ANCHE I PARLMENTARI GRILLINI “TENGONO FAMIGLIA” E DA 2.500 EURO ORA SI PARLA DI 11.000 EURO DI STIPENDIO”
UNO DEI DIBATTITI PIU’ ACCESI TRA I PARLAMENTARI CINQUESTELLE STA DIVENTANDO LA SOMMA DA PERCEPIRE: “NON SIAMO FRANCESCANI, QUA SI RISCHIA DI RIMETTERCI”
Mentre i cronisti sono chiusi in una stanzetta ad ascoltare la conferenza stampa ufficiale, i parlamentari rimasti escono tutti insieme, come una scolaresca in gita.
Per alcuni c’è un pullman, altri sono in macchina: «Stiamo morendo di fame», ripetono l’uno all’altro, ridendo e dandosi appuntamento per oggi.
«Non siamo ancora sistemati — dice Paola Carinelli — questa settimana, poi, c’è anche il conclave».
Di politica o cambi di linea non vogliono neanche sentir parlare.
Dopo l’ingresso a sorpresa di Ivan Catalano, l’apertura a un fermento che starebbe scuotendo il Movimento, c’è il serrate le file.
I neoparlamentari sono guardati a vista da ragazzi con su cartellini con scritto “staff”.
Giulia Sarti e Matteo Dall’Osso — emiliani — stanno rispondendo a qualche domanda dei cronisti, lontani dalle telecamere, ma vengono invitati a entrare: «È tardi, andate».
Laura Castelli e Marco Scibona, piemontesi, si fermano dopo un caffè a chiacchierare: quando si accorgono che gli interlocutori sono giornalisti, gli “staff” intervengono.
Lei ha un moto di ribellione: «Insomma, è maleducazione neanche fermarsi».
Loro dicono: «Ma no, scusa, per carità ». E però, sono lì guardinghi.
Massimo Artini, toscano dai modi aperti, offre il caffè e fa due chiacchiere: lui pontiere col Pd?
Proprio no.
«È vero che andavo alle medie con Matteo Renzi, ma facevamo insieme solo educazione fisica. L’ultima volta che l’ho sentito era prima delle elezioni per una riunione sugli inceneritori. Lapo Pistelli? Sì, gli curo il sito da anni, me l’ha presentato un compagno di tango».
È di fretta, è imprenditore informatico e sta preparando un forum per le discussioni interne al Movimento.
Così, magari, non si perderanno ore com’è successo ieri sulla questione rimborsi.
«Siamo arrivati in Parlamento dicendo che avremmo preso 2500 euro al mese e invece ora stiamo discutendo se tra rimborsi e tutto il resto prenderne 11mila».
Bisogna tagliare ancora, dicono in molti. «Rendicontare tutte le spese e metterle on line».
Una parlamentare siciliana avvisa: «In Sicilia hanno fatto un errore e restituito più di quello che dovevano, ci stanno rimettendo».
E un’altra: «Dobbiamo prendere il giusto, ma non fare i francescani, non vivere come universitari fuori sede nelle case tutti insieme».
Così, ogni decisione su quanto tagliare viene rinviata a un «gruppo indennità ».
Nel regolamento messo on line da Grillo e Casaleggio c’è scritto che potranno prendere 2500 euro netti di stipendio base, più diaria e rimborsi vari.
Si arriva a 11mila: «Diamo mandato ai gruppi di cambiare il regolamento ».
Crimi consiglia: «Domani vi daranno dei fogli, non firmate niente».
E altri: «Non date il vostro iban».
Nel frattempo, al bar, arrivano due deputati siciliani. Abbigliamento ricercato, maglioni firmati. Francesco D’Uva, di Messina, ha 25 anni e un dottorato di ricerca in scienze chimiche: «Non so ancora se mi danno l’aspettativa, dicono che è solo per la maternità ».
Alla Camera si può evitare la cravatta. «Io la metterò. Almeno per l’insediamento».
Con lui c’è Alessio Villarosa, 32 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto: «Ero settimo in lista. La notte dei risultati sono andato a letto convinto di non avercela fatta. E invece».
Una delle prime ad andar via è una giovane donna con un bimbo in braccio: ha appena un anno, cammina da poco, ma ha corso per mezzo pomeriggio nella hall, sorridente e accudito dal papà . Da mercoledì basta alberghi: le riunioni saranno in Parlamento.
Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica“)
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