Aprile 10th, 2022 Riccardo Fucile
SMONTATA L’ULTIMA BALLA DEI CRIMINALI DEL CREMLINO
L’otto aprile 2022, un missile Tochka-U ha colpito la stazione di Kramatorsk uccidendo
una cinquantina di persone.
Ufficialmente, questo missile sarebbe stato dismesso dall’esercito russo nel 2020, sostituito dal più recente missile Iskander.
In un tweet del gruppo investigativo OSINT Conflict Intelligence Team (CIT) viene riportato un fotogramma tratto dal canale russo Kuban24 TV, che dimostrera come nel febbraio 2021 i missili erano ancora in uso da parte dell’esercito di Mosca.
Un articolo del 24 agosto 2021 del sito Vpk.name viene citata la 47a brigata missilistica dell’esercito russo, evidenziando un particolare: la dotazione dei missili Tochka-U.
Solo quest’anno, come riporta TASS in un articolo del 20 gennaio, la brigata avrebbe ricevuto i nuovi missili Iskander, appena un mese prima dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina.
Un video, pubblicato il 15 febbraio 2022 dalla pagina Facebook ufficiale del canale televisivo ZVEZDA (Телеканал “ЗВЕЗДА”), dichiara apertamente che durante l’esercitazione militare in territorio bielorusso sono stati usati dei Tochka-U.
Nel sito della televisione russa viene citato espressamente l’utilizzo del missile, mentre il sito bielorusso Belta riporta il nome dei gruppi in azione: la 465a brigata missilistica “Tochka-U” e la 77a divisione separata di artiglieria missilistica “Polonaise”, entrambe bielorusse
L’Ucraina, l’8 aprile 2022, accusa la Russia di aver lanciato un missile Tocka-U nella regione di Chernihiv. Secondo gli ucraini, il missile sarebbe stato lanciato dalla Bielorussia.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2022 Riccardo Fucile
VALGONO IL 42% DEL PIL NAZIONALE UCRAINO
L’obiettivo dichiarato dal presidente russo Vladimir Putin è di liberare la regione ucraina del Donbass per «denazificarla» e per proteggere la popolazione russofona. Meno dichiarati sono gli interessi inevitabilmente forti di carattere economico, considerato quanto siano strategiche le risorse di cui dispone il Donbass.
Si tratta di un’area dell’Ucraina orientale suddivisa nei territori del Donetsk, la città principale, del Dnipropetrovsk e del Lugansk.
Il governatore di quest’ultima ha confermato che ormai l’attacco finale nel Donbass è imminente, convinto che la vera priorità del presidente russo è prendere il controllo delle abbondanti risorse minerarie della regione.
Il Donbass, infatti, è una delle regioni dell’Ucraina più ricche per riserve di carbone, gas e petrolio. I combustili fossili sono al centro dell’interesse russo, solo nel Donbass vi sono 100 miliardi di tonnellate di carbone, 135 milioni di tonnellate di petrolio e 1,1 trilioni di metri cubi di riserve di gas naturale. Ma non solo.
Ha ingenti riserve di metalli e terre rare, essenziali per l’industria del tech considerato che vengono utilizzati nei dispositivi tecnologici, come cellulari, fotocamere e computer, ma anche negli aerei da combattimento.
Sono riserve che non sono state ancora sfruttate del tutto dal paese, ma giocheranno un ruolo centrale nell’economia del futuro.
Attualmente è la Cina ad avere gran parte di queste riserve, seguita dagli Stati Uniti. I depositi minerari in Ucraina fruttano 7,5 trilioni di dollari grazie alle estrazioni minerarie dei depositi attivi. Sono 8 mila quelli già testati e circa la metà è in fase di estrazione.
Ma l’Ucraina ha potenzialmente 20 mila depositi. Il 42 per cento del pil dello stato è ricavato solo dalle risorse minerarie. La conquista del Donbass giocherebbe un ruolo economico centrale per Putin perché peserebbe anche sull’Europa. Anche per questo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non ha intenzione di cedere la regione.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2022 Riccardo Fucile
IL VESCOVO: “HANNO PRESO TUTTO QUELLO CHE POSSONO RIVENDERE“
«È un miracolo se chi era ospitato in seminario sia ancora vivo» racconta il vescovo di
Kiev che ha mostrato le immagini del saccheggio nel seminario dopo il passaggio dei soldati russi
Nei saccheggi commessi dai soldati russi durante la ritirata dalla regione di Kiev non è stato risparmiato neanche il seminario cattolico di Vorzel, vicino la capitale ucraina. Qui, racconta il vescovo di Kiev Vitaliy Kryvytskyi, i russi hanno rubato qualsiasi cosa capitasse a tiro, compreso un calice commemorativo che papa Giovanni Paolo II aveva usato durante la messa del 2001, in occasione della sua visita in Ucraina: «I predoni – così il vescovo chiama i soldati russi – hanno aperto i cancelli per entrare nel seminario. Hanno tirato fuori ciò che può essere venduto: condizionatori d’aria, lavatrici, computer, router, attrezzature da cucina, fino alle vecchie scarpe da ginnastica del rettore. Sono stati trafugati anche alcuni oggetti liturgici».
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2022 Riccardo Fucile
COSI’ L’ALLARME DA REGNO UNITO E USA HANNO RICOMPATTATO LA NATO
La Bbc ha pubblicato una lunga ricostruzione di tutte le mosse seguite dall’intelligence britannica e da quella statunitense per cercare di disinnescare l’invasione organizzata dalla Russia in Ucraina.
In questo reportage, diffuso sul portale della testata britannica, si legge prima di tutto che gli obiettivi di Mosca fossero noti da tempo. Una fonte legata ai servizi segreti occidentali ha spiegato: «In estate, abbiamo visto un piccolo gruppo di alti funzionari russi che pianificavano un’invasione su vasta scala».
Una prova che questa invasione su larga scala fosse tutt’altro che imprevista è stata anche la pubblicazione sul Washington Post di un articolo dettagliato in cui venivano forniti tutti i particolari su un operazione militare in Ucraina che avrebbe coinvolto 175.000 soldati dell’esercito russo.
Nell’articolo, firmato da Shane Harris e Paul Sonne, venivano riportate anche fotografie satellitari in cui si mostravano i movimenti delle truppe di Mosca ai confini con l’Ucraina. Un accumulo di uomini e mezzi che il Cremlino ha sempre giustificato come parte di un’esercitazione.
Partendo da questo articolo del Washington Post, Gordon Corera della Bbc ha ricostruito tutta la strategia seguita dai servizi segreti. In questa occasione l’intelligence ha scelto di diffondere apertamente attraverso la stampa o tramite fonti governative delle informazioni classificate.
Una strategia utilizzata per spingere i governi occidentali a prendere posizione contro la Russia. Un funzionario dei servizi segreti intervistato da Corera spiega che non aveva mai visto nulla di simile in tutta la sua carriera: un giorno del materiale altamente classificato era sulla sua scrivania, il giorno dopo era finito in pasto ai giornali.
Questa tattica di comunicazione non ha impedito a Mosca di procedere con l’invasione ma ha aiutato a far saltare alcune strategie già decise dal Cremlino, a partire dal tentativo di creare degli attacchi false flag per generare un pretesto con cui invadere l’Ucraina.
Secondo Corera la nuova strategia di comunicazione sarebbe stata organizzata dall’intelligence di Regno Unito e Stati Uniti: «La raccolta e l’analisi dei dati era un compito congiunto degli Stati Uniti e del Regno Unito. L’origine esatta dell’intelligence rimane segreta, ma i funzionari affermano di averla ottenuta da diverse fonti. Alcuni mesi prima i servizi avevano lanciato l’allarme e cercato di fermare la guerra, la cui portata era stata più volte confermata». Dalla ricostruzione della Bbc si legge che l’effetto più importante della diffusione di tutti piani di Mosca è stato quello di consentire ai Paesi dell’Occidente di fornire una risposta unita e decisa all’inizio dell’invasione.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2022 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE DEL SINDACO
Quella in corso a Mariupol da parte dell’esercito russo è una: «operazione di pulizia tra i
civili» ha denunciato il consigliere del sindaco della città portuale ucraina sotto assedio ormai da giorn
Su Telegram Petr Andryushchenko, citato dall’agenzia ucraina Unian, racconta che le truppe russe hanno organizzato in tutta la città diversi posti di blocco: «per cercare nazisti».
Secondo Andryushchenko, in realtà per i russi: «è nazista chiunque ama la sua Ucraina e non si è sottomesso a loro. Nel processo di pulizia, gli occupanti non esistano a uccide civili proprio per strada, per poi scattare foto, vantandosi della “vittoria”».
Come riporta l’agenzia Unian, Andryushchenko intende per ciò che chiama «pulizia» anche la rimozione dei cadaveri dei civili per le strade, in modo da non lasciarne traccia.
Ma i segnali nel corso delle ore starebbero arrivando anche alle autorità ucraine: «Ieri abbiamo ricevuto la prima foto – ha aggiunto Andryushchenko – che conferma l’accumulo di massa dei cadaveri nel distretto di Sadkiv e Kamliuski».
In più il consigliere del sindaco denuncia che sono in corso anche le deportazioni di uomini sotto intimidazioni, mentre sulla città gli attacchi si stanno facendo sempre più intensi. Oggi 10 aprile, lo stato maggiore delle forze armate ucraine ha confermato che i russi stanno assaltando Mariupol con attacchi aerei, nel tentativo di conquistare il centro.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2022 Riccardo Fucile
LA COREOGRAFIA CON IL CRIMINALE IMPICCATO
Putin ‘impiccato’, con un cappio al collo. È questa la raffigurazione comparsa nel corso della partita fra Lech Poznan e Legia Varsavia, match del campionato polacco, dove i tifosi del Legia hanno esposto uno striscione che ritrae il presidente russo con un cappio al collo e con indosso la maglia dello Spartak Mosca, club russo storicamente gemellato con il Lech Poznan.
Lo scatto, molto forte, ha fatto il giro del mondo ed è presto diventato virale.
L’intento dei tifosi del Legia era chiaramente quello di condannare sia l’invasione russa dell’Ucraina che criticare il legame degli ultras rivali con quelli della squadra moscovita, gestito da due oligarchi molto vicini al potere politico russo, Vagit Alekperov e Leonid Fedun.
Non è la prima volta che allo stadio vediamo striscioni di questo tipo. In Italia viene spontaneo il collegamento con il vergognoso striscione degli ultras del Verona, che indicava le coordinate di Napoli per i missili del conflitto tra Russia e Ucraina.
(da agenzie)
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