“A DESTRA LA CLASSE DIRIGENTE È VERAMENTE SCARSA”: MARCELLO VENEZIANI CI HA PRESO GUSTO A STRONCARE L’ARMATA BRANCAMELONI
“NON C’È STATO NEANCHE UN TENTATIVO DI FAR NASCERE UNA CLASSE DIRIGENTE ADEGUATA. HANNO AVUTO COME UNICO ORIZZONTE QUELLO ELETTORALE. DOPO TRE ANNI NON POSSO DIRE DI ESSERE DELUSO PERCHE’ NON MI ERO MAI ILLUSO”
“Non sono deluso, e lo posso dimostrare. Già prima del voto avevo dato
un’indicazione favorevole a questa coalizione, ma avevo detto di non farsi illusioni. Quando la destra arriverà al governo farà esattamente ciò che si faceva prima, perché non ha il potere per cambiare davvero. Sarebbe licenziata in un attimo se provasse una reale discontinuità con alcuni poteri internazionali e interni. Di conseguenza, non aspettatevi nulla”.
Lo dice, nel corso della sua partecipazione alla terza puntata del podcast “Diario di cittadinanza. Voci, storie e numeri delle diseguaglianze italiane” promosso dalla Svimez, il giornalista e scrittore Marcello Veneziani, tornando ad esprimere una valutazione sulla classe dirigente della destra italiana e sulle aspettative legate al suo arrivo al governo guidato da Giorgia Meloni.
Proprio per questa consapevolezza iniziale “dopo tre anni posso dire di non essere deluso semplicemente perché non mi ero illuso” afferma Veneziani che rivolge però una critica al versante politico di riferimento, sottolineando la mancanza di un progetto di rinnovamento interno.
“Non c’è stato neanche un tentativo di far nascere una classe dirigente adeguata. La classe dirigente è scarsa, veramente scarsa, e ha avuto come unico orizzonte quello elettorale”. E questo vale anche per il Sud. “Se guardo al ceto politico,
sindacale o a quei gruppi che un tempo componevano la leadership del Sud, trovo il silenzio assoluto. Oggi una classe dirigente del Sud non la vedo più”.
Infine, tra consigliare a un ragazzo del Sud se partire o restare, Marcello Veneziani propone ai giovani una terza via: la “tornanza”, partire per fare esperienza, ma con l’idea di tornare o mantenere una doppia presenza tra dentro e fuori, in modo fluido. Sottolinea poi il valore dell’eredità culturale del Sud, in particolare della formazione umanistica, che dovrebbe integrarsi con competenze tecniche, economiche e scientifiche. Per il futuro del Mezzogiorno, immagina figure “centauro”, capaci di unire visione filosofica e capacità manageriali, considerandole l’unica vera strada di rilancio per il territorio.
L’intera puntata si può vedere e ascoltare sul sito della Svimez e sulle principali piattaforme streaming. Il podcast Diario di Cittadinanza. Voci, storie e numeri delle diseguaglianze italiane, è curato da Stefano Di Traglia, Antonio Fraschilla e Patty Torchia.
(da agenzie)
Leave a Reply