Destra di Popolo.net

UNA TELEFONATA POTREBBE FAR CAMBIARE IDEA A DRAGHI SULLE DIMISSIONI

Luglio 16th, 2022 Riccardo Fucile

C’E’ UNO SPIRAGLIO CHE VIAGGIA SU UNA DIREZIONE INTERNAZIONALE: EUROPA E USA

Una telefonata allunga la vita. Ma nel caso del governo Draghi dovrebbe avere un prefisso internazionale. Mentre la crisi italiana diventa un affare europeo e mondiale le elezioni sono uno scenario sempre più vicino, il presidente del Consiglio è sempre più lontano da Palazzo Chigi.
Gli occhi sono puntati su mercoledì 20 luglio: è il giorno in cui Mario Draghi si presenterà in Senato. Ad oggi, per definire irrevocabili le dimissioni date giovedì in consiglio dei ministri e respinte da Mattarella. Ma affinché la storia abbia un happy end c’è ancora uno spiraglio. Che viaggia su due direzioni distinte. La prima sono le repliche dei partiti al discorso che SuperMario sta preparando. Se dovesse registrare un atteggiamento diverso il premier potrebbe ripensarci. La seconda direzione è invece internazionale. E passa per un colloquio con chi potrebbe convincerlo a riprovarci.
Tenere duro sì ma come?
Un retroscena de La Stampa racconta oggi che alla camera ardente di Eugenio Scalfari il premier è stato avvicinato da un suo sostenitore. «Tenga duro, presidente», gli ha detto. La risposta è stata perfettamente alla Draghi: «Cosa intende? Tenga duro e faccia marcia indietro dalla mia decisione? Oppure tenere duro e confermare le dimissioni?». La verità è che il premier non crede molto nei “tempi supplementari” evocati dal più draghiano dei leghisti, ovvero Giancarlo Giorgetti. Per lui la partita è finita. Anche perché, come ha ricordato Open, c’è il fantasma di un altro SuperMario. Fu Monti a essere chiamato come l’uomo della provvidenza per salvare il paese in quel novembre 2011 in cui sembrava che la crisi dello spread dovesse spazzare via tutto. Lo stesso Monti che un anno dopo venne mollato da tutti i partiti alla vigilia delle elezioni.
Fino a passare per quello che i danni li aveva fatti.
Certo, fa notare Ilario Lombardo, Draghi ha ben presente che «il governo ha ancora cose da fare». Una è il decreto “corposo” di fine luglio che dovrebbe tagliare il cuneo fiscale e confermare gli aiuti su benzina e bollette. Secondo i retroscena la dotazione del provvedimento è cresciuta da 10 a 23 miliardi.
Arrivati dalla Ragioneria dello Stato e che servirebbero per rendere più corposo il taglio delle tasse in busta paga. E, sorpresa, il governo ha intenzione di procedere in ogni caso. Anche se fosse dimissionario. Ma confermando soltanto gli sconti per il carburante e l’energia. Il suo orientamento per mercoledì invece è di mettersi in ascolto. Dei partiti e delle repliche dei leader al loro discorso. Se sapranno convincerlo, è il ragionamento, potrebbe ripensarci. Altrimenti?
Washington e Ue
Altrimenti ci sono le elezioni. In programma per l’ultima settimana di settembre o per la prima di ottobre. Per consentire all’eventuale nuovo governo uno spiraglio temporale per fare la legge di bilancio 2023 ed evitare l’esercizio provvisorio. Questo, ovviamente, se e soltanto se le urne avessero un esito chiaro e inequivocabile. Perché se succedesse quello che è successo nel 2018 allora bisognerebbe attendere il 2024 per avere un nuovo governo in carica. Intanto però il Corriere della Sera tratteggia un altro scenario. Quello in cui il premier potrebbe convincersi a restare soltanto se una telefonata internazionale gli facesse cambiare idea.
Di chi? Da Washington o dall’Europa, è il ragionamento. Una conversazione con Emmanuel Macron è stata già programmata (e forse potrebbe essere già avvenuta nel frattempo). Ma se si svolgerà, sarà fuori dal cerimoniale diplomatico.
Sì, perché Draghi da sempre usa il suo cellulare quando deve sentire gli altri capi di Stato. D’altro canto in tutto l’Occidente si esprime preoccupazione per il possibile addio del premier. E non solo per le possibili conseguenze sulla tenuta economica dell’Italia. Roma, dall’inizio della guerra in Ucraina, si è schierata con nettezza con la Commissione Ue nel sostegno, anche militare, a Kiev. In un momento in cui le istituzioni europee temono che, tra la popolazione del Vecchio continente, possa serpeggiare una certa stanchezza nel supporto all’Ucraina e una certa riottosità al sacrificio economico, la perdita di un uomo come Draghi assume ancora più rilevanza.
Comunicazioni in anticipo?
Intanto il premier lunedì volerà ad Algeri con una pattuglia di ministri, per chiudere una serie di accordi con gli algerini non solo in materia di gas. Una missione inizialmente prevista in due giorni. Invece, come ha fatto sapere l’esecutivo ieri, si ridurrà a un giorno solo. Alimentando così le ipotesi di un anticipo delle sue comunicazioni che invece dovrebbero rimanere fissate a mercoledì. Una volta spiegate le sue ragioni, e rivendicato il tanto lavoro fatto in 17 mesi per far fronte alla pandemia, e poi alla guerra e alle sue conseguenze economiche, il premier salirà al Colle, questo lo schema, per rassegnare le sue dimissioni. Senza aspettare il voto.
Ma chi porterà il paese alle elezioni? L’ipotesi di un “traghettatore” nei panni dell’attuale ministro dell’Economia Daniele Franco per arrivare almeno a fine anno e mettere in sicurezza i conti non avrebbe trovato sostegno tra le forze politiche. «Se non ci è riuscito Draghi – osserva più di un parlamentare con l’agenzia di stampa Ansa – impossibile che ce la faccia Franco, nessuno ci starebbe». Avere Draghi fino all’autunno, osserva un senatore, resta comunque una «garanzia». Per andare al voto e correre poi per avere Camere e governo nel pieno delle funzioni almeno attorno alla metà di novembre. E consentire così di varare una manovra, anche «light». Scongiurando l’esercizio provvisorio.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

LA MOSSA DISPERATA DI CONTE: UN DRAGHI BIS SENZA M5S PER PRENDERE TEMPO E GUADAGNARE VOTI STANDO ALL’OPPOSIZIONE

Luglio 16th, 2022 Riccardo Fucile

MA RIFIUTANDOSI DI DIMETTERSI I MINISTRI M5S HANNO BLOCCATO L’OPERAZIONE

Quattro giorni al D-Day e il quadro resta pieno di incognite, anche se si fanno sempre più visibili le mosse dei giocatori.
Paradossalmente quello che nelle ultime 24 ore ha lavorato di più per l’ipotesi di un Draghi bis senza i 5 Stelle è stato proprio il leader del Movimento, Giuseppe Conte.
Infatti l’idea di ritirare i suoi ministri dal governo prima delle comunicazioni di Draghi di mercoledì prossimo aveva lo scopo (neanche tanto difficile da scoprire) di provocare le condizioni per salvare capra e cavoli: far nascere un governo senza il Movimento, così da permettere alla legislatura di andare avanti fino in fondo, e al contempo garantire ai 5 stelle un adeguato periodo di opposizione, per ripresentarsi con un volto di nuova combattività agli elettori.
Come si sa Il no di Patuanelli, D’Incà e Dadone ha tolto corpo – almeno per ora – a questa mossa. Ma almeno ha messo in chiaro la strategia di Conte: rigenerare il movimento facendo opposizione almeno all’ultimo governo di questa legislatura (dopo essere stata l’unica forza presente in tutti gli altri tre).
Non sembri solo una mossa della disperazione di Conte: in realtà sull’idea del Draghi bis senza i 5 stelle (o magari con la permanenza di uno o due degli attuali ministri del movimento) sta puntando anche Enrico Letta e con lui i leader di tutte quelle forze politiche che temono il voto in autunno, e non sono pochi.
Perché in questa situazione ovviamente il centro-sinistra senza “campo largo” andrebbe al suicidio, e perché dall’altra parte Salvini e Berlusconi consegnerebbero il centro-destra e Palazzo Chigi a Giorgia Meloni.
Un governo Draghi bis porterebbe in dote a tutte queste forze anti voto in autunno la possibilità e il tempo per rimettere mano alla legge elettorale. Strategie chiare (anche se ovviamente non enunciabili in questi termini) che però devono fare i conti con ostacoli non da poco: la indisponibilità perdurante di Draghi, la richiesta di linearità del percorso istituzionale di Mattarella e ovviamente la spinta di chi alle elezioni ci vorrebbe andare il prima possibile. A cominciare ovviamente da Giorgia Meloni, ben decisa a giocarsi con forza tutte le sue carte. A favore del voto in autunno c’è anche la facile previsione che molti fanno su quanto sarebbe difficile la navigazione dell’ultimo governo della legislatura, e non solo per le opposizioni concentriche di Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Dietro la safety car di Draghi tanti piloti, primo tra tutti Salvini, avrebbero la necessità vitale di enfatizzare temi e obiettivi cari al loro elettorato
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

M5S LACERATO E TENSIONE ALLE STELLE TRA DEPUTATI E SENATORI: “COSI’ SI VA DRITTI AL VOTO”

Luglio 16th, 2022 Riccardo Fucile

BLITZ DI CRIPPA, CAPOGRUPPO ALLA CAMERA, CHE CONVOCA PER OGGI LA RIUNIONE DEI DEPUTATI: LA PATTUGLIA DEI GOVERNISTI FA PESARE I SUOI NUMERI

Tutti contro tutti: i ministri contro i falchi, i deputati contro i senatori, Giuseppe Conte in mezzo agli spasmi di un partito che è una polveriera e dove all’improvviso si è capito l’effetto raggiunto: di questo passo non si va all’opposizione, ma direttamente al voto anticipato.
Un dramma per decine e decine di eletti che non torneranno mai più nei palazzi. «Il voto non lo temiamo. Se ci si arriverà, saremo pronti», rassicura invece Conte.
Ma ad aggiungere malumore c’è la distanza ravvicinata di Luigi Di Maio, uscito dai 5 Stelle e con dentro le sue sentinelle e pure qualche rimpianto addosso: con tutti i suoi parlamentari che lo hanno seguito in Insieme per il futuro oggi come oggi il ministro degli Esteri avrebbe potuto ribaltare gli equilibri del Movimento e allora sì davvero salvare il governo.
Lui, da fuori, martella: non parla più di M5S, lo chiama «il partito di Conte», passa di radio in tv, sparge fiele, «sta colpendo il governo per vendetta contro qualcuno».
E così in via di Campo Marzio il risveglio post-dimissioni di Mario Draghi è amaro, si fa vedere anche Olivia Palladino, la compagna di Conte.
Nelle riunioni fiume, informali ma anche ufficiali con il Consiglio nazionale, si alza spesso la voce. L’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è uno di quelli che si inalbera parlando ai compagni di partito, «se l’obiettivo di tutta questa operazione era uscire dal governo allora bisognava dirlo chiaramente, invece di fare tutte queste manfrine».
Raccontano su tutte le furie anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, quando sul tavolo delle possibilità viene messa anche quella di ritirare i membri del governo già lunedì, prima del discorso in aula del presidente del Consiglio.
Esponente di vecchia data del M5S, quasi curiale nei modi, stavolta è invece inferocito, «non esiste, se me lo chiederete risponderò di no». In mezzo a tutto questo Conte ondeggia, gli prende un coccolone quando scopre che Davide Crippa, il capogruppo alla Camera, convoca per oggi un’assemblea dei deputati. Così, in autonomia.
È il tentativo di far pesare il gruppo a Montecitorio, organizzare una falange governista da contrapporre ai senatori barricaderi e ai vicepresidenti che tifano per lo strappo.
«Non potete cascare dal pero, che l’inceneritore fosse la nostra linea rossa l’abbiamo detto a maggio, era tutto detto in chiaro», ha ricordato invece uno dei vice, Michele Gubitosa. Ma al di là delle colpe, ormai è tutto un fiume di sospetti e a volte rancori personali, «i vice — accusa un 5 Stelle di primo piano — la fanno facile, tanto sono sicuri di essere ricandidati e rieletti, che gli frega a loro…».
Chiunque esprima un dubbio, invece, è già virtualmente iscritto al fronte dimaiano. Al tutto va aggiunto il tocco comico, con Riccardo Fraccaro, altro ex ministro, che sul proprio profilo Whatsapp pubblica un fotomontaggio con Giuseppe Conte in versione Matteo Salvini al Papeete, quando fece cadere il governo gialloverde; poi lo cancella, ma è tardi perché ormai lo screenshot gira di chat e in chat e allora scoppiato il mini-caso Fraccaro fa sapere di aver condiviso quell’immagine per sbaglio, e non si capisce se è peggio che la versione sia di comodo o se si tratti della verità.
Dopodiché, qualsiasi decisione arriverà alla fine delle maratone di riunioni, la si potrebbe sottoporre alla consultazione degli iscritti online. Del resto accadde per il sì al governo Draghi, per il sì al Conte uno e per il sì al Conte due.
Certo è che coinvolgere la base avrebbe un esito praticamente scontato, nell’inner circle dell’ex presidente del Consiglio non è passato inosservato il sentiment sotto alla diretta del suo annuncio, tre giorni fa, di non votare la fiducia sul decreto aiuti. Una schiacchiante maggioranza di soddisfatti, loro sì — a differenza dei maggiorenti del partito persi in grandi strategie — ben coscienti di quanto stava accadendo: con quell’atto si stava staccando la spina al governo Draghi.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

DRAGHI ANCORA NEL LIMBO: “CI SONO BUONE RAGIONI PER ANDARE E BUONE RAGIONI PER RESTARE”

Luglio 16th, 2022 Riccardo Fucile

SOLO UNA FIDUCIA PIENA DELLA MAGGIORANZA POTREBBE FARLO RIPENSARE, SU QUESTO DRAGHI E’ IRREMOVIBILE

Non ci sono “giochetti” in grado di indurre un ripensamento in Mario Draghi. Perché le dimissioni nascono da una presa d’atto più profonda: “Il governo non ha più agibilità politica”, si è persuaso.
Ecco perché ai tanti che lo cercano, all’indomani della rottura, lascia la stessa impressione: “È irremovibile, non si vede come da qui a mercoledì possa cambiare idea”, scuotono il capo anche a Palazzo Chigi.
Ma non è una volontà muta e insensibile alle condizioni esterne ad animare il premier. “Ci sono buone ragioni per andarsene e buone ragioni per restare”, confida infatti a uno degli interlocutori. Non aggiunge molto altro, non declina le buone ragioni per restare. Ma è in quello spazio che mercoledì si consumerà la scelta di Draghi, se spazio ancora c’è.
Nelle ore in cui sulla scena politica si consuma il primo tempo della crisi, quello dei redde rationem interni ai partiti, delle minacce e dei veti trasversali, il presidente del Consiglio trascorre la giornata lontano da Palazzo Chigi. Non si registrano nuovi contatti con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i due non si incrociano neanche alla camera ardente di Eugenio Scalfari, cui vanno a rendere omaggio. Del resto giovedì si sono detti quello che c’era da dire, hanno concordato il passaggio parlamentare che congela le dimissioni.
Dopo una visita lampo ad Algeri, lunedì, per firmare accordi importanti per l’Italia nel mezzo dell’emergenza energetica, mercoledì il premier prima al Senato poi alla Camera renderà le sue comunicazioni, spiegherà perché a suo parere “la maggioranza non c’è più”.
In quel discorso potrebbe annunciare (c’è un precedente, lo fece Berlusconi) il suo passo indietro e andare al Quirinale senza neanche ascoltare il dibattito. Ma probabilmente si fermerà in Aula, a sentire quello che gli azionisti della sua (ex) maggioranza hanno da dire. E a quel punto, in replica, potrebbe prendere atto che le condizioni per andare avanti non ci sono.
Scatterebbero le dimissioni e con ogni probabilità lo scioglimento delle Camere, perché altri governi possibili non se ne vedono (“Se non riesce Draghi…”, dice un dirigente Pd).
Ma se invece leader politici e capigruppo si alzassero uno a uno, da Matteo Salvini alla Cinquestelle Mariolina Castellone, a chiedere a Draghi di restare, con una fiducia piena e un mandato forte ad affrontare fino al 2023 le grandi emergenze del Paese, e se traducessero questa volontà in una risoluzione della larga maggioranza da sottoporre a un voto di fiducia, allora sì si aprirebbe un altro scenario.
Uno scenario che appare lontano in queste ore anche a un ottimista come Bruno Tabacci, uno che negli anni ha visto Draghi affrontare ossi duri come i falchi della Bce: “Non so con quali speranze si possa guardare a mercoledì, perché se queste sono le premesse”, se Conte medita sfracelli e Salvini accarezza l’idea delle elezioni, “la legislatura si chiude”, non senza “pesanti conseguenze” per il Paese. Voto il 2 ottobre, questa la data più probabile del voto.
Altri tentativi, è chiaro, sono già in atto. Matteo Renzi raccoglie 30mila firme in calce a una petizione per chiedere al premier di restare, con ministri “di sua stretta fiducia”. Per aggirare il no del premier a un governo senza il M5s a sinistra c’è anche chi ipotizza il distacco da Conte dei “governisti” e un esecutivo con un pezzo dell’attuale Movimento. Manovre politiche che non sembrano in grado di sedurre il premier. Perché per affrontare le “sfide” dei prossimi mesi serve al governo forte fiducia e piena agibilità politica. Quelle condizioni che ad ora Draghi non vede ma che i pontieri stanno cercando di creare.
Se da qui a mercoledì le “buone ragioni per restare” non si concretizzeranno, il premier resterà comunque per la gestione degli affari correnti.
In agenda c’è e resterà il decreto di Aiuti di fine luglio per dar fiato a famiglie e imprese sempre più in difficoltà. Certo, si rammarica Andrea Orlando, “con un governo nella pienezza delle sue funzioni potrebbe avere tutt’altra ambizione e forza”.
Ci sono a bilancio più di 8 miliardi: è quello il perimetro entro cui il dimissionario Draghi si muoverebbe (per la conversione potrebbero essere richiamate le Camere, anche se sciolte). Poi il premier potrebbe affrontare grandi emergenze, sviluppi imprevisti della guerra, partecipare ai prossimi Consigli europei. Ma senza la forza di adesso. Sarebbe il governo uscito dalle urne a fare la prossima manovra e cercare di non fallire gli obiettivi del Pnrr.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

CON IL VOTO ANTICIPATO SALTA IL VITALIZIO PER I PARLAMENTARI AL PRIMO MANDATO? NO, IL VITALIZIO È ORMAI ASSICURATO

Luglio 16th, 2022 Riccardo Fucile

IL LIMITE DI 4 ANNI, 6 MESI E UN GIORNO PER OTTENERE LA PENSIONE A CHI È AL PRIMO MANDATO SCATTA IL 24 SETTEMBRE 2022, MA I PARLAMENTARI RESTANO IN CARICA FINO ALLA PRIMA SEDUTA DEL NUOVO PARLAMENTO E, PER I TEMPI TECNICI NECESSARI, L’INSEDIAMENTO AVVERREBBE DOPO QUELLA DATA

Anche deputati e sanatori al primo mandato possono dormire sonni tranquilli. Il voto anticipato non è più una minaccia.
Dal 2012, infatti, la normativa sul vitalizio per i parlamentari ha subito delle modifiche. Per avere diritto alla pensione al compimento dei 65 anni, senatori e deputati devono avere maturato contributi da attività parlamentare per almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno. Il rischio è perdere tutti i contributi versati.
Se mercoledì, con Draghi che torna alle Camere, il governo dovesse davvero giungere al capolinea e il presidente della Repubblica decidesse di sciogliere immediatamente le Camere per chiamare i cittadini alle urne, i parlamentari al primo mandato perderebbero il vitalizio? Il giorno X, infatti, non è ancora arrivato. I fatidici 4 anni sei mesi e un giorno scattano il 24 settembre 2022. Quindi, come previsto dalla norma, i circa 50 mila euro di contributi già versati dai parlamentari andrebbero persi? Assolutamente no.
I 427 deputati al primo mandato, insieme ai 234 “neo-senatori” (cioè il 68% dei deputati e il 73% dei senatori) possono – su questo fronte – dormire sonni tranquilli. Anche se con il taglio dei parlamentari in tanti rischiano di non rientrare a Palazzo Madama o a Montecitorio, almeno il vitalizio è assicurato.
Certo, perderebbero alcuni mesi di stipendio da parlamentare ma non c’è nessuna necessità di fare i salti mortali per rimanere incollati alla poltrona e tentare di far proseguire la legislatura. Ma perché questo accade? Secondo la legge i parlamentari restano in carica fino alla prima seduta del nuovo Parlamento e, per i tempi tecnici necessari, l’insediamento avverrebbe dopo il 24 settembre.
L’articolo 61 della Costituzione stabilisce che «le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti». Quindi 70 è il limite massimo. Ma esistono anche dei tempi minimi. Un decreto del presidente della Repubblica, datato 1957, parla di 45 giorni necessari per la presentazione delle liste. E questo limite minimo si allunga a 60 considerando il voto degli italiani all’estero.
Un decreto del 2003 afferma che il ministro dell’Interno deve comunicare al collega degli esteri l’elenco provvisorio degli italiani aventi diritto al voto e residenti all’estero almeno 60 giorni prima del voto. Poi dalle elezioni alla prima riunione delle nuove Camere possono trascorrere al massimo 20 giorni. In pratica dal discorso di Draghi di mercoledì all’eventuale insediamento dei nuovi parlamentari passerebbero circa 80 giorni. Arriviamo pertanto ai primi giorni di ottobre. Tradotto: vitalizio maturato e messo nel cassetto.
La possibilità di perdere tutti i contributi versati – se non si raggiunge il limite dei 4 anni, 6 mesi e un giorno – è un sistema punitivo rispetto a quello di tutti gli altri cittadini/lavoratori (che non perdono i contributi anche al cambio dell’attività), ma i parlamentari hanno il vantaggio di non avere il vincolo di contribuzione ventennale. Comunque per i parlamentari esisteva sempre una via d’uscita per salvare la pensione. Con la fine delle legislatura prima dei 4 anni, 6 mesi e un giorno a deputati e senatori basta versare circa 3 mila euro al mese per riscattare quelli mancanti per raggiungere il limite previsto.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

COME DIFENDERSI NEL GRANDE CAOS DEGLI AEROPORTI; TRA CANCELLAZIONI, RITARDI, SCIOPERI E FILE INTERMINABILI, PER CHI DEVE VIAGGIARE IN AEREO È UN’ESTATE INFERNALE

Luglio 16th, 2022 Riccardo Fucile

UN PICCOLO MANUALE PER DESTREGGIARSI TRA I PROBLEMI E PER RICHIEDERE QUANTO È PREVISTO DALLA LEGGE IN CASO DI VOLO ANNULLATO O DI VALIGIA EVAPORATA

Per chi deve viaggiare in aereo, in queste settimane da incubo, un «in bocca al lupo» è d’obbligo. Non per il buon esito del volo, ma perché quel volo lo si riesca a prendere. Doveva essere l’estate della ripresa e lo è stata, sì, fin troppo: compagnie aeree e aeroportuali, dopo aver licenziato il personale negli ultimi due anni, adesso non riescono a gestire volumi di traffico ormai prossimi ai livelli pre-pandemia.
Il risultato? Voli cancellati in massa, ritardi record e persino un disservizio che in Europa si credeva quasi «estinto»: la valigia smarrita o consegnata in ritardo.
Due notizie recenti danno la misura della gravità della situazione: l’aeroporto di Heathrow (Londra), uno dei maggiori al mondo, d’ora in poi e per tutta l’estate non accoglierà più di 100mila passeggeri al giorno. La compagnia tedesca Lufthansa ha annunciato la cancellazione di duemila voli estivi, che si aggiungono agli oltre 700 della settimana 8-14 luglio.
L’epicentro del caos è nel nord Europa: secondo una classifica diffusa da Bloomberg su dati di Official aviation guide, nella classifica dei disservizi nessuno fa peggio di Bruxelles-Zaventem, seguito dagli scali di Francoforte ed Eindhoven. Tra i peggiori dieci aeroporti non ce n’è nessuno italiano, mentre sono due le aerostazioni del nostro Paese presenti nella top 10: Bergamo è in cima e Catania occupa il quinto posto.
A ogni modo, meglio prepararsi al peggio. Spesso, in queste settimane, i viaggiatori si sentono dire dalla compagnia aerea che il volo è stato cancellato all’ultimo momento «per circostanze indipendenti» dalla volontà del vettore. È un modo per mettere le mani avanti e non pagare l’indennizzo, che il regolamento europeo 261 stabilisce in 250, 400 o 600 euro a seconda della lunghezza della tratta, in aggiunta al rimborso totale del prezzo del biglietto.
Ci sono pochissimi casi in cui l’indennizzo non è dovuto: il maltempo o un allarme sicurezza, ad esempio. Neanche lo sciopero è sempre una circostanza eccezionale. È bene tenerlo a mente in vista di quello previsto per domenica 17 luglio sui cieli italiani: coinvolgerà i dipendenti di Ryanair, easy-Jet e Volotea, più i controllori di volo di diversi aeroporti tricolori.
Se la compagnia aerea cancella il volo per sciopero – fermo restando il diritto al rimborso – non è detto che abbia ragione a respingere una richiesta di indennizzo del viaggiatore. Negli ultimi anni, due sentenze della Corte di giustizia europea hanno stabilito che, se la vertenza sindacale si trascina da tempo e lo sciopero è stato annunciato con netto anticipo, il vettore può essere giudicato responsabile; si deve valutare caso per caso.
Se il volo ritarda, invece, i diritti dei viaggiatori variano a seconda della tratta e della durata dell’attesa.
Le norme europee prevedono assistenza in aeroporto, con pasti e bevande se il ritardo è superiore alle 2 ore per viaggi fino a 1.500 chilometri, almeno tre ore per quelli più lunghi.
E se il volo non parte prima del giorno successivo, la compagnia aerea deve pagare l’hotel a tutti i passeggeri e il trasporto tra aeroporto e sistemazione notturna.
Poi c’è il capitolo bagagli: anche in questo caso le norme indicano, come responsabile, la compagnia aerea. In caso di smarrimento o consegna ritardata, il risarcimento può arrivare fino a 1.300 euro.
Ma è fondamentale compilare il modulo Pir presso l’ufficio lost and found dell’aeroporto, indicando dimensioni, colore e marca del bagaglio, che si considera ufficialmente «disperso» dopo 21 giorni
A quel punto si può chiedere il risarcimento alla compagnia, allegando anche scontrini e ricevute per tutta la merce acquistata per sostituire gli oggetti personali svaniti nel nulla.
(da la Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

PUTIN SI PROCURA NUOVA CARNE DA MACELLO: HA ORDINATO ALLE 85 REGIONI DELLA FEDERAZIONE RUSSA DI CREARE BATTAGLIONI DI VOLONTARI

Luglio 15th, 2022 Riccardo Fucile

UN TRUCCHETTO PER EVITARE LA MOBILITAZIONE GENERALE E LE PROTESTE DELL’OPINIONE PUBBLICA… CONTRATTI DI SEI MESI A UN SALARIO CHE VA DA 3.750 A 6.000 DOLLARI PIÙ UN BONUS D’INGRESSO DI 3.400 EURO

Si chiama mobilitazione volontaria il sotterfugio col quale Vladimir Putin spera di evitare la mobilitazione generale (o parziale) per continuare la guerra in Ucraina. L’ordine partito dal Cremlino riguarda i soggetti federali, ossia le 85 regioni della Federazione russa comprese Sebastopoli e la Crimea.
L’obiettivo è quello di formare, con i budget regionali e i fondi della previdenza sociale, 85 battaglioni di almeno 400 volontari di età tra 18 e 50 anni (60 per alcune specialità), attraverso contratti di sei mesi a un salario che va da 220mila a 350mila rubli al mese, pari a 3750-6mila dollari.
Offerta rafforzata in alcune aree da un bonus d’ingresso di 200mila rubli (3400 euro), per un investimento complessivo tra 128 e 200 milioni di dollari al mese solo per le paghe (fino a un miliardo e 200 milioni in un semestre).
Tanto costa la determinazione di Putin a non volere la mobilitazione su larga scala che in passato generò la protesta popolare, la temibile reazione delle famiglie dei coscritti, che mise fine alle sfortunate imprese in Afghanistan e nel primo conflitto ceceno.
I media russi, del resto, hanno già confermato la creazione di diversi battaglioni. È sì possibile che qualche regione non riesca a raggiungere i 400 componenti per formare una unità, in compenso Tatarstan e Cecenia hanno già pronti rispettivamente 2 e 4 battaglioni. L’addestramento durerà un mese, forze fresche per rimpiazzare i reparti stremati sul fronte del Donbass tra la fine di agosto e i primi di settembre.
«I generali russi hanno un disperato bisogno di soldati», scrive in un reportage sulla mobilitazione invisibile il premio Pulitzer ed ex capo dell’ufficio di Mosca del New York Times, Neil MacFarquhar. «Il Cremlino si affida a una combinazione di minoranze etniche impoverite, ucraini dei territori separatisti, mercenari e unità militarizzate della Guardia Nazionale».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“L’USCITA DI DRAGHI APRIRÀ LE PORTE ALLE FORZE SOLIDALI CON PUTIN”

Luglio 15th, 2022 Riccardo Fucile

NEW YORK TIMES: “È UN TITANO D’EUROPA, HA RAFFORZATO LA POSIZIONE INTERNAZIONALE DELL’ITALIA. HA RESO FUORI MODA IL POPULISMO E LA COMPETENZA UN FATTORE DA AMMIRARE, RIPOSIZIONANDO L’ITALIA COME FORZA AFFIDABILE”

Mario Draghi, da quando è entrato in carica come presidente del Consiglio all’inizio del 2021, “ha guidato il Paese fuori dai giorni peggiori della pandemia di Covid e ha inserito nel governo tante persone altamente qualificate ed esperti che hanno scosso l’Italia dal suo malessere politico ed economico”.
Lo scrive il New York Times, definendo il premier un “titano d’Europa, spesso chiamato Super Mario per aver salvato l’euro da presidente della Banca centrale europea, ha immediatamente rafforzato la posizione internazionale dell’Italia e la fiducia degli investitori”.
“La promessa della sua mano ferma al volante ha aiutato l’Italia a ricevere più di 200 miliardi di euro dall’Europa, una somma che ha dato all’Italia le migliori possibilità di modernizzazione degli ultimi decenni.
Draghi ha portato una crescita moderata in Italia, ha apportato riforme al suo sistema giudiziario e a quello fiscale, ha snellito la burocrazia e ha trovato diverse fonti di energia lontano dalla Russia, comprese le rinnovabili”.
Durante il suo governo, si aggiunge, Draghi “ha reso fuori moda il populismo e la competenza un fattore da ammirare, e ha riposizionato l’Italia come forza affidabile per i valori democratici in Europa”.
Secondo il quotidiano americano, “forse la cosa più cruciale” fatta da Draghi è stata “spingere l’Italia, che ha spesso mantenuto una relazione stretta e ambigua con la Russia, nel mainstream europeo sulle questioni del sostegno all’Ucraina e delle sanzioni contro la Russia”.
E si ricorda che “L’Italia è stata la prima grande nazione occidentale a sostenere pubblicamente l’eventuale adesione dell’Ucraina all’Unione Europea”. Il Nyt prevede a questo punto che un’uscita di Draghi dal governo “aprirà le porte a forze che sono molto più solidali con Putin”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“DRAGHI È INDISPENSABILE, ORA SERVE PIÙ CHE MAI”: IN GERMANIA HANNO PRESO MALISSIMO LA CRISI ITALIANA

Luglio 15th, 2022 Riccardo Fucile

DIE WELT: “È LA CRISI PIÙ ASSURDA, IL MOVIMENTO CINQUE STELLE NON SI PREOCCUPA DEI CONTENUTI, MA VUOLE SOLO OTTENERE VOTI ATTRAVERSO LA PROTESTA”

“La crisi di governo più assurda”. A scriverlo è il quotidiano tedesco Die Welt in un lungo articolo sulla crisi politica italiana, in cui accusa il Movimento 5 Stelle di “non preoccuparsi dei contenuti, ma di voler solo ottenere voti attraverso la protesta”. Per il giornale, è “assurdo rovesciare il governo a causa della disputa su un impianto di incenerimento dei rifiuti”.
“L’Italia ha bisogno di Draghi ora più che mai”. Lo scrive Suddeutsche Zeitung, uno dei principali quotidiani tedeschi, in un articolo dedicato all’ex numero uno della Bce, all’indomani delle dimissioni, dall’eloquente titolo ‘L’Indispensabile’.
“Non molto tempo fa, l’establishment politico italiano si è trovato a svolgere il ruolo di polo stabile in tempi altamente incerti”, si legge nell’articolo a firma di Oliver Meiler, secondo cui “grazie al rispettato Presidente del Consiglio” l’Italia per un po’ si è creduta addirittura “più solida” di Francia, Gran Bretagna e Germania.
“Con la sua aura pura, Draghi ha portato la credibilità di Roma a nuovi livelli. Si credeva che fosse capace di tutto, come un salvatore – un po’ esagerato, ma anche confortante. In realtà, fino all’altro ieri”, ha proseguito il quotidiano.
Ora, secondo Suddeutsche Zeitung, è tutto diverso ed il governo di unità nazionale “crolla proprio nel momento più difficile: guerra nel continente, possibili carenze energetiche, una pandemia che non è ancora finita, alcune riforme non ancora completamente attuate” e che sono necessarie per incassare i soldi del Recovery Fund, ma anche un’inflazione alta a livelli storici, “che sta mangiando il potere d’acquisto di molti italiani”.
“L’autunno – incalza – si annuncia caldo dal punto di vista sociale come questa estate da quello meteorologico: con certezze drammaticamente in calo. Più povertà, più frammentazione sociale, più tensione. Forse l’unità nazionale non sarebbe così centrale come lo è ora da molto tempo”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.639)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (88)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Luglio 2022
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Giu   Ago »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’ULTIMO INSULTO A GIULIO: BOCCIATO DALLA RAI SOVRANISTA IL DOCUMENTARIO SU REGENI
    • CLAUDIA CONTE E IL GIALLO DEL DOCUMENTARIO VENDUTO ALLA RAI: COME E’ FINITO NEL CATALOGO E QUANTO E’ COSTATO
    • CLAUDIA CONTE E IL RISTORANTE DI FAMIGLIA DI CUI E’ AZIONISTA E’ A DUE PASSI DAL PAPA
    • LA STRAGE DI PASQUA NEL MEDITERRANEO, OLTRE 80 DISPERSI NEL NAUFRAGIO AL LARGO DELLA LIBIA
    • CRESCE IL MALUMORE ALL’INTERNO DI FRATELLI D’ITALIA NEI CONFRONTI DI ARIANNA MELONI CHE, DA QUANDO HA EREDITATO IL RUOLO DI CAPO DELLA SEGRETERIA DEL PARTITO, NEL 2022, NON NE HA IMBROCCATA MEZZA
    • LA VOCE LIETA DELLA PROPAGANDA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA