Destra di Popolo.net

PONTE SULLO STRETTO, LA CORTE DEI CONTI: “ITER NON RISPETTA NORME EUROPEE, IL GOVERNO SI FERMI”

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

LA CORTE DEI CONTI HA PUBBLICATO LE MOTIVAZIONI DELLA BOCCIATURA DEL CONTRATTO: “I CRITERI SONO STATI MODIFICATI, VA FATTA UNA NUOVA GARA. I COSTI A CARICO DELLO STATO SONO INDEFINITI E INCERTI” … TRADOTTO: È TUTTO DA RIFARE, CON BUONA PACE DI SALVINI

L’iter messo in piedi dal governo Meloni per realizzare il ponte sullo Stretto non rispetta le norme europee. In particolare non rispetta la direttiva sugli appalti, con il rischio di apertura di una procedura di infrazione e contenziosi civili infiniti.
La Corte dei conti dopo aver bocciato la delibera Cipess che stanziava 13,5 miliardi di euro per l’opera, ha bocciato anche l’atto aggiuntivo: il contratto in soldoni, tra il ministero dell’Economia e il Mit e la società concedente, Stretto di Messina.
Tre le azioni nel mirino dei giudici contabili nelle motivazione appena pubblicate sulla bocciatura del contratto: si doveva fare una nuova gara perché sono cambiati i criteri; in ogni caso non c’è alcuna certezza che rispetto alla vecchia gara del 2005 i costi non salgano di più del 50 per cento e i calcoli sono troppi generici; terzo, non si può prevedere in queste condizioni alcun
risarcimento e penale a favore dei privati che hanno vinto la vecchia gara che però era stata bandita in project financing, cioè con costi a carico anche delle aziende non solo dello Stato, come invece ha voluto il governo Meloni.
In primis i giudici contabili contestano il calcolo dei costi, tra l’altro tutti a carico dello Stato e incrementati attraverso un emendamento politico della Lega.
Calcolo bocciato già dai giudici nella delibera Cipess: “Non può non tenersi conto, in questa sede, dell’inefficacia del Piano economico e finanziario in ragione della sua mancata registrazione e delle ricadute che ciò comporta sulla validità dell’atto aggiuntivo che ne assorbe i contenuti, modificando in coerenza la convenzione originaria.
Altra contestazione riguarda l’appalto: per i magistrati contabili si doveva rifare una nuova gara, essendo cambiati i criteri e per il rischio che superi del 50 per cento i costi rispetto al 2005 (soglia, quella del 50 per cento, fissata dalle direttive Ue).
Scrive la Corte dei conti: “Il Pef, oltre a richiamare più volte il contratto fin dalle premesse, contiene, nell’ambito del quadro economico complessivo dell’investimento, un’analisi dei corrispettivi riconosciuti – proprio in forza del citato contratto – al contraente generale e determinati in euro 10.508.820.773,00 (cui va aggiunto quanto dovuto al Project Management Consultant e al Monitor).
In ogni caso, si sottolinea la diversità della presente fattispecie rispetto a quella oggetto della citata normativa europea: l’art. 72 della direttiva Ue si riferisce all’ipotesi di modifica dei contratti
durante il periodo di validità e non anche all’ipotesi – qual è quella de qua – di modifica di contratti già caducati ma tornati a produrre effetti in ragione di un successivo accordo di revivisce…
Ed infatti, per ammissione della stessa Amministrazione, l’aumento del valore contrattuale non consegue solo alla mera indicizzazione dei prezzi, prevista o meno nei documenti di gara iniziali, ma anche ai nuovi lavori necessari per adeguare il progetto alle sopravvenute necessità tecniche…
Infine con particolare riferimento alla mancata valutazione, ai fini dell’ulteriore verifica del rispetto del limite del 50 per cento la valutazione degli aggiornamenti progettuali in misura pari a euro 787.380.000,00, in quanto frutto di un’attività di mera stima, rende possibile il rischio di ulteriori variazioni incrementali, incidenti – in disparte i problemi di reperimento di nuove coperture – sul superamento della soglia del 50 per cento delle variazioni ammissibili”.
Infine il contratto. La Corte evidenzia “che il contratto originario era stato stipulato il 27 marzo 2006 tra la concessionaria Stretto di Messina e la società Eurolink, quale contraente generale selezionato previa procedura di gara. Conformemente a quanto previsto dall’art. 5.2 del relativo bando del 2005, il contrante generale prendeva atto che SdM intendeva ricorrere, per il finanziamento di quota parte dell’opera, alla tecnica della finanza di progetto.
Diversamente, nell’atto aggiuntivo alla convenzione di concessione è prevista, la mera facoltà per la concessionaria SdM, previa valutazione di compatibilità con gli equilibri di finanza pubblica da parte del Mef, di reperire finanziamenti sul mercato interno o internazionale. La descritta differenza consegue al sopravvenuto totale finanziamento pubblico dell’opera, tale da rendere non necessario il reperimento di quota parte del finanziamento tramite ricorso.
Una simile differenza di finanziamento dell’opera è tale da modificare sostanzialmente la natura del contratto. Infatti, la circostanza che l’opera sia completamente finanziata con fondi pubblici cambia la natura del contratto”.
Per la Corte poi è sbagliato prevedere penali a favore del privato in caso di blocco dell’opera: Stante il finanziamento dell’opera con il ricorso esclusivo a risorse pubbliche, sia nei casi di recesso per motivi di pubblico interesse e di mancato accordo finalizzato all’adozione del Pef, come anche nel caso di subentro di un nuovo concessionario o di inadempimento del concessionario, non potrebbe essere riconosciuto alcun indennizzo al concessionario da parte del concedente, qualificato quale società in house”.
Le reazioni politiche a questa dura delibera della Corte dei conti arrivano subito. “Con le motivazioni depositate con la seconda delibera della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto di Messina, ormai è chiaro che Salvini e Ciucci hanno fallito e dovrebbero trarne le conseguenze”, dice Angelo Bonelli di Avs.
“Un fallimento su tutta la linea per il governo. Questa opera continua a dimostrarsi un progetto dannoso, costoso e lontano dalle reali esigenze dei cittadini e del Mezzogiorno. Non ha
senso continuare a inseguire un’opera che rischia di consumare miliardi di denaro pubblico senza benefici chiari per le comunità, alimentando solo spese faraoniche e propaganda politica”, dice il capogruppo del Pd nella commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

MA SI PUÒ ASPETTARE 360 GIORNI PER UNA TAC? SECONDO DUE RAPPORTI DI “CITTADINANZATTIVA”, LE LISTE D’ATTESA INFINITE METTONO SEMPRE PIÙ A REPENTAGLIO IL DIRITTO ALLA SALUTE

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

CI VOGLIONO 720 GIORNI PER UNA COLONSCOPIA E 500 GIORNI PER LE PRIME VISITE SPECIALISTICHE… SECONDO L’AGENAS, NELLA FASCIA DI PRIORITÀ URGENTE LA COLONSCOPIA SUPERA, PER 1 PAZIENTE SU 4, I 105 GIORNI RISPETTO AL LIMITE DELLE 72 ORE

Liste d’attesa, carenza di personale e disomogeneità territoriale mettono ancora a rischio l’effettività del diritto alla salute. Emerge da due Rapporti presentati oggi da Cittadinanzattiva.
Dall’analisi sul 2024 di oltre 16mila segnalazioni dei cittadini emerge che il 47,8% riguarda difficoltà di accesso alle prestazioni, soprattutto per le liste d’attesa: fino a 360 giorni per una Tac, 720 per una colonscopia e 500 giorni per le prime visite specialistiche.
Secondo un’elaborazione su dati Agenas 2025, però, nella fascia di priorità urgente la colonscopia supera, per 1 paziente su 4, i 105 giorni rispetto al limite delle 72 ore.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

A 53 GIORNI DALL’INAUGURAZIONE DEI GIOCHI, LA CORTINA OLIMPICA ARRANCA IN MEZZO AI CANTIERI: TRA OPERE IN RITARDO O RIMASTE AL PALO, IL RISCHIO FLOP AUMENTA

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

COMPLETATI SOLO 3 INTERVENTI SUI 25 PREVISTI IN VENETO (IL FINE LAVORI SLITTA A DOPO LE OLIMPIADI INVERNALI 2030, CONTESE TRA NORD AMERICA E NORVEGIA)… DECINE LE INTERRUZIONI STRADALI TRA BELLUNO E CORTINA. NON UN TUNNEL APERTO, O UNA CIRCONVALLAZIONE PERCORRIBILE: QUASI DUE ORE DI MACCHINA PER COPRIRE UNA SESSANTINA DI CHILOMETRI, VELOCITÀ MEDIA 30 ALL’ORA

Olimpiadi invernali? Mai sentite nominare: non sono del posto». I cortinesi, per non cedere allo sconforto, scherzano. Mancano 53 giorni dall’inaugurazione dei Giochi: stando alle promesse, dovrebbero già vivere «nella più moderna località turistica delle Alpi». Si svegliano invece «nel caos del più vasto cantiere montano d’Europa, tra lavori in corso privi di un termine prevedibile».
Nel 2019, all’assegnazione di Milano-Cortina, nei caffè affacciati sul salotto di Corso Italia si erano stappate le bottiglie. «Sono passati sei anni — dice la consigliera comunale Roberta de Zanna — e oggi la gente non vede l’ora che arrivi fine marzo, sperando di sopravvivere. Alle bugie della politica è seguita la disorganizzazione dei manager: atleti e televisioni di tutto il mondo, al posto dello spettacolo delle Dolomiti, saranno accolti da una foresta di gru, impalcature, prati squarciati e colonne di auto bloccate nel traffico».
L’incubo-incompiuta minaccia di debuttare già prima di Natale. Decine i cantieri aperti e le interruzioni stradali tra Belluno e Cortina. Non un tunnel aperto, o una circonvallazione percorribile: quasi due ore di macchina per coprire una
sessantina di chilometri, velocità media 30 all’ora. «Con festività e Giochi — dice Silverio Lacedelli, ex dirigente regionale — l’assalto si profila ingestibile. Il ritardo delle opere ha messo in ginocchio la viabilità, i cantieri hanno cancellato i parcheggi. Albergatori, rifugisti, commercianti e gestori degli impianti di risalita non credono a ciò che vedono: un affare, nell’immediato, ridotto a un disastro anche economico».
Ad allarmare non sono solo le 105 licenze, tra pubblico e privato, concesse per opere olimpiche in corso, ancora da appaltare, in attesa di finanziamenti, o neppure progettate. Cortina d’Ampezzo conta 5 mila residenti e oltre 50 mila letti per turisti: non più di 1400, entro la cerimonia inaugurale del 6 febbraio, i posti auto accessibili. Non solo cortinesi e ambientalisti, preoccupati anche da caldo anomalo e ritardo della neve, denunciano il rischio-flop.
Uno studio dei costruttori dell’Ance documenta l’emergenza veneta e invoca «una programmazione adeguata a gestire almeno le grandi opere del dopo Olimpiadi, per un valore di 1,4 miliardi». Cifre shock, scovate da Open Olimpics nei report elaborati da ministero delle Infrastrutture, Rfi e dalla stessa Simico, la società pubblica che gestisce i lavori previsti per i Giochi. Per il Veneto, un’imbarazzante Caporetto: solo 3 su 25 le opere concluse, 7 quelle ancora in fase di progettazione, 4 le incompiute che si dovranno perfino sospendere durante le gare. I lavori finiti in tempo sono appena il 12%, i progettati ?il 28%, in via di esecuzione il 60%: di questi, solo 4 su 10 gli ultimati entro febbraio.
«Basta interventi in emergenza — l’attacco di Alessandro Gerotto, presidente dei costruttori — per non fermarci dopo i Giochi e la fine del Pnrr, serve programmazione». Un dopo-Zaia subito bollente, nelle mani del neogovernatore veneto Alberto Stefani.
Simboli della crisi, la cabinovia olimpica di Socrepes, la nuova pista da bob, il parcheggio sotto l’ex stazione dei treni e la ristrutturazione del trampolino inaugurato nel 1956. A questi si sommano le varianti di Longarone e della stessa Cortina: lavori per oltre un miliardo, consegna promessa tra il 2029 e il 2032, o neppure ipotizzabile.
A rischio tutto il resto, ossia il grosso di lavori e appalti: strade, gallerie e parcheggi, ribattezzati “piano di accessibilità a Cortina”, le infrastrutture “accessorie” della pista da bob, palazzetto del ghiaccio, nuova cabinovia e villaggio olimpico a Fiames. «Gli atleti finiranno in container privi di spazi comuni — dice lo storico fotografo Diego Gaspari Bandion — le sciatrici di Italia e Usa alla fine hanno preferito stare in hotel».
Data segnata in rosso, l’Epifania. Dopo il 6 gennaio e fino a metà marzo chiuderanno l’area-sci delle Tofane, piste e rifugi compresi, palaghiaccio e palestre, l’intera zona considerata olimpica. I 700 agenti reclutati per la sicurezza saranno alloggiati a 40 chilometri: anche per studenti e pendolari si profila un’odissea quotidiana. A Roma il governo parla di un «miracolo del nostro saper fare». A Cortina si ingrossano le fila di chi ammette un «fallimento del loro saper parlare».
La verità, forse, tra sette anni: in Veneto il fine lavori slitta a dopo le Olimpiadi invernali 2030, contese tra Nord America e Norvegia.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

“TRUMP HA LA PERSONALITÀ DI UN ALCOLIZZATO”: IL CAPO DELLO STAFF DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES, IN UN’INTERVISTA A “VANITY FAIR” SI LASCIA ANDARE E DIPINGE IL PRESIDENTE COME UN EGOMANE SENZA LIMITI

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

“GOVERNA CON L’IDEA CHE NON CI SIA NULLA CHE NON POSSA FARE. COME GLI ALCOLISTI CHE HANNO UNA PERSONALITÀ ESAGERATA QUANDO BEVONO”… SU MUSK È LAPIDARIA: “È UN CONCLAMATO CONSUMATORE DI KETAMINA, UN TIPO STRANO”

Donald Trump “ha la personalità di un alcolizzato”, nonostante il presidente sia noto per essere astemio. A dirlo è la potente Susie Wiles, capo dello staff della Casa Bianca, in un’intervista a Vanity Fair. Wiles ha affermato che Trump governa con “l’idea che non ci sia nulla che non possa fare. Niente, zero, niente”.
“Gli alcolisti ad alto funzionamento, o gli alcolisti in generale,
hanno una personalità esagerata quando bevono”, ha spiegato. Il capo dello staff ha poi sottolineato che “potrebbe esserci un elemento” di ritorsione politica nei procedimenti contro i suoi oppositori politici.
“La gente potrebbe pensare che sembri vendicativo”, ha detto in risposta a una domanda sul procedimento penale contro l’ex direttore dell’Fbi James Comey. “Non credo che si svegli pensando alla vendetta. Ma quando si presenta l’occasione, la coglie”. Wiles ha affermato di aver cercato di convincere il presidente a porre fine al suo “regolamento dei conti” entro i primi 90 giorni del suo secondo mandato.
Il tentativo, ha ammesso, è fallito, mentre la sua pressione per l’avvio di procedimenti giudiziari continuava. Wiles ha poi offerto valutazioni poco lusinghiere su alcuni degli alleati più stretti del tycoon. Del vicepresidente JD Vance, ha detto che è “un teorico della cospirazione da un decennio” e ha suggerito che la sua evoluzione da critico di Trump ad alleato leale sia stata “in un certo senso politica”.
Riguardo a Elon Musk, Wiles ha detto che è un “conclamato consumatore di ketamina” e “un tipo strano, strano, come penso che siano i geni”. La sua azione per smantellare l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid), tuttavia, l’ha lasciata “sgomenta”.
Rivolgendosi al procuratore generale Pam Bondi, Wiles ha affermato di aver “completamente sbagliato” nella gestione dei fascicoli Epstein.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“DA LUCIO CARACCIOLO UNA NUBE TOSSICA SULL’UCRAINA” : IL PROFESSORE DELLA JOHN CABOT FEDERIGO ARGENTIERI, FRANZ GUSTINCICH E GIORGIO ARFARAS LASCIANO IL CONSIGLIO DI “LIMES” E DENUNCIANO “IL PREGIUDIZIO STRUTTURALE CHE LA RIVISTA HA NEI CONFRONTI DI KIEV DA OLTRE VENT’ANNI”

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

“ALLA VIGILIA DELL’INVASIONE DEL 24 FEBBRAIO 2022, CARACCIOLO DICHIARÒ IN TV CHE LA RUSSIA NON AVREBBE MAI INVASO. SE SEI UN ESPERTO GEOPOLITICO E SBAGLI IN MODO MACROSCOPICO, DOVRESTI RENDERNE CONTO. IN ITALIA QUESTO NON ACCADE” … SI SVEGLIANO TARDI, SONO ANNI CHE LA RIVISTA, PER MANO DEL SUO DIRETTORE, E’ SCHIERATA SU POSIZIONI CHE STRIZZANO L’OCCHIO AL CREMLINO

Federigo Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, è stato nel comitato redazionale di “Limes”, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, sin dalla sua fondazione nel 1993. Ma il mese scorso ha inviato un telegramma, insieme a Franz Gustincich e Giorgio Arfaras (che faceva parte del consiglio scientifico), per chiedere di essere rimosso.
Un piccolo scossone nella prima pagina della rivista, che finora era stata piuttosto immutabile, così immutabile che si possono contare almeno tre morti (Furio Colombo dal 2025, Luigi Vittorio Ferraris dal 2018 e Luciano Antonetti addirittura dal 2012), senza che i nomi siano accompagnati da una piccola croce o una losanga come si usa in questi casi.
Professore, partiamo dalla notizia. Lei ha deciso di uscire dal consiglio redazionale di Limes. Perché proprio ora?
Siamo in una fase cruciale, probabilmente la più difficile per l’Ucraina dall’inizio della guerra, non tanto sul piano militare quanto su quello diplomatico e internazionale. Con gli Stati Uniti che si svincolano dalla Nato, che attaccano l’Unione europea apertamente, e con un allineamento sempre più evidente tra America e Russia, questo è il momento in cui bisogna fare scelte chiare, senza ambiguità.
In questo contesto ho ritenuto che non fosse più ammissibile che il mio nome comparisse nel tamburino di Limes
Parla di una decisione politica e morale, non personale.
Non si tratta di opportunismo né di “saltare sul carro del vincitore”, anche perché l’Ucraina oggi non è certo il vincitore. È una scelta di coerenza. Io ho scritto poco per Limes, anche
perché il suo approccio geopolitico – centrato quasi esclusivamente sui rapporti di forza – non mi è mai stato del tutto congeniale. Ma il punto non è questo. Il vero problema è il pregiudizio strutturale che la rivista ha nei confronti dell’Ucraina da oltre vent’anni.
Vent’anni sono tanti. Quando individua la svolta?
La svolta è chiarissima: 2004, la Rivoluzione arancione. Da lì in poi Limes assume una postura costantemente diffidente, se non apertamente ostile, verso l’Ucraina. È lo stesso momento in cui esce in Italia “Raccolto di dolore” di Robert Conquest sulla carestia staliniana, libro che ho curato e prefato dopo averlo letteralmente fatto uscire da un cassetto dove era stato relegato per anni. E cosa fa Limes? Pubblica a puntate – poi per fortuna solo una – “L’autobus di Stalin” di Antonio Pennacchi: un’orrenda apologia cinica del dittatore, mascherata da allegoria grottesca. Un bravo scrittore che conosce bene le dinamiche dell’Agro pontino ma ben poco quelle sovietiche, che si inerpica in un esercizio davvero incomprensibile.
Un affronto personale?
Lo fu. Non solo sul piano scientifico e morale, ma anche umano. All’epoca io e Lucio Caracciolo eravamo amici da vent’anni. Non una conoscenza superficiale. Vedere ridicolizzata la tragedia della collettivizzazione e della carestia ucraina in quel modo fu per me inaccettabile. Ci fu una protesta formale dell’Associazione italiana di studi ucrainistici e anche pressioni interne: la seconda puntata non uscì. Ma la linea non cambiò.
Lei però è rimasto dentro Limes per altri vent’anni. E nella
rivista hanno scritto spesso autori decisamente non filo-russi.
Per una combinazione di fattori. Perché si potevano trovare anche analisi condivisibili, perché nessuno ha mai messo in discussione la mia presenza. I legami personali, come spesso accade, sono duri a morire. E poi c’era sempre la speranza, forse ingenua, di un cambio di rotta. Cambio che non c’è mai stato, anzi: dal 2014 in poi le cose sono peggiorate.
Si riferisce all’annessione della Crimea e alla guerra nel Donbas.
Da allora Limes ha iniziato a pubblicare sistematicamente mappe con la Crimea colorata come Russia, spesso anche il Donbas. Alla protesta ripetuta dell’ambasciatore ucraino, Caracciolo rispondeva: “Se cambierà la realtà, cambieremo il colore della cartina”. È un’assurdità cartografica prima ancora che politica. Le aree contese si rappresentano come tali. Qui invece si faceva una scelta netta.
Dopo il 2022 la frattura diventa definitiva.
Alla vigilia dell’invasione del 24 febbraio 2022, Caracciolo dichiara in televisione che la Russia non avrebbe mai invaso. Una previsione clamorosamente sbagliata. Qui entra in gioco un tema fondamentale: l’accountability, una parola che in italiano non ha traduzione e forse si capisce perché. Se sei un esperto geopolitico e sbagli in modo così macroscopico, in qualche modo dovresti renderne conto. In Italia questo non accade.
E secondo lei questo ha contribuito all’attuale approccio televisivo alla guerra, in cui si cerca una specie di par condicio tra chi difende l’Ucraina e chi gli interessi di Mosca?
È una nube tossica mediatica che avvelena il pubblico e finisce
per influenzare anche la politica. Limes e Caracciolo hanno una responsabilità maggiore di tanti ciarlatani televisivi proprio perché il loro livello culturale è elevato. Quando una fonte autorevole contribuisce alla disinformazione, il danno è più grave. Negli altri paesi europei, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, non c’è la carrellata di figure improponibili che oggi trovano grande spazio in certi programmi. Neanche Fox News è così schierata, solo in Russia si vedono le trasmissioni che ci sono in Italia. I miei colleghi stranieri sono stupefatti davanti a questa, chiamiamola, unicità.
Però non tutta l’informazione televisiva ospita filo-russi o figure impreparate.
Si salvano alcuni programmi del mattino, quando però l’audience totale è un quarto di quella serale, come a dire: tra pochi si possono fare riflessioni più sensate, mentre quando il pubblico cresce bisogna sparare panzane. Per fortuna ci sono i due canali all news, Rainews24 e Skytg24, e soprattutto la radio, con in testa l’ottima Rai Radio1, seguita da Radio24 e altri canali che fanno informazione in modo corretto.
La sua non è l’unica uscita da Limes.
Franz Gustincich, giornalista e analista geopolitico, storico collaboratore della rivista e profondo conoscitore dell’Europa centro-orientale, lascia il consiglio redazionale.
Giorgio Arfaras, economista, e membro del comitato scientifico del Centro Einaudi, esce invece dal consiglio scientifico.
In conclusione: è una rottura definitiva o un atto di testimonianza?
È un atto di coerenza. Non mi interessano le rotture simboliche, ma le responsabilità intellettuali sì. In un momento come questo, non si può restare dentro una cornice che contribuisce a deformare la comprensione della realtà. Per me, semplicemente, non era più ammissibile.
(da Adnkronos)

argomento: Politica | Commenta »

“ESCO DAL CONSIGLIO SCIENTIFICO DI LIMES, PER INCOMPATIBILITÀ CON LA LINEA POLITICA DI MANCATO SOSTEGNO AI PRINCIPI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, STRACCIATI DALL’AGGRESSIONE RUSSA ALL’UCRAINA”

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

DOPO L’USCITA DI FEDERIGO ARGENTIERI, ANCHE IL GENERALE CAMPORINI, EX CAPO DI STATO MAGGIORE DI AERONAUTICA E DIFESA, LASCIA “LIMES” IN POLEMICA CON LA LINEA FILO-RUSSA DI LUCIO CARACCIOLO

Dopo l’uscita di Federigo Argentieri, Franz Gustincich e Giorgio Arfaras dai comitati di Limes – rivelata da Adnkronos con
un’intervista ad Argentieri – anche il generale Vincenzo Camporini ha annunciato la sua uscita dal Consiglio scientifico della rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. A renderlo noto è stato lo stesso Camporini con un messaggio pubblicato su X, nel quale motiva la decisione con una “incompatibilità con la linea politica di mancato sostegno ai principi del diritto internazionale, stracciati dall’aggressione russa all’Ucraina”. Camporini è stato capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e della Difesa.
L’annuncio arriva a poche ore dalla pubblicazione dell’intervista in cui Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, ha spiegato le ragioni della sua uscita da Limes, rivista di cui faceva parte sin dalla fondazione nel 1993. Una decisione maturata nel tempo e resa, a suo giudizio, inevitabile dal contesto internazionale e dal modo in cui il conflitto ucraino è stato raccontato negli anni.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

L’ESTREMISTA DI DESTRA, JOSÉ ANTONIO KAST, APPENA ELETTO PRESIDENTE DEL CILE COL 58% DEI VOTI, È UN GRANDE AMMIRATORE DI AUGUSTO PINOCHET. È LA PRIMA VOLTA, DA QUANDO 35 ANNI FA NEL PAESE È STATA RESTAURATA LA DEMOCRAZIA, CHE UN SOSTENITORE DELLA DITTATURA SALE AL POTERE

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

KAST VUOLE “RIPULIRE” LA STORIA DEL REGIME, ABOLIRE LA COMMISSIONE CHE INDAGA SULLA SORTE DEI 1.210 CILENI DESAPARECIDOS E GRAZIARE I 141 DETENUTI CONDANNATI PER VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI… IN PIENO STILE TRUMP, HA PROMESSO DI ESPELLERE I 330 MILA IMMIGRATI CLANDESTINI E DI LICENZIARE BUONA PARTE DEI FUNZIONARI PUBBLICI, DEFINITI “PARASSITI”

Augusto Pinochet, l’uomo che dal 1973 al 1990 impose sul Cile un regno del terrore, con ogni probabilità sta sorridendo nella tomba. Un suo grande ammiratore, il fanatico di estrema destra José Antonio Kast, è appena stato eletto presidente con il 58% dei voti, sbaragliando l’avversaria di centrosinistra, la comunista Jeannette Jara, fermatasi al 42%.
È la prima volta, da quando trentacinque anni fa nel Paese è stata restaurata la democrazia, che un sostenitore della dittatura ottiene la presidenza.
Il suo programma e le sue promesse, oggi tristemente familiari alle donne e agli uomini degli Stati Uniti e di altri Paesi, hanno fatto presa su una popolazione arrabbiata, confusa e desiderosa di un cambiamento radicale: la promessa di espellere tutti i 330 mila immigrati clandestini e di usare il pugno di ferro contro il crimine e il narcotraffico, il licenziamento di innumerevoli funzionari pubblici (che uno dei suoi consiglieri più stretti ha definito «parassiti») e l’impegno a ridurre l’inflazione.
È possibile, quindi, vedere questo risultato come uno dei tanti esempi della tendenza mondiale verso l’autoritarismo nativista, ma in un Paese la cui lotta vittoriosa per la democrazia è stata, nel corso dell’ultimo mezzo secolo, fonte di ispirazione per il mondo intero, è particolarmente sconcertante.
I cileni furono capaci di liberarsi della dittatura, in particolare con il referendum dell’ottobre 1988, quando i tentativi del generale Pinochet di mantenere indefinitamente il governo del Paese vennero sonoramente sconfitti; un voto tanto più coraggioso perché aveva sfidato un regime che controllava i media, l’economia e la forza pubblica.
La stella di Pinochet si offuscò ulteriormente nel 1990, quando fu restaurata la democrazia, e ancora nel 1998, quando il generale fu arrestato a Londra con l’accusa di aver commesso crimini contro l’umanità e, successivamente, quando si scoprì che aveva sottratto al Paese milioni di dollari.
Sembrava che la sua morte, il 10 dicembre del 2006 (ironia della sorte: è la giornata internazionale per i diritti umani), avesse inflitto il colpo di grazia alla sua influenza. In tutte le città del Cile si riunirono folle festanti che scandivano «Adiòs, General».
Quasi vent’anni dopo, vorrei essere stato meno profetico. Molti sostenitori di Pinochet, recalcitranti, avevano continuato a venerarlo (per aver salvato il Cile dal comunismo, per aver imposto la legge e l’ordine, perché le sue politiche economiche neoliberiste avevano, secondo loro, fatto del Cile un Paese «moderno»). Ma erano una minoranza. La vittoria di Kast va quindi interpretata come un terremoto politico ed etico.
L’uomo più potente del Paese cercherà di ripulire il passato violento della dittatura, le esecuzioni, gli esilii, le torture e i campi di concentramento. E ha già annunciato di voler graziare i 141 detenuti condannati dalle corti cilene per violazioni dei diritti umani, compreso Miguel Krasnoff, che per i suoi crimini è stato condannato a più di mille anni di prigione.
Inoltre, Kast ha intenzione di abolire l’Istituto per i diritti umani
e la commissione incaricata di indagare sulla sorte dei 1.210 cileni tuttora desaparecidos. Di più: fautore di un cattolicesimo reazionario e tradizionalista, è contrario all’aborto, anche in caso di stupro o di rischio per la vita della madre; ha votato contro le unioni civili per le coppie omosessuali; respinge le rivendicazioni delle popolazioni indigene riguardo ai loro diritti e alla loro identità.
In questa crociata per riscrivere il passato e riplasmare il futuro, Kast incontrerà la resistenza dei milioni di cileni che hanno votato contro di lui; anche se al momento sono una minoranza, sono gli eredi di una tradizione centenaria di ricerca della giustizia
Quel fiume traboccherà di indignazione quando Kast proverà a smantellare il welfare creato da tanti uomini e donne che sono stati disposti a rischiare la vita per costruire un paese fondato sulla solidarietà anziché sul profitto.
Non hanno avuto paura in passato e non ne avranno ora. Ma perché la mobilitazione che si opporrà a Kast abbia successo, per fare in modo che questa sia solo una parentesi nelle alterne vicende del Cile e non una tendenza dominante dei prossimi decenni, la resistenza avrà bisogno di un altrettanto valoroso tentativo di trovare una via d’uscita dalla crisi.
Perché Kast non avrebbe vinto se i partiti di centrosinistra e le loro élite non avessero fallito nel tentativo di proporre un’alternativa percorribile, se non avessero perso il contatto con i problemi che assillano il cittadino medio. Ciò di cui c’è bisogno adesso è un profondo rinnovamento intellettuale delle forze
progressiste, una dolorosa resa dei conti con i nostri limiti.
Serve uno sforzo per capire come la lotta per la democrazia può essere collegata alla lotta per avere case e lavori migliori, a quella contro le devastazioni dell’apocalisse climatica, a quella per l’uguaglianza, in un mondo dominato dai super ricchi.
Ora che il Cile ferito e instabile si unisce alla schiera delle nazioni che si trovano a fare i conti con l’autoritarismo, la frase che ho usato tanti anni fa in occasione della morte di Pinochet torna a essere attuale: «La battaglia per l’anima del mio Paese è appena cominciata».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

PER TRUMP LA DEMOCRAZIA È SOLO UN FASTIDIOSO DETTAGLIO: IN MENO DI UN ANNO ALLA CASA BIANCA “THE DONALD” HA FIRMATO 221 ORDINI ESECUTIVI, PIÙ DI QUANTI NE AVESSE FIRMATI NELL’INTERO PRIMO MANDATO, AGGIRANDO IL CONGRESSO E COSTRINGENDO I MAGISTRATI A CONFRONTARSI CON I LIMITI COSTITUZIONALI DEL SUO POTERE

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

IL TYCOON HA UTILIZZATO QUESTI ORDINI PER IMPORRE DAZI SU LARGA SCALA, CERCARE RAPPRESAGLIE CONTRO I SUOI “NEMICI” E INTERVENIRE SU QUESTIONI DI OGNI TIPO, DALL’IMMIGRAZIONE ALLA PRESSIONE DELL’ACQUA NELLE DOCCE…UN TERZO DEGLI ORDINI ESECUTIVI È STATO IMPUGNATO NEI TRIBUNALI

Donald Trump ha firmato più ordini esecutivi in meno di un anno di presidenza di quanti ne avesse firmati nell’intero primo mandato, aggirando ripetutamente il Congresso e costringendo i tribunali a confrontarsi con i limiti costituzionali del suo potere.
Lo scrive il Washington Post. Lunedì Trump ha firmato un provvedimento che dispone la designazione del fentanyl come “arma di distruzione di massa”, il 221/mo ordine esecutivo del suo secondo mandato.
Dalla sua inaugurazione, Trump ha utilizzato questi ordini per imporre dazi su larga scala, cercare rappresaglie contro quelli che considera i suoi nemici e intervenire su questioni culturali di
ogni tipo, dalle leggi sull’immigrazione alla regolamentazione della pressione dell’acqua nelle docce.
Secondo un’analisi del Wp basata su dati delle organizzazioni non profit CourtListener e JustSecurity, un terzo degli ordini esecutivi di Trump è stato esplicitamente impugnato in tribunale entro il 12 dicembre.
I presidenti statunitensi hanno progressivamente concentrato il potere esecutivo per aggirare il Congresso sin dall’inizio del XX secolo. Tuttavia, Trump ha accelerato una tendenza che si è intensificata negli ultimi decenni, in un contesto di calo dell’attività legislativa e di crescente scontro partitico.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

CONTI CORRENTI, COSTI AUMENTATI DEL 23%, CON UNA SPESA MEDIA DI 100 EURO L’ANNO: L’ANALISI DI BANKITALIA

Dicembre 16th, 2025 Riccardo Fucile

LA PRESA PER I FONDELLI DEL GOVERNO: TASSANO LE BANCHE COME SE NON SAPESSERO CHE POI SI RIFANNO SUI CLIENTI

Negli ultimi dieci anni tenere un conto corrente è diventato progressivamente più caro per le famiglie italiane. A certificarlo è un’analisi della Banca d’Italia, che prende in considerazione i costi realmente pagati dai correntisti, ricavati direttamente dagli estratti conto del 2024. Non si tratta quindi di prezzi “di listino”, ma di spese effettive, sostenute cioè giorno per giorno.
Quanto costa oggi un conto corrente tradizionale
Per chi utilizza un conto corrente bancario tradizionale, cioè gestito in filiale, la spesa media annua ha superato la soglia dei 100 euro, arrivando a 101,1 euro, leggermente più alta rispetto all’anno precedente; questo aumento è avvenuto nonostante una riduzione di alcune voci fisse, come il canone base o il costo della carta di debito. Il problema principale, infatti, non è tanto il prezzo del “pacchetto” iniziale, quanto l’aumento delle commissioni sulle singole operazioni e il fatto che i clienti oggi fanno più movimenti rispetto al passato. Ogni prelievo, bonifico o servizio accessorio pesa di più sul totale finale. Cosa significa
Significa che anche se il canone mensile resta stabile, un cliente che preleva spesso contanti o utilizza bonifici immediati può trovarsi a fine anno con una spesa complessiva più elevata.
Conti online: più convenienti, ma non immuni dagli aumenti
Diverso è invece il discorso per i conti correnti online, che continuano a essere la soluzione meno costosa. Qui i prezzi unitari dei servizi sono scesi, ma l’aumento dell’operatività ha comunque fatto crescere la spesa media, che si attesta a 30,6 euro all’anno, cioè circa 1,7 euro in più rispetto al 2023. In sostanza, anche se le commissioni sono più basse, il maggior utilizzo del conto (pagamenti digitali, trasferimenti frequenti di denaro) porta a spendere leggermente di più.
Conti postali: rincari più evidenti
Per i conti correnti postali, invece, l’aumento è stato più marcato: sono cresciute sia le commissioni applicate sia il numero di operazioni effettuate dagli utenti. Il risultato è una spesa media annua salita da 67,3 a 71,6 euro.
Il peso crescente dei conti online
Un dato interessante riguarda la spesa media complessiva, calcolata tenendo conto di tutte e tre le tipologie di conto. Questa si è ridotta a 85,3 euro, in calo rispetto all’anno precedente; non perché i conti costino meno, ma perché sempre più persone scelgono conti online, che abbassano la media generale. In altre parole, la diffusione dei conti digitali ha compensato l’aumento dei costi e dell’operatività.
Commissioni su credito e sconfinamenti
Restano stabili le commissioni per la messa a disposizione dei fondi (cioè il costo applicato quando la banca concede una linea di credito), ferme intorno all’1,6% del fido accordato. Al contrario, è aumentato il costo della cosiddetta istruttoria veloce, applicata quando si va in rosso o si supera il limite del conto: la commissione media è salita a 16,2 euro.
Dieci anni di rincari: il bilancio finale
Guardando al lungo periodo, il quadro è ancora più chiaro: dal 2014 al 2024, il costo medio di gestione di un conto corrente è infatti aumentato del 23%, passando da 82,2 a oltre 101 euro. Le spese fisse (come canoni e servizi base) sono cresciute in modo contenuto, mentre a pesare di più sono state le spese variabili, aumentate di oltre il 34%. A incidere sono soprattutto: l’aumento dei costi dei prelievi agli sportelli automatici e il maggiore utilizzo di operazioni a pagamento, come i bonifici istantanei.
Le critiche delle associazioni dei consumatori
Le associazioni dei consumatori lanciano un vero campanello d’allarme: mentre le famiglie italiane vedono crescere costantemente le spese legate al conto corrente, le banche continuano ad aumentare i prezzi, nonostante gli alti profitti. L’Unione Nazionale Consumatori osserva come la breve pausa nei rincari dello scorso anno sia stata solo temporanea, e sottolinea che la vera difficoltà per i clienti deriva dalla scarsa concorrenza nel settore. In pratica, senza alternative realmente vantaggiose, le famiglie si trovano a dover sostenere costi sempre più alti, a fronte di servizi che non migliorano significativamente. È un meccanismo che rende evidente quanto oggi sia fondamentale scegliere con attenzione la tipologia di
conto e monitorare l’uso dei servizi bancari, per evitare che le spese variabili diventino un peso insostenibile.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.957)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (44)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Dicembre 2025
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  
    « Nov   Gen »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • COSA NON TORNA DELLA VERSIONE DEL MINISTRO CROSETTO SULLA PRESENZA A DUBAI DURANTE L’ATTACCO ALL’IRAN
    • CROSETTO A DUBAI, L’AMBASCIATORE BENASSI: “VICENDA POCO CREDIBILE E IMBARAZZANTE”
    • NEL 2025 LA PRESSIONE FISCALE COMPLESSIVA È RISULTATA PARI AL 43,1% DEL PIL, IN AUMENTO RISPETTO AL 42,4% DELL’ANNO PRECEDENTE
    • PER GIORGETTI I CONTI NON TORNANO! NEL 2025 IL RAPPORTO TRA DEFICIT E PIL SI ATTESTA AL 3,1%, OLTRE LA SOGLIA CHE AVREBBE PERMESSO ALL’ITALIA DI USCIRE DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE UE
    • IL QATAR ANNUNCIA LO STOP ALLA PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO NELL’IMPIANTO DI RAS LAFFAN, IL PIÙ GRANDE AL MONDO, COLPITO DA UN DRONE IRANIANO. IL PREZZO SUPERA IN POCHI MINUTI I 46 EURO (+45%)
    • SOLO IL 27% DEGLI AMERICANI APPROVA L’ATTACCO ALL’IRAN
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA