Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
SI INDAGA PER NAUFRAGIO COLPOSO MENTRE A LAMPEDUSA SI NASCONDE OGNI TRACCIA DELL’ENNESIMA STRAGE A POCHE MIGLIA DALLA COSTA
Una porta in legno, i ruderi di un cantiere, e un cumulo di bare illuminate da una torcia. Così viene nascosto l’ennesimo naufragio consumatosi a largo delle coste lampedusane.
“Andate via, andate via”, ci urlano le persone che stanno incastrando gli ultimi due cadaveri recuperati in mare dentro una piccola stanza, in quella che dovrebbe essere la camera mortuaria, tra decine di loculi vuoti, all’interno di quello che probabilmente sarà il nuovo cimitero dell’isola.
Nella tarda mattinata di ieri Fanpage.it aveva ricevuto la notizia che a 14 miglia SSW da Lampedusa un barcone si era ribaltato e numerose persone erano già annegate, verso le 12:30 due motovedette della Guardia Costiera erano in mare e intorno alle 14:30 il primo sbarco di 14 salme al Molo Favaloro di Lampedusa.
Secondo quanto ricostruito attraverso le prime dichiarazioni dei sessanta superstiti (56 uomini e 4 donne), due imbarcazioni erano partite da Tripoli tra le 2 e le 4 della notte di mercoledì. Ad un certo punto una delle due barche avrebbe iniziato a caricare acqua e le persone si sarebbero quindi trasferite sull’altra imbarcazione, che successivamente si è capovolta a causa delle onde e del sovraffollamento.
L’ultima tragedia, prima di questa, risale allo scorso marzo: 6 persone erano morte in seguito al ribaltamento di un gommone, e almeno 40 non sono mai state trovate.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono almeno 370 le persone morte e 300 quelle disperse sulla rotta del Mediterraneo centrale, la rotta migratoria più pericolosa al mondo, dall’inizio dell’anno al 9 agosto.
Nello stesso periodo, precisa l’agenzia dell’Onu, le persone intercettate in mare e riportate nell’inferno libico, grazie agli accordi stipulati con l’Italia e l’Europa, sono state 14.063.
Alle 22:53 al Molo Favaloro vengono ancora trasferite bare, l’ultima viene caricata nel furgone grigio delle pompe funebri tra la musica dei bar intorno e le chiacchiere dei turisti in attesa di festeggiare ferragosto.
Anche qui nessuno ci dice niente: la Croce Rossa esplicita che per “direttive superiori” non può riferire neanche il numero di salme arrivate sul molo, così come la polizia. Solo dopo, nella camera mortuaria di Cala Pisana, ci diranno che sono arrivate 23 bare, un numero diverso da quello riferito da altri media che hanno dichiarato 27 morti accertati. Resta ancora imprecisato il numero di dispersi.
Di certo c’è che ieri tra i corpi recuperati dal mare c’erano anche quelli di una bimba di un anno e di tre adolescenti. Intanto continuano le ricerche a largo dell’isola siciliana, mentre il molo Favaloro si riempie di naufraghi: gli ultimi sono stati soccorsi e fatti sbarcare sull’isola verso l’una di notte, una cinquantina di persone successivamente trasferite in Hotspot.
(da Fanpage)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
GLI STUDENTI, APPOGGIATI DA LARGHE FASCE DELLA POPOLAZIONE E DA PARTE DELL’OPPOSIZIONE, CHIEDONO ELEZIONI ANTICIPATE DOPO LA MORTE DI 16 PERSONE NEL CROLLO DI UNA TETTOIA ALLA STAZIONE DI NOVI SAD CAUSATA, A LORO AVVISO, DA INCURIA E SCARSI CONTROLLI LEGATI ALLA CORRUZIONE DILAGANTE NEL PAESE
Alta tensione in serata a Belgrado e altre città della Serbia, dove il movimento degli studenti
in agitazione ha inscenato in contemporanea nuove, massicce proteste antigovernative, con violenze e incidenti di piazza che hanno causato il ferimento di numerosi poliziotti.
Il ministro dell’interno Ivica Dacic, stigmatizzando il comportamento violento e aggressivo dei manifestanti, ha parlato di almeno 15 agenti feriti, alcuni in condizioni serie. Nella capitale Belgrado, a Novi Sad, Cacak, Kraljevo e altre località i dimostranti hanno attaccato le forze di polizia bersangliandole con fitti lanci di sassi, bottiglie, uova, sacchetti di spazzatura e altri oggetti
Gli agenti, ha detto Dacic, sono intervenuti in molti casi a difesa di sedi del partito di governo Sns assediate dai dimostranti, e a difesa delle quali si sono schierati miltanti del partito, aggrediti a loro volta da gruppi di facinorosi. Tentativi di irruzione nel
sedi di partito sono stati respinti dalla polizia intervenuta in assetto antisommosa, con cordoni a separare le opposte fazioni.
A Belgrado un corteo di studenti ha raggiunto il Parco Pionirski, di fronte al parlamento, dove dallo scorso marzo sono accampati gruppi di studenti contrari al movimento di protesta e che chiedono da tempo di poter tornare nelle facoltà universitarie occupate e riprendere i regolari corsi di studio.
In tarda serata è intervenuto il presidente Aleksandar Vucic che, con messaggi sui social, ha lanciato appelli alla calma e a porre fine a violenze gratuite e del tutto ingiustificate contro le forze di polizia.
Già ieri sera vi erano stati scontri e incidenti a Vrbas e Backa Palanka con il ferimento di quattro agenti. La nuova fiammata di proteste antigoverntive e violenze si è registrata dopo un periodo di relativa calma da parte del movimento degli studenti che, appoggiati da larghe fasce della popolazione e da parte dell’opposizione, contestano presidente e governo della Serbia sin dallo scorso novembre, dopo la morte di 16 persone nel crollo di una tettoia alla stazione di Novi Sad causata, a loro avviso, da incuria e scarsi controlli direttamente legati alla corruzione dilagante nel Paese. Per questo dalla scorsa primavera gli studenti chiedono giustizia per le vittime e elezioni anticipate.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
LA DONNA AVEVA DENUNCIATO LE VIOLENZE E LE MINACCE SUBITE DAL 57ENNE, CHE AVEVANO FATTO SCATTARE UN DIVIETO DI AVVICINAMENTO E L’ATTIVAMENTO DEL BRACCIALETTO ELETTRONICO, CHE PERÒ NON AVREBBE FUNZIONATO
Aveva denunciato le violenze subite dell’ex marito dal quale si era allontanata, segnalazioni ripetute che a giugno avevano fatto scattare le misure previste dal Codice rosso, un divieto d’avvicinamento e anche l’attivazione del braccialetto elettronico. Che non è bastato però a salvare la vita a Tiziana Vinci, 54 anni, massacrata ieri mattina a coltellate dall’ex marito mentre era al lavoro alla Spezia. Una villetta di via Genova, proprietà di un imprenditore, dove la donna lavorava come colf. E dove l’ex coniuge, Umberto Efeso, autotrasportatore di 57 anni, è riuscito a rintracciarla, raggiungerla e colpirla a morte, a coltellate.
Le minacce erano proseguite secondo testimoni anche negli ultimi 20 giorni, in un’escalation che ha avuto il culmine ieri alle
11 quando l’uomo si è introdotto nella villetta: pochi istanti, un diverbio e poi le coltellate. Almeno tre quelle fatali, a un fianco. Le urla hanno richiamato l’attenzione di un’altra donna nello stabile e che per prima ha dato l’allarme. Non è bastato: all’arrivo di ambulanza e automedica, la 54enne riversa a terra era già in arresto cardiaco. È morta poco dopo, mentre il suo aggressore era già riuscito ad allontanarsi.
Una fuga durata un’ora, poi Efeso si è consegnato ai carabinieri della stazione di Ceparana, piccola frazione del Comune di Bolano, alle pendici dell’appennino in Val di Vara, sulle prime alture della provincia di La Spezia. Si è presentato agli stessi militari che avevano raccolto le denunce della vittima, che avevano attivato i protocolli di sicurezza e avevano il compito di controllare il funzionamento del braccialetto elettronico. E che all’inizio di agosto avevano anche fatto una segnalazione per una serie di non meglio precisati malfunzionamenti, tuttora oggetto di verifica, con un sollecito ai gestori della rete informatica per ottenere una manutenzione. Era prevista entro il 22 agosto.Il 57enne è stato arrestato e a lungo ascoltato nella notte dal pm di turno per cercare di ricostruire quanto accaduto. La coppia, che aveva avuto sei figli, aveva vissuto per un po’ di anni anni a Follo, sempre in Val di Vara. Le denunce di violenza, minacce e abusi risalgono ai mesi scorsi, da qui le loro strade si erano separate e la donna si era trasferita in un Comune vicino della vallata e poi a La Spezia, con uno dei figli, forse anche per essere più vicina al lavoro.
Un perimetro di pochi chilometri a separarli, attorno le vallate e le strade che si arrampicano in altura, dove il campo telefonico
sparisce dietro ogni curva. Il campo è lo stesso su cui viaggiano i segnali che attivano il braccialetto elettronico previsto dal ministero dell’Interno per vari reati, compresi quelli denunciati da Tiziana. Una misura di sicurezza, che dovrebbe servire per proteggere le vittime di violenze e abusi. E che è soggetta a una serie di previsioni, manutenzioni e cautele. Compreso il check sul suo funzionamento, in mancanza del quale può essere attivato anche un servizio di «vigilanza di controllo», prassi che prevede verifiche e «giri» di pattugliamento attorno a un obiettivo in attesa dell’attivazione dello strumento o di una sua manutenzione, in caso di guasti.
Ma ieri quando Efeso ha estratto il coltello, portava ancora il braccialetto elettronico alla caviglia. Sul rilevamento dell’alert, per l’avvicinamento alla ex moglie, e su eventuali malfunzionamenti saranno le verifiche tecniche a fare chiarezza.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
E’ AUMENTATO DI 18 MILIARDI RISPETTO A GIUGNO 2025 – LA QUOTA DEL DEBITO DETENUTA DALLA BANCA D’ITALIA HA CONTINUATO A DIMINUIRE
Lo scorso giugno il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 18 miliardi
rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.070,7 miliardi. Lo comunica Bankitalia. L’incremento riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (16,4 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (0,8 miliardi, a 47), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,8 miliardi).
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 19,7 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 1,7 miliardi. Quello degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni.
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 19,6 per cento (dal 20,0 del mese precedente), mentre a maggio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 33,2 per cento (dal 33,0 per cento del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,1 per cento (dal 14,3 per
cento).
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
E POI LE RESTRIZIONI ALLE SERATE IN SPIAGGIA HANNO TRASFORMATO LA “PERLA DELLA VERSILIA” IN UN MORTORIO – SOPRAVVIVONO, COME ZOMBIE, LE “SCIURE” MILANESI RIFATTONE
Da “Sapore di Mare” a morte (non a Venezia), ma a Forte dei Marmi. Dall’ atmosfera spensierata degli anni sessanta in cui tutto era permesso alle restrizioni che han fatto della perla della Versilia un mortorio: in bici nel deserto.
Certo non c’è Dirk Bogarde che in “Morte a Venezia”, il capolavoro di Luchino Visconti, moriva in spiaggia osservando l’efebico Tadzio mentre la tinta dei capelli gli colava sul viso, ma poco ci manca tra spiagge vuote e carenza di clienti in hotel, spiagge e ristoranti quasi tutti con prezzi inavvicinabili.
È calato un velo di tristezza su Forte dei Marmi. Le ordinanze, che con spirito lodevole hanno tentato di arginare gli eccessi, hanno di fatto vietato musica e balli in spiaggia.
Insomma l’operazione è andata bene, ma il paziente è morto. Sopravvivono, come gli zombie di “The Waking Dead”, le infaticabili sciure (non solo) milanesi con o senza marito che si divertono alle feste dove canta (quasi) sempre Alessandro Ristori, il cantante più sudato della storia, con i Portofino’s, la sua band, che mette una certa tristezza, ma mancano i russi sostituiti dagli arabi.
Le note dolenti superano quelle positive con ristoratori e albergatori che ormai confidano solo sull’ arrivo degli stranieri visto che sono pochi gli italiani disposti a spendere almeno trecento euro a notte con prima colazione compresa.Ma abbassare i prezzi, no? Il vuoto del mese di Luglio era stato salutato con la speranza di un agosto diverso, ma così non è stato.
E l’amministrazione è pronta a limitare drasticamente il numero di serate con musica. L’obiettivo condiviso è salvaguardare il decoro delle spiagge di Forte dei Marmi.
Ma è il sistema di accoglienza turistica che è in affanno. Gli stipendi da fame e l’inflazione hanno spinto gli italiani a restare a casa. Chi puo’ concedersi qualche giorno di villeggiatura lo fa al risparmio. L’Istat ha certificato che la percentuale di italiani che riesce ad andare in vacanza è calata del 15%.
L’attore Alessandro Gassmann ha tuonato: “La situazione economica del Paese spinge gli italiani a scegliere una spiaggia libera. Abbassate i prezzi e le cose, forse, andranno meglio”. Ma i concessionari delle spiagge fanno orecchie da mercante: impongono i tornelli all’ingresso della spiaggia, come in Sicilia; vietano ai bagnanti di portare la “schiscetta” con il cibo sotto l’ombrellone; pretendono cifre folli per un ombrellone e due lett
Dalla Versilia alla Riviera romagnola, Liguria e Salento, l’andazzo è lo stesso. Il turismo tricolore è in crisi. E infatti sono gli stranieri a tenere in vita il settore.
Eppure il governo sventola risultati trionfalistici, inA Forte dei Marmi si vive ormai di balorda nostalgia. Il futuro più roseo è alle spalle. Qualcuno si illude di veder spuntare l’iconica Selvaggia del film “Sapore di Mare”, interpretata da Isabella Ferrari, o i giovani Eleonora Giorgi e Massimo Ciavarro del sequel che mangiano pizza fredda e beveno birra calda. Altri tempi, altra Italia.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
UNA VERA E PROPRIA OCCUPAZIONE A FRONTE DI PREZZI SEMPRE PIÙ ALTI E FAMIGLIE CHE, CON STIPENDI AL PALO, NON RIESCONO AD ANDARE IN VACANZA: QUEST’ANNO IL 58% DEGLI ITALIANI RESTA IN ITALIA, MA NON SI PUÒ PERMETTERE NEANCHE IL MARE… 6,2 MILIONI DI PERSONE, IL 35,7% DEL TOTALE DELLA FORZA LAVORO, GUADAGNANO CIRCA MILLE EURO NETTI AL MESE
Rubano anche il mare in Italia. Le spiagge libere sono sempre più rare. E quelle “non libere”
sempre più care. L’effetto è quindi duplice. Uno: la crisi economica sta rubando le vacanze al 25% degli italiani, perché un cittadino su 4 non può permettersi di partire e gioco forza sceglie la staycation: resta a casa anche in
ferie. Due: la privatizzazione delle coste, tra concessioni scadute e il Governo che prende tempo, restringe il diritto di godimento del mare gratis.
Il 58% della popolazione – secondo il “Behavior Change Report” di YouGov – questa estate resta in Italia per le vacanze estive. Ma a quanti di questi è stato rubato anche il mare? Partiamo dal portafoglio degli italiani.
Perché i desideri si realizzano se in famiglia ci sono i soldi. E purtroppo ce ne sono sempre meno. Sono 6,2 milioni gli italiani che guadagnano 15mila euro lordi l’anno, circa mille netti al mese: rappresentano il 35,7% del totale della forza lavoro. Lavoro povero, così è (statisticamente) definito.
In quattro anni per ombrelloni e lettini, secondo un recente report di Altroconsumo, l’incremento della spesa ha toccato il 17%. Il risultato? Molti italiani disertano i lidi privati: i consumi si abbassano, le presenze calano fino al 30%. L’Ue chiede all’Italia – da tempo – di revocare la proroga automatica e di regolamentare le concessioni degli stabilimenti.
Ma se guardiamo ancora ai dati, il mare è in gabbia, transennato da lidi uno dopo l’altro. Per esempio «il 70% delle coste liguri è occupato da stabilimenti balneari, campeggi o complessi turistici, un record europeo» ha denunciato in questi giorni Legambiente. Qui, le spiagge libere sono il 22%. […] Su 63 comuni costieri, 21 non rispettano la soglia minima del 40% di spiagge libere o libere attrezzate come vorrebbe la legge regionale del 2008.
Con situazioni limite nel Savonese: Spotorno ad esempio ha solo il 3,1% di spiagge libere, Loano il 4,7%. I dati di Goletta Verde illustrano criticità anche nel Levante ligure: a Lerici il mare è di tutti solo al 10,7%; Santa Margherita arriva a 15,8%.Stefano Salvetti, referente nazionale Adiconsum Liguria, fotografa così la situazione: «Il settore balneare ha un fatturato che supera i venti miliardi e restituisce allo Stato poco più di cento milioni».
Secondo l’ultimo monitoraggio, che risale al 2021, le concessioni balneari sono 12.166, aumentate in tre anni del 12,5%. E questa progressiva scomparsa delle spiagge libere in Italia rappresenta un esproprio silenzioso a favore dei gestori di lidi privati che penalizza soprattutto il ceto medio, sempre più impoverito. [in Emilia Romagna la costa sabbiosa in mano ai privati raggiunge quota 69,5%; in Campania il 68%, nelle Marche il 62%, in Toscana manca poco per coprire il 53% e in Puglia la percentuale supera il 48%. In alcune regioni le spiagge private sono piccole lingue di sabbia tra un lido e l’altro. Prendi Napoli: nel primo tratto di via Posillipo due stabilimenti hanno occupato le spiagge e quello che resta viene diviso tra i bagnanti. Un’ordinanza del Comune, che ha fatto infuriare molti, stabilisce che entrano (solo) 12 persone alla volta. Nulla.
A Posillipo è tornato il numero chiuso alle spiagge delle Monache e di Donn’Anna: era stato bocciato dal Tar lo scorso anno dopo un ricorso, ma è prevalsa la “sicurezza pubblica” […] Si fa il bagno solo su prenotazione e solo 3 volte a settimana.
Anche a Mondello, in Sicilia è battaglia per un posto al sole. Il deputato regionale di Controcorrente, Ismaele La Vardera ha iniziato a chiedere lumi sulla legittimità di tornelli e recinzioni sul lungomare. Così sono arrivati i controlli di guardia costiera e finanza, mentre la Regione ha vitato nuove recinzioni. In
Basilicata, a Metaponto, una spiaggia pubblica è stata trasformata in privata: i carabinieri hanno sequestrato 180 ombrelloni e 170 sdraio e tavoli di plastica. E da Napoli arriva un’altra storia denunciata dal deputato Francesco Maria Borrelli (Avs): i gestori di un lido privato hanno trattenuto a una signora pietanze e cibo portati da casa perché «non consentiti».
Massimo Melpignano, avvocato di Konsumer Italia ricorda che «è illegittimo vietare l’ingresso del cibo portato da fuori e perquisire le borse».
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
“VUOL SEPARARE GLI STATI UNITI DALL’EUROPA E INDEBOLIRE O DISTRUGGERE LE RELAZIONI TRANSATLANTICHE CREATE DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE. …VUOLE CHE LA NATO PONGA FINE A OGNI ESPANSIONE, RITIRI LE TRUPPE DAI PAESI CHE VI HANNO ADERITO POST 1997, COMPRESI GLI EX SOVIETICI, E NEGOZI UNA NUOVA ‘ARCHITETTURA DI SICUREZZA’ CHE RICONOSCA LA VECCHIA SFERA DI INFLUENZA SOVIETICA”
Trump nel corso della conference call a cui partecipava anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha rassicurato i leader impegnandosi: «Se il primo incontro andrà bene, ci sono ottime probabilità che organizzeremo un secondo meeting fra Putin e Zelensky. Più produttivo del primo perché avrò capito dove siamo». La tela pazientemente intessuta dall’ambasciatore Usa alla Nato Matthew Whitekar – che ha svolto un ruolo chiave nell’incoraggiare The Donald a riconoscere il valore dell’alleanza e a considerare il punto di vista europeo – ha retto, tanto che il presidente ha poi parlato di «Ottima riunione».
Ma intanto il presidente degli Stati Uniti, pur ostentando ottimismo e ribadendo di volere «la fine della guerra di Joe Biden» non solo non si sbilancia su cosa dirà a Putin. Ma mette addirittura le mani avanti, dicendo di non sapere se potrà impedirgli di continuare a colpire i civili. «Mi è già successo di avere colloqui positivi con lui e poco dopo scoprire che un suo razzo ha colpito una casa di riposo o un condominio e c’erano molti morti» ha detto rispondendo alla specifica domanda di un giornalista in merito: «Non posso fermarlo, mi sono già trovato in questa situazione»
Se però la trattativa con Mosca dovesse fallire, assicura, «ci saranno conseguenze», ma non specifica quali. Lo fa per lui
poco dopo il segretario al Tesoro Scott Bessent: «Se il colloquio andrà male, sanzioni e dazi secondari aumenteranno». Mentre un alto funzionario statunitense conferma ad Axios che in quel caso «continueremo anche a vendere armi all’Ucraina». Allo stesso sito d’informazione, d’altronde, un’altra fonte sussurra: «Trump è ancora arrabbiato con Putin, se potesse scegliere gli affonderebbee l’economia. Se usa una retorica che può sembrare filorussa è perché pensa di poter ottenere così più risultati».
Il Cremlino, però, sembra inamovibile: «La posizione della Russia resta invariata ed è quella già espressa poco più di un anno fa, il 14 giugno 2024», ha affermato ieri il portavoce del Ministero degli Esteri Alexei Fadeev, riferendosi al discorso pronunciato da Putin un anno fa, dove delineò le sue condizioni per arrivare alla pace: il ritiro completo delle forze di Kiev da regioni chiave ucraine insieme all’abbandono delle sue ambizioni per far parte della Nato. Proposte che indignarono l’Occidente Di sicuro l’atteggiamento di Mosca – lo sottolinea il New York Times – preoccupa gli analisti.
«Resta il timore che la conversazione pianificata in fretta con gli europei finisca solo per fare il gioco di Putin, maestro di manipolazione». Non basta: gli obiettivi dichiarati del russo, lo sottolinea ancora il giornale, non si limitano all’Ucraina: «Vuol separare gli Stati Uniti dall’Europa e indebolire o distruggere le relazioni transatlantiche create dopo la Seconda Guerra Mondiale. Vuole che la Nato ponga fine a ogni espansione, ritiri le truppe dai paesi che vi hanno aderito post 1997 – compresi gli ex sovietici – e negozi una nuova “architettura di sicurezza” che riconosca la vecchia sfera di influenza sovietica».
(da La Repubblica)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
IL “CORRIERE” FA UN RIPASSO DI STORIA: “L’IDEA CHE LA RUSSIA NON POSSA PERDERE ALCUNA GUERRA È UNO DEI CARDINI DELLA PROPAGANDA DEL CREMLINO DALL’INVASIONE DELL’UCRAINA: PIÙ CHE UNA VERITÀ (CHE NON È) SEMBRA UNA SCARAMANZIA” – BASTA RICORDARE COSA AVVENNE NELLA GUERRA DI CRIMEA DEL 1853, NELLA GUERRA RUSSO-GIAPPONESE DEL 1904, NELLA BATTAGLIA DI TANNENBERG MONDIALE E NELLA GUERRA INAFGHANISTAN NEL 1979…
Donald Trump e il suo inviato speciale per le guerre Steve Witkoff sembrano poco
interessati alla storia […] In verità, nemmeno molti leader europei danno grande importanza ai suggerimenti del passato o, meglio, vanno sul molto facile: in vista del vertice d’Alaska, domani, tra il presidente americano e quello russo Vladimir Putin, temono per esempio che si ripetano Monaco 1938 o Yalta 1945.
Cioè il cedimento dell’Occidente a Hitler oppure la spartizione dell’Europa con Stalin. Ci sono invece alcuni eventi nemmeno troppo remoti dei quali l’uomo forte del Cremlino è certamente cosciente. Averli presenti nella conversazione politica europea può forse aiutare a cambiare la lettura dell’invasione dell’Ucraina; almeno, a relativizzare i muscoli di Putin.
Durante la Guerra di Crimea (1853-1856) la Russia zarista subì una sconfitta storica che le fece perdere, oltre a mezzo milione di uomini, Moldavia e Valacchia (Romania) e l’accesso militare al Mar Nero. Uno choc per l’impero zarista.
Nella guerra russo-giapponese del 1904-1905 Mosca fu militarmente umiliata dal Sol Levante (perse Manciuria e Corea) e la sconfitta non fu insignificante nello scatenare la rivoluzione del 1905 che fece vacillare il regime e costrinse lo zar Nicola II ad alcune riforme.
All’inizio della Prima guerra mondiale, la Russia subì un rovescio nella battaglia di Tannenberg a opera dei tedeschi: fu l’inizio di una rotta che finì con la Rivoluzione Bolscevica di Lenin nel 1917 e la caduta del regime zarista.
Il crollo dell’Urss, a inizio Anni Novanta, ha molto a che fare con la disastrosa invasione dell’Afghanistan iniziata nel 1979 e terminata nel 1989 con la sconfitta e la ritirata di Mosca.
Quando viene attaccata, per esempio da Napoleone e da Hitler, la Russia ha una grande capacità di resistenza. Quando punta a espandersi e invade, non solo rischia brucianti sconfitte: terremota il regime che si è gettato nell’avventura. L’idea che la Russia non possa perdere alcuna guerra è stata uno dei cardini della propaganda del Cremlino e dei suoi sodali dall’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022: più che una verità (che palesemente non è) sembra una scaramanzia. È il fronte interno, per quanto militarizzato dalla propaganda nazionalista, lo storico punto debole dei regimi russi. L’Europa lo ricorda poco.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2025 Riccardo Fucile
L’ASSALTO DEI TURISTI POCO RISPETTOSI
Ferragosto, per molti, significa relax: lettino, libro e ombrellone. Per altri, invece, è un’operazione di conquista in piena regola. In
alcune località balneari e montane, la presenza di turisti poco rispettosi si trasforma in un assalto organizzato: spiagge, scogli e sentieri diventano spazi da occupare. E se è vero che Ferragosto è storicamente uno di quei momenti in cui gli amici si ritrovano e le famiglie si riuniscono, spesso questo avviene a danno del patrimonio naturalistico e non solo.
Campeggi improvvisati e gare di moto d’acqua
A Porto Cesareo, nel cuore dell’area marina protetta, un isolotto lungo la Riviera di Ponente è stato trasformato in un campeggio improvvisato: grandi ombrelloni, paraventi, tende piantate con precisione. I residenti li hanno ribattezzati i «padroni dell’isolotto» per l’organizzatissima struttura che hanno in piedi. Come riportato dal Messagero, a Gallipoli il copione cambia, perché oltre all’affollamento, si registrano episodi pericolosi: bottiglie d’acqua lanciate contro auto in transito e moto d’acqua che sfrecciano a pochi metri dalla riva, sollevando onde che disturbano bagnanti e sportivi e costringendo la Guardia Costiera a multe e interventi continui.
Da Sud a Nord
In Liguria, ad Alassio, la spiaggia si è trasformata in un ring da boxe: una lite tra un giovane e un bagnino è degenerata in un’aggressione fisica davanti a decine di persone, con il video subito diffuso sui social. In Sardegna, l’inciviltà si misura in rifiuti: sacchi di plastica, mozziconi e resti di picnic abbandonati anche nelle spiagge più note come Is Arutas. Secondo Legambiente, ci sono in media 892 rifiuti ogni 100 metri di litorale, il 78% dei quali è plastica. Nemmeno la montagna è
risparmiata: sulle Dolomiti e nelle Orobie si segnalano escursionisti impreparati, rifugi danneggiati e bivacchi vandalizzati.
(da agenzie)
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