e distruttive.
Vladimir Putin ha conquistato la città di Kherson e stanotte i bombardamenti a Kiev sono i più estesi dall’inizio della guerra secondo gli inviati dei media.
Il motivo della recrudescenza è facile da comprendere: la Russia non si aspettava tutta questa resistenza da parte dell’esercito e del popolo ucraino. Nei piani di Putin c’era la classica guerra-lampo, tanto che lo Zar si aspettava di entrare a Kiev entro 48 ore dall’inizio delle ostilità. Invece è andata diversamente. Ecco perché oggi i piani dei russi stanno cambiando.
Come? In primo luogo va segnalato che oltre alla resistenza ucraina anche le difficoltà logistiche hanno rallentato Mosca.
Ma, racconta oggi il Corriere della Sera, gli aggiustamenti sono già in corso. Una relazione dell’intelligence degli Stati Uniti indirizzata ai deputati e ai senatori Usa e datata 28 febbraio sosteneva che ai russi serviva un’altra settimana per stringere d’assedio Kiev. Poi ci vorrà un mese per far cadere la Capitale.
E altre 4 o 6 settimane per prendere il controllo dell’intero paese.
Ma il fattore tempo continuerà a essere importante anche se alla fine Mosca dovesse davvero prendere Kiev entro la fine di marzo o l’inizio di aprile. E questo perché il conflitto, secondo i funzionari della Difesa Usa, potrebbe durare altri dieci o venti anni.
C’è da sottolineare che non si tratta di un conto lineare. Perché le armi dell’Occidente a Zelensky possono permettere all’Ucraina di resistere ancora più a lungo. O, peggio (per i russi), organizzare una resistenza anche dopo la conquista.
Ora però la domanda è: quanto può resistere invece Putin? Il Dipartimento del Tesoro Usa sostiene che le sanzioni avranno effetto nel tempo. Non si parla di un orizzonte temporale di mesi ma di anni, forse decenni.
E bisogna anche pensare che probabilmente le stesse sanzioni potrebbero avere la necessità di essere affinate e targettizzate ulteriormente. Il blocco delle forniture tecnologiche invece punta a fermare l’esercito russo.
Un potere che scricchiola
D’altro canto c’è davvero la possibilità concreta che il sistema delle sanzioni e le spese di guerra portino la Russia verso la bancarotta. «Presto il suo unico asset, gli idrocarburi, non varrà nulla. Li venderanno a Cina e Corea del Nord a prezzi più bassi. Putin sta distruggendo la Russia», ha detto ieri Davide Serra di Algebris.
La Banca Centrale russa ha già dovuto raddoppiare il tasso di sconto per frenare la fuga di capitali. Il crollo del rublo accelererà la perdita di potere d’acquisto dei russi. E il potere di Putin potrebbe cominciare a scricchiolare.
Quello che si vede da fuori è relativamente poco: qualche segnale di preoccupazione dagli oligarchi un tempo fedeli e le manifestazioni pacifiste represse con arresti. Ma dentro la situazione potrebbe essere diversa.
Un tweet di Anonymous ha fatto sapere che le informazioni sull’attentato nei confronti del presidente Zelensky che sarebbe stato sventato dall’intelligence ucraina sono arrivate dal Russian Federal Security Service (FSB). Se questo è vero, significa che anche al Cremlino c’è chi non ha alcuna fretta di concludere la guerra in Ucraina. E non ha alcuna intenzione di aiutare Putin nella sua guerra lampo. Perché il fattore tempo oggi conta più di tutti.
(da Open)
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
IL BATTAGLIONE HA PUBBLICATO UNA SERIE ISTRUZIONI DI GUERRIGLIA PER LA POPOLAZIONE … SE I RUSSI ENTRANO IN CITTA’ QUELLI DELLA AZOV PRONTI A SCATENARE UN INFERNO
La resistenza ucraina a Mariupol conta molto sull’agguerrito Battaglione Azov, formato da 2500 uomini, fra nazionalisti ucraini e volontari stranieri di estrema destra, comandato da Denys Prokopenko.
L’Azov ha diffuso su internet istruzioni di guerriglia per la popolazione che danno un’idea delle tattiche: «Bloccare le strade percorse dai mezzi di rifornimenti russi con alberi, reti, cancelli, dar fuoco ai boschi. Chi ha armi con visori ottici può mirare, a distanza senza uscire allo scoperto, alle ruote dei veicoli russi per fermarli. Ingannate il nemico bruciando pneumatici e paglia per far fumo e dar l’impressione che ci siano già stati bombardamenti nel villaggio».
Anche se noto come “battaglione” ha le dimensioni di un reggimento che comprende due battaglioni di fanteria, un battaglione carri e vari plotoni specializzati, fra cui uno per la «difesa chimica, biologica, nucleare e radiologica».
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
LE IMMAGINI SCIOCCANTI DI UN PADRE CHE PIANGE SUL CADAVERE DEL FIGLIO A MARIUPOL: LA CITTÀ DELL’UCRAINA SUDORIENTALE È SOTTO ATTACCO CONTINUO DA PIÙ DI UN GIORNO. MANCANO ACQUA, ENERGIA ELETTRICA, RISCALDAMENTO. E PRESTO I RUSSI TAGLIERANNO ANCHE I RIFORNIMENTI DI CIBO
E meno male che Putin non colpisce i civili! Nelle ultime ore i bombardamenti russi si
sono intensificati, e colpiscono scuole, ospedali, edifici residenziali.
Sui media di tutto il mondo stanno rimbalzando alcune immagini scioccanti da Mariupol, come quella di Serhii, un uomo che piange sul cadavere del figlio teenager, Iliya, all’interno di un reparto maternità convertito in un ospedale da campo della città dell’Ucraina sud-orientale.
Sono centinaia i civili morti a Mariupol , che è sotto bombardamento costante da più di 24 ore: mancano acqua, energia elettrica e riscaldamento, e, secondo quanto sostiene il governo ucraino, presto i russi taglieranno anche i rifonimenti di cibo. Le persone non possono scappare perché le ferrovie sono saltate in aria e le strade bloccate. Nel frattempo Putin ha bombardato anche una scuola a Chernihiv, nel nord ovest del paese, e sta preparando lo sbarco a Odessa.
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
VADA A FARLE IN RUSSIA, MA NON HA LE PALLE
Parole, parole, parole.
La missione di pace annunciata ieri, davanti alle telecamere, da Matteo Salvini sembra essere lodevole. Ma il leader della Lega ha citato due enti che, da sempre, agiscono per la pace nel mondo e per aiutare tutte le persone in difficoltà per colpa della guerra (come quella in Ucraina) e delle carestie: Caritas e Comunità di Sant’Egidio.
L’ex ministro, infatti, ha detto di averli già contattati, ma nel giro di 24 ore sono arrivate già le smentite da parte di tutti.
“Sto ragionando con l’ambasciata italiana, la Caritas e Sant’Egidio”, aveva detto mercoledì Matteo Salvini facendo riferimento ai suoi contatti – anche con il premier polacco – per l’organizzazione di una manifestazione di pace in Polonia a cui avrebbe partecipato in prima persona.
Ma oltre alla stampa, ha avvisato realmente i diretti interessati? Secondo quanto riportato da fonti citate da Il Fatto Quotidiano, la risposta è “no”.
“Alla Caritas nessuno ha parlato con Salvini”, fanno sapere dagli uffici dell’organismo pastorale della Cei. “Non conosciamo il merito della proposta e quindi non possiamo esprimerci”.
Avrà parlato almeno con la Comunità di Sant’Egidio, potrebbe pensare qualche sprovveduto ottimista. E invece: “Nessuno ha parlato con Salvini, non ne sappiamo niente”.
Insomma, nessuno dei due enti ha mai ricevuto alcuna comunicazione, neanche per via indiretta, dal leader della Lega per l’organizzazione di questa manifestazione di pace in Ucraina, con la sponda (presunta, a questo punto) anche della Polonia.
Enti citati a loro insaputa
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2022 Riccardo Fucile
TIME, ECONOMIST, CORRIERE DELLA SERA CON LA BANDIERA AZZURRA E GIALLA A TUTTA PAGINA
La solidarietà dei media italiani e di tutto il mondo verso l’Ucraina si esplicita oggi con le
scelte che alcuni quotidiani hanno fatto per quanto riguarda la copertina.
Il Corriere della Sera riveste il suo giornale con una bandiera dell’Ucraina realizzata a chiazze dal pittore Mimmo Paladino, tra i principali esponenti della Transavanguardia italiana, movimento artistico teorizzato e promosso da Achille Bonito Oliva.
Sul retro una citazione di Volodymyr Zelenzky: “Abbiamo dimostrato che siamo come voi. Mostrateci che siete al nostro fianco, che non ci abbandonate”.
All’interno un editoriale del direttore del quotidiano, Luciano Fontana, dal titolo “Perché siamo tutti ucraini”.
In Italia un’operazione simile era stata fatta dal Foglio: il giornale diretto da Claudio Cerasa aveva mostrato in prima pagina nell’edizione del 25 febbraio, all’indomani dell’invasione di Putin, una bandiera “alla rovescia” dell’Ucraina realizzata dall’artista Luca Vitone.
Il presidente Zelensky viene citato oggi anche sulla copertina di Time, il celebre settimanale americano.
Pennellate di giallo e azzurro e la scritta: “La vita vincerà sulla morte e la luce vincerà le tenebre”. Sotto l’immagine di copertina, la dedica: “Volodymyr Zelensky e gli eroi dell’Ucraina”.
L’Economist di oggi fa una scelta simile: una bandiera dell’Ucraina che “sanguina” nel punto in cui le due bande colorate si incontrano.
(da agenzie)
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