Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
LE REAZIONI DELLA POLITICA E LA RICHIESTA DI DIMISSIONI
Diventa il caso politico di Capodanno il ferimento al veglione del genero di un agente di scorta del sottosegretario Andrea Delmastro. Uno sparo partito accidentalmente dal mini revolver posseduto dall’esponente di FdI Emanuele Pozzolo che però ha negato di aver esploso il colpo.
Le opposizioni chiedono un chiarimento della premier Giorgia Meloni e le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia.
Attacca il Pd. “Sono questi gli uomini di governo che ci meritiamo? Altrove, nei Paesi liberali, lasciano le istituzioni deputati e ministri colti in flagranza con titoli di studio inventati o per aver pagato in nero le collaboratrici domestiche”. Così in un post su Facebook Sandro Ruotolo della segreteria dem. “No, non è una bravata. È la convinzione di potersi permettere tutto, anche a scapito della sicurezza di tutti”, così la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga.
“Riteniamo questo un fatto gravissimo e un ulteriore comportamento del tutto incompatibile con i ruoli istituzionali che si ricoprono. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni intervenga per chiarire quanto accaduto e per adottare i provvedimenti conseguenti. In un paese normale ci si dimette per molto meno”. Lo afferma la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani.
“Ma questo deputato di FdI Pozzolo che gira armato, porta armi pure in Parlamento? Presidente Fontana, lo accerti. E questo Delmastro si trova sempre nei posti sbagliati al momento sbagliato. E un posto sbagliato è certamente il ministero della Giustizia”. Così su X il senatore del Pd Walter Verini.
“Cioè mentre gli italiani giocano a Risiko e storpiano le canzoni di Baglioni e De Gregori, il gruppo dirigente di Fratelli d’Italia spara! Non solo: ma che ci fanno gli agenti della scorta al cenone? E i parenti degli agenti della scorta? E soprattutto: ma perché portare le pistole alla festa di Capodanno in presenza di deputati e di membri del governo?”
Lo scrive sui social network Matteo Renzi, segretario di Italia Viva . . “In attesa che tolgano il porto d’armi al deputato pistolero, mi auguro che Delmastro se ne vada il prima possibile dal Governo”, conclude Renzi.
“L’Italia non è nè il Far West, nè la Chicago degli anni ’30. E questi signori hanno solo un modo per iniziare l’anno e difendere la loro dignità: dimettersi. Perché l’Italia non può avere pistoleri al governo”. Rincara la dose Enrico Borghi, capogruppo al Senato di Italia Viva.
Di “destra pistolera cialtrona che blatera di armi libere”, parla anche il segretario di +Europa Riccardo Magi che fa riferimento alla proposta di riforma della legge sulla caccia che permetterebbe ai sedicenni di sparare con un fucile.
“Delmastro non riesce ad avere comportamenti rigorosi a cui dovrebbe attenersi proprio perché sottosegretario di Stato alla Giustizia, proprio per questo deve dimettersi immediatamente”, la posizione del deputato dei Verdi Angelo Bonelli. “Sembra un film di terz’ordine e invece è la realtà – ironizza il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni – In che mani si ritrova il nostro Paese…”.
Il sottosegretario Delmastro sarà processato per rivelazioni del segreto d’ufficio sul caso Cospito.
(da La Repubblica)
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Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
LA PISTOLA HA DISPOSITIVI MULTIPLI DI SICUREZZA, SOLO SE AVEVA IL COLPO IN CANNA POTEVA PARTIRE ACCIDENTALMENTE UN COLPO… PER QUALE RAGIONE UNO ESCE DI CASA L’ULTIMO DELL’ANNO CON UNA PISTOLA CON IL COLPO IN CANNA IN UN PAESE TRANQUILLO? SALVO CHE NON L’ABBIA “PRESTATA” A QUALCUNO DOPO AVER DISATTIVATO I DISPOSITIVI DI SICUREZZA (IL CHE SAREBBE GRAVE)
È una North American arms LR22 la pistola del deputato di Fratelli
d’Italia, Emanuele Pozzolo, da cui è partito il colpo che ha ferito un 31enne la sera di Capodanno. Pozzolo ha ribadito di detenere legalmente la pistola, avendo regolare porto d’armi.
Quella al centro della vicenda è una «mini-pistola», del costo poco meno di 500 euro.
Viene descritta sui siti specializzati come una delle più riuscite realizzazioni di «miniaturizzazione di un revolver».
La pistola, spiegano le schede di settore, «riprende le linee classiche produttive della North American». Si tratta di un’arma dalle dimensioni molto piccole, quindi ideale per la «massima occultabilità», generalmente scelta come seconda orma o «arma da “borsetta” per chi desidera avere una sicurezza in più», recitano ancora i siti specializzati.
Viene anche consigliata per i collezionisti, considerando le sue dimensioni contenute e particolari.
Nella sezione «sicurezza» del manuale di istruzioni si legge «Tutti i revolver Naa sono dotati di dispositivi multipli di sicurezza per assicurare la massima protezione dagli spari accidentali. In ogni caso, a causa delle ridotte dimensioni delle armi, è necessario prestare la massima cura nel maneggio dell’arma e nel rispetto delle regole base di sicurezza con le armi».
(da agenzie)
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Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
QUALCOSA NON TORNA NELLA VICENDA DELLA NOTTE DI CAPODANNO DOVE UN COLPO DI PISTOLA HA FERITO IL GENERO DI UN AGENTE DI SCORTA DEL VICEMINISTRO DELMASTRO
“In merito all’incidente accaduto la notte di Capodanno nella sede della Pro Loco di Rosazza, confermo che il colpo di pistola – da me detenuta regolarmente – che ha ferito uno dei partecipanti alla festa è partito accidentalmente, ma non sono stato io a sparare”, dichiara Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d’Italia, interpellato telefonicamente.
La pistola del deputato di FdI Pozzolo è una North american arms LR22. Si tratta, si è appreso, di una “mini-pistola”. Sui siti specializzati si legge infatti che è una delle armi che ha il record in termini di miniaturizzazione per un revolver. Un revolver quindi di piccole dimensioni – si legge sempre online – “con massima occultabilità
Pozzolo, vercellese, è stato vicepresidente provinciale di Azione Giovani, quindi nel 2004 è stato consigliere comunale della Lega Nord. Dal dicembre 2012 è stato portavoce di Fratelli d’Italia per la provincia di Vercelli e nel 2019 è stato nominato assessore comunale alle Politiche giovanili di Vercelli. Questa è la sua prima legislatura da deputato, eletto nel collegio plurinominale Piemonte 2, e fa parte della commissione Affari esteri.
Lo scorso aprile era stato investito dalle polemiche e costretto alle dimissioni da assessore al Decoro urbano del Comune di Vercelli dopo aver insultato il giornalista de Il Fatto Quotidiano Gad Lerner, invitato a parlare nel paese piemontese in occasione della Festa della Liberazione. Ad agosto era poi tornato a collaborare con il sindaco con un escamotage: “collaboratore volontario” del primo cittadino, che nel frattempo aveva mantenuto ad interim le deleghe che erano state di Pozzolo fino ai post contro Lerner, definito un “provocatore”.
“Apprendiamo da notizie di stampa che in occasione del capodanno, un deputato di FdI, armato e, sottolineiamo, che va in giro con il colpo in canna, ha ferito una persona vicina ad un agente di scorta al sottosegretario Delmastro delle Vedove. Alla persona ferita va la nostra vicinanza, ma riteniamo questo un fatto gravissimo e un ulteriore comportamento del tutto incompatibile con i ruoli istituzionali che si ricoprono. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni, segretaria del partito a cui appartengono gli esponenti protagonisti di tali azioni, intervenga per chiarire quanto accaduto e per adottare i provvedimenti conseguenti. In un paese normale ci si dimette per molto meno”, afferma la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani.
(da agenzie)
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Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
L’EPISODIO NEL BIELLESE, FUORI DALLA SALA DELLA PRO LOCO
Un proiettile sparato da un deputato di Fratelli d’Italia, Emanuele
Pozzolo, ferisce alla gamba il genero di un agente che fa la scorta al sottosegretario alla Giustizia e compagno di partito Andrea Delmastro.
È la ricostruzione di quanto accaduto nella notte di Capodanno a Rosazza, piccolo comune del Biellese, in Valle Cervo, guidato dalla sindaca Francesca Delmastro, sorella dell’esponente di FdI.
A quanto risulta era stata proprio la sindaca ad affittare la sala della pro loco per la festa, che ha rischiato di finire in tragedia.
Le condizioni del ferito, 31 anni, non sono gravi ed è stato già dimesso dall’ospedale. Ma sulla vicenda si è aperta un’inchiesta coordinata dalla procura di Biella, che punta a chiarire ogni responsabilità.
Alla festa aveva partecipato il sottosegretario con la scorta e alcuni familiari, tra cui il marito della figlia di un agente della penitenziaria, che scorta Delmastro dopo il caso Cospito.
Al cenone non aveva partecipato il deputato Pozzolo, che ha una casa in paese e stava festeggiando con la propria famiglia. Ma a una certa ora Pozzolo è passato a salutare, quando ormai la festa stava finendo. Con sé il deputato, che ha il porto d’armi, aveva una piccola pistola ed è partito un colpo.
“Verso l’1.30 dopo il brindisi, alcune canzoni, la festa era finita: io sono uscito dalla sala per caricare la macchina, ero a 300 metri di distanza – dice Delmastro – quando sono tornato ho trovato quel ragazzo ferito. Mi sono sincerato che fossero stati chiamati i soccorsi – aggiunge – la scorta mi ha consigliato di andare via, ma non correvo alcun pericolo e così ho scelto di rimanere fin quando non sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza”.
Il ferito è stato raggiunto da un proiettile di piccolo calibro. L’arma, sequestrata dai carabinieri, ha la grandezza di un accendino. Da una prima ricostruzione sembra che Pozzolo l’abbia estratta per mostrarla al ragazzo quando è partito il colpo, che per fortuna non ha provocato danni più gravi.
(da agenzie)
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Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
L’EX GOVERNATORE CORRERA’ IN SOLITARIA, CON IL RISULTATO DI DANNEGGIARE IL PD… LA FIGLIA CAMILLA ALLORA SI CANDIDA NEL PD
Ci sarà anche una sfida tutta in famiglia alle elezioni regionali della Sardegna del 25 febbraio 2024. Oggi, a poche ore dall’inizio del 2024, Camilla Goru ha annunciato la propria candidatura: «Con gioia e determinazione ho chiesto al mio partito, il Partito Democratico, di essere candidata al Consiglio regionale della Sardegna a sostegno di Alessandra Todde presidente».
Camilla è la figlia di Renato Soru, ex governatore sardo e fondatore di Tiscali, che in un primo momento era stato dato come potenziale candidato per il Pd alle prossime regionali. In questi giorni l’ex presidente di regione ha annunciato la corsa in solitaria, dopo che l’asse Pd-M5s ha scelto di puntare tutto su Alessandra Todde, ex sottosegretaria al Mise e oggi deputata pentastellata.
Soru farà nascere la lista Alleanza Sarda e democratica, con trenta dirigenti locali del Pd che hanno annunciato il loro appoggio alla sua candidatura.
Il “derby” della famiglia Soru
Le liste sono ancora in fase di definizione e andranno depositate entro gennaio. Se Camilla Goru dovesse essere inserita tra le fila dei dem che aspirano a un posto in consiglio regionale, il voto del 25 febbraio si trasformerebbe anche in una sfida tutta interna alla famiglia Soru: la giovane Camilla candidata consigliera con il Pd, il padre Renato candidato a governatore per la Coalizione Sarda, dopo essere stato scartato proprio dai dem.
Sullo sfondo resta in realtà anche l’ipotesi di una ricomposizione tra Alessandra Todde e Renato Soru, che finora si sono comportati però come avversari politici. Camilla Soru al momento ricopre il ruolo di consigliera comunale a Cagliari. In occasione delle elezioni regionali di febbraio, aveva già espresso il suo parere sulla nuova discesa in campo del padre: «Personalmente ho consigliato a mio padre, che tanto ha dato alla politica e alle istituzioni sarde, di mettersi generosamente al servizio di un progetto collettivo favorendo e supportando l’individuazione di una guida fresca, competente e innovativa per la nostra Regione», ha scritto sui social Camilla Soru.
Non si è fatta attendere la replica del padre, che ai microfoni di Radio Giornale Radio aveva replicato: «Sentire mia figlia Camilla è un po’ torturante. Ma ci sono anche delle figlie che mi supportano».
(da agenzie)
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Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
DALLA LEGA DI BOSSI A QUELLA DI SALVINI
Mi sono sempre chiesto perché così tanta gente riesca a farsi
infinocchiare da un’infinità di raggiri che passano dalle banche canaglia alle madonne che sanguinano, dalla chiromanzia alle figure come Wanna Marchi. In questi casi il danno si circoscrive alle decine di migliaia di persone fisiche che purtroppo abboccano per un’infinità di motivi sintetizzati in tre capisaldi: la disperazione, la cupidigia e la paura. Spesso è l’ignoranza la conditio sine qua non, attraverso la quale, i tenutari delle suddette discipline fraudolente, si appoggiano per i loro affari ma, in ogni caso, i danni saranno circoscritti esclusivamente alle persone che si lasciano infinocchiare.
Un discorso profondamente diverso è quando l’imbonimento invade le politiche in un contesto democratico. Quando ogni voto, ogni preferenza ha lo stesso valore per tutti si rischia che l’ingenua illusione di pochi possa coinvolgere, condizionare, danneggiare il futuro di tutti. Nel secolo scorso, la storia ha conosciuto due imbonitori devastanti il cui egocentrismo ha portato il mondo sull’orlo del tracollo, e mentre la loro tragica follia aveva origine da un efficientissimo delirio di onnipotenza, la farsa politica di oggi prende le fattezze di Wanna Marchi.
La Lega di Bossi, mentre aizzava una parte del nord contro il resto di un’Italia che guardava incredula le sue manifestazioni tribali, attraverso persone con le corna in testa che versavano ampolle di acqua del Po su altre teste, insieme ad altri che dicevano di avercelo duro, iniziava a portare fuori i soldi con investimenti in Croazia, per un villaggio turistico da chiamarsi “Skipper”, amministrato da capoccioni leghisti, ad uso e consumo esclusivo dei leghisti, infrastruttura in bancarotta prima ancora di essere inaugurata.
I soldi in Tanzania, i diamanti, i lingotti d’oro, le triangolazioni offshore, i soldi all’università albanese dove i figli di Bossi si sono laureati e infine i quarantanove milioni di soldi pubblici, decretano la fine della Lega Nord. Ed ecco, come d’incanto, la nuovissima Lega per Salvini, senza più un debito da saldare con la giustizia e col popolo italiano, pronta ad iniziare un nuovo percorso.
La Lega di Salvini considera la porzione di Nord che ancora credeva nella Lega di Bossi decrescente e insufficiente per un successo su scala nazionale e allora si pensa di cambiare nemico inglobando il putribondo invasore “terrone” per una lotta sinergica contro l’immigrato. Il “terrone” ci casca e Salvini prende voti anche nel resto d’Italia. Salvini passa dal “Prima il Nord” al “Prima gli Italiani” e, mentre promette l’eliminazione della Fornero e delle tasse, inizia a frequentare Mosca dove i suoi sodali provano a spillare una tangente sulle forniture petrolifere ai russi.
Salvini continua a girare l’Italia stringendo in mano rosari e crocifissi, parlando di figli e famiglia, mentre il suo senatore Armando Siri, indagato per autoriciclaggio, è fuori dal governo. Mentre il tesoriere leghista, il cui cognome non lascia scampo, viene condannato a due anni con rito abbreviato per peculato e interdizione perpetua ai pubblici uffici, mentre Attilio Fontana “scuda” i soldi di “mamma” dalle Bahamas in Svizzera, Salvini non è più in grado di tenere i voti dei meridionali e, attraverso il “Ponte”, prova a farli tornare sui loro passi da chi è in grado di farlo.
Oggi ha il cognato e il suocero agli arresti domiciliari per ipotesi di corruzione in cui dovrebbe essere coinvolta l’ANAS, la punta dell’iceberg delle nostre infrastrutture, e Salvini, Ministro delle Infrastrutture, afferma che la cosa non riguarda né lui, né il popolo italiano, al quale dovrebbe riferire. Considero Wanna Marchi un personaggio geniale e coerente che ha scontato in piena dignità la sua colpevolezza ma allo stesso tempo affermando che se non fossero esistiti tutti quegli imbecilli che le hanno creduto, il problema non sarebbe esistito per nessuno. Può darsi che Salvini non c’entri con i suoi parenti ma, mettendomi nei panni di colui che l’ha votato, non mi sentirei nemmeno di rischiare di sentirmi quell’imbecille che gli ha creduto.
(da TPI)
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Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
SDEGNO NELLA CITTA’ DI BOVOLINO… ORA IDENTIFICATELI E PUBBLICATE NOMI E COGNOMI, COSI’ LE PERSONE CIVILI QUANDO LI INCONTRANO POSSONO SPIEGARGLI COME SI STA AL MONDO
“Vergogna”, queste sono le parole che in tanti hanno rivolto ai tre giovani che nella notte di Capodanno hanno pensato bene di divertirsi bullizzando un clochard che dormiva su un panchina nella stazione ferroviaria di Bovalino, nella Città metropolitana di Reggio Calabria. La scena è sta ripresa in un video che è stato pubblicato poi sui social scatenando la reazione indignata di molti utenti.
Nel breve filmato, ripreso da un passante che sarebbe poi intervenuto per fermare i ragazzini, si vedono tre giovani nella stazione ferroviaria della cittadina ionica vicino al un senzatetto che da alcuni giorni bazzica in zona ed era stato già segnalato.
In particolare si vede che, mentre due di loro rimangono più indietro, uno invece si avvicina al clochard disteso e, dopo aver fatto vedere la bottiglietta agli altri due, ne getta addosso alla vittima il contenuto, probabilmente acqua.
La vittima dello scherzo di cattivissimo gusto è Cristian, un clochard straniero che da qualche giorno vive su una panchina della stazione locale dove nei giorni passati è stato avvicinato dai volontari dell’organizzazione di volontariato “Auser noi ci siamo Bovalino”.
“Non sappiamo niente di lui se non che si chiama Cristian e non possiede nulla! Non parla l’italiano, i vestiti che ha addosso sono sporchi e laceri e una coperta gli ha permesso di superare le notti fredde” avevano spiegato il 30 dicembre scorso i volontari che gli hanno prestato una prima assistenza.
“Su segnalazione del sindaco di Bovalino, provvediamo a rifocillarlo con piatti e bevande calde, vestiti pesanti, sapone e rotoloni di carta per la pulizia. Ripareremo le sue ali così che possa volare” avevano scritto i volontari sui social. Purtroppo però, oltre alla vicinanza di altri cittadini del posto, poche ore dopo la notizia del senzatetto ha attirato l’attenzione anche dei tre giovani protagonisti del bruttissimo gesto.
(da Fanpage)
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