Gennaio 18th, 2024 Riccardo Fucile
E’ SUCCESSO ALLA CAMERA CON LA COMMISSIONE COVID, FINISCE 11-11 E IL REGOLAMENTO PREVEDE CHE LA PROPOSTA SIA BOCCIATA… OPPOSIZIONI INFURIATE
Finisce pari e il presidente della commissione Affari sociali della Camera fa votare nuovamente. “Una forzatura”, “un colpo di mano”, “un chiaro segnale politico”, “quanto accaduto è di una gravità inaudita”.
Le opposizioni sono infuriate. In Aula alla Camera, Pd, Azione e Movimento 5 Stelle, prendono la parola come in una maratona oratoria, dopo che in commissione Affari sociali, dove si discuteva sul mandato al relatore a riferire in Aula sull’istituzione di una commissione di inchiesta sull’emergenza Covid, il presidente ha fatto votare una seconda volta perché la prima votazione era finita in parità con undici favorevoli e undici contrari, che da regolamento vuol dire bocciatura.
Un esito che ha spiazzato il centrodestra e ha fatto esultare le opposizioni contrarie al provvedimento arrivato alla sua terza lettura.
Dopo un acceso di battito di tre quarti d’ora, con diversi deputati che avevano già lasciato la commissione per andare in Aula a seguire il question time, la maggioranza ha deciso di procedere a una nuova votazione che è finita 12 a zero, sancendo il via libera al mandato alla relatrice Alice Buonguerrieri (Fdi), tra gli assenti alla votazione.
Le opposizioni, infatti, si sono rifiutate di prendere parte a quella che Marco Furfaro, deputato Pd, ha definito “forzatura. Anche in Parlamento è venuta meno la compattezza della maggioranza: questo risultato è un chiaro segnale politico”.
Anche per i capogruppo e la vicecapogruppo di Azione-Per-Renew alla Camera Matteo Richetti e Elena Bonetti, “quanto accaduto è di una gravità inaudita. La ripetizione di un voto con risultato sfavorevole alla maggioranza è un precedente inaccettabile. Intervenga immediatamente il Presidente Fontana per ripristinare il rispetto del regolamento della Camera dei Deputati”.
A difendere la votazione è arrivato in commissione il presidente del gruppo Fdi alla Camera, Tommaso Foti: “Sul regolamento è previsto che il presidente possa fare la controprova”. La controprova tuttavia non è stata fatta a stretto giro, ma tre quarti d’ora dopo.
Giuseppe Conte, premier ai tempi dei Covid, sbotta: “Non temiamo nessuna commissione d’inchiesta, quando uno opera in modo trasparente e responsabile accetta qualsiasi giudizio. Purtroppo questa commissione è nata nel segno sbagliato, di un plotone di esecuzione contro il governo precedente e contro alcune forze politiche”.
(da La Repubblica)
argomento: Politica | Commenta »
Gennaio 18th, 2024 Riccardo Fucile
L’ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA HA REGISTRATO CHE NEL 2023 SONO VENUTI AL MONDO APPENA 700MILA BEBÈ, IL DATO PIÙ BASSO DAL DOPOGUERRA
Il 2024, in Francia, comincia con l’annuncio dell’introduzione di un
“congedo di nascita” di sei mesi per entrambi i genitori. Ad annunciarlo è Emmanuel Macron nel corso della conferenza stampa di inizio anno all’Eliseo.
Parole che arrivano nel giorno in cui l’Insee, l’Istituto Nazionale di Statistica, ha comunicato un forte calo della natalità, il più basso dal dopoguerra (meno di 700.000 bebè nati nel 2023). Il presidente francese ha sottolineato che la natalità “è in calo anche perché l’infertilità maschile e femminile progredisce facendo soffrire molti uomini e donne”.
Il piano di “riarmo” della Francia
A sei mesi dalle elezioni europee di giugno, Macron si è impegnato per un ambizioso piano di ”riarmo” della Francia, come l’ha chiamato, in campo economico, sociale e demografico, annunciando un congedo parentale di 6 mesi per entrambi i genitori.
I dati sulla natalità
Ieri l’Insee ha pubblicato dati inquietanti sulla natalità d’Oltralpe. Secondo l’Istituto parigino, nel 2023 le nascite sono state appena 678.000, in calo del 6,6% rispetto allo scorso anno, il livello più basso dalla fine della Seconda guerra mondiale.
“Dopo l’estensione del congedo di paternità – ha precisato Macron – credo profondamente che l’introduzione di un nuovo congedo di nascita possa essere un elemento utile di una tale strategia” di rilancio delle natalità.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Gennaio 18th, 2024 Riccardo Fucile
SI BATTERA’ PER DIRITTI UMANI E GIUSTIZIA CLIMATICA LA VERA CAPITANA CHE HA SCONFITTO IL CAPITANO FARLOCCO
La donna che era diventata un simbolo di attivista anti-Salvini, Carola Rakete, si butta in politica. Ancora una volta per un salvataggio, ma questa volta del partito di Sinistra «Die Linke».
Una svolta che era nell’aria per l’ingegnere 35enne, diventata nota in Italia per la missione di soccorso della Sea Watch3, di cui era capitano, che nel giugno 2019 aveva salvato in mare 53 persone nella zona Sar libica, ma ancora di più per lo scontro acceso con l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di diffamazione continuata e aggravata per aver offeso la reputazione dell’attivista.
«Sento di non avere altra scelta che impegnarmi nella politica. È il momento giusto», ha detto al Guardian. Un’intervista in cui non usa mezze misure: «Vogliamo che coloro che sono a favore dei diritti umani e della giustizia climatica siano in maggioranza, o lasceremo la decisione alla destra e ai fascisti? È una domanda abbastanza semplice che dobbiamo farci».
Scende in campo con Die Linke, partito di estrema sinistra emerso nel 2007 dall’ex comunista della Germania dell’Est, SED, in grave crisi. Sahra Wagenknecht, il suo membro più importante ed ex leader del gruppo parlamentare, si è infatti dimessa settimane fa per formare il suo nuovo partito lanciato questo mese. Portando con sè nove parlamentari. La mossa segue anni di tensione tra Wagenknecht e i leader del partito che si sono opposti ai suoi tentativi di combinare idee di sinistra, come un’imposta sul patrimonio, con un rifiuto dell’immigrazione irregolare guidato dai nazionalisti di destra.
Rackete, che proprio per volontà del partito rimarrà indipendente («dà più influenza per raggiungere un pubblico diverso») rifiuta l’idea di unirsi a una nave che affonda. «Quando si sono avvicinati a me era abbastanza chiaro che il partito si sarebbe diviso. Vedo questa come un’opportunità per impostarlo su un percorso nuovo e chiaro, attirare nuovi membri, abbandonare definitivamente la retorica nazionalista e trasformarlo in un solido luogo di organizzazione per la sinistra progressista. Mi piace l’immagine della fenice che risorge dalle ceneri», ha detto.
Rackete dice che l’addio di Wagenknecht, seguita dal suo arrivo sulla scena, ha «creato increspature provocando un’improvvisa ondata di iscritti a Die Linke». Slancio su cui il partito spera di costruire.
«Abbiamo ricevuto molto interesse da parte di persone di sinistra che non si sono mai impegnate nella politica dei partiti, insistendo che ora è il momento di fare qualcosa», ha detto.
L’ispirazione è stata presa dall’ascesa del partito laburista nel Regno Unito, dalla recente decisione degli elettori polacchi di abbandonare il loro governo illiberale e dal ritorno di Lula da Silva in Brasile, ha detto.
Le imprese come attivista e lo scontro con Salvini
L’attivismo di Rackete l’ha portata dall’occupare i ponti di Londra con Extinction Rebellion nel 2018 alla difesa dei diritti umani e ambientali delle comunità indigene Sami nel nord della Finlandia.
Nel 2019 ha sfidato il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, attraccando una nave di ricerca e salvataggio di decine di migranti nel porto di Lampedusa, per il quale è stata arrestata e successivamente costretta a nascondersi.
Tra giugno e luglio 2019, Salvini avrebbe offeso «la reputazione» della giovane con dirette Facebook e post su Twitter con frasi come «quella sbruffoncella di questa comandante», «criminale tedesca», «ricca e viziata comunista».
L’Aula del Senato ha però detto no alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per le frasi rivolte all’attivista Carola Rackete.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »